Anoscopia

Come viene eseguita l’anoscopia

L’anoscopia è una metodica diagnostica di semplice esecuzione e deve rappresentare, sempre, l’atto finale di una corretta e completa visita proctologica. Alla fine dell’esplorazione digitale del retto e dell’ano, con il paziente sempre nella medesima posizione (adagiato sul proprio fianco sinistro e le gambe flesse sull’adome), l’anoscopio dotato di un otturatore conico, viene adeguatamente lubrificato e quindi è introdotto delicatamente e senza forzare nell’ano; estratto l’otturatore l’esame dell’anoscopia ha inizio facendo fuoriuscire lentamente lo strumento e visionando direttamente le pareti dell’ano. L’anoscopia permette la visione diretta della parte inferiore dell’ampolla rettale, dei tre plessi emorroidari, della linea pettinata e della parte inferiore del canale anale. Durante l’anoscopia è possibile evocare alcune manovre necessarie per mettere in evidenza l’eventuale presenza di prolasso mucoso o la procidenza dei tre plessi emorroidali, oppure tecniche operative, quali la fotocoagulazione a raggi infrarossi o la legatura elastica, nella malattia emorroidaria agli stadi iniziali.