Domande e Risposte su: Emorroidi

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'sera doc,le spiego:ho 38anni abito a milano,soffro di emorroidi da piu' di 10 anni,I II,e da almeno 6 di IIIgrado,l'anno scorso mi sono deciso a eseguire i controlli necessari x essere operato. Il lavoro che svolgo di operaio/fattorino e' molto pesante e spesso peggiora il malessere,xke' sollevo pesi,consegno legna e bombole di gpl.La visita dal proctologo ad agosto 2008 e quella dal suo collega chirurgo a meta' dicembre;consigliatomi dal primo;ha confermato: prolasso mucoemorroidario di IIIgr. con frequenti proctorragie postdefecatorie. Anamnesi familiare positiva per CCR. Mia rettosigmoidocolonscopia,di settembre, negativa,tutto nella norma,solo il prolasso citato prima. Il chirurgo mi rispiega il suo metodo operatorio,gia' esplicato dal collega,S.T.A.R.R.con asportazione di parte del tessuto mucoemor.e legatura,decorso post-operatorio di max. 20gg causa mio lavoro. Faccio il Day-hospital,(una piccola odissea,9h, errata rx torace ,io ho subito a dic.'96 una lobectomia polmonare dx x carcinoide benigno nel bronco pr.verso dx),e al momento della visita col chirurgo del pre-ricovero mi viene spiegato,dopo le varie domande di routine ke nell'operazione mi verra' asportata parte del retto, sequela di punti e legatura,causa mio lavoro,staro' fermo 4-5 mesi per problemi post-intervento. Alche' cerco di contattare il primario x spiegazioni,trovo solo la segretaria che mi dice che ogni caso e' a se' e che mi operera' il primario .... al policlinico. io mi informo su internet su questo metodo e guardi io avrei deciso di rifiutare il ricovero. lei che ne pensa? Che metodo chirurgico dovrei usare? la ringrazio e mi scusi x la poca sintesi.

Caro Signor Carlo,
se le emorroidi sono di terzo grado il mio spassionato consiglio (in scienza, coscienza e conoscenza) è di sottoporsi ad intervento con THD e proctopessi. L’intervento non prevede alcuna asportazione di tessuti, la patologia emorroidaria è trattata con la dearterializzazione e il prolasso corretto con la sua sospensione all’interno del retto con dei punti di sutura. Il metodo chirurgico a lei consigliato è, a mio parere, inadeguato per il trattamento delle emorroidi e soprattutto è gravato da complicanze, anche gravi, che non ne giustificano l’applicazione. Spero di essere stato esaustivo. Cari saluti

Caro Dott. Nicastro, ho le emorroid interne e vorrei sapere se posso fare lo stesso il sesso anale. Cordiali Saluti Sabrina

Cara Signora Sabrina,
la patologia emorroidaria controindica traumatismi anali, come quelli che si possono verificare durante un rapporto sessuale anale. Per prima cosa bisogna stabilire il grado della patologia emorroidaria e se di basso grado (I e II asintomatico) i rapporti possono essere indicati solo se ben
lubrificati.
Cari saluti

Buongiorno, da otto anni soffro di emorroidi, sei anni fa ho subito un intervento di legatura elastica con pessimi risultati, visto che dopo un paio di mesi il problema si è ripresentato. In questi otto anni mi sono rivolto a diversi ospedali di Torino, la mia città, tutti però mi dicevano che non era nulla di grave e mi facevano infilare nell'ano tre coni di diverse misure per allargarlo ma OVVIAMENTE non è cambiato nulla. Poi un giorno tramite un mio conoscente vengo visitato privatamente da uno dei proctologi più famosi di Torino se non d'Italia e grazie a un aggieggio doloroso che NESSUN ospedale ha mai usato nei miei otto anni, mi trova un prolasso muco emorroidario con emorroidi di 3° grado, quindi mi spiega che verrà usato lo stapler se i tre govaccioli principali sono allineati, se no verrà usato il laser dopler, se no verrà usata l'esportazione chirurgica tradizionale.Vengo operato da questo medico e il giorno della mia dimissione chiedendo se aveva usato lo stapler lui mi disse che lo stapler non si usa più perchè l'ano maschile è più stretto e quindi mi ha esportato chirurgicamente l'emorroidi secondo Phillips. Il giorno stesso quando torno a casa controllo l'ano e mi trovo un bel pezzo di pelle gonfia da una parte e dall'altra un piccolo govacciolo.Contattato immediatamente il medico mi disse che erano due rigonfiamenti di pelle e che con il tempo sarebbero spariti. Sono passate 3 settimane e nulla è andato via, anzi il govacciolo è diventato una grossa emorroide prolassa e il rigofiamento di pelle è più grosso e carnoso. Poi c'è la questione gonfiore anale, fino a due settimane e mezzo dopo l'operazione mi sentivo l'ano aperto, forse un pò poco elastico e ancora con un pò di dolore quando evacuavo ma sentivo che il prolasso non c'era più, tantè che quando mi sdraiavo sul letto a pancia in giù e rilassavo l'ano, sentivo che si apriva bene tanto da sentire l'aria penetrarvi, poi chiedendo prima al medico ho avuto un rapporto eterosessuale intenso e duraturo con la mia ragazza, da li le cose sono complicate di molto, mi sento l'ano gonfio, che mi prude, mi brucia e mi pulsa, in più non riesco più a espellere aria e evacuare bene. Ora è passata una settimana dal rapporto sessuale e sono ancora così, in più durante l'ultima visita di controllo il medico mi ha detto che esporterà l'emorroide e la pelle li nel suo studio. La mia intenzione invece è quella di farmi rioperare da lui in clinica e rivisitando bene il mio ano/retto con strumentistica speciale per vedere se c'è qualcosa da rimettere in sesto, perchè ora come ora non sono assolutamente soddisfatto dell'operazione e il tutto mi sta creando una forte depressione. Per cui le mie domande sono:1) è possibile uscire da un operazione che dovrebbe essere quella più radicale con ancora tutti questi problemi?2) l'ano "perfetto" se rilassato può far sentire l'aria penetrare? O era perchè le pareti dell'ano erano più rigide e quindi stava più aperto?3) il rapporto sessuale che ho avuto può aver compromesso qualcosa?4) perchè lo stapler fino a 3 settimane prima dell'operazione andava bene e poi 3 settimane dopo non va più bene per l'ano maschile?5) ho diritto a essere rioperato in clinica per risolvere definitivamente il problema? Grazie anticipatamente! Attendo risposte.

Caro Signore,

le sue domande sono più che lecite ma dovrebbero essere rivolte al chirurgo che ha effettuato l’intervento e che avrà operato secondo scienza, coscienza e conoscenza. Potrei trovarmi in pieno accordo sulla scelta di non aver effettuato l’intervento con la stappler, tecnica che non solo non cura la patologia emorroidaria ma è gravata da complicazioni anche gravi. Il rapporto sessuale potrebbe aver causato un iperafflusso di sangue a livello dell’ano e causato qualche problema a livello della zona operata. Comunque credo che il chirurgo possa risolvere il suo problema.

Gentile Dott. Nicastro sono stato operato di un prolasso di 3° grado che mi procurava forti emorargie. La tecnica che è stata usa è la tanto famigerata Longo che a lei lascia molte perplessità. Dopo quasi 4 mesi posso dire di stare bene non ho più avuto sangue e dopo un controllo non è rimasta dentro neanche una clips....è possibile che io sia così fortunato?? Ho letto sul web cose terrificanti di questo metodo cose che in realtà a me non sono capitate, cosa devo aspettarmi in futuro? Posso ritenermi fuori pericolo? L'ultima domanda....posso tornare a fare sport e calcio in particolr modo?? La ringrazio e la saluto cordialmente!!

Caro Signore,

sono contento che lei non ha complicanze come quelle riferite dai tanti pazienti che hanno subito la sua stessa operazione. Purtroppo bisogna dire che quattro mesi sono un periodo ancora breve per poter valutare correttamente la riuscita dell’intervento anche perché nei primi 5 anni i pazienti operati lamentano la ricomparsa della patologia emorroidale. In teoria lei potrebbe riprendere ogni normale attività anche quella sportiva e le consiglio di sottoporsi a controlli annuali per verificare lo stato della patologia.

Salve!!mia mamma soffre di emorroidi da diversi anni per paura non si e mai voluta rivolgere af uno specialista. La sua condizione e peggiorata e vorrei poterla aiutare. Sapreste indicarmi uno specialista in provincia di Latina? ?? Noi stiamo a TerracinaGrazie in anticipo

cara Signora,

come potrà leggere sul mio sito io visito a Latina e se lo ritenesse opportuno potrà telefonare alla segretaria per prendere un appuntamento per sua madre.

Egr.Dottore,sono stato sottoposto ad intervento Milligan Morgan di emorroidi il 2 dicembre 2013. Ad oggi persiste indolensimento e difficolta' ad evacuare, con forti contrazioni di stimolo, che avviene solo con l'aiuto di clisma di glicerolo.E' normale?Quanto tempo durano questi sintomi?Grazie

Caro Signore, purtroppo non mi sembra un decorso regolare dopo 30 giorni dall’intervento. Consulti il chirurgo che visitandola potrà comprendere la causa dei suoi sintomi e indicare una adeguata terapia.

Cura delle Emorroidi

Il 2 Dicembre 2013 sono stato sottoposto a intervento chirurgico di mucoprolassectomia sec. Longo - Emorroidi interne di 3^ grado. Dopo un mese e mezzo circa ho avuto dei problemi abbastanza gravi per cui sono ritornato in sala operatoria perchè, come si evince da cartella clinica, " Dopo valutazione anale si esegue mucoprollassectomia sec. Longo, al termine si appongono 3 punti in vicryl sulla rima anastomotica per piccoli sanguinamenti spongostan" punti che si sono staccati subito per cui si è formata una cicatrice molto grossa con conseguente sanguinamento e perdite tipo pus nonchè un restringimento della parte finale dell'ano. Dopo il secondo intervento (ripulitura della cicatrice) il chirurgo mi controlla settimanalmente mentre a casa faccio terapie del tipo dilatatori, psillogel,lexil, mioxyrag, proctocid, luan ecc.. A distanza di un mese ci sono dei miglioramenti ma molto lentamente continuo ad avere delle perdite, bruciori continui a volte insopportabili che devo ricorrere al tora-dol e bagno sempre a disposizione, non riesco a trattenermi non comando più la muscolatura. Insomma questa benedetta cicatrice non si cicatrizza più anche se il chirurgo continua a ripetermi che ci vuole tempo ma quanto tempo? Sono passati quasi tre mesi e tribolo ancora. Mi dica guarirò? Grazie aspetto risposta .

Caro Signor Antonio,

non saprei dirle quanto ancora durerà la sua sofferenza, ma purtroppo le complicanze (frequenti) della tecnica di Longo, impongono un lungo periodo di sintomi e cure ricorretnti, non escludendo nuovi interventi chirurgici. Il mio consiglio è di valutare anche la funzionalità degli sfinteri anali, il cui deficit è la causa dell’urgenza defecatoria e della eventuale incontinenza, al fine di ricorrere immediatamente alle cure riabilitative, necessarie per ripristinare il normale controllo. A mio parere una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale e con una eventuale manometria anorettale (non in ultimo una ecografia endoanale, secondo il parere dello specialista), potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

salve, vorrei chiederle, essendomi operata 2 sett.fa di emorroidi adesso ho una marisca d fuori molto dolorosa, cosa posso fare?è NORMALE?

Cara Signora Sara

Potrebbe essere un edema post operatorio del margine anale, ma quale tecnica chirurgica è stata utilizzata per la cura della patologia emorroidaria? Riguardo la terapia mi dispiace non poterla aiutare in quanto non è, a mio parere, etico prescrivere terapie per via virtuale e su pazienti virtuali e, soprattutto, senza avere alcuna notizia clinica diretta della persona sofferente. Le consiglio di rivolgersi al chirurgo curante per una corretta diagnosi e terapia.

Gent.mo Dott. Nicastro, dopo rettoscopia mi è stato diagnosticato un prolasso emorroidario di 3° grado. La proctologa che ha eseguito la rettoscopia ha definito il mio caso "border line", non ancora a suo avviso necessario intervento chirurgico (ha consigliato la legatura) e mi ha indicato una terapia con asacol 500 mg supposte. Dopo la prima supposta messa al mattino, la sera, al momento di evacuare ho avuto un episodio di sanguinamento abbastanza consistente. Ritiene che l'Asacol possa essere causa (ho letto tra gli effetti indesiderati casi di diarrea emorragica). Nel frattempo sto prendendo Emortrofine. Nel ringraziarla, porgo cordiali saluti

Caro Signor Andrea,

la mesalazina può avere gli effetti collaterali come quelli che lei descrive. Non sono frequenti ma nemmeno rari. Mi permetto solo di dare un ulteriore suggerimento: se la sua patologia è inquadrata correttamente tra un secondo e terzo grado valuti, naturalmente insieme al proctologo di fiducia, la possibilità della dearterializzazione, a mio parere più efficace della semplice legatura elastica. Comunque in questo momento, prima di effettuare ogni trattamento sulle emorroidi, dovrebbe essere valutata la condizione della mucosa rettale.

gentile dott.nicastro,sono di taranto e vorrei conoscere i centri dove si effettua la videoproctoscopia digitale ,se è in convenzione ssn e se può essere utile per individuare la causa del dolore che provo all'evacuazione a distanza di oltre due mesi dall'operazione di prolasso rettale,emorroidi,marische col metodo longo.la ringrazio vivamente

Cara Signora Clara,

il dolore spesso complica la vita dei pazienti sottoposti ad intervento sedondo la tecnica di Longo. La videoproctoscopia digitale è utile per comprendere l’eventualità complicazioni legate a questo intervento e quindi a porre una corretta diagnosi e approntare una adeguata terapia. Purtroppo non ho conoscenza diretta se a Taranto, in qualche centro convenzionato con il SSN o privato, si esegue la videoproctoscopia digitale, e quindi non posso esserle di aiuto.

Cura delle emorroidi

Egr. dr Nicastro. Quasi 2 mesi fa sono stato operato di emorroidi di 3/4 grado, con tecnica THD. I risultati sono stati sicuramente buoni, con scomparsa del prolasso delle emorroidi interne. Residua peró una emorroide esterna nella parte sinistra che si gonfia un po' prima della defecazione (fino alla grandezza di un piccolo fagiolo), e si sgonfia dopo. La cosa sarebbe anche sopportabile, se non fosse che da una decina di giorni si è aggiunto un continuo e fastidioso formicolio anale (senza prurito). A volte si aggiunge qualche fitta con dolore pungente e bruciore dopo essere andato di corpo. Dal suo punto di vista, la situazione potrebbe ancora evolversi, con il passare del tempo dal THD? Cosa posso fare nel frattempo per evitare questo formicolio ed attenuare il gonfiore/bruciore di questa emorroide esterna? La ringrazio molto per il suo consiglio professionale.

Caro Signor Alessandro,

la dearterializzazione dei plessi emorroidali, con associata o meno la proctopessi, è sicuramente efficace nella cura delle emorroidi, come dimostra anche la sua esperienza. Come le sarà stato spiegato prima dell’intervento, la tecnica (thd o altra metodica similare), non prevede l’asportazione chirurgica dei plessi, che sono risparmiati e quindi persistono nel canale anorettale. Se persistono le condizioni che hanno favorito l’insorgenza della patologia emorroidale, è possibile la ricomparsa di sintomi emorroidali. Mantenere una defecazione più morbida possibile, non stazionare troppo sul water, una adeguata alimentazione e uno stile di vita appropriato sono le condizioni che il paziente deve rispettare. Inoltre, come nel suo caso, potrebbe essere utile l’assunzione di flavonoidi, per via orale e locale, che hanno la funzione di migliorare il circolo arterovenoso e di proteggere il plesso emorroidale, oltre naturalmente ad una accurata igiene locale con prodotti appropriati.

Buongiorno dottore, dopo 30 anni ho avuto la seconda crisi trombo emorroidaria. Sono 10 giorni che sto prendendo arvenum 500 6 pasticche ora 4, lixidol per 5 giorni 2 pastiglie al giorno da 10 mg e proctolyn pomata. Ancora ho parecchio fastidio, bruciore e fitte interne. Non ho mai visto sangue, solo ieri sera nella carta igienica e nelle mutande ho trovato piccolissime sfregature di sangue. Stamattina non ho trovato niente. Devo continuare con la cura? Posso ottenere una guarigione insistendo? Se si per quanto tempo ancora devo continuare?. Poi andrò sicuramente a fare una visita proctologica. Grazie.

Cara Signora Elisabetta,

è necessario continuare la cura per almeno 20 giorni ed assumere il lixidol solo in caso di forte dolore. Spero che la terapia sia stata prescritta da un medico che ha avuto modo di fare una diagnosi e non sia frutto di una automedicazione (inutile e molte volte dannosa). Le crisi emorroidali necessitano di tempo e di una terapia adeguata per la loro risoluzione e solo alla completa risoluzione è necessaria la visita proctologica di controllo, per definire la diagnosi corretta e soprattutto il grado della patologia.

Salve dottore , sono circa 2 mesi che accuso un bruciore e un senso di pesantezza nella zona anale ,avverto anche una pallina intorno alla zona anale esterna. Consultando il medico di famiglia ho incominciato ad assumere Daflon e poi Venuroton ed applicare vari tipi di creme. Non passando i sintomi mi sono deciso a recarmi da un chirurgo proctologo che visitandomi mi assicurato che non ho emorroidi di nessun tipo e nessun grado , solo un infiammazione ,mi ha cosi' prescritto Fleboside per un mese 2 comp. al giorno e Pentacol gel per 10 gg. Ora dottore mi chiedo questi farmaci non vengono somministrati per flebiti e le flebiti in questa zona non sono associate ad emorroidi ? Non vorrei mettere in dubbio la professionalita' dello specialista che mi ha visitato, che molto pacatamente e scherzosamente ha detto da quello che lui ha constatato dalla visita le mie emorroidi sono di grado 0. Secondo il suo parere la cura e' corretta ed in quanto tempo dovrebbe fare effetto? e questo tipo di "flebite" puo' portare ad emorroidi conclamate ? La ringrazio della suo interessamento e la saluto

Caro Signor Marco,

non è mio uso criticare le cure di altri medici che hanno avuto modo di visitare la persona ammalata e di fare una diagnosi corretta. Non sempre i farmaci sono prescritti per le finalità descritte nel foglio illustrativo e nel suo caso se lo specialista ha fatto diagnosi di infiammazione del canale anorettale ha fatto bene a prescrivere la mesalazina gel e un venoprotettore al fine di curare la flogosi e proteggere il plesso emorroidale.

Egr. dottore, quattro giorni fa sono stata operata x prolasso emorroidale con metodo Longo ( vi era anche presenza di ragade che causava lancinanti dolori). A dire del chirurgo l'intervento e' andato bene tant'è che sono stata dimessa dopo una notte di degenza in ospedale. Tornata a casa continuo a seguire la terapia indicatami: antidolorifici, assunzione di macro gol la sera x facilitare la defecazione, applicazione di pentacol la sera, e somministrazione di supposte topster x allievare il bruciore interno. Ora il mio problema è' sostanzialmente il bruciore continuo e doloroso nella parte esterna.. Mi è' stata consigliata l'applicazione di luan ma brucia ancora di più. Cosa mi suggerisce di fare? Grazie

Cara Signora Valentina,

di continuare le terapie prescritte dal chirurgo. Quattro giorni sono veramente pochi per poter valutare il risultato di un intervento. La sua sofferenza potrebbe essere dovuta alla permanenza della ragade anale e anche l’evoluzione di questa patologia dovrebbe essere fatta almeno a un mese dopo l’intervento.

Gentile dott. vorrei capire una cosa il 24 gennaio ho fatto un intervento chirurgico di emmorroidectomia sec. milligan morgan di due gavoccioli e sfinterotomia laterale interna a ds. A distanza di gg ho ancora molti dolori specie a due peduncoli che sono fuoriusciti. Uno è bello gonfio l'altro meno. Sembrano emorroidi ma il ma chirurgo dice di no. Ma secondo lei mi si appiattiscono dopo? Non ce la faccio più dal male.

Cara Signora Marianna,

probabilmente il chirurgo ha ragione e quello che lei avverte sono solo le ferite conseguenti alla asportazione del tessuto del canale anale che sono edematose, infiammate, evocando dolore. La tecnica della emorroidectomia aperta, descritta per abitudine come tecnica di Milligan Morgan, ormai è profondamente stata modificata dai chirurghi proctologi e non sia mai che ancora sia applicata come descritta all’inizio del secolo scorso. Solo in casi particolari prevede dolore dopo l’intervento che comunque è ben controllato con la terapia media e regredisce in tre, quattro giorni.

 

cura delle emorroidi

Egr. dott. Nicastro, Ho 39 anni ed ho subito due interventi nel 2002 e nel 2005, con tecnica Milligan Morgan, e da ormai quasi un anno, per la terza volta, si è ripresentato un prolasso muco-emorroidario (così la diagnosi dalla rettoscopia) con emorroidi dolorose di quarto grado, che rende necessario un nuovo intervento.Ho recentemente sentito due specialisti, il primo all'ospedale Sacco di Milano, dove fui operato l'ultima volta, il quale mi ha riproposto lo stesso identico intervento, che peraltro si è rivelato in entrambe le occasioni particolarmente doloroso e con decorso protrattosi per oltre un mese, affermando che dovrei rassegnarmi al fatto che anche questo potrebbe essere non risolutivo, e non può esserci la garanzia che non si presenti successivamente una nuova recidiva. Alla mia domanda su possibili tecniche alternative, in particolare la tecnica di Longo, ha risposto che secondo lui non è indicata nel mio caso, in quanto il prolasso è "asimmetrico", oltre a possibili problemi che non mi sono ben chiari, dovuti ai due interventi precedenti.La visita di controllo precedente l'ho invece sostenuta al San Carlo, dove lo specialista mi aveva indicato come più adeguato un intervento per ridurre il prolasso, con proctopessi perineale. Non ho capito se questo consiste nella tecnica di Longo. Ora dovrei decidermi per l'intervento, ma con due pareri discordanti non saprei a chi affidarmi. Io sarei propenso per la tecnica di Longo, sperando che sia definitivamente risolutiva, ma è plausibile che nel mio caso sia da evitare? Se accettassi di sottopormi all'intervento di proctopessi, posso stare tranquillo facendolo al San Carlo di Milano, o ci sono in zona centri specializzati più indicati? La ringrazio fin da ora per ogni suo consiglio e le porgo cordiali saluti.

Caro Signor Federico,

quello che mi sembra “strano” nella sua storia clinica è che ben due interventi, definiti come sec. Milligan Morgan, non abbiano avuto un effetto risolutivo sulla patologia emorroidale causa della sua sofferenza. Mi sorprende come l’ultima diagnosi sia di prolasso emorroidale di IV grado. Potrebbero essere fatte tante considerazioni in merito, a parte quella ovvia di una tecnica chirurgica attuata non correttamente, ma posso pensare che dopo l’intervento non le siano state prescritte le dovute precauzioni per rimuovere le cause che negli anni hanno portato all’insorgenza della patologia. Potrei riferirmi ad esempio semplicemente alla eventuale difficoltà ad espellere le feci. Probabilmente la diagnosi di patologia di IV grado è sovrastimata ma, indubbiamente, se i sintomi sono importanti è comunque necessario un intervento per rimuovere definitivamente la patologia. A mio parere, nel suo caso, l’unico intervento proponibile è l’emorroidectomia e la prolassectomia  (asportazione delle emorroidi e del prolasso con una delle varie tecniche disponibili) e sarebbero da evitare ogni intervento conservativo. Una considerazione a parte merita la cosiddetta tecnica di proctopessi con stapler, che a mio parere non è curativa e può essere gravata da complicanze anche gravi. Si affidi ad un chirurgo proctologo esperto, che le infonda fiducia, che saprà risolvere una volta per tutta la sua patologia.

Cura delle emorroidi

Buongiorno Dottor Nicastro, ho alle spalle due operazioni per emorroidi e una per ragadi, le emorroidi sono stata operate con metodo tradizionale mentre le ragadi con un palloncino, purtroppo le due operazioni alle emorroidi mi hanno provocato un restringimento del retto e tutt'ora combatto quando devo defecare, anche quando le feci sono di consistenza normale, ora dato che io vorrei risolvere questo problema ma ho paura di subire un'altra operazione perchè ho letto che c'è la possibilità che si può perdere il controllo dei muscoli perianali con la conseguenza di incontinenza, vorrei sapere da lei cosa fare, e se le notizie in mio possesso hanno un fondo di verità, La ringrazio anticipatamente per la sua risposta, voglia gradire i miei saluti Angelo

Caro Signor Angelo,

se è stata posta una diagnosi di stenosi anale questa andrebbe ben valutata, al fine di indicare una adeguata terapia. La stenosi potrebbe essere curata sia con dilatazioni graduali che con interventi chirurgici correttivi, di ampliamento del canale anale. Questi interventi, se ben condotti, non provocano alcuna lesione agli sfinteri anali e quindi alcuna incontinenza. Comunque prima di prendere in considerazione un intervento sarebbe utile una visita colonproctologica completata con le indagini diagnostiche possibili in relazione della presenza della stenosi (videoproctoscopia digitale, manometria e ecografia endoanale).

SALVE DOTTORE VOLEVO CHIEDERLE UN CONSIGLIO IN MERITO AL MIO PROBLEMA. DA MESI SENTO UNA PESANTEZZA ANALE CHE DIVENTA PIU' INSISTENTE AL MATTINO DOPO AVER DEFECATO. MI ACCOMPAGNA PER TUTTA LA GIORNATA ALLEVIANDOSI SOLAMENTE QUANDO RIMANGO SEDUTO. HO NOTATO CHE SONO PRESENTI DELLE EMORROIDI ESTERNE SOLAMENTE DALLA PARTE DESTRA. DA QUANDO HO QUESTI PROBLEMI HO LA SENSAZIONE DI DOVER URINARE PIU SPESSO RISPETTO A TEMPO. DURANTE LA NOTTE E RIMANENDO DISTESO IL PROBLEMA SCOMPARE. COSA MI CONSIGLIA? ATTENDENDO UNA SUA RISPOSTA LE PORGO DISTINTI SALUTI.

Caro Signor Stefano,

questi suoi sintomi possono dipendere da varie patologie anali e perineali. La prima osservazione è che possano dipendere dalla patologia già conosciuta, la malattia emorroidaria, ma altre cause funzionali andrebbero prese in considerazioni in base anche alla sua storia clinica. Le consiglio di consultare un colonproctologo che mediante una accurata visita, magari completata con una videoproctoscopia digitale, per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Cura delle Emorroidi

Egregio dr Nicastro. Mi ricollego ad una mia precedente domanda: quasi 3 mesi fa, sono stato operato con thd e mucopessia per voluminose emorroidi di 3/4 grado. L'intervento ha risolto il prolasso delle emorroidi interne, ma a circa un mese dall'intervento, sono comparse emorroide esterne che insistono su una metà della circonferenza anale. Inizialmente queste emorroidi si gonfiavano prima delle evacuazioni per poi sgonfiarsi subito dopo. Una decina di giorni fa una modesta protuberanza emorroidaria è rimasta gonfia senza rientrare. Da ieri la situazione è peggiorata molto, con l'espansione e l'indurimento di questa emorroide, fino alle dimensioni di un fagiolo teso e dolente, sembrerebbe un trombo, ma il colore è roseo, non violaceo. È molto dolente tale da richiedere antidolorifici. Volevo chiederle: come posso affrontare questo episodio acuto? Quanto durerà? È possibile che lo strozzamento dei vasi col thd, abbia poi portato ad una riorganizzazione delle arterie a sfavore delle emorroidi esterne? È possibile risolvere definitivamente tale situazione ? La ringrazio in anticipo per il suo consulto professionale.

Caro Signor Alessandro,

l’indicazione all’intervento di dearterializzazione, a mio parere, può essere fatta nella patologia emorroidaria di II e III grado, mentre nel IV grado la terapia chirurgica adeguata è l’emorroidectomia. Lo specialista che ha eseguito l’intervento le avrà senz’altro spiegato che il rischio si soffrire nuovamente di emorroidi dopo l’intervento di derterializzazione è elevato se la patologia ha un grado avanzato. Inoltre da quanto descrive l’intervento eseguito è stato inefficace nella cura della sua patologia in quanto già dopo un mese la patologia si è ripresentata e da circa dieci giorni probabilmente è peggiorata. Questo evento potrebbe essere dovuto a vari fattori quali un difetto nella indicazione dell’intervento, una non corretta esecuzione dello stesso, la persistenza delle cause che hanno provocato la malattia emorroidaria. Una visita colonproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguato percorso di terapia.

EGRGIO DOTTORE IL 7 MARZO SONO STATA OPERATA DI EMORROIDECTOMIA E RAGADI. OLTRE AL FORTE DOLORE CHE HO ANCHE A TUTT'OGGI, HO NOTATO CHE DOPO 2 GIORNI DALL'INTERVENTO HO AVUTO UNA FUORIUSCITA DI UNA PICCOLA EMORROIDE COL PASSAR DEI GIORNI SI E' INGRANDITA E NEL FRATTEMPO ME NE E' USCITA UN'ALTRA ENTRAMDI DOLOROSISSIME. E POSSIBILE APPENA DOPO 2 GIORNI DALL'INTERVENTO SONO MESSA PEGGIO DI PRIMA? QUESTE DUE EMORROIDI PURTROPPO NON RIENTRANO MA RESTANO SEMPRE ALL'ESTERNO. IL PROCTOLOGO DICE CHE NON MI DEVO PREOCCUPARE, MA PURTROPPO HO DEI GRANDI DUBBI IN MERITO, CORTESEMENTE ATTENDO UN VOSTRO PARERE AL PIU' PRESTO. CORDIALI SALUTI

Cara Signora Sonia,

dopo un intervento di emorroidectomia è possibile che la cute intorno alle ferite nell’ano possano “gonfiarsi” ovvero subiscono un edema conseguente al trauma chirurgico. Probabilmente è quello che è successo nel suo caso e questo spiega le rassicurazioni del proctologo che ha eseguito l’intervento. Il dolore solitamente non dovrebbe complicare un decorso dell’emorroidectomia ed è possibile dominarlo con la somministrazione di comuni antidolorifici. Comunque sono trascorsi solo pochi giorni dall’intervento e i sintomi tenderanno a scomparire con il passare del tempo e mantenendo una evacuazione regolare di feci morbide.

Salve dottore , mi sono recato da 3 chirurghi differenti per un problema che avvertivo in zona anale (sono ormai 4 mesi) : Il primo ha riscontrato solo un infiammazione , il secondo una ragade , il terzo che mi ha dato piu' fiducia, questa la diagnosi: modesta iperemia del canale anale, modesto ipertono sfinteriale ,la ragade cicatrizzata e guarita ed emorroidi interne di primo grado senza prolasso . Ho fatto varie cure con differenti pomate proctoial, antrolin, proktix e sto prendendo probiotici e fermenti per l'intestino (soffro un po' di colon irritabile). Dopo 3 settimane dall'ultima visita mi sono recato per una visita di controllo. Il chirurgo mi ha trovato migliorato, secondo lui c'e' solo un piccolo gavocciolo interno (mi ha assicurato senza prolasso ) mi ha detto di proseguire con la cura e che mio caso non e' lontanamente presa in considerazione nessuna terapia chirurgica. Ora mi chiedo possibile che dopo tutto questo tempo ancora non intravedo miglioramenti e che questa venuzza all'interno dell'orifizio si sgonfia solo durante la notte per poi restare dura per tutto il giorno? NOn ho dolori o sanguinamento ma solo fastidio e come un corpo estraneo . Non e' invalidante ma sicuramente fastidiosa, e poi mi chiedo piccolo gavocciolo interno non trombizzato senza prolasso che non passa, come e' possibile? . Premetto che sono un tipo molto ansioso e sto vivendo un momento di stress forte. Puo' incidere questo in un quadro che 3 chirurghi hanno riscontrato di leggera entita' ? La ringrazio per una sua eventuale risposta o consiglio ad un problema sicuramente non grave ma psicologicamente stressante . Cordiali saluti

Caro Signor Marco,

sicuramente la sua ansia e preoccupazione non aiutano il colon irritabile e nemmeno una eventuale patologi anale o di altro organo.  Tre differenti specialisti fanno una diagnosi non preoccupante per gravità e importanza ma ugello che mi meraviglia è il suo sintomo: la sensazione di corpo estraneo nell’anno. Una patologia emorroidale di primo grado non può assolutamente determinare tale sintomo in quanto, per definizione, la dilatazione del plesso emorroidale resta relegata nella giunzione anorettale e quindi non raggiunge il canale anale e non ha una componente di prolasso mucoso del retto. Se fosse il plesso a raggiungere il canale anale la patologia emorroidale andrebbe valutata di secondo/terzo grado e giustificherebbe il sintomo. La valutazione del grado della patologia emorroidale è fatta in base ai sintomi, alla esplorazione del canale ano rettale e, sopratutto, con un esame endoscopico di base come una anorettoscopia, meglio una videoproctoscopia digitale esame quest’ultimo senza dubbio con maggiore sensibilità diagnostica rispetto a quello tradizionale. Credo che gli specialisti abbiano effettuato uno degli esami necessari per la corretta diagnosi e che quindi il suo sintomo dipende da una “somatizzazione” ansiosa e non giustificato dalla patologia anale.

Buonasera Dottore, il 4 febbraio sono stata sottoposta per un prolasso rettale ad intervento chirurgico conclusosi con l'esportazione dell'emorroidi e 8cm del retto perchè collassato all'esterno. La mia domanda è : ad oggi la defecazione non si è normalizzata,ma al contrario si alterna a giorni di assoluta e totale stitichezza curata con integratori,olio di vasellina e dopo a scariche continue che durano quasi tutto il giorno. E' normale? quando durerà? Cordiali saluti.

Cara Signora Lina,

la stitichezza e i disturbi della defecazione possono dipendere da molti fattori. Le cause più frequenti sono legate a fattori alimentari e alla motilità intestinale, ma esistono cause legate alla funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico. La stitichezza, soprattutto quella che dura da molti anni, causa a sua volta diverse patologie come le emorroidi , il prolasso del retto (sia totale che mucoso), la discesa della muscolatura del pavimento pelvico. Come può ben comprendere rispondere alle sue lecite domande è difficile e complesso per tanti motivi. Rispondere con domande alle domande certamente non è esaustivo ma nel suo caso sono fondamentali soprattutto in riferimento al tipo di intervento subito (lei parla di intervento di emorroidi e di asportazione di 8 cm di retto ma non specifica la tecnica utilizzata dal chirurgo per curare queste patologie), se prima dell’intervento soffriva di stitichezza ed eventualmente da quanto tempo, se lei ha avuto parti (quanti e di che tipo), se soffre anche di perdite involontarie di urina o anche di disturbi sessuali, se soffre di meteorismo, gonfiori e dolori addominali e se ha mai fatto uso di purghe e lassativi, a quali accertamenti è stata sottoposta per lo studio della sua patologia (colonscopia, studio dei tempi di transito intestinale, defecografia, manometria ecc.). Inoltre per un medico è fondamentale conoscere l’età, lo stato di salute generale e le abitudini di vita della persona sofferente e solo se tutte le variabili sono svelate è possibile arrivare ad una probabile diagnosi e quindi ad una adeguata terapia. Mi dispiace non poterla aiutare e credo che tutte queste variabili siano state valutate dal chirurgo che ha deciso di sottoporla ad un intervento chirurgico e che quindi potrà correttamente rispondere alle sue domande durante i controlli che dovrà eseguire. Resto a sua disposizione. Cari saluti.

sono stato operato di emorroide con intervento laser. L'ano non e più delle dinensioni normali ma è talmente stretto che non vi entra nemmeno il dito piccolo. Ho problemi di andare al bagno in quanto non passa niente e per defecare devo fare sempre dei clisteri. Per favore si può riportare l'ano alle dinensioni normali? La prego mi faccia sapere sono disperato.

Caro Signore,

la stenosi anale è una delle complicanze dell’emorroidectomia soprattutto quando si asporta troppo tessuto nel canale anale o per una tecnica errata. La stenosi anale cicatriziale, se non è molto serrata, potrebbe risolversi con delle graduali dilatazioni anali eseguite con tecniche e strumenti appropriati altrimenti si ricorre ad un intervento chirurgico di plastica anale che prevede l’ampliamento del canale anale. Queste scelte terapeutiche possono essere valutate dopo una accurata visita proctologica che oltre a valutare il grado della stenosi, sveli l’elasticità dei tessuti e la compromissione degli sfinteri anali.

 

Cura delle Emorroidi

Buongiorno Dr.Nicastro, sono Miriam di Modena di 52 anni, soffo da 25 anni di emorroidi e di una ragade ora cicatrizzata. Il problema che è rimasto sono invece le emorroidi con diagnosi di :Emorridi moderatamente congeste e prolassate. Io prendo costantemente flavonoidi e pomate ma la situazione periodicamnete si aggrava con forte dolore (no sanguinamento) Mi è stato proposto un intervento di riposizionamento del solo prolasso, non mi hanno detto se con metodo Longo ( di cui non sarei d'accordo). Le chiedo dunque se esiste una proctopessi sia con metodo Longo sia con altro metodo. Grazie

Cara Signora Miriam,

esistono varie tecniche di proctopessi. Quando si parla di semplice proctopessi il sospetto è che si tratti della cosiddetta tecnica di Longo. Infatti le altre tecniche, moderne, prevedono anche la dearterializzazione dei plessi emorroidali che può essere eseguita con l’ausilio del doppler (THD, HAL Doppler) o meno. Nel suo caso credo che la dearterializzazione con proctopessi, confermata la diagnosi di patologia emorroidale di II grado con prolasso, sia la tecnica di scelta. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per una adeguata scelta terapeutica.

Cura delle Emorroidi

Caro Dottore al 2/12/2013 ho subito un intervento di MUCOPROLASSECTOMIA SEC. LONGO ma ahime' qualcosa è andato storto perchè al 16/1/2014 sono ritornato di nuovo in sala operatoria perchè sempre dolorante perdite di sangue, pus,muco, ecc... . Ma non finisce quì il 28/04/2014 di nuovo sottoposto ad intervento per REVISIONE IN ESITI DI MUCOPROLASSECTOMIA SEC. LONGO (maledetto) con diagnosi di GRANULOMA. Descrivo l'intervento: ESPLORAZIONE DIGITALE IN ANESTESIA. si apprezza sub stenosi dell'anastomosi del precedente intervento che è facilmente valicata da un dito e leggermente stenotica con due. Si eseguono due incisioni di scarico a ore 12 e a ore 6 risolvendo in modo completo la stenosi. Si asportano alcune clips metalliche e si coagulano granulomi sulla rima. Spongostan. In pratica in cinque mesi ho subito ben tre interventi per complicazioni post-operatorie che secondo il mio Proctologo ci può stare, rientro nella media del 4/5 %. In precedenza Le avevo descritto i miei primi interventi e mi aveva risposto che, purtroppo, il metodo Longo riporta spesso in sala operatoria.Così è stato per me. Ma perchè succede tutto ciò? Il metodo non funziona? Ho letto di tanti casi come il mio allora mi chiedo " Ma perchè continuare con LONGO se vengono fuori tutte ste problematiche " Sono veramente sconcertato che nel 2014 un intervento alle emorroidi possa rovinare una persona, si perchè io mi ritengo rovinato, mi hanno tolto 5 mesi di vita. Penso pure che hanno sbagliato qualcosa perchè ogni settimana vado al controllo, telefona quando vuoi, chiamami sul cellulare non ti preoccupare per noi sei un sorvegliato speciale e continuerai a venire ai controlli finchè non sarai del tutto guarito.A me sta cosa mi da ..... da pensare. Dottore mi dica sarà la volta buona? Guarirò? Finirà questo calvario? Mi creda sono tanto stanco,dolorante e stufo. Grazie per la cortese sopportazione.

