- Specialista
in Chirurgia d' Urgenza
- Diploma in Proctologia SICCR
- Diploma in Chirurgia Laparoscopica ACOI
- Responsabile Dip. di Colonproctologia - European Hospital
Domanda:
Gentile Dottore
da un po' di tempo avverto un prurito anale, molto discontinuo,
le premetto che ho una prostatite ed allo stesso tempo sto
facendo da 2 mesi anche esercizi per rilassare e tonificare
il p.pelvico, anche se l'origine della prostatite non mi è
chiara! Detto ciò il prurito anale è sia interno
che esterno e soprattutto discontinuo, nel senso che capita
4/5 giorni ogni 2 settimane (almeno per ora l'andamento è
questo). Detto ciò, al passaggio di feci dure non accade
quasi mai nulla, nel senso che non brucia quasi mai, invece
quando vi è il passaggio di feci più morbide
ed "accaldate" che tale prurito si crea ed anche
successivamente! Le premetto che la mia alimentazione è
sanissima, senza piccanti e superalcolici e con alimentazione
che prevede l'uso discreto di fibre e verdure, e che per alleviare
tale prurito a devo lavarmi spessissimo. Se Le può
interessare l'andrologo ha constatato che non ho varicocele.
In ultima battuta quando tale prurito è maggiore, maggiori
sono i sintomi della prostatite.
Risposta: Caro Signor Nicola,
l'origine del prurito anale riconosce diverse cause che andrebbero
ben investigate per poter giungere ad una adeguata terapia.
Sia i disturbi della defecazione che patologie ano-rettali
possono essere la causa del prurito e non ultimo i disturbi
del pavimento pelvico. Dalle sue parole credo che queste cause
possono essere ben individuate nella sua storia clinica e
solo una accurata visita colonproctologica completata con
una videoproctoscopia digitale possono svelare alcuni dubbi
e suggerire un adeguato percorso di terapia
Domanda:
Sono uno studente universitario... ventenne! da un paio di
anni, da quando ho iniziato la mia avventura universitaria
lontano da casa mi hanno diagnosticato una PSORIASI. Inizialmente
si era concentrata sulla nuca, ma (forse perchè non
diagnosticata per tempo) dopo qualche mese è passata
ai gomiti! A questo punto dopo un consulto medico di un Dottore
nonchè mio professore sono venuto a conoscenza della
patologia e mi sono stati prescritte 2 schiume cutanee: BETTAMOUSE
(BETAMETASONE VALERATO 100g) e (KETOMOUSSE) con l'applicazione
di queste per 2 settimane ad intervalli prescritti ho risolto
il problema alla nuca e lo risolvo ogni volta che la PSORIASI
mi torna ai gomiti! ora arriviamo alla sua specializzazzione:
con l'andar via del sintomo alla nuca mi si è presentato
un sintomo simile alla cute esterna dell'ano! per un periodo
di tempo non ho collegato le 2 cose e stupidamente ho trascurato
la cosa pensando che andasse via in breve tempo! però
cosi non è stato. questa irritazione forma molto velocemente
la crosta che io altrettanto velocemente in impulsi di ira
mi gratto. in più ho notato che nel momento in cui
defeco, e mi sforzo (troppo) perdo sangue... il quale esce
a spruzzi,concomitanti con le mie spinte! ( IL SANGUE NON
ESCE DALL'IRRITAZIONE CHE HO SULLA PELLE ATTORNO ALL'ANO.
NE SONO CONVINTO. CREDO INVECE ESCA DA UN'ALTRA LESIONE CHE
SI STOVA PROPRIO ALL'ENTRATA DELL ANO,LA QUALE NEL MOMENTO
IN CUI MI SFORZO SI DILATA E DATO CHE NON è RIMARGINATA,SPRUZZA
SANGUE) ho pensato si potesse trattare di una lacerazione
più importante e mi sono limitato per un periodo dallo
"sforzarmi" e ho comprato un detergente specifico
: (SOLUZIONE H) Il problema del sangue l'ho risolto(credo
stupidamente di averlo risolto) in questo modo... invece il
problema della "presunta irritazione" è rimasto.
