Domande e Risposte: Incontinenza fecale

infoutili-box

Cerca tra le FAQ

Usa il form qui sotto per cercare una FAQ

Cerca per in

Gent.le Dottor Nicastro, le scrivo per avere un suo parere in merito alla possibilità di ottenere, attraverso un'opportuna terapia riabilitativa, miglioramenti concreti in termini di continenza ai gas e alle feci liquide in presenza di ridotta funzionalità degli sfinteri anali dovuta a parto con forcipe (avvenuto tre mesi fa). In particolare lo sfintere interno risulta nettamente assottigliato (ma senza gap) lungo tutto il canale, mentre quello esterno presenta un gap a livello del canale medio per tornare normoconformato in sede distale. Vorrei sapere se, in base alla sua esperienza, anche in casi come il mio la riabilitazione consente di riappropriarsi di una vita... prossima alla normalità. La ringrazio molto e le porgo i miei migliori saluti.

Cara Signora Alessia,
se la riabilitazione è ben condotta con protocolli precisi lei può giovarsi pienamente di questa tecnica ritornando ad una normale continenza. Resto a sua disposizione

Salve dott.Nicastro, e scrivo per avere un'informazione, mia suocera è stata operata per una fistola anale e in seguito le è stata messa una stomia. E' trascorso circa un anno ed il medico le ha detto che il retto ha perso la funzionalità per cui è probabile che non la recuperi e consigliava di fare una una stomia permanente.Parliamo di una persona di 65 anni, non ci sono terapie che possano far ripristinare la funzionalità del muscolo prima di ricorrere a soluzioni così radicali? La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.

Cara Signora Ilaria,
Certamente che esistono. Esistono prima di tutto degli esami che permettono di valutare la funzionalità degli sfinteri anali e poi anche terapie che riescono a migliorare, qualora ce ne fosse necessità, la forza di questi muscoli. Proporre una stomi a definitiva mi sembra esagerato se non dettata da altre motivazioni che non sono state riferite.

Salve sono un giovane 30 enne,nel 2007 ho avuto un incidente stradale,mi sono lesionato il midollo a livello di cervicale.vedete se mi potete aiutare in qualche modo,mi capita avvolte che quando esco ho perdita di feci,e ho sempre il timore e non riesco a stare tranquillo.non esiste qualche tampone ho qualche altra cosa?vedete se potete aiutarmmi grazie

Caro Signore,
esistono vari rimedi per ovviare all’incotinenza fecale neurologica e ognuno di essi può essere adottato solo in base alle necessità della persona ammalata. Consulti un colonproctologo per avere dei giusti consigli.

gentile dottore,vorrei esporle un problema che mi assilla da tanti anni ma a cui solo ora sto dando peso.Ho un bimbo di 10 anni che regolarmente si sporca perchè dice di non sentire lo stimolo di di defecare,pensavo che crescendo il problema si risolvesse ma ogni giorno sono costretta a ricordergli di andare in bagno e nonostante tutto trovo sempre delle macchie,e quando parlo con mio figli mi dice che lui non lo avverte.Che fare.

Cara Signora Rosaria,
i disturbi della defecazione inetà pediatrica possono avere varie origini e cause non ultime quelle di origine psicologica proprie dell’età evolutiva. Comunque consulti uno specialista colonproctologo per stabilire un adeguato percorso diagnostico e terapeutico.

bungiorno Gentilissimo Dott.Nicastro,sono marco 27 anni si ricorda di me?l'avevo chiamata alla sera al cell per esporre un mio grosso problema proctologico. si ricorda?dieci anni fa ho avuto alcuni rapporti anali,ora son incontinente nn sento piu il muscolo anale ed ho molta difficoltà nella deambulazione.son una persona distrutta,nn lavoro ho un forte esaurimento nervoso e nn so piu come uscire da questo incubo.mi aveva consigliato di venire per una visita da lei a roma,ma purtroppo questo per me nn è possibile,per me è troppo lungo il viaggio,ci vogliono 8 ore da qua,e poi eventualmente mi avrebbe indirizzato da dottori a milano per una terapia di riabilitazione.lei mi assicurato di poter guarire con riabilitazione e biofeedback è davvero certo sul serio??per me sarebbe un sogno ad occhi aperti ritornare alla vita e alla normalita quotidiana.2 anni fa ho effetuato manometria ed ecografia transanale ed è risultato tutto nella norma.come mai se ho il problema questo risultato?qui noi siamo vicini alla svizzera italiana ho tel al gastronterologo dove ho fatto gli esami sopra citati e mi ha indirizzato a lugano per effetuare elettrostimolazione e biofeedback privatamente,pero biofeedback cos è precisamente?cosa pensa che posso provare a fare questa riabilitazione?i protocolli seguiti in questo campo son tutti efficaci come il suo?la saluto e la ringrazio di nuovo per l'attenzione e per la grande disponibilita da lei prestata come uomo e come dottore grazie!!!

