Domande e Risposte su: Carcinoma del colon e del retto

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gentilissimo dottore mio marito di 41 anni ha effettuato un anno fa l'asportazione di polipo con il seguente referto istologico :frammenti disgregati e non sempre orientabili di adenoma tubulo villoso con displasia di alto grado. Effettuata nuova colonscopia con esito positivo dopo sei mesi. a dicembre analisimolecolare sui vetrini che indica:hMSH2PRES /Hmsh6PRES/ Hmlh1PRES/ Hpms2 PRES l'analisi dei loci mononucleotidici BAT-26,BAT-25,NR-22,NR-24 ha evidenziato la assenza di instabilita' dei microsatelliti in tutti i loci esaminati.Vorrei un suo parere aspetto una sua risposta grazie dell'attenzione

Cara Signora,
Le analisi genetiche sembrano dimostrare la presenza di geni mutageni che predispongono al carcinoma colorettale. Questo non significa che il cancro debba presentarsi in ogni caso ma solo che le persone con questi geni mutati hanno una maggiore predisposizione al cancro colorettale e quindi devono eseguire cadenzati controlli endoscopici. Essendo una mutazione genetica dominante i genetisti consigliano di estendere le indagini a tutti i diretti familiari della persona con mutazione presente (figli, fratelli, genitori) al fine di operare una corretta prevenzione. Comunque già l’asportazione del polipo tubulo villoso con displasia grave è un evento che se manifestato in giovane età deve mettere in allarme la prevenzione e suo marito almeno dovrà sottoporsi a frequenti controlli clinici.

Egregio Dottore, mio padre 69 anni, è stato operato di tumore all\'intestino nello scorso gennaio 2010, intervento e decorso operatorio andato benissimo,tranne la comparsa di una fistola nel passaggio del drenaggio, che ancora a distanza di quasi otto mesi, non va via. Il chirurgo che lo ha operato sostiene che si riassorbirà,che è una cosa che capita di rado e che bisogna avere solo pazienza,mentre altri medici interpellati, ritengono di dover procedere ad una colostomia che potrebbe rivelarsi anche definitiva. I disagi di tale situazione non sono pochi,perchè comportano bruciori, dolori e disagio psicologico,anche perchè il paziente è sottoposto a chemioterapia che dovrebbe terminare in questo mese di settembre. Lei cosa ne pensa?

Cara Signora Chiara,
se si tratta di una fistola da cui fuoriesce materiale fecale, credo che la sua risoluzione possa essere solo chirurgica (colostomia
temporanea) da attuare solo alla fine dei cicli di chemioterapia. Nel frattempo l’attuazione di medicazioni locali potrebbero essere utili per risolvere almeno limbarazzo del paziente.

Egregio dottore,vorrei porle il problema di mia madre.Dopo essere stata operata circa un anno fa di un carcinoma infiltrante al retto,(in precedenza si era sottoposta ad un mese di radioterapie,e circa tre cicli di chemioterapie)ha cominciato a soffrire di forti dolori all`ano e successivamente ad avere perdite di feci dalla vagina,da qui una diagnosi di fistola ano-genitale.A questo punto,all`inizio di luglio e` stata rioperata e le e` stata applicata una colostomia non definitiva,ora dopo tanti mesi si e` riproposta lo stesso problema,un`altra fistola!Premettendo che non ho dubbi sull`operato del chirurgo,ma com`e` possibile che siamo di nuovo punto e da capo?La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilita`.

Cara Signora Simona,
fa bene ad avere fisucia nel chirurgo che cura sua madre perchè la recidiva della fistola retovaginale non è certamente colpa della tecncia chirurgica, idonea, che è stata attuata per curare la fistola. Purtroppo i tessuti operati e irradiati sono molto fragili e didfficilmente rispondono ai normali processi di cicatrizzazione e questo spiega non solo l’insorgenza della fistola ma anche la facile recidiva.
Cari saluti

caro dottore le volevo chiedereun informazione sulla stomia e sull´asportazione dell´ ano.Mia mamma e stata operatacirca due mesi fa al colon retto con asportazione di una parte del colon piu ano, ma da 3 giorni sta sanguinando dall´ ano e le anno consigliato di farsi una T:A:C PELVICA e preoccupante oppure e tutto normale anche se non riesce ancora a sedersi e tornare alla vita normale e sempre sul letto. La ringrazio anticipatamente cordiali saluti.

Caro Signor Michele,
non è normale e sua madre prima di eseguire altri accertamenti (a volte inutili) dovrebbe sottoporsi a visita specialistica di controllo. Potrebbe sanguinare la ferita o essersi creata una lesione cutanea dove è stato suturato il perineo dopo l’asportazione dell’ano e quindi non è tutto normale così come non è normale che sua madre non abbia ripreso la sua vita quotidiana.
Cari
saluti

Egregio dottor Nicastro Dopo l'intervento per carcinoma del retto (avvenuto tre anni fa) ho tenuto per circa cinque mesi la sacca. Tolta la sacca, per ripristinare le normali funzioni fisiologiche, sono cominciati seri problemi nel momento di defecare. Passo molte ore in bagno con un senso di dolore e pesantezza in basso e lo stimolo di defecare ma senza alcun risultato, mi succede che dopo mi scarico addosso senza rendermene conto. La notte è un incubo, sono più le ore che sto in bagno che quelle di sonno, ma lo stesso non riesco a scaricare. Questo problema sta condizionando la mia vita e vorrei poter trovare un rimedio. La ringrazio anticipatamente e spero che lei possa aiutarmi a trovare un rimedio a questo mio doloroso e imbarazzante problema. Cordiali saluti.

Caro Signor Demetrio,
i problemi della defecazione dopo un intervento per carcinoma del retto posono essere relativi a tanti eventi. Innanzitutto la mancanza dell’ampolla rettale può esporre il paziente a continue evacuazioni e anche ad episodi di incontinenza fecale. Questi disturbi comunque dovrebbero regredire con il tempo. Quello che lei descrive invece è, a mio parere, un problema diverso. Potrebbe trattarsi di una stenosi della anastomosi colo-rettale. Una visita proctologica con videoproctoscopia potrebbe essere necessaria per porre una adeguata diagnosi. Lo specialista dopo potrà decidere se effettuare un ulteriore approfondimento diagnostico (manometria ano-rettale ecc.).
Cari saluti

a mio padre,74 anni,e'stato diagnosticato adenocarcinoma dell'intestino grosso di circa 7 cm.puo'ben immaginare la mia disperazione.puo',cortesemente,indicarmi l'iter da seguire?

Cara Signora Patrizia,
credo che suo padre si debba affidare alle cure del chirurgo per l’asportazione del tratto di colon colpito dal tumore. Prima comunque il chirrugo indicherà alcuni esami (TAC, ecc.), necessari per stabilire l’esatta stadiazione della malattia tumorale.
Cari saluti

Buongiorno dottor Nicastro, e complimenti vivissimi per la sua attività. Le scrivo per via di mio fratello maggiore, che ha 51 anni, vive a Genova, in casa con me e la mia famiglia. Le anticipo che mio fratello è un professore universitario di filosofia, celibe, amatissimo e viziato da mia moglie e da mia figlia che gli fanno da mamme, ama il suo lavoro, vive una vita serena, ma fin da bambino soffriva di psiconevrosi ossessivo-compulsiva, in seguito ha sviluppato fobie ipocondriache, ed è seguito da una psicologa da alcuni anni. Da poco più di 4 mesi s'è convinto di avere un tumore al colon-retto, perchè dice che gli son cominciati vaghi disturbi: flatulenza, tensione alla pancia, a volte feci secche dure che escono con fatica, a volte va due volte in bagno a poche ore di distanza l'una dall'altra; non ha mai perso sangue e non ha avuto malori. Gli ho detto di fare una colonscopia per quietarsi, ma lui ha paura perchè dice che si può perforare l'intestino. I raggi non li vuol fare perchè teme le radiazioni. Io lo conosco bene e so che sono scuse, ha paura dei risultati. A fatica l'ho convinto a fare gli esami del sangue ed erano tutti nella norma, a parte una lieve anemia (RBC 4,5; Hb = 14,1) che però ha sempre avuto, nel 2004 aveva RBC = 4,6. Adesso entro nel merito della domanda che intendo porLe. La psicologa gli ha detto che non può essere un cancro, gli ha fatto questo ragionamento: "se fosse un tumore del colon-retto, sintomatico anche se in modo leggero da oltre 4 mesi, si dovrebbe vedere qualcosa di più, come sangue con le feci, febbre, debolezza e dimagrimento. Invece tu negli ultimi mesi sei ingrassato, non hai febbre, e non ti senti debole. Quindi non puoi avere un cancro in sviluppo nella pancia". E' vero, mio fratello è ingrassato di 3 chili durante l'estate, mangia un po' di più perchè è teso, e non lo vedo stanco, è sempre intento a fare qualcosa, fa anche sport. Mio fratello s'è un po' tranquillizzato, anche se lamenta ancora qualche vago disturbo. Tutto bene, ma così non riesco a fargli fare un esame. Dottore, a prescindere dal fatto che la colonscopia farebbe comunque bene a farla lui, come ogni altro cionquantenne in perfetta salute, ma secondo Lei il ragionamento della psicologa (che non è un medico) fila ? è vero che non si può ingrassare e avere un cancro al colon già sintomatico nello stesso tempo ? Questa è la mia domanda. La ringrazio, cordialità.

Caro Singor Marchetto,
un cancro del colon retto può dare diversi sintomi, come non può essere asintomatico. I disturbi relativi a suo fratello possono essere deputati ad una sindrome del colon irritabile più che al cancro, visto anche le nevrosi di cui soffre. Dica al testone che la colonscopia può si perforare il colon ma tale complicazione si può verificare solo in una percentuale infinitesimale di casi e quando succede è imputabile ad errori di tecnica. Inoltre una maggiore tranquillità può essere raggiunta con l’esame della ricerca del sangue occulto nelle feci. Tutti abbiamo paura del cancro, ma se suo fratello ne fosse sfortunatamente colpito non farebbe capricci e affronterebbe il problema in modo differente.
Cari saluti

salve, a mio marito in stato vegetativo da cinque anni, circa un mese e mezzo fa è comparsa al lato destro dell'ano un'apparente LDD di circa 1 cm con bordi ben definiti che si presentava di un colore giallognolo (come se ci fosse fibrina) e dopo qualche giorno sembrava fosse comparsa un'escara.Il chirurgo ha escluso che si trattasse di una fistola, come si pensava in un primo momento, e ha prescritto una rettoscopia con biopsia.La rettoscopia ha evidenziato una neoplasia nel canale anale di circa 1 cm,non ancora collegata con la lesione esterna. attualmente,in attesa del referto istologico, la lesione perianale è, ancora mutata, non c'è più l'escara ma si presente come un "cratere" rosa che a detta del chirurgo è "infiltrata" e si tratta di uno spinalioma.E'ovvio che si dovrà aspettare il referto, ma nel caso fosse giusta questa diagnosi, quale potrebbe essere la prognosi?quale l'evoluzione , vista la veloce trasformazione?in attesa di un Suo cortese riscontro, La ringrazio anteciptamente e saluto.