Almeno fino a qualche giorno fa,quando mi è venuto
in mente che si potesse trattare di psoriasi anche alla cute
dell'ano. cosi senza consulti medici ho applicato una volta
al giorno per qulche giorno la schiuma cutanea "BETTAMUOSSE"
Il risultato è stato che da quanche giorno non si formano
più le croste(forse perchè mi sto astenendo
dal grattarle via) ma sento ancora un forte prurito e al tatto
sento che la pelle non si è normalizzata del tutto...
in più si nota un rossore lì dove prima c'era
la parte interessata . tutto questo per che chiederle se il
mio intervento assolutamente di iniziativa personale ha qualcosa
di sensato oppure sono uno stupido... in più mi devo
preoccupare per le fuoriuscite di sangue che occasionalmente
noto? oppure una crema cicatrizzante o qualcosa del genere
può aiutarmi senza bisogno di analisi più accurate?
poò la PSORIASI sfogare sulla cute del retto?? gentile
dott. Nicastro io la ringrazio se è riuscito ad arrivare
alla fine dell'email senza cestinarla prima e le sarei veramente
grato se Lei mi rispondesse chiarendomi qualcosa! cordiali
saluti. Risposta: Caro Gianfranco, come vedi non
ho cestinato la tua email. Non è mia abitudine non
arrivare fino in fondo alle cose! Ebbene, certo la psoriasi
può avere una localizzazione anale in quanto l'ano,
anche nel suo interno, è rivestito da cute ( a differenza
del retto che non può quindi essere colpito da psoriasi).
Per tale motivo tutte le patologie cutanee possono coinvolgere
l'ano. Comunque, per prudenza dovresti eseguire una visita
specialistica per una diagnosi di certezza e per meglio definire
l'origine del sanguinamento. Questo perchè, anche se
hai descritto bene il tuo quadro, il dubbio deve sempre governare
il nostro sapere ed è meglio avere la certezza della
diagnosi. Prurito e sangue sono sintomi comuni, avendo tu
sviluppato una psoriasi questa può avere anche una
localizzazione anale e deve essere trattata come tutte le
altre lesioni cutanee ma questo consiglio è meglio
averlo dopo una visita medica. Cari saluti ed Auguri
Domanda:
Gentile dott. Nicastro,
ho trovato il suo sito tramite la navigazione del sito internet
medicitalia.it. ho letto numerosi suoi consigli dati a utenti
che hanno un problema simile al mio. oggi, 02/01/07, ho provato
a scrivere a quel sito, ma non è stato possibile in
quanto la capienza era già pienamente usufruita. Le
scrivo per esporle il mio problema: ho 35 anni, da qualche
tempo (un mese, un mese e mezzo) ho un leggero prurito all'ano
che mi porta a grattare questa zona, soprattutto una volta
defecato e pulito con carta igienica. in genere il prurito
passa una volta sciacquata la zona con acqua e sapone (bidè
o doccia). un mese fa, forse a causa di stress e stanchezza
(questo me lo dica lei se influisce) dovuta soprattutto a
lavoro impegnativo e alla nascita di mia figlia, con relativa
diminuzione di ore di sonno, defecando ho visto che l'acqua
del wc era rossa. la carta igienica era poi tutta sporca di
rosso. il rosso era un rosso vivo, acceso. da allora, il prurito
continua ma lieve, e il sangue non si è più
riproposto. in questi giorni ho fatto un pò di ricerca
su internet per capire se il sangue nelle feci fosse sintomo
di qualcosa di grave e ho riscontrato che potrebbe essere
anche sintomo di un tumore al colon. sono un pò in
apprensione perchè ho ricevuto una telefonata di una
persona che ha lavorato per anni con me in BOSNIA ERZEGOVINA
(io ho lavorato lì per un anno e mezzo tra il 99 e
il 2000) e mi ha detto di avere un cancro al colon e pensa
sia dovuto all'uranio impoverito. cosa devo pensare? mi devo
allarmare? altri disturbi non ne ho notati, vado in bagno
correttamente, il colore delle urine è chiaro, non
perdo peso, non sono inappetente, anzi (sotto natale ho mangiato
parecchio). chiedo scusa per il disturbo, ma il fatto di avere
una responsabilità enorme nei confronti di una piccola
vita appena nata, mi rende un pò più apprensivo.
ringraziandola per l'attenzione resto in attesa di sue. cordiali
saluti Vittorio
Risposta: Egregio Sig. Vittorio,
la sua paura per l'uranio impoverito può essere reale
per tanti altri motivi ma non per il prurito anale e la perdita
di sangue. Questi possono essere sintomi molto comuni a diverse
patologie ma nella meggioranza dei casi può trattrsi
di una ragade anale o di un prolasso emorroidario. Dalla sua
lettera non si capisce se esistono delle tumefazioni (protuberanza)
all'orificio anale o se avverte dolore o fastidi durante la
defecazione per questo la mia risposta è limitata.