Caro Signor Antonio,

la sua denuncia è giusta e adeguata. Il mio giudizio sulla mucoprolassectomia con suturatrice meccanica è ben noto e non voglio ripetermi. Qualcuno potrà dire che la sua vicenda è dovuta alla inesperienza o alla poca pratica del medico con la metodica, altri potranno affermare che le complicanze sono rare (4-5 % per me è una percentuale alta in relazione alla patologia da trattare), altri ancora potranno affermare altre ragioni. A mio parere invece bisogna prendere coscienza che questa tecnica non cura le emorroidi ed è gravata da molte complicanze, mai descritte con altre tecniche, che non ne giustifica l’indicazione. Inoltre queste complicanze pregiudicano la qualità di vita delle persone, spesso giovani, ed io spero tanto che il suo calvario possa finire e presto. Glielo auguro di cuore!

Da circa un anno ho delle perdite anali, una specie di muco appiccicoso e incolore che inumidisce tutte le zone intime e a volte, quando sto' seduto, mi bagna addirittura i pantaloni. Mi impedisce di fare lunghe camminate perche'mi provoca infiammazioni. Non ho ne' prurito ne' perdite di sangue. Esiste una cura per questo disturbo? Mi sono state diagnosticate le emorroidi. Le perdite sono una conseguenza di cio'? Grazie

Caro Signor Luigi

se le emorroidi sono di III o IV grado con associato un prolasso mucoso, le perdite di muco sono legate a questa patologia.

Egregio dott. Nicastro, da quasi 20 anni "soffro" di emorroidi. In realtà, erano sempre bastati un paio di giorni di Daflon per mandarle via mesi e mesi. Quest'anno, per la prima volta, in due mesi me le sono viste arrivare due volte, la seconda in maggio. Per la prima volta sono scoppiate, e per 7 giorni ho avuto una piccola ulcera che liberava piccole quantità di sangue. L'ho richiusa con una crema al colostro. Qui a Parma sono stata classificata al terzo stadio, con tanto di prolasso, e mi si è parlato di Longo. Io questo prolasso non sapevo nemmeno di averlo... Io la Longo non la faccio e fine. Ci sono troppe incognite sul dopo intervento e la sento troppo come roba da macelleria. Ho lo sfintere poco elastico e con manovre di evacuazione c'è caso che per due o tre mattine mi trovi sporco sulla biancheria. Che fine farei con la continenza? Vorrei poter agire unicamente sulle emorroidi, ma leggo che il laser lo fanno fino al secondo stadio... quindi per me si va al bisturi in teoria. Ma per la miseria... io con lo specchietto ho guardato. A parte una minuscola marisca, è tutto in ordine adesso. Non c'è carne protrusa. E' un orifizio chiuso ed in ordine. Il prolasso lo conosco sulla carta e come sentore rettale molto lontano a cui non faccio neanche caso. Leggo quello che passano gli altri quando queste cose si manifestano per davvero e da simili sofferenze quotidiane sono ancora lontana. Ho solo la fobia di vedermi tornare la bollicina a sinistra a momenti, con due volte che già mi è venuta a breve distanza. Non è proprio possibile, a suo avviso, pensare ad un laser e lasciar perdere questo prolasso? Anche al "terzo stadio" come sono? Cordialità.

Cara Signora Federica,

probabilmente la diagnosi di prolasso è stata fatta proprio per giustificare un intervento come quello di Longo. Non è comunque questa la sede per discutere questi atteggiamenti. Se la diagnosi di patologia emorroidale di III grado, con associato o meno un prolasso mucoso del retto, potrebbe essere indicata una dearterializzazione doppler guidata (thd, Hal doppler), con associata o meno una proctopessi senza asportare alcun tessuto, in tutta sicurezza sulla integrità degli sfinteri. Discutibile, a mio parere, l’uso del laser che non è un fascio di luce miracolosa, ma che in chirurgia sostituisce quello che è il bisturi tradizionale.

Buonasera dottore mi sono state diagnosticate emorroidi interne di I grado che a volte protendono all'infuori, sono stato visitato da 4 chirurghi diversi che non hanno ritenuto indispenabile fare accertamenti diagnostici ulteriori perché la mia patologia sembrerebbe di poco conto. Ormai sono 5 mesi che il fastidio ( a volte bruciore , senso di corpo estraneo )non accenna a diminuire soprattutto in posizione seduta . Ho provato su consiglio medico tutti i tipi di pomate possibili ma senza reali benefici, ultimamente avverto un po' di intorpidimento in zona perianale soprattutto dopo rapporti sessuali. Potrebbe trattarsi a questo punto di problemi al nervo pudendo? So che questi pochi indizi e la visita non diretta non la possono aiutare molto. Un parere gradirei me lo desse riguardo all'utilizzo di un prodotto che si chiama Anurex, pensa possa portare beneficio? la saluto e la ringrazio per l'attenzione

Caro Signor Marco,

se le emorroidi tendono a fuoriuscire dal’ano non credo si possa parlare di emorroidi di I grado. Inoltre i sintomi possono far pensare ad una patologia emorroidaria di grado più elevato piuttosto che ad una sindrome del pudendo. Una visita proctologica accurata completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore discriminazione diagnostica e una adeguata terapia.

Gentile dottor Nicastro, la mia domanda è questa: sono stato operato di emorroidi,metodo Longo, una settimana fa, e fino ad oggi non sono ancora andato in bagno nonostante l'uso moderato di due tipi di lassativi. Anche aria non ne faccio e anzi quella poca che sento muoversi e come fosse rinchiusa nel retto provocandomi dolore.Ho fatto la prima visita di controllo dopo 5 giorni e il chirurgo esclude qualsiasi tipo di tappo e l'operazione è andata a buon fine.La ringrazio Dottore anticipatamente per il tempo che vorra dedicare alla risposta. Cordiali saluti Roberto

Caro Signor Roberto,

sono convinto che l’intervento è andato a buon fine anche se questo dovrebbe contemplare anche una ripresa della normale evacuazione. Probabilmente lo stato infiammatorio della cicatrice interna al retto, frequente dopo l’intervento di Longo, o anche un probabile restringimento dell’ampolla possono essere la causa dei suoi sintomi. Aumenti il consumo di fibre e acqua con l’alimentazione e se persistono i sintomi consulti nuovamente il chirurgo per comprenderne le cause.

 

salve, a gennaio del 2014 mi sono sottoposto ad un intervento di emorroidi e ragadi con il metodo thd però, da circa 15 giorni, ho ripreso a sanguinare copiosamente durante e dopo la defecazione con presenza di grumi e muco. faccio una terapia di TRANEX ma non ci sono cambiamenti che posso fare?

Caro Signor Antonio,

la dearterializzazione dei plessi emorroidali (THD) cura efficacemente la patologia emorroidaria e i suoi sintomi. Anche se in alcuni casi è possibile osservare la ricomparsa di alcuni sintomi, come le perdite ematiche, questo non significa che la cura sia stata inefficace ma probabilmente sono altre le cause del sintomo quale una infiammazione del retto o, nel suo caso, la persistenza della ragade anale. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Sono affetto di emorroidi di IV e V grado, vorrei sapere con quale metodo è opportuno intervenire Grazie.

Caro Signor Rocco,

mi perdoni ma le emorroidi di V grado non sono mai state descritte nella pratica proctologica. Se lei è affetto da emorroidi di IV grado complicate, a mio parere, l’unico trattamento possibile è l’emorroidectomia.

egregio Dottore, le porgo un problema che mi terrorizza da un moltissimi mesi, e non le nascondo che spesso mi sveglio nel cuore della notte all'improvviso e non riesco piu a dormire pensando di avere una brutta malattia...comunque il mio problema è questo: da molti mesi quando vado in bagno evacuo verso il lato destro dell'ano, e con una lieve difficoltà, ho una fistola al coccige da 35 anni( non so se può esserci attinenza) soffro di diabete ma non prendo farmaci per il momento perche non è molto alto, certamente soffro anche di emorroidi perche da anni ho avuto difficoltà quando andavo in bagno , ma adesso sono molto preoccupato, ho fatto le analisi del sangue emocromo, ves,psa,tutto perfetto...mi risponda la prego ..intanto ringraziandola le porgo distinti saluti

Caro Signor Roberto,

volendo interpretare la sua lettera sembra di comprendere che durante l’evacuazione avverte il passaggio delle feci sul lato destro dell’ano. Questa sensazione probabilmente è dovuta alla patologia emorroidale che rende più sensibile una parte del canale anale rendendo anche difficile la defecazione. Le consiglio comunque una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno pongo il mio problema, sono stato operato di emorroidi circa tre anni fa con la tecnica Longo, dopo l'intervento appena trascorsi tre giorni sono stato rioperato di nuovo per la formazione di trombi e mi è stata eseguita la tecnica milligan morgan, inoltre il percorso post operatorio è stato doloroso e traumatico. Sono stato sottoposto a una serie di dilatazioni anali che sono andate avanti per circa un anno, dopodiché sono di nuovo stato sottoposto ad intervento per una fistola anale e incisione dell'ano che non permetteva una adeguata elasticità dell'ano stesso. In conclusione dopo una serie di visite continue medicazioni si è arrivati alla fine, però io ho sempre l'ano infiammato e ultimamente mi succede che dopo che ho dei rapporti sessuali mi si infiamma tutto l'interno e devo subito andare in bagno ad evacuare, volevo chiedere questa situazione è da preoccuparmi o può essere solo un caso infiammatorio.

Caro Signor Vincenzo,

purtroppo il doppio intervento in breve tempo non ha giovato ad un decorso postoperatorio normale e naturale così come avviene quando una persona è operata per emorroidi con tecniche adeguate e specialistiche. La tecnica di Longo non cura le emorroidi, tanto è vero che solo dopo tre giorni lei ha subito un nuovo intervento, probabilmente poi causa della stenosi anale e poi di conseguenza di tutte le altre complicazioni che si sono succedute nel tempo. Nel suo caso, dopo tre anni di continue cure e interventi, probabilmente il suo ano avrà delle alterazioni cicatriziali e funzionali che andrebbero ben valutate con una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale che potrà mettere in evidenza ogni alterazione e patologia e aiuterà lo specialista ad orientarsi verso un corretto percorso di terapia.

Cura delle Emorroidi

Sono stata operata il 6 Maggio di Prolassectomia muco emorroidario con ligasure. Ricostruzione del canale anale.La mia domanda è questa: dopo un mese dalla zona anale non avverto forti dolori e il sangue non esce più, il mio problema è che non vado più spontaneamente in bagno, pur avendo motificato l'alimentazione, ricca di liquidi e fibre.Solo i clisteri mi aiutano e sono preoccupata.Lo specialista che mi ha operato riferisce tutto a posto e mi da solo lassativi. Quando finirà non vorrei che ci sia un altro problema. Grazie

Cara Signora Bruna,

qualunque tecnica è applicata per la cura della patologia emorroidale, con presenza o meno di prolasso, a mio parere non dovrebbe provocare eccessivo dolore dopo l’intervento. A parte questa considerazione non mi è chiaro il motivo della necessità della ricostruzione del canale anale. Probabilmente l’intervento ha potuto alterare la sensibilità dell’ano o    portare ad una stenosi anale, condizioni che giustificherebbero i sintomi da lei lamentati. Una attenta valutazione proctologica della nuova condizione anatomica della regione anale, potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

sono stata operata il 23 giugno scorso di emorroidectomia sistema Milligan Morgan. a distanza di tre giorni sto malissimo per due tre punte emorroidarie infiammatissime a causa evacuazioni frequenti anche se molto morbide. ad ogni evacuazione mi lavo con acqua e amuchina e sapone bianco da panni, poi applico la pomata proctolyn. non sono mai stata ferma a letto dopo la dimissione (dopo 16 ore dall'intervento). Vorrei il suo aiuto per sapere cosa fare per far rientrare le emorroidi che ora sono infiammatissime e mentre le sto scrivendo ( sono le 4,52) mi stanno provocando anche problemi allo stomaco. sono coperta da tachipirina 1000 per 3 volte al giorno con aggiunta di toradol in fiale. dopo la seconda iniezione (distanziata di 24 ore dalla prima) non ne vorrei prendere più perchè ho avvertito forte mal di stomaco (ho una ernia jatale). la prego di darmi indicazioni su come far rientrare le emorroidi e su che dieta alimentare adottare dato che ora sto mengiando solo passati di verdura, frutta , insalate, frollini di crusca con una tazza di latte, e olio di vaselina con semi di lino inclusi.

Cara Signora Mara,

negli ultimi anni l’intervento di emorroidectomia non è più doloroso come lei lo descrive e, nelle peggiori delle ipotesi, la regolare assunzione di un antiinfiammatorio/antidolorifico porta ad un buon controllo del sintomo. Nel suo caso credo che ci sia qualche problema sulle ferite chirurgiche. Lei descrive la presenza di emorroidi e cerca di farle rientrare, ma queste probabilmente non sono altro che le ferite chirurgiche infiammate e con edema e non rientreranno mai perché esterne. Inoltre le sue manovre e tentativi non fanno altro che peggiorare la situazione e questo spiega anche il perdurare del dolore. credo che lei debba cambiare anche il modo di condurre l’igiene locale e sostituire almeno il sapone da biancheria con un opportuno detergente anale (Fisian, Anonet, ecc.).

Buongiorno dottore, ho 41 anni (1.75 cm per 75 di peso )e soffro di emorroidi sanguinanti soprattutto quando defeco (le mie feci sono malfatte -tipo diarrea, comunque non solide, alle volte anche più volte al giorno dipende dal mangiare) soffro di colon irritabile e tempo addietro mi sono sottoposto ad una visita chirurgica e mi è stato riscontrato un sospetto polipo sentinella (le analisi del sangue andavano bene). Il chirurgo mi demandò con urgenza per una colonscopia dove non è risultato niente, poichè il sospetto polipo sentinella all'epoca piccolissimo era vicino all'ano e non dentro (quindi non è stato visto pur essendoci). Ad oggi sono passati diversi mesi e quel sospetto polipo sentinella è cresciuto che pende sempre attaccato all'ano e si vede anche allo specchio guardando la parte. Continuo quando vado in bagno con le solite feci malfatte morbide come diarrea a defecare sangue tanto da spossarmi e trovare alle volte difficoltà a fermarne la fuoriuscita sia nel lavare la parte che nell'asciugarla. Io abito a Pesaro cosa devo fare come devo comportarmi e da chi devo andare per competenza e professionalità ospedaliera di riferimento? P.S. sono andato anche da un gastroenterologo il quale mi dato un dieta molto ferrea a cui dovevo attenermi, ma che non mi sono attenuto poichè molto restrittiva ed un farmaco per le emorroidi da prendere a San Marino non in commercio in italia che non ho preso. In attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente.

Caro Signore,

il polipo sentinella solitamente non ha una natura tumorale ma infiammatoria o cicatriziale, conseguente alla malattia emorroidale di cui soffre. Nel suo caso la prima indicazione terapeutica dovrebbe essere rivolta al controllo del colon irritabile, in modo  da modificare la defecazione e la consistenza delle feci. Inoltre dovrebbe essere ben valutata la malattia emorroidale definendone il grado e anche se esistessero altre patologie anali e rettali mediante un esame endoscopico di base quale la videoproctoscopia digitale. Consulti un proctologo di fiducia per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Salve ho 34 anni da ormai 5 anni soffro d emoroidi ho fatto varie cure ma nessuna è servita soffro anche di stitichezza quindi quando mi escono non riesco nemmeno a stare in piedi tanto sono grosse e fanno male vorrei farle operare ma mi hanno detto ciò ritornano un consiglio

Cara Signora Agnese,

se l’intervento chirurgico ha una esatta indicazione ed è ben condotto, la patologia emorroidale è curata definitivamente. Nel suo caso invece dovrebbe trovare una adeguata terapia alla stitichezza che, persistendo dopo l’intervento, potrebbe portare ad altre patologie e sintomi.

salve dott attilio nicastro spero sia lei ho le emorroidi le vorrei togliere nel miglior modo possibile e indolore un consiglio grazie

Cara Signora Laura,

esistono varie tecniche terapeutiche per curare la malattia emorroidaria. L’indicazione all’intervento  è legata al grado della patologia emorroidale e alla presenza di sintomi che spesso pregiudicano una buona qualità di vita. Per la patologia emorroidale di grado lieve (I-II), ma sintomatica, possono essere attuate tecniche mininvasive (legatura elastica, HELP, scleroterapia). La patologia di grado III può essere trattata con l’emorroidectomia o con la deraterializzazione (THD, HAL Doppler). La patologia di IV grado, a mio parere trova una unica indicazione, l’emorroidectomia. Fatta questa premessa la risposta alla sua domanda prevede di conoscere l’esatto grado della sua patologia emorroidale, tenendo in considerazione che, come le tecniche mininvasive, anche l’emorroidectomia, se ben condotta, non prevede dolore post operatorio. Le consiglio una visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Il giorno 28 luglio mi sono sottoposta ad un intervento chirurgico secondo il metodo Millin Morgan, adesso sono a casa e ho constatato che ho delle protuberanze simili ad emorroidi più grandi di prima, ho evacuato leggermene, volevo sapere se è normale avere ancora fuori dei rigonfiamenti cosi grossi. Quale crema devo usare visto che c'è sanguinamento, il dottore ha detto proctosedyl, non potete consigliarmi qualcosa per rendere le feci morbide, che alimentazione seguire. Grazie per la vostra attenzione

Cara Signora Franca,

in alcuni casi, dopo un intervento chirurgico per la cura delle emorroidi come quello di Milligan Morgan, le ferite chirurgiche subiscono una infiammazione con edema, formando dei “rigonfiamenti” sul margine anale. È logico che il paziente pensi subito ad un fallimento dell’intervento e che si tratti di emorroidi, ma (tranne che veramente l’intervento sia stato inadeguato) non lo sono. Inoltre essendo queste ferite non suturate, tendono a sanguinare per i primi giorni dopo l’intervento. Perdite ematiche non importanti, fastidiose, che si verificano dopo la defecazione, mentre durante il giorno si hanno delle perdite sierose. Rientra in un normale decorso post-operatorio della cosiddetta Milligan Morgan. Queste cose credo che sono state già spiegate, dal chirurgo che ha eseguito l’intervento, al momento della dimissione, così credo come le sia sta consigliata una terapia medica comprendente degli emollienti fecali (come quelli a base di psyllium o altro), come eseguire l’igiene intima con appropriati prodotti e come evitare di mettere creme e pomate sulla regione operata in quanto non favorirebbero la cicatrizzazione.

Buongiorno mi scuso vivamente per disturbo ma ho un dilemma che mi assilla. .Ho fatto la visita presso due dott.proctologici di cui la diagnosi di ambedue due e stata: prolasso mucoemorroido di III con marische marginali..piccolo polipo fibroso del margine.Il primo dott.mi disse che mi asportava anche le marische è il dolore sarebbe stato benissimo sopportabile..il secondo mi ha dato dalle pazza in quanto è dolorosissima l'asportazione marische. .non capisco più nulla ..non so come comportarmi..vorrei gentilmente un suo sincero parere..Distinti saluti

Cara Signora Alessandra,

l’asportazione delle marische solitamente non è un problema e sono asportate contestualmente durante un intervento di emorroidectomia. Il dolore non è dovuto alla escissione di queste lesioni cutanee ma ad altre cause. Il problema è la corretta indicazione alla loro asportazione durante altri tipi di intervento (definiti non invasivi). Comunque ogni chirurgo ha la sua esperienza e la sua coscienza per indicare quale sia la migliore terapia per la persona che ha in cura.

Salve professore, mio marito è affetto da emorroidi sanguinanti. siccome è un cardiopatico e asume terapeia specifica e cardioaspirina vorrei sapere quale tipo di operazione può affrontare e se deve sospendere la cardioaspirina Cordiali saluti

Cara Signora,

la tecnica chirurgica da attuare per curare suo marito dipende dal grado di emorroidi di cui è sofferente. Esistono diverse terapie chirurgiche, anche non invasive, ma la loro attuazione è basata su una corretta diagnosi e possono essere indicate ad esempio nella patologia emorroidale di II e III grado non complicata, mentre a mio parere nella patologia di IV grado l’unico intervento proponibile è l’emorroidectomia, cioè l’asportazione del plesso emorroidale ammalato. La cardiopatia di suo marito non limita le indicazioni all’intervento e magari dovrà essere valutata dall’anestesista, mentre è prudente e indicato sospendere la cardioaspirina almeno 5 giorni prima dall’operazione e riprenderla il giorno successivo.

Mio padre è stato ricoverato con l'emoglobina a 5 e 7..... Per un emorragia emmoroidiale che aveva sempre nascosto.... Ora le stanno facendo le sacche di sangue già 4... Secondo lei può guarire....con questa cura o avrà sempre emoraggia.....il sangue cheperde è si colore rosso vivo...per favore farmi sapere...grazie in anticipo!!!

Cara Signora Mariella,

le trasfusioni sono necessarie per curare la grave anemia di cui è affetto suo padre ma non cura la patologia emorroidale. Credo che superato questo periodo critico suo padre dovrà subire un intervento chirurgico per  la cura definitiva della patologia emorroidale in modo da evitare altre gravi emorragie e altri episodi di anemia.

Buongiorno Dottore. Dopo un anno di problemi sono stata operata nel mese di aprile 2014 di emorroidi con tecnica Milligan Morgan Ligasure. L'intervento e' andato bene alle visite di controllo era tutto regolare, forse l'ano si e' un po' ristretto ma pian piano sono rientrata alla quasi normalita'. Da circa una quindicina di giorni ho notato, specie se le feci sono un po' dure che alla fine dell'evacuazione c'e' un po' di sangue rosso sulla carta igienica. Ho effettuato la colonscopia nel giugno del 2013 e poi le varie visite prima dell'intervento. Soffro di diverticoli ma in questo periodo non ho problemi di mal di pancia o altro. Potrebbero essere i punti il problema del sanguinamento o le ferite interne non ancora rimarginate del tutto? Non ho alcun fastidio. La ringrazio e la saluto.

Cara Signora Marina,

piccole perdite di sangue sono sempre possibili dopo un intervento di emorroidectomia soprattutto a seguito di una stipsi o anche di diarrea e dipendono principalmente da una ancora non perfetta chiusura delle ferite chirurgiche che restano delicate per i primi sei mesi dopo l’intervento.

Egregio Dottore, sono stato operato di emorroidi di IV^grado con tecnina M.M. in data 13 maggio u.s.Da allora continuo ad avvertire dolore alla parte interna dell'ano.Inoltre ho notato la presenza di alcune"marische" che spesso creano fastidio.L'evacuazione quotidiana non è unica ma avviene in due o tre volte. Il giorno 6 luglio ed oggi 14 agosto dopo aver evacuato regolarmente la prima volta, a seguito di nuovo stimolo ho visto che nel water erano presenti delle tracce ematiche, forse perchè ho sforzato? Ma allora esistono ancora problemi come li avevo prima dell'intervento? Ho fatto anche una cura con supposte proctoreparyl e psillogel bustine ultimata proprio ieri.Grazie per quanto potrà dirmi.

Caro Signor Italo,

dopo un intervento di emorroidectomia possono presentarsi diversi problemi legati alla cicatrizzazione delle ferite, alla presenza o meno di edema e infiammazione della zona operata, alla permanenza delle marische. Queste evenienze solitamente regrediscono al massimo in 60 giorni dopo l’intervento e se persistono è necessario stabilire se altre cause possono essere le cause di sintomi quali dolore, perdite di sangue, evacuazione frammentata. Per tale motivo è utile eseguire una anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Mi è stato diagnosticato un prolasso del retto ho 42 e fino ad ora la diagnosi era stata confusa per emorroidi.Ora mi è stato proposto un intervento di asportazione del tessuto senza sutura ma con guarigione di seconda intenzione quindi senza punti dicendomi che sarà un intervento per cui doloroso e che la ferita guarirà in circa 20/25 gg....chiedevo se non ci sono altre metodiche magari meno dolorose e più veloci nella guarigione.grazie e cordiali saluti

Cara Signora,

il prolasso mucoso del retto frequentemente complica la patologia emorroidale di grado elevato ed è possibile nel suo caso parlare di prolasso mucoemorroidale il cui trattamento è una emorroidectomia con contestuale prolassectomia con tecnica aperta. Il decorso post operatorio può essere doloroso ma, a mio parere, se l’intervento è eseguito rispettando le strutture anatomiche il dolore potrebbe non presentarsi e comunque dominato con l’assunzione dei normali antidolorifici. La tecnica aperta prevede la guarigione delle ferite in 25/40 giorni ma se è garantita una evacuazione di feci morbide non si hanno particolari sintomi. È possibile anche valutare, in base alla gravità del prolasso, un intervento di proctopessi e cioè di sospensione e riposizionare ti del prolasso all’interno dell’ampolla rettale e contestuale dearterializzazione dei plessi emorroidali per la correzione della patologia emorroidale. Tale valutazione è comunque legata ad una corretta diagnosi possibile con una accurata visita proctologica e una videoproctoscopia digitale.

Mi sono operato a maggio di emorroidi thd presso l'Ospedale Gemelli di Roma. A distanza dal periodo di operazione sento esternamente le emorroidi..e continuo ad avere molto gas...a volte incontrollabile. A volte la sensazione è che l'operazione non è andata a buon fine. Cosa mi può consigliare dottore? La ringrazio molto..

Caro Signor Sergio,

come le sarà stato certamente spiegato prima dell’intervento la dearterializzazione con THD non asporta le emorroidi ma cura l’iperafflusso di sangue che porta alla loro dilatazione e prolasso. In caso di prolasso delle emorroidi fuori dal canale anale è possibile eseguire una proctopessi, ovvero il riposizionamento, mediante sutura con punti, della parte in eccesso di mucosa all’interno del retto. Credo che questa sia stata la tecnica eseguita dal chirurgo ed è possibile che quelle che lei descrive come emorroidi in realtà possano essere delle marische. Riguardo l’eccessiva produzione di gas e la perdita involontaria di questo, sarebbe opportuno valutarne attentamente la causa. Le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagosi e un adeguato percorso di terapia.

Egregio dottore, poco più di 1 mese fa sono stato operato d'urgenza per trombosi emorroidaria per emorroidi IV grado tecnica MM sec Ferguson. Decorso buono, salvo la presenza di 2-3 palline, che a detta del mio chirurgo sono emorroidi volutamente non escisse perchè non vi era l'indicazione. Queste "palline" mi creano un po' di fastidio, anche se non in modo eccessivo. Le ferite dell'intervento sono comunque chiuse e sono guarito sotto quel profilo. Il chirurgo mi vuol rivedere tra qualche mese perchè ritiene che questa blanda sintomatologia dovrebbe regredire spontaneamente. Nel caso così non fosse, dovrei valutare un nuovo intervento. Mi piacerebbe conoscere la sua opinione in merito alla mia situazione e se davvero la sintomatologia può rientrare (saranno forse i punti ancora non riassorbiti a determinare questo piccolo problema?). grazie

Caro Signor Martino, mi perdoni ma la tecnica o è la MM (Milligan NMorgan) o la Ferguson. Queste sono due tecniche differnti per la cura della patologia emorroidaria di IV grado. Probabilmente quello che descrive sono dei residue di vene anali non asportate per evitare la stenosi dell’ano e che dovrebebro regredire con il tempo. Ma una esatta valutazione potrà essere fatta solo dopo tre mesi dall’intervento, a consolidamento totale delle ferite anali.

Gent.mo Professore, soffro di emorroidi interne di III grado che prolasso dopo la defecazione. Da luglio si è aggiunta una ragade anale ed ho deciso di operarmi. Il proctologo mi consiglia il metodo Longo. È corretto in questi casi? Mediamente quali possono essere i tempi di recupero e quanto il dolore? Rischi alti di recidiva? Consigli alternativi? La ringrazio davvero molto se vorrà rispondermi. Cordialmente

Caro Signor Paolo,

a mio personale parere il metodo Longo non cura la patologia emorroidale ed è gravato da complicazioni anche gravi, che non ne giustificano l’applicazione. Inoltre una delle complicazioni più frequenti relative al metodo è proprio la ragade anale. Nel suo caso se la diagnosi di patologia emorroidale di III grado è corretta potrebbe giovarsi della derterializzazione doppler guidata con proctopessi e contestuale fissurectoma (asportazione della ragade anale).

Come curare emorroidi e rettocele

Gentile dott Nicastro sono una signora di42 ann ed il mese di Aprile sono stata operata di emorroidi di 4 grado con tecnica milligan-morgan .Da allora a parte i dolori lancinanti ho avuto seri problemi per defecare a tal punto da aiutarmi con le mani. Ho fatto sotto consiglio diel proctologo la defecografia con esito prolasso mucoso ,ampio rettocele anteriore e perineo discendente.mi hanno consigliatoun secondo intervento con metodo longo ma sinceramente ho molti dubbi nn vorrei peggiorare la mia situazione.purtoppo io insegno fitness e tutta questa situazione per me è molto invalidante ho provato diete per mantenere feci più morbide ,ho usato bustine e sciroppi di vario genere ma il momento defecatorio è diventato un parto.Attento un suo consiglio prezioso per me.Buon lavoro

Cara Signora,

non credo che quanto rilevato dalla defecografia sia una condizione insorta dopo l’intervento. A parte il prolasso mucoso che il chirurgo dovrebbe aver constatato durante l’intervento e che quindi poteva correggere, il rettocele e la sindrome del perineo discendente sono condizioni che prevedono uno stato di sofferenza cronica del pavimento pelvico che ne determinano uno stato funzionale alterato.  Ma la diagnosi di rettocele e di perineo discendente è facile ed è possibile con una normale visita proctologica che sicuramente avrà eseguito per la patologia emorroidaria che per essere stata di IV grado poteva far ipotizzare uno stato di sofferenza di lunga data. queste considerazioni sono necessarie perché l’esito della defecografia potrebbe essere smentito dall’esame obiettivo locale e che i suoi sintomi potrebbero essere conseguenti proprio all’intervento per la malattia emorroidaria che ha portato ad una alterazione del canale anale (stenosi o substenosi) con difficoltà alla espulsione delle feci. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia che potrebbe prevedere una riabilitazione del pavimento pelvico anziché un intervento come quello a lei proposto e di cui penso ne potrà leggere effetti e risultati nelle testimonianze delle persone pubblicate nelle pagine del mio sito.

Cura delle emorroidi

Buonasera dottore, sono un uomo di 42 anni e due anni fa sono stato operato alle emorroidi di terzo grado con metodo longo.Dalle visite di controllo mi è stato detto che l'operazione è perfettamemte riuscita però non ho trovato giovamento ovvero, il prolasso non si è mai riassorbito e spesso mi si infiamma gonfiandosi, ho dei sanguinamenti periodicamente e di conseguenza anche dolore.Vorrei avere un suo parere tenendo conto che soffro di colon irritabile e spesso mi capita di avere dei periodi di diarrea che sicuramente non mi aiuta con le emorroidi .Grazie buonasera.

Caro Signore,

un intervento può considerarsi riuscito quando migliora la qualità e la quantità di vita della persona sofferente. Ma la sua storia non è diversa a quella di tante persone che hanno subito lo steso intervento che , a mio personale parere, non cura la patologia emorroidaria e che è gravato da complicazioni che non ne giustificano l’attuazione. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un corretto percorso di terapia che non trascuri la cura del colon irritabile.

cura delle emorroidi con THD

Buongiorno, avrei una domanda da porle. Ho fatto da circa un mese e mezzo un intervento di thd per emorroidi di II grado sanguinanti, ma tuttora l'intervento sembra sia stato vano, poichè soffro degli stessi sintomi, nonchè è uscito un gavocciolo esterno all'inizio trombizzato, in seguito alla rottura di un punto, dopo circa 21 giorni. Tale punto protrudeva dall'orifizio anale e il chirurgo l'ha poi tagliato verso il bordo dell'orifizio, mentre è uscita anche una rete intrecciata di fili in corrispondenza di tale giorno, dopo essere andato in bagno. Visto che il gavocciolo è comparso in corrispondenza di tali eventi e intorno al 21 giorno, vorrei sapere se è stato causato dalla rottura del punto che quindi ne ha reso vano l'intervento. Tra l'altro prima dell'intervento non avevo alcun gavocciolo completamente all'esterno dell'orifizio, non può essere magari che sia peggiorato o che sia un circolo collaterale creatosi?Eventualmente il chirurgo vorrebbe aspettare fino a tre mesi per poi effettuare una scleroterapia su quel vaso, poichè sfregando durante l'evacuazione è causa di striature ematiche. Non si potrebbe effettuare invece la scleroterapia selettiva di cui sento ben parlare? Grazie per le delucidazioni.

Caro Signore,

quello che descrive non è un regolare decorso post-operatorio dopo dearterializzazione doppler guidata dei plessi emorroidali. Probabilmente si può ipotizzare una difficoltà durante l’intervento nella sutura delle arterie e nell’eventuale correzione di un prolasso mucoso. Questo potrebbe spiegare la precoce perdita della sutura e la trombosi di un peduncolo. In caso residui una patologia emorroidale possono essere impiegate altre tecniche, come la scleroterapia, ma a mio giudizio, bisogna attendere almeno tre mesi dall’intervento principale e poi valutare una terapia più definitiva come una ripetizione della dearterializzazione. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per un corretto percorso di terapia.

Gentile dottore,Mi sono operato 2 giorni fa: fistulectomia + emorroidectomia. A parte il dolore la cosa che mi preoccupa di più e' il sanguinamento , copioso sopratutto dopo le 2 defecazioni che ho fatto oggi (anche se morbide). Lei dice che è normale o devo preoccuparmi per il sangue che sto lasciando? La tazza diventa rossa. Grazie in anticipo. Paolo

Caro Signor Paolo,

non credo che i sanguinamenti così copiosi siano normali per un decorso post-operatorio di asportazione delle emorroidi. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

CURA DELLE EMORROIDI

Gent.mo dottore, cercherò in breve di descrivere la mia situazione. Ho 45 anni e circa 20 anni fa ho subito un intervento classico di asportazione di una fistola e di una emorroide esterna trombizzata. Ricordo che il chirurgo a suo tempo mi disse che avevo anche delle emorroidi interne e che non potette intervenire radicalmente per probabili problemi di infezioni. Le emmorroidi sono ricomparse, e durante la defecazione peraltro normale uscivano fuori e poi dopo dovevo manualmente provvedere a farle rientare. Mi sono sottoposto ad un intervento di dearterializzazione 4 anni fa ma nulla da fare, dopo un anno dall'intervento ho nuovamente avuto emorroidi trombizzate e di corsa al pronto soccorso. Due anni fa ho fatto la Longo, ho avuto problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare. Circa due settimane fa però mi è venuta una piccola emorroide e sono andato in visita dal chirurgo che mi ha operato il quale mi ha detto che a volte può succedere ma nulla di allarmante e mi ha dato una cura. Le dico invece che non mi sento per nulla bene, che ho spesso bruciori e che vivo un disagio perenne (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Sono sconfortato e confuso, chiedo il suo autorevole parere. Grazie

Caro Signore.

la sua storia clinica è abbastanza complicata perché si possa dare un giudizio sereno. L’intervento eseguito 20 anni fa ha risolto un problema non facile e concordo con il chirurgo che non è consigliabile un intervento sulle emorroidi in caso di fistola per problemi di infezioni, che possono complicare il decorso post-operatorio.  A mio parere andava ben valutato il fallimento della dearterializzazione in quanto, se la tecnica è eseguita correttamente, la probabilità di una ripresa di malattia è veramente scarsa. Ma la patologia emorroidaria ha una causa che se non è rimossa è causa di ripresa di malattia. Mi sembra di capire che la sua defecazione è descritta come normale, ma sono proprio i disturbi della defecazione che spesso portano alla patologia emorroidaria e lei questi disturbi continua a lamentarli (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Inoltre sia la dearterializzazione che la cosiddetta tecnica di Longo non asportano le emorroidi e anzi quest’ultima spesso è gravata da complicanze come lei descrive (problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare). Il mio consiglio è di valutare correttamente se esistono problemi legati appunto alla defecazione intesa anche come transito intestinale, inoltre sarebbe opportuno avere un quadro reale della condizione dei plessi emorroidali e valutare gli esiti cicatriziali dei pregressi interventi subiti mediante una accurata visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia Digitale. Solo dopo aver fatto una diagnosi precisa è possibile stabilire un corretto percorso di terapia.

Cura delle emorroidi

sono stato operato da una settimana chirurgicamente di emorroidi interne ed esterne, ho dolori quando vado in bagno per almenno 1/2 ora e sanguinamenti,i dolori della giornata li sopporto a fatica , quale crema o altro posso mettere per guarire le ferite prima possibile poiche' debbo andare all'estero al caldo per lavoro e cosa debbo portare come cura.Grazie infinite

Il dolore dopo l’emorroidectomia può essere controllato (come indicano i maggiori studi) con degli antidolorifici-antinfiammatori. Il dolore e le perdite ematiche speso sono dovuti alla tecnica utilizzata e all’entità dell’intervento. Dopo l’intervento sarebbe opportuno non applicare alcuna crema sulle ferite in quanto queste devono guarire spontaneamente e nel tempo dovuto e in alcuni casi è proprio l’applicazione delle creme ad impedire una corretta cicatrizzazione.

Buongiorno dottore ! Espongo il mio problema: dalla colonscopia risulta un emorroidi di 2 grado che prolassano con l'evacuazione delle feci e che rientrano spontaneamente. Oltre ad avere un fastidio non indifferente mi succede spesso di sanguinare non poco quando vado in bagno. Premetto che sono celiaco ed intollerante al lattosio. ...mi può suggerire quale rimedio occorre per risolvere la mia provlematica? Mi affido slla sua esperienza professionale .

Caro Signore,

la patologia emorroidaria di secondo grado sintomatica che l’affligge potrebbe essere trattata con un trattamento conservativo medico o chirurgico. Visti i sintomi accusati potrebbe essere utile un trattamento mediante dearterializzazione emorroidaria con una eventuale proctopessi (se esiste prolasso mucoso). Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato inquadramento terapeutico.

Sono una pediatra.Nel mese di Maggio 2012 sono stata operata di prolasso mucoemorroidario di 3 grado col metodo THD. A distanza di un anno presento ancora una sintomatologia caratterizzata da bruciore,calore,tensione dolenzia a volte senso di peso a livello anale, perineale,vulvare.Pratico terapia da circa un anno periodicamente con Asacol supposte a di alterni e da 15 giorni Neuraben 1cox2 con scarso beneficio.Un collega mi consigliava al bisogno Luan per via rettale.Sono in terapia da due mesi con colpotrofine per via vaginale due volte la settimana per distofia vulvovaginale.Sono molto scoraggiata per questo mio problema. Ringrazio per la risposta.Distinti saluti.

Cara Dottoressa, probabilmente i suoi sintomi possono derivare da una diversa patologia e comunque  andrebbe ben valutata la condizione del canale anorettale mediante una videoproctoscopia digitale. Quello che descrive, soprattutto il dolore gravativo perineale, potrebbe essere correlato ad una disfunzione del pavimento pelvico e non derivare dall’intervento subito. Consulti il proctologo di fiducia per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Gentile dottore,sono stata operata con un metodo simile al thd con DearteriZazione,in seguito a problemi di stomaco causati da antidolorifici mi e fuoriuscita una palla molto dolorosa, vorrei capire come faccio a farla sgonfiare, andrà via? Mi hanno detto di fare punture di voltaren..attendo risposta grazie di cuore.