Cara Signora,
non mi consideri maleducato, ma non è mia abitudine rispondere a richieste anonime inoltrate attraverso il sito. Se lo ritenesse opportuno potrà riformulare la richiesta e sicuramente avrà una pronta risposta. Mi scuso ancora Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, Le chiedo scusa ma l'unica maleducata sono stata io, mi chiamo Paola, abito ad ...... e sinceramente pensavo occorresse solo l'indirizzo di posta elettronica. Inoltre rileggendo ciò che Le ho scritto mi rendo conto che è estremamente difficile poter diagnosticare una patologia descritta in questo modo. Purtroppo la realtà è che non vorrei venisse effettuato nessun ulteriore accanimento terapeutico su un essere umano già duramente provato da tanta sofferenza. Se ancora gentilmente vorrà rispondermi, Le sarei veramente grata, inoltre La disturberò ancora quando avrò l'esito della biopsia per poter avere un Suo consiglio. La ringrazio e Le porgo ancora le mie scuse.

Cara Signora,
non deve scusarsi e certamente non è maleducata, come dimostra la sua mail. Forse sul sito andrebbe ben specificato che non si accettano richieste anonime per non creare incresciose incomprensioni. Ne parlerò con il web master. Sono
veramente addolorato per la condizione di suo marito. Lo stato vegetativo in cui si trova non giustifica alcun accanimento terapeutico e su questo condivido con lei, ma in presenza di un carcinoma anale bisogna pur fare qualcosa per non provocare ulteriori e penose sofferenze. Certamente sarebbe sconsiderato un trattamento chirurgico e se si trattasse di un carcinoma spinocellulare questo risponde benissimo alla radioterapia (abbinata alla chemioterapia sarebbe ottimale, ma questo dipende dalle condizioni cliniche della persona e dal giudizio “giudizioso” dell’oncologo). Capisco anche la sua “tentazione” ma non fare nulla non porterebbe ad una rapida “risoluzione” ma solo ad una più lenta agonia. La radioterapia mirata porta alla guarigione dei carcinomi anali e nel caso specifico dovrebbe essere eseguita in un ambiente protetto e in regime di ricovero. Cari saluti

buongiorno dottore, mia mamma 68 anni da tre mesi praticamente a sempre lo stimolo a defecare,ma quando deve farlo non ci riesce si scarica molto poco alchè FINALMENTE il medico curante si è deciso a mandarla a fare una colonscopia, 4 giorni fa,e li mi è crollato il mondo addosso,(sono incinta all 8 mese) il risultato è stato " neoplasia stenosante del sigma" la dottoressa che ha effettuato l'esame ha fatto anche una biopsia e siamo in attesa di esito istologico,oltre a emorroidi di 1 grado,il 15 gennaio si deve ricoverare per l' intervento (non riesce a scaricarsi) ora inutile dire che siamo super preoccupati anche per l'intervento, premetto che il medico curante che ha letto l'esito mi ha detto che dall'esame fatto l'intestino al di sopra di questo "fibroma" di 5 cm è bello,non ha nulla,e questo ci farebbe ben sperare che la cosa sia solo li, mi puo' dare delucidazioni?? è possibile che con l'intervento la cosa si risolva? la dottoressa ha detto che a volte è sufficiente l'intervento mentre a volte bisogna fare qualche terapia...sono disperata.Grazie Monica

Cara Signora Monica,
spero che la mia risposta non risulti tradiva. Purtroppo le lesioni stenosanti del sigma depongono nella maggior parte dei casi per una neopasia maligna, ma altre patologie possono causare la stenosi del colon quali la malattia diverticolare con ripetute diverticoliti. L’esame endoscopico comunque non lascia dubbi e la dottoressa ha parlato di neopplasia stenosante. E’ sempre opportuno aspettare l’esito istologico sulle biopsie effettuate ma qualunque sia l’esito credo che sua madre dovrà essere sottoposta ad intervento di resezione del sigma. L’intervento può essere effettuato anche per via laparoscopica con il vantaggio di un più rapido recupero post-operatorio, ma la scelta del tipo dell’intervento dovrà essere fatta solo dal chirurgo che effetuerà l’intervento. Per quanto riguarda le terapie da effettuare dopo l’intervento queste dovranno essere decise solo dopo l’esame istologico definitivo eseguito sull’intero reperto operatorio ed in base a vari parametri che risulteranbno dagli esami ematochimici ed alla TAC, esami che sua madre sicuramente eseguirà prima e dopo l’intervento chirurgico. Per sua tranquillità le posso solo dire che la sopravvivenza al cancro colo-rettale è ormai è un dato di fatto e sono moltissime le persone che superato l’impatto con l’intervento continuano una vita regolare e felice.
Auguri e sono a sua disposizione per eventuali altri chiarimenti

Gen.mo Dottore, ho 47 anni ed ho fatto, tra gli altri esami clinici, che risultano tutti nella norma, anche quello della ricerca del sangue occulto nelle vene; dal quale è venuto fuori che uno dei tre campioni è risultato positivo; il mo medico di base, mi ha prescritto una colonscopia allo solo scopo di mettersi l'anima in pace e verificare se c'è oppuire no qualcosa di preoccupante anche se lo ha escluso. Le mie domande sono: La colonscopia è dolorosa? e se lo è posso richiedere un anestetico? inoltre, ho sentito dire che bisogna comunicare se si è allergici a qualcosa, io non lo so; in questo caso, cosa devo dire o chiedere affinchè si controlli il fatto che io possa essere allergico a qualcosa, che magari esiste e di cui io ignoro e la causa e gli effetti di tale intolleranza, insomma, come posso essere sicuro che sto per essere sottoposto ad un esame, che poi si possa rivelare pericoloso per via di una allergia che ho e che a me è sconosciuta? infine ho letto che nel 5 -10% dei casi ci può essere una perforazione dovuta a tante cause, come la fraglità del tessuto del colon o il fatto che si è stati precedentemente sottoposti ad una serie di lassativi, che potrebbero assottigliare la pellicola o lo strato del tessuto del colon visitato invasivamente; in questo caso ho anche letto che si viene sottoposto ad un intervento chirurgico; in cosa consiste e se è pericoloso?

Gentile Signora Rosa,
la colonscopia è un esame necessario per la diagnosi delle malattie del colon. Vista la positività del sangue occulto nelle feci è opportuno che lei segua le indicazioni del suo medico curante. La Colonscopia è un esame che di solito viene tollerato bene dal paziente e nella maggior parte dei centri eseguono una piccola sedazione con il Valium e con il buscopan. Ma è possibile eseguirla anche in sedazione profonda usando dei farmaci un pò più importanti. La ragione che le chiedono se è allergica a qualche farmaco è solo per la sua tutela e se lei non soffre di allergia a farmaci (antibiotici ed altri) non vi è nessun pericolo. Ma è prassi fare la domanda da parte dei medici. Il pericolo della perforazione esiste nei casi in cui il paziente presenta gravi patologie (diverticoliti, ed altre) ma è sempre a delicatezza e l’accuratezza dell’operatore a scongiurare il pericolo. In caso di perforazione bisogna intervenire con urgenza per riparare il danno ed evitare la peritonite (evento grave). In tal caso si può procedere alla
semplice riparazione della perforazione o alla resezione del tratto di intestino perforato. Ho cercato di risponderle alle sue domande dettate dalla paura però vorrei tranquillizzarla sul fatto che sono migliaia i pazienti che quotidianamente eseguono una colonscopia e questi eventi sono veramente rari. Spero di averla tranquillizata e di essere stato esaustivo

Buongiorno, la ringrazio per il consulto on line che mi ha dato riguardo la situazione di mio papà o meglio del suo polipo. Volevo precisare che non sono riusciti a togliere il polipo con la colonscopia perchè anche se solo di 2 cm si trova in una curva dell'intestino crasso e quindi è necessario l'intervento chirurgico. La ringrazio per averci rassicurato sulla benignità ma mio papà continua a star male e ad essere preoccupato in quanto le sue condizioni fisiche non sono eccellenti. Accusa dolori addominali, giramenti di testa e a volte si sente le gambe molto deboli.E' possibile che il polipo porti questi sintomi? E' stato anche dall'urologo, il quale non ha riscontrato nulla a livello di vescica e prostata. Mi sta facendo "impazzire" perchè ogni giorno non si sente bene e si preoccupa.

E’ improbabile che un polipo benigno, di modestissime dimensioni, possa dare i sintomi accusati da suo padre. Esistono dei polipi villosi che portano alla secrezione endoluminale di potassio che posssono dare segni di astenia (debolezza). Penso che i sintomi di papà possono essere determinati da un naturale stato ansioso dovuto all’evento, ma potrebbe essere utile uno screening ematologico per valutare gli elettroliti ematici.

Egr. dott. Nicastro, A mio padre la settimana scorsa e' stata effettuata una polipectomia per l`esportazione di un polipo di 2 cm a 67 cm di altezza. Inizialmente tramite al Colonscopia gli e' stato asportato un polipo piu' piccolo ed un pezzettino di quello sopra descritto. Il referto dell`esame èstato il seguente:Adenoma tubolare con displasia di grado lieve moderato dell`epitelio. Adesso stiamo aspettando il risultato dell`esame di tutto il polipo asportato. Siamo molto preoccupati per l`esito ,anche perche' credevamo che fatto il primo non ci fosse più bisogno di analizzarlo, può darci un suo parere. La ringrazio anticipatemante e aspetto con ansia un suo riscontro, Soccorsa

Cara Sig.ra Soccorsa,
l’esame istologico deve essere sempre esguito su qualsiasi tessuto asportato quindi anche sull’intero polipo asportato, come nel caso di suo padre. Questo serve anche a confermare la diagnosi iniziale che è di benignità assoluta. Solo in alcuni casi può succedere che vi sia la presenza di qualche cellula maligna, ma questo non comporta nessuna uletriore terapia e l’intervento di polipectomia e più che sufficiente. In ogni caso suo padre dovrà effettuare dei controlli a distanza di tempo per poter diagnosticare precocemente l’insorgenza di altri polipi in altri tratti di colon. Questi è una prassi alla quale nessun paziente dovrebbe sottrarsi.

Salve, non so se si ricorda, ho già approfittato di lei una volta, mi sono deciso a riscriverle in vista degli sviluppi e nella speranza che possa nuovamente rispondere a qualche mia domanda. Le sintetizzo la situazione già illustrata e le riporto le novità: (mi scusi se approfitto di nuovo).Maggio 2004: da una colonscopia viene diagnosticato a mio padre (anni 71 ottima salute da sempre) un tumore; sempre a maggio viene operato. T3 N0 MX. Luglio 2005: tac total body. Lesione polmonare sinistra di 2,5 cm. Agosto 2005: PET: conferma la lesione e ne esclude altre in tutto il corpo. Settembre 2005: viene operato. Esito: nodulo biancastro di 2,5 cm compatibile con primitività colica. Maggio 2006: TAC total body: niente, tutto ok. Marzo 2007 PET: accumulo del tracciante nel polmone sinistro Maggio 2007: TAC: presenza di nodulo polmonare a margini netti di 2,5 cm. Si esclude la presenza di altro in tutto il resto del corpo. Sempre a maggio 2007 avviene l’intervento chirurgico. Esame istologico: Resezione atipica della lingula di cm 13*9*5. A cm 4 dal margine bronchiale è presente neoformazione biancatra solida di 2,4 cm. Metastasi da adenocarcinoma moderatamente differenziato ampiamente necrotico con aspetti a comedoni infiltrante il parenchima polmonare.Atelectasia e istiocitosi alveolare nel parenchima circostante; antracosi ed enfisema nei prelievi random. Linfoadenite reattiva, istiocitosi e antracosi in 1 linfonodo ilare, 8 sotto-carenali e 3 della stadizione 5 (finestra aorto-polmonare). Mio padre fino ad ora non ha mai fatto chemioterapia. Le sarei grato se rispondesse ai miei quesiti. 1) So che in queste malattie non si può mai dire o dare nulla di certo, ma in base alla letteratura e alla sua esperienza.. è ragionevole pensare che la maggior parte delle metastasi se presenti si sarebbero manifestate dopo ormai 3 anni? È possibile, probabile O SICURO che prima o poi ci saranno altre manifestazioni di malattia? 2) Ritiene opportuna, precauzionale, indispensabile, o OBBLIGATORIA adesso la chemioterapia? Se si, è necessario iniziare subito o magari anche dopo l’estate giusto per dare il tempo di riprendersi? mio padre si riposa solo 1 settimana l'anno e mi piacerebbe che potesse anche quest'anno fare la sua settimana di vacanza con mia madre senza avere lo stress della chemio. 3) Ho cercato i termini linfoadenite, istiocitosi..significa che ci sono i linfonodi intaccati e sono termini preoccupanti riferiti al tumore o al semplice stato polmonare? Le chiedo però di rispondere a tutti i quesiti, soprattutto al primo, so che non siete veggenti, ma sicuramente in base alla vostra esperienza potrete giudicare circa la probabilità o certezza del ripresentarsi della malattia. Mi scuso se mi sono dilungato. Grazie di cuore in anticipo

