Domande e Risposte: Nervo pudendo e dolore cronico

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Sono un chirurgo di 59 anni. In passato ho sofferto solo di lombosciatalgia, ma da alcuni anni la sintomatologia si presenta raramente ed è di modesta entità. Inoltre ho una ipertrofia prostatica che mi dà disturbi ostruttivi e irritativi di entità discreta. La prostata è di 60 cc e il mio urologo sta pensando di aggiungere la finasteride all'alfa-litico che già assumo. Da poco pù di un anno soffro di dolore perineale, dapprima solo da seduto, adesso anche in piedi e talora anche da coricato. Il dolore è urente e interessa perineo, ano e genitali, bilateralmente. L'eiaculazione è dolorosa, la minzione pure, talora anche la defecazione mi provoca dolore. Attualmente sono in malattia, perché il dolore mi impedisce di lavorare. > Sospetto di avere una neuropatia del pudendo. Sono un ex ciclista. Sono stato seduto a lungo per molti anni ed infine ho avuto un trauma contusivo alla natica dx nel 2005 (caduta dalla bici, con atterraggio sulla natica che si è notevolmente tumefatta immediatamente). Sono in attesa di eseguire dei test neurofisiologici a Milano. Non ho ancora eseguito una RMN. > La mia domanda è: è possibile diagnosticare e trattare efficacemente (infiltrazioni, intervento di decompressione ?) questa malattia in Italia? Finora ho letto solo di gruppi francesi , belgi e americani. Grazie.

Caro Dottore,
diagnosticare una neuropatia del pudendo non è difficile basterebbe una accurata visita perineale. I test neurofisiologici possono essere necessari nel caso esistano dubbi diagnostici. Il tipo di terapia da attuare dipende dalla causa della neuropatia e nella maggiorparte dei casi non è necessario l’intervento di decompressione. Le infiltrazioni sono di facile attuazione ma sono possibili altre terapie non invasive. Resto a sua disposzione

Gentile dottore,le scrivo per sottoporle il mio "problema" di cui soffro da quasi due anni. Una mattina mi sono svegliata con un lancinante dolore all\'inguine e impossibilità a qualsiasi movimento .Sono rimasta a letto per più di un mese, durante il quale , ricoverata in ospedale, ho fatto ogni tipo di esami e di visite.Alla fine il neurologo mi ha parlato del pudendo...sono stata a Milano e li mi hanno parlato di sindrome del piriforme e , per questo,mi sottopongo ,periodicamente alla tecar, ma il dolore è continuo e interessa sia la zona anale che quella delle vie genitali,con bruciori e parestesie.Seguo anche una cura farmacologica con Lyrica 300 mg e Cymbalta da 60 mg .Le chiedo . ma posso continuare a prendere ancora farmaci senza,peraltro risultati ? La ringrazio della disponibilità.

Cara Signora,
La diagnosi di sindrome del piriforme e di neuropatia del pudendo sono differenti sia nella qualità che nella impostazione terapeutica. A mio parere la sindrome del pudendo andrebbe ben valutata sulla causa scatenante e anche se le terapie farmacologiche possono avere un beneficio è necessario curare la causa del dolore e non il solo sintomo.
Cari saluti

gentilissimo dottor Nicastro le scrivo x avere un suo parere riguardo una visita ke mi è stata fatta da un medico.avendo problemi di bruciori tra i testicoli e l'ano, emorroidi e due piccole protuberanze all'interno dell'ano di colore bianco,mi sono rivolto ad un medico di comeptenza.bè non nego ke la visita me la ricordo bene in quanto è stata abbastanza invasiva .siccome ero teso e un po agitato il medico mi ha applicato una pomata e onestamente ho sentito poco dolre,ma a un certo punto della visita ho sentito come un leggero cedimento. il dottore disse ke un determinato macchinario era fuori uso ed era necessario dilatare un po,per vedere se le protuberanze erano solo sul bordo o anke in profondita..comunque il resposnso è stato buno controllarmi sull'alimetazione,niente cose piaccanti e per un po di tempo niente bici. Il fatto è ke a distanza di 6-7 giorni ancora sento lassita dietro e se con le mani allargo un po le natiche l'ano cede.le chiedo: sono cose che normalmente avvengono durante certe visite? sarebbe stato piu opportuno rimandare il tutto ad un altro giorno?cosa si è verificato con quel leggero cedimento,come se qualcosa si strappasse? in attesa di una sua disinteressata opinione aspetto una sua risposta e le ringrazzio della cortesia.

Caro Signor Mauro,
solitamente la visita colonproctologica non è invasiva e dolorosa come lei ha descritto e soproattutto non crea cedimenti di sorta. Probabilmente la visita ha solo messo in risalto quello che è il suo “fastidio” descritto localizzato tra ano e testicoli, punto cruciale del pavimento pelvico e che spesso evoca quello che è definito dolore perineale cronico dovuto appunto ad una disfunzione dei muscoli perineali (pavimento pelvico). Il mio consiglio è di sottoporsi ad una adeguata valutazione proctologica per svelare questa presunzione diagnostica e stabilire un adeguato percorso di terapia.

salve dottore lei ritiene che un periodo di intenso stress possa compromettere la funzionalità del nervo pudendo? quali esami si possono fare? grazie

Caro Luca,
cosa si itende per intenso stress? La neuropatia o sindrome del pudendo riconosce diverse cause tutte rilevabili con un esame clinico (visita specialistica colonproctologica); solo dopo si può decidere quali e quanti esami effettuare per porre la diagnosi e spesso questi non sono necessari.
Cari saluti

buongiorno dottore!sono un ragazzo di 28 anni che da poco piu di 2anni ha iniziato ad avere dalla sera slla mattina dei disturbi sessuali legati alla ipoestesia del pene!Il tutto da un giorno all'altro.Dopo una serie di esami e visite d tipo urologico tutti negativi sono andato a verona a fare una visita neurologica la quale ha evidenziato una disfunzione al pudendo che a detta dei dottori che hanno eseguito l'esame,potrebbe essere di tipo batterico!Sucessivamente il mio urologo mi ha fatto fare l'agio tac e r.m. a midollo,colonna vertebrale ed encefalo!Tutti negativi!Il medico mi ha detto meglio per te ma non so cosa fare!Ora quello che io chiedo a lei é questo:é possibile che questa mia ipoestesia alla base del pene sia riconducibile al pudendo,visto che dolori ne ho di rado?Altro problema é la difficolta nell'urinare ed il non sentire l,urina attraversare il pene,il non avere spinta nel ventre oltre alla difficolta' nell'avere rapporti sessuali!Dottore sono guaribile?cosa de vo fare?Non ce la faccio proprio piu'!in attesa di una sua risposta le porgo i miei saluti e le auguro buon lavoro!GRAZIE