Le consiglio comunque di sottoposrsi ad una visita proctologica
completata con la videoproctoscopia digitale im modo da definire
la patologia e fare diagnosi differenziale con altre che più
la preoccupano.
Auguri per un 2007 di salute e filicità estesi a tutta
la famiglia
Domanda:
Purtroppo mi trovo di nuovo a descrivere ad un esperto il
mio problema, che ormai è diventato un circolo vizioso,
del quale purtroppo non conosco le cause; questo sarebbe anche
comprensibile dato che io non sono un dottore, ma la cosa
peggiore è che fino ad ora nessun proctologo o dermatologo
è riuscitoad aiutarmi.Spero che abbia la pazienza di
leggere fino in fondo.Circa 5 anni fa, quando ancora abitavo
in Germania, ho cominciato ad avere dei fastidiall'ano durante
e dopo la defecazione, dei bruciori per essere precisi. Pensai
che fossero emorroidi, ma a quel tempo non sapevo ci fosserodegli
specialisti per questo problema e così trascurai per
alcuni mesi la cosa.Naturalmente il fastidio aumentava e dopo
la defecazione dovevo sempre più sfregare con la carta
igienica per pulirmi bene e la pelle ne risentì.Iniziai
a consultare poi il primo proctologo, il quale affrontò
la cosa in modostandard per emorroidi di I grado, cioè
con iniezioni di anti sclerosante ( spero chein italiano sia
giusto questo nome ). Il beneficio durava però solo
pochi giorni epoi ricominciava a bruciare. Tornai ancora un
paio di volte ma la cosa si ripeteva.Mi diceva anche di usare
delle creme, ma anche queste non miglioravano la situazione.Decisi
allora di consultare un secondo proctologo con lo stesso risultato.Per
farla breve dopo essere stato da diversi proctologi anche
per diverse sedute,il risultato era sempre quello di ricevere
creme, anti sclerosanti e un paio mi hannofatto anche delle
legature. Il beneficio è stato sempre temporaneo.La
cosa che lamentavo a questo punto era sempre un bruciore all'orifizio
e sullepareti esterne adiacenti sopratutto una grossa umidità
che mi accompagnavaquasi di continuo ( la cui intensità
era legata anche agli stati emozionali ) e che mi creavasempre
grossi disagi nelle relazioni interpersonali (lavoro e privato).Fra
le creme usate ( veramente di tutti i tipi ), ve ne erano
alcune a base di cortisone. Alcune volte, dato che queste
erano le uniche a darmi un certo sollievo, devoammettere di
averne abusato, per cui credo che oltre al problema interno,
che alla fine a detta degli ultimi proctologi consultati,
era risolto, si sia creato ed aggravato continuamente anche
il problema legato alla pelle di quella zona.Fra creme, pulizia
esagerata, sudorazione continua ecc, la pelle ha perso totalmente
la sua resistenza ed elasticità e penso che a questo
sia dovuta anche l'eccessiva sudorazione. A detta dell'ultimo
proctologo avevo più che altro un eczema latente, difficile
da curare. Questo non è però mai stato ipotizzato
da nessuno di quelli precedenti che hanno sempre sostenuto,
a mioavviso superficialmente, che a livello di emorroidi era
tutto in ordine, mi liquidavano dicendodi non sapere cosa
farci e senza nemmeno pensare che poteva essere legato anche
alla pelle ormai rovinata. Su consiglio dell'ultimo proctologo
in Germania e anche di un paio di dermatologi in Italia, ho
usato a lungo ( ed uso ancora ) delle creme allo zinco e anche
all'ozono, ma il problema persiste e a volte l'unico rimedio
è l'uso ( anche solo per un paio di giorni ) della
crema Decoderm Tri (acquistata nell'ultima visita in Germania
) a base di cortisone, la quale mi toglie il bruciore e la
secchezza della pelle, anche se poi ricomincia tutto da capo.Dato
che da quasi 1 anno le mie feci sono sempre molto liquide,
le ho anche fatte analizzare ( testate chimicamente e fisicamente
e ai parassiti ), senza però riscontrare niente di
particolare. Da molto tempo presto anche molta attenzione
alla pulizia, nel senso che non strofino con la carta, sciacquo
con acqua e asciugo con un panno di cotone senza strofinare.