Caro Signore,
le manifestazioni di metastasi dei tumori del cancro colo-rettali hanno una massima incidenza nei primi 24 mesi dall’intervento. Spesso sono le metastasi epatiche a manifestarsi, ma anche altre sedi 8polmone, ossa, cervello) posssono essere interessate. Il follow-up oncologico prevede per i primi 3 anni dei controlli abbastanza ravvicinati in modo da fare diagnosi precoce di ripresa di malattia. Suo padre ha superato già due metastasi polmonari e questo è un buon segnale, però non bisogna allentare il ricorso ai controlli in quanto un paziente che ha già fatto metastasi può presentarne altre nel tempo. Per tale motivo spesso è indicata la chemioterapia adiuvante ed anche altre cure alternative come l’ipertermia. Nel caso specifico penso che suo padre possa passare tranquillamente la sua vacanza con serenità e comunque necessario a settembre meditare, insieme all’oncologo, la necessità di effettuare o meno le terapie adiuvanti. Solo quando la malattia non si manifesta nei 5 anni successivi si può tirare un respiro di solievo e le auguro che questo possa capitare nella sua famiglia.
Auguri

Salve, probabilmente sarà anche stufo di rispondermi per tutte le volte che ho approfittato della sua bontà. Leggo tante notizie su internet e vorrei accertarmi di seguire la strada migliore. Ho 2 domande che vorrei sottoporle, sperando in una sua risposta. LA STORIA: Maggio 2004: tumore colon; sempre a maggio viene operato. T3 N0 MX. Settembre 2005:viene operato per lesione secondaria al polmone sinistro evidenziata da tac e pet; Maggio 2007 avviene un secondo intervento chirurgico per una nuova lesione secondaria al polmone. Tac e pet escludono altro in tutto il corpo. Mio padre fino ad ora non ha mai fatto chemioterapia. Adesso l’oncologo ha predisposto una chemioterapia, giusto il tempo di impiantare il port a cath e di rifare un’altra tac per fare il punto della situazione. 12 sedute di FOLFOX ogni 15 giorni, ogni seduta dura 48 ore. LE MIE DOMANDE: 1) dall’esame istologico risulta la p53 mutata; ho letto su internet che quando la p53 è mutata, si può verificare il cosidetto “guadagno di funzione”, ossia paradossalmente il tumore si avvantaggia con la chemio. È vero? Allora può essere controproducente questa chemio o in ogni caso serve? 2) Visto che espresso positivamente il valore EFGR, posso consigliare all’oncologo di utilizzare il cetuximab? (ho letto che è molto utile nei tumori che esprimono positivo questo valore) 3) La terapia proposta è corretta? Lo so che non si può mai dire, ma dopo questo calvario, abbiamo qualche speranza più fondata di stare almeno più tranquilli? Le chiedo, come al solito, e mi scusi per l’arroganza, di rispondere a tutti i quesiti. Mi scuso se mi sono dilungato. Grazie di cuore in anticipo

Caro Signore,
credo con tutta onestà che queste domande dovrebbe rivolgerle all’oncologo di fiducia questo per non creare interferenze tra i colleghi che si occupano della salute di suo padre. Segua correttamente le indicazioni dell’oncologo che sicuramente avrà valutato tutti i pro ed i contro della terapia
proposta.
Cordialmente

Egregio Dottore, Con la presente vorrei poter chiedere un suo parere professionale sul seguente referto della colonscopia di mio suocero (65 anni):A circa 5 cm è presente neoformazione vegetante a larga base di impianto (circa 5 cm diametro), rivestita da mucosa friabile e facilmente sanguinante. Tra 50 e 60, sono presenti due diverticoli. Non si osservano altre alterazioni del lume e delle mucose nel tratto esplorato. Nei limiti del possibile, chiedo un suo parere/consiglio sul referto sopra specificato.

Caro Sig. Gennaro,
il referto è verosimilmente compatibile con una neoplasia del retto. Per quanto riguarda la natura della neoplasia è necessario attendere l’esito dell’esame istologico effettuato sulle biopsie eventualmente effettuate sul polipo. Cari Saluti

Egregio Dottore, Con la presente mi permetto di inviarle il risultato della biopsia effettuata su mio suocero (che intanto è arrivata):Quadro morfologico costituito, relativamente al campione in esame da frammenti riferibili ad adenoma tubulo-villoso con displasia di alto grado con focali aree di cancerizzazione intraepiteliali.In base al risultato della biopsia, le vorrei poter chiedere cosa ne pensa lei, e cosa ci consiglia di fare?La ringrazio fin d'ora.

Caro Signore,
credo che suo suocero debba sottoporsi ad un intervento chirurgico. Questo potrebbe essere limitato all’asportazione del polipo per via chirurgica in modo da asportare una parte della mucosa che circonda il polipo. Infatti in questo caso il polipo presenta una zona di carcinoma (tumore maligno) senza segni di infiltrazione per questo potrebbe essere sufficiente un intervento di polipectomia per uno studio definitivo della neoplasia e solo in caso di infiltrazione procedere ad una radioterapia profilattica, ad un follow-up rigido ed in caso di recidiva interventire con l’asportazione del retto.

è vero che espellere feci a fettuccia è sintomo di cancro al retto? quali sono gli esami da fare? sono spaventata!

Cara Signora Renata,
fare diagnosi di cancro del retto solo sul sintomo che riferisce è veramente difficile e arduo. Se è preoccupata si sottoponga ad una visita proctologica con videoproctoscopia in modo da derimere dubbi e paure.
Cari saluti

La ringrazio per avermi risposto. Non ci avrei scommesso. Non ho una buona opinione dei medici, potrei scrivere un libro su quanta incompetenza e menefreghismo c’è in giro, trovare un professionista che addirittura risponde ad una e-mail è per me una piacevole scoperta. Ho avuto il piacere di conoscerla durante una visita a mio marito e mi aveva dato l’impressione di essere diverso, ma non ero sicura se la Sua diversità era dovuta al contesto di una bella clinica privata o a alla missione che la Sua professione richiede. La ringrazio qualora decidessi di affrontare una visita mi rivolgerò a Lei.

Buongiorno Dott. Nicastro, Le scrivo per presentarLe il problema di mia madre di 78 anni. Ad agosto 2007 è stata sottoposta ad intervento chirurgico per l'asportazione di una neoplasia del retto distale. L'intervento è riuscito perfettamente: le hanno fatto una resezione anteriore del retto en bloc e anessiectomia bilatelae, anastomosi colo-rettale bassa per adeno del retto. A 5 mesi dall'intervento il suo problema continua ad essere difficoltà a defecare (deve utilizzare sempre lassativi) e una/due volte al giorno ha dei dolori forti al basso ventre. Un mese fa le hanno fatto una rettoscopia da cui è risultato un restringimento dell'intestino dove è stata ricucita. Inizialmente l'hanno messa in lista per effettuare un intervento endoscopico (mi hanno spiegato che sarebbero entrati con un palloncino per divaricare la parte che si strinta a causa di una eccessiva cicatrizzazione)ma due settimane fa sono intervenuti manualmente divaricando la zona. Il chirurgo sostiene che ora l'intestino è aperto e non trova una motivazione del dolore che mia madre continua a sentire. La ringrazio se mi riesce a dare qualche consiglio su come procedere. Grazie

Cara Signora Angela,
la stenosi dell’anastomosi (ricongiungimento) tra il colon e il retto è una delle complicanze che può avvenire dopo l’intervento di resezione anteriore legato al processo di cicatrizzazione. La cicatrice avviene tutto intorno alla zona dell’intervento e questo può spiegare il dolore che affligge sua
madre. I disturbi della defecazione possono essere direttamente legati al restringimento. Solitamente sono necessarie delle dilatazioni che possono essere fatte sia con il palloncino che con altre metodiche a seconda dell’altezza del restringimento. Una videoproctoscopia digitale potrebbe
stabilire l’entità del restringimento e decidere quale metodo adottare per la dilatazione del retto residuo.
Cari saluti

Egr. dottore, abuso ancora una volta della Sua estrema disponibilità e cortesia.Vorrei farLe questa domanda: per un polipo che si forma sulla mucosa del colon quante possibilità ci sono(percentualmente parlando) che col tempo si trasformi certamente in carcinoma? Si conosce poi la velocità di crescita di questi polipi? Per esempio un polipo che al momento della sua individuazione è di circa 3 mm in quanto tempo puo' raggiungere una misura che è da considerare ''pericolosa'' ? La ringrazio per quello che potrà dirmi.

Caro Signor Massimo,
un polipo adenomatoso del colon sicuramente diventerà nel corso degli un carcinoma. La sua crescita è di circa 1-2 cm all’anno, ma non è interessante la sua crescita ma la possibilità della sua trasformazione. Innanzitutto di fronte ad un polipo si deve dare l’indicazione alla sua asportazione endoscopica che nel caso della dimensione di 3 mm è facile e veloce. I polipi più grandi possono avere diversi impianti sulla mucosa e più sono grandi e più è complicata la loro asportazione endoscopica.
Cari saluti

Buongiorno,mio padre è stato operato da più di 2 anni di cancro al colon. L'operazione purtroppo non andò bene:a seguito della stessa egli rimase per 58 gg in coma farmacologico.Una volta uscito dal coma e dopo tre mesi di riabilitazione decise di farsi togliere il sacchetto,ma anche questa operazione andò male e quindi dovette sottoporsi ad una terza op.(dopo circa 2 mesi).Questa sembrava essere andata bene,ma presto cominciò a soffrire di occlusioni intestinali continuando a dimagrire oltremodo e a girare per ospedali,che non hanno mai trovato una soluzione definitiva al problema.Oggi mio padre,alto 1,86cm,pesa circa 40kg ed è definito,ovviamente,non-operabile.La sua capacità intellettiva è praticamente nulla o quasi,e l'ultima "diagnosi" è che per il resto della vita,dovrà nutrirsi esclusivamente con le flebo. Dagli ultimi esami non risultano infatti danni evidenti,come fistole, all'intestino,solo che questo è incapace di lavorare impedendo un regolare defecamento. Feci che quindi dovendo pur essere espulse, scelgono in parte la via orale. L'ospedale auspica quindi una dimissione:voi potreste avere una soluzione al problema o,in alternativa, conoscete un centro di ricovero a lunga degenza,al quale mio padre possa essere affidato?La ringrazio per l'attenzione e mi scuso per la relativa chiarezza della mia spiegazione

Caro Signor Michele,
la storia clinica di suo padre è complessa per poter essere trattata per via telematica. Sarebbe necessario avere almeno in visione la documentazione clinica per capire cosa possa essere successo durante e dopo gli interventi che hanno determinato gli eventi. Se lo ritiene opportuno potrà inviarmi la documentazione all’indirizzo dell’European Hospital al fine di poterla esaminare e poi prendere una decisione. Cari saluti

Egr.Dr.ho una colostomia a seguito adk retto con r.a.b. e successiva formazione di fistola retto-vaginalee raccolta presacrale trattate prima con ileostomia escludente, poi con endosponge e dopo con colostomia L.L. con lavaggi quotidiani di fisiologica nel retto residuo arrivati 6 mesi di trattatmento senza mai guarigione. La fistola secerne sia dall'ano che dalla vagina.Ho un retto residuo di circa 6-7 cm.La qualità della vita è bassa perchè oltre al sacchetto addominale devo usare assorbenti per contenere le perdite vaginali. Ho subìto 4 interventi solo il primo di natura oncologica,l'ultimo in epidurale per tentare una più profonda detersione della fistola ma non vedo miglioramenti, la fisiologica esce quasi sempre sporca al primo lavaggio.Oltre alla fistola retto-vaginale. come già detto, ho anche un cavità presacrale che all'inizo era ascessualizzata e ora non so, perchè l'ultima Tac risale ad agosto e benchè notava un miglioramento del quadro pelvico non lo era altrettanto la risoluzione totale della raccolta presacrale. Cosa devo aspettarmi unteriormente? Con deferenza.