Caro Signor Alessio,
innanzitutto bisogna stabilire quale è la causa dei suoi sintomi e se è compromesso il pudendo (cosa probabile) andrebbe ben indagata la sua non funzionalità. Credo che gli specialisti che hanno avuto modo di visitarla le hanno già consigliato di eseguire esami specifici come l’EMG del perineo con lo studio dei potenziali evocati sacrali e lo studio dei tempi di latenza del pudendo. Se ha già eseguito questi esami è in base alla loro risposta che si può comprendere se lei può recuperare o meno.
cari saluti

Buongiorno dottore.Ho forti bruciori nella zona anale,genitale ,cistite e spsso anche emorroidi.Ho letto in internet che potrebbe essere il nervo pudendo.Lei cosa ne pensa?Se si trattasse di infiammazione al nervo pudendo dovrei andare da un proctologo o un neurochirurgo?Quali esami potri fare per capire se si tratta di nervo pudendo.Lei si occupa anche di interventi di decompressione del nervo pudendo? Grazie Cordiali saluti

Cara Signora Zaira,
è difficile stabilire se lei abbia o no una compromissione del pudendo in base ai sintomi rivelati. Anzi penso prorpio che questa non sia la sua patologia di base. Una visita colonproctologica potrebbe dirimere ogni dubbio e consigliare un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gent.mo Dottore, le scrivo per un problema che è iniziato da due mesi circa (i primi di febbraio) e sta peggiorando sempre di più. Ho iniziato con una difficoltà nella defecazione tanto che dovevo prendere o lassativi o ricorrere ad un clistere. Ho fatto una visita proctologica che ha riscontrato oltre ad un leggero prolasso che a detta del medico non giustificava questa difficolta', un ipertono dello sfintere anale e una leggera proctite non meglio indagata. Mi segna del cortisone locale, che oltre a non migliorare la situazione mi scatena un bruciore ancora maggiore. Poi successivamente di consiglia delle dilatazioni con dilatan plus che dopo un mese di tentativi non migliorano la situazione. Ad oggi sono disperato perchè ho dei forti bruciori interno ano 2 3 cm e adesso anche all'esterno e anche in zona perineale e genitale che sono molto forti, ultimamente devo fare dei bidet con acqua fredda e non posso usare saponi perchè mi danno problemi. Avverto anche dei bruciori intorno al corpo del pene e la zona è arrossata e con dei puntini rossi. I bruciori ora coinvolgono anche il sacro e a detta del proctologo potrebbe trattarsi di nevralgia del pudendo e vorrebbe farmi delle stimolazioni per alleggerire questo dolore che tutta la giornata mi assilla e rende difficile anche l'attività lavorativa. Volevo un consiglio da lei ed eventualmente vorrei fare una visita. grazie

Caro Signor Paolo,
sarebbe necessario mettere un pò di ordine nella sua storia clinica. Pensare ad una nevralgia del pudendo (ormai una moda) anzichè ad altre patologie molto più frequenti e probabili è un tantino azzardato. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per poter meglio definire lo stato patologica che la sta facendo soffrire.
Cari saluti

SALVE DOTTORE, HO 29 ANNI E DA 4 MESI SOFFRO DI DOLORE AI TESTICOLI... HO FATTO SVARIATI ESAMI (ECOGRAFIA TESTICOLI, RADIOGRAFIA BACINO, ESAMI SANGUE, URINE, SPERMIOGRAFIA, VISITE DA DIVERSI SPECIALISTI,ORTOPEDICI,INTERNISTI, ETC... SONO SEMPRE RISULTATI TUTTI NEGATIVI..SOLO SETTIMANA SCORSA HO FATTO RMN E HANNO TROVATO 3 PROTUSIONI E LA L1-SI DI DIMENSIONI RIDOTTE E DISIDRATATA... RITIENE CHE QUAST'ULTIMOESITO POSSA ESSERE IN QUALCHE MODO COLLEGATO? L'ULTIMO ANDROLOGO DA CUI SONO STATO PENSA CHE SI TRATTI DEL PUDENDO E MI HA PRESCRITTO EMG.. CONOSCO GENTE CHE HA SOFFERTO PER ANNI DI PNE E I SINTOMI MI SEMBRANO PARECCHIO DIVERSI DAI MIEI..NON RIUSCIVANO A STAR SEDUTI ED AVEVANO DOLORI FORTISSIMI ALL'ANO E IN TUTTA QUELLA ZONA, MENTRE IO SEDUTO DICIAMO SUL COCCIGE STO BENE, L'IMPORTANTE è CHE I TESTICOLI NON VENGANO COMPRESSI..RITIENE POSSIBILE UN COLLEGAMENTO TRA IL MIO DOLORE(COSTANTE, MA DI INTENSITA' DIVERSE, SE STO SDRAIATO STO MEGLIO) E LA COMPRESSIONE DEL PUDENDO? GRAZIE MILLE SIMONE

Caro Signor Simone,
il pudendo innerva anche testicoli e scroto. Questo non vuol die che lei sia affetto da sindrome del pudendo ma che andrebbe ben investigata l’origine dei suoi fastidi.
Cari saluti

sono un medico italiano di scuola americana. Ho un sospetto intrappolamento del nervo pudendo come mi è stato diagnosticato anche dal prof C. di Milano ma mi è stato consigliato di fare ulteriori accertamenti.facendo delle ricerche, ho letto che lei si interessa di questa patologia e afferma che anche in Italia è possibile risolverla. le sarei grato se mi potesse rispondere e se è il caso di fare un consulto con lei a Roma. la ringrazio anticipatamente.

Caro Dottore,
l’intrappolamneot del pudendo solitamente è conseguente a traumi o interventi sulla regione perianale. La sua diagnosi è deputata ad accertamenti quali la RMN o gli studi di latenza del pudendo. Una visita proctologica è sufficiente a stabilire la presenza o meno dell’intarppolamento. Se questa diagnosi è vera il trattamento potrebbe essere chirurgico, con le dovute ed eventuali conseguenze. Se non vi è intrappolamaneto ma una sola sofferenza del nervo nella sua emergenza la terapia idonea è riabilitativa. Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buon giorno Dottore,sono 20 anni che soffro di dolori anali. Una nevralgia che si evidenza 2-3 cm dentro l'ano in direzione dello scroto. Operato 3 volte di ragadi (ho 46 anni), mi è stato detto che è inspiegabile il motivo per cui soffro così anche quando non ci sono visibili deterioramenti della mucosa.Mi chiedevo se fosse possibile un interessamento del nervo pudendo. Grazie

Caro Sig. Roberto,
chiedo scusa per la tardiva risposta. Fare diagnosi di nevralgia del pudendo e’ cosa ardua già con una visita, penso che sia cosa impossibile per via telematica. Una visita specialistica proctologica con videoproctoscopia digitale potrà mettere in evidenza una patologia anale o anche eventuali conseguenze degli interventi subiti. A leggere i suoi sintomi credo che il pudendo e gli sfinteri anali possono essere coinvolti nell’origine della sua sofferenza, ma il tutto andrebbe convalidato da una visita specialistica. Cari Saluti

