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Domande e Risposte: Rettocolite ulcerosa e Morbo di Chron

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Salve, sono una ragazza di 27 anni, ho già fatto visita proctologica e colonscopia in sedazione, non si è potuto completare l'esame in quanto il mio intestito è contorto.Ho un grosso bruciore all'ano e tanche tutta la parte esterna lacerata e irritata, dolori all'intestino e perdite dall'ano liquide chiare! Il proctologo afferma che ho una malattia intestinale cronica ancora da definire appunto per l'impossibilità a completare l'esame! La colonscopia virtuale con il contrasto non la posso fare perchè soffro di tiroidite e il contrasto non posso farlo, quindi il proctologo ha deciso che forse è il caso di fare la colonscopia in anestesia totale ed in caso di necessità bucare l'intestino per procedere con l'esame! Sinceramente a 27 anni vorrei evitare tutto ciò, anche perchè sono stata trombocipenica con 2000 pistrine, ora ne ho 200.0000 ma la paura mia è che durante l'intervento possa avere un'emorragia. La prego mi dica se nel Suo centro utilizzate la pillola con webcam o se comunque c'è un'alternativa. La ringrazio!!!

Cara Signora Manuela:
ho letto la sua e.mail attentamente e sinceramente il suo racconto ha dell’inverosimile. Colon contorto e in caso di necessità bucarlo…… Spero che ci sia stata una incomprensione tra lei e il medico. Fare una diagnosi di patologia infiammatoria non è oggi difficile e se anche si esegue una colonscopia parziale è possibile fare delle biopsie sul tratto esplorato che possa confermare la diagnosi di sospetto. Inoltre esistono altri esami chimici che possono portare alla diagnosi (calprotectina fecale, indici infiammatori ecc.) e supportare la persona con una terapia di base.

salve sono una mamma spaventata che ha appena saputo che il figlio di 13 anni soffre con rettocolite ulcerosa gia' diagnosticata, ho paura per il suo futuro ,per la sua scelta nelle scuole superiori ,vuole fare il cuoco ,ho tanta paura non so' .puo' darmi un consiglio grazie......grazie

cara Signora Patrizia,
la rettocolirte ulcerosa è una patolgia infiammatoria cronica dell’intestino che riconosce diverse cause. Nonostante la sua cronicità è possibile attuare delle terapie e portere la patologia in una fase di quiescenza e quindi asintomatica anche se sono previsti controlli annuali ( molti non invasivi) per controllarne l’evoluzione. Bisogna iniziare con le terapie di base che nella maggiorana dei casi funzionano bene e solo nei casi gravi è possibile attuare terapie cosiddette biologiche che riescono a controllare l’evoluzione della patologia.
Cari saluti

stimatissimo dott nicastro , in data 1995 mi hanno riscontrato una proctosigmoideaulcerativa che in fase acuta mi hanno sempre fatto risolvere con un ciclo di cura di clismi asacol da 2gr, domanda:oltrealla cura farmacologica esiste la possibilità di guarire con intervento chirurgico per evitare il fastidio dei clismi di asacol per sempre? la ringrazio di cuore per una sua eventuale risposta

Caro Signor Antonio,
esiste la possibilità chirurgica che che deve essere sadottata solo quando la terpai farmacologica fallisce e non riesce più a dominare la patologia. La chirurgia è cosa seria e può avere complicanze anche gravi e nessun chirurgo rischierebbe tanto solo perchè è fastidioso l’uso dei clisteri.
Cari saluti