Cara Signora Nunzia,
le complicanze dopo resezione anteriore del retto basse non sono infrequenti. La formazione delle fistole e delle raccolte ascessualizzate dipendono dalla non perfetta cicatrizzazione della sutura del colon con il retto. Slitamente è prudente un atteggiamento attendista e le cure locali dovrebbero portare alla risoluzione delle compicazioni. Questo per evitare in tutti i modi di asportare il retto e di confezionare una colostomia definitiva. Grazie per la segnalazione del virus e informerò subito il webmaster.
Cari saluti

Salve dottore,A mio padre, 59 anni, e stato diagnosticata un'iperplasia vegeto infiltrante nel tratto del colon discendente a 45 cm dall O.A. i marker tumorali erano assenti e all'ecografia di polmone e fegato non appaiono metastasi.Presente sangue occulto nelle feci febbre da circa due mesi..inizialmente solo di qualche giorni.nell'ultime settimane solo la sera e adesso negli ultimo giorni e costante(purtroppo non ne sapevamo nulla fino a dieci gg fa).Volevo sapere quante possibilita ci sono che non vi siano metastasi? L'ecografia puo far bene sperare? La febbre puo essere sintome delle metastasi? Il tumore e presente da un annetto circa da quello che dice il medico.

Cara Signora,

sicuramente i medici che stanno curando suo padre eseguiranno indagini più accurate per comprendere se vi sono metastasi in altri organi. L’ecografia epatica  è un esame idoneo per svelare la progressione del tumore in questo organo e quella eseguita su suo padre depone per il meglio. Credo che i medici ordineranno una TAC total  body a prima di procedere all’intervento per rimuovere il tratto di intestino colpito dal tumore.

Carcinoma del colon e del retto

Egr. dott., mia moglie ( 59 anni) circa un anno e mezzo si è operata per un adenocarcinoma al retto ( T3NO) anche se sta relativamente bene e non ha avuto recidive, probabilmente anche per le conseguenze della radioterapia post operatoria cui è stata sottoposta è costretta in maniera permanente ad andare in bagno numerose volte al giorno ( feci filiformi e molli) con parziale incontinenza fecale. Esiste una terapia farmacologica o chirurgica per risolvere, anche parzialmente il problema? Vorrei inoltre sapere se con la sua situazione oncologica quante sono le percentuali di recidive Grazie

Caro Signore,

fare una previsione di probabilità di recidiva in base alle scarse notizie cliniche che ha fornito è molto difficile. Gli interventi che determinano l’asportazione del retto possono essere gravati da complicazioni funzionali quali l’incontinenza fecale e le frequenti evacuazioni. Queste ultime solitamente tendono a diminuire con il tempo (almeno dopo sei mesi) mentre l’incontinenza difficilmente ha una risoluzione spontanea. Nel caso di sua moglie questi disturbi possono essere appunto accentuati dalla radioterpia e, a mio parere, se si arriva ad una discriminazione della causa di questi sintomi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia con lo scopo di migliorare la qualità di vita della signora.

Impotenza erettile

Ho 60 anni e a 35 ho subito un intervento di asportazione del colon per una poliposi familiare.Vorrei chiederle se questo intervento potrebbe portare a problemi di erezione? Nel ringraziarla dell'attenzione Le invio distinti saluti.Mario

Caro Signor Mario,

gli interventi che portano alla asportazione del solo colon e non del retto difficilmente possono provocare impotenza erigendi. Durante l’asportazione del retto di contro possono essere lesi i nervi erigendi e quindi il paziente può avere una impotenza. Nel suo caso l’intervento è stato eseguito quando lei era molto giovane e se invece l’impotenza è insorta di recente bisognerebbe investigare altre cause diverse dalle conseguenze dell’intervento subito.

Egregio Dott. Nicastro, mio papà e' stato operato lo scorso gennaio per un adenocarcinoma al colon dx, intervento in laparoscopia andato bene, post anche, premesso che lui ha sempre sofferto di emorroidi, adesso negli ultimi 2 mesi ha avuto due episodi di perdite di sangue rettali, dovute anche allo sforzo secondo lui, io sono molto preoccupata e vorrei fargli fare subito una colon, possibile sia qualcosa di preoccupante di nuovo? La ringrazio per la sua attenzionee disponibilità

Cara Signora,

comprendo la sua preoccupazione, ma prima di pensare ad una colonscopia, che credo sia già in programma come controllo post operatorio, sarebbe meglio consultare il chirurgo per una visita colonproctologica magari completata con una videoproctoscopia digitale o una rettoscopia tradizionale. Se il sangue è rosso vivo, probabilmente si tratta di perdite dalle emorroidi.

Carcinoma del retto

Egregio dottor Nicastro, mio padre è stato operato per un tumore al colon-retto a dicembre 2013.Ha eseguito i vari controlli, a 4 mesi la prima tac e dopo 6 mesi la seconda, con risultati fortunatamente negativi. Dovendo fare un'altra tac di controllo il 28 di ottobre, ha fatto degli esami tra cui il ca 19,9 e il cea con i seguenti risultati: ca 19,9 35,3 cea 3,22. Mi devo preoccupare o sono valori normali? Per ultimo vorrei chiederle, stando così le cose, se la tac è sufficiente o se è meglio fare la pec . Ringraziandola la saluto cordialmente.

Caro Signore, i marcatori tumorali per avere valenza clinica dovrebbero essere confrontati con i valori rilevati prima dell’intervento chirurgico. quelli da lei riportati sembrano non preoccupanti anche se non sono indicati i valori di riferimento di normalità.  Sull’opportunità di eseguire o meno una PET non posso dare alcun giudizio visto che non ho alcun elemento clinico per poter valutare lo stato di salute del paziente.

Prevenzione tumori

Ho 33 anni e vorrei delle informazioni riguardo al tumore del colon e alla sua prevenzione ma non tanto per me perché sono giovane e non credo di dover far controlli almeno per ora ma per quanto riguarda mia madre. Mi spiego meglio: lei (57 anni) è solita andare di corpo tutte le mattine tutti i giorni e ci perde anche tutto il giorno per non perdere l’abitudine. Però adesso è un periodo che va al bagno anche il pomeriggio oltre la mattina, ed io ho iniziato a preoccuparmi perché non mi sembra una cosa normale. Lei mi dice che anche al pomeriggio ci va normalmente, non è che faccia diarrea o altro e associa questa cosa al fatto che ha iniziato di nuovo a prendere il caffè. Comunque non vuole sentire neanche il nostro medico di famiglia perché secondo lei non si tratta di niente di preoccupante. Ma io voglio togliermi questo sassolino dalla scarpa, è una cosa normale andare al bagno tutti i giorni anche due volte al giorno? Ci si deve preoccupare di qualche tumore al colon? Stavo leggendo su internet che ci sono pareri discordanti sul modo di prevenire un tumore al colon, e si va dalla colonscopia alla ricerca del sangue occulto ma sembra che non tutti si trovino concordi. Ricordo che una volta mia madre fece la ricerca del sangue occulto nelle feci come esame di screening nel nostro paese e risultava tutto negativo, ma questo prima che iniziasse ad andare al bagno più di una volta al giorno. Insomma Dottore io Le scrivo perché spero che questa sia solo una mia ansia, un mio scrupolo eccessivo perché sono parecchio preoccupata e vedo mia madre troppo tranquilla e quindi non vuole fare controlli o perlomeno parlarne col medico di famiglia. Spero di essere rassicurata dalle Sue parole. Cari saluti

Cara Signora,

la prevenzione dei tumori del colon e del retto è impostata secondo dei protocolli ormai accettati dalla comunità scientifica mondiale. La ricerca del sangue occulto nelle feci permette uno screening su una grande fascia di popolazione e rappresenta un importante esame di base. La colonscopia è riservata alla popolazione a rischio (familiarità per tumori del colon retto), alle persone con sangue occulto positivo, alle persone con sintomi addominali sospetti, a tutta la popolazione con età superiore a 50 anni. Nel caso specifico sua madre dovrebbe eseguire la colonscopia solo perché ha una età maggiore a 50 anni e non perché evacua due volte al giorno, fenomeno che potrebbe essere considerato nella normalità se non è accompagnato ad altri sintomi.

Cancro del retto, colostomia.

Caro Dottore ho 44 anni, ho avuto un tumore tra utero e retto, ho la stomia temporanea, non molto spesso faccio l'irrigazione a causa della chemioterapia. Vorrei sapere se è normale che mi sento lo stimolo dall'ano durante il giorno e quando spingo esce un po di sangue.

Cara Signora,  i suo. Sintomi sono dovuti al moncone rettale che comunque continua a funzionare producendo il muco, normalmente prodotto per lubrificare le feci. Il muco si accumula nel retto e quindi dopo qualche giorno si ha il normale stimolo ad evacuare cosa che avviene con qualche difficoltà e questo può spiegare anche la presenza di sangue. Comunque se continuano i sintomi le consiglio di consultare il chirurgo.

BUONGIORNO DOTTORE mio padre è stato sottoposto ad intervento di hartmann,il 15 03 2011 x un carcinoma del colon retto infiltrante vescica ha fatto kemioterapie dopo intervento radioterapie dopodiche' gli sono state fatte tac e pet risultate metastasi nel fegato ed hanno eseguito altre kemioterapie x 2 cicli poi hanno fatto tac pet e risonanza magnetica ed è risultato che nel colon c'è di nuovo la malattia ora sta ancora in kemioterapia ha dolori molto forti nell'addome ed ha il ristringimento del colon mangia solo liquidi volevo sapere se si puo' fare un secondo intervento o deve andare avanti cosi con le kemioterapie? c'è qualche soluzione? è molto giovane ha 58 anni e vorrei poter fare qualcosa se è possibile... grazie x la sua attenzione

Cara Signora,

da quanto scrive credo che la malattia che ha colpito suo padre purtroppo sia in una fase avanzata e che la chirurgia possa risolvere poco. In questi casi le uniche cure sono quelle oncologiche e quindi la chemioterapia  con l’auspicio che questa possa ridurre il tumore e permettere poi un intervento definitivo.