Buongiorno Dottore. faccio una piccola premessa:la volevo ringraziare per la sezione dedicata ai portatori di stomia. mia mamma è stata recentemente operata per un tumore al retto e ha il sacchetto. inizialmente è stata dura,anche perchè non è un argomento che affrontano in molti. invece grazie a lei ho letto alcuni consigli e ho potuto capire molte cose. quindi un grazie di cuore. le espongo un mio problema e le chiedo un consiglio. Soffro da tanti anni di bruciori vulvari (Mi è stata diagnosticata una vulvodinia recentemente) dismenorrea, e dispareunia . Da tre anni anche di dolore pelvico ,associato a disturbi urinari e ho la sensazione di come un contrattura e crampi in zona anale. Ho eseguito visita proctologica e mi trovarono una ragade anale, ora guarita. ma nonostante ciò i crampi sono ancora presenti. Ho fatto visite ginecologiche, urologiche, fatto tamponi vaginali ,colposcopie, ecografie pelviche, cistoscopia ,dalle quali risultava tutto nella norma. Le urincolture sono da 3 anni negative. I sintomi sono minzione frequente e appunto dolore pelvico. Facendo delle ricerche in internet leggo che una delle cause di problemi come i miei , potrebbe essere problemi al nervo pudendo. In passato assunsi il lyrica(datomi per la vulvodinia dal ginecologo) inzialmente 50 mg al giorno e non avevo alcun effetto era come non assumerlo. Aumentandolo a 75 mg i sintomi vulvari sono peggiorati, i dolori pelvici sono rimasti invariati. avevo dolori muscolari e alle ossa ovunque tanto da non riuscire a reggermi in piedi , Da quando l'ho interrotto il peggioramento è passato . Nessun medico da me consultato ha mai accennato a nevralgia del pudendo. Lei mi consiglia di fare indagini approdonfite su questa strada? I miei sintomi possono fare pensare a un problema del genere?non ho mai avuto incidenti,cadute, o interventi. Grazie infinite Dottore.

Cara Signora Daniela,
fare diagnosi di neuropatia del pudendo in base ai sintomi elencati è difficile. La neuropatia del pudendo, anche se molto di mosa, è una malattia non frequente e spesso è confusa con altre patologie del pavimento pelvico che magari coinvolgono anche il nervo pudendo ma non è la sua compromissione la vera causa. Il suo caso di dolore pelvico potrebbe avere altre origini e per definirle meglio è necessario una visita specialistica e solo dopo questa stabilire, se necessario, uletriori approfondimenti diagnostici. Spesso a seguito della visita si procede ad un primo approccio riabilitativo che nella maggior parte dei casi risolve il dolore cronico.
Cari saluti

Gentile DottCirca sei anni or sono ho tolto le emorroidi infiammate di tipo IV con chirurgia Longo, per i primi due anni, a parte un lieve sanguinamento, tutto bene, ho fatto la legatura delle emorroidi e da quel momento ho cominciato la mia "Via Crucis" nel senso che per qualche tempo, per ovviare al dolore all'ano, ho assunto per mesi Normast 300, dopodiché passato a Pelvilen forte,da qualche tempo ho dolori riflessi, alla base del pene, al pene, all'ano, al nervo adduttore , alla sciatica, soprattutto quando mi alzo dopo essere stato seduto anche pochi minuti,inoltre ho eiaculazione fastidiosa, senso di calore, con perdita di potenza sessuale, fatta ecografia, niente da segnalare,il medico di base mi ha suggerito che potrebbe essere il nervo pudendo,come potrei ulteriormente intervenire per alleviare o togliere il disturbo ?La ringrazio anticipatamente, in attesa di fare la TAC,che farmaci potrebbero aiutarmi ?? La ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti FRANCO

Caro Signor Franco,

probabilmente si tratta di una sindrome del pudendo che può avere varie cause compresi gli interventi proctologici da lei subiti. Esistono diverse terapie alcune delle quali lei sta già seguendo ma bisognerebbe stabilire la causa esatta e fatta la diagnosi è possibile un adeguato percorso di terapia.

Buonasera Dott. ,sono stato operato in francia nel 2011, di una decompressione pudendale bilaterale , ma ancora oggi sto molto male specie dopo i rapporti sessuali ,bruciori anali ,e urinari, dolori dentro l'ano ,mi ha detto il medico che ci vuole tempo , ma sono gia passati due anni e mezzzo quanto tempo ci vuole ,non riesco a lavorare sono molto preoccupato .le medicine non fanno effetto

Se la patologia curata è una neuropatia del pudendo a mio parere l’intervento di decompressione, molto praticato, in molte persone non ha alcun effettivo beneficio. Nella mia esperienza fatta la diagnosi di causa della neuropatia è possibile praticare un percorso terapeutico, spesso basato su una adeguata terapia di riabilitazione, che gradualmente porta al controllo e alla abolizione dei sintomi.

nervo pudendo

Buonasera dottore, sono una ragazza di 18 anni che da quasi 5 mesi soffre di dolore pelvico perianale, mi hanno diagnosticato una vestibolite vulvare severa che a quanto pare non ha nulla a che fare con il mio dolore, la RM sospetta degli spot endometriosici nei legamenti utero sacrali e un adenomiosi e null'altro. sono preoccupata di non riuscire a trovare rimedio al mio dolore che mi ha decisamente sconvolto la vita, il dolore è continuo e persistente, l'elettromiografia è negativa ma può essere lo stesso una nevralgia del pudendo ?tutti gli esami del sangue sono nella norma ed anche le ecografie. ho paura di non riuscire più a guarire, sono spaventata e mi sto isolando. Assumo Gabapentin 1000, Visanne, sospomen, mesalazina ed Elopram gocce ma non mi fa effetto.la notte fortunatamente riesco a dormire. Lei potrebbe darmi un aiuto..? sto girando in lungo e in largo in attesa di una diagnosi. La ringrazio in anticipo e spero di ricevere una sua risposa al più presto.

Comprendo la sua angoscia e sono a sua disposizione per quanto mi è possibile dalla mia esperienza e capacità. La sua sofferenza potrebbe derivare dal nervo pudendo ma anche da altre cause, non ultima, la sospetta endometriosi. Non credo ci siano problemi per confermare il sospetto di una partecipazione del pudendo nella sua sofferenza; una visita ben condotta mette ben in evidenza il dolore derivante dal pudendo e confermare la diagnosi anche in presenza di esami strumentali del tutto normali. Fatta la giusta diagnosi, nel suo caso anche scongiurando la presenza di endometriosi, è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Nervo pudendo

da circa 2 anni e mezzo soffro di forti dolori che variano alcune volte nel retto altre a livello di pavimento pelvico! Stranamente, quando sento lo stimolo di defecare il dolore scompare e durante la defecazione è quasi assente! Poi, dopo circa mezzora ricompare in maniera sempre più forte! Dura per molto tempo circa 12 ore fino ad abbassarsi ad un livello appena sopportabile! Dopo molte visite mi è stata riscontrata una neuropatia del nervo pudendo bilaterale, anche se l'elettromiografia ha dato esito negativo!Alcune volte il dolore si sposta al livello del pene, ma questo non avviene quasi mai e comunque è un dolore sopportabile! Non ci sto capendo più niente! Una persona che conosco e che soffre dello stesso sintomo,dopo aver fatto la neuromodulazione sacrale e ottenendo addirittura un peggioramento, ha trovato ottimi benefici con il tegretol,ma ha dovuto interrompere l'uso di questo farmaco a causa di eruzioni cutanee! Gradirei sapere da lei cosa ne pensa a riguardo e se ritiene una visita con lei adatta a risolvere questo problema che mi sta uccidendo!!! Grazie per il suo tempo!!!!