Cara Signora,

se ha una tumefazione (palla) sull’ano, probabilmente si tratta di una emorroide. La terapia con il voltaren può avere effetto sui sintomi dolorosi ma non sulla patoogia emorroidale che andrebbe trattata diversamente. consulti il suo curante per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno dottore,il 6 Novembre sono stato operato : fistulectomia (rimozione chirurgica della fistola che era superficiale) + emorroidectomia (Milligan Morgan - tecnica aperta - 3 ferite senza punti). Totale quindi 4 ferite aperte sul mio ano. Durante i primi 10 giorni il sanguinamento era abbastanza importante , solo durante la defecazione, a livello di goccioloni sulla tazza. Dopo dieci giorni per fortuna il sanguinamento (ed il fastidio) è andato migliorando ed attualmente trovo meno sangue, praticamente solo sulla carta igienica. La mia domanda è questa: quanto durerà questo sanguinamento? E' normale? Sono passati 35 giorni e speravo fosse terminato invece praticamente negli ultimi 20 giorni è rimasto costante, non tanto come i primi giorni e comunque solo durante la defecazione, ma costante.Ha dei consigli? Le feci sono morbide (anche se abbastanza grandi di dimensioni per via delle fibre che assumo) e cerco di andare al bagno una volta al giorno non di più. Non sfrego mai nulla contro le ferite per pulirmi (tipo carta igienica) ma faccio sempre una doccetta (punto la doccia sulla zona e la pulisco delicatamente applicando ANONET con il dito molto piano). Questo una volta al giorno o comunque dopo la defecazione. E' solo questione di tempo e basta avere pazienza o servono degli aiuti a livello di medicine?Inoltre sono tornato a lavoro in quanto non faccio un lavoro fisico, spero questo non pregiudichi la guarigione.Grazie in anticipo e scusi se mi sono prolungato con le informazioni, Paolo.

Caro Signor Paolo,

probabilmente è la ferita della fistola che ritarda a cicatrizzare e comunque piccole perdite ematiche, da non perfetta cicatrizzazione possono verificarsi entro i primi 60 giorni dopo un intervento di Milligan Morgan. Se non sussitono altri sintomi non credo che debba prendere altre precauzioni oltre a quelle, idonee, che sta seguendo.

 

Curare le emorroidi

egregio dottore, mi sono operata diciassette anni fa di emorroidi, ora ho 57 anni , metodo milligan morgan, sono rimasta traumatizzata per il dolore, già all'epoca ho riscontrato un restringimento, poi ho una pelle molto sensibile che con molta facilità si ferisce, il problema è peggiorato notevolmente ho perso l'elasticità, prendo psillio tutti i giorni, e una adeguata alimentazione, vorrei sapere se posso provare con delle tecniche che mi aiutino a superare il problema, perché non vorrei affrontare l'operazione.

Cara Signora,

il restringimento significa stenosi, complicanza possibile dopo un intervento di emorroidectomia, dovuto alla eccessiva asportazione di tessuto. Spero che lei abbia già fatto delle visite di controllo dopo l’intervento e che abbia già fatto delle terapie è che non siano passati 17 anni senza aver preso dovuti accorgimenti per evitare la stenosi e curare eventuali difficoltà ad evacuare.  Le consiglio una visita colonproctologica di controllo completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Cura delle emorroidi

Avendo subito un intervento di THD e Pessia della mucosa (emorroidi IV grado e prolasso parziale) dopo 8 gg dall'intervento continuo a sanguinare durante la defecazione, è normale? Dopo quanti giorni è previsto il recupero dopo un simile intervento?

Cara Signora,

dopo l’intervento di dearterializzazione e pessia della mucosa piccole perdite ematiche sono possibili nell’immediato post operatorio, che si riducono gradualmente fino a scomparire dopo pochi giorni. Il recupero è rapido e in pochi giorni la persona operata può riprendere le normali attività quotidiane, raccomandando solo di non eseguire eccessivi sforzi fisici e mantenendo una defecazione più regolare e morbida possibile. Se le perdite di sangue sono abbondanti e continue è opportuno consultare il chirurgo per le cure adeguate.

buonasera vorrei un suo parere:sono stata operata due volte di emorroidi(non ricordo il metodo ma ricordo che fu usata una cucitrice x chiudere) ho fatto una colonscopia di controllo(ho 50 anni) e mi è stato detto che uno di questi punti e ancora dentro. cosa mi consiglia? debbo farlo togliere ho sta bene la? se si lascia la può portare conseguenze? ringrazio e saluto

Caro Signore,

il punto metallico che non è stato espulso, così come descrivono i fautori dell’intervento da lei subito, rappresenta un corpo estraneo e per tale motivo dovrebbe essere rimosso .

salve dottore,sono una ragazza di 27 anni,con nessun problema intestinale.Circa 15 giorni fa di notte ho accusato dolori fortissimi all'ano.Il medico curante mi ha diagnosticato un gavocciolo emorridario trommbizzato prescrivendomi iniezioni di cortisone e prisma 2 volte al di.A distanza di circa 10 giorni non vedendo cambiamenti ho fatto una visita specialistica nella quale il chirurgo dice di avermi drenato il gavocciolo(senza incisione) e rimesso in sede.Mi dice che sicuramente ogni volta che andrò in bagno uscirà ma di rimetterla dentro. Al rientro a casa ho accusato dolori fortissimi tanto da dover ricorrere al toradol in fiale.Dopo la defecazione finalmente fuoriesce e subito inizio a stare meglio.Ovviamente non sono stata più in grado di rimetterla dentro,Adesso appare sempre molto dura e di color bluastro.Continuo con la terapia prima 50mg compresse.Mi aiuti a capire la situazione migliore,il mio status psicologico è a terra.La ringrazio anticipatamente.

Cara Signora Eleonora,

la trombosi emorroidale ha un decorso lento nella risoluzione ela terapia farmacologica aiuta a controllare i sintomi e ad accelerare il processo di riassorbimento del trombo. Solitamente la trombosi si risolve in circa trenta giorni è gradualmente regrediranno anche i sintomi dolorosi.

Salve dottore , ho 38 anni e sono mamma , dopo le gravidanze ho cominciato a soffrire di emorroidi esterne e interne ogni tanto mi capita di perdere del sangue sempre dopo aver avuto lo stomaco guasto , ieri mi sono accorta pulendomi che oltre al sangue sulla carta igienica avevo un piccolo grumo di sangue sempre rosso e di consistenza molliccia , di cosa può trattarsi? Circa 2 anni fa ho fatto una colonscopia e il medico mi disse che tutto era apposto . Grazie mille

Devi ancora rispondere a questa domanda

Cura delle Emorroidi

Salve Dottore. Ho sempre sofferto di emorroidi. Le crisi erano comunque gestibili con terapia farmacologica e topica. Un anno fa ho avuto una trombo flebite anale. Consultato uno specialista di conoscenza di mio marito , un proctologo, mi veniva diagnosticato un prolasso del retto e consigliato un intervento risolutivo. E passato un anno da quella visita e io l intervento non l'ho effettuato ma , pochi giorni fa, all improvviso ho avuto un altra crisi emorroidaria che, di notte, mi ha costretto a precipitarmi al pronto soccorso , dove un medico di ha effettuato un manovra di reinserimento in sede delle emorroidi. Il dolore acuto e' svanito anche se permane una piccolissima emorroide molto fastidiosa. Al momento non seguo nessuna terapia se non di carattere topico , con pomate, e lassativi per ammorbidire le feci.Son ritornata dallo stesso specialista, molto disponibile, e la soluzione chirurgica mi si è di nuovo prospettata come l'unica alternativa possibile. Il metodo usato da codesto specialista e il metodo di Longo. Da stamane scorro le pagine web alla ricerca di notizie più dettagliate sul metodo e sono terrorizzata...Credo di aver capito che Lei non e un sostenitore di tale metodologia. Quindi vengo alla domanda . Quali altri metodi la scienza oggi mette a disposizione per interventi risolutivi di emorroidi? E Lei quali di questi ritiene piu efficace? Grazie mille.

Cara Signora Gianna,

a mio parere la cosiddetta tecnica di Longo non è certamente un intervento risolutivo ed è gravato da complicanze tali e gravi che non ne giustificano l’applicazione per la cura delle emorroidi. A parte questa preliminare considerazione, esitono diverse tecniche che possono curare le emorroidi ma queste possono essere utilizzate una volta fatta una corretta diagnosi della patologia, soprattutto in relazione al grado. Nella mia esperienza, l’intervento che garantisce il miglior risultato è l’emorroidectomia che, se condotta lege artis, non prevede dolore post-operatorio, è radicale, ha una bassa incidenza di complicazioni. A suo sfavore depongono tempi più lunghi di ripresa per le normali attività quotidiane rispetto ad esempio ad una nuova scelta terapeutica, quale la dearterializzazione dei plessi emorroidali, con o meno associata proctopessi. Questa tecnica ormai è abbastanza consolidata, tanto che in alcuni centri come quello che io dirigo, si riesce a condurla anche senza l’ausilio de doppler.  Questa comunque non può esere considerata una tecnica definitiva o radicale in quanto i plessi emorroidali non sono asportati e quindi se non sono rimosse, nel postoperatorio, le cause che hanno condotto alla patologia emorroidale, questa nel tempo potrebbe riaffacciarsi, anche se con un minor grado di gravità. L’assenza del dolore postoperatorio, la scarsa presenza di complicanze e la rapida rispresa delle normali attività quotidiane ne fanno la tecnica di prima scelta, a mio parere, nella cura delle emorroidi di seondo e terzo grado.

salve dott.Nicastro volevo porle gentilmente una domanda..sono una 60enne con un prolasso rettale interno con rettocele voluminoso,volevo chiederle se la tecnica thd va bene peril mio problema visto la tanta confusione che mettono gli altri professionisti..la ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta..

Cara Signora Elena,

la dearterializzazione emorroidale doppler guidata (THD) non è una tecnica indicata per la cura del rettocele ma della patologia emoroidale associata o meno a prolasso del retto. Spero di essere stato esaustivo.

Gentile Dott.Nicastro,il 10 dicembre 2013 sono stata operata di prolasso rettale, emorroidi di 3°grado e asportazione di marische con il metodo Longo. A distanza di un mese soffro di dolori lancinanti all'evacuazione che continuano per ore. Il chirurgo al controllo ha detto che va tutto bene, probabilmente c'è un granuloma. POSSIBILE CHE NON CI SIA NULLA PER ALLEVIARE IL DOLORE? MI HA DETTO DI PAZIENTARE MA NON NE POSSO PIU'. GRAZIE PER UNA SUA RISPOSTA

Cara Signora,

la sua storia non è differente da quella di tante altre persone che hanno subito questo tipo di intervento. Il dolore può essere controllato con la somministrazione di antidolorifici, ma è necessario comprenderne la causa e rimuoverla. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Cura delle emorroidi

Buona sera Dottore, da tempo soffro di emorroidi con sintomi normalmente solo fastidiosi, dolore e rigonfiamenti, ma per la seconda volta c'e sanguinamento durante la defecazione. La prima volta ho assunto per alcuni giorni il daflon e crema Preparazione H. La cosa e' migliorata in un paio di giorni. Ora la cosa si ripropone, fastidio e sanguinamenti..... Ho ricominciato con daflon e crema. Sono due giorni ma non vedo molti miglioramenti. Appena cammino un po' torna il fastidio. Cosa mi consiglia di fare? la ringrazio per la risposta.

Caro Signore,

dalle sue parole si può dedurre che la patologia emorroidale di cui soffre è di terzo grado con sintomi tipici: dolore, tumefazioni anali e perdite ematiche. Bisogna tener presente che ogni crisi acuta della malattia può determinare un avanzamento del grado di gravità delle emorroidi, con conseguente resistenza alle cure farmacologiche. Voglio ricordare che nei gradi più avanzati della patologia la terapia medica è poco efficace se non sul controllo dei sintomi. Nel suo caso, anche se la terapia che sta assumendo è idonea, non può sperare che i soli due giorni possa rilevare sostanziali miglioramenti e che deve continuare l’assunzione dei farmaci, a dosi idonee, per almeno venti giorni. Spero che la terapia sia stata prescritta da un medico, a seguito di una visita con la conferma diagnostica della patologia emorroidale e non sia una terapia fai da te. Le consiglio comunque una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi della patologia e una adeguata terapia.

cura delle emorroidi

Gentile Dott. buonasera.Ho 38 anni e un mese e 7giorni fa ho subito un intervento di dearterizzazione emorroidaria (THD), per la presenza di emorroidi di terzo grado e gavocciolo. Volevo sapere dopo quanto tempo dalla dearterizzazione le emorroidi interne si sgonfiano. Attualmente , infatti, dopo aver evacuato ho spesso lievi bruciori e sensazione di peso, come ci fosse ancora qualcosa di infiammato all'interno. Devo specificare che soffro di sindrome da colon irritabile, quindi le evacuazioni giornaliere sono come minimo tre.Oltre alla patologia emorroidaria, prima dell'intervento presentavo anche il problema del soiling che adesso mi sembra risolto anche se alcuni giorni fa, siccome dopo ogni pasto mi gonfio molto e soffro di meteorismo, pensavo di emettere solo dell'aria ma è uscito anche muco biancastro e un piccolo quantitativo di feci: il fatto mi preoccupa, non è che l'intervento non sia riuscito alla perfezione? Anche alla prima evacuazione al mattino mi esce prima solo del muco e poi le feci, il muco esce anche senza lo stimolo a defecare ma sempre spingendo: può dipendere da qualcosa di sbagliato nella mia alimentazione? La ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signore,

non credo che i suoi sintomi siano legati ad una complicazione legata all’intervento subito. Probabilmente è l’acuirsi dei sintomi del colon irritabile, con associate le frequenti evacuazioni, hanno portato ad una infiammazione nell’ultima parte del retto (proctite), con eccessiva secrezione di muco e gli altri sintomi associati. Una visita colonoproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale o altro esame endoscopico di base tradizionale (anorettoscopia), potrebbe essere utile per una corretta definizione diagnostica e per una adeguata terapia.

 

Cura delle emorroidi

Buongiorno dr Nicastro.Volevo chiederle un suo parere: tre settimane fa mi sono operato di voluminose emorroidi di III grado, con metodo Thd e mucopessia. Il decorso post operatorio è stato ottimo fino a stasera: ero seduto in ufficio (da molte ore), poi all'improvviso ho avuto la sensazione che dovesse uscire un po' di aria, invece poi è uscita una discreta quantità di sangue rosso vivo, nelle ore successive ho finito di svuotare il sangue rimasto dentro (infatti era un po' + scuro).Secondo Lei questo episodio di sanguinamento a distanza di 3 settimane dal Thd e non avvenuto in corrispondenza di uno sforzo (ero seduto) che significato puó avere? Da cosa puó essere dipeso? Grazie in anticipo per la sua consulenza, Alessandro

Caro Signore,

probabilmente le perdite ematiche potrebbero dipendere dalla lacerazione della mucosa rettale suturata nella esecuzione della dearterializzazione con mucopessia. Se le perdite ematiche dovessero persistere, soprattutto se copiose, consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Salve ho 39 anni e sono 10 anni che soffro di rettocolite ulcerosa. Soffro da quando avevo 15anni di emorroidi. Sono stata anche operata prima che mi scoprissero questa malattia ma con scarso risultato. Visto che mi fanno molto male e sanguinano io vorrei trovare un rimedio. Io vorrei tanto toglierle definitivamente ma il mio medico dice che é meglio non toccare quella parte per il fatto della malattia. Ora mi chiedo é possibile fare un intervento alle emorroidi nonostante abbia la colite ulcerosa. E cosa posso usare visto che il dottore mi ha detto di usare solo una pomata esterna solo in caso di estremo bisogno e mai più di tre giorni. La pomata é il colostrum. Vorrei sapere un suo parere. Grazie mille.

Cara Signora,

la presenza di una malattia emorroidale in una persona sofferente di rettocolite ulcerosa prevede sicuramente un atteggiamento conservativo, soprattutto se la malattia infiammatoria colpisce direttamente il retto. Questo non significa che non sia possibile affrontare una cura, ma questa deve essere consigliata in base alla entità della patologia infiammatoria cronica intestinale.

Cura delle emorroidi

Caro dottore circa due mesi fa sono stato operato di emorroidi di 3 grado con metodo Ferguson e ragade con sfinterotomia posteriore! Adesso il mio ano e un po' più stretto e subito fuori questo vi sono dei piccoli rigonfiamenti e ho modeste perdite di un liquido che mi danno un po' di prurito! Da cosa può dipendere ? La ringrazio per la risposta.

Caro Signore,

il restringimento dell’ano, stenosi, potrebbe dipendere dalla cicatrizzazione dell’intervento subito. La tecnica di Ferguson prevede la sutura diretta delle ferite anali e questo può esporre, più delle altre tecniche, alla stenosi. Andrebbero valutati anche i rigonfiamenti che descrive e comprenderne la natura (emorroidi, prolasso mucoso) vista anche la secrezione di liquido che lei descrive. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Gent.mo Dottore, ho 46 anni abito a Milano e da alcuni anni soffro di emorroidi aggravatesi lo scorso anno d'improvviso con sanguinamenti e trombosi. Ho iniziato a curarle con una dieta appropriata e soprattutto a bere (non bevevo mai + di 2 bicchieri al dì) Gli episodi sia emorragici che di trombosi sono quasi spariti (2 in un anno mentre persiste il prolasso rettale dopo evacuazione anche di feci morbide).Qualche giorno fa ho deciso di effettuare una rettosigmoidoscopia per escludere altre patologie e che ha rilevato la presenza di grosse emorroidi e di un prolasso rettale di IV grado.Mi hanno consigliato una tecnica chirurgica combinata Longo-Starr ma ho grossi dubbi al riguardo. Grazie per la sua cortese risposta

Cara Sig.ra Lia,
grazie a lei per la fiducia accordatami. Il mio pensiero sull’uso della suturatrice meccanica nella patologia proctologica è ben noto. Il mio pensiero, libero da ogni legame escluso quello scientifico, è ancora più limpido in considerazione proprio di quanto le hanno diagnosticato. Non esiste un prolasso del retto di IV grado ma esistono emorroidi di IV grado con associato o meno prolasso mucoso del retto. I fautori della metodica a lei consigliata in questo non sono chiari. Innanzitutto lei soffre di emorroidi alle quali è associato un prolasso della sola mucosa del retto, ebbene questo è normale nella condizione della patologia di IV grado, ma l’intervento chirurgico che le hanno proposto non “cura ” la patologia emorroidaria e la sua giustificazione è solo quella di ridurre il prolasso mucoso del retto, risultato che si può ottenere anche con altre metodiche chirurgiche “vere” ma che hanno lo scopo anche di curare definitivamente le emorroidi. I suoi dubbi sono giustificati ed ancora questa settimana ho continuato a reintervenire su giovani pazienti già sottoposti ad intervento con suturatrice meccanica e con emorroidi persistenti e sintomatiche dopo due anni dall’intervento. Spero di essere stato esaustivo restando a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Cari saluti

Gentile Dottore, il 23 04 07 mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico alle emorroidi secondo il metodo Longo. A detta dei medici su cui sono ancora fiducioso del loro operato l'intervento è andato bene il mio problema è che a distanza di 4 giorni provo ancora dolore non come il 1 giorno ma da 1 a10 sono a 6 volevo chiederle è normale tutto ciò? considerando che ogni 8 ore da dopo l' operazione ho fatto punture(5) di TORADOL ora invece vado avanti con EFFERALGAN 1000mg per non rovinarmi lo stomaco secondo il mio "farmacista" grazie aspetto notizie

Caro Signore,
come avrà letto nel forum del sito purtroppo non è poi tanto vero che l’intervento che lei ha eseguito è poco doloroso. Io non prediligo questa tecnica perchè non è risolutiva per la patologia emorroidaria e presenta complicanze a volte importanti. Non è normale che lei abbia tanto dolore e per una chiarificazione bisognerebbe valutare l’esito dell’intervento, cosa che a 4 giorni dopo l’intervento potrebbe essere difficoltoso. Bisogna solo attendere l’evoluzione chirurgica e mantenere più morbide possibile le feci con l’ausilio delle fibre di psyllium. Solo dopo dieci giorni dall’intervento è possibile dare un parere sereno sul decorso. Cari saluti

ho 33 anni e non avevo mai sofferto di emorroidi. Ho tipo una nocciolina di 2 cm esternamente all'ano solo da un lato. non ho sanguinamento e il dolore quasi nullo, più che altro prurito se ci sudo ed è stabile da 15 giorni. mi han detto che dovrebbe esser una trombosi con coagulo esterno che regredisce in 2 mesi interno. Plausibile?Grazie del parere.

Caro Signor Emanuele,
e’ plausibile che si tratti di una trombosi emorroidaria su un unico peduncolo. Comunque dovrebbe sottoporsi ad una visita specialistica proctologica con videoproctoscopia digitale e, confermata la diagnosi, sotoporsi ad una terapia locale per facilitare la regressione del trombo.
Cari saluti

non avendo perdite di sangue ne dolore nell’evacuazione, preferirei evitare esami invasivi. So che l’avernum ed ora l’hamolind non saranno probabilmente risolutivi e che il trombo potrebbe non regredire bene anche dopo 2 mesi. al momento ho sospeso la pomata cortisonica proctolyn e uso solo l’hamolind prima dei pasti.Mi chiedevo quando lei dice terapie per facilitare la regressione del trombo a che si riferisce poi? Raggiungere l’european hospital per diverse sedute per me sarebbe abbastanza scomodo. Grazie per la tempestività nella risposta e cortesia

Caro Signor Emanuele,
quando mi riferisco a terapie per la trombosi emorroidaria mi riferisco alla somministrazione di farmaci sia per via orale che locale. L’uso di pomate cortisoniche ed anestetiche possono avere giovamento sui sintomi ma non sulla trombosi. L’assonzione di flavonoidi (arvenum) migliora sicuramente la circolazione ma non è risolutiva sui trombi. Comunque bisogna prima essere certi della presenza della trombosi e della sua gravità.
Cari saluti

Egregio dottor Nicastro, mi rivolgo a lei per avere se possibile un consiglio d'emergenza ed eventualmente rivolgermi a lei in privato, visto che svolge la sua attività anche a Roma città dove risiedo. Mi perdoni la delicatezza dell'argomento. Sono generalmente una persona sana, senza particolari patologie, se non emorroidi esterne (almeno credo solo esterne)comparse con il parto circa 23 anni fa, non mi hanno mai dato fastidio,in 20 anni avrò avuto 3 episodi di arrossamento ma senza sangue, curati con farmaci di uso topico. Recentemente con mio marito con particolare cautela abbiamo effettuato sesso anale, ripetuto in questi mesi poche volte e senza particolari problemi. Notando che la penetrazione ultimamente era meno dolorosa delle prime volte forse abbiamo peccato di sicurezza e diciamo abbiamo avuto un rapporto meno "delicato" lì per lì nessun sintomo, dal giorno dopo ad ogni evacuazione riscontro copiose perdite di sangue vivo ad oggi è la terza volta che accade e sinceramente comincio a preoccuparmi, potremmo aver fatto delle lesioni così importanti? E sarebbe stato possibile senza dolore? A parte una frizione un pò più importante delle altre volte? E' una pratica che facciamo da soli 6 mesi, ora siamo molto preoccupati per le conseguenze di questa cosa. Può dirmi se necessito di indagini appropriate? Tipo colonoscopia o rettoscopia o cosa altro ritiene opportuno? Ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti

Cara Signora Cristina,
probabilmente il rapporto sessuale ha rivelato un problema già esistente. Per sua maggiore tranquillità è consigliabile una visita proctologica con una Videoproctoscopia Digitale. Non credo a lesioni gravi, piuttosto il trauma diretto può aver determinato piccole lesioni di facile risoluzione.
Resto a sua disposizione

egregio dottore non so le mia prima mail le sia arrivata ..le sarei grato se potesse darmi un consiglio sulle emorroidi e su quale metodo sia migliore tra il metodo Longo...e il metodo THD, visto di recente su rai 2 da parte del dottor. C. R presso l'ospedale policlinico gemelli di roma.

Caro Sig. Vincenzo,
a parte gli spot pubblicitari su una o l’altra tecnica io credo che la tecnica di Longo sia obsoleta e non risolva il problema ai pazienti, anzi spesso crea veri e propri danni. La deartirializzazione è una tecnica adeguata per le emorroidi di I e II grado (casi in cui io la applico) anche se qualche specialista ne pone le indicazioni anche nel terzo grado. In questi casi nella mia esperienza ho notato molti casi di ricomparsa della patologia. L’indicazione all’intervento, come ben può vedere, dipende dal grado della patologia e quindi nel suo caso non è possibile indicarne una precisa in quanto non conosco la gravità della patologia. Le consiglio una visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale al fine di determinare il grado delle emorroidi e dare un giusto orientamento terapeutico.
Cari saluti

Gentile Dottore, ho 33 anni e da circa una settimana ho notato per caso una sorta di escrescenza sull'ano, in particolare sul lato dell'ano (ad ore 3 per essere più chiaro), tale "pallina" esterna è del tutto asintomatica se non fosse per la sua presenza e per un leggerissimo fastidio al tatto (non ho dolori durante l'evacuazione o sanguinamento). Premetto che normalmente sono abbastanza regolare sia nelle mie funzioni fisiologiche, nella dieta e svolgo regolare attività fisica. Il problema è sorto a seguito di un breve viaggio di 4 giorni durante i quali ho sofferto di stipsi a causa di una alimentazione molto disordinata(vino, dolci etc.). Due anni fa a seguito di bruciore e sanguinamento durante la defecazione mi sono sottoposto ad una visita proctologica in cui mi è stata riscontrata una ragade anale, terminata la cura prescrittami e regolarizzando la dieta non ho avuto in seguito alcun problema. Per il momento sto utilizzando una pomata (Emodil) a base di erbe. La ringrazio per la cortese attenzione e per l'utilissimo servizio che svolge tramite il sito internet. Cordiali Saluti

Caro Sig. Cristian,
quella che descrive potrebbe essere una dilatazione delle vene anali periferiche (dette emorroidi esterne) che episodicamente possono presentarsi a seguito di disturbi della defecazione. Tali alterazioni tendono a regredire spontaneamente, a volte possono trombizzare e dare dolore ma la loro risoluzione è legata alla regolazione dell’alvo ed all’uso di terapia locale con creme o pomate curative, come Lei sta già ben facendo. Solo la comparsa di altri nuovi sintomi (sangue, dolore, prurito) prevede una nuova visita proctologica per constatare che anche la sua ragade sia completamente cicatrizzata.
Cari Saluti

Egregio dottore, ho 30 anni e da quando ne ho 27 soffro di emorroidi. La prima volta sono uscite dopo la defecazione e sono guarite in un mese con l'applicazione di ruscoroid. In seguito, facendo attenzione, sono riuscito a non farle andare oltre il III grado. Il problema è che mi basta bere vino o birra (in quantità normale) per due-tre giorni che i problema si manifesta, e questo vista la mia età limita molto la mia vita. L'anno scorso ho fatto una visita specialistica e il medico mi ha detto che bisogna semplicemente evitare che vengano evitando alcolici e caffè (questi sono gli alimenti che, per mia esperienza, sono i più dannosi), mentre i trattamenti chirurgici si fanno solo quando non rientrano e che comunque se si è predisposti poi vengono ancora. Lei conferma oppure c'è un trattamento chirurgico o farmacologico che risolverebbe il problema definitivamente consentendomi di bere alcolici e caffè? Un'altra cosa: quando ho le emorroidi di III grado prendo arvenum 2 volte al giorno per 10 giorni, secondo lei queste dosi sono adeguate?

Caro Sig. Franco,
non posso confermare! Le emorroidi di III grado, sintomatiche e che limitano la qualità di vita del paziente devono essere trattate chirurgicamente. E’ possibile evitare attacchi acuti con una dieta e delle terapie farmacologiche, ma anche questo è una limitazione. Ha 31 anni, per quanti anni crede lei possa fare terapie mediche o una dieta. Riguardo la considerazione che le emorroidi “ritornano”, questo non è totalmente falso, in quanto le emorroidi recidivano solo se il trattamento chirurgico non è stato adeguato o meglio le emorroidi non sono state totalmente asportate. Per questo le consiglio una visita specialistica colonproctologca completata con videoproctoscopia per meglio inquadrare la sua malattia emorroidaria e decidere quale terapia è adeguata.
Cari saluti

Buonasera Dott. Nicastro, ho trovato la sua mail sul sito della Siucp. Vorrei chiederle innanzitutto come potrei contattarla per prenotare una visita presso di lei. Dove esercita, anche privatamente, e se possibile anche nel mese di agosto. Inoltre mi permetto anche di chiederle una cosa: per quanto riguarda il trattamento della patologia emorroidaria in soggetti giovani (ho 28 anni) è sempre meglio evitare un approccio sia esso ambulatoriale o chirurgico, o al contrario è meglio intervenire per evitare la progressione e l'aggravamento?In attesa di una sua risposta la ringrazio e la saluto.

Caro Sig. Gianni,
chiedo scusa per la tardiva risposta. Per poterle dare una risposta concreta dovrei prima visitarla. Per potermi contattare può trovare tutti i miei indirizzi sul mio sito.
cari saluti

Mi chiamo Maria ho 53 anni presento emorroidi di 3° grado con lieve discesa del piano perineale, defecazione ostruita(negli ultimi tempi meno costante) ipertono sfinterale,note di prolasso muco- emorroidario rettale basso e rettocele anteriore 1° grado. Da uno specialista mi è stato consigliato un intervento di emorroidectomia, da un altro non un intervento ma una riabilitazione anorettale con Biofeedback e un trattamento dilatante con coni Dilatan. Un terzo specialista mi consiglia un intervento di anopessi. Cosa mi consiglia di fare? In passato ho fatto alcune sedute di idrocolon, questo può aver causato il rettocele o il prolasso muco emorroidario.Cordiali saluti, grazie Maria

Cara Sig.ra Maria,
il quadro descritto e’ veramente suggestivo per una sindrome del perieneo discendente con associata una patologia anale (emorroidi). Nella mia esperienza evito di eseguire in prima istanza interventi chirurgici che molte volte oltre a risultare inutili per la risoluzione dei sintomi a volte risultano dannosi soprattutto quelli definiti come anopessi. Chiedo scusa per la tardiva risposta e spero che lei intanto non sia stata sottoposta ad interventi chirurgici. Una corretta valutazione proctologica e pelvi-perineale potranno indicare l’esecuzione di una rieducazione funzionale del piano perineale che portera’ alla risoluzione dei sintomi legati alla defecazione. Solo se i sintomi legato alle emorroidi persistono alla fine della rieducazione si potra’ prendere in considerazione la correzione chirurgica della patologia emorroidaria.Cari saluti

Salve dottore, ho 31 anni e da circa un mese soffro di emorroidi di 4° grado. Il mio medico mi ha fatto fare una cura di 2 settimana a base di crema e pastiglie ma la situazione non è migliorarato molto. Stavo pensando di andare da un proctologo e ho visto che vicino a Modena c'è il centro di Reggio Emilia che però utilizza la tecnica Longo. Non mi pare molto propenso a questa tecnica, o perlomeno viene utilizzata anche in casi non idonei. Lei da quanto ho capito asporta l'emorroide ma questa tecnica ho letto che è alquanto dolorosa, motivo per il quale si è sviluppata la Longo. Concludo dicendo che quando dottori di comprovata esperienza danno diagnosi così diverse risulta difficile decidere la migliore terapia. Grazie

Caro Sig. Mirko,
purtroppo la patologia emorroidaria è molto frequente e storicamente si è sviluppata la leggenda del dolore post-operatorio. Leggenda che spesso è realtà. Per questo si sono sviluppate tecniche che apparentemente sono descritte “miracolose” per le sequele dolorose ma altrettanto spesso così non è. Inoltre tutte queste metodiche alla fine sono risultate obsolete per la risoluzione della patologia. Così è successo per la crioterapia e attualmente per la tecnica di Longo. Non è vero che “curano” le emorroidi e non è cero che sono prive di dolore post-operatorio. Lo specialista “vero” proctologo ormai conosce bene la storia e la proctologia nel corso degli anni ha sviluppato tecniche per la risoluzione della patologia emorroidaria associando il fine di ridurre le complicanze dopo l’intervento ed anche il dolore. La tecnica che eseguo ormai da oltre 20 anni è stata più volte affinata e nei particolari modificata proprio per la risoluzione del dolore post-operatorio e nella mia esperienza personale posso contare sulle dita delle mani i pazienti che hanno avuto dolore dopo l’intervento ed ancor meno complicanze (emorragia e stenosi) su oltre 2000 interventi eseguiti. Riguardo la diagnosi ormai il paziente non deve avere dubbi in quanto con la videoproctoscopia digitale si ha una “fotografia” certa dello stato patologico mentre sulla scelta dell’intervento da consigliare questa è appannaggio dell’esperienza del chirurgo di cui il paziente si deve fidare. Non credo che oggi un chirurgo possa affermare che la tecnica di Longo asporta definitivamente le emorroidi e che a distanza di tempo questa patologia non si ripresenta più nella vita del paziente. Diversamente posso affermare che sulla lettera di dimissione che consegno ai miei pazienti la prima frase scritta è “la tecnica operatoria adottata non prevede l’insorgenza di dolore post-operatoria”.Cari saluti

Buonasera Dott. Nicastro, sono arrivato sul suo sito cercando qualche consiglio sulle emorroidi. Complimenti da subito perchè nella sezione "le tue domande" ho letto con interesse i numerosi scambi di email che ho trovato molto interessanti.Vengo al punto: da oltre 3 settimane soffro di emorroidi. Già in passato (ora ho 32 anni) mi erano "uscite" un paio di volte con molta distanza tra un evento e l'altro ma con della semplice preparazione H erano tornate immediatamente a posto. Ora invece sono sempre lì da 3 settimane e oltre. Ho preso il daflon 500mg in compresse, usato prima la preparazione H e la proctolyn poi ma non mi sembra la situazione cambi. Provando a spingerle all'interno, fuoriescono subito. Non ho sanguinamenti. Sono andato ieri dal mio medico curante che, senza visitarmi, mi ha detto con "sufficienza" di farmi vedere da un chirurgo e poi eventualmente toglierle con la crioterapia. Quello che le vorrei chiedere è: - prenotando una visita con la mutua mi hanno assegnato il chirurgo dott. C. di milano (dove risiedo) per i primi di settembre. E' corretto che veda un "chirurgo"? Non dovrei vedere qualcuno preparato specificatamente sul mio problema? Cosa ne pensa? - qualora dovessi essere operato, mi può consigliare qualcuno su milano? (al di là dell'operazione, anche per una visita mi farebbe una grandissima cortesia). Grazie in anticipo per il tempo che vorrà dedicarmi,

Caro Sig. Riccardo,
il mio primo consiglio e’ di farsi visitare da un proctologo. A Milano i centri di proctologia sono tanti. Il mio secondo consiglio e’, in caso si proponga un intervento chirurgico, di non optare per la crioterapia ne’ per quelle metodiche che non curano le emorroidi (proctopessi o metodo di Longo ecc). Se la patologia emorroidaria di cui soffre e’ di secondo grado potrebbe essere trattata con la dearterializzazione, se e’ di terzo o quarto grado ai miei pazienti consiglio l’emorroidectomia radicale che se ben condotta e’ scevra di complicanze e non prevede dolore post-operatorio. La ringrazio per i complimenti sperando di averle dato utili consigli. Cari saluti

Egregio dottore la voglio ringraziare anticipatamente per la tanto sperata risposta che mi auguro giunga in tempo breve, vista la preoccupazione che affligge la mia famiglia. Le scrivo a nome di mia madre, una donna di 67 anni che, nel corso di svariati anni ha subito due interventi di emorroidectomia e uno , recentemente, per l'asportazione di un polipo della mucosa anale. Ora (a causa di tali operazioni?) ha un restringimento evidente del retto che le causa una forte stipsi espulsiva tanto che per liberarsi, ogni giorno, è costretta ad evacuare 4 o anche 5 volte con evidenti conseguenze come emorragie e infiammazione delle emorroidi. Il chirurgo le ha consigliato dei dilatatori anali da eseguire due volte al giorno. Il dolore che deve sopportare è davvero insopportabile (anche se mia madre ha un livello di sopportazione davvero elevato) e vorrei sapere se queste applicazioni dovranno essere fatte per un periodo di tempo oppure se è condannata a vivere con questo tormento per sempre e soprattutto se questo è l'unico modo per uscire da questa situazione. Le descrivo qui di seguito alcuni esami svolti:ESAME DI RETTOCOLONSCOPIA eseguito fino al ceco ha dato esito negativo; evidenziata melanosi del colon a causa di lassativi assunti;negativa anche la biopsia retto distale.L'uso di enterolactis duo potrebbe aiutarla ad evacuare meglio o possono farle male?Grazie ancora e buon lavoro.

Caro Sig. Sergio,
credo che sua madre possa avere una stenosi anale post-operatoria. Possono essere indicati i dilatatori ma se provocano grande sofferenza non credo che sia la strada da percorrere. La stipsi di sua madre deve essere curata con metodi più naturali possibili e l’enterolactis duo potrebbe essere indicato, ma contemporaneamente è necessario definire al meglio la situazione anale. Il mio consiglio è di consultare un proctologo che eseguirà una videoproctoscopia digitale al fine di definire la situazione anale, capite l’origine del dolore e consigliare una adeguata terapia. Cari saluti

Un mese fa ho avuto un secondo intervento (il primo un anno fa) di legatura di emorroidi.Però questo secondo intervento è stato un po’ più traumatico. Ora , dopo un mese, ho ancora molto gonfio fuori,soprattutto un punto in cui vi è come una pallina al tatto dura che fa male, soprattutto quando sto un po’ più in piedi.. Come posso cercare di farla sgonfiare? Si deve riassorbire? E' normale? Ringrazio Silvia

Cara Sig.ra Silvia,
è probabile che la legatura elastica sia stata eseguita su un peduncolo venoso particolarmente prolassato (II grado) e quindi deve attendere la risoluzione della necrosi determinata dalla legatura per la risoluzione dei sintomi.
Cari saluti

Chiedevo se nel mentre che aspetto la completa guarigione posso eventualmente fare qualche cura o utilizzare qualche farmaco che mi allevi il dolore. Ringrazio

Cara Sig.ra,
può utilizzare un antidolorifico antiinfiammatorio (Brexin, Toradol) e dei lavaggi locali idonei (fisian, anonet, sapigen k). Terapie locali non sono efficaci. Cari saluti

Sono affetto da diverticolosi massiva del sigma e delcolon discendente. Sono affetto inoltre da molti anni da emorroidi interne che fuoriescono durante la defecazione ma che faccio rientrare lubrificando con pomate ed effettuando pressione verso l'alto.Da diverso tempo ormai mi rimane un forte dolore urente nella regione anale e nella prima parte del retto ( posso dire un paio di cm verso l'interno). Spesso mi accade di assistere alla fine dell'evacuazione al gemizio di sangue che si arresta quando faccio rientrare le emorroidi al di sopra dello sfintere anale . Intanto Le chiedo se in attesa di eventuale intervento ci sia un rimedio serio per evitare il sanguinamento. Ho notato che Lei è forse contrario al metodo Longo, perchè? E comunque ,considerato il mio quadro clinico, sarebbe efficace l'intervento in parola? Grazie per i suggerimenti che vorrà darmi e mi scuso per la lunghezza del quesito.