Gentile dott. Nicastro,circa un mese fa mio padre (68 anni) ha effettuato la colonscopia.Premetto che nelle colonscopie precedenti (effettuate nel 2008 e nel 2010) erano stati riscontrati due polipi benigni:- nel 2008 un adenoma tubolare di 6-7 mm con displasia lieve, del sigma medio, asportato in toto- nel 2010 adenoma tubolare di 3 mm con displasia moderata di basso grado, asportato.L´ultima colonscopia ha dato il seguente risultato:Lungo il sigma prossimale e discendente distale sono presenti alcuni diverticoli senza segni di flogosi. Nel tratto distale del colon ascendente si asporta con pinza macro polipo sessile di 4-5 mm di diametro.CONCLUSIONI DIAGNOSTCHE: piccolo polipo del colon ascendente, asportato / diverticoli del colon sinistroIl risultato dell´esame istologico e´ il seguente:- Notizie cliniche: polipo minimale completamente asportato- DIAGNOSI: FRAMMENTI DI ADENOMA SERRATO DEL GROSSO INTESTINO CON DISPLASIA DI BASSO GRADO (MEDIA) DELL´EPITELIO. ASSE STOMALE INDENNE. MARGINE DI RESEZIONE NON VALUTABILE.Non e´ indicato quando ripertere la prossima colonscopia.Consultando alcune pubblicazioni ho letto che gli adenomi serrati hanno una struttura diversa dai comuni polipi (adenomi tubolari) e che, in presenza di displasia anche di basso grado, sono maggiormente a rischio e vanno seguiti con un iter diverso e con controlli molto frequenti.Il medico generico di mio padre ha consigliato che, data la piccola dimensione del polipo, nonostante di tratti di un polipo serrato, basta ripetere la colonscopia tra 3 anni.Le chiedo gentilmente di darci un consiglio su come procedere e delucidazioni sulla definizione di ADENOMA SERRATO nonché sul fatto che nell´esame istologico venga indicato che i margini di resezione non sono valutabili.Ho letto che questi due elementi portano normalmente a consigliare una colonscopia di controllo entro un anno.La ringrazio anticipatamente per la sua attenzioneCordiali saluti

Caro Signore,

l’adenoma serrato è definito tale per le sue caratteristiche istologiche e cioè sulla disposizione delle cellule nell’ambito del tumore. Sarebbe molto complesso e lungo poter dare delle ulteriori spiegazioni su tale patologia mediante una email. Come è descritto nell’esame istologico la displasia presente è lieve ma giustamente è innalzata a media dall’istologo proprio perché in ambito di adenoma serrato. In ogni caso, quando un paziente presenta un polipo adenomatoso, con qualsiasi grado di displasia, a mio parere è prudente eseguire un controllo endoscopico annuale.

Gentilissimo medico vi scrivo 'l esito della biopsia,mi aiutate a capire???Grazie mille di vero cuore.Campione inviato:digerente - colon - biopsie endoscopiche colon ascendenteNotizie cliniche :neoformazione del colon ascendente.RefertoMacroscopia : numerosi frammentiDiagnosi : Numerosi frammenti di mucosa del grosso intestino alcuni sede di adenocarcinoma.Cosa sono questi frammenti? Grazie mille confido in voi per notizie piu esplicite.GRAZIE

L’esito della colonscopia e l’esito istologico depongono per un tumore del colon. Le consiglio di rivolgersi ad un chirurgo per le cure immediate e necessarie.

Tumori del colon

Quest'estate, in seguito ad uno stato emotivo intenso che mi ha portato a mangiare meno, sono dimagrita 3 kg in 15 giorni. Non ho più ripreso peso anche se mangio un po' di più, inoltre faccio attività fisica due volte la settimana (aerobica ).Talvolta riscontro sangue dopo defecazione sotto sforzo. Ho 61 anni ed ho fatto la colonscopia 2 anni fa. Mi sono stati diagnosticati dei diverticoli al sigma. Seguo una dieta evitando ciò che può farmi male, ma non sono molto scrupolosa. Inoltre assumo, ma non sono costante, pillole di Normix 7 gg. al mese e fermenti lattici. Le chiedo: è possibile che abbia un tumore anche se ho fatto la colonscopia che lo ha escluso?

Cara Signora, non posso dare una risposta alla sua domanda. Affermare o smentire se lei sia affetta o meno di un tumore al colon in base a quanto descritto nella sua email è impossibile, ma sono possibili alcune considerazioni cliniche non secondarie. Lei dovrebbe essere più costante nella cura della malattia diverticolare, nello stesso modo in cui segue l’attività fisica (assolutamente necessaria per mantenere un buon stato di salute, ma questa dipende anche dalla cura delle malattie esistenti). Il suo dimagrimento potrebbe dipendere dalla alimentazione e il non recupero del peso anche dalla attività sportiva che svolge.  Le perdite di sangue alla defecazione difficoltosa potrebbero dipendere da una patologia anale e la colonscopia eseguita due anni fa potrebbe considerarsi sufficiente ad escludere patologie tumorali, ma è necessario comunque ripeterla ogni 5 anni insieme alla annuale ricerca del sangue occulto nelle feci.

gent. dott. Nicastro mio marito oggi 41 anni due anni fa ha subito ileostomia e ricanalizzazione in seguito ad adenocarcinoma del retto (regione ultrabassa)(non ha più l'ampolla rettale, qualche medico mi ha detto che col tempo in parte si riforma, è vero?) e dopo biofeedback la situazione è migliorata: svuotamento intestinale abbastanza regolare fino al mese scorso, da allora lamenta mal di pancia fenomeni di stitichezza e a volte diarrea. Ha assunto psyllogel megafermanti per circa sei mesi ora li ha abbandonati ed è demotivato e scoraggiato, cosa posso fare per aiutarlo? Esistono farmaci o preparati anche naturali che possano aiutare il suo intestino? Grazie per il tempo che mi avrà dedicato

Cara Signora Paola,

credo che suo marito segua un adeguato follow-up oncologico e che regolarmene è sottoposto agli esami clinici, compresa la colonscopia. Rispondendo alle sue domande sono doverose alcune precisazioni. La prima è che l’ampolla rettale non può riformarsi ma è il tratto di colon, che è stato collegato subito sopra all’ano, che gradualmente potrebbe dilatarsi e formar una sorta di nuova ampolla. Riguardo i disturbi accusati da suo marito possono dipendere  da vari fattori (aderenze, colon irritabile, complicazioni locali nella sede dell’intervento, ecc.) che andrebbero ben individuati per una corretta terapia.m

Gentilissimo Dottore, circa un anno fa, all'età di 53 anni, sono stato operato di adenocarcinoma al colon-retto con colostomia definitiva.Fra qualche giorno dovrò sottopormi a colonscopia per controllo e sono alquanto terrorizzato in quanto temo che sia dolorosa. Gradirei cortesemente sapere se la mia preoccupazione è fondata o meno. Ringraziandola anticipatamente porgo Distinti Saluti.

Caro Signor Antonio,

la colonscopia nei pazienti portatori di colostomia sinistra, a parte la antipatica preparazione necessaria, non dovrebbe essere dolorosa in quanto il colon da esaminare  è privo di quelle particolari “curve” che per essere superate necessitano di particolari manovre da parte dell’endoscopista che sono alla base dei fastidi e dolori della metodica.

Buona sera. Ho una stomia da aprile 2012. Ho fatto radio e chemio terapia. Por fortuna è andato tutto bene fino ad allora. Il 26 gennaio sono andata ad Argentina dalla mia famiglia e sono torna il 18 febbraio con molti dolori al sedere (da non stare in una sedia) e con la pancia gonfia dopo qualche ora di lavoro. Vorrei sapere se è normale, sè forse il cambio di temperatura e il viaggio troppo lungo può aver inciso? Adesso sono tornata da 10 giorni e non mi passa. Potrebbe dirmi qualcosa. Grazie.

Cara Signora Laura,

un lungo viaggio può alterare in ogni individuo la funzionalità intestinale. Nel suo caso sarebbe necessario, in relazione ai sintomi descritti, sapere il tipo di intervento che ha subito, il tipo di stomia instaurata (ileostomia, colostomia sinistra, ecc), la malattia che ha portato all’intervento chirurgico. Mi perdoni se non posso rispondere adeguatamente alla sua richiesta e resto a sua disposizione per un consiglio dopo avermi meglio illustrato la sua storia clinica.

Ho 55 anni e sono stata operata lo scorso mese di Aprile di un adenocarcinoma al colon. Ho portato una istomia di protezione per circa 40 giorni. Fortunatamente non ho dovuto fare terapie in quanto la malattia era ad uno stadio iniziale, di dimensioni assolutamente microscopiche. I problemi sono cominciati dopo che sono stata ricanalizzata. Il chirurgo che mi ha operata mi ha spiegato che si è formata una strozzatura ad effetto “clessidra”, proprio dove l’intestino è stato reciso e poi ricollegato. Il fatto è che o prendo lassativi (pastiglie, sciroppi, tisane e chi più ne ha più ne metta, con il risultato poi di avere sempre nausea, intestino irritato, insomma, malessere generale)) oppure, vado in bagno anche 10 o 15 volte al giorno; ogni volta con spinte e sforzi notevoli, per evacuare solo piccole porzioni di feci. Ora, mi rendo conto che il problema più grave è stato risolto, ma comunque, tutti questi disturbi mi creano un disagio notevole, soprattutto se mi capita di essere fuori casa e tra la gente. Esistono casi come il mio? Quando parlo con chi ha subito il mio stesso intervento, di solito ha problemi opposti cioè di dissenteria. C’è un rimedio a tutto ciò? Se sì, a chi mi posso rivolgere? La ringrazio molto e aspetto con ansia una sua risposta.

Cara Signora,

la stenosi della anastomosi (congiunzione tra due parti del colon) non è un evento raro. Si forma per un eccesso di cicatrizzazione che “strozza” il colon e questo causa non pochi problemi alla persona. In questi casi è possibile eseguire delle dilatazioni, con dei particolari palloncini, per via endoscopica o se questa stenosi è vicina all’ano con dei dilatatori. Il chirurgo che ha eseguito l’intervento sicuramente conoscerà queste modalità di cura per risolvere la stenosi e potrebbe essere lui il primo specialista da consultare.

Egregio dottor Nicastro, gradirei sapere il suo parere su cio' che mi accingo ad esporre. Nel 2003 ho avuto un duplice episodio di proctorragia che ha messo in evidenza un polipo della giunzione discerndente-sigma del diam. max. 1 cm., Che viene asportato. La diagnosii dell'esame istologico successiva e' stata di adenoma tubolare del grosso intestino con focale displasia di alto grado dell'epitelio ghiandolare. Da quel momento mi sono sottoposta ogni due anni ad un controllo endoscopico, con risultato sempre negativo. Le chiedo se dovro' continuare cosi' per tutta la vita? La ringrazio anticipatamente, confidando in una sua cortese risposta.

Cara Signora Roberta,

sono passati ben 11 anni dalla prima diagnosi e pur comprendendo la prudenza dei medici, penso che sia ormai esagerato eseguire una colonscopia ogni due anni. Potrebbe essere utile eseguire la ricerca del sangue occulto ogni anno  e, se questo è negativo, eseguire una colonscopia ogni 5 anni.