Caro Signore,

mi perdoni la tardiva risposta, determinata da una riflessione personale avvenuta in questi giorni dopo alcune segnalazioni fatte dal web master del mio sito.  Ho risposto a molte richieste e lettere riguardanti la neuropatia del pudendo, come avrà potuto leggere sul sito. Risposte spero chiare ed esaustive. Ma da qualche tempo succede che un sito dedicato a questa patologia riporta le mie risposte o esperienze di persone che si sono rivolte alla mia persona, in maniera strumentale. Non comprendo il perché una sedicente, volontaria, amministratrice del suddetto sito, riporti solo esperienze riferite negative, esaltando di contro la professionalità di altri Medici (alcuni dei quali conosco personalmente e che godono della mia stima professionale). Oltretutto non ho mai avuto contatti con questo sito e nemmeno con gli amministratori e molte persone da me curate pur postando la loro esperienza di guarigione, sono state oscurate. Mi perdoni ancora una volta questo sfogo polemico, che renderò pubblico sul mio sito anche a beneficio di molte altre persone, ma penso sia poco etico questo comportamento, anzi a dir poco strumentale e dannoso per una informazione corretta.  In passato ho avuto l’ardire di affermare che la diagnosi di neuropatia del pudendo era a mio parere una “moda”, scatenando l’ira sul web, non per minimizzare la sofferenza delle persone piuttosto per evidenziare che in molti casi quando non si giunge ad una diagnosi della causa del dolore, facilmente si diagnostica la “neuropatia” del pudendo, confondendola a mio parere con la “sindrome”. È inutile spiegare la differenza tra le due diagnosi, ma in base a questa differenza molte persone sono sottoposte a terapie senza alcun beneficio (massaggi rettali e vaginali con o senza sostanze farmacologiche, interventi di decompressione, terapie farmacologiche, non ultima quella che lei descrive neuro modulazione sacrale).  Approfittando proprio della sua storia clinica, è ben evidente come non potendo giustificare una causa dei suoi sintomi è stata diagnosticata una “neuropatia del pudendo”, smentita poi da una inutile elettromiografia. I suoi sintomi possono essere giustificati da altre cause inerenti sia una patologia anale (mi domando: è stato mai fatto un accurato esame proctologico completato con una ano-rettoscopia o una videoproctoscopia digitale?), sia da una patologia dell’apparato neuromuscolare del pavimento pelvico, sia da un disturbo della dinamica della defecazione.  Comprendo la sua confusione, ma è proprio da questi principi che è necessario partire. Spero che questa mia lunga risposta possa aver chiarito qualche suo dubbio e che una adeguata visita colonproctologica, orientata anche sulle disfunzioni del pavimento pelvico, completata con una videoproctoscopia digitale possa essere utile per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia. I miei più sinceri Auguri per le Festività natalizie e che il Nuovo Anno sia ricco di serenità e salute.

Egregio dottore, sono un ragazzo di 34 anni e da circa nove anni soffro di forti dolori nella zona sacrale a ridosso del coccige quando sono in posizione seduta, ho fatto una miriade di lastre,risonanza sacro coccigea, tac con ricostruzione 3D, e tutti i dottori che mi hanno visitato mi hanno diagnosticato una coccigodinia cronica, sono stato anche operato, mi hanno molato l' ultima vertebra del coccige ma senza nessun tipo di miglioramento, ho fatto infiltrazioni di cortisone direttamente sull'osso ma senza risultato, mi hanno fatto 3 epidurali con anestetico ma anche questo senza miglioramenti, le chiedo se sia possibile a questo punto un interessamento del nervo pudendo o problemi al pavimento pelvico e se lei mi potrebbe aiutare a capire la causa di questo dolore. Grazie cordialità. Davide

Caro Signor Davide,

la sua storia clinica è veramente complicata per poter dare un giudizio sereno basandosi solo su quanto lei scrive. La ringrazio per la fiducia accordatami e resto a sua disposizione qualora ritenesse opportuno sottoporsi ad un mio giudizio clinico che sarà basato oltre che su una attenta valutazione obiettiva anche sulla visione di tutte le cartelle cliniche in suo possesso e degli esami eseguiti.

buonasera dott. sono un ragazzotto ' di 42 anni e per di più ciclista.. . èdaun paio di giorni che mi è venuto uno strano fastidio tra ano e scroto , da un p'ò fastidio anche durante l'erzione . secondo lei può essere che sia infiammato un nervo o possono essere problemi di prostata?. cosa mi consiglia? grazie per la sua attenzione. buonasera

Caro Signore,

è diffcile poter stabilire la causa dei suoi sintomi. Probabilmente possono essere fastidi legati alla sua attività sportiva, con le continue sollecitazioni sulla zona perineale da parte del sellino. Se dopo un periodo di riposo adeguato dovessero persistere o cambiare di intensità, i sintomi meriterebbero una valutazione clinica da parte di uno specialista.

Egregio Dottore ho 50 anni da 8 mesi dopo una cistite e candida ho sempre dei bruciori a livello vulvare, come risultati di vulvoscopia e paptest tutto negativo. Mi chiedevo questi bruciori possono dipendere da problemi intestinali, o da emmoroidi? Io prurito anale non ne ho. Grazie per la sua comprensione la saluto caldamente.

Cara Signora Ceresani,

è difficile rispondere alla sua domanda. Il dolore vulvare può dipendere da tante cause che andrebbero ben individuate per una corretta terapia.