Caro Signor Marco,
credo che lei possa guarire con una adeguata terapia di riabilitazione. Non la devono spaventare i termini. Il biofeeedback non è altro che una tecnica che educa il paziente ad una corretta contrazione degli sfinteri anali. Si affidi ad un medico che abbia la possibilità di curarla, con fiducia e serenità

salve,le scrivo perche ho un problema da sottoporle..ho 25 anni e in seguito a traumi operatori (asportazione di condilomi plurirecidivanti) il mio sfintere esterno risulta danneggiato. fortunatamente al momento non mi crea un problema di incontinenza,ma ho paura che col passare del tempo (avendo spesso rapporti anali) la situazione possa peggiorare,senza contare che questo danno fa si che l'ano abbia una deformazione a "buco di serratura" e quindi anche esteticamente mi disturba un po. Volevo sapere da lei se esiste un'intervento per recuperare questo danno considerando sia l'aspetto funzionale (oltre alla continenza,la vita sessuale) sia l'aspetto estetico (riavere la forma dell'ano tondo). Ho letto su internet che ci sono interventi di sfinteroplastica,ma non so effettivamente se possa essere quello che fa al caso mio. Attendo fiducioso un suo riscontro privato attraverso email. grazie mille

Caro Signor Gianni,
gli interventi di ricostruzione degli sfinteri (sfinteroplastica) sono destinati ai pazienti che hanno subito una lesione degli sfinteri anali a seguito di interventi o traumi. Queste lesioni devono essere accertate oltre che con una visita specialistica con approfondimenti diagnostici (ecografia) che ne mettono in rilievo l’entità. Nel suo caso mi sembra strano come degli interventi per condilomi possano aver causato lesioni così profonde visto che l’intervento di asportazione è del tutto superficiale. Comunque solo una visita specialistica completata anche con una videoproctoscopia digitale ed una ecografia anale con sonda rotante potrà essere dirimente riguardo l’entità della deformazione e la possibilità di un intervento ricostruttivo.
Cari saluti

Sono 1 ragazzo di 19 anni e da circa 2 anni ho 1 problema ke mi ha rovinato la vita! le spiego subito io soffro di flatulenza involontaria cioè molto spesso mi capita di avere delle fuoriuscite di aria assolutamente involontarie!Nn sento nemmeno l'aria che passa dallo sfintere!Mi accorgo solamente dell'odore caratteristico dell'aria emessa!NN vi nascondo che all'inizio ero incredulo di quello che mi stava succedendo!sn andato anche dallo psicologo perchè nn credevo al mio naso e a quello delle persone che mi circondano! ma niente da fare! Allora sono andato da un pronctologo ed ho fatto la colonscopia ed è comparso che ho una ridondanza (come un po di tessuto in più) nella parte che circonda lo sfintere come da iniziale prolasso.Puo essere questo che impedisce la chiusura corretta dello sfintere? Ho anke delle piccole perdite di 1 liquido incolore! solo che il medico nn vuole farmi l'intervento perche il problema è di piccole entità!Però io nn psso continuare in questo modo perchè sn un tipo basato sull'orgoglio e nn mi deve sfiorare l'idea che gli altri abbiano 1 cattiva impressione di me!Ho tentato anche il suicidio!Il mio dubbio è questo che quando mi viene da fare aria il meccanismo funziona perfettamente!nn facciamo che le cause del mio problema siano altre;Secondo me e come se il mio corpo producesse ed emanasse 1 particolare sostanza(1 specie di feromone)che ha l'odore caratteristico di feci? perche quest'odore dura soltanto qualche attimo(e certe volte nn lo avverto l'odore ma gli altri si)!è possibile 1 cosa simile?la prego di darmi una risposta sia a cosa fare e se la causa siano quste perdite di aria ho dall'emanazione di questa sostanza!La ringrazio anticipatamente e spero che mi risponderà al più presto!credo che ha capito che è 1 questione di vita o di morte!!! PS. (Mi faccio 2 docce al giorno e 1 bidet ogni volta che vado di corpo) igienicamente perfetto

Caro Signor Calogero, il sintomo che la fa soffrire può dipendere da diverse cause e a volte la perdita involontaria di gas intestinale riconosce una non perfetta chiusura degli sfinteri anali. Una visita colonproctologica potrebbe dirimere alcuni dubbi e indicare anche l’esecuzione di una manometria ano- rettale per verificare la funzionalità degli sfinteri. Spesso questi disturbi sono di facile risoluzione se si riconosce una adeguata diagnosi.