La pelle è un po' migliorata, nel senso che l'umidità
non è più esagerata come prima, ma nonostante
questo rimane in molte situazioni presente. Al momento quindi
i fastidi principali sono il bruciore di una pelle continuamente
infiammata ( eczema? ) sopratutto all'orifizio e zone adiacenti,
sudorazione e umidità, a volte sensazione di gonfiore
sempre nella zona dell'orifizio, continua sensazione di pressione
( credo che il muscolo sia continuamente in tensione ed irrigidito
).Non so più cosa pensare, se sia una cosa ancora legata
alle emorroidi ( dato che sopratutto nella posizione seduta
aumenta questa pressione, il bruciore ed anche l'umidità
), se sia una questione dermatologica ( data l'estrema sensibilità
della pelle, il bruciore e anche l'umidità generata
), se sia un problema psicologico ( dato il continuo stress
che ha accompagnato fin dall'inizio tutta la vicenda anche
per motivi diversi, e dato la continua tensione alla quale
sono sottoposto e che mi fa anche dormire male da anni e che
forse spiega l'irrigidimento costante del muscolo anale),
o se in fine sia un insieme di tutte queste cose che nel corso
degli anni ha finito per mischiarsi in un circolo vizioso.
Tutto questo crea naturalmente altri problemi anche di carattere
psicologico, che fino ad ora ho tenuto, almeno apparentemente,
sotto controllo dato il mio carattere forte ed estroverso,
ma che comunque in fondo mi impediscono ad esempio di praticare
attività sportive o di affrontare serenamente situazioni
lavorative o di relazioni sociali. Da persona logica, non
mi posso spiegare come non si possa risalire, affrontando
la cosa metodicamente, alla vera causa o ad una diagnosi precisa
dei miei disturbi. Altrettanto non mi posso spiegare come
gli specialisti fino ad ora incontrati non si siano impegnati
( anche per orgoglio personale ) a indagare e a risolvere
un problema forse non del tutto standard, ma anche per la
loro esperienza di sicuro interessante. In poche parole vorrei
arrivare a trovare uno specialista che mi aiuti seriamente
a risolvere il mio problema e che non si limiti a chiedere
i soliti 100 o 150€ dedicandomi solo 5 minuti e ripetendomi
sempre gli stessi consigli standard. Concludendo, dopo aver
visitato il Suo sito, ho avuto l'impressione che Lei consideri
il Suo lavoro molto più di una semplice attività
lavorativa, ma sia anche molto impegnato a ricercare continuamente
per approfondire le sue conoscenze ed abbia quindi lo spirito
giusto per indagare anche questa cosa che mi affligge da troppi
anni. Vorrei quindi sapere nell'ordine: 1- cosa ne pensa di
quanto descritto fino ad ora 2- se sarebbe disposto a prendere
seriamente in esame il mio problema ed aiutarmi quindi a risolverlo
3- se Lei visita anche in altre zone d'Italia ( dato che io
sono di Rimini, ma sarei comunque disposto anche a venire
a Roma ) 4- come posso contattarla per prenotare una visita
( magari anche un contatto telefonico preventivo ) 5- quali
esami potrei intanto fare per arrivare preparato e con il
maggior numero di informazioni utili possibili 6- i tempi
di attesa per una visita ( al momento sono libero da impegni,
poi diventerebbe più complicato dato che non si trova
proprio dietro all’angolo ) e a quanto ammonta il suo
onorario. La ringrazio in anticipo per la Sua pazienza dimostrata
nell'arrivare in fondo alla mia e-mail e mi scuso se a volte
ho usato una terminologia scorretta dal punto di vista medico
( la maggior parte del problema l'ho affrontato in Germania,
per cui non conosco i termini in Italiano ).
Risposta: Caro Sig. Marco,
la sua non è una storia unica o rara ma molto simile
a quella di persone che per anni hanno sofferto e continuano
a soffrire di patologie anali diverse. Lei mi chiede di aiutarla
ed io sono disposto a farlo, non per sfida ma per dovere professionale
visto che, molti anni fa, ho giurato davanti a testimoni di
comportarmi in questo modo. Nonostante la lunghezza della
sua lettera non vi è un solo dato relativo ad eventuali
accertamenti effettuati, solo una scarna risposta verso un
esame delle feci. Accettare di prendere in considerazione
il suo caso prevede anche che io la sottoponga ad ulteriori
accertamenti, ma questi dovranno essere decisi dopo una prima
visita. Se è disposto a viaggiare potrà raggiungermi
a Roma (bellissima ed ospitale città) e per l'appuntamento
dovrà rivolgersi alla mia segretaria.