Gentilissimo dott. Nicastro, ho letto il suo curriculum navigando su internet, mentre ero in cerca di qualcuno che potesse aiutarmi! Le scrivo per mio padre, ha 52 anni, affetto da colite ulcerosa rettale, ha subito un intervento con l'asportazione del colon e una parte di retto, con applicazione della "busta". Dopo tre anni si è sottoposto all'intervento per la ricanalizzazione, purtroppo l'intervento non è riuscito e di urgenza ha subito un ulteriore intervento, che lo ha portato nuovamente all'applicazione della "busta". Successivamente, dopo un anno all'incirca hanno ritentato la ricanalizzazione, ma da allora sono iniziati i problemi seri. Sono passati già due anni dall'ultimo interevnto, ma le scariche sono molto frequenti, arrivano a 5-6 volte durante il giorno e altre 4-5 durante la notte. La terapia attuale è dissenten 3 al dì; questran dopo i pasti e lepopraid gocce 15 mattina, 15 sera; 10 bustine al mese di Vsl3. Ma nonostante ciò le cose non migliorano, mangia sempre meno a causa delle continue scariche e psicologicamente sembra non voler più reagire. La prego se può mi aiuti. In attesa di una sua risposta, mi metterò in contatto con la sua segretaria per un appuntamento. Le porgo cordiali saluti. Lucia

Cara Signora Lucia,
a volte la stomia è meglio della ricanalizzazione. Ma anche se questa affermazione può sembrarle “forte” credo che nel caso di suo padre ci possano essere ampi margini di terapia per poter diminuire le scariche. Tenga presente che in assenza del colon le feci sono liquide e giungono d’impeto nel neo-retto ed è su questa considerazione che bisogna centrare la terapia. Ringraziandola della fiducia è opportuno che alla visita porti tutta la documentazione clinica in possesso.
Cari saluti

Buonasera, sono una ragazza di 26 annie le scrivo perchè proprio oggi mi è stata diagnosticata, in seguito a anoscopia e prelievo bioptico, proctite cronica pseudopolipoide ulcerosa. Il medico non è stato molto chiaro e si è limitato a prescrivermi asacol 1 compressa /die . Non sarà secondo lei il caso di fare maggiori accertamenti? Lei che cosa mi consiglia? Io ho un forte fastidio anale e difficoltà a vuotare completamente l'ampolla. Non sarà il caso di fare qualche esame per capire meglio la causa scatenante e di impostare poi una terapia di conseguenza. grazie mille a presto Francesca

Cara Signora Francesca,
credo che sia opportuno che lei esegua una colonscopia in quanto l’infiammazione potrebbe essere estesa ad altri segmanti del retto e del colon. Inoltre la terapia con una compressa di asacol al giorno mi sembra del tutto insufficiente (probabilmente il medico ha prescritto asacol supposte e non compresse e c’è stata una cattiva interpretazione della prescrizione).
Cari saluti

Egregio dottore. Nell'aprile del 2007 mi sono sottoposto ad intervento chirurgico per colite ulcerosa severa refrattaria a qualsiasi trattamento. L'intervento è stato demolitivo (colectomia totale e confezionamento di ileostomia temporanea). A distanza di un anno circa, come da programma, mi sono sottoposto ad un ulteriore intervento nel quale, dopo proctectomia residua, mi hanno "costruito" una j-pouch ileale con anastomosi ileo-anale e confezionamento di loop ileostomy di protezione. Venendo ai giorni nostri il 22 settembre mi hanno chiuso l'ileo stomia e quindi ho iniziato ad "usare" questo nuovo organo. I primi giorni sono andati abbastanza bene (tralasciando i vari problemi irritativi all'ano, solo in un'occasione sono stato male per problemi occlusivi), le evacuazioni non erano particolarmente frequenti e soprattutto erano soddisfacenti. Da qualche giorno a questa parte soffro di vari fastidi: tenesmo rettale, nel senso che ho sempre lo stimolo ad andare di corpo ma non riesco ad evacua re bene, come se avessi un corpo estraneo che mi ostacolasse le evacuazioni, poi sento chiaramente lo stimolo che, una volta arrivato ad una certa intensità, lascia lo spazio a borborigmi. Questo mi succede ad ondate di 30 minuti (stimolo-borborigmi) e mi costringe ad andare in bagno spesso pero' con scarsi risultati. Infine oltre a tutto questo ho anche notato delle piccole perdite fecali liquide che sono fastidiose perchè continuano ad irritarmi l'ano con notevole dolore durante le frequenti evacuazioni. Ho pensato ad una stenosi dell'anastomosi, ad una pouchite (mi sembra un po' presto) e mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Lei. Un'ultima cosa, cosa posso mettere per risolvere le irritazioni fastidiose? Sto' usando una pomata pediatrica (la fissan) con scarsi risultati. Cordiali saluti