Caro Signor Massimo,
non sono contraio a priori al metodo cosiddetto di Longo sono contrario alla sua applicazione su tutti i pazienti e su tutti i tipi di patologia emorroidaria. Ho visto troppi danni causati da questo intervento che mi fanno ben pensare prima di doverlo proporre su un mio paziente. Di sicuro non lo proporrei nel suo caso con uno stato di patologia emorroidaria compreso tra il 2° ed il 3° (per quello che descrive). Forse sarebbe più ragionata una dearterializzazione sotto guida doppler ma prima di dare una giusta indicazione sarebbe necessario stabilire la vera gravità della patologia. Non si fidi delle pubblicità non esiste nessun intervento miracoloso e soprattutto nessun farmaco che guarisca completamente dalle emorroidi.
Cari Saluti

buona sera,voglio un suo consiglio sn molto preocuppato ke sn celiaco.ho i seguenti esami fatti rx del tenue,regolare la canalizzazione delle anse digiuno-ileali.l'ultima ansa dell'illeo presenta modeste irregolarita di calibro ma senza segni patognomici riferibele a malattia infiammatoria cronica intestinale.esami celichia ema(anti.endomisio)negativo,anticorpi anti trasglutaninasi 0.67.anticorpi anti-gliadiana IgG 0.24.anticorpi anti gliadina 0.44 cioe tutto a posto,ma la cosa ke mi preocuppa e l'esito della biopsia duodenale mucosa duodenale con parcellare atrofia del profilo villare.reperto compatibile con sindrome da malassorbimento.sn disperato e celiachia?altri esami sideremia 133.ferritina75.transferrina 264.ves 7.emocromocitometrico tutto ok.fibrinogemo 213.calprotectina fecale 144.colonscopia si completa lo studiodel colon fino al ceco senza mettere in evidenza lesioni mucose visibili nn ho fatto le biopsie.ho fatto tutti quest esami x ke da 1 soffro di diarrea e feci irregolari pangia gonfia CON SCARICHE 2 VOLTE AL GIORNO .cordiali saluti e grazie x il suo tempo.desitero la sua risposta al mio indirizzo email. TUTTO E NATO KE DA 1 ANNO SN STATO OPERATO DI EMMOROIDI PRIMA NN SOFFRIVO DI QUESTI DISTURBI.

Caro Signor Filippo,
sarebbe interessante sapere il tipo di intervento subito per le emorroidi. Inoltre perchè pensare alla celiachia e non alla sindrome del colon irritabile considerato che i suoi sintomi sono tipici?
cari saluti

Salve, ho 35 anni e da una settimana circa trovo del sangue rosso nelle feci (ma non so esattamente da quanto tempo questo accade).Saltuariamente ho sofferto di emorroidi, anche durante la gravidanza (ho partorito il 5/10/2006), ma non ho mai avuto grosse emmorroidi esterne (casomai solo una piccola vena). Adesso non ho dolore, non ho niente all'asterno e casomai ho solo un leggerissimo bruciore dopo aver defecato. Ho preso l'appuntamento per effettuare una rettosigmoidoscopia, e dato che in alcuni ospedali non sanno neanche cosa sia, Le vorrei chiedere se è un esame doloroso tipo colonscopia, se viene praticata una anestesia o terapia sedativa e quale dieta mi consiglia (perchè anche su questo ci sono pareri discordanti).Inoltre volevo sapere se è normale che non debba fornire delle analisi del sangue(che sono richieste se si effettua l'esame privatamente).La ringrazio, Cecilia

Cara Signora Cecilia,
la rettoscopia non prevede alcun esame preliminare ma solo un piccolo clistere per pulire l’ampolla rettale. La rettosigmoidoscopia è un eame un pò più invasivo e prevede una preparazione più accurata che sarà consigliata dal centro al quale si rivolge. Entrambi gli esame se ben condotti non sono dolorosi e non prevedono alcun tipo di sedazione.
Cari saluti

Buongiorno professore, Vorrei porle una domanda : ho letto che la legatura elastica è una tecnica per il trattamento della patologia emorroidaria sostanzialmente indolore e conservativa ma quali sono le controindicazioni più importanti nell'utilizzo della stessa tecnica e quali le problematiche che potrebbe determinare in seguito?In attesa di una sua risposta la ringrazio e la saluto cordialmente.

Caro Sig Marco,
la legatura elastica è indicata nella patologia emorroidaria di 1° e 2° grado sintomatica. Se la legatura è condotta all’origine del plesso emorroidario è indolore, a volte si ha una sensazione di pesantezza retto-anale dovuta all’edema ed alla necrosi del peduncolo. A necrosi completata il nodulo si stacca e può verificarsi una live perdita di sangue. Solitamente si praticano più di una legatura in più sedute. Le controindicazioni sono quelle generali: difetti di coagulazione, emorroidi di 3° e 4° grado ecc.. Se persistono le cause che hanno condotto alla patologia emorroidaria dopo un periodo variabile di tempo si ha la ricomparsa della patologia emorroidaria. Oggi si preferisce alla legatura elastica la dearterializzazione del plesso emorroidario sotto guida doppler, tecnica ambulatoriale, non dolorosa e che nel tempo garantisce una migliore risoluzione della patologia. Le indicazioni e le controindicazioni sono identiche a quelle della legatura elastica. Cari saluti

ho avuto una piccola trombosi emorroidaria (circa 1,5 cm).il medico mi ha prescritto daflon, impacchi di acqua calda e proctosoll pomata. Il tutto è molto migliorato perché non ho dolore o fastidi ma sento che ancora è rimasta una piccola pallina che spesso rientra. Sarebbe prezioso un suo parere:si potrebbe riassorbire sola? quanto tempo passa?ha qualche consiglio da darmi? la causa può essere stato il fatto che mi sono depilata nella zona intorno all'ano? non soffro di emorroidi e non mi era mai successo prima. grazie in anticipo e complimenti per il suo lavoro

Cara Sig.ra Adriana,
non credo che la depilazione possa causare una trombosi emorroidaria, anche se i traumi diretti sono citati come predisponenti. La trombosi esterna non deve essere considerata, come unico episodio, malattia emorroidaria. Occasionali trombosi delle vene cutanee perianali possono causare sofferenza momentanea ma tendono a regredire spontaneamente anche se lentamente. Continui la terapia consigliata dal suo medico. Unico cambiamento sulla pomata, potrebbe sostituirla con un prodotto naturale. Resto a sua disposizione
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, ho letto le sue risposte sul web e mi sembra una persona seria, anche perchè non è favorevole al metodo Longo che ho subito due anni fa. Beh, le mie emorroidi sono tornate tali e quali, dolorose non sanguinanti, pulite, ma assolutamente proibitivo per me durante il picco camminare. Cosa fare? Qual è il posto più vicina a Firenze dove Lei visita?

Cara Signora Alessandra,
non sono favorevole al metodo Longo non per “ideologia” quanto per l’osservazione di quanto accade ai pazienti che subiscono questo tipo di intervento. Nel suo caso una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile al fine di definire l’esatta gravità della patologia e quindi stabilire un adeguato percorso di terapia. Mi spiace non poterle dare conforto sulla possibilità di visitarla a Firenze, rimanendo Roma la sede principale dove svolgo la mia attività professionale. Cari saluti

Egregio Dottore, ho 26 anni e penso di soffrire di emorroidi già da parecchi anni di emorroidi(penso perchè non mi sono mai rivolta a un medico per questo problema). Dopo il parto ho notato un piccolo prolasso che però non mi ha mai dato problemi. Negli ultimi mesi riscontro sempre del sangue rosso vivo sulla carta igienica dopo la defecazione. Potrebbe essere qualcosa di grave? Aggiungo che nel momento dell'espulsione delle feci sento come "grattare" se così si può dire e a volte, almeno una volta al mese sento l'addome gonfio. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

Gentile Signora,
i suoi sintomi potrebbero derivare da una ragade anale. Il prolasso anteriore è frequente nelle donne che hanno partorito e non sempre è una emorroide. Comunque sarebbe prudente sottoporsi ad una visita specialistica con videoproctoscopia digitale per meglio definire la diagnosi. Cari Saluti

Soffro RCU da 10anni con forte resistenza farmacologica. sn in attesa di effettuare accertamenti diagnostici per verificare la possibilità di utilizzare infliximab, presso Ospedale "cervello" di Palermo. Vi chiedo quali sn gli accertamenti necessari? Ultimamente le emorroidi di III° grado fuoriescono ad ogni evaquazione ed ho perdite di sangue per circa dieci minuti (con orologio puntato; è possibile che le frequenti rettorragie siano dovute in parte alle emorroidi? Di recente ho subito un ricovero ospedaliero per "severa anemia da RCU" ricevendo due sacche di sangue più "ferlix" per dieci gg. e sono in attesa dell'esito degli esami. Cosa posso fare per eliminare la causa delle perdite di sangue? Conviene che intanto rimuova il problema delle emorroidi? Grazie.

Posso dire solo che le emorroidi non vanno al momento trattate chirurgicamente. Per gli altri quesiti sarebbe opportuno sapere l’età, il sesso, il lavoro ed altre notizie utili (altre malattie ecc.) del/la paziente per poter dare delle risposte.

Caro dottore la consulto per il seguente motivo: soffro di emorroidi . Sinora è stata una situazione abbastanza gestibile . Ho avuto fastidi 2 - 4 volte l'anno per pochi giorni ,del tipo dolore interno all' ano e prurito.Rimediavo con farmaci di automedicazione ( ANUSOL ecc..) Qualche anno fa feci una visita specialistica nella quale mi fu detto che avevo una " predisposizione " e che forse prima o poi avrei dovuto intervenire chirurgicamente. Il problema è che in questi ultimi 2-3 mesi ho avuto episodi più frequenti e dolorosi , fino al punto di sentire fastidio anche per sedermi .In più quello che mi fa più pensare è che contestualmente ho un fastidio-dolore alla zona dei genitali , dal pereineo fino alla base del pene escusi i testicoli .La sensazione è che mi dolga (se si esercita una piccola pressione ) il muscolo che comprende il pene e prosegue fino al perineo . Vorrei sapere da Lei se tutto ciò è riconducibile alle emorroidi e come intervenire . La ringrazio anticipatamente per la cortesia.

Egregio Signore, la patologia emorroidaria è abbastanza complessa nella sua semplicità. L’indicazione al tratamento chirurgico dipende dal grado della patologia e dai sintomi. Nel suo caso l’irradiazione dolorosa al perineo anteriore potrebbe essere una condizione differente ma associata alla patologia emorroidaria. Tenga presente che la muscolatura del perineo anteriore e posteriore sono intimamente connesse per inserzioni, vascolarizzazione ed innervazione. Nel suo caso una attenta visita proctologica con contestuale Videoproctoscopia Digitale può essere l’inizio di un iter diagnostico appunto semplice, che potrebbe prevedere l’esecuzione di una manoimetria anale, ma che porterebbe ad una corretta diagnosi sul grado, sulla gravità e sulla patologia associata alla sua malattia emorroidaria. Cari saluti ed Auguri.

Buonasera , le scrivo in merito alla metodica HAL Doppler , precidandole che dalle Visite che ho effettuato (anche Anoscopia) le mie emorroidi interne risultano essere tra un 2 e 3 grado.A tal riguardo le preciso che di norma ho fastidi del tipo legg.sanguinamento e dolore di media/bassa intensità circa 3 volte all’anno di norma in prossimità dei cambi stagionali.L’unica cura che eseguo oltre alla dieta..classica sono le bustine di Venosmine per 5 o 6 giorni.Sarei interessato ad avere un suo autorevole parere ovviamente comprendo perfettamente è necessaria almeno una visita preventiva.Ecco anche a tal riguardo gradirei info.

Caro Sig. C,
la metodica HAL Doppler per la cura delle emorroidi può essere effettuata in caso la malattia sia di 1°- 2° grado e consiste nella legatura (tramite un punto di sutura) della arteria che fornisce la vascolarizzazione alla vena emorroidaria. La metodica e di facile esecuzione e la cura viene fatta in DH. Bisogna comunque precisare che non vengono asportate le emorroidi e che tale metodica tende a ridurre il grado della patologia ed i sintomi ad essa correlata. Per tale motivo in caso persistono le cause dell’insorgenza della patologia emorroidaria questa, in un tempo variabile, si ripresenta. Al fine di valutare meglio il grado della patologia è importante eseguire la visita proctologica durante la quale il proctologo eseguirà una Videoproctoscopia Digitale, quest’ultima metodica diagnostica modernissima, che permette l’esatta valutazione della patologia. Spero di aver risposto alle sue domande rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Cari saluti

Salve dottore, volevo info su legatura emorroidale con elastico. Due giorni fa, ho effettuato la legatura per un emorroide di 1 grado, per altro senza sentire alcun dolore. Cercando varie info su internet, ho sentito che praticamente la pratica indolore dovrebbe protrarsi, invece a due giorni dalla legatura, sento prurito nell'ano, e una continua sensazione di evacuare anche se non ho lo stimolo. Questa sensazione è leggermente dolorosa, e per questo motivo mi è stato somministrata una bustina di Alven per due volte al giorno. Ho paura di andare in bagno e sentire dolore, è normale tutto questo? Grazie e scusi il disturbo

Caro Sig. Fabrizio,
in teroria la legatura elastica delle emorroidi non è una pratica dolorosa. In alcuni casi, quando la legatura è effettuata troppo vicino alla linea pettinata dell’ano si possono verificare episodi di dolore e bruciore. I suoi sintomi potrebbero anche derivare da un edema della parte sottoposta a legatura e dovrebbero regredire quando si completa la necrosi del gavocciolo emorroidario legato. Comunque queste sono supposizioni che andrebbero verificate con un controllo clinico. Mi scuso per la tardiva risposta legata a problemi tecnici sperando che quando legge la mia risposta i suoi sintomi sono del tutto regrediti. Se lo ritiene necessario potrà contattarmi anche
direttamente oppure darmi informazioni tramite e.mail.

Ill.mo Dottore, Ho 47 anni peso 115 kg e 185 cm di altezza. Svolgo un lavoro di dirigente e ho uno stile di vita abbastanza sedentario. Da circa un anno soffro di malattia emorroidaria, in particolare, secondo quanto descritto nel suo sito e a seguito di visita c/o un gastroenterologo di Roma, soffro di un vaso trombizzato (trombosi emmorroidaria ?) grande quanto un piccolo fiammifero che mi provoca dolori molto intensi e improvvisi dopo ogni evacuazione quotidiana(regolare ogni mattina)e che si attenuano solo dopo 6/8 ore. Non ho perdite di sangue (salvo qualche piccolissima macchia da sfregamento). La terapia che ho seguito ha compreso iniezioni di Fleboside, arvenum, creme luan e ruscoroid. Non è stata efficace. C'è soluzione di terapia medica o è più efficace e risolutiva la terapia chirurgica? Vivo a Roma e avrei fiducia di effettuare una visita medica c/o il suo studio di Roma. La ringrazio immensamente per quanto vorrà anticiparmi via mail

Caro Sig. Marco,
la trombosi emorroidaria è un evento doloroso, ma l’entità di quella descritta non è plausibile con la sua sintomatologia. Credo sia necessaria una ulteriore valutazione completata con una videoproctoscopia digitale. Se lei è disponibile e lo ritiene opportuno potrei visitarla presso il mio studio presso l’European Hospital. Potrà telefonare al numero 06.65975188 il luned’, mercoledì e venerdì dale 13 alle 19. La mia segretaria è a sua disposizione nel fissarle il primo appuntamento possibile.

Buonasera Dott. Nicastro, volevo porle una domanda. è più o meno un anno ormai che soffro di disturbi riconducibili alla patologia emrroidaria; provo infatti una sensazione di fastidioso peso a livello anale, bruciore ma soprattutto estremo fastidio nel mantenere la posizione seduta. mi sono sottoposto di recente ad una visita proctologica in cui mi sono state diagnosticate emorroidi di II grado ma il suo collega che il suo collega ha considerato da non trattare. vengo al punto: dato che ho 25 anni (e tale situazione è davvero decisamente fastidiosa) vorrei sapere se ritiene giusto non trattare emorroidari di II grado magari mediante legatura elastica? questa tecnica permetterebbe di risolvere in maniera definitiva il problema? o ritiene che sia controproducente intervenire data la mia età? in attesa di una sua risposta la ringrazio sinceramente

Caro Sig. Gianni,
se le emorroidi di II grado sono sintomatiche vanno trattate. Le terapie sono sicuramente conservative (dieta, terapia medica, legatura elastica o dearterializzazione). Le terapie conservative riducono il grado della patologia ma non possono essere considerate definitive. Ad esse bisogna associare la prevenzione della patologia valutata con un adeguato inquadramento diagnostico (visita e videorpoctoscopia digitale).

Egregio Dottore, volevo avere alcuni chiarimenti in merito ad un problema che continua a persistere a seguito di un intervento di prolasso anale e ragade (diagnosi: prolasso emorroidario; tipo di intervento: proctopessi con Stapler n. 33) effettuato in unica soluzione nel settembre del 2005. A seguito dell'intervento, manifestavo bruciore e grande fastidio: a febbraio 2006 la diagnosi è stata: presenza di granulomi da corpo estraneo (agraphes) dal canale anale in pz.; sottoposto ad un secondo intervento per rimozione di agraphes e D.T.C. di alcuni granulomi. Il bruciore continuava a persistere e in aprile 2006 ho effettuato una RSScopia; qui riferico il referto: esame limitato al sigma medio per feci formate. La mucosa appare edematosa senza peraltro evidenti erosioni o ulcere. A livello sovranfiterale parete posteriore presenza di ulcera con agraphe metallica al centro e tessuto pseudopolipoide di granulazione E' passato più di un anno, visite e consulti non sono bastati a risolvere questo fastidio; assumo FLAGYL 250 mg compresse 3 volte al giorno e applico con la regolarità di 2 volte al dì ANTROLIN pomata. Il Dott. M. Urologo presso l'ospedale di C., a seguito di una visita effettuata il mese scorso, ha riscontrato presenza di adenoma centrale di modesta entità; ecostruttura interna lievemente disomogenea. Può esprimere un giudizio al mio caso? Questo disturbo alla prostata può essere causato dal problema anale? La ringrazio per l'attenzione prestatami

Egregio Sig. Decio,
sono purtroppo frequenti le complicanze legate alla proctopessi con suturatrice meccanica. La complicanza da lei subita è anch’essa frequente, infatti granulomi e proctite ulcerativa sono lesioni riscontabili in molti pazienti sottoposti a tale intervento (nell’ultimo mese ho operato quattro pazienti nella sua medesima situazione). Quello che non è chiaro nella sua richiesta è se hanno mai fatto un esame istologico sulle lesioni asportate e se hanno eseguito biopsie (soprattutto sull’ulcera) durante la sigmoidoscopia e se l’agraphe è stata rimossa. Inoltre non si fa cenno all’eventuale stato del canale anale. Riguardo il problema prostatico l’intervento non ha potuto causare un adenoma, invece molte delle patologie anali hanno come sintomi collaterali disturbi prostatici infiammatori (prostatiti). Il mio consiglio è di valutare correttamente la situazione anatomico ano-rettale con una videoproctoscopia e fare una giusta diagnosi della patologia anale che l’affligge, perchè una patologia persiste altrimenti perchè userebbe antrlin da più di anno?

La ringrazio per la tempestiva risposta Volevo informarLa circa gli ultimi accadimenti sul mio caso. Nell’ultima settimana si è manifestata un’eruzione perianale a livello esterno. Rispondo alla sua domanda se ho effettuato un esame istologico: no nessuno me lo ha mai consigliato, ne ho mai eseguito biopsie. Inoltre ho subito un primo intervento a febbraio dello scorso anno per la rimozione di agraphes, ma evidentemente non riuscito poichè la agraphe o le agraphes sono ancora presenti; solo i primi mesi dopo l’intervento mi sembrava di stare meglio, ma appena è arrivato l’autunno il problema è risorto. Proprio l’altro giorno il Dott. N. mi ha effettuato una videoproctoscopia; qui recito il referto: “Abbondanti feci in ampolla rettale. Mucosa sostanzialmente normale con evidente irregolarità pseudopolipoide a livello del retto sovrasfinteriale, con agraphe metallica. Dermatite della regione perianale” Ho smesso nel frattempo di applicare ANTROLIN e assumere FLAGYL non per consiglio dei medici, ma perchè ho iniziato ad avere problemi di stomaco, e perchè penso che l’eruzione perianale sia dovuta a un uso eccessivo di espedienti per alleviare il dolore. L’unica cosa di cui faccio uso al momento è DORA-DOL, una iniezione alla sera per calmare il dolore che è estenuante e profondo: un minimo per alleviare per pochi istanti questo bruciore che spesso è causa anche di
sensi di vomito. Mi creda Dottore, non ho più la forza di andare avanti Cosa ne pensa? Della rimozione dell’agraphe nessuno ne parla: a questo punto penso che non sia la fonte del mio problema Spero possa aiutarmi anche solo leggendo tra le poche righe, a trovare una risposta al mio caso e se Lei lo riterrà opportuno ai fini della risoluzione definitiva, sarei disposto ad affrontare un viaggio per venirLa a trovare… ma non ha idea di quanto mi costi questo sacrificio
in questo momento! La ringrazio ancora per l’attenzione Cordialità

Caro Sig. Decio,
lei non ha eseguito una videoproctoscopia (dalla sua descrizione) ma una normale rettoscopia che non ha dato evidenze relative allo stato del canale anale. Mi scuso si insisto ma credo che nel suo caso è necessario una attenta valutazione. Anche la presenza della eruzione cutanea e della dermatite sono sintomi correlati che andrebbero valutati.

Gentile dottore, soffro emorroidi ho 36 anni il gasrtoenterologo mi ha diagnosticacato tra II e III grado non congeste, inoltre ha individuato individuato una ragade che sto curando con antrolin le chiedo mi dovrei operare in vista di una futura gravidanza? grazie

Cara Sig.ra Paola,
prima di ogni cosa bisogna stabilire perchè ha una ragade e le emorroidi. Se alla base delle patologie vi è una stipsi bisogno correggerla. Se la ragade è cronica potrebbe essere indicato l’intervento chirurgico. Nelle emorroidi di II grado si può prescrivere una terapia medica, nelle emorroidi di III grado l’indicazione è prevalentemente chirurgica ed in base alle caratteristiche cliniche, scegliere il migliore tattamento. Se lei è affetta da emorroidi di III grado, quindi prolassate al di fuori del canale anale una gravidanza potrebbe causarle un peggioramento e renderle sintomatiche (dolore e sanguinamento) ed è giusto valutare la risoluzione della patologia. Il cosniglio è fare una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale ed in base ai risultati programmare una adeguata terapia che contempli anche il trattamento della ragade anale.

Buongiorno, ho 52 anni e da circa 10 giorni soffro di una che penso sia una crisi emorroidaria particolarmente dolorosa. Abito in Basilcata anche se sono di Pizzo Calabro, ho visto sul web il suo sito e ho telefonato per prendere un appuntamento allo studio di Lamezia Terme che mi hanno detto potrà essere probabilmente entro fine mese. Stò prendendo delle pillole di Arvenum 500 e varie pomate, con scarsi risultati. Mi potrebbe consigliare qualcosa per favore per attenuare il dolore in attesa dell'appuntamento? La ringrazio e la saluto cordialmente

Egregio Sig. Graziano,
appunto lei presume che siano emorroidi ma non ne siamo sicuri. Quindi qualsiasi terapia deve essere differita quando si potrà fare una diagnosi di certezza. Per il dolore può utilizzare un antidolorifico generico (nimesulide, ketoralac), senza abusarne ed assumendolo a stomaco pieno.

buongiorno, ho 38 anni, da qualche anno soffro di emorroidi, ho fatto varie visite e i dottori a cui mi sono rivolta mi hanno dato consigli sull'alimentazione e su farmaci ad uso locale, nel 2001 ho fatto una colonscopia (per altri motivi) che hanno confermato la diagnosi di emorroidi di II livello. qualche mese fa ho deciso di risolvere il problema con un'eventuale intervento chirurgico. ho fatto una visita fuori regione e una presso l'ospedale della mia città (potenza) e la diagnosi è stata diversa: 2 polipi a livello del retto, nella parte "bassa". mi è stao consigliato di asportarli, anche per la storia familiare che non depone bene. lei cosa mi consiglia? che tecniche esistono per questo tipo di problema? in attesa di una sua risposta. Cordiali slaluti

Cara Signora Antonella,
non si deve meravigliare della diversità della diagnosi in quanto mi pare di capire che sono stati diagnosticati dei polipi del retto e questi posssono essere concomitanti alla patologia emorroidaria. Asportare i polipi del retto basso non è un grande problema di tecnica quanto di stabilire dimesioni e sede di impianto. Per tale motivo non posso darle un sincero consiglio per la scarsità delle notizie ricevute. Un giudizio più corretto è possibile dopo averla visitata e sottoposta ad una videoproctoscopia digitale. Ricambio i cordiali saluti

Egregio Dottore sono un uomo di 48 anni e sono stato operato il 27.01.07 dal Professor T. a B. con la tecnica in oggetto : riduzione del prolasso, riposizionamento delle emorroidi nella sede originaria e legatura arteriosa. Ha distanza di quasi 2 mesi continuano a persistere alcuni fastidi ed occasionalmente anche del sanguinamento. Secondo il Professore che mi ha operato (visita del 7.03.07) il tutto è dovuto ad un non completo risarcimento delle ferite e che, sempre a suo dire, tutto procede secondo il normale decorso post-operatorio. Io invece non sono molto certo di quanto mi ha detto anche perchè prima dell'intervento mi aveva parlato di un'operazione banale che non avrebbe prodotto soluzione di continuità con le normali attività della mia vita lavorativa ed extra. La cosa invece si è rilevata assolutamente non vera avendo avuto non pochi disturbi e conseguenti disagi. In sintesi non mi fido più e sono anche abbastanza preoccupato. E' vero che il fastidio si acuisce molto dopo uno sforzo (attività fisica, palestra ecc...) ma vorrei avere un suo parere se questo può essere ritenuto normale. In attesa di un suo graditissimo riscontro la ringrazio e la saluto cordialmente

Egregio Sig. Orazio,
mi perdoni la franchezza, ma la descrizione dell’intervento non descrive niente. In termini specialistici potrei dire che è una tecnica “mista” tra la tecnica di Longo e la dearterializzazione. La prima prevede l’uso della suturatrice meccanica la seconda del doppler. Quale mezzi ha usato il Prof.? Presumo che la patologia di base fosse la malattia emorroidaria, ma di quale grado? se è stato sottposto alla tecnica di Longo lei non ha risolto il problema emorroidario (per definizione non asporta le emorroidi), la dearterializzazione ha una qualche efficacia nella patologia emorroidaria di II e III grado. Come vede non posso che rispondere con alcune domande ai suoi quesiti. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica con videoproctoscopia digitale in modo da “fotografare” il suo suo stato patologico e su quella base trovare una adeguata impostazione terapeutica.

Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla

Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate

Spett. Dott.Nicastro Sono uno studente di quasi 30 anni. Circa dieci giorni fa il mio medico di base mi ha diagnosticato una trombosi emorroidale e, come cura, mi ha prescritto Proctosedil,crema rettale 2 volte al dì e Asacol 500 in supposte 1 la sera..Sembrava che la cura stesse migliorando la situazione, finchè 3 giorni fa ho avuto un peggioramento. Il fastidio è diventato dolore e l'emorroide è diventata dura e non più retraibile manualmente.Sono tornato dal medico e mi ha allora prescritto Luan pomata 4 volte al dì e Arvenum compresse 3 volte al dì e mi ha detto di continuare la cura di Asacol. Oltretutto mi ha consigliato di stare a riposo e di fare degli impacchi con acqua tiepida e sale. Queste cure mi aiuteranno a stare meglio? E se anche questa cura dovesse fallire lei cosa mi consiglierebbe per una più rapida guarigione? in attesa di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti F.

Caro Sig. Francesco,
le cure prescritte per la trombosi emorroidaria e alquanto corretta. Bisogna stabilire se la trombosi coinvolge una vena esterna o coinvolge i peduncoli principali. Le pomate che applica agiscono sul sintomo e non sulla patologia, inoltre dovrebbe correggere eventuali disturbi della defecazione e rendere più morbide le feci. Le consiglio l’uso di Proctovasa crema (le prime applicazioni posssono dare bruciore), di lavarsi con SapigenK o similari, di assumere 2 cps di arvenum 3 volte al giornno per almeno 7 giorni e poi continuare con 3 cps al giorno per altri 10 giorni. Se la trombosi non tende a regredire è utile un controllo specialistico. Resto a sua disposizione

Buongiorno dottore vorrei segnalarle il disturbo di natura emorroidaria di cui soffre mai madre. Nel 2000 è stata operata di emorroidi e fino a quest'anno non ha più avvertito alcun dolore.A seguito di una visita gli è stata riscontrata una ragade anale con prolasso della mucosa rettale curata con dilatan e colostrum gel.Per sicurezza ha effettuato una colonscopia e la cistografia che non hanno evidenziato nulla di patologico se non diverticolosi e rettocele.Ad un recente e ulteriore controllo oltre al prolasso che nel frattempo si è ridotto gli stato riscontrato un polipetto anale fibroso di circa 5 mm a ore 6. Le rassicurazioni sul fatto che sia un reperto abbastanza frequente in chi soffre di emorroidi e ragadi hanno rassicurato mia madre ma meno il sottoscritto.L'eventuale asportazione del piccolo polipo verrà decisa o meno durante la rettoscopia a cui dovrà sottoporsi.So che esiste il carcinoma anale e non vorrei che quel polipino degenerasse.In ultima istanza vorrei una deluci dazione,il polipo fibroso penso dipenda dal fatto che sia ricoperto di fibre nervose,non può essere che mia madre oltre alla patologia all'ano abbia un disturbo neuromuscolare?,mi dicono siano parti dove ci sono molti recettori di centri nervosi e mia madre soffre da tempo di ansia cronica, dolori cervicali e sindromi vagali.Può esserci una correlazione con l'ansia e l'innesco di un circolo vizioso in tal senso? Mi scuso per la lunghezza ma volevo darle un quadro preciso dei disturbi. Le sarei grato se mi fornisse un suo parere. Pier Paolo

Caro Signor Pier Paolo,
il polipo fibroso è frequente nella patologia emorroidaria ma non alcuna attinenza con una eventuale sindrome ansiosa e vagale. Inoltre il carcinoma anale ha delle caratteristiche precise che non pongono dubbi rispetto al polipo fibroepiteliale. Maggiori delucidazioni potrei darle se mi informasse sul tipo di intervento effettuato nel 2000. Il mio consiglio è comunque eseguire una videoproctoscopia digitale al fine di definire meglio la patologia (prolasso mucoso, emorroidi recidive, rettocele). Cari saluti

Le scrivo per avere un suo parere.Ho 42 anni.Da tre anni ho problemi al colon. In seguito a sanguinamenti, non sapendo se erano le emorroidi o altro ( ho fatto 3 legature) ho fatto una rettoscopia e poi una colonscopia.Premetto che soffrivo di stitichezza.La prima volta il dott. mi diagnostica mucosa congesta,piccole erosioni superficiali, emorroidi di primo grado,piccolissimi pseudo-polipi.Pentacol gel e lavaggi interni. Dopo vario tempo faccio una colon-scopia da un altro dott.( fino all'ileo distale). Diagnosi:- mucosa integra in tutti i suoi tratti, pareti ben distensibili, all'insufflazione d'aria, reticolo ben rappresentato, emorroidi di primo grado. In retrovisione ampollare si evidenzia presenza di lesione ulcerata e ricoperta di fibrina come da recente sanguinamento alle ore tre. Mi dice di rivolgermi ad un chirurgo. Ritorno dal dott. che mi aveva fatto le legature ( non quello della rettoscopia)che mi dice che la lesione è una legatura fatta da lui 20/ 25/ gg. prima. Boh!Lui dice che mi devo operare. Non lo faccio perchè per 1 anno non ho più sanguinamenti. Prendo fibre e benefibra e la mia stitichezza sparisce. Da questo momento le mie feci sono sempre molli e a volte ho quasi diarrea. Smetto di prendere le fibre ma le mie feci da allora non sono più normali. Ho avuto episodi di muco giallognolo, e altri episodi di sangue. Sono le emorroidi? non so! ho pure diarrea nel contempo. E dire che non avevo mai avuto diarrea nella mia vita..prima di fare la cura delle fibre. Ero stitica. Adesso vado ogni mattina, quando non mi svuoto completamente( se le feci sono più dure)anche tre volte.Soffro di bruciori agli occhi, per ora ho un orzaiolo. Ho letto che il colon malato porta anche questi problemi.E i miei capelli sono molto fini e cadono.Non so più che fare...e non so a chi rivolgermi. Il sangue può venire dalle emorroidi? anche quando le feci non sono dure?è rosso vivo e sembrerebbe non mischiato alle feci.Grazie per la risposta,Distinti Saluti, Claudia

Cara Signora Claudia,
assodato che le emorroidi di 1° grado possono essere sintomatiche e dare sanguinamento all’evacuazione, credo che il suo problema può essere correlato alla sindrome del colon irritabile. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita specialistica per confermare la diagnosi che deve essere completata con una videoproctoscopia digitale al fine di definire lo stato emorroidaria.
Cari saluti
D:Grazie per la celere risposta. Io abito a Marsala, lei conosce qualche medico bravo delle mie parti? anche Trapani o Palermo.La video-proctoscopia chi la fa? i dottori ai quali mi sono rivolta credo proprio di no.Secondo lei serve un’altra colonscopia per confermare la diagnosi?Grazie ancora,
R:Cara Signora Claudia , purtroppo non conosco medici che eseguono la videoproctoscopia in sicilia ma posso consigliarle di rivolgersi al Dott. TN di Palermo o al Dott. AF di Messina. Conosco i due professionisti e credo che siano persone serie ed affidabili, qualora dovesse rivolgersi a loro può fare il mio nome e porgere i miei saluti Come faccio con lei restando a sua disposizione

Ill.mo dottore, La ringrazio per la velocissima risposta. Chi parla male della Sanità Italiana e dei Medici che ne fanno parte non ha capito nulla. Il problema vero, si sa, sta da un'altra parte !!! Mi perdoni se approfitto ancora, ma vedo che Lei non accenna, con riferimento al sanguinamento,alla possibilità che il continuo sali/scendi delle emorroidi possa aver provocato delle fissure. Nel caso affermativo la dearterializzazione risolverebbe anche il problema delle fissure eventuali? L'infiammo può essere combattuto con il nimesulide? Grazie infinite ancora una volta.

Caro Signor Massimo,
Il sanguinamento non necessariamente proviene dalle fissure, se con questo termine intendiamo ragade anale (in inglese fissure) ma semplicemente dalla lesione della vena emorroidaria ed in tal caso la dearterializzazione è efficace anche sul sanguinamento. In caso di ragade l’intervento da proporre è doppio: fissurectomia e THD. L’infiammazione può essere combattuta con gli antinfiammatori ma non bisogna abusarne.
Cari saluti

Buongiorno Dottore, le esplico il mio caso: negli anni passati ho sofferto di emorroidi. Una volta dignosticate di II/III grado mi sono deciso per mettere fine a un autentico calvario all intervento sec. Longo (dicembre 2007).Piano piano alcuni sintomi sono ricomparsi come se l intervento avesse ridotto ma non risolto il problema. Da giugno mi sono sottoposto a 2 sedute di legatura elastica che hanno leggermente migliorato la situazione fino a quando settimana scorsa dopo un evacuazion ho avuto una trombosi che non avevo da un paio d'anni. Cosa vuol dire? Conviene rioperarsi? Mi illumini, la prego.

Caro Signor Carlo,
se ha avuto modo di leggere sui vari forum e anche sul mio potrà trovare molte situazioni simili alla sua. Purtroppo, non mi stancherò mai di ripeterlo, la tecnca sec. Longo non è adeguata, secondo il mio modesto parere, per la cura della patologia emorroidaria e la sua diffusione e pubblicità è dovuta più a fattori “commerciali” che ad un vero interesse scientifico. Secondo me lei dovrebbe sottoporsi a una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale che metterà in chiara evidenza la reale situazione della patologia che l’affligge. Solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia con l’intento di risolvere definitivamente la malattia.
Cari saluti

gentilissimo dottore premetto che non ho problemi di stipsi. sono al 9 mese di gravidanza e nonostante prenda ferrograd non ho problemi di "defecazione" anzi! 6 giorni fa ho iniziato ad avvertire una strana sensazione dopo il rilascio dello sfintere...dolorosa ma finiva li, l'ho presa come un riscaldamento da salame piccante e non le ho dato la giusta importanza! tre giorni fa è invece iniziato il vero calvario...sono fuori uscite le emorroidi di cui non avevo mai sofferto..tutte da uan parte dell'ano,..nella sera il dolore è diventato atroce ed ho usato "preparazione h" ma non m'ha fatto assolutamente nulla! dopo una notte insonne ho cambiato crema e sono passata a "proctoril" col quale ho iniziato ad avvertire piano piano il miglioramento! quello che non riesco però a capire è come mai sento tipo una serpentina che mi tira le emorroidi su e poi sole sole riscendono. e' la terza volta che mi capita in due giorni....e' normale, è comunque un buon sintomo! mi scusi se mi sono dilungata e spero di essermi spiegata. la saluto fiduciosa buona serata e buone feste

Cara Signora Maria,
la patologia emorroidaria spesso insorge, complicandola una tantino, durante la gravidanza
indipendentemente se la persona è stitica o meno. In molte donne è il parto naturale l’elelmento scatenante la patologia ma in ogni caso prima di praticare automedicazioni sarebbe opportuno rivolgersi al medico, farsi visitare per accertare la reale diagnosi e sarà il medico a dare le adeguate cure compatibili anche con il particolare stato di gravidanza o di allattamento.
Cari saluti

Gentile professor Nicastro, La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.Ho 33 anni e nell'aprile 2008 mi sono sottoposta ad un intervento di emorroidectomia (con criotrapia selettiva e legatura)in seguito ad una tromboflebite.Dopo una degenza di circa 1 mese (in cui ho patito le pene dell'inferno a letto per via della legatura e il distacco delle emorroidi) ho incomiciato a accusare forti dolori all'interno dell'ano all'altezza del coccige(zona in cui durante la crisi emorroidaria sentivo maggiormente dolore).Tali dolori e fastidi erano talmente persistenti che mi vedo costretta a Luglio a tornare dal chirurgo,il quale dopo una visita "manuale"mi dice che avevo una ragade proprio dove c'era il trombo e che non aveva visto durante l'operazione!.Così mi sottopongo a sfinterectomia laterale.Ma da quel giorno non ho più pace..Non riesco più a stare seduta perchè ho dolore persistente al coccige e che si espande al gluteo destro.A ciò si aggiungono i fastidi interni all'ano quali bruciore e sensazione di avere ancora le emorroidi.Premetto che non ho dolore durante la defecazione (salvo i giorni in cui c'è stitichezza)nè tantomeno perdite di sague.Alla visita postoperatoria il chirurgo mi tocca "col dito" sotto la punta del coccige e mi dice che c'è una lussazione.Da qui seguono risonanze magnetiche e radiografie che però non rilevano niente a livello osseo.Intanto non riesco neanche a piegarmi in avanti poichè sento che qualcosa si strappi o tiri.Non so più che fare.ho provato di tutto:supposte, antinfiammatori..ma nulla.Che devo pensare? Che l'intervento non sia stato eseguito bene?Che hanno reciso un nervo? Cucito male?Hanno creato ua contrattura?Tagliato troppo il muscolo? Toccato qualcosa(a livello osseo)che non dovevano toccare?Mi dia,per favore,un suo parere( e/o consiglio) Lei su cosa fare. Spero di averLe fornito le necessarie informazioni. Grazie per la cortese attenzione.