Da qualche mese con l'arrivo del ciclo mi si presenta un dolore anale che dura anche dopo il ciclo finito. Ho preso l'Oki e il dolore passa, ma a distanza di pochi giorni il dolore in zona anale è ritornato, uNon po' più forte, non ce traccia di sangue nelle feci......se mi consiglia un anti dolorifico o antinfiammatorio

Cara Signora,

no, non le posso consigliare alcun farmaco, sarebbe inutile e pericoloso. Non è etico prescrivere terapie per via telematica senza visitare la persona sofferente, senza fare una diagnosi e senza conoscere niente della storia clinica. Le consiglio una visita proctologica per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Buonasera dottore, è da circa tre anni che soffro di disturbi e fastidi nella zona tra ano e scroto, ed inoltre come una pressione insistente talvolta sull'osso sacro; di solito quando sto sdraiato a lungo nella posizione supina... Inoltre tutto ciò è accompagnato da disfunzioni erettili, consenzazione di fort contrattura dei nervi dopo l'eiaculazione e la conseguente necessita di sdraiarsi per calmare il dolore; ragadi al sedere con bruciori all'atto dell'evacuazione... La situazione s'infiamma se sto troppo seduto o troppo in piedi in posizioni statiche. Ho eseguito diverse visite ed esami: urologiche, andrologiche... Alcuni specialisti sospettavano prostatite,ma dalle analise tutto a posto. Ho tentato anche la via di medicine alternative, quali agopuntura, omeopatia, ed osteopatia Mi sono rivolto anche all'ortopedia, visto,che nel 2003 ho subito un grave incidente riportando un accorciamento della gamba sx di 22 mm e siccome dalla tac che ho eseguito risultano due protrusioni, ho chiesto al'ortopedico se,pitessero essere quelle la causa, ma mi rispose che secondo lui poteva essere più una questione di pavimento pelvico e di rivolgersi ad un neurologo, consigliandomi il gemelli... Ora sono in attesa della visita che ho prenotato ed è stata fissata x maggio. Secondo Lei il neurologo è la strada giusta? Tutto ciò non mi fa vivere tranquillo, perché pur provando a stare sereno i fastiidi sono continui è purtroppo limitanti, molto spesso l'agente non capisce il problema e passo da ansioso o da ipocondriaco, l'ansia c'è pure ma non ècquella la causa del mio malessere come mi vogliono far credere, è una conseguenza secondo me. In attesa di un Suo riscontro, Le porgo Distinti Saluti.

Caro Signor Andrea

è probabile che i suoi sintomi dipendano da una patologia inerente @’innervazione del pavimento pelvico o meglio di una Sindrome del pudendo, che un neurologo che ha esperienza su questa patologia può facilmente diagnosticare. Nel suo caso le cause che hanno portato alla insorgenza di un dolore pelvico cronico possono anche essere legate ai postumi dell’incidente che riferisce.

Salve dottore, sono un ragazzo di 24 anni e da quasi 2 anni soffro di dolori forti sul lato sinistro del perineo. Spesso questi dolori mi impediscono di stare seduto o anche di stare troppo tempo in piedi. I dolori si manifestano anche appena trattengo la minzione, aumentando così la frequenza urinaria (anche quando la vescica è quasi vuota). Infine i dolori riguardano anche l'attività sessuale, l'erezione è dolorosissima e spesso scarsa o alle volte nulla. I dolori provocano eiaculazione precoce. Dopo due anni di visite urologiche che nulla hanno fruttato, mi sono sottoposto a visita neurologica. Il neurologo mi ha fatto fare una RNM che ha evidenziato un "megasac co durale" al passaggio lombo-sacrale. Lui ritiene che questo possa essere la causa scatenante della neuropatia che colpisce il mio sistema nervoso periferico, in particolar modo il plesso pudendo. Mi ha dato una cura a base di lyrica 200 mg per 30 giorni. Dopo 10 giorni di cura i dolori perineali sono lievemente diminuiti, nulla si muove dal punto di vista urinario e sessuale. Cosa ne pensa lei della diagnosi e a suo modo di vedere, il trattamento farmacologico potrà porre rimedio alla causa scatenante del mio dolore?

Caro Signor Luca,

la diagnosi di neuropatia del pudendo può giustificare la sua sintomatologia e il farmaco prescritto è adatto per il controllo del dolore neuropatico. A mio parere esistono altre terapie che curano la sindrome del pudendo e nella mia esperienza la ExMI (Extracorporeal Magnetic Innervation) ha un grande successo terapeutico soprattutto sul controllo del dolore e sulle sue conseguenze.

Egregio Dott. Nicastro, buongiorno. Scrivo per conto di mio marito che da circa 12 anni soffre di bruciori nella zona perineale e dei genitali. Curato prima da urologi, con antibiotici, e da gastroenterologi dopo, con antidepressivi a bassi dosaggi, ha avuto una vita sopportabile fino a sette mesi fa quando il dottore che lo curava è morto. Da quel momento è avvenuto il disastro. I bruciori sono peggiorati. Negli ultimi 3 anni assumeva la combinazione Debrum 150 2xdie e lyrica ma un dottore glieli ha sospesi e i bruciori sono tornati fortissimi. Una volta rintrodotti, dopo circa un mese, la situazione non è più rientrata. Ha fatto di nuovo tutti gli esami urologici, visite da neurologi, psicologi, ma niente. La diagnosi sembra sia "dolore pelvico cronico" ma la causa? NO urologica, elettromiografia pudendo negativa, e allora? Ci hanno proposto l'infiltrazione al nervo pudendo, ma siamo in confusione. Inoltre soffre di stitichezza. HA difficoltà e dolori durante l'evacuazione. Gonfiori e senso di mancato svuotamento. Potrebbero essere gli anni di debrum e lirica a provocargli la stitichezza? e quest'ultima potrebbe essere causa dei bruciori? Forse il quadro che le ho fatto è confusionale e incompleto, ma mi auguro che mi possa comunque rispondere. Grazie per la sua comprensione. Distinti saluti

Cara Signora Daniela,

quella di suo marito è una storia clinica complessa ma non diversa da quella di tante persone con dolore pelvico cronico. Le diverse diagnosi sospettate e anche i sintomi associati (urologici e proctologici) possono far sospettare una Sindrome del Pudendo, che non significa neuropatia acclamata. A mio parere bisognerebbe valutare le diverse condizioni che possono far insorgere il dolore cronico quali la stipsi, eventuali patologie del canale ano-rettale, eventuali disfunzioni del pavimento pelvico. Solo con una corretta diagnosi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Caro dott. dopo 10 anni di diagnosi sbagliate finalmente il dott. Pesce ha capito che sono affetto da nevralgia del pudendo. Purtroppo nell'ultimo anno ho iniziato a soffrire di un prolasso emorroidario, con una crisi acuta e conseguente drenaggio, pochi gg fa. Il chirurgo di pesaro mi ha detto che prima o poi dovrò essere operato. Però non mi ha nascosto che la mia situazione di pudendoso potrebbe essere un rischio. Cosa fare?? Potrò affrontare serenamente l'intervento di emorroidi o devo avere paura di aumentare il dolore del pudendo? Grazie per la risposta

Caro Signor Michele,

sono sicuro che  il Dott. Pesce troverà la giusta terapia per guarire della Sindrome del Pudendo in modo che lei possa poi affrontare in sicurezza la terapia per la patologia emorroidale.