Domanda:
gentilissimo dottore la ringrazio anticipatamente per la sua
risposta al mio quesito....volevo approfittarne per approfondire
meglio il mio problema...tutta parte all'incirca due mesi
fà...il mio medico mi prescrisse delle supposte di
mictasone perchè urinavo spesso...dopo averne messe
un paio mi compare un prurito anale con bruciore...e lieve
arrosamento attorno all'ano...faccio subito un tampone esterno
vicino all'ano dal quale mi esce:colonie di candida antibiogramma
sensibile alla nistatina miconazolo e econazolo...inizio subito
una cura con sporanox ma son costretto a sospenderla perchè
mi portava forti mal di testa..intraprendo dunque una cura
con mikostatin sospensione orale che per fortuna non mi porta
effetti collaterali ma neanche grandi giovamenti...insieme
a tale cura faccio uso anche di daktarin polvere e crema nella
zona....dopo 15 giorni il rossore scompare quasi ma poi ricompare
dopo qualche giorno sempre dopo aver defecato...si aggiungono
poi due nuovi fastidi che si presentano solo dopo la defecazione
e cioè bruciore nella prima parte del retto(cioè
la avverto più vicino all'ano e un dolore alla punta
del pene),quindi ogni volta che vado in bagno son dolori....mi
ha visitato un dermatologo il quale afferma che esternamente
non vede candida...ma internamente(cioè nel retto )
come faccio a capire se c'è la candida???basta la rettoscopia
per scoprire tutto (compresa una eventuale candida interna?o
mi può dare anche altri esami da fare(avevo sentito
parlare anche di un esame del sangue contro la candida ma
non sò il nome)e poi perchè questo dolore alla
punta del pene dopo aver defecato???dottore mi aiuti la prego
non sò più che fare!!!la ringrazio anticipatamente
e in attesa di una sua risposta porgo cordiali saluti!!!!Carmine
29 anni da Napoli
Risposta: Caro Carmine,
la videoproctoscopia digitale con eventuale biopsia potrebbe
derimere ogni dubbio diagnostico.
Domanda:
Buonasera Dott. Nicastro. Ho 38 anni e le scrivo per un problema
insopportabile che mi affligge ormai da 2 mesi abbondanti
e che non accenna a passare. Dopo una brutta influenza mi
è cominciato un prurito/bruciore anale tremendo. Ero
tutta irritata sia nell'ano che nella zona perianale. Sono
stata da un proctologo che mi ha fatto ano e rettoscopia e
mi ha diagnosticato una dermatite di presumibile natura micotica
(candida). Siccome questo bruciore/prurito si estendeva anche
alla zona genitale sono stata anche dal ginecologo che , dopo,
aver fatto il tampone, mi ha riscontrato una candida. Curata
la candida, la dermatite perianale è molto diminuita
ma il prurito e bruciore all'ano sono rimasti; la maggior
parte delle volte il tutto si scatena dopo che vado di corpo
(non ho emorroidi ne ragadi, infatti non ho dolore al momento
dell'evacuazione, solo un leggero bruciorino). Il medico mi
ha fatto fare tutta una serie di esami del sangue:emocromo,
ves, fibrinogeno,elettroforesi delle sieroproteine, protidogramma,
funzionalità epatica, test hiv ed epatite BC , esame
colturale feci, parassiti e sangue occulto...tutto negativo,
esami perfetti. Non le sto poi ad elencare tutte le pomate
e cose varie (antistaminici, Daflon 500 ecc. ) che ho assunto
in questi 2 mesi di ”passione”! Dimenticavo di
dirle che mi ha visto anche un dermatologo e anche lui concordava
con la dermatite da candida. Ho rifatto anche il test e la
candida ora non risulta più. Sempre più disperata
dal prurito/bruciore siamo arrivati a fare una colonscopia;
tutto negativo tanto che il medico che l'ha eseguita non ha
ritenuto opportuno fare la biopsia . A questo punto non so...cosa
pensa che io debba ancora fare ?? Sono alquanto depressa perchè
è un fastidio veramente invalidante. Alle volte è
un bruciore tremendo che mi si diffonde anche all'area genitale
e alle natiche, a volte è un prurito insopportabile
per il quale mi scorticherei. Adesso l'area perianale sembra
a posto ma ho notato fra le pieghe dell'ano zone rosse e irritate
. Non so ...quale consiglio può darmi? Sono disposta
a tutto.Grazie mille per l'attenzione che vorrà prestarmi,
attendo una sua cortese risposta.