Cara Signora Ilenia,
sinceramente qualcosa è accaduto durante l’intervento se è stato necessario 1 mese di ricovero quando normalmente sono necessarie 24 ore. Sicuramente la sua ragade andava
meglio definita e diagnosticata e la sola esplorazione rettale non è sufficiente, secondo il mio parere, per eseguire una sfinterotomia. Sicuramente bisogna che lei si sottoponfìga a una visita colonproctologica (vera) completata con una videoproctoscopia digitale al fine di documentare e diagnosticare la situazione attuale della patologia ano-rettale che la sta facendo soffrire. Solo un appunto la crioterapia delle emorroidi è da anni bandita dalle società chirurgiche specialistiche colonproctologiche di quasi tutto il pianeta. Mi perdoni la radicalità della risposta ma penso ( con un po di sdegno) che il “chirurgo” che ha avuto modo di curarla doveva almeno approfondire la diagnosi per stabilire la causa della sua sofferenza.
Cari saluti

Buongiorno, sono una donna di 50 anni; una visita proctologica effettuata a febbraio di quest'anno (successiva ad una colonscopia nella quale si sono individuate emorriodi di II-III grado) ha rilevato: presenza di marische perianali e sotto ponzamento prolasso emorroidario, sfintere normotonico, ampolla libera, presenza di emorroidi di II-II grado. Il medico mi ha consigliato una emorroidectomia chirurgica. Per motivi psicologici (ero nel pieno di una crisi coniugale) ho deciso di rimandare l'intervento, anche perchè raramente ho ed ho avuto dolore (unica eccezione in occasione di una trombo-flebite) Ora a 9 mesi di distanza ho praticamente sanguinamenti quotidiani al momento della defecazione e spesso sono molto consistenti. Sarei propensa all'intervento ma vorrei sapere quale è il decorso post operatorio.

Cara Singora Vania,
la patologia emorroidaria di II e III grado è possibile curarla con altri procedimenti diversi dalla emorroidectomia classica. Ad esempio la THD (dearterializzazione) con proctopessi in caso di prolasso mucoso è una nuova tecnica mininvasiva e con poche sequele post-operatorie. Si ha una pronta ripresa post-operatoria con una ripresa delle attività quotidiane quasi immediata.
Cari saluti

salve, ho letto molte delle sue risposte e a saperlo prima non avrei affrontato un'operazione. Dopo il parto anche durante la gravidanza sono fuoriuscite le emorroidi con sanguinamento in certi periodi. Dopo 2 anni e mezzo mi sono convinta che era giusto andare a fare una visita da un chirurgo ho cencato e ricercato su internet tutte le tecniche dopo potevo soffrire di meno perchè sapevo di dovermi operare scelgo e anche su consiglio di alcune ragazze il metodo thd. Il mio problema era la fuoriuscita delle emorroidi un prolasso del retto che dovevo far rientrare manualmente. ok mi sono operata ma il problema ci sta ancora uguale identico solo il sanguinamento è scomparso per il resto tutto come prima adesso mi chiedo ma qual'è la tecnica dove si può definitivamente risolvere questo problema? io sono ancora in cerca dell'operazione che mi faccia soffrire meno io sono andata convinta ad operarmi senza pensarci un attimo senza paure psicologicamente felice ed alla fine sono rimasta delusa e psicologicamente sto male perchè comporta un sacco di disagi in qualsiasi momento della giornata. Grazie per l'attenzione aspetto qualsiasi consiglio risolutivo.

Cara Signora Caterina,
non esiste una sola tecnica e quella più indicata è possibile deciderla solo dopo una visita completata con videoproctoscopia digitale. Riguardo la THD tecnica che eseguo con soddisfazione mia e soprattutto dei pazienti è una valida tecnica mininvasiva ma deve essere attuata con precisione e indicazione certa. Ma non è una panacea universale.
Cari saluti

Buongiorno Dottore, sono un ragazzo di 30anni e che da un'anno sto vivendo con angoscia il mio stato di salute. Mi spiego a dicembre dell'anno scorso per la seconda volta in vita mia soffro di emorroidi esterne e dolorose, ma stavolta più dolorose e non guarite dopo cura medica, allora i chirurghi dell'ospedale del mio paese decidono di operarmi con metodo Longo, ma è proprio da quel momento che non ho più pace, dopo i primi 20giorni di miglioramenti ho una ricaduta di dolore, mi viene diagnosticata una comune ragade anale scatenata da un ipertono sfinterale, ma ad aprime dopo mesi di cure mediche e infinite visite, decidono nuovamente di operarmi per cauterizzare la ragade. Durante detto intervento mi viene aportato un polipo anale(diagnosticato di natura infiammatoria). Dopo 20gg da questo intervento comincio ad avere nuovamente gli stessi sintomi, detto fatto come sopra, si arriva a fine luglio con nuovo intervento per lo stesso motivo(stavolta al policlinico di Palermo) sempre rgade e polipo(di natura infiammatoria). Inutile dire che dopo circa 20gg tutto ritorna come prima e quindi vai di cura medica senza esiti positivi, e siamo a mercoledì c.m. rioperato di ragade e asportazione di 2 polipi (da accertare la natura). Il Proctologo che mi ha avuto in cura mi ha liquidato dicendomi che sono polipi di natura infiammatoria dovuti con ogni probabilità alle graffette in titanio previste dal metodo Longo, quindi reazione naturale del corpo), chiedo se esiste una soluzione a ciò perchè per me non è normale che devo attendere(non si sa quanto) che cadano da sole queste graffette. Credo che non sia possibile che ogni 4 mesi devo operarmi e che devo rimanere con questi dolori generati da questi polipi. Le chiedo se Lei mi può consigliare qualcosa perchè io fino ad oggi ho conosciuto 5 colonproctologi che non mi sanno dire come poter uscire da questo tunnel in maniera certa e risolutiva. per il momento mi curo con fitostimoline matt e sera, detergente anestin. Mi scusi se sono stato troppo prolisso ma la storia è lunga e va menzionata tutta, per poter meglio valutare la mia situazione. In attesa di una Sua cordiale risposta le auguro buon lavoro e buon week-end.

Caro Signor Daniele,
la sua storia clinica non è rara o inusuale. Dopo l’intervento con suturatrice meccanica sono molti i pazienti che non riescono a risolvere i problemi e anzi peggiorano il loro stato. Nel suo caso credo sia opportuno porre una diagnosi corretta e inequivocabile prima di prendere in considerazione un trattamento chirurgico o farmacologico e il fatto di essere stato sottoposto a ben cinque interventi chirurgici senza alcun beneficio ben evidenzia come la diagnosi sia stata di difficile definizione. Riguardo i polipi infiammatori sono detti anche granulomi da corpo estraneo e dipendono dal tipo di intervento effettuato e non è vero che non sono un problema anche perchè se così fosse perchè asportarli? Invece essendo una nuova patologia evidenziata solo con l’avvento di questo interento ancora non ci sono dati specifici sulla loro entità patologica.
Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile a definire la diagnosi e permettere un corretto percorso di terapia.
Cari saluti

Buongiorno, la mia eta' e' anni 48 e mi e' stato diagnosticato un prolasso anale di terzo grado,con piccolo nodulo emorroidiario. Il medico proctologo che mi ha visitato,mi consiglia una dieta a base di fibre ed un cambiamento delle mie abitudini attuali (tempo di seduta sul water,uso di acqua fredda al bidet....) ed una terapia di sostegno a base di venoruton,rivedendo la situazione tra sei mesi per valutare se intevenire o se,in caso di riduzione del prolasso,sia sufficente continuare solo con la dieta. La domanda che volevo porre e' la seguente: Secondo la vostra opinione, sara' sufficente attenersi a quanto indicato dal medico per ovviare al problema,o nella maggioranza dei casi,in base alla vostra esperienza,visto il grado della mia patologia si dovra' ricorrere all'intevento? Volevo inoltre sapere se ci sono delle cure o delle modalita' di intervento innovative rispetto alle classiche procedure. Grazie per la vostra risposta e distinti saluti.

Caro Signor Prospero,
se la patologia emorroidaria è stata correttamente diagnosticata come di terzo grado la terapia medica può solo prevenire fasi acute della patologia ma non curarla. Il terzo grado di emorroidi si cura con un trattamento chirurgico e quello meno invasivo attualmente è la THD cioè la dearterializzazione dei plessi emorroidali. Se vi è associato prolasso mucoso è possibile eseguire durante lo stesso intervento una proctopessi a punti senza asportare tessuto rettale e anale.

Buonasera dott. Nicastro, forse non mi sono spiegato bene, ma quello che mi hanno diagnosticato, e' un prolasso anale di terzo grado, con una modesta emorroide, pertanto per cortesia mi puo' o meno confermare se la sua risposta e' altrettanto valida, o se esiste una cura alternativa,grazie.

Caro Signor Prospero,
mi dispiace confermare quanto detto. Per quanto mi riguarda il prolasso anale è una patologia “inventata”. Esistono emorroidi dal 1° al 4° grado, ma mi creda alla sua età il prolasso anale o rettale è un falso ideologico. Questo lo affermo secondo scienza, coscienza e conoscenza. Mi dispiace solo che alcuni appartenenti alla mia stessa categoria professionali usino definizioni per giustificare esclusivamente un tipo di intervento “di moda”. Mi permetta di finire qua ogni commento.
Cari saluti

gentile dottore, sono un uomo di 58 anni, sono affetto da morbo di wilson, l'anno scorso sono stato operato con il laser per un linfoma faringeo alla corda vocale dopo di che sono state eseguite 22 applicazioni di radioterapia.Le devo premettere che il mio medico di base mi aveva curato con abbondanti dosi di antibiotici una probabile cistite che dopo visita dallurologo si definita unsìa ipertrofia benigna della prostata. assumo giornalmente 9 pemine per il morbo di wilson un pastiglia di avocart per la prostata più un diuretico, Questa è la situziuone sino ad un mese fa. Infatti e da un mese che ho un continuo stimolo nel defecare. Le poche feci che evacuano senza alcun dolore, sono normali e non presentano tracce di sangue o di muco, Sono andato a visita dallo stesso urologo ,perchè primario in un ospedale ed ha riscontrato dei noduli che lui ha definiti emorroidi interne ed una piccola ragade. come cura mi ha prescritto una supposta di topster alla sera e della pomata trofodernin. Dopo otto giorni non ho avuto nessun miglioramento sto anche bevendo delle tisane per regolarizzare il ciclo delle evacuazioni. Non so che fare, sono stressato per le precedenti malattiei sopra decritte, il 14 dicembre devo presentare un mio libro, sono disperato mi dia un consiglio anche provvisorio per arrivare senza questo tremendo fastidio e bruciore a quella data. la ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signor Salvatore.
se la diagnosi dell’urologo è esatta purtroppo la terapia consigliata è inadeguata. Le supposte di Topster (cortisonico) possono curare le infiammazioni dell’ultima parte del retto ma non le emorroidi così la presenza di una eventuale ragade anale non può essere curata con la semplice crema di trofodermin. Comunque è buona norma prima di prescrivere una terapia confermare una diagnosi. Una visita procotlogica completata con una videoproctoscopia dirimerebbe ogni dubbio e permetterebbe un adeguato percorso di terapia. Mi perdoni se non posso essere pi esaustivo ma mi creda è contro ogni principio etico prescrivere terapie senza visitare un paziente e soprattutto attraverso l’etere.
Cari saluti

gentile dottore,in data 11/11/08 ho subito un intervento di emorroidectomia ed sfinterotomia sx. dopo una settimana circa dall'intervento e' spuntato un ascesso sx,cosi descritto dal chirurgo che mi ha operato,e ricevevo una prescrizione di antibiotico "tavanic 500" (una ad di x cinque giorni. In data 27/11 mi ripresentavo dallo stesso chirurgo che nell'effettuare la visita mi riferiva che l'ascesso si era aperto e che potevo sospendere l'assunzione dell'antibiotico visto che vi era la fuoriuscita del materiale e che previo complicanze mi rimandava per una visita dopo quindici giorni. Oggi 02/12 il problema permane,ho letto qui su internet che sembrerebbe essere inevitabile la trasformazione da ascesso a fistola.posso fare qualcosa adesso per evitarlo? grazie mille

Caro Singor Ignazio,
la complicanza dell’ascesso è rara e bisognerebbe capire quale tecnica è stata usata per la cura delle emorroidi. Se l’ascesso è stato ben drenato e non vi è persistenza di infezione, con le dovute medicazioni, non sempre residua una fistola perianale. Comunque bisognerebbe comprendere da dove è originato l’ascesso stesso.
Cari saluti

A mio figlio di 29 anni hanno diagnosticato dei condilomi e delle emorroidi di secondo grado. Ha effettuato la visita dal dermatologo e dal chirurgo. Si Propone un intervento ghirurgico contemporaneo per asportarle entrambi ed effettuando l'anestesia locale. E' utile intervenire insieme? Non comporta più dolore per il paziente? Quale intervento potrebbe essere fatto successivamente? Ringrazio

Caro Singor Giuseppe,
l’interevnto potrebbe essere esguito con un unico tempo operatorio e secondo me se le emorroidi sono di secondo grado potrebbe essere indicato l’intervento con THD in modo da essere il meno invasivi possibili.
Cari saluti

gentile dottore, sono una ragazza che si e' operata di recente di marasche delle emorroidi apparse in seguito a emorroidi II grado; la domanda che le vorrei fare e' : come mai in seguito all'escissione e' apparsa una trombosi (eliminata durante la guarigione dell'escissione) e non solo, a 1 mese della guarigione mi sono rimaste delle escrescenze al livello dell'ano dure e abbastanza dolorose che provocano prurito; secondo lei l'escissione non è stata ben fatta oppure dietro alle marische c'era dell'altro che ne e' uscito fuori solo ora? Lei che mi consiglia : di operarmi un'altra volta? grazie

Cara Signora Narcisa,
l’asportazione delle marische solitamente è eseguita contestualmente alla asportazione delle emorroidi. Mi sembra di capire che non è stato fatto alcun trattamento sulle emorroidi e forse per questo è comparsa la trombosi e le escrescenze rappresentano le coicatrici residue all’intervento. Si sottioponga a visita specialistica per poter definire meglio lo stato atuale della malattia, magari completata con una videoproctoscopia, solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Salve dottore, la contatto perchè sono anni che ormai ogni tanto mi fuoriescono le emorroidi dal plesso anale e risultano sanguinare, a volte solo una piccola strisciata sulla carta-igienica, a volte abbondantemente. Dalla colon eseguita 4 anni fà risultava che avevo emorroidi di secondo grado e un prolasso. Io soffro di Morbo di Becket a livello intestinale che a volte mi fà infiammare l'intestino che mi sanguina. Cosa posso fare? Tra l'altro non so se è normale ma se faccio sforzi pesanti sento subito un peso in basso a dx all'addome e mi fuoriescono le emorroidi. Mi può dare una dritta per favore. Solitamente mi curo con capsule di arvenum. Grazie per la risposta. Stefano

Caro Stefano,
una buona dieta per mantenere una evacuazione più morbida possibile è il primo accorgimento da attuare (evitare gli alcoloci, i cibi piccanti ecc), ma questo credo che sia già attuato nel suo caso. La patologia di secondo grado se è sintomatica può essere trattata con beneficio con la sola terapia medica; questa comunque deve essere sempre prescritta dal medico che ha la possibilità di visitarla e quindi porre i giusti provvedimenti. I flavonoidi vanno bene per la prevenzione degli attacchi acuti e anche l’uso di detergenti e di creme e pomate idonee possono essere di corredo alla terapia.
Cari saluti

buon giorno subito dopo intervento con metodo milligan-morgan-ligasuremi sono comparse altre protuberanze simili alle emorroidi dolorose e fastidiose la cosa è normale si riassorbono con il tempo . la ringrazio

Caro Signore,
se queste protuberanze appaiono nell’immediato post operatorio probabilmente rappresentano solo l’edema infiammatorio delle ferite chirurgiche e dovrebbero diminuire e scomparire man mano che avviene la cicatrizzazione. Se persistono per molti mesi credo sia opportuno consultare il chirurgo che ha effettuato l’intervento per una nuova valutazione clinica.

Salve Dottore posso chiederle un parere? Un anno fa ho fatto una colonscopia e mi hanno trovato emorroidi interne erose. Soffro di stitichezza..non ho dolori di pancia ma ci sono periodi in cui vado di corpo ogni 4 giorni. Da un mese a questa parte ho iniziato a prendere della crusca per colazione e bere molta acqua. Beh adesso quasi tutti i giorni vado di corpo ma mi fa male a defecare. La carta si sporca leggermente di sangue ma ho dolore all'inizio della defecazione. Come mai adesso che vado regolarmente non mi passano? cosa mi consiglia? Saluti

Caro Signore,
anche se non è mia abitudine rispondere a lettere non firmate, vista la particolarità sintomatologia le consiglio di sottoporsi ad una visita proctologica con videoproctoscopia digitale. I sintomi descritti fanno supporre la presenza anche di una ragade anale (dolore alla defecazione) oltre che alle emorroidi precedentemente diagnosticate. La colonscopia purtroppo non è discriminante per le patologie anali e per questo le consiglio un ulteriore approfondimento. La visita è necessaria anche per la definizione della stipsi e il suo corretto trattamento.

Egreg.dottore,ho 60 anni soffro da moltissimo tempo di emorroidi di 4°,dopo aver girato,sentito,ho effettuato molte visite da poco secondo l'ultimo medico dovrei fare endoscopia e sottopormi a intervento chirurgico per esportazione delle emorroidi e a suo parere anche dolorosissimo. Ho preso una decisione di tenermi le mie emorroidi e convivere con la malattia.Posso dire che con dovute accortezze si può sopportare,quali possono essere delle strategie per avere meno disturbi? medicinali, dieta,bevande,cristeri,lavarmi con acqua calda,fredda e il sale è controindicato visto che quando sono al mare trovo sollievo in acqua? Penso che questa lettera e la sua risposta possa essere di aiuto a molte grazie

Caro Signor Stefano,
la risoluzione delle emorroidi di 4° grado è esclusivamente chirurgica. L’intervento di emorroidectomia se ben condotto è privo di dolore post-operatorio. Mi sorprende il fatto che il medico che ha proposto l’intervento le abbia potuto dire che è dolorosissimo. Questa è storia della
medicina o è mancanza di specializzazione. Purtroppo i consigli per evitare che la sua malattia emorroidaria possa non dare sintomi sono tanti e molte volte nonostante la particolare attenzione la malattia insorge acutamente. Una buona alimentazione, il moto, la cura della stitichezza, una accurata igiene locale, l’uso di farmaci locali e generali possono essere validi consigli, ma è opportuno dire che le complicazioni di una patologia emorroidaria di grado elevato sono tali che è meglio pensare più ad una definitiva risoluzione che a delle palliazioni.

Ok grazie Dottore. Il fatto e’ che ogni anno faccio una visita e mi dicono sempre le stesse cose: ragade anale ed emorroidi… Mi dicono di bere molto e di mangiare frutta e verdura, cosa che adesso comunque sto facendo. Infatti vado di corpo piu’ regolarmente ma ho dolore. Mi e’ venuta anche una prostatite e secondo me deriva dalle emorroidi ma l’urologo a cui ho spiegato la cosa non ha dato importanza a questo mio problema. Ora sto usando una ciambella in macchina (per la prostatite..e’ stata una mia idea ma cosi’ sto in macchina senza problemi)e non vorrei fosse quella che aumenta le emorroidi…

Caro Signor Stefano,
i disturbi urinari sono spesso associati o causati da una patologia anale. Confermo che deve sottoporsi ad una visita con videoproctoscopia digitale per definire la cronicità o meno della ragade e il grado delle emorroidi al fine di stabilire un trattamento adeguato.
Cari saluti

Salve, in base a una sua diagnosi fatta su un problema analogo al mio vorrei sapere se può dipendere dalle emorroidi che ho da un pò di tempo. Da due giorni ho perdite di sangue abbastanza abbondanti di colore rosso vivo e gocciolano dall`ano basta solo che sforzo anche senza evacuare, ma non ho dolori ma solo un lieve capogiro. La saluto e ringrazio

Caro Signor Gianni,
la perdita di sangue rosso vivo dall’ano è psesso correlata a malattia emorroidaria, anche se questa non evoca dolore. Per poter confermare la diagnosi è sempre necessaria una visita specialistica con videoproctoscopia digitale al fine anche di una terapia mirata.
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, Ho 47 anni e circa 6 anni fa sono stato operato di emorrodi di 4 grado con il metodo di Longo. L'intervento aveva in parte risolto il problema ma dopo circa due mesi soffrivo già di prolasso della mucosa rettale. Da circa un anno la situazione è peggiorata, le spiego: sono spesso costretto ad evacuare, nell'arco di una giornata, 4 o anche 5 volte con evidente infiammazione delle emorroidi. Il medico mi ha diagnosticato emorroidi di 4 grado prolassate e consiglia l'intervento chirurgico. La domanda che le rivolgo è questa: quale metodo Lei mi consiglia per risolvere definivamente il mio problema e se decidessi di farmi operare al Gemelli di Roma come potrei contattarla, quale dovrà essere l'iter da seguire. La ringrazio e spero di ricevere presto un sua risposta. Cordiali saluti

Caro Signor Vito,
innanzitutto credo di dover controindicare il metodo Longo. Lei dovrebbe sottoporsi ad un intervento di emorroidectomia. Inoltre io non opero al Policlinico Gemelli ma all’European Hospital di Roma. Prima di decidere comunque il tipo di intervento è necessario una prima visita con
videoproctoscopia digitale e per prendere appuntamento deve chiamare la mia segretaria al numero 06 65975188 (lunedì, mercoledì Vnerdì dalle 13 alle 19). Purtroppo il cosiddetto metodo Longo non ha alcuna efficacia sulla patologia emorroidaria e personalmente non sono favorevole a questo tipo di tecnica in quanto, come è successo a Lei, è frequente la permanenza delle emorroidi e del prolasso e i pazienti peggiorano il loro stato di salute.
Cari Saluti

Buongiorno Dottor Nicastro, ho 51 anni, un prolasso mucoso ed emorroidi di IV° grado, un piccolo rettocele di cm. 1,5 ed una TREMENDA STITICHEZZA che mi mina notevolmente la qualità della vita.Inoltre mi è stata constatata una dissinergia ano-rettale ed un rallentato transito intestinale, infatti i markers assunti durante 7 giorni all'esame radiografico c'erano tutti,tra il colon discendente e l'ampolla rettale non ne è stato espulso nemmeno uno.Sono in lista d'attesa per l'intervento per il prolasso mucoso e le emorroidi, posso risolvere la mia stitichezza che alla luce di quanto sopra resta il mio problema principale? E' vero che l'intervento secondo LONGO è l'unico risolutivo per il problema stitichezza? Grazie per le risposte che vorrà darmi.

Cara Signora Daniela,
purtroppo personalmente sono contrario all’intervento che le hanno consigliato, non per preconcetti ma in quanto non è risolutivo sia per le emorroidi che per la stipsi. Inoltre sono ormai molti i pazienti che sottoposti a tale intervento sono preda di complicanze e sofferenze. Il suo quadro patolgico è complesso ma comune. Bisogna prendere in considerazione una azione terapeutica sia sul rallentato transito sia sulla stispi espulsiva e spesso la terapia risolutiva è riabilitativa. Riguardo le emorroidi di IV° grado con prolasso mucoso l’unico trattamento risolutivo è l’emorroidectomia (asposrtazione delle emorroidi) e la prolassectomia mirata intervento che se ben condotto è risolutivo e non prevede particolari sequele post-operatorie.
Cari saluti

Grazie Dottor Nicastro per l'attenzione riservatami e per le sue preziose indicazioni. Che cosa intende per terapia riabilitativa? Ho fatto in passato qualche seduta di biofeedback e devo dire che quanto molto raramente e "dall'aldilà" mi arriva uno stimolo defecatorio riesco a gestirlo abbastanza bene con la respirazione. Purtroppo pur avendo un'adeguata alimentazione e osservando tutte le norme alimentari il mio problema non si risolve. I lassativi che formano massa mi fanno gonfiare come un palloncino, non ho mai abusato di altri lassativi e non ultimo il mio intestino si abitua a contrasta tutto quello che mando giu'. E' il mio "peggior nemico" e comincio a pensare che sia dotato di cellule cerebrali! La saluto cordialmente

Cara Signora Daniela,
la terapia riabilitativa è intesa come l’applicazione di diverse tecniche riabilitative come
l’elettrostimolazione, l’ExMI, il biofeedback e la fisioterapia, ognuna di loro ha una efficacia e devono essere associate in ogni paziente (associazione frequente ES+BFB). Comunque la terapia è decisa e direttamente praticata dal medico.
Cari saluti

Egr. Dott. Nicastro, Mi chiamo Fabio, ho 28 anni e da almeno 10 anni soffro di prurito anale molto intenso, che avverto specialmente dopo l'evacuazione e nelle ore notturne; tutta la parte perianale risulta arrossata e facilmente sanguinante. Tale prurito viene "preannunciato" dal fatto che la zona perianale risulta umida, con presenza di muco biancastro/giallognolo. Soffro altresì di irregolarità nelle evacuazioni, che sembrano alternarsi tra diarrea e stipsi, quest'ultima caratterizzata da defecazione con feci "a pallini". Sono stato da diversi colonproctologi in questi anni. Descrivendole la mia situazione in ordine cronologico, circa 5 anni fa mi sono state diagnosticate emorroidi di 3° grado e ragade anale, con presenza di proctitite, mentre 2 anni fa ho eseguito una colonscopia interrotta sino al sigma (per presenza di feci), ove è stata riscontrata la presenza di emorroidi congeste del canale, una delle quali trombizzata. Mi sono state prescritte Proctofoam e Asacol ed altre terapie analoghe, ma la mia situazione non è affatto migliorata. 7 mesi fa mi sono rivolto ad un altro specialista, che mi ha diagnosticato un prolasso del retto, da trattare con metodo Longo; timorosi di tale risoluzione circa 3 mesi fa mi sono rivolto ad ancora un altro specialista il quale non ha riscontrato in alcun modo tale prolasso, ma ha diagnosticato una "sindrome da colon irritabile", trattata con Levopraid gocce e Ozonia 10 pasta. Devo dire che la situazione per circa un mese è migliorata, con riepitelizzazione della zona perianale, fatta eccezione di prurito misto a fitte post-evacuazione, avvertiti distintamente all'interno dell'ano. Da circa 10 giorni però la situazione è dinuovo peggiorata con prurito e rossore "scesi" dinuovo nella zona perianale e prurito intenso.Egr. Dott. Nicastro, qual'è secondo Lei la reale entità del mio problema che ormai mi assilla da circa 10 anni? Certo è che se tutte le cure per la proctite non hanno funzionato, intuisco che il mio problema non sia da addebbitare a questo ma ad altre patologie!Quali esami e/o terapie mi suggerisce?Spero di ricevere prestissimo sue risposte..I miei più cordiali saluti,

Caro Signor Fabio,
facciamo ordine. Lei soffre di emorroidi che andrebbero diagnosticate nel suo reale grado. E’ possibile che vi sia associata una ragade anale, deducibile anche dall’effetto benefico, anche se transitorio, dell’ozonia10. Soffre anche di sindrome del colon irritabile, ma la cura che sta
effettuando a mio parere non è congrua. Il prurito anale riconosce diverse cause la più frequente delle quali è la patologia anale benigna (emorroidi, ragade ecc.). La diagnosi corretta è quindi necessaria in quanto il trattamento del prurito non prescinde dal trattamento della patologia di
base, anche colica. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire il reale stato patologico e quindi anche terapeutico.
Cari saluti

.ripeto la domanda Mio figlio di dodici anni soffre di emorroidi da sei anni. Ci è stato consigliato di seguirlo con una alimentazione adeguata ma la situazione è gradulmente peggiorata. Attualmente il bambino lamenta frequenti dolori addominali ed ha bisogno di defecare più volte al giorno. Pur non avendo perdite di sangue sente le emorroidi fuoriscire anche stando seduto ed ha bisogno di farle rientrare manualmente. Avverte anche bruciore e dolore locale. Preciso che anche suo zio ha iniziato da bambino ad avere problemi simili che sono sfociati in un doloroso intervento all'età di 20 anni. Cosa è possibile fare per evitare l'intervento. Cosa pensa della tecnica "Longo"? La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicare al mio problema.

Caro Signor Michele,
non ho ben compreso la prima frase della sua mail. La patologia emorroidaria nel bambino non è molto frequente e spesso viene confusa con il prolasso del retto che insorge a seguito di stipsi, alterazioni dell’alvo o per cause di lassità dei tessuti. Molto probabilmente il fatto di aver modificato
radicalmente la dieta del bambino ha causato l’insorgenza di una sindrome del colon irritabile che causa frequenti evacuazioni, meterorismo e dolori addominali. La prima cosa da fare è accertarsi sulla entità e sul tipo di patologia e poi dare una giusta indicazione terapeutica. Quanto al
cosiddetto metodo di Longo personalmente sono contrario alla sua attuazione nell’adulto, figuriamoci in un bambino.
Cari saluti

Buongiorno Dottore. La scorsa settimana mi sono sottoposta all'intervento di crioterapia selettiva del dott MP, Sono passati ormai 9 giorni e le emorroidi fuoriescono regolarmente e sanguinano talvolta. Il dott. P dice di avere pazienza perchè secondo lui è normale. Prima dell'intervento avevo emorroidi di secondo grado sanguinanti che mi hanno portato a fare 2 trasfusioni di sangue per emoglobina a 7. Lei crede in questa crioterapia selettiva? Se si è normale che ancora "non sia a posto"? Se no, cosa mi propone? La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

Cara Signora Maddalena,
la crioterapia per la cura delle emorroidi è una pratica avversa agli specialisti del settore per molti motivi. Primo fra tutti è che non è risolutiva sulla patolgia, nel senso che non “cura” definitivamente le emorroidi. Ormai sono molti anni che nei nostri congressi abbiamo bandito la crioterapia, nonostante alcuni medici si ostinano a praticarla. Il suo caso non è molto diverso da molti altri che si sono sottoposti al trattamento. Le consilio di sottoporsi ad una visita proctologica con videoproctoscopia digitale per valutare la reale dimensione della patologia e quindi poi decidere sul trattamento opportuno.
Cari saluti

il 27/04/07 presso l'ospedale di C. e a pagamento ho subito una legatura con emorroidi di 3° grado; da subito ho avuto problemi a gg alterni andavo dal dott. che mi aveva legato e al pronto soccorso dello stesso ospedale mi hanno mandato sempre a casa come una bestia e dopo 15 gg d'inferno mi sono rivolta (dopo l'ennesimo rifiuto di ricoverarmi) presso l'ospedale di M. che constatato che avevo ben 4 trombosi avanzate (solo 1 ora prima a C. avevano trovato tutto a posto) il dott. di servizio viste le condizioni fisiche ed emotive della paziente decide in pochi secondi il ricovero immediato. Il 06/05/07 diagnosi prolasso emorroidario trombizzato dopo legatura, anemizzazione cronica da emorroidi sanguinanti. 11/05/07 dimessa. da li prosegue il mio calvario. Ho subito 3 rettoscopie dove hanno riscontrato 2 ragade 1 esame istologico con relativa estrazione di 1 polipo iperplastico pancoloscopia + ileoscopia . Dopo tutto questo mi viene consigliato presso l'ospedale di M. un intervento chirurgico secondo metodo "longo" in anestesia generale sconsigliato solo 2 gg dopo da altro specialista perchè molto rischioso per una paziente di 40 anni. Inizio nuove cure in una clinica convenzionata di M. dove trovo una dott. che sembra sappia il fatto suo. Eseguo defecografia, manometria ano-rettale, fatto questo mi consiglia presso un ospedale di V. da un collega riabilitazione anorettale. Egregio dott. è evidente che non sono stata curata con le dovute attenzioni ma con molta sufficienza; ad oggi sono passati ben 9 (nove) mesi e solo chi lo prova può immaginare ... non ne posso più. Il dramma è ogni volta che devo scaricarmi che piango e mi dispero per molte ore con bruciore e un male ATROCE. LE CHIEDO a chi o cosa e dove posso trovare aiuto per ritornare a vivere (non più da invalida come gli ultimi 9 mesi) grazie sulla fiducia e con la speranza di rivedere il sole. mery

Cara Signora Mery,
innanzitutto se lei è veramente affetta da emorroidi di 3° grado e ragade anale l’intervento di Longo non è indicato (io non lo indico in nessun caso). Lei ha fatto diverse indagini ma non mi ha riferito sui referti degli esami per questo non posso essere più chiaro nei consigli. Comunque una videoproctoscopia digitale metterebbe in rilievo la reale condizione ano-rettale e, prendendo in visione le altre indagini, potrà essere possibile formulare una proposta di terapia per mettere fine alla sua sofferenza.
Cari saluti

egregio dott. Nicastro innanzitutto grazie della sua disponibilità le mando le risposte degli esami effettuati: pancoloscopia+ileoscopia (ref retto con polipo sessile di 6 mm polipectomia con pinza standard) restante colon ed ileo distale nella norma. Defecografia(dopo introduzione nell'ampolla rettale di 200 cc di "pappa" x-opaca regolare l'angolo ano-rettale. In contrazione perineale volontaria discreto il sollevamento del pavimento pelvico .durante l'evacuazione mancata apertura dell'angolo retto-anale e persistenza della impronta della fionda pubo-rettale, successivamente il canale si distende discretamente e si dimostra prolasso rettale interno associato a modesto rettocele anteriore. non aprezzabili altre lesioni parietali. alla fine dell'evacuazione incompleto svuotamento del retto .manometria ano rettale . lungh funz sfint anale 3.8/ press anal a rip 103mm hg/press anale in contr mm hg 196/rifl retto-anal inibit ml aria 30/ soglia sens rett ml aria 10/volume rett max toll ml 150/press rett a 100 ml aria mm hg 12/test espulsione rett (manometria-pallone) negativo. Conclusioni;lieve ipertono anale in defecazione dissinergica con deficit espulsivo rettale secondario; quale dato accessorio si seglalano costanti onde anali ultralente con ampiezza superiore a 200 mm hg prevalenti nelle sezioni prossimali e verosimile segno di spiccata ipereccitabilità sfinteriale. e da qui ho iniziato un ciclo di riabilitazione ano rettale e ad oggi con scarsi risultati. la ringrazio moltissimo e confido in un suo parere e consiglio. mary

Cara Signora Mary,
quale tipo di riabilitazione sta eseguendo? Non tutti eseguono protocolli adeguati, spesso la ginnastica consiste nell’abituare le pazienti a spingere per defecare un palloncino nel retto, molte volte le pazienti sono sottoposte a elettrostimolazione in maniera inadeguata. Può spiegarmi per favore quali manovre vengono eseguite durante la ruabilitazione. Nella mia esperienza, leggendo i
dati che mia ha trasmesso credo che la riabilitazione abbia pieno successo.
Cari saluti

Egregio Dottor Nicastro, ho 34 anni e fino ad ora ho avuto solo un paio di episodi emorroidari (1 piccola vena rigonfia all'esterno). In passato ho risolto il problema con Proctosedyl e Rectoreparyl supposte. Sto attraversando un periodo di forte stress e questa volta i sintomi non passano. Il medico curante mi ha consigliato Daflon (che sto prendendo da 3 giorni) e Proctosedyl ma ancora non vedo miglioramenti. Sento fastidio quando cammino e devo respingere manualmente verso l'interno per stare meglio. Sto inoltre seguendo una dieta ferrea, evito alcol, spezie, cibi troppo grassi e abbondo con le fibre. Cosa posso fare? La ringrazio.

Cara Signora Valeria,
la terapia prescritta è idonea come la dieta. Il quadro descritto potrebbe essere correlato ad una trombosi emorroidaria e questa regredisce lentamente anche con la terpia. Utilizzi per l’igiene intima un prodotto specifico per l’ano (fisian detergente ad esempio) che può migliorare il quadro locale. Comunque una visita specialistica completata con videoproctoscopia potrebbe essere utile se la sintomatologia non regredisce a medio termine.
Cari saluti

buongiono dottor Nicastro, ho 27 anni, passo diverse ore al giorno seduto. ma comunque mi muovo molto, tra sport (che ho ripreso da qualche mese) e spostamenti urbani (bici/camminare). Ho da qualche giorno superato una crisi emorroidaria di 3-4 grado che mi ha costretto a letto per una settimana. Premetto che la crisi si è verificata "casualmente" a seguito di una cena a base di molta carne e molto sale. Il giorno dopo questa cena, del pepe ha fatto il resto. Aggiungo che mi piace il peperoncino, ma ho letto che non crea problemi (non durante la crisi), anzi mangiato fresco fa bene. Ho fatto una visita dall'angiologo ieri perchè ho una varice alla vena safena ad un palmo prima del ginocchio. Gli ho accennato delle emorroidi ma non mi ha detto nulla che io potessi fare (avendogli detto che il problema è ereditario), questo mi ha lasciato un pò perplesso. Cosa posso fare ? considerando che ora ho ripreso una vita normale, che però il fastidio ancora c'è e che non è ancora del tutto rientrata la varice anale? E' possibile che la causa sia stata davvero un eccesso di carne rosse combinata con vino e molto sale (in genere non lo uso mai). Quale è la relazione tra la varice alla safena e le emorroidi? Grazie dell'attenzione che mi dedica.