Caro Singor Emanuele,
quanto mi racconta potrebbe essere fatto risalire ad una stenosi dell’anastomosi e questo andrebbe accuratamente valutatao dall’equipe chirurgica curante. Riguardo la pasta esiste in commercio il propast (ossido di zinco e propoli) che potrebbe aiutarla nella protezione dell’irritazione.
Cari saluti

mio nipote da quando si e' iscritto alle superiori(da 3 anni)soffre di dolori allo stomaco acuitisi negli ultimi 5mesi.diagnosi: MICI,evita il glutine da 2 mesi,segue la cura ma i dolori persistono (mattina e tarda sera) defeca spesso(ma niente diarrea ne' muco ne'sangue nelle feci) ed ha perso 7 kg in pochi mesi,domani fara'una colonscopia.abito a 1800 km dai miei familiari e seguo la vicenda con apprensione,da lontano , temo ke mi nascondano qualcosa(quando chiedevo se era dimagrito negavano) invece lui mi ha detto ke e' passato da 60 a 53kg.le sembrero' paranoica ma io trovo strano che nonostante la diagnosi,la dieta priva di glutine,le cure lui non migliori,il fatto poi che debba fare una colonscopia accentua la mia preoccupazione, al lavoro non riesco a concentrarmi e spesso sono costretta a nascondermi in bagno perche'ho delle crisi di pianto.sono terrorizzata,penso al peggio, ho scritto spinta dalla disperazione oltre che dall'esigenza di confidare questo peso a qualcuno che puo' capire meglio di chiunque altro il mio stato d'animo. la prego mi dica che sono una pazza paranoica che si crea dei falsi problemi .nel ringraziarla le porgo i miei distinti saluti.

Cara Signora Maria,
non è pazza ma solo preoccupata. La diagnosi di MICI sta per Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale e la sua esatta definizione si può avere solo con la colonscopia e lo studio istologico sulle biopsie che verranno effettuate durante l’esame. Quindi non siamo di fronte ad un tumore ma ad una infiammazione dell’intestino che deve essere ben tipizzata e classificata in modo poi da intraprendere un adeguato percorso di terapia. Cari saluti

R. Rosanna, anni 60, 1 parto, ipertesa da tre anni circa in trattamento farmacologico con Karuezide 300 da 3 anni, affetta da retto colite ulcerosa attestata da colonscopia, in trattamento con Pentacol 800 cp. x 3 u. al di, da circa 5 anni incontinenza fecale di modesta entità peggiorata negli ultimi 2 anni per tale motivo richiedo Vostra consulenza. In attesa di una Vostra risposta colgo l'occasione per porVi i miei Distinti Saluti. Sig.ra Rosanna R.

Cara Sig.ra Rosanna,
la rettocolite ulcerosa soprattutto se ha compromesso la struttura del retto, con molta diarea, potrebbe essere la causa della sua incontinenza. Comunque è meglio approfondire la diagnosi con una manometria anorettale, una videoproctoscopia digitale ed eventualmente, come ultimo accertamento, con una ecografia degli sfinteri anali. Raccolti questi dati, preceduti da una attenta visita proctologica, si può decidere sul tipo di terapia da adottare (farmacologica, dietetica, riabilitativa).
Cari saluti

Ho 42anni, maschio, sono Maresciallo dei Carabinieri e svolgo prevalentemente attività d'ufficio. Come altre malattie soffro di gastroduodenite cronica e colopatia discisneto spastica; lombosciatalgia e artrosi cervicale. Non svolgo attività fisica. Non fumo, non bevo alcolici, non mangio fritture, mangio poca frutta. Da qualche mese ho cominciato a fare colazione con un bicchiere di latte P.S. ed orzo con tre fette biscottate, diminuendo le tazzine di caffè a due al giorno. Per la RCU prendo giornalmente < 1 cp clipper al mattino; 3 cp asacol 800; deltacortene 25 1/2 cp mattina e sera e un clisma rettale la sera (non sempre per il fastidio delle emorroidi). Quali esami dovrei effettuare in particolare per conoscere se la RCU è genetica e quali per definire il sistema immunitario? Grazie per la cortese attenzione rivoltami.