 

Egregio Dottore, mio padre è stato operato da un mese di adenocarcinoma al retto, il responso dell'esame istologico è PT4 G1 N1 può darmi una spiegazione inerente il significato e secondo lei quale terapie sono più adatte? grazie. Cordiali saluti

Cara Signora Carmen,

da quanto ha riferito lo stadio del tumore che ha colpito suo padre è in una fase che ha dato metastasi ai linfonodi e invaso i tessuti circostanti. Credo che lo specialista oncologo avrà già indicato una adeguata chemioterapia e se il tumore era localizzato nella parte periferica del retto, potrebbe essere necessaria anche la radioterapia.

Gentilissimo Dottor Nicastro, Le scrivo per avere un parere riguardo un polipo di 12 cm che è stato trovato ieri sera, durante la colonscopia, a mia madre di 65 anni. Il medico che ha effettuato l'esame, ha detto che, a prescindere dal risultato della biopsia sui 3 campioni di tessuto prelevati, il polipo va asportato chirurgicamente con una certa urgenza. Potrebbe gentilmante consigliarci una struttura ospedaliera valida e segnalarci un bravo chirurgo?Noi abitiamo a Bari, ma saremmo disponibili a spostarci in qualunque regione se fosse consigliabile. La ringrazio in anticipo, cordiali saluti.

Cara Signora Maddalena,

sono d’accordo che sua madre debba al più presto essere sottoposta ad intervento chirurgico, al di là dell’esito dell’esame istologico, viste le dimensioni del polipo (12 cm). Riguardo la struttura alla quale rivolgersi, un primo consiglio potrebbe essere di rivolgersi alla Chirurgia dell’Ospedale Universitario di Bari, dove sicuramente troverà ottimi professionisti che si prenderanno cura della salute di sua madre.

Colostomia

Dopo intervento nel 2010 di colostomia sx continuo ad avere perdite di muco e sangue alcune volte. Ora sono stufo di questo problema che proviene dal moncone che mi hanno lasciato possibile che non c'è un sistema che posa eleiminare questo problema. Mi sto veramente esaurendo dovendo sempre mettere del cotone altrimenti lascierei il segno dove mi appoggio. La pregherei di darmi qualche notizia in merito e intanto la ringrazio

Caro Signor Giovanni,

il moncone rettale, residuo all’intervento subito, secerne fisiologicamente muco che si accumula ed è eliminato per via naturale dall’ano. Inoltre il retto può andare incontro a fenomeni di infiammazione, proctite da defunzionalizzazione, con conseguente perdite di sangue. Questo problema assilla molte persone con colostomia e che conservano il moncone rettale. Nella mia pratica clinica consiglio ai miei pazienti di eseguire dei piccoli clisteri di pulizia con semplice acqua, oppure con clismi di mesalazina, almeno tre volte a settimana. Sarebbe utile fare dei controlli anche con una rettoscopia o meglio con una videoproctoscopia digitale, al fine di controllare lo stato della mucosa rettale, anche in relazione alla patologia di base che ha condotto alla confezione della colostomia sinistra.

Buonasera Le sottopongo il caso clinico di mio suocero che all'età di 83 anni è stato sottoposto circa un anno fa,a un intervento di resezione del retto per un carcinoma e neoformazione polipoide del sigma . L'intervento è stato eseguito con un'operazione laporoscopica con anastomosi T.T meccanica sinistra di protezione. Dopo quasi due mesi fu chiusa la ileostomia. Oggi, a distanza di un anno dall'intervento ha notoveli difficoltà a defecare. Pur rispettando una dieta ricca di fibre e aiutandosi con lassitivi,a giorni alterni per potersi liberare, deve ricorrere al clisma evacuativo con compresibili disagi che compromettono la vita di ogni giorno. Secondo la sua esperienza è regolare che ciò accada dopo un anno trascorso dall'operazione? e se ciò fosse anomalo cosa mi consiglia di fare?. Aspetto fiducioso le sue considerazioni e le sue indicazioni. Grazie

Caro Signor Giuliano,

quello che descrive non è normale. Spesso i disturbi della defecazione nelle persone che hanno subito l’asportazione del retto-sigma sono opposti nei primi mesi dopo l’intervento. Nel caso di suo suocero probabilmente può ipotizzarsi una complicazione che è la stenosi dell’anastomosi T-T. Credo comunque che il paziente abbia fatto i dovuti controlli endoscopici dopo l’intervento che avrebbero messo in evidenza tale evenienza. Se così non fosse le consiglio un controllo con il chirurgo completato con un esame endoscopico.

Buongiorno, vorrei gentilmente chiedere un Suo parere in merito alla situazione che le sto per descriver. Mia mamma, 57 anni, ha effettuato una colonscopia dopo rilevamento di sangue occulto nelle feci tre anni fa. Durante tale analisi le hanno asportato un polipo dichiarato come adenoma con displasia moderata. La scorsa settimana ha ripetuto l'esame. Questa volta le è stato asportato un adenoma villoso di <1 cm con displasia elevata. Il medico che le ha rilasciato il referto ha programmato una ulteriore colonscopia tra sei mesi dicendo le che vi è un elevato rischio di cancro. Le lascio immaginare lo spavento mia mamma ha subito un trapianto a causa di un linfoma e dover affrontare una situazione per alcuni aspetti simile ci spaventa molto. Le chiedo dunque cosa ne pensa. La probabilità di degenerazione è così elevata? È in caso si verificasse una situazione di questo tipo quale sarebbe la risoluzione? Asportando l'adenoma non si dovrebbe aver risolto il "problema"? Mi scusi per le numerose domande e la ringrazio sin da ora.

Cara Signora Moira,

effettivamente la presenza di polipi con displasia elevata predispone la persona al richio di un carcinoma. Questo non significa che sicuramente sua madre sarà colpita da un cancro, ma che dovrà fare i necessari controlli endoscopici cadenzati in modo da rilevare precocemente eventuali altri polipi del colon, che se asportati, come fatto fino ad ora, la mettono a riparo del rischio e quindi guarire precocemente di un possibile tumore maligno.

Buona sera dottore,mio nipote di 49 anni sta facendo varie analisi perchè è stata trovata una neoplasia di alto grado fuori dal retto con un piccolo inserimento interno.I medici non parlano di operazione per il momento eseguiranno della radioterapia. Da vari esami effettuati non sembrano esserci metastasi nel corpo. Stiamo aspettanto esito della tac pet,ma la coloscopia e i marcatori tumorali non hanno rilevato nulla. Anche ai polmoni è tutto ok Perchè qusta procedura? La ringrazio per la risposta e le invio i miei più sinceri saluti

Cara Signora Patrizia,

probabilmente il tumore che ha colpito suo nipote non è di origine intestinale e coinvolge le strutture che circondano il retto. Sono giuste le indicazioni diagnostiche da eseguire e così, probabilmente, la radioterapia che ha lo scopo di ridurre la massa tumorale se non farla regredire del tutto. Questo dipende anche dal tipo di tumore e dalla sua provenienza e credo che i medici abbiano già stabilito l’esatta natura del tumore e per questo date le giuste indicazioni.

salve sono una ragazza di 29 anni il mio caso è un pò complicato credo di soffrire di sindrome da defecazione ostruita anche se in fase di miglioramento grazie all alimentazione . Il problema è insorto 5 anni fà ed è veramente migliorato sono arrivata a punti indicibili. Ora ogni tanto devo purtroppo aiutarmi manualmente ma questo accade molto raramente. Con il migliorare del problema e con l'aiuto minimo manuale è insorto il sanguinamento rettale a volte molto frequente e cospicuo mi sono spaventata e ho fatto a giugno dello scorso anno colonoscopia del primo tratto di retto a seguire a dicembre analisi del sangue perfette. Io ho paura di un tumore nessuno mi crede nemmeno i dottori ho spesso male all interno dell'ano e al fianco sinistro, una patologia può scatenarsi così, il sanguinamento avviene a volte dopo molte ore dalla defecazione ho paura aiuto

Cara Signora Giorgia,

rispondo con estrema sincerità. Mi sembra eccessiva la sua preoccupazione e la sua ansia e credo che le sue paure non siano per nulla giustificate. I suoi sintomi possono dipendere da molte altre patologie intestinali (adesso non incorra nell’errore di cercare altre “brutte” malattie), le perdite ematiche dall’uso delle mani per poter risolvere le sue difficoltà ad evacuare e non dalla presenza di un cancro, lei ha eseguito una semplice rettoscopia (e non una colonscopia) che avrà rilevato la causa del sanguinamento. I medici non è vero che non credono nei suoi sintomi, semplicemente non credono che lei abbia un cancro anche nel rispetto di chi soffre veramente di questa terribile malattia.

gent.le Dottore, mio cognato di 68 anni, e'stato operato di resezione rettale a ottobre del 2013, per un carcinoma a manicotto sito nell'ampolla rettale, con stomia definitiva sull'addome, dopo un ciclo di radioterapia per ridurre il tumore.L'intervento a detta del chirurgo era ben riuscito, purtroppo dopo le dimissioni ha iniziato ad accusare forti dolori nella zona anale, fuoriuscita di liquido ematico misto a muco maleodorante emoglobina bassa, e da tre mesi febbre soprattutto alla sera.E' stato eseguito un tampone anale che e' risultato positivo"ENTEROBACTER" PRELIEVO EMATICO CON VES E PROTEINA C REATTIVA molto alte e emoglobina che arriva a 8 o poco piu', dopo 2 cicli di terapia antibiotica mira la situazione non e' migliorata, e dalla RM fatta in questo periodo risulta una recidiva nella zona dell'ampolla rettale. Cosa possiamo fare dal momento che il chirurgo operatore e titubante ad intervenire. La ringrazio

Cara Signora,

se si tratta di una recidiva di tumore l’unico trattamento possibile è un intervento per asportare il retto residuo colpito dal tumore, soprattutto se non vi sono metastasi a distanza.

Salve .Ho bisogno di aiuto per mio padre 74 anni, che e' stato operato da più di 1 anno per un cancro al colon (adenocarcinoma del retto) all'ospedale di Lecce. L'operazione andò bene e gli hanno messo il sacchetto. Dopo 6 mesi a Novembre 2013 l'hanno operato per riunire il colon. Intervento non ando' bene e dopo una settimana è stato rioperato per togliere un ascesso. Ilchirurgo mi ha detto che invervento e andato bene .Però mio padre non stava migliorando. Dopo esami fatti hanno trovato un batterio "Klebsiella pneumo... piu un fungo,abiammo fatto anche lo "tac" e non risultava perdite dall'intestino. Però dopo un mese il medico ha deciso di rioperare ed alla fine ha detto che ha ricucitto di nuovo l'intestino ed ha tolto l'acesso.Dalle ferite usciva sempre liquido. Dopo l'intervento mio padre non riusci' a alzare piu a piedi. Abiammo tenutto un mese a casa ma il drenagio continua poi 15 giorni fa l'abiammo ricoveratto con febbre. Adesso non parla, i medici del reparto medicina dicono che bisogna operare invence il suo chirurgo sostiene ancora che e la fistola e l'infezione e le sue difese immunitarie basse e per questo dice lui bisogna tentare a curare senza interventto. Voi potreste avere una soluzione al problema o,in alternativa, conoscete un centro di ricovero a lunga degenza al quale mio padre possa essere affidato? La ringrazio per l'attenzione e mi scuso per la relativa chiarezza della mia spiegazione

Caro Signore,

purtroppo suo padre ha avuto un decorso abbastanza complicato e necessita di cure mediche e chirugiche che possono essere fatte solo in ambiente ospedaliero e non in una lunga degenza. Bisognerebbe comprendere da dove origina l’ascesso e quale è la complicazione che lo ha provocato. Certamente le prime cure sono mediche per poter aumentare le forze e le difese immunitarie del paziente ma se queste non sono sufficienti bisognerà tentare un intervento chirurgico, delicato anche per le condizioni del paziente, per rimuovere l’infezione.