Risposta: Cara Sig.ra Alida,
il prurito anale cronico è veramentre un sintomo invalidante
e rappresenta una vera e propria sfida per lo specialista.
Sono convinto che le sono stati già dati i canonici
consigli sull'igiene, sulla dieta, sul vestiario ecc., così
come avrà gia usato terapie locali a base di ogni sorta
di sostanza (cortisone, antistaminici, anestetici, antibiotici
ecc.). Per tale motivo e per mia esperienza il prurito anale
"deve" riconoscere una causa che va individuata
con pazienza e tenacia. Per fare questo è necessario
visitare il paziente, osservarlo, se necessario eseguire pochi
e semplici accertamenti di routine per un proctologo ma che
richiede una struttura complessa. Solo dopo è possibile
darle una risposta. Resto a sua disposizione e se vorrà
potrà contattarmi al numero mobile personale.Cari saluti
Domanda: gentile dottore,
mi rivolgo a lei dopo che la mia è diventta una vera
e propria odissea.nel dicembre 2004 sono stata operata presso
l'ospedale … di roma per un prolasso rettale totale.
intervento ad addome aperto con resezione del sigma e inserimento
di una retina di contenimento. da allora il mio percorso è
stata una discesa verso l'inferno. ho cominciato a soffrire
di defecazione ostruita, avevo lo stimolo ma non riuscivo
a liberarmi completamente, in ogni caso avevo sempre bisogno
di grandi sforzi e di premere sull'addome ripetutamente fino
ad avvertire quello che io definisco "il cedimento".
poi sono passata alle cure dirette del dottor Longo che ha
detto che l'intevento era stato sbagliato e il mio intestino
si era "attorcigliato". nel 2006 (settembre) mi
ha operatoi con tecnica starr. ma non ho tratto alcun giovamento
dall'intevento!!anzi, adesso noto proprio un impedimento tra
il colon e la defecazione finale, è come se ci fosse
una strozzatura. la cosa è andata via via peggiorando
dall'intervento ad oggi. adesso avverto fortissimi dolori,
bisogno di andare in bagno, ma senza clistere di acqua calda
non riesco a fare niente, e questo mi succade abncge quando
le mie feci sono liquide (lo avverto a livello dell'addome).
sento liquido che si agita, dolore, bisogno di evacuare ma
all'atto pratuco non ci riesco, è come se rimanesse
incastrato in qulache parte del mio intestino. lo stesso mi
è successo ultimamente durante un viaggio: per 3 giorni
nonostante i dolori intensissimi dovevo sforzarmi anche per
tirare fuori solo aria. poi sono rientrata e ho fatto un clistere.
posso andare avavtni così?per di più il ginecologo
ha notato che il mio colon è sfatto e ingrossato
e batte sull'ovaio. non ho le mestruazioni da quando mi hanno
operato nel 2004, a parte casi sporadici (diciamo che ho avuto
circa 8 cicli dal 2004 ad oggi).ho 28 anni. la situazione
non migliora qualunque cosa mangi, va verso il peggioramento
e ho davvero paura...
Risposta: Cara Signora
Ida,
la sua storia è veramente sfortunata. L'intervento
effettuato può dare delle complicanze tipo l'inginocchiamento
del colon sulla protesi di contenimento, ma questa supposizione
va confermata con delle indagini radiologiche (clisma opaco,
colonscopia virtuale). Quello che mi sembra strano è
che se il Dott. Longo le ha diagnosticato questa evenienza
non vedo come potesse superarale con l'intervento di STARR.
Oltretutto la sua giovane età avrebbe imposto degli
approfondimenti proprio sul "cedimento" che lei
riferisce. Presumo, forse sbagliando, che se lei non li ha
riferiti questi accertamenti non sono stati eseguiti. La sua
giovane età impone una riavalutazione clinica per meglio
comprendere cosa possa essere accaduto, quali sono state le
modificazioni anatomiche e come poterle superare. Quello che
poso dirle che lei forse non soffriva di defecazione ostruita
(nel senso scientifico del termine) ma probabilmente vi era
un impedimento a livello dell'anastomosi colo-rettale ed è
quello che va studiato oltre che alla situazione reale del
suo pavimento pelvico. Resto a sua disposizione per ulteriori
chiarimenti.