EGREGGIO DOTTORE HO UNA neuropatia bilaterale del pudendo e sacrale a sinistra,interessante i rami terminali motori diretti al perineo (bulbocavernoso e sfintere uretrale esterno) e posteriore (sfintere anale esterno) e sensitivi perineali associato modesto deficit centrale soprasacrale.. E HO UNA SERIE DI DISFUNZIONI UROGENITALI E ANALI E SESSUALI A 30 ANNI STO MALISSIMO! LA MIA DOMANDA CE UNA SOLUZIONE O L'UNICA SOLUZIONE POTREBBE ESSERE SOLO IL NEUROMODULATORE AL PUDENDO.... O ORMAI MI DEVO RASSEGNARE A MORIRE!

Caro Signor Manuel,

non credo lei si debba rassegnare a morire! Esistono varie terapie farmacologiche da attuare (ma credo che lei le abbia già adottate) o anche terapie riabilitative e non in ultimo la ExMI, che nel mio centro adotto con una buona probabilità di successo nel dolore pelvico cronico e nella neuropatia del pudendo. L’effetto della ExMI è facilmente valutabile alla prima visita alla fine della quale la persona sofferente viene sottoposta ad una breve simulazione di stimolazione con l’apparecchiatura e se ne valuta l’effetto immediato. Se la prova è positiva è possibile stabilire un protocollo di trattamento personalizzato anche in base alle caratteristiche fisiche del paziente e ai dati clinici emersi.

Egregio Dottore è possibile che la neuropatia del pudendo abbia periodi di riacutizzazione e periodi di completo benessere con intervalli di anni in cui è possibile andare in bicicletta anche per lunghi tragitti? Una EMG del pavimento pelvico e uno studio del pudendo normali pur in presenza di dolore escludono con certezza la neuropatia del pudendo? Grazie

Caro Signor Luca,

l’esame elettromiografico esclude la neuropatia ma non la Sindrome del pudendo. Sono due condizioni diverse: nella prima esiste una patologia diretta del nervo, nella seconda l’insieme dei sintomi conducono ad una compromissione del nervo pudendo che può non essere colpito da alcuna patologia e il dolore (sempre mediato dal pudendo) riconosce altre cause.

Salve dottore soffro ormai da 1 anno di nevralgia del pudendo e ho dolori atroci ovunque, non riesco nemmeno a fare pipì . Ho assunto in passato vari medicinali ma senza ottenere risultati purtroppo. Ho fatto vari esercizi con le gambe ma hanno fatto solo peggio! Le chiedo cosa posso fare? Il problema e meccanico in base a come mi muovo il nervo si sposta e provoca forte dolore, faccio fatica a muovere le gambe ho dolore ai denti basso ventre etc! Un eventuale intervento di decompressione potrebbe aiutarmi? Attendo con ansia sue notizie , il male e fortissimo non riesco piu a resistere! Grazie di cuore

Caro Signor Daniele,

l’intervento di decompressione del nervo pudendo è indicato solo in casi particolari e cioè quando il nervo è incarcerato nel canale muscolare che percorre uscendo dalla pelvi per raggiungere il perineo. Questa rara evenienza avviene, solitamente, dopo interventi sulla pelvi e dopo gravi traumi del bacino. Escluse queste cause, è necessario comprendere l’origine della nevralgia e distinguerla dalla sindrome del pudendo. La nevralgia del pudendo riconosce cause che direttamente colpiscono la via nervosa (infettive, metabiliche, infiammatorie). La sindrome del pudendo è invece correlata a disfunzioni del pavimento pelvico. Fatta questa prima distinzione è possibile attuare un adeguato percorso di terapia.

Volevo sapere se i miei sintomi che sono simili a quelle della nevralgia del pudendo, ma sono nell’addome davanti e non dietro, possono essere causati da questo nervo. Faccio presente che ho già fatto eco addome tac addome e colonscopiabe tutto è negativo SINTOMI Dolori che se costantemente seduta irradiano tutto l’addome. Se, dopo essere stata a riposo a giorni, la seduta è breve, si concentrano solo sul lato dx altezza fianco sotto il fegato. Di riflesso raramente anche sul fianco sinistro. Stare seduti diventa intollerabile. Il dolore diminuisce quando ci si sdraia Il dolore aumenta gradualmente durante il giorno in posizione seduta e scompare durante la notte. Al mattino si sta bene finchè non si è seduti da circa un’ora. Il dolore è una sensazione di bruciore, di torcimento, sensazioni di scossa elettrica, dolori vaghi, dolori da trafittatura,coltellate, sensazione di punture di spilli, pungiglioni. Il livello di dolore può variare di tanto in tanto ma la natura del dolore è costante. Intolleranza ai pantaloni stretti. Il dolore è cronico e costante e diminuisce e va a sparire solo quando si sta eretti o sdraiati. Dopo una settimana al lavoro in posizione seduta il dolore coinvolge tutto l’addome e va a sparire dopo 6 giorni di assoluto riposo in posizione eretta e sdraiata. Rimane questo spillo a dx quasi inpercettibile. Grazie

Cara Signora Anna,

i suoi sintomi non hanno alcuna correlazione con il nervo pudendo ma la sua sofferenza potrebbe essere dovuta ad una patologia del colon. Le consiglio di  consultare uno specialista colonproctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno, sono una donna di 43 anni, da circa 12 anni soffro di un dolore che non è ancora stato diagnosticato quindi mi sto informando su internet per trovare una soluzione. Premessa brevissima: a 25 anni sono stata operata di emorroidi interne ma nulla di importante nel senso che il chirurgo che mi ha visitata e operata mi ha consigliato di farle solo perche' dovevo fare l'intervento per una ragade anale. Durante l'intervento mi è stata fatta una sfinterotomia (non era stata prevista durante la visita). Non ho avuto problemi per qualche anno, poi credo per un eccessivo sforzo o per errate abitudini ho iniziato ad avere dolore dopo l' evacuazione. Dolore che non avviene durante o immediatamente l'atto ma dopo mezz'ora/due ore. Lo collego all'evacuazione perché se capita la giornata in cui non mi scarico, il dolore non compare. Nel corso degli anni ovviamente ho fatto diversi esami e visite. Ci sono stati periodi in cui il dolore era scomparso. Ultimamente a livello proctologico ho eseguito una rettoscopia e ovviamente visita proctologica. L'anno precedente la RMN dalla quale si vede una protrusione discale che non esercita però effetti compressivi sulle radici S1. Nel comparto discale L5-S1si vedono iniziali fenomeni disidratativi, ipointensità in T2 e suo spessore. Dopo aver vagato tra osteopata, neurologo, proctologo, neurochirurgo, ecc sto pensando al piriforme o al pudendo e in questo senso chiedo gentilmente una sua opinione. Quale dei due? Il dolore come dicevo ha inizio dopo un po' di tempo dopo l evacuazione (ma in qualche giornata non lo sento fortunatamente), prende il gluteo parte alta, parte interna, difficile da distinguere, a volte prende la parte posteriore dalla gamba destra perché è appunto il glueo dx dove mi sento il dolore. Più che un dolore vero e proprio è un fastidio continuo, un intorpidimento che prosegue anche tutto il giorno e poi scompare durante la notte. In qualche caso la notte ho avuto dei dolori ano rettali come se fossero crampi non so come descriverli che sono passati poco dopo con l'assunzione di buscopan ma devo dire che sono stati rari e sempre notturni (ultimo a Gennaio dopo la sospensione dell'integratore Xanopil plus). L'unica cosa che mi ha fatto stare bene è appunto lo Xanopil plus,integratore prescritto da un ortopedico, che però mi ha consigliato di sospendere facendo dei cicli es. un mese sì e un mese no. Ora, é forse il caso di fare l'esame dei potenziali pudendi? Sinceramente vorrei capire la causa ma non vorrei per questo andare a stimolare una situazione che magari non ha nulla a che fare con questi nervi. Non ho dolore perianale, genitale, non ho disturbi di minzione o defecazione, è invece un dolore secondo me muscolare o neurologico che si scatena post evacuazione nel gluteo interno o superiore (difficile da descrivere bene perché è come se il dolore si irradiasse), zona sciatica, in qualche caso nella gamba come di intorpidimento, formicolio. Nel frattempo ho iniziato lo yoga ma il mio medico di base non è d' accordo finché non si chiarisce la patologia. Che cosa mi suggerisce? Dimenticavo una cosa importante, per molti anni ho fatto un lavoro per il quale stavo seduta per una media di 10 ore al giorno, lunghi tragitti in auto, equitazione e, non vorrei dire sciocchezze, mi sembra che questo dolore si sia scatenato dopo aver forzato per l'evacuazione. Non soffro di stitichezza, è successo in quell'occasione e inoltre per molti anni avevo preso l'abitudine di volermi scaricare prima di andare al lavoro. Per ora posso solo ringraziarla anticipatamente per una sua gentile risposta. Cordiali saluti.