La RCU è una malattia cronica infiammatoria la cui origine è ancora oggetto di discussione. Malattia autoimmunitaria, geneticamente trasmessa, su base infettiva, insomma le cause ipotizzate sono tante. La terapia che lei sta adottando attualmente potrebbe essere adeguata a RCU di grado moderato nelle fasi severe in mooti centri asociano alla mesalazina ed al cortisone il metronidazolo (farmaco che sicuramente negli anni le è stato somministrato). Se la patolgia è resistente alla terapia medica e dietetica (non consumare latte, legumi, cacao e derivati, fritti e soffritti, verdure crude, la maggior parte della frutta, ecc.) oggi a disposizione abbiamo l’infliximab farmaco efficace ma non privo di effetti colaterali (non devastanti), la cui somministrazione è esclusivamente ospedaliera. Vista la strada che lei sta percorrendo, sicuramente in Ospedale a Palermo sapranno darle tutte le informazioni necessarie al suo caso compreso gli esami genetici sul ceppo familiare. Auguri

Buonasera Dott. Nicastro, ho un problema che mi porto dietro da un anno e mezzo ormai. Nel febbraio 2006 mi hanno ricoverato d'urgenza per un ascesso perianale che poi si è rivelata una fistola e causata "FORSE" da m. di Cronh ma mai accertato fino in fondo (premetto che non mi hanno mai sottoposto al clismopaco, mi sono informata e mi hanno detto che è la visita migliore per individuare questo tipo di malattia). Cosicchè mi hanno consigliato di asportarla ovviamente, e mi sottoposi alla prima operazione nel novembre 2006. Mi tolsero la fistola (penso fosse a ferro di cavallo) e mi applicarono il setone sullo sfintere(quella specie di elastico), feci tutta la convalescenza con la ferita ovviamente aperta e ogni settimana le medicazioni. Purtroppo la ferita si chiuse troppo presto fuori e dentro rimase un buco dove ancora c'era pus. Allora mi rioperarono di nuovo stesso procedimento ma molto più accurato e sotto controllo ma con gli stessi risultati. Ora ho fatto una risonanza e gli esiti tra qualche giorno. IO non so più cosa pensare. Non vorrei più sottopormi ad un'ulteriore operazione!!! Chiedo un consiglio ad un esperto come lei. La Ringrazio. Carmela

Cara Signora Carmela,
gli interventi per fistola perianale sono gravati da un alto tasso di recidiva. Nonostante i buoni propositi del chirurgo il pus rappresenta una forte incognita nella nostra professione. Inoltre la zona perianale ed anale non rappresenta il miglio luogo di cura per debellare le infezioni. Fatta questa necessaria premessa la sua lettera presenta alcuni punti poco chiari. Perchè pensare al M. di Crohn? lei ha qualche sintomo di questa malattia (diarrea, sanguinamenti, dolori addominali, dimagrimento)? La sua fistola è stata mai studiata con un esame ecografico? Oltre a questi quesiti aspetto di sapere anche l’esito della RMN per darle un parere più chiaro. Posso solo anticiparle cha alcuni tipio di fistole possono essere trattate anche non chirurgicamente ma per stabilire questo bisogna aver chiaro il quadro patologico.
Cari saluti