Caro Signor Marco,
le cause della patologia emorroidaria sono varie tra cui l’alimentazione e la familiarità. Non in ultimo è frequente osservare la patologia varicosa agli arti inferiori associata con quella emorroidale, fanno parte della stessa famiglia. Lei riferisce una crisi emorroidaria acuta da poco superata ma la definisce di 3° – 4° grado. Vorrei precisarle che i gradi si riferiscono alla gravità della patologia e non alla sua acuzie, mi spiego le emorroidi di grado elevato si presentano come gavoccioli permanentemente fuori dall’orificio anale e solo nel 3° grado possono essere fatti rientrare nel canale ano-rettale manualmente. Quindi prima di tutto bisognerebbe stabilire l’esatto grado della sua patologia tenendo presente che un solo attacco acuto di patologia prevede solo una adeguata terapia medica e consogli si eseguire una particolare condotta di vita per prevenire
ulteriori acuzie. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di determinare il vero grado dela patologia morroidale e sarà lo psecialista che le darà le dovute indicazioni terapeutiche.
Cari saluti

Gentile Dottore, la mia sintomatologia non ha elementi comuni con nessun'altra mi sia capitato di leggere o di ascoltare. Il sintomo è il bruciore anale, ma la sua comparsa avviene due o tre ore dopo la defecazione e dura dalle otto alle dodici ore... se non più. Tutto inizia un paio di anni fa con un qualche episodio di emospermia. Le analisi rilevano la presenza di un Enterococco fecale, faccio tre o quattro cicli di antibiotici e dopo qualche mese il problema si risolve. Contemporaneamente o subito dopo sorgono sintomi di indolenzimento nella regione prostatica in fase di eccitazione sessuale, che dopo qualche mese si rivelano di origine anale o rettale. Faccio la prima visita proctologica che diagnostica tre piccole emorroidi interne di 2 grado. Decido il trattamento sclerosante in endoscopia a Lecco; il problema pare risolto per una decina di giorni, ma poi ricompare. Mi ripresento dopo qualche mese a Lecco dove mi dicono che non ci sono più emorroidi né alcun altra visibile causa dei miei sintomi, ma essi rimangono tali e quali. Vado ancora una volta dopo quattro mesi precisando il punto dove avverto il dolore puntorio che scaturisce due o tre ore dopo la defecazione, e che dura dalle otto alle dodici ore, ma i medici sostengono quel che io stesso sullo schermo posso notare, cioè che non si vede alcunché nel mio ano e nel mio colon a parte una piccola zona leggermente infiammata nella parte alta dell'ano, vicino alla prostata, e tre piccole escrescenze bianche, il cui nome non ricordo, da loro considerate incapaci di rocurare i sintomi che lamento. Ho fatto ancora due visite proctologiche a Torino, dove vivo, cioè anoscopie che non hanno rilevato alcunché di nuovo rispetto a quanto detto. Ho provato tutte le creme e anche i dilatatori senza successo. Per ottenere un pò di sollievo ho preso l'abitudine di defecare a giorni alterni. Il secondo giorno, ovviamente, sto benissimo. Che ne dice? E' venuto a conoscenza con qualcosa di simile nella sua storia clinica?a quanto esposto aggiungo una informazione che spero utile.Nell'ultima visita proctologica, parlando con il medico, ho confidato che da circa due anni, cioè dal periodo in cui ero affetto da prostatite infettiva, avevo preso l'abitudine di lavarmi il retto, tramite il dito medio, con il sapone, in modo tale da poter saggiare la consistenza della prostata. Considerando che i sintomi nascono in quel periodo non è da escludere che la causa sia stata e sia il lavaggio quotidiano con il sapone. Da qualche giorno ho smesso di farlo e mi sembra che i sintomi, anche se molto leggermente, si siano ridotti di intensità. Ammesso che sia stata questa la causa cosa mi consiglia di fare e quanto tempo suppone debba trascorrere perché la cosa possa risolversi? Ringraziandola anticipatamente la saluto Giulio

Caro Signor Giulio,
spesso i sintomi prostatici si associano o trovano la causa a patologie anali o rettali. Il suo caso sembra ben iscriversi a questa categoria. Quanto lei descrive e quanto riferito dai medici rivelano una patologia anle in qualche modo risolta. Le emorroidi di 2° grado sono state ben trattate ed
è riferito uno stato di normalità. A questo punto è da prendere in considerazione solo l’eccessiva manipolazione del tratto retto-anale che lei persegue con i lavaggi con sapone. Queste manovre non sono proprio usuali e possono rapprenetare un traumatismo continuativo della mucosa ano-rettale.
E’ verosimile che si possa essere instaurata una proctite che andrebbe ben individuata. Il mio consiglio è di smettere con il lavaggio del retto, inutile e dannoso, e di provare con una terapia locale a base di mesalazina (tipo pentacol gel rettale 500 mg una volta al giorno per 20 giorni).
Cari saluti

Gentile Dottore, mi chiamo Anna e ho 35 anni.Da molto tempo soffro di emorroidi.Sono interne, escono al momento della defecazione, poi riesco a farle rientrare manualmente. Di solito non mi danno problemi, ma ultimamente avverto un forte bruciore all'ano, e quasi sempre perdo sangue dopo la defecazione. Si tratta di sangue rosso vivo, che credo sia legato alla spinta e allo sfregamento delle feci sulle emorroidi. Non sanguino mai in altri momenti della giornata, ma solo quando evacuo.Da un paio di giorni avverto un forte bruciore sulla parte destra dell'ano, quando stringo i glutei. E nello stesso punto sento dolore durante la defecazione. E' come se ci fosse un taglietto,o una micro emmorroide esterna.Tenga presente che in famiglia nessuno ha mai avuto tumori al colon o all'intestino.A giorni ho intenzione di farmi vedere da uno specialista, ma sono un pò preoccupata per il anguinamento e per un lieve dolore all'addome poco sopra l'appendice.Quante probabilità ci sono che io abbia un tumore?La prego, mi risponda, anche se andrò a fare una visita sento il bisogno che Lei mi dica qualcosa...Grazie in anticipo Anna ( Milano)

Cara Signora Anna,
la possibilità che lei abbia un tumore è pari a quella di tutta la popolazione adulta sana. Non mi preoccuperei di questo quanto della sua malattia emorroidaria che come lei la descrive è di 3° grado. Il dolore anale è probabilmente dovuto alla presenza di una ragade anale (ferita della
mucosa e cute anale) verificatasi su una lesione emorroidaria. I dolori addominali possono avere una diversa origine e considerato il suo grado di apprensione non è da escludere una sindrome del colon irritabile. Le consiglio di effettuare una visita specialistica completata con una
videoproctoscopia digitale al fine di derimere ogni suo dubbio a proposito e di scegliere la migliore terapia per la sua malattia emorroidaria.
Cari saluti

Salve dottore, sono Emanuele vi scrivo da Lecce, vorrei venire nel suo studio per il mio problema di emorroide, è incominciato con sintomi simili a "pungiture di aghi" della durata di mezzo secondo e venivano di rado, poi sempre più frequenti fino alla fuoriuscita dell'emorroide che Attualmente è della dimensione di 2 cm, e abbastanza dolorosa!Prendo Arvenum 500 da 3 giorni senza risultato! Pensa sia curabbile o è da Operare? Grazie!

Caro Signor Emanuele,
prima di parlare di un intervento per un unico peduncolo emorroidario, anche se sintomatico, è difficile. Bisogna capire se esiste una patologia emorroidari e di quale grado si tratta. La terapia con i flavonoidi è adeguata ma in soli tre giorni non può avere una efficacia risolutiva. Deve continuare e osservare l’evoluzione. Il consiglio è di sottoporsi ad una valutazione specialistica con videoproctoscopia digitale in modo da comprendere il quadro patologico è indicare una adeguata terapia.
Cari saluti

Bungiorno, da qualche giorno ho notato una protuberanza come se si fisse gonfiata una vena all'orifizio anale, è color rosa e mi da prurito non sanguina e non fa male, un po' più all'interno c'è come una puntina bianca ed è li che c'è la maggior intensità d prurito il medico mi ha semplicemente consigliato una pomata ma questa non da nessun sollievo..potrebbero essere emorroidi o qualcosa d più rave? grazie mille in anticipo. CordialiSaluti Raffaella

Cara Signora Raffaella,
la patologia emorroidaria può dar segni diversi, quello che lei descrive non è sufficiente per una corretta diagnosi. Ad esempio se la protuberanza che avverte è posta sulla parte anteriore dell’ano, verso la vagina, questa può essere un prolasso mucoso (vista anche la caratteristicha colorazione rosa). In caso di emrooidi, essendo dilatazioni venose il colorito è vario ma tandente al blu scuro o rosso vivo. Sarebbe necessario, prima di provare terapie, eseguire una visita proctologica con videoproctoscopia digitale al fine di dirimere la diagnosi e quindi dare le giste indicazioni terapeutiche.
Cari saluti

Caro Dott. Nicastro, ho le emorroid interne e vorrei sapere se posso fare lo stesso il sesso anale. Cordiali Saluti Sabrina

Cara Signora Sabrina,
la patologia emorroidaria controindica traumatismi anali, come quelli che si possono verificare durante un rapporto sessuale anale. Per prima cosa bisogna stabilire il grado della patologia emorroidaria e se di basso grado (I e II asintomatico) i rapporti possono essere indicati solo se ben
lubrificati.
Cari saluti

buon giorno volevo sapere se è possibile che dopo 10 giorni dall'intervento con metodo milligan morgan ligasure ci sia una forte emerragia persistente o se l'intervento non è stato fatto corretamente grazie

Se le perdite ematiche sono delle vere e proprie emorragie è opportuno contattare il chirurgo che ha effettuato l’intervento in quanto non sono normali. Piccole o modeste perdite ematiche sono invece normali in quanto nella asportazione delle emorroidi con tecnica di Milligan Morgan le ferite restano aperte e provocare piccoli gemizi di sangue.

Gent.mo Dott. Nicastro operato nel maggio dello scorso anno dal Dott. Longo per doppio prolasso sono da mesi sofferente di disturbi che non riesco a combattere nonostante a Milano mi sia rivolto a diversi specialisti di ottima fama compreso il Dott. Longo da cui mi sono recato tre volte negli ultimi mesi. Il retto nonostante asacol e pomate varie è sempre infiammato, c'è sempre la sensazione di un corpo estraneo all'interno e pur non essendo la defecazione dolorosa dopo una o due ore dalla stessa inizia un fastidio a volte dolore che non mi passa neanche con i più forti analgesici; l'unico sollievo momentaneo è costuito da un bidè caldo. Da quanto ho letto lei consiglia la videoproctoscopia digitale che potrei fare anche venendo a Roma. Considerata la sofferenza di questi mesi e l'infiammazione che ho questo esame mi proccupa e vorrei sapere se è molto doloroso. La ringrazio anticipatamente per quanto vorrà comunicarmi ed eventualmente cosa devo fare per prenotare l'esame sopraindicato.

Caro Signor Luigi,
la Videoproctoscopia digitale non è dolorosa e potrebbe mettere in rilievo l’origine della sua sofferenza. per prenotre l’esame potrà telefonare alla mia segretaria Signora Donati al Diparticmento di colonproctologia dell’European Hospital. Cari saluti

Buonasera dottore,sono una signora di 37 anni che dopo la terza gravidanza ha deciso di farsi operare alle emorroidi di secondo e terzo grado con il metodo THD.Sono stata operata il 23 novembre 2011 e appena finito l'effetto della anestesia locale ho avuto dolori allucinanti tanto da dovermi somministrare dalle infermiere perfino la morfina.La causa di questo dolore eccessivo ,mi è stato detto dal medico che mi ha operata, è stato causato dalla contrazzione eccessiva dello sfintere. Adesso sono passati 10 giorni e ho ancora molto dolore sopprattutto quando devo scaricare.Oggi sono andata al primo controllo post-operatorio,mi sono sentita così male durante la visita da perdere i sensi per qualche istante.Il dottore ha deciso,per togliere un po' di dolore,di farmi una puntura di lidocaina dentro l'ano.Dopo il dolore dell'iniezione ho avuto un po' di sollievo cosi' mi ha prescritto della lidocaina in pomata da applicare 2-3 volte al giorno e al bisogno prendere dell'Aulin quando ho dolori forti.Scusi se ho descritto tutto l'accaduto ma volevo sapere una sua opinione a riguardo, dato che con questo metodo mi avevano detto che avrei avuto poco dolore,allora quando avra' fine questo calvario?Grazie per la sua disponibilita' e scusi se sono stata eccessivamente meticolosa.Spero possa rispondermi.Arrivederci e ancora mille grazie

Cara Signora Elena
confermo che la dearterializzazione è una tecnica poco dolorosa nel postoperatorio. A mio parere anche l’emorroidectomia non prevede dolore postoperatorio (lo scrivo anche nelle lettere di dimissione consegnate ai pazienti a conferma della mia personale esperienza) ma non è un problema di tecnica adottata ma della dimistichezza del chirurgo con la tecnica stessa. Nella mia pratica clinica nell’immediato postoperatorio risulta molto più fastidiosa la dearterializzazione che l’emorroidectomia e questo per un problema di manipolazione eccessiva del canale anale con la strumentazione che è utilizzata (soprattutto la thd) ma sono fastidi facilmente superabili. Nel suo caso il dolore che accusa non credo sia relativo alla dearterializzazione in se stessa.
Cari saluti

Salve Dottore, ho 45 anni ,vivo in Molise, fisico sano e analisi ematiche nella regola. Soffro di frequenti perdite ematiche dalle emorroidi che non mi hanno causato mai dolore intenso e persistente.Di frequente ho rapporti anali. Da circa 15 giorni non perdo piu' sangue, ma ho avuto una forte crisi di dolore. Mi sono recato in ospedale ( conosco il primario di chirurgia e non ho detto a lui che ho rapporti anali!) il quale mi ha prescritto una colonscopia e successivamente vorrà operarmi. Cosa mi consiglia? C'è una tecnica operatoria non dolorosa ? Potro',dopo l'ntervento eventuale, avere rapporti anali? Grazie infinite

Caro Signor Alberto,
esistono diverse tecniche per la cura delle emorroidi e ognuna di essa è correlata al grado della patologia. L’esecuzione della colonscopia è adeguata in rapporto alla definizione di eventuali potologie del grosso intestino ed è buona norma eseguirla dopo i 40 anni ma non è adeguata per la valutazione del grado della patologia emorroidaria. Il grado di gravità delle emooridi e la patologia anale in genere può essere diagnosticato con una ano- rettpscopia o meglio ancora con una videoproctoscopia digitale. Solo dopo l’esatto inquadramento diagnostico è possibile stabilire un adeguato percorso terapeutico. Oggi esiste una nuova tecnica per la cura delle emorroidi di II e III grado, la THD sicuramente non dolorosa e meno invasiva delle altre ma come tutta la chirurgia può avere complicazioni anche se molto meno gravi e frequenti delle altre. Per ultimo, dopo una chirurgia anale è buona norma l’astinenza sessuale fino al consolidamento del risultato chirirgico.
Cari saluti

Gentilissimo Dottore, In gennaio 2006 sono stato operato con la tecnica Longo di emmoroidi e successivamente per la presenza di una plica mucosa sono stato rioperato a luglio con la tecnica starr dal dottor B. di M. In modo particolare dopo la seconda operazione , ho avuto sempre seri problemi di evacuazione e dolore continuo sia per costrizione allo sfintere anale sia per dolore effettivo all'interno dell'ano. Come terapia mi è stato suggerito il dilatan ,cure a base di mesazalina , antrolin e antidolorifici. I risultati di queste terapie sono molto scarsi, e pertanto le chiedo la possibilità di una visita per conoscere effettivamente la causa dei miei problemi e magari consigli per una terapia più efficace. Abito a Saronno(Varese), ma non ho problemi a spostarmi. Sarebbe importante avere la Sua disponibilità per una visita in tempi brevi. La ringrazio per l'attenzione e La saluto cordialmente.

Caro Signor Stefano,
credo che i suoi sintomi siano insiti nella tecnica attuata. Un primo intervento con stappler è già uno sparo nel buio un reintervento con doppia strappler, mi perdoni la schiettezza, è veramente un atto, a mio parere, sconsiderato. Non si risolvono i prblemi dei pazienti con macchinette miracolose e deve essere sempre il chirurgo con scienza e coscienza a operare la scelta giusta in varie opzioni teraputiche mentre è sempre più diffusa la scelta monotematica per tutti.
saluti

Buon giorno Dottore, sono un ragazzo di 30 anni che ha sempre praticato attivita' fisica.Qualche anno fa soffrivo di emorroidi praticamente trovavo qualche piccolissima traccia di sangue nella carta igenica e mi faceva male nell'espletare il bisogno. allora sono andato dal mio medico il quale mi ha fatto fare una visita specialistica nella quale e' stata trovata una emorroide interna. Mi era stata data una pomata che avro' messo un paio di volte dato che il problema non si era piu' manifestato. E' da un po di tempo pero' che non sempre quando vado in bagno insieme alla feci c'e' molto sangue di colore rosso vivo addirittura il sangue schizza contro le pareti della tazza ma non ho assolutamente nessun tipo di male anzi mi sento quasi "libero" quando lo faccio. Aggiungo anche che nella mia famiglia nessuno e' affetto ne da emorroidi ne nessun altro problema correlato. Cosa potrebbe essere?

Caro Signor Marco,
penso che a sanguinare sia la patologia emorroidaria già diagnosticata. La patologia emorroidaria è dolorosa quando è complicata da trombosi e infiammazione e il suo senso di sollievo dopo il sanguinamento è reale perchè implica lo svuotamento del plesso venoso congesto. Il mio consiglio è di sottoprsi ad una valutazione specialistica completata con videoproctoscopia digitale in modo da definire l’esatta gravità della patologia e impostare un adeguato percorso di terapia.

Buon giorno La disturbo dopo aver letto sue interessanti ed esaurienti risposte su alcuni siti web. Sonos tato operato circa un mese fa di emorroidectomia con metodo Longo a seguito del quale ho avuto una complicanza dovuto ad un ematoma ora totalmente assorbito. Il mio problema rimane ora quello di sentire spesso stimoli di defecazione, spesso solo dovuti alla presenza di aria e pur non assumendo più farmaci da almeno una settimana di feci di piccola/media grandezza, sempre di colore verde scuro, con uno strano odore sempre simile nonostante un cambio frequente nell'alimentazione. Devo precisare di aver avuto dolori per quesi tre settimane a causa dell'ematoma e che la dagnosi sull'operazione é stata di una buona riuscita. Non sono ovviamente tranquillo di aver dopo un mese le difficoltà di vita sociale causate dai falsi o veri stimoli a più riprese durante il giorno. Tutto ciò può rientrare nella normalità ed é destinato a terminare col tempo oppure può essere l'effetto di una complicanza nell'operazione per cui necessito ulteriori controlli ? Ringraziando per una cortese risposta porgo cordiali saluti

Caro Signor Franco,
le complicanze con la cosiddetta emorroidectomia secondo Longo sono numerose e spesso lasciano degli strascichi molto lunghi. I sintomi descritti possono essere correlati sia alla complicazione avuta sia ad una ulteriore complicazione che è la stenosi del retto nella zona operata. Nella mia pratica clinica ho assistito e assisto molti pazienti con problemi correlati alla metodica di longo e il mio consiglio è di sottoporsi a visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire l’esatta diagnosi della situazione attuale e quindi decidee un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno Dottore, mi scusi per il mio disturbo, ma la mia disperazione "dolorosa" e soprattutto la mia insicurezza mi costringe di avere alcune informazioni. Mi sono sottoposto ad una visita proctologica nel mese di agosto e mi hanno riscontrato una ragade anale.Il medico mi ha cosigliato di operarmi e in tal caso mi toglieva anche le emmorroidi. Visto il mio rifiuto (ho visto mia sorella soffrire peggio di un cane), mi ha prescritto una crema contenente glicerina (Tricogesic). Dopo un po' di tempo, il dolore è scomparso, ma nel mese di novembre tutto è ricominciato. Ho fatto nuovamente una visita proctologia nel mese di febbraio da un altro proctologo. Le scrivo brevemente la diagnosi: "La espolorazione rettale ed anuscopia hanno messo in evidenza un prolasso emmorridario di terzo grado ed una ragade cronica posterolaterale destra.... tuttavia il paziente oltre che in trattamento con atenololo soffre anche di cefalee riccorrenti per cui il trattamento con nitroderivati è controindicato. Consiglio dunque un ciclo di autodilatazioni con Dilatan per un mese e mezzo 5 minuti al dì due volte al giorno. Continuerei con il Fleboral per 20 giorni." Inoltre a voce mi ha detto se vi è una recrudescenza della sintomatologia bisogna operare la ragade, mentre per le emmorroidi aspetterebbe o altrimenti vedrà se possibile effettuare il "metodo Longo" in sede operatoria. Ho provato il Dilaan (cosa non molto piacevole), per due mesi, dolore passato, ma dopo una "dura" defecazione il dolore è ritornato come prima. Continuo ancora oggi a soffrire (faccio di tutto per non operarmi) ma oramai ho capito che prima o poi devo cedere (non ho paura dell'operazione, ma del dopo). Oggi ho visto in Internet il suo sito e devo dire che “mi ha dato fiducia” . Le pongo alcune domande: "Per la ragade esiste un metodo operatorio non doloroso alla degenza?" E per quanto riguarda la doppia operazione Lei cosa consiglia. Ho sentito parlare per le emorroidi del metodo THD, ma non trovo nessun Ospedale che lo pratica nel Veneto. Dottore sono disperato e non so più che pesci pigliare. Vorrei inoltre sapere se Lei fa visite ambulatoriali nel Veneto (sono di Treviso) o se bisogna assolutamente venire a Roma. E se decidessi di venire ad operarmi a Roma da Lei, il viaggio di ritorno sarebbe per me “tragico”?

Caro Signor Giorgio,
mi spiace contraddire il medico che ha proposto il metodo Longo in quanto (a parte la mia personale avversità alla tecnica) come complicanza ha la ragade anale. Capisce bene che il rischio di non risolvere il problema è alquanto elevato. In caso di ragade anale con emorroidi è mia esperienza sottoporre il paziente ad intervento chirurgico di THD sulle emorroidi (mininvasivo e non doloroso) e di fissurectomia. Le due tecniche sono sicure e non dolorose noel post- operatorio e la ripresa delle normali attività è quasi immediata. Putrtoppo non visito nel Veneto e sarò onorato di poterla aiutare se decidesse di farsi un viaggio a Roma (anche di piacere vista la
bellezza della città).

Carissimo Dott. Nicastro, sono Stefano e scrivo da Napoli e sono rimasto colpito dal suo Curriculum, pertanto le pongo una domanda raccontandole brevemente la mia storia. Sono stato operato di emorroidi con metodo Longo che mi ha provocato l'insorgenza di una ragade anale. In seguito quindi ho subito una Sfinterotomia anale sinistra. Per circa un anno e mezzo, dopo varie vicissitudini, sono stato bene non accusando nell'arco di questo tempo nessun fastidio. Poi, in circa una quindicina di giorni mi capitò per 2 volte di defecare in modo molto difficoltoso, con feci dure. Da allora senza mai sanguinare è iniziato di nuovo il calvario che avevo già attraversato anche se in misura inferiore,accusando il solito dolore e bruciore che mi abbatte nel fisico e nella mente. Ora, sto facendo una terapia: un dottore mi pratica, senza l'uso dei dilatatori, un massaggio manuale anale con lo scopo di ammorbidire la parte coinvolta. Vorrei un suo parare a riguardo. Spero quanto prima di poter fare una visita con lei.

Caro Signor Stefano,
la ringrazio per la fiducia. Come avrà letto anche nel forum dedicato nel sito la sua storia clinica non è molto diversa da quella di tante persone operate con il metodo Longo. Il mio consiglio è di evitare eccessive manipolazioni e di sottoporsi a visita specialistica completata con videoproctoscopia per meglio definire la attuale situazione del canale ano-rettale. Fatta la diagnosi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Buonasera egr. dottore,vorrei se possibile delle delucidazioni in merito al mio intervento fatto il 27 febbraio scorso e che ancora oggi nonostante siano passati due mesi mi da dei dolori atroci.Premetto che sono stato operato con la tecnica Milligan-Morgan in quanto mi erano state diagnosticate delle emorroidi di IV grado,quindi il chirurgo che è intervenuto non ha ritenuto applicabile la Longo.Ciò premesso le racconto cosa mi è accaduto dopo l'intervento:Come dicevo il 27 febbraio sono stato operato in anestesia epidurale,l'intervento è durato 15 minuti dopodichè circa tre ore dopo l'intervento ho cominciato ad accusare forti dolori di pancia,credendo fosse aria e sapendo di avere uno zaffo,non ho fatto nessuno sforzo per espellerlo cosi come da consiglio dei medici.Ma Verso le 23:00 i dolori si sono intensificati tali da farmi ritirare le gambe nonostante fossi a letto e ho cominciato ad avere conati di vomito.Il risultato è stato che alle due e mezza di notte son dovuto ritorn are in sala operatoria perchè era in atto un forte emorragia.Il giorno dopo ho subito una trasfusione talmente i valori erano bassi e si è prolungata la mia degenza in clinica perchè il medico voleva vederci chiaro.Morale della favola mi fa fare una gastroscopia e si accorge che ho una gastrite erosiva. Cominciata la cura per la gastrite,risaliti i valori dell'emocromo mi mette in uscita.Adesso io dico:è normale che dopo due mesi dall'intervento debba ancora soffrire di dolore atroce sia durante la defecazione sia del fatto che stando in piedi non riesco a espellere l'aria ma al contrario mi da lo stimolo di defecare e quando ci provo non c'è fuoriuscita ma è come se le stessi facendo?Il chirurgo dice che è tutto a posto,devo solo aspettare.

Caro Signor Vincenzo,
dopo l’intervento di emorroidectomia con tecnica aperta il dolore post operatorio può essere dato dalla presenza delle ferite sull’ano. Solitamente questi dolori sono ben controllabili con gli antidolorifici che lei per la situazione gastrica non può assumere se non con moderazione e sotto stretta sorveglianza. L’interevnto di emorroidectomia aperta se condotto con tecnica idonea non prevede dolore post-operatorio e anche le complicanze sono molto ridotte a percentuali trascurabili. Un proctologo ormai esegue l’emorroidectomia aperta con opportuni strumenti e tecniche che permettono una cicatrizzazione adeguata e rapida e l’abolizione del dolore. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire lo stato attuale della sua situazione ano-rettale.
Cari saluti

Salve D-r Nicastro!La sua elevata professionalita alle risposte mi ha conquistata subito e vorrei avere un consiglio da Lei. Dopo una visita proctologica,eseguita fino a 15cm, mi è stato diagnosticato: Ndn all addome.Normotono sfinterico.Presenza di emorroidi di 2^grado il gozzo anteriore congesto e di prolasso mucoso occulto di 1^.Mucosa per il resto regolare.; Voglio precisare,che tutto ciò mi è venuto dopo aver subito 5 mesi fa un intervento Laparoisterectomia con asportazione del utero.Che tipo di intervento mi consigliarebbe e se ci sono altri modi meno invasivi? Grazie anticipatamente!!Cordiali saluti!!

Cara Signora Evelina,
se la diagnosi è corretta l’intervento proponibile è la THD tecnica non invasiva per la terapia delle emorroidi e anche del prolasso mucoso del retto.

salve sono una ragazza di 22 anni soffro di emorroidi esterne che a volte mi sanguinano. sono andata a fare la visita proctologica ma non ho un prolasso tale per un operazione chiurgica tradizionale. siccome sono anche un atleta e volevo eliminarle mi chiedevo se Lei applicava la radiofrequenza ed era possibile farla. Grazie anticipatamente

Cara Signora Clarissa,
la patologia emoroidaria prevede diverse tecniche che devono esser attuate in base al grado della stessa. La tecnica a radiofrequenza prevede comunque l’escissione delle emoroidi ed è una tecnica comunque invasiva rispetto ad esempio alla THD che risolverebbe il suo problema senza asportare alcun tessuto. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia è necessaria per stabilire il grado della patologia e programmare un adeguato percorso di terapia.

Egr dottor Nicastro, gradirei un consiglio per un' eventualmente visita specialistica presso la sua struttura.Ho 45 anni e da più di 2 anni soffro di emorroidi con abbondante perdita di sangue dopo la defecazione, soprattutto nella fase premestruale.Pur non avendo mai avuto in passato problemi di stipsi, ultimamente ho problemi nella defecazione avendo un'ostruzione nell'espulsione delle feci.Ho fatto una visita specialistica e mi è stato riscontrato al proctoscopio presenza nel canale anale di fenomeno polipoidale con emorroidi di III ° grado.Mi è stata consigliata una colonscopia ed è stata prescritta una terapia di 30gg con Movicol,Laevolac e Alvenex, per asportare in seguito chirurgicamente il polipo.In seguito verrà valutato con apposite indagini l' eventuale intervento chirurgico per la resezione del tratto terminale del retto e/o intervento delle emorroidi.Gradirei un consiglio.Grazie dell'attenzione.

Cara Signora Rosa,
non mi permetto mai di criticare le terapie date da altri medici ma la cura prescritta per la sua stipsi mi sembra un tantino esagerata. Mi sembra anche strano come non sia stata presa una decisione immediata riguardo la formazione polipoide che se destasse sospetti dovrebbe, a mio parere, avere la massima priorità. Comunque sono tutte mie considerazioni che potrebbero cadere se avessi valutato direttamente la sua condizione. Solitamente le formazioni polipoidi del canale anale sono una coseguenza fibrotico-cicatriziale di attacchi emorroidari di vecchia data e possono essere asportate durante una chirurgia della patologia emorroidaria che, nel suo caso, se confermate di III grado potrebbero essere trattate con la THD senza asportare o resecare alcuna parte del retto e rispettando l’anatomia e la fisiologia

Caro Dottore, facendo salvo di una sua visita, le formulo a braccio poche domande: a) mi è stata fatta diagnosi di "emorroidi di 3° grado" e consiglato l'intervento b) non ho sanguinamento, tuttavia devo aiutare digitalmente il rientro in sede delle emorroidi dopo evacuazione c)dopo evacuazione rimane un tenesmo rettale CHE FARE?

Caro Signor Mario,
la patologia enmorroidaria di 3° grado riconosce come terapia un trattamento chirurgico. La metodica indicata potrebbe essere la THD, tecnica sicuramente mininvasiva, ma ogni intervento per una patologia benigna deve essere indicato con una attenta valutazione dei sintomi del paziente.

Gentile dott. Nicastro ho 42 anni, circa 10 anni fa ho iniziato a soffrire di emorroidi causate, credo, da feci grandi. Prima di affrontare una seconda gravidanza mi sono rivolta ad un chirurgo che mi ha consigliato le legature. Il decorso è stato tragico ed è durato più di sei mesi, due punti si erano "inscistati internamente" (credo il medico abbia usato questa espressione). Sono stata bene neanche un anno durante il quale ho avuto il mio secondo figlio. Durante la gravianza e l'allattamento, durato 14 mesi, ho sofferto da morire perchè potevo fare solo cure palliative e non potevo prendere antidolorifici.La mia vita familiare, sociale e sessuale è andata a farsi friggere, ero sull'orlo della depressione, tra l'altro in quei due anni sono morti entrambe i miei genitori. Considerata la siuazione mi sono rivolta ad un noto proctologo di Roma che mi ha diagnosticato prolasso emorroidario di IV grado con trombizzazione. Mi sono operata nell'agosto del 2006 con un intervento di retto-retto anastomosi (doppia star), sono stati resecati circa 4 cm. di retto. Decorso di nuovo tragico con dolori insopportabili per mesi , due volte al pronto soccorso, gonfiore persistente, grosse marische che si irritano e gonfiano spessissimo. Come se non bastasse da un anno soffro di ragade anale per ipertono sfinterico, secondo me causato dall'intervento, sono andata da un altro proctologo che mi ha prescritto dilatan e asacol per due mesi. Finita la terapia bene per circa due mesi poi di nuovo da capo. Ho usato anche la pomata rectogesic ma mi dà mal di testa e poi costa tantissimo. Per concludere ogni due mesi al massimo la ragade si ripresenta, le marische si infiammano , il dolore mi avvilisce, il toradol mi provoca gastrite, sono irritabile con i miei familiari, ho dolori durante i rapporti sessuali e quindi tendo ad evitarli, insomma la mia vita sta andando alla deriva, cosa devo fare? Ho dimenticato di dirle che da alcuni anni il mio problema non è la stitichezza ma le feci non formate, inoltre ho un lupus anticoagulante LAC. Spero di avere una sua risposta al più presto, così non si può più andare avanti,un piccolo buco condiziona tutta la mia vita.

Cara Signora Morena,
la sua triste storia non è diversa da quella di tante persone operate con la suturatrice meccanica che ha tra le sue consieguenze proprio la ragade anale ma, soprattutto la non cura della patologia emorroidaria. Suppongo che le grosse marische che l’affliggono siano prorpio una patologia emorroidaria mai curata. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebe essere utile per una valutazione obiettiva della situazione patologica e solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Gent. Prof. Nicastro, Sono stato operato di emorroidi di III grado, con legatura elastica presso il Policlinico di Roma, in varie fasi durate tre mesi, ma alla fine continuo a sanguinare all'atto della defecazione. A questo punto il prof. mi ha consigliato di effettuare un intervento con la tecnica THD per chiudere i vasi sanguigni. Io sono rimasto alquanto perplesso anche perché, dopo tante sofferenze credevo di aver risolto il problema ed invece mi ritrovo punto e accapo. Potrebbe lei obiettivamente darmi un qualche consiglio in merito? E se c'è un'alternativa all'intervento per far smettere il sanguinamento?

Caro Signor Salvatore,
la legatura elastica trova la sua indicazione nelle emorroidi sintomatiche di 1° e 2° grado. Se la sua patoogia era di 3° andava trattata con una tecnica diversa sin dal principio. La tecnica meno invasiva adottata per la cura delle emorroidi (a mio parere) è la THD ma la sua indicazione deve essere supportata da una reale diagnosi sul grado della patologia.

Buongiorno dottore, vorrei chiederle se esiste la possibilità di cura di emorroidi di 4° grado (già diagnosticate) con tecnica Hal doppler. Aggiungo che ho 52 anni e una certa paura per l'anestesia ....la mia domanda nasce dal fatto che ho già subito un intervento a Cosenza con hal doppler (con emorroidi già di 4° grado) purtroppo mal riuscito. Il chirurgo mi ha poi infatti detto di non aver effettuato l'ancoraggio della mucosa, per cui non ho risolto il problema. Distinti saluti

Caro Signor Giovanni,
più che Hal dopller consiglierei la THD tecnica più selettiva e che permette un ancoraggio mucoso più selettivo. Comunque le emorroidi di 4° grado sono un vero limite alla metodica e la su applicazione dipende molto da una corretta valutazione dello stato patologico. Una visita specilistica comopletata con una videoproctoscopia potrebbe essere utile al fine di definire il grado della patologia e le opzioni terapeutiche.
Cari saluti

egregio dott.nicastro avrei bisogno di un parere sono stata operata due mesi fa di emorroidi interne con un prolasso e un trombo? con il metodo ligasure post operatorio molto doloroso adesso mi ritrovo con l'ano notevolmente ristretto e ho difficoltà ad andare in bagno. il dott. che mi ha operato vuole farmi una plastica (che ho gia avuto nella prima operazione)lui dice che adesso on sarà molto dolorosa sono terrorizzata he fare? la prego mi aiuti

Cara Singora,
presumo che si sia instaurata una stenosi anale post-operatoria. Una valutazione proctologica adeguata potrebbe essere utile per capire se la stenosi potrebbe essere superata con altre tecniche utili ad evitare un ulteriore intervento. Se la stenosi è serrata invece l’intervento si rende necessario.
Cari saluti

Gentile Dr.Nicastro, ho letto le sue risposte di consulenza riguardanti la patologia emorroidara e da come puo' immaginare cercavo risposte in merito ad una mia patologia in atto. In agosto ho sofferto per una ragade anale, (vistadel medico di base che è anche chirurgo) che si è "risolta" (so che rimane una patologia silente) spontaneamente in un mese con l'uso di un siero che favoriva la riformazione delle cellule (non rammento ora). In seguito a cio' ho inziato a soffire di emorroidi compatibilemnte con l'inizio di un nuovo lavoro (sedentario e stressante) che mi ha portato a mangiare male, di fretta a dover rinunciare allo sport, congiuntamente all'esigenza di molte ore seduta perchè sono una psicologa e mi sto' specializzando. La cosa piu' strana è che sono diventata stitica, cosa che nn mi ha mai riguardata. Sono sempre stata regolare con rari casi di stipsi e di diarrea Soffro moltissimo il cambiamento di orario. Prima lavoravo di pomeriggio e la mattina "ero calma" ed il mio orario di regolarità "era" le 11.00. Non riesco a regolarizzrmi mi sento sempte stanca bevo caffe'..e poca acqua! Ora vado in bagno ogni 3/4 giorni e non sempre bene..faccio fatica. La seduta è lunga ho sempre la sensazione che "non ho finito" e mi sembra di dover partorire un drago. Non ho avuto gravissimi episodi di sangunamento se non lieve, poi il sanguinamento si è interrotto, ma ho sempre una sensazione di pesantezza anale, anche quando vado ad urinare, ho uno stato di tensione come se avessi una ferita che tira. alla palpazione sento delle strutture molli tra l'interno e l'esterno e una lieve tensione anale. Ho usato la famosa preparazione h che mi da sollievo sopratutto x defecare senza "graffiare", ma già sapevo che non sarebbe stata curativa. Ho usato anche ultraproct, che mi toglie il dolore ma cmq.. le chiedo quindi la possibilità di una visita per una cura ed eventualmente valutare l'opzione chirurgica col thd, che ho sentito essere meno invasivo, risolutivo e poco doloroso. Le chiedo in ultimo: qualora il metodo THD dovesse essere unito a sfinteroctomia interna (x ragade, come leggevo), l'intervento è piu' doloroso? Le dico questo perchè sono molto paurosa, sopratutto di manovre e visite e post-operatori(gli psicologi sono i peggiori pazienti!) grazie per un suo prezioso consiglio

Cara Signora Silvia,
la ringrazio per la fiducia e sarò onorato, qualora lo ritenesse opportuno, di visitarla e poterle dare, lo spero, utili consigli. Ma il primo che mi preme dare è quello che DEVE bere almeno due litri di acqua al giorno per poter contrastare la sua stipsi. Già questa potrebbe essere una prima cura per farla soffrire di meno. La visita proctologica, completata con la videoproctoscopia, sarà dirimente sullo stato attuale della patologia anale anche per poter stabilire un adeguato percorso di terapia. Riguardo la THD ormai è entrata nell’uso comune del trattamento della patologia emorroidaria mentre pratico il meno possibile la sfinterotomia, necessaria solo nel caso la ragade sia mentenuta da un “vero” ipertono. Qualora si renda necessario un trattamento per la ragade questo sarà assolutamente indolore anche se qualche fastisdio potrebbe insorgere in relazione alla sola ferita anale.
Cari saluti

Buongiorno dott. Nicastro, sono uno studente universitario nonchè sportivo e ho 24 anni. La contatto nella speranza che lei possa darmi utili consigli a un problema che ormai mi porto da un paio di anni. Soffro infatti di emorroidi e lo scorso anno sono stato operato secondo il metodo Longo a causa di evidenti dolori. I riscontri del'intervento non sono stati buoni, dopo infatti due mesi dall'operazione ho riscontrato delle nuove fuoriuscite emorroidiali, in modo particolare dopo la defecazione con conseguente perdita di liquido spesso molto imbarazzante e fastidioso. Questa primavera ho fatto dunque un esame rettoscopico e mi sono state riscontrate nuovamente congestioni e prolasso, mi è stata consigliata perciò una nuova operazione, anzi due, metodo Starr e quello piu tradizionale. Sono un po' scettico e volevo sapere dunque cosa ne pensa lei e se può consigliarmi, fino a quando troverà la convinzone di sottopormi a una nuova operazione, a qualche cura per alleviare la congestione.

Caro Signor Samuele,
l’intervento di Longo, a mio parere, non cura la patologia emorroidaria. Vista la sua condizione non trovo adeguato nemmeno l’intervento di STARR, oltretutto gravata da serie complicanze post-operatorie. Le consiglio di sottoporsi a visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire lo stato attuale della patologia e quindi prescrivere un adeguato percorso di terapia.

Buon giorno dott. Nicastro, ca 5 anni fa sono stato operato alle emorroidi con il metodo Longo e ca 2 mesi fa durante una defecazione dolorosa presumo per stitichezza, ho avuto delle perdite di sangue rosso vivo (solo 1 volta) e da ca 2 settimane ho un forte dolore nella zona anale che al tatto sembra gonfio,persiste inoltre la difficoltà a defecare. Domanda: Potrebbereo essersi riformate le emorroidi? Ho sentito che i casi di recidiva con il metodo Longo sono più frequenti degli altri metodi è vero? Se fossero emorroidi si possono rioperare con il metodo classico? Che esami mi consiglia per appurare le cause del dolore?

Caro Signor Walter,
a mio parere l’intervento di Longo non cura la patologia emorroidaria e la maggiorparte dei pazienti operati a distanza variabile di tempo ripresentano i sintomi della malattia. Si potrebbe dire che è una recidiva ma il termine è improprio in quanto la malattia non è stata mai curata. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire meglio la diagnosi e stabilire un corretto percorso di terapia.

caro dottore volevo per cortesia dei chiarimenti in merito.operato 2 volte di emorroidi ho 46 anni 1 operazione anno 2000 nel giro di 8 mesi dall"intervento sono ritornato come prima, il dottore che mi aveva operato mi dice che l"intrvento non eriuscito mi consiglia di operararmi per la 2 volta,operazione fatta con suturatrrice e messo i punti,fino al 2010 andava tutto bene,poi mi e" venuta una ragade anale ho fatto delle cure con pomate e dilatatori, il a distanza di 1 anno il problema persiste,nello stesso tempo mi si sono ripresentate le emorroidi con un gavocciolo alla parte sinistra con forti dolori e bruciori,dallo specialista mi ha sconsigliato fare un altro inervento,perche dopo 2 interventi posso avere problemi di incintinenza,volevo chiederle per cortesia,mi devo operare ancora?posso avere l"incontinenza?i tessuti quate operazioni possono reggere senza conseguenze irreversibili?la ringrazio tanto.