Cara Signora Alessandra,

credo che nella sua storia clinica sia importante mettere in rilievo la patologia proctologica e gli interventi subiti. Il dolore che descrive e le sue caratteristiche di insorgenza, potrebbero far sospettare la presenza di una ragade, ma le sue irradiazioni potrebbero far sospettare una sua origine neurologica. In questa seconda ipotesi si potrebbe parlare di una sindrome del pudendo, anche se nel suo caso il dolore non ha le caratteristiche tipiche di questa patologia. E’ molto strano che gli specialisti che lei ha consultato non hanno avuto questo dubbio e non abbiano approfondito questa diagnosi, che potrebbe essere confermata anche semplicemente con una visita accurata, completata magari anche con la videoproctoscopia digitale. Nella mia pratica clinica sono molte le persone che manifestano un dolore, simile a quello che lei descrive, dopo anni da un  intervento di sfinterotomia e dopo una difficoltosa defecazione e in questo caso è necessario ricercare la causa esatta del dolore cronico per poter impostare una adeguata terapia.

Ho 35 anni da cinque ho dolore urinario disfunzioni sessuali bruciore che i medici curano come prostatiti senza successo.potrei avere una infiammazione al nervo pudendo ? Grazie per l'attenzione e spero possa aiutarmi non so più a chi rivolgermi.

Caro Signor Alessio, se i sintomi sono deputati ad una compromissione del nervo pudendo è indispensabile che lei si sottponga a visita specialistica. La diagnosi è clinica e immediata.

Buongiorno Dottore, sono un uomo di 53 anni e da circa 3 anni soffro di un costante dolore/infiammazione al sacro coccige. Premetto che30 anni fa ho subito un forte colpo al sacro coccige cadendo da un'impalcatura ma all'epoca il dolore scomparve dopo 1 o 2 settimane. Una decina di anni fa soffrivo di sciatalgia(1 volta l'anno)ma con voltaren e muscoril in 1 settimana risolvevo il problema. Adesso invece la passata sciatalgia si è trasformata in questo insopportabile e continuo dolore al coccige nonostante faccia punture voltaren e muscoril. Il mio stile di vita è drasticamente cambiato, sono spesso a casa dal lavoro per continue ricadute(facendo il magazziniere a volte alzo pesi,15 kg non di più)svolgo con il contagocce le mie attività(camminare in montagna,sci,ecc) e la cosa in se più deprimente,è che ho smesso di fare sesso con la mia compagna perché dopo il rapportoe precisamentedopo qualche ora dalla eiaculazione compare spesso questo dolore/infiammazione al sacro coccige. Naturalmente in questi anni ho fatto di tutto,risonanze(2 piccole protusioni che avevo anche 20 anni fa) Radiologia Dinamica al sacro coccige(seduto e in piedi negativo tranne coccige anteverso(per forte trauma?)così c'era scritto; mi hanno visitato neurochirurghi,ortopedici,urologhi,e proctologhi(sospetta proststite)ma dagli esami (PSA) spermicultura e altro non risultava esserci nessuna infezione. Poi ancora aandrologi,anestesisti,ho fatto l'elettromiografia,tutto negativo. NESSUNO di quest iprimari,vice primari, Dottori ecc...ha saputo dirmi con esattezza che patologia avessi,tutti sul vago insomma!! L'unico dottore anestesista che si è espresso,mi ha detto che potrebbe essere COCCIGODINIA e 2 anni fa mi curò con ORUDIS+MEDROL per due mesi circa(sono stato a casa dal lavoro) facendomi in fine un'infiltrazione cortisonica epidurale con scarsi risultati. Ancora oggi ho Dolore al sacro coccige che si alterna con settimane di relativa sopportazione e altre assumendo antinfiammatori e antidolorifici,insomma di questa situazione non ne posso piùe le chiedo cortesemente COSA DEVO FARE??? come posso capire che patologia ho esattamente ???? Perché nessuno prende in considerazione il NERVO PUDENDO o la ZONA PERINEALE?? eppure ne ho parlato con alcuni dottori che a volte ho nevralgie/infiammazioni in quella zona. Mi scuso della lungaggine del mio racconto,la ringrazio per la sua ATTENZIONE e aspetto ansiosamente una sua gentile risposta a riguardo.

Caro Signor Danilo,

se tutti gli specialisti, primari e non, consultati  non sono arrivati ad una diagnosi definitiva, lei può comprendere benissimo che per me è assolutamente impossibile formulare qualsiasi ipotesi sulla causa della sua sofferenza. Comunque mi sento di fare alcune osservazioni relative alla sua storia. La prima che molti pazienti con una sindrome del pudendo sono curati per prostatite (a che senza una evidenza della patologia). La seconda è che sono sottoposti a molte indagini diagnostiche che non danno alcun riscontro di patologia. La terza è che i suoi sintomi possono essere compatibili con una sindrome del pudendo e che questa diagnosi è possibile formularla solo e semplicemente con una visita accurata e attenta.