Gentilissimo dott. Nicastro,innanzitutto vorrei ringraziarLa per la Sua risposta immediata e attenta. In questo lasso di tempo febbraio 2006 a tutt'oggi ho fatto molte visite, quali 2 colonscopie con esame istologico,ecografia addominale, ecografia transrettale (penso si dica cosi', praticamente con una specie di sonda con una telecamera sono entrati dall'ano) 3 risonanze con contrasto per studio anse intestinali e fistola, tantissimi esami del sangue. La prima colonscopia alla quale mi sottoposi, i medici dissero che non era morbo di cronh e che all'altezza della valvola ileo-cecale c'era la mucosa intestinale infiammata con anse ispessite. La seconda colonscopia(in un altro ospedale) invece era con esito di morbo di cronh arrivando alla conclusione che la fistola "probabilmente è causata dal cronh. Io ho tutta la cartella clinica e sinceramente non penso di poterle spiegare tutte le visite alle quale mi sono sottoposta , poichè non ne sono in grado non conoscendo la terminologia medica esatta.Io le dico solo che non ho mai avuto sintomi del cronh, ossia diarrea sanguinamenti dimagrimenti ecc....nessuno nella mia famiglia ha questa patologia. L'ultimo medico gastroenterologo che mi ha visitato mi disse che avevo la malattia ma asintomatica e mi prescrisse 4 pastiglie al giorno di pentacol 800 mg tutti i giorni che tutt'oggi prendo. Settimana prossima ritiro gli esiti della risonanza e ovviamente sentirò il parere del medico proctologo che mi sta curando. Appena avrò un riscontro La contatterò per un ulteriore Suo parere e se ha bisogno di sapere ulteriori informazioni. Le farò avere tutto ciò in mio possesso. Se le può servire io ho quasi 28 anni. Il mio pensiero pensonale è che sinceramente non sono convinta di ciò che mi stanno dicendo, e mi scuso se confesso questa riflessione proprio ad un esperto specialista come Lei , ma penso che un medico prima di essere un medico è una persona normale. La ringrazio vivamente per la Sua disponibilità. Sinceri ringraziamenti

Cara Signora,
adesso il quadro è un pò meno offuscato. Restano alcune perplessità che vorrei valutare. Se lo desidera può spedirmi la copia della documentazione presso il Dipartimento di Colonproctologia e
contattarmi direttamente al numero mobile o telefonando alla mia segretaria (Sig.ra Donati).
Cari Saluti