Caro Signor Piero,
ogni intervento proctologico se eseguito impropriamente può provocare incontinenza. Nel suo caso bisognerebbe stabilire correttamente lo stato patologico e comprendere quale è il residuo di malattia emorroidaria e quali sono state le conseguenze dell’intervento con suturatrice meccanica. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Cari saluti

carissimo dottore, non so più cosa fare.le racconto. nel febbraio del 2010 vengo operata di emorroidi esattament 3, prolasso con il metodo Longo. non sono rimasta soddisfatta in quanto per oltre un mese o dovuto assumere antidolorifici, ma superato il periodo, diciamo critico, le cose sono andate discretamente bene. da quest'estate, però, ricomincio ad avere dolori durante defecazione il chirurgo mi rassicura ed io correggo l'alimentazione e pratico un po' di moto. ma ad oggi la situazione è precipitata.Ho un'escrescenza anale dura dolorosa, sensazione di lance in fiamme durante la defecazione ed il bruciore continua a fitte anche per diverse ore. E' invalidante. sempre il chirurgo mi diagnostica una ragade per cui Anonet lavaggi, Anonet Plus, Antrolin,ma dopo 15 giorni nessun miglioramento, aggiungiamo fiale di Fleboside e dopo 4 giorni rivado a visita. esito? Rectogesic ancora Anonet e Fleboside. Ma oggi dopo l'evacuazione delle 7,00 mi sono alzata dal letto alle 15,00 dopo una compressa di voltaren. ne uscirò da questa situazione?

Cara Signora Loredana,
è mio parere che la tecnica di Longo non cura la patologia emorroidaria ed è gravata da complicanze che non ne giustificano l’applicazione. Nel suo caso credo sia indispensabile una esatta valutazione colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per comprendere lo stato attuale della patologia che la sta facendo soffrire e stabilire un corretto percorso di terapia.
Cari saluti

Spett. Dott. Nicastro, mi scusi se la disturbo ma avrei bisogno di un suo parere medico in quanto affermato colonproctologo. Sono stato operato di emorroidi di 2°-3° grado mediante tecnica Longo in data 21 Sett. 2011 e ad oggi (5 Ottobre) devo dire che i tempi di recupero brevissimi eccetera sono assolutamente falsi. Forse dipende da caso a caso, dipende dalla bravura / esperienza del chirurgo, dipende da mille cose, ma di certo non sto avendo una guarigione miracolosa. Praticamente adesso (dopo 2 settimane dall'intervento) mi trovo a defecare in maniera quasi normale nel senso che sanguinamento non ne ho praticamente più, ma ho un problema di urgenza mostruoso nel senso che quando sento lo stimolo devo precipitarmi in bagno nel giro di pochi secondi . Seconda cosa: dopo le prime defecazioni post operatorie ho notato la presenza di un prolasso (grosso circa come un Tic-Tac per capirci) costante. A volte tale prolasso si indurisce e diventa fastidioso (non dolorosissimo però), a volte sembra quasi inerte.... Terza cosa: sto continuando ad assumere Olio di Vaselina prima dei due pasti principali e per caso ho notato sulla confezione di non insistere nell'uso per più di 1 settimana (io sono quasi a due). Dato che ho delle perdite di muco (sostanza marroncina) dall'ano e la sera ho delle irritazioni nella zona anale, potrebbe darsi che l'uso di Olio di Vaselina insistito mi stia dando dei problemi ? Qual'è il suo reale uso ? Purtroppo la visita col chirurgo ad una settimana dall'intervento ho dovuto disdirla in quanto l'ospedale (lontano 150 km da casa mia) era una meta troppo lontana per poter essere sopportata da me in quanto dopo una settimana non riuscivo ancora a stare seduto per più di 30 minuti... Mi dia un parere, Dottore, la prego, questo metodo Longo è sicuramente innovativo ma su internet si leggono cose terribili e non vorrei illudermi o scoraggiarmi.

Caro Signore,
a mio parere queste sono le conseguenze dell’intervento di Longo e la sua esperienza non è diversa da quella di tante persone sottoposte a questo tipo di intervento. Anche se l’esito probabilmente dipende da tutte le variabili da lei descritte credo che per un medico è importante curare una persona non attuare un intervento. La tecnica di Longo non cura le emorroidi e quello che lei descrive come prolasso non è altro che la persistenza di malattia. L’urgenza alla evacuazione è solo uno dei problemi e le consiglio di sostituire l’olio di vaselina con delle fibre.
Cari saluti

salve dott. le scrivo per il mio compagno di 40 anni... una sett fa ha fatto un intervento a istituti clinici di monza per un prolasso dei emorroidi. ci hanno assicurato che era un intervento non invasivo e senza conseguenze.... il mio compagno ha eseguito l'intervento il martedi e il mercoledi e stato dimesso..... li hanno fatto una s.t.a.r.r . appena tornato a casa aveva dei dolori piu forti e la mattina succesiva lo portato al pronto soccorso.... esito: operato d'urgenza per PNEUMO ED EMOPERITONEO A DISSECAZIONE DEL RETTO DA EMATOMA POST INTERVENTO DI PROLASSECTOMIA. E STATO SOTTOPOSTO AD INTERVENTO DI HARTMANN... ORA E A CASA FRA 4 MESI DEVE FARE DI NUOVO UN INTERVENTO PER LA CANALIZAZIONE AVENDO ORA UNA COLOSTOMIA PROVISORIA DALLA PARTE SIN DELL ADDOME..... VORREI TANTO SAPERE COME E POTUTO SUCCEDDERE UNA COSA DEL GENERE..... E SE SOPRATUTTO SI POTEVA EVITARE....LA RINGRAZIO DI CUORE IN ANTICIPO.

Cara Signora Dorina,
mi creda sono addolorato per quanto successo al suo compagno. È da molto tempo che mi ostino a descrivere l’intervento di STARR come pericoloso e ingiustificato per la cura della patologia emorroidaria. Questa sua testimonianza ne è l’ulteriore conferma. Certamente che il tutto si poteva evitare operando semplicemente il suo compagno con una tecnica adeguata, semplicemente non eseguendo la STARR.
Cordialmente

Salve, anzitutto chiedo scusa se sarò imprecisa nella descrizione del problema, si tratta di mio marito (39 anni) che domani avrebbe dovuto subire intervento (Longo) e che è fortemente deluso ed amareggiato poiché l'intervento è saltato causa inefficienza ospedaliera. Commenti a parte, leggendo le varie problematiche mi sembra di capire che l'intervento di cui in oggetto non risolve definitivamente il problema, allora mi chiedo se prima di intervenire chirurgicamente non si possa affrontare una qualunque terapia che a noi non è stata indicata durante le varie visite ospedaliere. Grazie sin d'ora dell'attenzione e della risposta.

Cara Signora Paola,
sono quasi contento che l’inefficienza del sistema sanitaria abbia fatto saltare l’intervento su suo marito; è stata evitata una altra probabile vittima di un intervento inefficace e molte volte dannoso. Non posso sinceramente dirla se è possibile effettuare altre terapie poiché queste sono determinate dal grado di gravità della patologia emorroidaria che affligge suo marito.

gentile dottore, a fine maggio mi sono sottoposto ad un intervento THD a causa di emorroidi di 2 3 grado sanguinanti he mi avevano portato ad un anemia piuttosto seria. dopo l'itervento non ho avuto piu problemi ma oggi ho notato come delle piccolissime macchie di sangue sulla carta igienica. le volevo chiedere se e' una possibilita' che mi siano tornate le emorroidi. grazie

Caro Signor Giuseppe,
l’intervento di dearterializzazione non prevede l’asportazione delle emorroidi per cui parlare di recidiva è sbagliato. Comunque piccole perdite ematiche sulla carta al momento della pulizia non sono indice di patologia emorroidaria ma possono essere legate a piccole lesioni della cute anale. Per risolvere ogni dubbio consulti un colonproctologo di fiducia in modo da avere una adeguata diagnosi e una corretta terapia.
Cari saluti

Salve dottore, ho 23 anni. Da almeno 3 anni soffro di ipertono sfinterico o almeno credo. Mi spiego: Ho fatto vari esami 5 anni fa. quando il proctologo ha intuito fosse ipertono ha prescritto manomettria anorettale ma con esito negativo, indicava solo contrazioni involontarie del paziente. io persi la fiducia e abbandonai le visite pur continuando a soffrire molto. Grazie ai forum internet scoprii che molti avevano sintomi come me iniziai a fare bidet caldi e userò anche il dilatan per provare. I principali sintomi sono difficoltà nel defecare, senso di non defecazione completa, quasi impossibilità a buttare fuori aria,contrazioni forti involontarie. Lei pensa si possa risolvere col dilatan? altrimenti come? premetto che non ho mai avuto ragadi, ma solo emorroidi un paio di volte che ho curato con daflon. La ringrazio per la sua disponibilità.

Caro Signor Luca,
i disturbi lamentati possono dipendere da varie cause che andrebbero ben investigate per decidere un adeguato percorso di terapia. Prima di sottoporsi ad automendicazioni, più o meno cruente, dettate dalla lettura di notizie sul web il mio consiglio è di consultare un colonproctologico in carne e ossa (e non virtuale o in second life) per definire la diagnosi, in caso di dubbi prescrivere ulteriori accertamenti e quindi decidere la giusta terapia.

Tre anni fa ho fatto un intervento(Longo) al prolasso rettale. Il problema non è stato risolto, perché a poco tempo è uscito nuovamente.Dietro a questo intervento sono rimasta con gonfiore sacrale, dolori e disturbi rettali e sacrali che mi impediscono a vivere e lavorare. Potrei sapere che cosa mi crea tutto questo danno e se si può risolvere? Che cosa dovrei fare? Con infinite grazie.

Cara Signora Valentina,
purtroppo le compolicanze legate all’intervento con suturatrice meccanica (Longo) sono diverse e tante e molti pazienti non solo non risolvono il problema della patologia ma presentano dolore cronico. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire la causa della sua sofferenza e impostare una adeguata terapia.

Gent. Dott. Nicastro, sono una donna di 46 anni e soffro di emorroidi esterne che, peraltro, non rientrano manualmente. In quest'ultimo anno ho notato che nelle stesse si sono formate alcune "bollicine" rossastre morbide che poi hanno modificato colore e aspetto diventando ruvide e grigiastre. Si tratta di condilomi? Possono i condilomi crescere direttamente nella punta finale delle emorroidi? Cosa mi consiglia di fare?

Cara Signora Giuliana,
il grado della sua patologia emorroidaria, da quanto descrive, è presumibilmente il IV. In questo stadio è possibile che si ha una cronicizzazione delle lesioni che cambiano colorito e aspetto e non sono da riferire a condilomi ma a marische e piccoli fibromi cicatriziali. Si soppoponga a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire meglio la diagnosi e stabilire un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno, Le espongo il mio caso nella speranza di un suo consiglio: Soffrivo di patologia emorroidaria 2° grado. Ho fatto alcuni cicli di legatura elastica senza successo. Un anno fa ho deciso di sottopormi ad un intervento di dearterializzazione emorroidaria transanale doppler-guidata (THD). In pratica vengono legati i sei rami dell'arteria emorroidaria per ridurre il flusso arterioso. Oltre a ciò è stata eseguita la pessia per risolvere un contestuale problema di prolasso. Risultato prepost operazione. Prima combattevo con le emorroidi, ora combatto con un non meglio identificato problema di dolore anale. Mi spiego meglio: - Dolore quando rimango seduto a lungo. Questa è una certa e ben precisa causaeffetto. Più sto seduto e più fa male. Il dolore aumenta progressivamente nell'arco della giornata (faccio vita d'ufficio e auto). Alla sera sono dolori e bruciori. A volte sul lato destro, più frequentemente su quello sinistro della zona anale. Avverto anche una sorta di gonfiorepeso. - Talvolta il dolore si irradia sul gluteo e sull'inguine. - Quando sono disteso il problema scompare, soprattutto quando sono a pancia in giù. - Al mattino appena sveglio va che è una meraviglia. - Quando mi immergo in un bagno caldo, il dolore scompare. - Quando bevo un goccio in più (vino, birra, raramente qualche alcolico) il dolore quasi scompare (se non ci fosse da piangere, riderei come un pazzo, invece sto pensando di darmi all'alcool). - Quando faccio sport talvolta peggiora (esempio tennis intenso), a volte migliora (esempio footing). - Anonet in crema mi aiuta nei momenti peggiori. - Nessun visibile problema urinario, genitale, ecc. - Varie visite successive (non strumentali, a parte l'anoscopia) hanno escluso patologie varie. Un proctologo mi ha diagnosticato la sindrome del pubo rettale, consigliandomi cicli di riabilitazione, bio feed back, ecc. (che non ho ancora intrapreso, perché non ci credo molto!). In realtà mi sembra di essere sempre contratto in quella zona, ma se fosse un problema di tensione rettale, non dovrebbe esserci correlazione con la postura. Voglio dire, dovrebbe far male anche da sdraiato ad esempio. - Mi ritrovo invece nell'elencazione dei sintomi relativi alla patologia del pudendo o perlomeno in buona parte di essi.

Caro Signor Roberto,
credo prorpio che potrebbe trattarsi di una sindrome del pudendo e che questa si sia stata evidenziata dall’intervento di THD con pessia che ha svolto il ruolo di spina irritativa. Un adeguato inquadramento diagnostico potrebbe essere utile per un corretto percorso di terapia.

Salve Dottore 6 anni fa sono stato operato di emorroidi con in metodo Longo. A distanza di 2 anni dall'operazione si sono ripresentate perdite di sangue durante la defecazione che continuano ancora oggi. Ora ci sono periodi di 3/4 mesi durante i quali non ho perdite e periodi che posso durare anche 20 giorni durante i quali ho perdite di sangue anche abbondanti. Capita spesso che il sangue esca prima di defecare e anche quando ho diarrea ho perdite di sangue. Prima della fuoriuscita del sangue sento come un qualcosa che si rompe e dopo aver defecato trovo come delle sacche con del sangue. Quando ho perdite di sangue, accuso anche un certo fastidio alla pancia(una sensazione di bruciore) e dolore alle emorroidi se non le faccio rientrare. 6 anni fa prima dell'intervento ho fatto anche una colonscopia e non hanno trovato nulla. Gli esami del sangue sono perfetti. Vorrei risolvere questo problema, ma dopo il fallimento del primo intervento non so che fare.

Caro Signor Nicola,
il primo intervento non è stato un fallimento ma soltanto un intervento che non cura la patologia emorroidaria e lei come tantissimi altri pazienti dopo un periodo di relativo benessere ha nuovamente i sintomi di una patologia mai curata. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una definizione diagnostica e per stabilire un corretto percorso di terapia.

Gentile dottore, mi scusi se questa e la seconda volta che le scrivo però essendo più esplicito nel descrivere i miei sintomi, mi auguro che mi possa dare delle indicazioni più mirate al caso. Dopo aver fatto una colonscopia risultata nella normalità, sono stato sottoposto ad emorroidectomia con metodo Ligasure a metà aprile 2010 per emorroidi esterne di 4° grado; Purtroppo dopo i dolorosi e normali postumi post-operatori, a tutt'oggi a distanza di 4 mesi ho dei problemi nella defecazione. Se la defecazione avviene in presenza di feci normali o piuttosto molli, al loro passaggio mi provocano un lieve dolore tagliente all'ano di poca entità , senza alcuna perdita di sangue e riesco ad evacuare senza eccessivi sforzi Alcune volte però, se si ha la formazione delle prime feci abbastanza compatte e dure che mi fanno da tappo vero e proprio, ho un' enorme difficoltà ad evacuare e dopo svariati sforzi, da farmi sudare, anche se riesco ad evacuarle, al loro passaggio mi provocano un dolore tagliente e lancinante all'ano con qualche perdita di sangue rosso vivo. Il proseguo dell'evacuazione di altre piccole quantità di feci avviene in modo indolore anche perchè sono più molli e di spessore molto più ridotte. In entrambi i casi ,ossia dopo la defecazione sia con feci dure oppure molli, dopo previa e accurata pulizia ed igiene con dei lavaggi , inizia a comparire un pesante e fastidiosissimo bruciore anale interno ed esterno che si protrae per 4- 5 ore circa, la cui intensità è proporzionale alle difficoltà e allo sforzo fatto durante la defecazione. Sistematicamente 2 ore dopo aver defecato, sento, oltre al bruciore preesistente dalla defecazione precedente che come dicevo si protrae per 4-5-ore, una fastidiosa pesantezza a livello anale con la necessità di una seconda defecazione, che avviene, in modo indolore, con piccole quantità di feci e tante volte con l'emissione di gas. Dopo di ciò , va scomparendo la pesantezza anale che avevo , ma persiste , come dicevo prima, il fastidiosissimo bruciore anale che si protrae per altre 3 ore circa. Dopo questo tempo, viene a ristabilirsi , sino alle prossima defecazione che avviene alle 36- 48 ore circa, una situazione di assoluta normalità senza alcun sintomo particolare.

Caro Signor Franco,
credo che lei debba prendere in considerazione una attenta valutazione colonprctologica, magari completata con videoproctoscopia, per definire meglio la diagnosi della patologia anale che causa tanta sofferenza. Ormai l’intervento effettuato è ben consolidato e credo che possa esistere una complicazione o una seconda patologia meritevole di trattamento.

Buongiorno, ho sentito parlare del metodo THD, e avendo emorroidi di 2° grado già trattate con 5 legature elastiche, alcune volte è necessario farle rientrare manualmente.

Caro Signor Vittorio,
Riguardo la derterializzazione dei plessi emorroidali può essere attuata sia con la THD che con HAL doppler, cambiano solo i mezzi ma la tecniche è identica. L’indicazione comunque deve essere data dal proctologo che ha modo di fare una corretta diagnosi del suo grado di emorroidi ricordandole che non esiste una metodica unica e risolutiva ma esistono varie cure per la patologia emorroidaria ed ognuna è indicata in base alle caratteristiche cliniche della persona da curare.

Gentile prof.Nicastro, la contatto per chiederle un consiglio da esperto: da circa 3 settimane ho un nodulo emorroidario trombizzato e prolassato, il proctologo che mi ha visitato mi ha dato come soluzione l'asportazione chirurgica. Premetto che non ho mai sofferto di emorroidi. Non le sembra una soluzione estrema? non potrebbe riassorbirsi?

Caro Signor Simone,
un nodulo unico trombizzato asintomatico a mio parere non è da operare e spesso si assorbe spontaneamente o con l’aiuto (in caso di sintomi
persistenti) di una adeguata terapia medica.

Buonasera dopo avere letto le varie domande e risposte provo ad inviarLe la mia storia emorroidaria nella speranza di avere una Sua cortese consulenza, e se fosse necessario anche una visita.in data 18-01-2010 ho subito un'intervento con diagnosi di ingresso "emorroidi di III grado" effettuato con dearterializzazione dei rami dell'arteria emorroidea superiore previa individuazione con sonda Doppler e pessia della mucosa prolassata secondo THD system. Dopo 3 giorni dall'intervento, al primo controllo, sentivo dolori ma comunque lo specialista diceva che rientravano nella norma ed ero già riuscito a scaricarmi. Il problema sorge al 4° giorno dopo avere avuto dei forti dolori di pancia provo a scaricarmi ma invano anche se lo stimolo è persistente; noto però, oltre ad avere un forte dolore,che si presenta un'uscita di emorroidi (come prima dell'intervento) e la temperatura corporea è salita a 38,5. Faccio subito un'altra visita di controllo e lo specialista mi dice che uno dei tiranti messi, quello più a sinistra (forse ore 9) si è staccato e quindi un gavocciolo esce all'esterno. Morale è che adesso ho molto più dolore di prima che facessi l'intervento e non so che altro fare per ovviare a questo problema, lo specialista dice di aspettare un paio di mesi e poi intervenire con metodo classico per asportazione del gavocciolo. Sono un Runner e vorrei anche tornare a correre ma non sia proprio il caso. 28-01-2010 Oggi a seguito di forti dolori ho richiamato lo specialista per una ulteriore visita poichè dopo essermi scaricato mi è uscito un grande e doloroso pallone che sembrava fosse pronto all'esplosione. La diagnosi è stata: "Trombosi emorroidaria" terapia Arvenum 500mg e Antrolin pomata. Lo specilaista mi avvisa che sarà necessario un ritocco. 09-04-2010 Intervento di ritocco eseguito secondo metodo Milligan-Morgan, penso che a distanza di quattro giorni sia ancora prematuro determinare se sia andato tutto bene. Le fasi post intervento comunque sembrano essere quelle previste e indicate dal chirurgo che ha eseguito l'intervento. Purtroppo è sorto un problema dato dall'anestesia spinale, pesanti e fastidiosi disturbi audiovisivi e forte mal di testa. Oggi sembra che il dolore alla testa e a gli occhi stia passando però permane il rimbombo alle orecchie che comunque dicono che anche questo andrà via via a sparire. Mi è stato prescritto del paracetamolo (efferalgan500) due pastiglie ogni sei ore per 48 ore. E speriamo che questa odissea finisca. 07-05-2010 Eccomi....sembra la sfortuna non sia ancora finita. Lunedi scorso ho fatto la programmata visita di controllo e purtroppo è stata riscontrata una stenosi cicatriziale del canale anale a seguito della recente emoroidectomia; quindi il medico consiglia dei dilatatori anali, da usare due volte al giorno, nella taglia piccola e media misura. Grande anzi grandissimo dolore da togliere il respiro è una cosa insopportabile dopo cinque giorni di applicazioni è ancora molto doloroso ma non c'è perdita di sangue e inoltre sento un grandissimo bruciore sia internamente che sulla superficie anale. Faccio soventi risciacqui con soluzione anonet. Alla fine tra un'intervento e quell'altro tra un fastidio e una noia è da gennaio che sono in ballo e non ne posso più....ma riuscirò mai a mettermi a posto? ma fra quanto tempo? è normale che a volte non riesca neanche a trattenere le feci? 19-05-2010 Sono passati diversi giorni dall'intervento e sono già tre settimane che per due volte al giorno uso i dilatatori nelle varie misure progressive. Il dolore è ancora abbastanza percettibile nel momento in cui inserisco il dilatatore, e poi sopratutto la mattina per alcune ore ho un gran bruciore e un forte dolore in zona perianale dove sono rimasti a seguito dell'intervento, non saprei come definirli, alcune piccole pretuberanze di carne. Il chirurgo mi ha detto che purtroppo questo è il segno di uno che ha fatto l'intervento di emorroidectomia. Io ho la sensazione, fra il dolore e il bruciore, di avere le emorroidi che fuoriescono come prima dell'intervento; non capisco se sia veramente un mio pensiero o realtà. 21-08-2010 purtroppo oggi sabato 21 agosto la situazione è ancora ben lontana dall'essere definita conclusa, e vorrei sapere se potrebbe darmi qualche consiglio su come comportarmi e su cosa fare per poter risolvere questo problema....mille grazie. Qui di seguito provo a riportare quanto scritto dallo specialista: 30-05-2010 esiti di recenti interventi di dearterizzazione emorroidaria (THD) e successiva emorroidectomia sec. Milligan-Morgan per recidiva. Attualmente riferite proctologia, proctorrogia ed urgenza evacuativa. Ha eseguito ciclo terapia con Dilatan. all'esplorazione rettale si apprezza cercine fibroso al terzo superiore del canale anale ed a ponzamento prolasso rettale. Si consiglia nuovo ciclo di terapia con Dilatan 10 minuti due volte al dì per una settimana per ogni calibro e due settimane con il calibro maggiore. Utilizzare Fitostimoline pomata. 15-06-2010 Buono il tono sfinterale. Non apprezzabile stenosi. Ad ore 6 in posizione Sims permane area ulcerata fragile e sanguinante. Si consiglia trattamento topico con Pentacol500 da applicare la sera per dieci giorni. 24-06-2010 Al controllo odierno persiste area ulcerata ad ore 6 in posizione di Sims in sede di recente emorroidectomia (su recidiva dopo THD) La sintomatologia dolorosa si è parzialmente ridotta ma persiste proctorrogia postevacuativa. Si consiglia prosecuzione terapia in corso con Pentacol500 gel e applicazione topica di fitostimoline pomata 2 volte al dì. 09-07-2010 Persiste ulcera in sede laterale sinistra (h6 in posizione Sims) esteso a tutto il canale anale.Non apprezzabile stenosi nè ipertono sfinteriale. Nessuno beneficio dopo trattamento topico con Mesalazina, Fitostimolina e dilatatori anali. Si consiglia trattamento con: aureomicina pomata due applicazioni al dì per tre settimane. Ecografia negativa per raccolte ascessuali. 27-07-2010 Non accenna a risolversi l'ulcera del canale anale. si consiglia trattamento topico con Trofo5 pomata Il problema è che il dolore anale permane, spesso ho anche dolori di pancia ma se provo ad evacuare non faccio niente ne aria ne feci e la zona interna all'ano si infiamma sempre di più. Ho provato a fare qualche allenamento correndo e camminando ma quando sforzo un pò di più mi veiene uno stimolo come se dovessi defecare (tipo quando capita di scaricarsi per diarrea) devo fermarmi stringere le chiappe il più possibile e dopo un'attimo passa, però poi ho necessità di sedermi sul water e cercare di scaricarmi altrimenti questi spasmi non passano. A volte in questi casi nelle feci vedo anche un pò di sangue. Anche dopo mangiato mi capita di avere frequenti episodi di meteorismo e di fare fatica a liberare aria, perchè non riesco a capire se veramente è aria o feci.

Caro Signor Luca,
la sua storia è abbastanza complicata per poter dare un giudizio sereno in base a quanto lei dettagliatamente ha scritto. Solo una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia può mettere in evidenza la reale situazione della patologia che la sta facendo soffrire considerando che sia il decorso dopo THD che quello dopo emorroidectomia non rientrano in un normale post-operatorio.

gent.mo dottore vorrrei chiederle se e possibile delle domande.mi sono operato di emorroidi con la tecnica di milligan morgan il giorno 17 marzo di quest'anno insieme ad una fistola anale ore 6 .inizielmente ho avuto 5 punti per togliermi le emorroidi + un punto vicino alla fistola. per le prime settimane cio per i primi 25 giorni per defecare ho sofferto tanto tanto da farmi le toradol olio di vasellina + protezione dello stomaco,a il tutto ogni volta che andavo in bagno usciva sangue.Dopo il dottore che mi ha operato mi ha dato in + anche delle compresse che si chiamano tranex insieme a muscoril. sono caduti i punti ed il sangue non esce + ma solo vicino un po alle feci pero dopo qualche ora mi pizzica e mi brucia ma no vicino alle pareti esterne ma all'interno diciamo alle ore 12 ed inoltre sto usandi dilatatori anali solo la sera mi ha raccomandato il dottore pero non vedo sollievi infatti dopo qualche ora mi pizzica tanto e a volte mi pulsa all'interno.oggi sono quasi un mese il dottore che mi ha visitato mi ha detto che sto bene e che esternamente mi e rimasto solo una piccola palliana ore 12 dove c'era la fistola esternamente e ho un piccolo taglio e delle mucose piccole esterne come palline piccolissime ma ognu volta che vado in bagno la mattina mi pizzica e mi brucia e devo fare sempre la toradol per calmarmi e inoltre aggiungo che mi sento come se l'ano si stringe ed e secco infatti tento di inserire l'olio di vasellina ma non ci riesco devo aspettare la sera per inserirmi l'olio e il dilatatore con crema di dilatan .vi chiedo ma sara sempre cosi e se la cura che mi ha dato il dottore e buona io non riesco ada andare al lavoro perche la mattina vado in bagno c'e qual cosa che mi puo aiutare ada ndare in bagno liscio e che dopo non abbia piu questo bruciore e pizzichi la ringrazio della vostra attenzione e spero che lei mi risponda grazie a presto

Caro Signor Antonio,
l’emorroidectomia secondo Milligan Morgan non è una tecnica standard e la sua esecuzione è corelata alla dimistichezza del chirurgo con la metodica. Per questo ognuno di noi ha una esperienza diversa ed è per questa ragione che credo sia opportuno che lei debba seguire i consigli del chirurgo che ha eseguito l’intervento. Nella mia pratica consiglio subito dopo l’intervento blandi lassativi ed emollienti fecali per ammorbidire il più possibile la defecazione. Ma ogni terapia è prescritta dal medico che ha modo di osservare direttamente la condizione clinica del paziente.

caro dottore,sono un ragazzo di 25 anni,mi sono sottoposto a colonscopia perchè avevo sempre dolori al colon sx(basso),è risultato che ho un prolasso mucoemorroidario III-IV grado,sono stato visitato da un paio di proctologi,uno mi ha consigliato l'intervento STARR secondo LONGO,l'altro mi ha consigliato il THD. Ho effettuato anche una manometria anorettale,il cui risultato è PAR 120 mmHg SA 100 mmHg t>30" RRAIS 40cc RRAIO 60cc PRO 3.5 cm. Ipertono del canale anale. Sfintere esterno nella norma.Riflessi fisiologici.Normoprofilometria.Quale tipo di intervento è + indicato?e quali complicanze post-operatorie immediate e tardive portano?

Caro Signor Lucio,
se la diagnosi è confermata la scelta per la risoluzione della sua patologia potrebbe essere la dearterializzazione (mediante THD o HAL
Doppler) o l’emorroidectomia (se la diagnosi è di IV grado con prolasso grave). La tecnica con suturatrice meccanica è gravata da complicanze anche gravi e non è curativa. La dearterializzazione è una vera metodica mininvasiva e non prevede importanti complicanze post-operatorie (sono stati descritti casi di sanguinamento, dolore, recidiva, trombosi), ma se la tecnica ha una giusta indicazione ed è eseguita lege artis ha tempi rapidi di recupero. L’emorroidectomia prevede l’asportazione dei plessi emorroidali e del prolasso mucoso associato. Può avere varie complicazioni (sanguinamento, dolore, stenosi anale, incontinenza) alcune delle quali sono insite alla tecnica altre no. I tempi di recupero sono più lenti e legati alla cicatrizzazione delle ferite chirurgiche.

Salve dottor Nicastro, volevo porle una domanda..perchè sono abbastanza confusa. Ma se si ha lo sfintere ipertonico è vero che è sconsigliata la correzione chirurgica del prolasso mucoso con emorroidi (credo) che fuoriescono al momento della defecazione? Premetto che io non so neanche se siano emorroidi, so che fuoriescono e tornano dentro da sole dopo la defecazione ed in più se lo sforzo è abbastanza forte sanguinano.sono responsabili anche di stipsi quotidiana? Quest'ultima può essere eliminata se si curano le emorroidi e lo sfintere ipertonico? La ringrazio del suo tempo,a presto.

Cara Singora Simona,
è certo che lei è confusa. La diagnosi di ipertono non può essere basata solo con una semplice visita ma andrebbe confermata con una manometria. Di solito nella patologia anale esiste un aumento del tono sfinteriale ma è un meccanismo di difesa non una patologia. Inoltre il prolasso emorroidario è un nuovo termine di “moda”. In realtà solo la malattia emorroidaria nella sua evoluzione in gradi tende a fuoriuscire dal canalae anale durante la defecazione, soprattutto se esiste una stipsi. nel secondo grado della patologia emorroidaria le emorroidi fuoriescono dal canale e rientrano nel retto spontaneamente (come nel suo caso). Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia è indiscpensabile per porrre correttamente una diagnosi di gravità della malattia e consigliare un adeguato percorso di terapia.
cari saluti

Ho 43 anni , feci tre anni la rettoscopia hanno diagnosticato emorroidi di 2^ e 3^ grado. Ogni tanto quando mangio poco frutta e verdura e le feci si induriscono, nello sforzo mi esce una macchiettina di sangue rosso. Quando mangio frutta e verdura e bevo molto non succede. Come posso risolvere il problema? Uso hippocastano 5 ch (prodotto omeopatico) e proctosedyl crema....Certa di un suo riscontro la saluto cordialmente

Cara Signora Marinella,
solitamente le emorroidi danno sintomi importanti non secondo il loro grado ma se il paziente ha altre patologie come ad esempio la stipsi. Correggendo la stipsi i sintomi regrediscono o non compaiono e questa può essere la cura per le emorroidi. Se invece i sintomi diventono importanti bisognerà trovare una adeguata terapia per poter risolvere il problema emorroidi. Oggi per le emorroidi sintomatiche di 2° e 3° grado è indicata la THD metodica mininvasiva che permette la risoluzione della patologia con un rapido recupero.
Cari saluti

buongiorno Dr Nicastro, mi chiamo marco ho 40 anni e le scrivo per avere delle info sulla mia patologia ed una sua eventuale visita... premetto che mai in passato ho sofferto di dolori simili..e che cmq ho praticato molto motociclismo e che faccio un lavoro sedentario...mi trovo seduto circa 8 ore al gg Tutto è iniziato circa un anno fa quando ho iniziato ad accusare dolori anali tenesmo e perdite di sangue. Sono stato da 3 proctologi ed 1 urologo.che nell'ordine mi hanno diagnosticato ragade anale ed emorroidi interne di 2° grado. l'ultimo invece mi ha trovato la prostata leggermente ipertrofica ed infiammata. al riguardo ho effettuato esami ematici e ecg transrettale .tutto sommato a detta del medico nella norma. Dopo aver provato senza successo varie terapie farmacologiche si è deciso per l'intervento, eseguito il 7/11/08 metodo milligan morgan. dopo l'intervento, il chirurgo mi ha detto che la ragade era quasi guarita spontaneamente e che mq ha dovuto asportare tutto il pacchetto emorroidario molto infiammato ed anche un polipo. Ne è seguito un decorso post operatorio molto doloroso ho dovuto assumere toradol per 20 gg mattina e sera e considerato che dopo un mese avevo ancora forti dolori sono stato visitato di nuovo dal medico, che mi ha trovato una stenosi anale..curata con dilatan e luan. Attualmente ho dei problemi ad andare di corpo, dopo l'evacuazione provo dolore e continuo ad avvertire la sensazione di non averla completata.non sopporto più i pantaloni e soprattutto ho forti dolori ai glutei ed alla zona perianeale. il tutto accompagnato da una forte contrazione lombosacrale. Non so più come uscirne..non riesco a stare seduto e sto iniziando a provare un forte disagio. al punto di assumere spesso antinfiammatori ed anche degli ansiolitici.che alleviano soltanto il disturbo. Che cos'altro posso fare? In attesa di una sua cortese risposta le invio cordiali saluti

Caro Signor Marco,
se erano vere le emooridi di 2° grado perchè eseguire una milligan Morgan? E’ questa la mia perplessità. La complicanza della stenosi e dolori persistenti impongono una visita proctologica completata con una videoproctoscopia per poter capire lo stato attuale del canale ano-rettale e solo dopo è possible stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

salve sono una signora di 52 anni che il 14 febbraio ha subito un intervento di prolasso emorroidario sottoposto ad intervento chirurgico di prolassectomia con pph premetto che l'unico disturbo che avevo erano delle perdite ematiche sempre piu' frequenti cosi dopo una prima esitazione ho deciso per l'intervento,ed ecco che iniziano i dolori non i soliti post intervento ma quelli scaturiti dal sorgere adesso di due tagli esterni che prima non avevo assolutamente che credo siano delle ragadi insorte forse dalla dilatazione per effettuare l'intervento ho chiesto al chirurgo che mi ha operato che mi ha risposto che devo fare pazienza e prendere antidolorifici per ovviare al problema,e aspettare che la cosa si risolva da sola io ho dei seri dubbi e degli atroci dolori e bruciori . le chiedo se è consietudine che cercando di risolvere il problema delle emorroidi chirurgicamente al risveglio ti ritrovi con quello delle regadi la ringrazio della sua attenzione e la saluto

Cara Signora Maria Teresa,
l’insorgenza della ragade post-operatoria è una complicanza relativa al tipo di intervento subito (pph). Le altre tecniche chirurgiche mininvasive (THD) non prevedono l’insorgenza di tale complicanza.
cari saluti

Gentile dottore, vorrei avere alcune delucidazioni in merito ad una complicanza sopraggiunta a seguito di intervento delle emorroidi secondo Longo . Mi sono operato 2 mesi fa e pochi giorni or sono il mio chirurgo ma ha segnalato la necessità di un nuovo intervento a causa granuli o granulomi (non ricordo bene) in prossimità delle suture interne che vanno bruciate. Ho ancora perdite di sangue all'atto delle defecazione e dolori più o meno forti. Grazie

Caro Singor Fortunato, quello che lei descrive purtroppo è una osservazione frequente nei pazienti operati con il cosiddetto metodo Longo. La presenza dei granulomi nel retto rappresenta una reazione dei tessuti alla presenza dei punti metallici. I granulomi rappresentano una nuova patologia e non se ne conosce ‘evoluzione e per questo è preferibile asportarli. Potrebbero comunque essere la causa dei sanguinamenti. Il dolore invece è legato alla metodica attuata. Una visita procotlogica completata con videoproctoscopia potrebbe essere utile per definire meglio lo stato patologico.
Cari saluti

Egr. dottor Nicastro, Le scrivo, rubandole del tempo, sperando che lei mi possa dare un consiglio o un parere in merito alle mie problematiche, in quanto, dopo svariate ricerche in rete ho potuto avere il suo indirizzo e-mail. Spero voglia concedere un po’ del suo tempo alla lettura di quanto segue. Sono una ragazza di 34 anni ed ho subito nel 2002 un intervento, metodo Longo, di emorroidectomia e ragade anale. Le cose sono andate bene sino all’anno scorso, quando iniziai a nutrire disturbi nella zona anale. Mi recai da un chirurgo (angiologo proctologo), che mi diagnosticò infiammazione della mucosa anale, curata con Asacol schiuma. Dopo 15 gg il disturbo mi passò, ma dopo 3 mesi si ripresentò. Ritornai dal chirurgo che mi trovò un polipo, tolto con successo ambulatorialmente. Dato che il mio forte fastidio non passava ed avevo avuto dopo parecchi giorni perdite di sangue rosso vivo, mi recai nuovamente dallo stesso, in quale mi disse che la ferita era totalmente riassorbita e trovava delle "piccole" emorroidi interne, non tali da giustificare però il fastidio da me riportato. Dopo un paio di mesi il fastidio mi passò nuovamente, ma poi si ripresentò negli scorsi mesi e a tutt'oggi, seppur con un lieve miglioramento, io continuo a sentire un forte fastidio interno, che si manifesta con una sensazione di pesantezza e gonfiore, come se vi fosse un corpo estraneo. Non provo bruciore né dolore acuto e il sanguinamento è inesistente. Inutile dire che ho fatto un altro paio di visite senza risultato, ma avendo anche altri problemi di salute, tutto ciò influisce pesantemente sulla qualità della mia vita e sulla quotidianità. Inoltre le visite sono dolorose e costose, per non ricevere poi alcuna risposta. Sono certa del fatto che in seguito all’intervento si siano formate rugosità o piccole escrescenze perché sono sensibili anche durante l’igiene intima. Io abito a Milano e mi domando se lei potesse consigliarmi qualcosa da fare o qualcuno di specifico a cui rivolgermi che possa concretamente aiutarmi a trovare un soluzione che mi permetta quantomeno di affrontare il problema che mi sta logorando con coscienza di causa per risolverlo. Spesso, tra l’altro, sto soffrendo di colite, e attualmente sto assumendo Asacol 400 (2/3 compresse gg), ma nulla sembra migliorare. Ringrazio per le risposte ed i consigli che mi vorrà dare. Distinti saluti.

