Cura delle emorroidi

Gentile Dottor Nicastro, sono una ragazza di 29 anni, della provincia di Trapani, che soffre da 2 anni e mezzo di dolori alla vulva. In particolare i sintomi sono: gonfiore delle grandi e piccole labbra da non permettermi di poter condurre una vita normale, gonfiore dell'ano, difficoltà nella minzione, secchezza intima, prurito anale e vulvale, formicoli che dalle natiche giungono alla vulva e fino alle gambe, pesantezza e pressione nella zona vescicale. Il disturbo è iniziato nell'agosto 2012. Di seguito Le descrivo il mio calvario. Febbraio 2012: mucoprolassectomia secondo metodo "Longo" (PPH) Agosto 2012: inizio dolori alla vulva sopradescritti Decido così di andare da un ginecologo, che non riesce a risolvere il problema, poi ancora un altro ginecologo e poi un altro ancora e un altro ancora... fino a quando, rassegnata, lascio perdere e decido di convivere con questi fastidi e dolori che si erano un po' stabilizzati. Ho eseguito in questi mesi molti esami che hanno escluso qualsiasi altra patologia: ho fatto tamponi vaginali, ecocolor doppler perchè si pensava ad una varice vulvare, urinocolture, colposcopia...tutto negativo! Febbraio 2013: plastica anale secondo "Arnaud" per una ragade fistolizzata Marzo 2013: scopro questo chirurgo essere un macellaio, perchè vado a visita da un altro chirurgo che vede la causa del mio dolore costante: un buco nel retto che mi aveva scavato il "macellaio" e nel frattempo scopro anche di avere delle graffette metalliche nel retto (per via della prima operazione secondo metodo Longo) Nel frattempo io accuso sempre i dolori alla vulva e alla vescica. Aprile 2013: plastica della mucosa ed escissione della ragade, per rimediare al danno fatto dal precedente chirurgo Inizio così, seriamnte, a pensare che il dolore alla vulva sia collegato a queste graffette e quindi all'operazione del 2012. Lo comunico così all'ultimo chirurgo ma questo, con superficialità dice che non c'è collegamento. Il tempo scorre e a novembre 2014, peggiorata la situazione, decido di consultare un altro ginecologo. Finalmente questo Dottore mi conferma che questo mio dolore potrebbe essere causato dall'intervento del 2012 secondo "Longo", e che quello di cui soffro è vestibolite vulvare, diagnosi da confermare dopo cistoscopia e tamponi. Ora mi trovo ad un punto in cui io sono sempre più convinta che un bravo proctologo potrebbe aiutarmi piuttosto che un ginecologo...perchè penso che, COME SOSTENGO IO DA UN ANNO E MEZZO, l'intervento del 2012 mi abbia causato dei danni ai nervi...ho continuamente formicolii alle natiche, alla vulva e fino alle gambe. Mi sento incompresa e abbandonata, dovrei tornare da questo ginecologo per confermare la diagnosi, ma non ho più voglia di fare esami che ho già fatto. Spero lei possa darmi una risposta ed una speranza.

Cara Signora Silvana,

molte persone sottoposte ad intervento di Longo, nel postoperatorio, lamentano un dolore pelvico cronico. Probabilmente è la sutura dei tessuti del retto che genera questa patologia e spesso si hanno alterazioni della conformazione del retto e del canale anale. La sua storia non è diversa da quella di tante persone che descrivono questi disturbi e probabilmente alla base potrebbe esserci una compromissione del nervo pudendo. Una visita colonproctologica, che metta in rilievo anche la funzionalità del pavimento pelvico e del perineo,  completata con la videoproctoscopia digitale al fine di stabilire patologie rettali e anali, potrebbe essere utile per una esatta diagnosi e per un corretto percorso di terapia.