Gentilissimo Dott. Nicastro,Questo è l'esito RMN:L'esame è stato eseguito in valutazione della regione pelvica sede di noti pregressi interventi riparativi di fistulectomia peri anale e per valutazione del transito intestinale previa opacizzazione negativa con mezzo di contrasto del lume e prima e dopo somministrazione di mezzo di contrasto positivo per via endovenosa. RM ADDOME INFERIORE SENZA E CON CONTRASTO L'esame documenta la presenza di un persistente millimetrico tramite fistoloso transfinterico retroanale disposto lungo la linea mediana a ore 6 associato alla presenza di una millimetica raccolta retroanale estesa in senso cranio-caudale per circa 1.5 cm ma di spessore millimetrico che si continua a sua volta in una raccolta fluida presacrale reattiva riconoscibile fino all'altezza di S3. Buona la distensibilità della parete posteriore del retto che raggiunge gli spazio presacrali posteriori. Non si apprezzano significative alterazione di segnale di significato reattivo degli sfinteri interno ed esterno che sono da considerare nei limiti per spessore e profili. Va viceversa segnalata un'alterazione di segnale del passaggio sacrococcigeo di un'edema trabecolare di significato esteitico reattivo dell'osso. Non si apprezzano altre raccolte saccate peri anali o pararettali. Normale rappresentazione delle strutture perineali pararettali anteriori. Utero di dimensioni ai limiti inferiore della norma antiversoflesso esente da lesioni di parete.Non espansi ovaro-annessiali. RM ADDOME SUPERIORE SENZA E CON CONTRASTO L'esame documenta un'alterazione di spessore, segnale e captazione del contrasto paramagnetico dell'ultima ansa ileale in estensione prossimo distale per oltre 9 cm da riferire a flogosi florida di parete da probabile localizzazione di malattia infiammaoria intestinale. Non si apprezzano retrodilatazioni del piccolo intestino a monte nè si rilevano raccolte fluide e saccate periviscerali o alterazioni di segnale del tessuto lasso adiposo contiguo all'ansa. Non versamento liquido libero peritoneale.Non altre localizzazioni di malattia infiammatoria di parete ai restnati livelli considerati del piccolo e del grosso intestino. Per quanto valutabile ad un esame non dedicato è da considerare nei limiti sul piano morfovolumetrico e di segnale il fegato (microformazione benigna iperintensa sugli echi lunghi) (cisti?) (angioma?) in S7. Non dilatazione delle vie biliari intra ed extraepatiche. Non lesioni a carico della milza, del pancreas, dei surreni e dei reni. Non espansi retroperitoneali ai diversi livelli considerati. Oggi ho parlato col gastroenterologo, il quale mi ha detto che cercherà di curarmi farmacologicamente con questo riscontro: ANAMNESI Paziente affetta da malattia di cronh ileale con fistola perianale drenaa due volte chirurgicamene. Ultimo drenaggio di ascesso perirettale e posizionamento di elastico transfinterico. Decorso regolare. Caduta spontanea dell'elastico transfinterico dopo circa un mese. Alvo regolare. Riferisce proctalgia post.defecatoria che richiede assunzione di FANS. Eseguita RMN addome che evidenza ancora piccolo tramite fistoloso e raccolta fluidaretroanale che si estende fino al sacro. Riferisce perdita di pus dal tramite fistoloso dopo la defecazione e concomitante dolore al gluteo sinistro. CONCLUSIONE Si ritiene indicata terapia con ciproxin 500 mg 1 cp due volte al di' per 15 gg. Si ritiene indicata terapia con farmaco biologico alla risoluzione del quadro ascessuale eventualmente ottenibile con minimo drenaggio chirurgico. Si ritiene inoltre indicata esecuzione di : Emocromo, VES,pcr, sideremia, ferritina, reazione di mantoux, rx torace su due proiezioni. Da rivedere tra 3 settimane in ambulatorio . Vorrei sapere cosa ne pensa.Le sono grata per il suo interessamento.

Cara Sig.ra Carmela,
il suo gastroenterologo ha trovato la via idonea. Le cure per il Crohn ormai si sono molto evolute con quadri di remissione della malattia. Riguardo la fistola è possibile l’atteggiamento conservativo con terapia antibiotica e valutare con controlli ravvicinati l’evolversi della patologia.
Cari Saluti e resto a sua disposizione

Caro Dottore , sono un ragazzo di 24 anni e soffro di colite ulcerosa dall' età di 16, dopo un anno di cure mi sono operato nel 2000 e dopo sette anni che andavo abbastanza bene ora sto di nuovo male ... nell' ultima rettoscopia mi hanno riscontrato:Introduzione dello strumento e progressione sino alla ileorettoanastomosi, indenne. Il retto a valle iperemico e friabile con scomparsa delle valvole, alcuni pseudopolipi, stenosi a cercine cicatriziale del terzo inferiore (flogistica) dilatata prima con il dito esploratore, lascia agevolmente passare lo strumento pediatrico. Conclusione, proctite cronica attiva di grado medio. Vorrei venire a conoscenza di possibili informazioni riguardante la colite ulcerosa: 1) possibili operazioni oltre a quelle già effettuate, ossia (l'esportazione del colon), 2)se con l'introduzione della "busta" è possibile risolvere definitivamente la mia situazione. spero in una sua risposta. La ringrazio Luca

Caro Sig. Luca,
chiedo perdono per la tardiva risposta legata a problemi tecnici. Dalla sua descrizione si evince che esiste una ripresa di malattia nel retto residuo. In questi casi è possibile effettuare della terapie locali per cercare di ridurre la flogosi e solo al fallimento di queste si può procedere ad un intervento chirurgico di asportazione del retto residuo, confezionando una pouch con l’ileo ed anastomizzarlo direttamente all’ano, per garantire una evacuazione per via naturale, oppure all’asportazione totale del retto e la confezione di una ileostomia definitiva. La scelta dell’intervento dovrà deciderla con il chirurgo curante che le saprà consigliare la tecnica migliore per il suo caso. Cari saluti