Cari saluti
Domanda:
Gent.le Prof.re ho 36 anni e circa 10 anni fa sono stata operata
di emorroidi (ereditate da mio padre) con metodo tradizionale.
Dopodiche' per 10 anni sono stata benissimo anche se durante
le evacuazioni le emorroidi uscivano fuori e dovevo rimetterle
in sede manualmente ma per il
resto nessun fastidio e potevo camnminare o stare in piedi
per tutta la giornata normalmente. Circa 2 mesi fa in seguito
all'inizio di una dieta (nel 2005 ero arrivata a pesare 100
kg, poi ero scesa da sola a 85 e adesso mi ero affidata a
una dietologa e ne peso 80) ho avuto 2 episodi di sanguinamento
e bruciori, il sanguinamento con le Daflon è subito
cessato ma il gonfiore interno che avvertivo è restato
per oltre un mese, pensando che fossero infiammate le emorroidi
interne sono andata dal proctologo che mi ha riscontrato un
prolasso mucoso compensatorio dell'emorroidectomia e
lieve rettocele, mi ha detto che al momento non sono operabile
in quanto non ho difficolta' nell'evacuare dandomi una dietaad
alto residuo, consigliandomi di accovacciarmi, di non ponzare
e di rivederci per controllo fra due anni. Il mio problema
attuale e un fastidioso gonfiore interno che delle volte mi
da l' impressione anche di non poter emettere aria e che per
istinto mi fa serrare le natiche involontariamente con il
risultato di sentirmi tutta contratta dalla pancia in giu.
E' come se avessi sempre le emorroidi gonfie dentro e quando
piu' sto in piedi piu' la cosa peggiora. Sono passati ormai
20 giorni dalla visita pero' le mie condizioni rimangono allo
stato in cui ho deciso di andare dal proctologo. L'ho richiamato
ma mi ha detto che i miei sintomi sono trascurabili e ci dovevamo
comunque rivedere fra 2 anni. Questo fastidio mi invalida
la vita perche' non riesco a stare a lungo in piedi, da seduta
avverto comunque il gonfiore e cio' non mi fa vivere visto
che tutto il giorno lavoro in negozio e il problema ovviamente
è sempre con me ogni secondo della giornata. Sinceramente
pensare di viverei prossimi anni in questo modo mi terrorizza....Le
chiedo se lei potrebbe aiutarmi ad inquadrare meglio il problema
perche' non essendo operabile, ai giorni nostri mi sembra
comunque terribile tirare avanti in queste condizioni.. Io
e mio marito viviamo unicamente del nostro lavoro, ma sono
comunque disposta a chiudere negozio e venire da lei per farmi
visitare se ritiene di poter prendere a cuore il problema
ed aiutare una persona che in 2 mesi ha visto, in virtu' di
questo, la sua vita cambiare ed in pratica non ci sta piu'
a capire niente. Mi scuso per essermi dilungata e aspetto
con ansia sua notizie. Cordiali Saluti.
Risposta: Cara
Signora Daniela,
la sua storia non è comune. Il prolasso mucoso può
essere anche determinato dal suo dimagrimento ma non mi è
chiara la diagnosi (ha fatto anche una rettoscopia?). Il mio
consiglio è di sottoporsi ad una visita specialistica
con videoproctoscopia digitale per meglio definire la diagnosi
e quindi
stabilire un adeguato iter terapeutico. Posso dirle che anche
se non vi è indicazione alla chirurgia esistono altre
terapie che possono migliorare i suoi sintomi ma è
necessario preliminarmente fare diagnosi. Cari saluti
Domanda:
Egregio dottore vorrei farle una domanda, sintetizzo, mia
madre ha subito un intervento per prolasso del colon il 12
settembre 2007, da quel momento non riesce più a trattenere
le feci. Inizialmente pensavamo che dovesse seguire la cura
e fosse normale questa evacuazione frequente, adesso vorrei
un suo parere in merito, il medico che ha operato mia madre
dice che le serviranno 7 mesi prima che torni tutto normale,
se una normalità puo' esserci.Il problema è
che mia madre ha un forte dolore quando evacua ed evita di
mangiare sono preoccupata per questo vorrei un altro parere
medico.