Gent.mo dottore ho 57 anni e soffro di intrappolamento del n.pudendo da 25 anni causa un trauma da caduta in bicicletta con enorme ematoma gluteo dx diagnosticato dopo una serie di esami in francia e operato con resezione del m. piriforme dx senza successo.Ho dovuto lasciare l'equipe francese perché disciolta per loro problemi interni ho trovato un medico Belga con all'attivo oltre 100 interventi di neurolisi a pudendo ho fatto una prima operazione senza nessuna garanzia da parte del chirurgo perché passati troppi anni dal incidente con il mio consenso mi opera senza successo prima dell'operazione ho fatto pnmtl ecodopler ispezione anale e radiofrequenza pulsata l'operazione purtroppo non riesce nel frattenpo faccio controlli sempre in belgio e mi propone una neurolisi con nuova tecnica con endoscopio e elettrobisturi (registrata su cd)con neurolisi e apertura canale di alcock e recisione dei legamenti sacro spinosi e sacro tuberosi e siamo al 2010 il medico mi dice che sarà il tempo a dirci se anche parzialmente avrò dei miglioramenti.Ad oggi non è cambiato nulla ho dolori lancianti tutto il giorno le chiede una riabilitazione del pavimento pelvico potrebbe darmi giovamento. Ho la convinzione che il problema è dovuto a contratture che avvolgono il nervo perché quando cammino si riduce di molto il dolore ed eventualmente l'assunzione di cannabis terapeutica potrebbe alleviare i dolori misti a bruciori. In alternativa la cordotomia percutanea delle fibre sensoriali è fattibile o si esegue solo su pazienti oncologici. In attesa di suo gentile riscontro Cordiali Saluti

caro Signor Roberto,

le sue domande sono lecite ma non posso essere io a darle una risposta, non avendo alcuna conoscenza diretta della sua condizione clinica. La sua storia è interessante poiché racconta quanto sia difficile per un paziente orientarsi verso una cura e solo dopo i fallimenti di interventi chirurgici (efficaci?) e migrazioni all’estero, magari anche consigliati da siti web presunti specializzati e dedicati,  il paziente è indirizzato alla riabilitazione, forse unica possibilità terapeutica per almeno alleviare le sofferenze. Ma anche questa ultima trova delle indicazioni ben precise e deve essere attuata con scienza e conoscenza delle tecniche a disposizione.

Gentile Dottore, da mesi soffro di un bruciore della zona perianale che si estende fino alla punta del pene. Ho effettuato una serie di esami proctologici con annessa anoscopia che hanno avuto esiti negativi. Leggendo su internet i sintomi della nevralgia del nervo pudendo mi ritrovo in quello che sto attualmente patendo. Volevo chiederLe se era possibile effettuare un esame per capire se il nervo sta subendo una compressione. Saluti

Caro Signor Vincenzo,

spesso gli esami effettuati danno esito negativo, soprattutto se non sono ben indicati per individuare una causa specifica. A mio parere la prima cosa da fare è una visita con uno specialista che si occupa delle patologie del pavimento pelvico e della nevralgia del pudendo e se in base alla raccolta della sua storia clinica, all’esame obiettivo generale e locale, non si riesce a comprendere l’esatta causa del dolore e si hanno dubbi, il medico potrà prescrivere esami specifici e orientati a svelare il dubbio diagnostico.

Gentile Dottore Le spiego subito il mio problema..circa 5 anni fa mia moglie durante un rapporto ha usato uno strap on sul mio sedere, ma senza penetrare definitivamente...solo la parte iniziale dello strap on...avendo l'ano abbastanza stretto, cio mi ha provocato dolore a cui i primi giorni non ho dato peso...dolore che pero non passava e che si associava allo stress che avevo in quel periodo...IN PARTICOLARE AVEVO SEMPRE LA SENSAZIONE DI DEFECARE E IL NERVO CHE ANDAVA DAL RETTO AL PENE ERA SEMPRE IN TENSIONE, TANTO CHE A VOLTE AVVERTIVO COME DELLE SCOSSE DI CORRENTE NELLA PARTE ESTREMA DEL PENE ..poichè il problema non passava ho iniziato a fare varie visite...UROLOGO, ECOGRAFIA DELLA PARTE INTERESSATA FINO ALLA COLONSCOPIA CHE HA RIVELATO DELL EMORROIDE INTERNE E DEVO AVER FATTO UN CONSULTO CHIRURGICO, ANCHE QUESTE EMORROIDI NON ERANO DA OPERARE...questa situazione è andata avanti per circa 7 mesi e poi improvvisamente è tutto sparito.- Ora a distanza di 5 anni nel mese di giugno 2015 si è ripetuta la cosa ...stesso rapporto anale e stessi sintomi ...LA SERA QUANDO VADO A LETTO I DOLORI SCOMPAIONO , MENTRE DURANTE IL GIORNO CI SONO...C'è STATO UN PERIODO DI DUE GIORNI CHE NON HO SENTITO DOLORE E COSI' MI SONO PERMESSO DI FARMI UN GIRO IN BICI...MAI CHE LO AVESSI FATTO...I DOLORI SONO RITORNATI PIU' FORTE DI PRIMA...MI SENTO IL NERVO CHE VA DALL'ANO AL PENE SEMPRE IN TENSIONE e a volte anche prurito all'ano...Ho usato creme contro le emorroidi e Anonet per l'igiene intima..il prurito è sparito ma la tensione del nervo è sempre li...Ho letto degli esercizi di Kegel che possono aiutare ..li sto facendo ma non sento miglioramenti..che ne pensa Dottore?? Grazie

Caro Signore,

probabilmente il trauma provocato rapporto sessuale con il mezzo meccanico (strap on) ha provocato una alterazione dell’apparato neuromuscolare che circonda l’ano. Questo tipo di problemi possono trovare una risoluzione spontanea con il passare del tempo. Il secondo episodio potrebbe essere stato esacerbato dal trauma locale del sellino della bici. A mio parere dovrebbe essere fatta una corretta diagnosi e valutare se vi è una irritazione del nervo pudendo e, se questa evenienza è confermata, capirne la causa e stabilire una corretta terapia anche riabilitativa.

Buongiorno dottore, ho 67 anni, otto anni fa ho subito un intervento di K esofageo con intubulazione dello stomaco. Dopo un anno circa o poco più ho iniziato a soffrire di dolori al pudendo. Il dottor Cappellano che mello ha dianosticato non trova farmaci indicati per risovermi il problema. da almeno tre anni assumo quotidianamente contramal 200 mg anche più volte al giorno e non mi faccio mancare 75 mg di liryca almeno due volte al giorno, alternativamente prendo il palexsia 50 mg ma mi disturba molto come pure altri di analoga formula ma di dosi diverse. Convivo con il dolore ma ho una soglia di sopportazione molto bassa. Inoltre sono molto magro in quanto faccio fatica a trattenere il cibo. Non è che lei abbia un coniglio nel cassetto ? Grazie per il tempo che mi vorrà dedicare.

Caro Signor Alberto,

mi perdoni ma non ho alcun rimedio miracoloso ma solo la possibilità, diagnosticata la causa del dolore, di sottoporre la persona sofferente ad alcune terapie riabilitative, visto che i farmaci non hanno effetto.

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