Buongiorno Dottore A seguito di una colonscopia con biopsia a mio padre (68 anni) è stato diagnosticato un adenocarcinoma moderatamente differenziato g2 invasivo frammenti! Così recitava testualmente la diagnosi! Il chirurgo che martedì lo opererà ha detto che una volta asportato il polipo tutto dovrebbe essere finito li essendo circoscritto e visto che le varie ecografie e tac fatte due settimane fa hanno escluso interessamenti agli altri organi. La mia domanda è se è possibile una visione così ottimistica come quella del chirurgo? La ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signor Alessandro,

di solito i medici sono sempre pessimisti parlando di conseguenze (tutte) relative ad un intervento oltre che dei benefici. Se il chirurgo che ha in cura suo padre è così ottimista mi sembra un fattore positivo  e non negativo, in relazione allo stato di salute del paziente, soprattutto se si parla di una patologia così importante.

Egr. dr., a seguito di colonscopia mi veniva asportato polipo di circa tre cm. Pt1 infiltrante la sottomucosa 2 mm dalla resezione, vorrei sapere se l ' asportazione di tratto di colon sia una strada obbligata. Grazie

Caro Signor Tino,

la diagnosi istologica anche se non ben riferita obbliga ad un intervento di asportazione del tratto di colon colpito dalla malattia

Egregio dottore in data 26.03.2014 mio padre di 72 anni è stato sottoposto ad intervento di angioplastica +stent dopo un attacco di angina. Durante il decorso ospedaliero ha avuto episodi di rettoragia per cui è stata effettuata una colonscopia elettiva con Neoformazione ulcerata a scodella di circa 15 cm a 10-12 cm dal M.A. Dopo prelievo istologico la diagnosi è di adenocarcinoma moderatamente differenziato invasivo, ci dicono che bisogna procedere con la TAC e l'intervento, ma la nostra grande preoccupazione è dovuta al recente intervento al cuore, il cardiologo lo tiene in doppia antiaggregazione con Cardioaspirin e Plavix che non può sospendere per circa un anno rischio infarto. Come può affrontare un tale intervento senza questa sospensione e quindi relativa emorragia? Spero di ricevere la sua attenzione e la ringrazio di cuore.

Cara Signora Ina,

la cardioaspirina e il Plavix possono essere sospesi e sostituiti con altri farmaci (eparina a basso peso molecolare) per proteggere la pervietà degli stent coronarici e permettere l’intervento chirurgico di asportazione del tumore che è necessario e indispensabile. Questi saranno i consigli che daranno i chirurghi e l’anestesista che prenderanno in cura la salute di suo padre.

Buonasera mio mario 47 anni e stato sottoposto a resezione anteriore dl retto. Dopo 4 nni non ha ancora trovato alcun tipo di regolarita intestinale. Ci sono giornate in cui va in bagno 10 volte otre in cui va 2 altre ancora in cui non va affatto. È' possibile aiutarlo con l'alimentazione , farmaci o altro? Graze. La cosa e' veramente limitante soprattutto se i è fuori casa e lo condiziona notevolmente....

Cara Signora,

i disturbi della canalizzazione dopo interventi di resezione del retto sono frequenti e si risolvono dopo alcuni mesi. nel caso di suo marito, visto il lungo periodo passato, bisogna comprendere quale è la causa di questa irregolarità. Potrebbe trattarsi di un disturbo funzionale del colon o anche di un problema della regione operata. Solo dopo una accurata ricerca della causa scatenante è possibile prescrivere una adeguata terapia sia essa farmacologica o dietetica, Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile ai fini diagnostici e terapeutici.

Buongiorno dottore, le espongo il caso di mio padre, 65 anni: operato nel dicembre 2011 per un carcinoma del retto , t3N0M0,e portatore di colostomia. La scorsa settimana ha eseguito i controlli di routine, tra cui i markers CEA e fa 19.9 e tutto è tutto e risultato nella norma. Ha poi eseguito una tac con mezzo di contrasto ed è stata evidenziata un nodulo sotto pleurico nel polmone destro di circa 6 millimetri, può trattarsi di una metastasi polmonare? Qual'e l'Inter da seguire? Grazie per la sua attenzione!

Cara Signora Alessandra,

è difficile stabilire se si tratta di una metastasi in base a quanto lei ha descritto. D’altronde il radiologo doveva dare delle precise descrizioni e fare diagnosi. Probabilmente il chirurgo o l’oncologo che seguono suo padre daranno ulteriori indicazioni e comunque per una maggiore definizione diagnostica potrebbe essere indicata una PET-TAC.

Salve,a mio padre hanno diagnosticato un tumore al retto e per diversi problemi legati alla sua salute non puo' essere operato. Il chirurgo pero' ci ha parlato di un cerchiaggio,ma vorrei sapere se lei fa questo tipo di intervento.Grazie

Cara Signora Marina,

probabilmente c’è stata una incomprensione con il chirurgo. Il cerchiaggio è un antico intervento che trovava indicazioni in alcune patologie anali (prolasso, incontinenza) ma non nel tumore del retto. Resto a sua disposizione per ogni chiarimento.

egregio dottore nicatsro volevo chiederle alcune cose:mia madre ha 64 anni e 2(due)anni fa è stata operata di tumore al colon precisamente al sigma,senza aver messo la sacca esterna, con istologico T3-M0-N85/1-G2, dopo circa 2 anni ha fatto tutti controlli e a ogni esame è tutto negativo ringraziando DIO.Ma tuttora oggi ha difficolta ad andare di corpo mi puo dire se si puo fare qualcosa per far si che questo problema venga risolto? confido in una sua risposta e in una sua possibile soluzione,sono disposto nche ad andare fuori italia se è necessario. la ringrazio in anticipo attendo con ansia una sua risposta.

Caro Signor Michele,

probabilmente sua madre soffriva di stipsi anche prima dell’intervento subito ed è questo il primo problema da affrontare. Se gli esami eseguiti dimostrano che il colon non ha patologie e che il punto di congiunzione tra il colon e il retto (anastomosi) eseguito durante l’intervento non è stenotico (ristretto) bisogna comprendere la causa della stipsi e consigliare un adeguata terapia.

Buongiorno dottore, la disturbo per chiedere se dopo un intervento avvenuto nel febbraio 2011 a 30 anni di resezione anteriore del retto a 8 cm dalla rima anale per eliminare un adenoma tubolo villoso con displasia di alto grado sia possibile praticare sesso anale o se è sconsigliato per sempre. Grazie e buona giornata.

Cara Signora,

presumo che il ricongiungimento del colon al retto sia stato fatto ad una distanza di sicurezza dall’ano e non dovrebbero esserci problemi per i rapporti sessuali. Comunque e per prudenza una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale o una anorettoscopia potrebbe essere utile per comprendere quanto è ampia l’anastomosi e se vi sono complicazioni. Se tutto risulta normale non dovrebbero esistere controindicazioni al rapporto.

Gentile Dott. Nicastro Le scrivo in merito a mio padre, 68 anni, che ad aprile è stato operato per un adenocarcinoma moderatamente differenziato (pt3 N0 M0) con conseguente ileostomia temporanea, ma senza nessuna chemioterapia. L'8 luglio viene ricanalizzato ma il giorno dopo deve essere di nuovo operato per ricucire i punti interni che avevano ceduto provocandogli un'emorragia interna (due anestesie totali in 24 ore). dopo nove giorni viene dimesso in buone condizioni seppure non evacuasse da tre giornate. Tornato a casa, con un grande appetito, anche se mangiando molto leggero, deve essere ricoverato nuovamente dopo solo due giorni con una diagnosi di SUB OCCLUSIONE INTESTINALE IN ESITI DI POST OPERATORIO. Fortunatamente l'intestino riparte da solo senza bisogno di nessun intervento chirurgico e dopo 5 giorni viene dimesso. Appena sbloccatosi l'intestino per qualche giorno evacuava feci liquide ogni 3-4 ore mentre ora (sono passati solo 3 giorni) si limitano a una volta ogni 1-2 giorni, seppur più formate. Il medico che l'ha operato in una visita di controllo si è limitato a tastargli l'addome dicendo che è tutto ok e prescrivendogli un cucchiaio di olio di vaselina prima di ogni pasto. Mi scuso se mi sono dilungato così tanto ma sono terrorizzato che possa succedere come l'ultima volta, quindi le chiedo se secondo lei può essere normale un decorso così o potrebbe esserci qualche motivo di preoccupazione. Mi scuso nuovamente e la ringrazio in anticipo per la risposta che vorrà darmi.

Caro Signor Alessandro,

alterazioni della canalizzazione a feci e gas sono molto frequenti dopo interventi demolitivi sul grosso intestino. Nel caso di suo padre gli interventi ripetuti, possono essere la causa di alterazione della motilità intestinale che dovrebbero regolarizzarsi nei primi mesi post-operatori. Altre cause possono causare fenomeni sub occlusivi e sono legati a restringimenti (stenosi) dei tratti di ileo e colon operati e poi ricongiunti. Queste stenosi possono essere valutate solo con alcuni esami radiologici (colonTAC) 0 con la colonscopia, ma l’esecuzione di questi esami deve essere valutata dal chirurgo curante che ha una visione più ampia e corretta della situazione clinica del paziente. L’indicazione all’uso di olio di vaselina, per garantirsi il transito intestinale, è usuale e corretta nell’immediato post-operatorio e potrà essere poi variata in un tempo successivo.

Salve, mio padre ha 77 anni, e 14 mesi fa è stato operato al colon per un tumore al sigma, e gli è stata fatta un ileostomia,dopo l'intervento è stato 2 giorni in coma farmacologico perchè cardiopatico; al 12esimo giorno(cosa mai successa secondo i chirughi che l'hanno operato, di solito capita dopo pochi giorni) hanno ceduto i punti interni di sutura ha avuto un'emorragia, è stato rioperato di urgenza, e gli hanno chiuso l'ileostomia e gli hanno fatto una colonstomia, di nuovo coma farmacologico e rianimazione, dopo una settimana ha una peritonite, viene trasferito in un altro ospedale, sicuramente migliore, e viene operato di urgenza con un intervento salva vita, comunicandoci che mio padre poteva morire durante l'intervento....oltre alla colonstomia gli viene rifatta l'ileostomia, mio padre esce miracolosamente vivo dalla sala operatoria, e dopo 2mesi lo riportiamo a casa.Aveva perso 25 chili,e non si reggeva in piedi nel corso dei mesi sono riuscita a farlo riprendere, e fargli prendere i chili persi, per fortuna non ha bisogno di chemio.Dopo 9 mesi, dopo aver fatto colonscopia e tutto il resto il chirurgo gli dice che se vuole può ricanalizzarsi; a marzo scorso gli viene fatta la ricanalizzasione della colonstomia dalla quale nn usciva nulla, perchè le feci andavano nell'ileostomi,l'intervento riesce.Una settimana fa, dopo 3 sedute di dilatazione(palloncino) a causa della stenosi dell'intestino, il chirurgo lo ricanalizza togliendo l'ilestomia perchè l'intestino aveva raggiunto le misure giuste se non erro 16 mm di dilatazione.Ora all'ottavo giorno dall'intervento mio padre sta bene ma non defeca, ha fatto l'aria dopo 24 ore dall'intervento e continua a farla, ma non defeca, gli hanno fatto una colonscopia e hanno detto che l'intestino è ok, non è ristretto e che è un pò lento, e domani gli faranno un'eco all addome,è a digiuno dal giorno dell'intervento, gli hanno fatto solo un paio di sacche alimentari; mi hanno detto che deve defecare anche se non mangia; e credo che non lo fanno mangiare proprio per questo. Ne abbiamo passate tante, e ora che finalmente il percorso era completo è sorta questa complicazione; ho paura che mio padre corre il rischio di essere di nuovo stomatizzato. Mi scusi se mi sno dilungata.Grazie.