Cara Signora Paola,
quello che lei descrive non è raro nei pazienti che sono stati sottoposti ad intervento chirurgico con suturatrice meccanica. I sintomi spesso sono legati a complicazioni e conseguenze relative alla tecnica utilizzata oppure alla permanenza della malattia emorroidaria che non è curata con la metodica. Questo si può desumere non solo dai sintomi descritti ma anche dei provvedimenti terapeutici prescritti dai vari medici. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica con videoproctoscopia digitale al fine di documentare con certezza lo stato attuale della sua patologia e solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottore, Spero in una Sua cortese risposta. Sono stato operato il 25 settembre con la tecnica Longo per un prolasso-emorroidi di 3-4 grado... senza sanguinamento. La protrusione emorroidale che si presentava ormai puntuale dopo l'evacuzione riuscivo, nel 90% delle volte, a ricondurla in sede con l'aiuto del polpastrello e solo in rari casi avevo rimanevano esterne per alcune decine di minuti... poi rilassando lo sfintere rientrava completamente. L'intervento è stato privo di dolore e sanguinamento e questo è stato davvero un sollievo date le ndicazioni trovate su vari forum online che parlavano di emorragie interne/esterne, di dolori intensi e quantaltro (PARLIAMO SEMPRE DELLA LONGO). Nonostante quindi l'assenza di queste sintomatologie alla prima evacuazione, non gassosa o liquida, ma solida, notai subito la presenza delle stesse protrusioni emorroidali, seppure collocate più in alto, ma sempre li... con una piccola spinta manuale ritornano prontamente in sede. Comunico il tutto al chirurgo che la mattina stessa, al momento del congedo, mi visita e mi dice che la presenza di queste poteva essere dovuta alla congestione delle stesse durante lo stress causato dal dilatatore e dalle varie manipolazioni avvenute durante l'intervento. A casa inizio ad avere subito evacuazioni regolari ma queste piccole protrusioni permangono per quanto rientrino immediatamente dopo la spinta peristaltica. Durante la normale attività quotidiana, passeggiate, raccolta di oggetti a terra, ecc. non percepisco più quella sottile sensazione che in passato poteva prevedere la fuoriuscita di una punta di emorroide dall'anello anale e questo è già un sollievo... Oggi, a distanza di 20 giorni, dopo 30 evacuazioni e più, la situazione sembra essere tornata nel complesso quasi come prima dell'intervento, ovvero devo rioperare la conduzione manuale della protrusione nella posizione interna all'anello dello sfintere e sono quindi ancora "bidè dipendente". E' così difficile eseguire una valutazione corretta dell'entità del prolasso? La presenza di tanti pazienti nelle mie condizioni sta provocando in me un certo senso di sfiducia, anche se il desiderio di mettere a posto definitivamente quella parte così delicata mi spinge a cercare alternative che mi diano la garanzia di una soluzione definitiva al problema. Interpellando altri suoi colleghi proctologi mi hanno confermato che il mio non è un episodio raro e che fortunatamente si può ripetere la procedura. Dopo quanto tempo ci si può rioperare per correggere nuovamente e possibilmente in maniera radicale e definitiva il prolasso con la Longo? aspettando sue notizie La saluto cordialmente

Caro Signor Massimo,
la cosiddetta tecnica di Longo non è da me considerata una valida tecnica per correggere il prolasso mucoso e per risolvere la patologia emorroidaria. A parte le complicanze, anche gravi, che possono verificarsi sono moltissimi i pazienti che non trovano risoluzione. Il fatto che la tecnica è descritta povera di complicanze dolorose (cosa non prorpio vera visto che la percentuale di pazienti con dolore è superiore ad altre tecniche anche quelle più tradizionali) sono ancora molti i pazienti che facilmente si sottopongono (certamente anche convinti dal chirurgo) a questo intervento. Il suo è un ulteriore insuccesso della tecnica e confermna quanto ormai molti specialisti affermiamo e cioè che questa può essere attuata solo in casi selezionati. I suoi dubbi sono leggittimi e voglio solo aggiungere che quando si parla di prolasso rettale è solo per giunstiicare l’uso della suturatrice meccanica. Invece il prolasso mucoso si accompagna sempre alle emorroidi di grado elevato (III avanzato – IV grado). La valutazione del prolasso è fatta semplicemente con la visita proctologica completata con la videoproctoscopia. Ma una domanda vorrei porla io: perchè pensa ancora alla tecnica di Longo? Guardi che
sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Mi permetto solo di suggerirle che esistono tecniche più efficaci, indolore e alcune veramente poco invasive (come la THD).
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, ho letto le sue risposte sul web e mi sembra una persona seria, anche perchè non è favorevole al metodo Longo che ho subito due anni fa. Beh, le mie emorroidi sono tornate tali e quali, dolorose non sanguinanti, pulite, ma assolutamente proibitivo per me durante il picco camminare. Cosa fare? Qual è il posto più vicina a Firenze dove Lei visita?

Cara Signora Alessandra,
non sono favorevole al metodo Longo non per “ideologia” quanto per l’osservazione di quanto accade ai pazienti che subiscono questo tipo di intervento. Nel suo caso una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe
essere utile al fine di definire l’esatta gravità della patologia e quindi stabilire un adeguato percorso di terapia. Mi spiace non poterle dare conforto sulla possibilità di visitarla a Firenze, rimanendo Roma la sede principale dove svolgo la mia attività professionale. Cari saluti

Buongiorno dott. le chiedo una consulenza in quanto da circa un mese mi trovo sempre con l'ano umido, con conseguenza che sono sembre bagnato, metto la carta igenica per non sporcare le mutande. Ho fatto una visita chirurgica ma non mi hanno saputo dire niente mi hanno detto tutto nella norma emmoroidi flacide, 8 mesi fa ho fatto una visita sigmoscopica ed e risultato emmoroidi che adesso sono diventate flacidi ma non esterne. Ogno tanto sento una specie di tensionella zona del cocige e a volte dolore quando mi siedo, ma è possibile che se avessi qualche fistola nella visita chirurgica non si sono accorti di niente? Vorrei risolvere il problema in maniera definitive, io abito a Cagliari ma se lei mi dice che risolve il problema posso vedire anche da Lei almeno che lei conosce qualche medico proctologo a cagliari bravo da potemi indirizzare. Saluti

Caro Signor Rossano,
la diagnosi di ano umido è una condizione che prevede la conccomitanza di altre patologie anali. Quello che non ho capito nellasua richiesta è la diagnosi fatta di emorroidi flaccide, che non esiste nel gergo tecnico e nemmeno “volgare”. sarebbe utile che lei si sottoponesse a visita speciliastica colonproctologica, magari completata con videoproctoscopia digitale, al fine di diagnosticare bene la sua patologia e quindi affrontare una adeguata terapia.
Cari saluti

Egregio Dott. Nicastro, mi rivolgo a lei, chiedendole un consulto in uno dei suoi studi, in quanto sono "afflitto", ormai da qualche anno, da emorroidi di I grado, o così mi vengono diagnosticate. Negli ultimi mesi, il sanguinamento è molto frequente (4-5 volte a settimana) e dopo numerose visite, ed esplorazioni rettali, mi onfermano la diagnosi. Ho 34 anni, io le chiedo.. ma per coscienza, perchè nessuno dei suoi colleghi si è spinto almeno ad un'anoscopia? Nessuno me l'ha proposta, e sono amareggiato, stò facendo terapia con arvenum 500 e schiuma rettale a base di idrocortisone, con scarsi risultati. Sono un autista, tra l'altro nel settore sanitario, quindi si può immaginare i fastidi che mi provoca questa patologia. Confido in lei e attendo un suo contatto.

Caro Signor Paolo,
non capisco nemmeno io perchè un medico di fronte ad una persona sofferente non riesca almeno a dare risposte quanto più esaustive. Ma non voglio polemizzare con nessuno. La visita proctologica deve essere completata con un esame endoscopico e se non si è in possesso del videoproctoscopio digitale almeno una anoscopia o rettoscopia deve essere fatta per stabilire una esatta diagnosi. Solo dopo è possibile dare terapie adeguate e nel suo caso i frequenti sanguinamenti e dolori pongono una maggiore attenzione sul grado di diagnosi e quindi intraprendere un adeguato percorso di terapia. Cari saluti

Salve, sono uno studente di 27 anni e ho un problema di condilomi del canale anale. In principio erano esterni (avevo fatto una rettoscopia e il retto era libero) e li stavo curando con l'aldara ma poi, complice un trattamento con proctolyn per emorroidi interne, devo averli portati più internamente a livello dell'orifizio interno visto ke sento dei nodulini a circa 1 cm dall'orifizio interno. Ora sto facendo un'altra cura con aldara ma non credo di risolvere anche perchè è difficile mettere il farmaco internamente. Non posso farmi operare qua nella mia citta perchè non voglio che si sappia che ho preso i condilomi rettali quindi preferirei andare fuori ma la mia dermatologa mi ha detto che è necessario un intervento di eversione della mucosa..volevo sapere se esistevano metodi meno invasivi e se è necessario il ricovero oppure si può fare qualcosa ambulatoriamente grazie per l'attenzione

Caro Signor Luca,
mi perdoni l’ignoranza ma in tanti anni di sala operatoria non ho mai fatto un intervento di “eversione della mucosa” per curare dei condilomi. Sicuramente la dermatologa avrà maggiori conoscenze a riguardo ma il mio consiglio è che se lei soffre di condilomi ano-rettali l’unico specialista che può curarlo con adeguata professionalità è il colonproctologo chirurgo che saprà decidere l’entità dell’intervento e tutti i dettagli possibili. Cari saluti

Salve Dott. Nicastro, mi rivolgo a lei in quanto citato da molti dei suoi colleghi come un'autorita' indiscussa nel campo della proctologia. Per non rubarle troppo tempo le descrivo in breve la mia "storia" sono stato operato due volte presso .........a Latina, la prima volta nel 2000 per emorroidi e durante l'anestesia totale ho avuto un prolasso anorettale, in quell'occasione mi e' stato operato con un a corona di micropunti e sono stato bene per circa due anni, dopodiche' pian pianino si sono ripresentati tutti i sintomi delle emorroidi con cospicue perdite di sangue durante le evacuazione; ho tirato avanti con cure farmacologiche fino al luglio 2008 quando lo stesso dottore che mi opero' nel 2000 mi diagnostico' ragadi anali per giustificare la perdita di sangue durante le defecazioni, cosi lo stesso dott. mi ha rioperato il 3 luglio 2008 in day hospital, e durante l'intervento con anestesia totale ho riavuto un'altro prolasso che questa volta a detta del dott. stesso e' stato solo tamponato mentre la ragade operata con successo. Purtroppo per me a distanza di pochi mesi dall'operazione sono addirittura peggiorato presentando quindi delle emorroidi persistenti e una perdita di sangue ad ogni evacuazione, talmente abbondante da rendermi anemico. I giorno 07-10-2008 sono stato visitato dal dott. Fontana che molto umilmente e sinceramente mi ha diagnosticato un prolasso anorettale che dopo due operazione malriuscite non si sente in grado di operare, consigliandomi di optare per la risoluzione definitiva del mio problema solamente un'autorita' superriore come e' la sua persona, perche' dopo due interventi che hanno solamente peggiorato la mia situazione ritiene che il terzo debba essere assolutamente risolutivo. Spero di aver descritto la mia situazione chiaramente in modo da farle capire il piccolo dramma che sto' vivendo abbastanza chiaramente. Spero di avere presto sue notizie. Nel ringraziarla anticipatamente Le porgo distinti saluti.

Caro Signor Giuseppe,
avrà senza dubbio compreso che nessun prolasso possa avvenire durante l’anestesia generale e che i trattamenti chirurgici effettuati (tecnica di Longo e poi ragade) sono stati del tutto infruttuosi. Prima soffriva di malattia emorroidaria e oggi soffre della stessa malattia poichè questa non è mai stata trattata. Io la ringrazio delle belle parole avute nei miei confronti anche da parte di un illustre medico quale è Benedetto Fontana. Prima di prendere ogni decisione terapeutica è necessario io abbia la possibilità di visitarla per avere una valutazione sullo stato attuale della sua patologia. Cari saluti

Caro Signor Giuseppe, avrà senza dubbio compreso che nessun prolasso possa avvenire durante l'anestesia generale e che i trattamenti chirurgici effettuati (tecnica di Longo e poi ragade) sono stati del tutto infruttuosi. Prima soffriva di malattia emorroidaria e oggi soffre della stessa malattia poichè questa non è mai stata trattata. Io la ringrazio delle belle parole avute nei miei confronti anche da parte di un illustre medico quale è Benedetto Fontana. Prima di prendere ogni decisione terapeutica è necessario io abbia la possibilità di visitarla per avere una valutazione sullo stato attuale della sua patologia. Cari saluti

Cara Signora,
le sue domande sono più che opportune ma non è etico suggerire terapie per via telematica. Anche se il mondo volge verso il virtuale credo che la medicina, anche se trae immensi vantaggi dall’evoluzione elettronica, sia ancora un’arte intellettuale e manuale per cui il rapporto diretto tra medico-paziente sia insostituibile. Se la diagnosi fatta è adeguata i fastidi anali all’evacuazione possono essere determinati dalla presenza della ragade. Anche se lei non riferisce particolari sintomi allora perchè esegue una terapia medica ogni 3 mesi? La prevenzione della patologia anale si basa più sulla dieta, sulle abitudini di vita, sull’igiene che sulla somministrazione di farmaci. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica completata con videoproctoscopia al fine di diagnosticare correttamente lo stato patologico e quindi stabilire un adeguato percorso terapeutico. Cari saluti

Egr. dottore le espongo il mio problema. Sono una di 54 anni che è stata visitata a distanza di cinque mesi da due suoi colleghi.Precendentemente avevo fatto una colonscopia negativa, esami nella norma,una rettoscopia negativa.Le visiste con anoscopia hanno evidenziato modesto rettocele anteriore e iniziale prolasso della mucosa del retto,emmorroidi di primo e secondo grado,ne ragadi,ne fistole,nè infiammazione.Io vado regolarmente di corpo la mattina dopo colazione senza sforzo e poi ho un nuovo stimolo dopo pranzo,questa volta la quantità delle feci è minima e l'evaquazione avviene con un pò di sforzo.Mi è stato consigliato di ignorare questo secondo stimolo non impellente.Io continuo ad avere fastidi all'ano e dolori non forti. Le faccio presente che soffro di depressione con disturbi ossessivi e una di queste ossessione è diventata per me l'andare in bagno.Sono terrorrizzata all'idea di non andare e non sono tranquilla se non evaquo almeno due volte.Le chiedo può la psiche arrivare al punto da far sentire dei disturbi all'ano quando in relatà non c'è nulla.Mi fido del suo parere grazie

Cara Signora,
grazie della fiducia, ma che bella respinsabilità che mi afida! Le rispondo che il colon è il nostro secondo cervello e, come scrivo ne Il Dono Negato, l’ano è un organo intelligente. Penso che queste due affermazioni possano bastare per chiarirle le idee, ma comunque non è così semplice e il dolore avevrtito con la seconda defecazione non centra molto con la psiche. Una videoproctoscopia digitale potrebbe dirimere dubbi diagnostici e permettere un adeguato percorso di terapia. Cari saluti

Il giorno 07/10/2008 sono stata operata per la seconda volta di emorroidi esterne, non riducibili e non sanguinanti con prolassectomia secondo Longo. La prima volta è stato nell'anno 2002 e dopo un paio di anni si sono ripresentate. Dopo l'operazione c'erano delle perdite di sangue che giorno dopo giorno andavano diminuendo, adesso da giorni 15 nelle feci c'è una striscia di sangue rosso, la stessa cosa c'è nella carta igienica (sangue vivo). Il giorno 20/10/2008 sono andata a visita, il proctologo Dr. .... mi ha risposto che i punti interni erano asciutti e mi ha inserito un elastico perchè era rimasto un piccolo prolasso e non ha saputo darmi una risposta plausibile per la perdita di sangue, mi ha detto solo che se tra un mese continua ad uscire ancora sangue, devo fare una colon-scopia. Desidero conoscere se la perdita di sangue dopo g. 24 dalla prolassectomia può essere una cosa normale o è possibile che qualcosa durante l'operazione non sia andata bene, sta di fatto che prima dell'operazione non avevo perdite di sangue. La invito a comunicarmi la sua opinione e se ritiene che ci sia bisogno di una visita possiamo stabilire un appuntamento. Cordiali saluti

Cara Signora Rosaria,
l’intervento da lei subito per ben due volte non cura la patologia emorroidaria e spesso questa si ripresenta, come nel suo caso. Invece le perdite di sangue che avvengono dopo il secondo intervento con suturatrice meccanica potrebbe dipendere da tanti fattori che andrebbero meglio indagati con una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale. Resto a sua disposizione Cari saluti

carissimo Dottore, sono veramente demoralizzato e sto pensando di andare addirittura da uno psicologo dato il mio stato d`animo. il 9 marzo 09 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di emorroidi di III grado con prolasso con metodo Thd. premetto di soffrire di questo problema da circa 10 anni. dopo l`intervento da è iniziato il mio calvario. dopo 5 giorni di intenso dolore quantificabile da 1 a 6 il mio era a 5, sono subentrati altri problemi quali sanguinamenti abbondanti ~ stati emorraggici ~ per 5 gg dovuti a detta del dott che mi ha operato alla presenza di un`ulcera formatasi su un punto di sutura. cura prescritta Ugorol in fiala da diluire con acqua e applicare con peretta. terminata la fase del sanguinamento ora ho un prolasso permanente nella parte anteriore dell`ano, verso il genit. per capirci, cosa che prima dell`intervento nn avevo, infatti mi era stato diagnosticato emorroidi di III grado con prolasso che dopo ogni evacuazione dovevo riposizionarlo manualmente senza che riusciva fuori. oggi a distanza quasi di un mese dall`intervento mi ritrovo peggio di prima e, dopo la cura di Ugorol, oggi ho notato ancora con sangue durante l`evacuazione. il dott che mi ha operato mi ha detto che dovrò sottopormi ad altro intervento. Nell`occasione volevo un consiglio da lei sul tipo di intervento da fare e ... una domanda ... se posso ancora fidarmi di questo dott. purtroppo io risiedo in provincia di Varese e Roma nn è così vicina . nn può capire il mio stato d animo dottore e lo stato di disagio quotidiano specialmente nelle ore di lavoro ... un vero calvario. la ringrazio per la sua disponibilità e professionalità che, da quanto letto nel forum, riesce a dare.

Caro Signor Gianluca,
nella mia esperienza con la THD non ho mai assistito ad un decorso così complicato come lei descrive. Questo non significa che ilchirurgo che ha eseguito l’intervento non sia stato abile nell’esecuzione dell’intervento piuttosto bisogna veramente capire cosa abbia potuto causare il dolore (assente per definizione con questa metodica) e il sanguinamento (spiegabile con una lacerazione/ulcerazione di un punto di sutura). Certamente il decorso non è stato usuale visto anche la precocità del prolasso e la sua persistenza. Prima di pensare ad un ulteriore intervento e decidere sulla tecnica a mio parere bisognerebbe accertarsi dello stato attuale della patologia mediante una videoproctoscopia digitale. Solo dopo questi primi passi è possibile stabilire un percorso terapeutico adeguato.
Cari saluti

Salve Dottore nel 2004 sono stato operato di emorroidi con il metodo Longo. Dopo circa 2 anni dall'operazione ho ricominciato ad avere nuovamente piccole perdite di sangue, piccole perdite di sangue che ora sono diventate abbondanti perdite di sangue. Cosa mi consiglia di fare? Devo rioperarmi? Con quale tecnica? Ho sentito parlare di crioterapia. Grazie per l'aiuto

Caro Signor Nicola,
innanzitutto deve sottoporsi a visita proctologica completata con una videoproctoscopia per potere definire l’origine dei sanguinamenti e la persistenza della patologia emorroidaria. Solo dopo è possibile stabilire una adeguata terapia. Un unico consiglio sulla scelta: la crioterapia è stata bandita dalle società specialistica come cura dele emorroidi e non rappresenta “un miracolo” come anche il metodo Longo.
Cari saluti

Egregio dottore,sono un professionista di anni 58 e dopo anni mi sono deciso a sottopormi a visita proctologica nella quale mi è stato diagnosticato un prolasso retto-anale interno ed esterno riducibile - sintomi da ostruita defecazione- ragade anale con polipo e mi è stato conseguentemente suggerito l'intervento tipo STARR.Riservandomi di contattarLa per una ulteriore visita Le sarei grato se potesse confermarmi sin da ora che la metodica più idonea per risolvere il mio problema sia quella definita THD. La ringrazio e saluto distintamente.

Caro Signor Francesco,
nel suo caso mi sento di dire che l’unica metodica che deve evitare è proprio la STARR per la concomitanza della ragade anale. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia è utile per poter definire il vero grado della patologia emorroidaria e dell’eventuale prolasso, la cronicità della ragade. Per la patologia di II-III e IV grado non complicato è indicata (a mio parere) la THD con associata o meno la proctopessi e, se confermata la presenza di ragade anale, la fissurectomia contestuale. Resto a sua disposizione ringraziandola per la fiducia
Cordialmente

caro dottore le scrivo di nuovo a distanza di tempo nel 2006 mi sono sottoposto adun intervento alle emorroidi di tipo sanguinanti con il metodo longol'intervento è riuscito ma da subito accusavo dolore cosa che prima non avevo con passare dei mesi lecose non sono migliorate ma si sono complicate spece quando andavo al bagno x la cacca devo sempre sforzarmi cosi dopo giri vari ho iniziato ad assumere kiwi prima 2 a colazione 2 a pranzo e 2 a cena e devo dire che lo cosa ha funzionato poi sono passato a 1/2a pranzo e 1 a cena ma ultimamente vado in blocco e mi e uscito del sangue causa sforzo cosa mi consiglia di fare in un mio recente controllo mi hanno consigliato un intervento correttivo in pratica dove si creato l'anello di sutura la parete si è inspessita e l'intervento consiste nell'intaccare l'anello per farlo diventare più mobile e così da permettere la normale funzione dell'ano lei cosa ne pensa???!!! grazie

Caro Signor Francesco,
la stenosi del retto conseguente all’intervento di Longo non è rara e la sua risoluzione è un reintervento. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire meglio la diagnosi e indicare una adeguata terapia.

Buongiorno, vi scrivo per avere un consiglio. Una visita proctologica di 2 anni fa ha diagniosticato emorroidi interne di I-II grado. anusite. Margine anale: piccola marisca anteriore soffice. plesso emorroidario esterno lievemente congesto. Canale anale:normotomico, elastico, non dolente. mucosa iperemica, gavoccioli emorroidari modestamente congesti, non prolassati. Retto: mucosadistale iperemica, non lesioni palpabili in ampolla. Raramente mi danno fastidio e molto raramente ho perdite di sangue ma vorrei sapere se con il metodo thd potrei eliminarle... grazie, silvia

Cara Signora Silvia,
se la diagnosi di malattia emorroidaria di I-II grado è confermata mediante una visita colonproctologica recente (magari completata con videoproctoscopia digitale) il metodo della dearterializzazione (con THD o HAL doppler) trovano una giusta indicazione anche se la la chirurgia è indicata solo nei casi di sintomaticità

Cara Signora Giovanna, mi sempbra strano come l'intervento di dearterializzazione possa aver provocato l'incontinenza fecale anche perchè la tecniche non prevede la rimozione di tessuto e quindi vi è l'assoluta impossibilità di ledere chirurgicamente gli sfinteri. Tranne che l'incontinenza non fosse pre esistente all'intervento e questo ha solo evidenziato il problema. Non è vero che non esistono vie oltre la ricostruzione (di cosa se niente è stato leso?). Ma una adeguata terapia dell'incontinenza fecale prevede prima lo studio corretto della causa che provoca questo terribile sintomo e solo dopo è possibile stabilire un corretto percorso di terapia che, nella mia esperienza, nella maggior parte dei pazienti è riabilitativo.

salve io mi chiamo maria ,ho subito la legatura elastica delle emorroidi.dopo un periodo di degenza avverto sintomi di bruciore e pesantezza anale.puo dipendere dall’intervento fatto ?e quale cura e possibile per questi sintomi .attendo una sua risposta .distinti saluti

Gent.mo Dottor Nicastro, cercherò di riassumere brevemente la mia storia, sperando possa aiutarmi. Ho 36 anni, 10 anni fa fui operata di emorroidi di IV grado con prolasso e ragadi. L'intervento di Milligan Morgan, fu piuttosto lungo e complicato (inizialmente infatti mi avevano classificato le emorroidi come di II grado). Il post operatorio fu dolorossisimo e l'operazione non fu neanche risolutiva: mi lasciarono un emorroide esterna per evitare la stenosi. Dopo circa tre anni questa emorroide diede luogo ad una trombosi curata con una massiccia dose di Daflon. In seguito a diverse visite mi consigliarono di fare un pò di "ginnastica" con Dilatan perchè avevo un ipertono dello sfintere che causava lo strozzamento del nodolo emorroidale con conseguente rigonfiamento e dolore. La ginnastica per un pò ha migliorato il problema, ma non lo ha risolto. Cinque mesi fa, ho avuto il primo figlio (ovviamente con un cesareo), questo evento, unito alla mancanza di cure (sia in gravidanza che in allattamento mi hanno vietato di prendere flavonoidi) ha reso di nuovo molto critica la mia situazione. Attualmente infatti non è più presente solo un emorroide ed ogni mattina la defecazione,è molto dolorosa, accompagnata da frequenti sanguinamenti, talvola sono presenti anche dei grumi di sangue vivo. In seguito devo quasi sempre rimenttere manualmente "tutto in ordine", rimanendo almeno dieci minuti a riposo per il dolore. Mi sono sottoposta ad una ulteriore visita con rettoscopia, ma non è stata per nulla esaustiva. Il chirurgo infatti non ha potuto garantirmi un'operazione con il metodo THD (ha detto che solo quando andrà ad aprire potrà sapere la situazione reale), nè ha saputo tranquillizzarmi circa l'idea di avere un altro bambino nel giro di un paio di anni. La ringrazio per il tempo e l'attenzione che vorrà dedicarmi, sperando possa porre fine a questo stillicidio.

Cara Signora Paola,
solitamente la programmazione di un intervento chirurgico prevede un esatto inquadramento dagnostico prima che il paziente entri in sala operatoria. L’intervento programmato potrebbe non essere ultimato se durante l’atto chirurgico si riscontrano situazioni anatomiche che costringono il chirurgo ad adottare un procedimento diverso. Nel suo caso sono tante le variabili da studiare (emorroidi recidive, il gradodi patologia e la presenza o meno di prolasso mucoso). La visita proctologica completata con l’esame endoscopico (rettoscopia o meglio
videoproctoscopia) è elemento utile ai fini della esatta diagosi e solo in caso di dibbi si decidono ulteriori accertamenti. Questo modo di procedere dovrebbe portare il medico a pianificare un interevnto utile alla risoluzione della patologia che affligge la persona e non aspettare di “aprire” per capire cosa fare.

gentile dottor nicastro sono una ragazza di 25 anni mi sono sottoposta ad un intervento di emorroidectomia sec.MM circa due giorni fà mi hanno detto non hanno potuto risolvere completamente il problema, adesso a distanza di due giorni mi ritrovo sia con il dolore postoperatorio che con il dolore delle emorroidi rimaste,mi chiedevo se con la ferita ancora fresca potevo continuare a curare ancora le emorroidi rimaste con la crema anti emorroidale ,volevo aggiungere che come antidolorifico mi hanno prescritto semplicemente OKI IN BUSTINE anche se ho dei forti dolori ,volevo anche chiederle se dopo l'intervento effettuato in anestesia spinale sia normale avere dei forti dolori alle gambe .la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione aspetto una sua risposta.

Cara Signora Antonia,
Le sue domande sono lecite ma dovrebbero essere rivolte al chirurgo che ha eseguito l’intervento che sicuramente potrà darle risposte più approrpiate. Da parte mia le posso dire che l’intervento di emorroidectomia solitamente è indicato nel grado più elevato della patologia emorroidaria e il suo intento è appunto la risoluzione totale della patologia. Non conoscendo i motivi che hanno condotto ad una parziale risoluzione della patologia non posso essere più chiaro ella risposta. Riguardo il dolore post-operatorio anche questo, oggi, nella emorroidectomia non è un evento frequente e può essere controllato con antidolorifici più importanti che comunque andrebbero prescritti dal curante. Riguardo le creme è inopportuno applicarle su ferite ancora aperte mentre potrebbe assumere venoprotettori per via orale.

gentilissimo dott attilio nicastro son un ragazzo di 42 anni ho problemi di ragade ed emmorroidi sono stato gia' operato 2 volte la prima di emorroidi e la seconda volta circa 2 anni fa di prolasso ho fatto l'intervento secondo longo pensavo di aver risolto il problema ma ultimamente ho dinuovo problemi ma penso che sono ragade perche mi sanguinano ogni giorno vado molto sangue bruciano e dannoprurito e molto fastidio cosa posso fare pr risolvere il problema attendo vostre notizie distinti saluti

Caro Signor Antonio,
sarebbe oportuno che lei si sottoponesse a visita proctologica completata con una video
proctoscopia al fine di stabilire l’esatta diagnosi della patologia che la sta facendo soffrire. L’intervento con suturatrice meccanica (di Longo) non solo non cura le emorroidi (secondo me) ma può dare anche diversi disturbi simili a quelli che lei lamenta. Per questo è necessario l’approfondimento diagnostico e poi decidere una adeguata terapia.
Cari saluti

Buon giorno dott.Nicastro. le espongo il mio problema :da 3 settimane soffro di "prolasso mucoso da panzamento" .Ho 2 grosse "marische di mucose prolassate" ,che vengono ridotte in ano.Internamente non ho nulla.Il medico che mi ha visitato mi ha dato una pomata "fitostimoline" da fare dei massaggi interni...non riesco più a condurre una vita normale.Il dolore é sconvolgente mi paralizza talvolta non riesco a camminare. Tutto ciò mi ha portato a un dimagrimento eccessivo e sono sempre debole. Cosa posso fare per guarire al più presto perchè non ce la faccio più? le premetto che ho 29 anni! La ringrazio tantissimo,e le auguro un buon lavoro.

Cara Signora Ilenia,
credo che la prima cosa da fare è avere una certezza diagnostica sulla patologia, in quanto il prolasso mucoso al ponzamento con la presenza di marische dovrebbe essere ben inquadrato. Infatti la probabilità che lei soffra di patologia emorroidaria e questo spiegherebbe la sua sofferenza. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe dirimere i dubbi e consigliare un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

gentile dottore, ho 42, sono insegnante di lettere di una scuola superiore. Scrivo perchè ho un problema di emorroidi doloranti e sanguinati, che si protrae da diversi mesi, probabilmente aggravato dalla nascita di mia figlia avvenuta 10 mesi fa. Potrebbe offrirmi alcune informazioni su tecniche non invasive inerenti il trattamento della problematica descritta? In attesa di una risposta, porgo cordiali saluti.

Cara Signora Daniela,
la patologia emorroidaria riconosce quattro gradi di gravità (dal primo al quarto in ordine crescente). Ogni grado di patlogia riconosce una sua terapia (anche in relazione ad altre caratteristiche cliniche della persona). Quando la patologia diventa sintomatica, al di là del grado, è opportuno un trattamento definitivo. Quello che oggi modernamente sembra dare maggiori soddisfazioni in termini di risultati e di “gradimento” mininvasivo da parte degli specialisti e dei pazienti è la dearterializzazione selettiva (THD) dei plessi emorroidari. Comunque non esiste una terapia valida per tutte le persone (fortunatamente siamo diversi uno dall’altro) e solo una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale può porre una esatta diagnosi e stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

salve dottore, da circa una settimana mi sono accorta di avere un prolasso dell'ano, sto provando ad usare una pomata prescrittami dal mio medico, ma anzichè andare avanti, la situazione peggiora, cosa devo fare?? mi da dolore nel sedermi e nel camminare e vorrei risolvere il prima possibile grazie mille.

Cara Signora Anna Rita,
probabilmente quella che lei descrive come un prolasso dell’ano può essere una malattia emorroidaria che rispnde ai sintomi da lei descritti. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia è necessaria per porre una adeguata diagnosi e quindi prescrivere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Egregio Dottore, ho subito un'operaizone chirurgica alle emorroidi! Con una certa requenza purtroppo vede ancora sangue quando vado di corpo! Sono tornato in ospedale per una visita e mi hanno detto che il fatto è dovuto alla proctite! C'è una cura e quindi dei farmaci che possono dare un sostanziale sollievo, che possano efficacemente dare una soluzione al problema? Grazie per la cortese attenzione. Distinti saluti.

Caro Singor Marco,
la proctite può complicare un decorso dopo un intervento di emorroidi ed è per questo che la diagnosi deve essere posta prima dell’intervento e quindi intraprendere le cure adeguate e preventive. Comunque esiste una proctite conseguenza a determinate tecniche usate per la cura delle emorroidi. Ad esempio la tecnica con susturatrice meccanica comporta l’insirgenza della proctite sulla cicatrice circolare.Una visita proctologica con videoproctoscopia digitale permette di stabilire l’entità della proctite e quindi consilgliare un adeguato percorso di terapia.
cari saluti

sono stato operato 5 mesi orsono di anopessi ( secondo Longo). Recentemente è stato riscontrato quanto segue: cicatrice a cavallo della linea pettinata - granuloma di 2 cm per 1 per 1. mi viene suggerita l'exeresi del granuloma. che fare? ( il suddetto impedisce la mobilità della mucosa dopo il ponzamento). grazie.

Caro Singor Mauro,
esiste un doppio problema a mio parere: la cicatrice a cavallo della linea pettinata (troppo bassa) e la presenza del granuloma. Il granuloma andrebbe asportato ma andrebbe fatta anche una valutazione sul residuo della ferita e dell’intervento in quanto il solo granuloma non spiega la persistenza dei sintomi.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, Le scrivo per avere un suo parere. Sono stato operato circa quattro mesi fa per l'asportazione di un nodulo emorroidario trombizzato, un polipo anale, l'escissione di una ragade e l'asportazione di tre clips metalliche relative al precedente intervento effettuato con tecnica Longo tre anni prima. Il decorso postoperatorio è stato subito difficoltoso, a causa del persistere di sanguinamento, dolore alla defecazione e nelle ore successive. Il chirurgo che mi ha operato mi ha fatto usare una pomata alla nitroglicerina. Ho eseguito una rettoscopia ai primi di febbraio che non ha evidenziato nulla di particolare se non un polipetto reattivo. Secondo il chirurgo che mi ha operato il mio è un problema psicologico che mi porta ad aver una contrazione paradossa dello sfintere al momento della defecazione, con la conseguenza di far sanguinare le mucose e avere dolore a causa del muscolo contratto. Vorrei chiederle: è plausibile che una motivazione psicologica possa essere l'unica causa dei miei sintomi? Quali terapie o indagini dovrei effettuare per poter ottenere un miglioramento della mia condizione, che effettivamente mi sta logorando dal punto di vista psicologico. Attualmente ho sempre sanguinameno dopo la defecazione e un dolore persistente nel punto in cui avevo il nodulo trombizzato. Infine, Lei esegue sempre la videoproctoscopia nelle sue visite? La ringrazio per le risposte che vorrà fornirmi e Le invio i mie più cordiali saluti, nell'attesa di una visita diretta.

Caro Signor Ireneo,
purtroppo il decorso post-operatorio dopo reinterventi per risolvere situazioni patologiche create da precedenti interventi può essere gravato da sintomi più o meno persistenti e fastidiosi. Ma giusto a livello di fastidio e non complicato come quello che lei descrive. A parte i prblemi psicologici (?) credo che il suo dolore possa dipendere da altri fattori che andrebbero ben investigati anche con la videoproctoscopia digitale che nella mia esperienza completa sempre la visita colonproctologica.
Cari saluti

Egregio Dottore, ho 27 anni e circa un anno fa mi è stata diagnosticata una emorroide interna. A suo tempo è stata curata con una crema e l'aggiunta di un integratore, di tutti e due però non ricordo il nome. Da circa 2 giorni sono ricomparse le emorroidi, solo che questa volta esterne e senza fuoriuscita di sangue. Al momento la sto curando con arvenum500 2 volte al dì, consigliato in farmacia. Ma non so se tutto ciò mi permette di risolvere il problema e per quanto tempo posso prenderlo. La ringrazio anticipatamente Cordiali Saluti

Cara Signora Francesca,
se la diagnosi è esatta la terapia con i flavonoidi è idonea. Devo dirle comunque che l’automedicazione o peggio l’autodiagnosi (chi le ha diagnosticato le emorroidi?) sono due fenoemni pericolosi per la salute. Consulti un medico, meglio se specialista colonproctologo, al fine di confermare la diagnosi e quindi intraprendere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro ho letto con interesse e soddisfazione le sue considerazioni circa la tecnica di Longo sul sito Medicitalia. Io credo di esserne una delle tante vittime, perchè operato due volte (pur in cura anticoagulante) con questa metodica sono esattamente al punto di partenza. Notavo però l'ostinazione del primario nel fare eseguire questa tecnica ai suoi dottori. Mi permetto di chiederle se saprebbe indicarmi un proctologo, nella zona di Bologna, che condivida, sul tema, le sue opinioni. La ringrazio,cordialmente

Caro Signor Fabrizio, penso che perseverare nell’errore è criminale. Posso capire (non giustificare) il primo intervento, ma non il secondo. Credo che a Bologna ci siano tanti medici che la possono aiutare ma è dificile (poco etico) indicarle un nome in quanto farei torto alla professionalità di tanti. Forse rivolgendosi alla struttura universitaria potrà trovare utili consigli.
Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buongiorno Dott. Nicastro, vorrei porle 3 domande: 1) Ho praticato la legatura eleastica su ben 3 emorroidi, ma nonostante questo sulla parte sinistra del retto sento ancora dolore (il mio proctologo esclude la presenza di ulteriori prolassi, ragadi o altro). Sa dirmi qualcosa in più del mio proctologo? 2) Secondo lei può aver senso intervenire ora (dopo 3 legature) con la THD per risolvere, anche senza sapere bene a cosa sia dovuto, il problea di cui al punto precedente? 3) Infine: qualcuno sostiene che il punto con il quale si lega l'arteria nel metodo THD potrebbe nel tempo cadere, rompersi o latro e quaindi vanificare l'intervento. E' corretto secondo lei? Grazie per le risposte e grazie per la Sua professionalità... scarsina di questi tempi.

Caro Signor Roberto,
spero che non si riferiva alla mia professionalità? Scherzo. Cercherò di rispondere ai suoi pertinenti punti di domanda. Premetto che, a mio parere, la legatura elastica ormai deve essere considerata una tecnica un tantino desueta, soprattutto se eseguita sui tre peduncoli, e potrebbe avere un ruolo ormai solo nel trattamento estemporaneo su un unico peduncolo tra il primo e secondo grado. Detto questo al rpimo e secondo punto posso ripondere che ancora non sono dotato di poteri sovrannaturali e che alcune risposte da parte di un medico possono essere date solo dopo aver visitato la persona sofferente. Al terzo punto risponde che i fili di sutura utilizzati nella THD sono di quelli che a medio termine si riassorbono completamente. La chiusura dell’arteria per sole poche ore ne determina la trombosi interna e la chiusura definitiva per questo il terzo punto di domanda è un “falso tecnico”. I punti trasfissi sulla arteria sono anche eseguiti in un particolare modo in modo da scongiurare la loro non immediata tenuta e quindi aversi un sanguinamento. Ma questi sono dettagli tecnici “fini”, da specialista, da praticante e conoscitore della materia e non credo possano interessare il paziente.
Cari saluti

Egregio dottore,circa 5 anni fa sono stata operata di emorroidi con il metodo Morgan-Milligann.Oggi mi trovo nella condizione di averle nuovamente.Il mio timore,dopo tutto quello che ho passato,è che mi si possa dire che sia necessario un nuovo intervento.La prego mi dica è possibile?

Cara Signora,
ogni interevnto riconosce complicanze e lei mi dice che 5 anni fa è stata operata eseguuita l’asportazione chirurgica delle emorroidi. Se adesso ha di nuovo le emorroidi questo singifica che la prima volta non sono state asportate totalmente. Si sottoponga a visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale, solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.Cari saluti

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