Egr.Dott. Nicastro, sono a porvi una domanda molto semplice che spero possa esserci rimedio. Cosa mi succede? Ho avuto in passato sempre periodi alterni di stati diarroici e stiptici e comunque anche adesso. Un dì notai sangue abbondante nelle feci e spaventato avvertii il medico. Mi sentivo molto debole, ebbi febbre, la vista mi si annebbiava. Non stavo bene. Alcuni giorni dopo un controllo al 118 e esame sangue e feci tutto rispondeva all'OK. Dopo la colonscopia il cui esito è:" indagine sino al cieco; il grosso intestino si presenta distensibile rivestito da mucosa a tratti iperemica indenne da ulcere. non lesioni neoproduttive. Da segnalare emorroidi. CDE. Sospetta colopatia infiammatoria. si effettuano biopsie per ulcere."Referto Biopsia:"frammenti di mucosa del grosso intestino con edema, focolai di infarcimento emorragico e con infiltrato flogistico linfoplasmacellulare talora in aggregazione nodulare ed eosinofilo di grado moderato del corion."Da allora cerco di mangiare più leggero, senza bibite gassate ma comunque alterno periodi di stipsi con diarrea alcune volte ancora con sangue. Due tre anni fa feci una visita radiologica assumendo bario il cui esito rivelò presenza di diverticoli. Le chiedo gentilmente cosa sta accadendomi e a quali cure posso sottopormi per tornare pimpante. Grazie 1000 per quanto vorrà segnalarmi.

Caro Sig. Maurilio,
mi sembra strano come alla colonscopia non siano stati messi in evidenza la presenza di diverticoli. Molto probabilmente la data della colonscopia deve essere di molto antica rispetto all’esame radiologico. Comunque dall’esame istologico riportato è probabile che lei sia affetto da una malattia infiammatoria cronica tipo rettocolite ulcerosa di grado lieve-moderato che si sovrappone ad una malattia diverticolare. Tutto questo dovrebbe essere confermato con una visita specialistica e quindi determinare una adeguata terapia per la sua patologia.
Cari saluti

Gentilissimo dottore,da due anni,dopo l'assunzione dei seguenti farmaci ribotrex, rogefin, mictasone, genuren (per problemi alla prostata) si sono scatenate forti scariche di diarrea e tenesmo (per molti gg) e ho sospeso l'assunzione di questi farmaci. Dopo varie visite e controlli mi hanno diagnosticato una stenosi funzionale retto sigmoidea proctite e per questo ho seguito terapia con asacol cp,clipper clister.Ho usato anche le supposte ultraproct(che mi hanno dato un leggero sollievo). Non avendo riscontrato risultati duraturi mi hanno prescritto pentacol schiuma, clipper clister, duspatal e asalex cp.Purtroppo il problema non accenna a diminuire nonostante le cure e la dieta e sono esasperato dal dolore e dal tenesmo. Esiste una terapia in grado di farmi guarire o perlomeno di migliorare?Se si mi può indicare lei la terapia?Ho sentito dire che alcune persone affette da proctite assumono degli antidolorifici, sono davvero utili? In attesa di una sua risposta cordialmente la saluto.

Caro Signor Roberto,
gli antidolorifici non dovrebbero essere assunti se non su diretta indicazione del curante (come del resto tutti i farmaci). La proctite prevede la somministrazione di mesalazina e a volte di cortisone e comunque è basata sulla gravità della proctite. Consigliare una terapia per posta elettronica non è etico per nessun medico per questo mi vorrà scusare se mi astengo da consigli terapeutici. Nel suo caso il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica completata con una visdeoproctoscopia
digitale al fine di valutare la proctite e il funzionamento del suo colon. Solo in seguito lo specialista le consiglierà una adeguata terapia.
Cari saluti

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