Cara Signora Giusi,

non ho alcun elemento per dire se suo padre dovrà essere nuovamente atomizzato, ma credo proprio di no e questi disturbi di canalizzazione possono rientrare in un normale decorso in un paziente che ha subito numerosi interventi   addominali. La canalizzazione avverrà e i chirurghi che hanno eseguito l’intervento le hanno già dato la motivazione e fatto tutto quanto il possibile per comprendere questa ritardata espulsione di feci e, credo, siano tranquilli per il fatto che invece i gas transitano regolarmente.

VOLEVO CHIEDERE UN INFORMAZIONE .MIO FRATELLO E AFFETTO DA POLIPOSI è STATO 5 ANNI FA COLECTOMIZZATO E ORA DI ROUTINE FACCIAMO I CONTROLLI ADESSO DALL'ULTIMO CONTROLLO GLI HANNO TOLTO DEI POLIPI NEL RETTO DOVE LA DIAGNOSI è STATA:LESIONI POLIPOSE TUTTE CON IL QUADRO DELL'ADENOMA TUBOLARE CON DISPLASIA GHIANDOLARE FOCALMENTE DI ALTO GRADO.PER FAVORE QUALCUNO IN TERMINI SEMPLICI MI PUO SPIGARE.è UN SICURO TUMORE SUCCESSIVO?SICCOME NELLA POLIPOSI COME SI SA NON SI RIESCE MAI A TOGLIERE TUTTI I POLIPI QUINDI I PIU PICCOLI RESTANO C'è BISOGNO DI UN INTERVENTO CHIRURGICO?PRECISO CHE LUI HA 28 ANNI.GRAZIE MILLE A TUTTI VOI CHE MI DARETE UNA RISPOSTA.

Caro Signore,

il polipo adenomatoso tubolare o villoso è un tumore benigno che può degenerare in maligno se non è asportato. Il grado di displasia determina questa probabilità di trasformazione e la displasia grave prelude alla definitiva maligna del tumore. Per questo tutti i polipi devono essere asportati e analizzati. Nel caso di suo fratello non è possibile affermare se è necessario un intervento di asportazione del retto (a scopo preventivo) in quanto non ho alcun elemento essenziale per poter dare un giudizio sereno. Il solo dubbio è sul perché questo tratto di intestino è stato risparmiato durante l’intervento di colectomia, probabilmente perché non colpito da malattia e quindi evitare di confezionare una ileostomia definitiva.

Buongiorno Dottore, le scrivo per mia madre, 88 anni. affetta da eteroplasia del retto. Insieme al medico abbiamo deciso di non intervenire con amputazione del retto, vista l'età avanzata e vari altri problemi di salute (AAA CM 5). Dopo ciclo di radioterapia il tumore risulta ridotto da 3.5cm a 1cm circa. I vari esami non dimostrano per ora coinvolgimenti di altri organi. Ultimamente però soffre molto di infiammazione e dolore in sede anale, con necessità frequente di evacuare (spesso solo stimolo e poche feci). Oltre a fare attenzione all'alimentazione, esistono terapie farmacologiche per tamponare il disagio ed il dolore? La ringrazio per la risposta.

Cara Signora Marzia,

probabilmente i sintomi che stanno facendo soffrire sua madre dipendono dalla radioterapia che ha dato luogo ad una proctite è dermatite attinica. Visto comunque il successo terapeutico della radioterapia bisognerebbe prendere in considerazione l’asportazione del residuo tumorale con un intervento per via trans anale o se possibile endoscopica o con la TEM. Intanto, se confermata la diagnosi di proctite eseguire dei clismi medicati a base di mesalazina.

Buongiorno dottore, visto l'ansia totale in cui sono entrato, vorrei avere una suo parere sulla diagnosi della biopsia alla colonscopia di mio papà. Lui è stato operato per una stenosi nel sigma colon sinistro dove gli è stato asportato un polipo insieme ad una parte di intestino sinistro (50 cm) in più hanno trovato e operato diverticoli e appendice. Attendo la biopsia del polipo ma intanto quella della colonscopia indica questa diagnosi: "Mucosa del grosso intestino in cui si osservano focali aggregati ghiandolari con severe atipie citologiche sospette ma non completamente diagnostiche per neoplasia maligna" cosa ne pensa? Cordiali saluti

Caro Signor Stefano,

credo che bisogna aspettare l’esito dell’esame istologico definitivo condotto sull’intero polipo asportato chirurgicamente poiché la biopsia effettuata durante la colonscopia non depone per una diagnosi definitiva di carcinoma probabilmente per la scarsità di tessuto asportato o perché la parte del polipo su cui è stata effettuata la biospia non aveva caratteristiche assolute di un carcinoma. Questo dubbio comunque potrebbe deporre per una neoplasia maligna che ancora non ha invaso la parete del colon ed è limitata solo al polipo e quindi l’intervento chirurgico effettuato potrebbe essere stato definitivamente curativo.

Gent.mo Dr Nicastro, Le scrivo perchè sono molto preoccupata per mio padre, 76,5 anni, che domani dovrà effettuare una colonscopia. 20 anni fa è stato operato per carcinoma al cieco-colon con emilectomia del colon dx. Ha eseguito i controlli per i primi anni, poi ha deciso di sospenderli. In tutti questi anni non si sono presentati problemi particolari, e le analisi del sangue sono ottime. Solo un esame del sangue occulto fatto qualche mese fa è risultato positivo (ma non è presente anemia, per cui si sospettava da emorroidi o sforzo da defecazione, visto che soffre di stitichezza, peggiorata negli ultimi 3 anni),un mese fa ha ripetuto l'esame con esito negativo. Le chiedo, ritiene sia indispensabile effettuare una colonscopia alla sua età (ho letto che le nuove linee guida la sconsigliano dopo i 75 anni, visti il potenziamento dei rischi). La stitichezza (sforzo a defecare, feci caprine, necessità di aiutarsi con la mano) può essere connessa alla presenza di masse anche benigne? In generale è in buona salute (è solo 15 kg sovrappeso, più che altro presenta aumento del grasso addominale, steatosi epatica e cura una forma bipolare di depressione, lieve ipertensione, ipertrofia prostatica). Ho paura di far effettuare a mio padre un esame così invasivo, considerando che in 20 anni è sempre andato tutto bene..perchè cominciare ora a fare la colonscopia? Spero mi possa dare una risposta a breve. Grazie in anticipo. Cordiali saluti

Cara Signora Emanuela,

suo padre nel corso di questi 20 anni avrebbe dovuto  effettuare numerose colonscopie di controllo e mi sembra strano come questo esame non sia stato immediatamente eseguito a seguito della positività del sangue occulto nelle feci. Mi perdoni la franchezza, ma la presenza del sangue occulto non può essere attribuita in alcun modo alla presenza di emorroidi in quanto in questo caso il sangue è ben evidente e non occulto, cioè nascosto ovvero digerito. Suo padre non è in una età precaria e a mio parere può sottoporsi tranquillamente a colonscopia, magari in sedazione e in mani esperte.

Egrgio Dottore, vorrei sapere se nei pazienti operati di tumore( polipo adenomatoso di 2.5 cm) al sigma( anastomosi chirurgica TT ), l'impianto delle clips è regolabile oppure no.In parole povere è possibile che il chirurgo possa averle applicate troppo strette? Che possibilità ci sono di sviluppare un occlusione intestinale a 2 mesi dall'intervento? Se si, quali sono le possibili cause? La ringrazio per la cortese attenzione.

Cara Signora Elena,

per eseguire l’anastomosi termino – terminale (TT) tra due tratti di colon il chirurgo utilizza delle cucitrici che utilizzano dei punti metallici e  hanno un diametro prestabilito. Eventuali restringimenti (stenosi) non possono essere considerati errori chirurgici ma sono legati ad una anomala cicatrizzazione dei tessuti. La stenosi e la sua gravità può essere valutata solo con un esame endoscopico o meglio radiografico e solo dopo si può valutare il rischio della occlusione e quindi eseguire adeguate dilatazioni.

Buonasera Dott. Nicastro, vorrei sottoporle la mia situazione. Ho 74 anni e da almeno 20 anni soffro di stipsi cronica, tanto che per evacuare ogni giorno uso il clistere, perché non riesco ad espellere le feci dall'ampolla rettale. Oggi ho effettuato la colonscopia con esito: assenza di lesioni mucose. Diverticoli al colon sx con ampio colletto e fondo regolare. Reticolo vascolare ben rappresentato. Nel retto in retroversione plesso emorroidario interno congesto. Prescrizione Rifacol 200 mg 1 cpr per 2 (mattina e sera) per 6 gg. mese. Dovrei anche effettuare in ottobre la Defecografia. Le chiedo cortesemente quale potra' essere per me la conclusione di questa situazione di evacuazione intollerabile che mi perseguita da troppo tempo. La ringrazio infinitamente.

Cara Signora Angela,

le cause della stipsi sono diverse e andrebbero ben valutate per comprendere un adeguato percorso di terapia. Probabilmente la sua stipsi ha condotto alla formazione dei diverticoli nel colon e questi, a loro volta, non facilitano lo svuotamento intestinale. Ma il problema, mi sembra di comprendere, è la difficoltà alla espulsione delle feci. Questo potrebbe dipendere da un deficit funzionale del pavimento pelvico. La defecografia o meglio una defeco-RMN dinamica, potrebbe essere utile nel valutare le eventuali alterazioni del distretto pelvi-perineale e solo dopo è possibile formulare un adeguato percorso di terapia.

Buonasera dottore, mia mamm 61 anni è stato trovato tramite screening del sangue occulto nelle feci e poi Colonscopia adenoma villoso displasia di alto grado. Le hanno detto che è una forma di tumore benigna è corretto? Deve sottoporsi a intervento chirurgico per asportazione del tratto di intestino. Si trova a 8 cm dall'ano, il padre di mia mamma aveva avuto tumore benigno al colon poi operato ma dopo qualche gli è venuto al fegato ed è mancato. Quello che ha mia madre è risolvibile definitivamente? Può dare recidive anche al fegato o a altri organi? è che tipo di controlli dovrà fare per prevenzione? Grazie molte per la sua risposta. Cordiali saluti

Cara Signora Paola,

il polipo villoso con displasia severa è un tumore benigno ma che può subire una trasformazione verso la malignità se non è asportato. I tumori benigni, per definizione, non danno metastasi a distanza e l’intervento è considerato curativo. Comunque bisogna sempre aspettare l’esito dell’esame istologico che sarà fatto sull’intero polipo asportato, in quanto la biopsia permette di esaminare solo una piccolissima parte del polipo, mentre è necessario esaminarlo nella sua totalità e questo è possibile solo dopo averlo asportato chirurgicamente. Dopo l’intervento sua madre dovrà sottoporsi a periodici controlli, anche endoscopici, per prevenire la formazione di altri polipi.

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