Grazie
Risposta: Cara Signora Patrizia,
cerco di comprendere quanto mi ha scritto. Sua madre è
stata sottoposta ad intervento per prolasso del retto non
del colon. Anche perchè il prolasso del colon non esiste.
Le chiedo maggiori delucidazioni sul tipo di intervento subito
(per via addominale, per via anale con stappler o meno) e
se ha fatto accertamenti sulla continenza prima dell'intervento.
L'incontinenza fecale può essere trattata anche con
la rieducazione funzionale degli sfinteri, ma ho necessità
di maggiori informazioni.
cari saluti
Domanda:
Egregio Professore, ho 44 anni, da circa due mesi, soffro
di violenti attacchi di prurito all'ano e successivamente
a picole pedire di muco che comportano disagio e a volte anche
fastidio poichè la persona si sente bagnata e con l'impressione
che si macchino i pantaloni.Questi problemi, sono nati a seguito
di un'abbondante consumazione di uva che una notte ha provocato
una forte diarrea e da quel momento sono iniziati i miei problemi.
Ho fatto una visita gastroenterologa, e il medico mi ha assegnato
dei fermenti lattici, sembrava quasi tutto risolto, ma dopo
tre - quattro giorni il problema si è ripresentato.Ora
aspetto l'esito degli esami delle feci. Ah dimenticavo, a
volte noto un gonfiore nel pancreas e le feci sembrano divenute
di colore giallo-verdi chiare, a volte mi accorgo nel water
come se avessi defecato piccole parti di segatura o formaggio
grattugiato.Spero in una sua risposta.Grazie per l'attenzione.Distinti
saluti.
Risposta: Caro Singor Michele,
innanzitutto bisognerebbe stabilire una diagnosi. I problemi
rilevati possono essere derivati da tante cause che bisognerebbe
approfondire. Innanzitutto aspetti l'esito degli esami in
corso e solo dopo è possibile stabilire altri approfondimenti
diagnostici e eventuali terapie.
Cari saluti
D:
Egregio Dottore, La disturbo purtroppo ancora una volta.Qualche
giorno fà Le avevo rappresentato il mio problema, inerente
ad un forte prurito anale e con delle perdine di sostanza
liquida che ascigatasi sembrava segatura.Lei mi ha consigliato
di aspettare l'esito delle analisi delle Feci.In questo momento
ho ricevuto l'esito: Esame Parassitologico NEGATIVO; FECI
sangue occulto ASSENTE; COPROCOLTURA Negativa. I campioni
sono stati prelevati per tre volte.Purtroppo il solito problema
mi si ripete, ho notato però che inizia piano piano
dopo aver defecato e man mano aumenta, fino al punto di grattarmi
o a volte evito, ma poco dopo comincia a fuoriuscire questa
piccola perdita, di liquido giallo che asciugandosi sembra
avere delle piccole scaglie di segatura.Ho continuato con
i fermenti lattici, ma nulla.Ogni tanto ho del gonfiore sul
lato sx credo sia il pancreas e di solito mi viene quando
inizia il prurito.Le aggiungo che ho notato qualche emorroide
e quando stringo l'ano mi aumenta il prurito come se avessi
qualche spilla all'interno. Ora Dottore il mio medico di famiglia
mi ha detto forse ho un infezione interna, un'altro mio amico
Dottore generico mi ha detto che forse sono diventato celiaco
o allergico a qualche alimento, ma nessuno mi ha dato qualche
medicina per risolvere questo problema.A questo punto sono
nelle sue mani.Distinti saluti e mi scusi se l'ho disturbata
ancora una volta.Grazie.Un saluto dalla Sicilia (Trapani).-
R: Caro Signor Michele,
una visita specialistico colonproctologica completata con
una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire
meglio la diagnosi e stabilire un percorso di terapia
Domanda:
Gentile dottore, da circa 15 gg avverto un prurito anale costante,
non legato alla defecazione e negli ultimi 2 o 3 giorni questo
prurito si è esteso anche alla zona genitale...devo
pensare che siano collegate le due cose?dovrei farmi visitare
da un ginecologo, proctologo, dermatologo?
Risposta: Cara Signora Silvia,
il proctologo è lo specialista adatto per la discriminazione
diagnostica del suo prurito anale. Sarà lo stesso specialista
che le darà gli utili consigli terapeutici.
Cari saluti