Gentile prof. Nicastro, le scrivo perché ho bisogno del suo parere. Ho letto in più parti di lei e della sua molteplice esperienza e spero tanto mi possa dare una sua opinione che possa illuminare la mia purtroppo tortuosa situazione. La mia storia è alquanto complicata. Ho subito ancora nel 2001 un intervento per emorroidi e un intervento di fistolectomia per un ascesso anale. A conseguenza di tali interventi ho iniziato ad aver problemi di incontinenza. Non capendo cosa mi era successo ho iniziato nel 2002 la ricerca in diversi ospedali italiani, ma nessun esperto mi sapeva indicare un rimedio. Mi avevano proposto allora di andare a Parigi da uno specialista in materia, il quale dopo una attenta visita con alcuni esami (manometria, ecografia ecc.) ha diagnosticato quanto segue: la distruzione dello sfintere interno e in parte quello esterno. Il prof. di Parigi mi ha allora confermato che sarebbe stato impossibile ricostruire lo sfintere interno ma si poteva tentare la ricostruzione di quello esterno. Accettai la possibilità e decisi di sottopormi ad un intervento di ricostruzione, previa copertura di una colostomia lasciata attiva per due mesi e mezzo. In breve: l'intervento riuscì e mi diede la possibilità di riappropriarmi - anche se non totalmente - di una qualità di vita migliore. Dalla metà di febbraio 2010 ho accusato dei dolori perianali e sorpresa è riapparso un altro ascesso. Ho dovuto sottopormi momentaneamente a una incisione per il dolore. Ho eseguito alcuni accertamenti e la conclusione è la seguente: ascesso intersfinterico anteriore, medio, attivo, comunicante con fistola transfinterica antero-laterale sin., media, attiva, aperta in fossa ischio rettale sin. Ho avuto una consulta con due specialisti i quali mi hanno dato due opinioni diverse e opposte: il primo suggerisce un drenaggio monitorato con l'applicazione di un tubicino nell'attuale ferita aperta, sperando che questo possa permettere la fuoriuscita di tutto il pus e nella speranza che l'ascesso sia perianale più che anale. Il vantaggio di questo consiglio sarebbe di non toccare in nessun modo gli sfinteri per non danneggiarli e compromettere i risultati avuti con la ricostruzione. Il secondo parere sarebbe una soluzione più radicale con una colostomia per 6 mesi (un'altra volta!) per mettere tutta l'area in sicurezza, drenare l'ascesso interno ed eventualmente applicare un filo alla fistola. Il vantaggio è che si attaccherebbe il problema alla radice però con l'incognita del drenaggio nella zona già compromessa dai precedenti interventi. Sono due opinioni contrapposte. Cosa mi consiglia lei professore? Mi dia una mano perché veramente non so cosa fare. Grazie per la sua pazienza e la sua sensibilità.

Caro Signor Dario,
una mia prima considerazione è che forse l’intervento poteva essere evitato e che una buona riabilitazione avrebbe permesso un recupero della continenza. Questo anche perchè gli interventi di plastica degli sfinteri in sede di infezione espone maggiormente alla ricomparsa di problemi di recidiva degli ascessi. Al momento attuale credo sia indispensabile una terapia conservativa per la risoluzione dell’ascesso. Mi perdoni la tardiva risposta legata ad una interruzione del server di posta elettronica.

Salve ho 36 anni sono stata operata aprile 2008 e mi hanno tolto 22cm di intestino a maggio 2008 operata nuovamente x occlusione intesinale e ho avuto una derotazione intestinale da novembre 08 sono incontinente e da circa 15 gg ho messo il catetere vescicale xchè non riesco a urinare.ringraziandola anticipatamente porgo distinti saluti

Cara Signora Emma,
le cause dell’incontinenza possono essere diverse e devono essere tutte valutate. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia e valutazione della funzionalita del pavimento pelvico sono necessarie per una presunzione diagnostica, un eventuale ampliamento del percorso diagnostico al fine di stabuilire la causa e solo alla fine è possibile stabilire una adeguata terapia.
Cari saluti

Salve, scrivo per mio padre. Ha 61 anni, un uomo attivo che lavora. Per un intervento alla schiena avuto da giovane e che ha dovuto ripetere a novembre scorso, ha perso da anni l'uso del muscolo dello sfintere anale. Purtroppo soffre anche di diarrea continua, nonostante abbia visto diversi gastroenterologi, fatto diete, fatto diverse cure, non riesce a risolvere il problema. Il non funzionamento dello sfintere anale, associato alla diarrea gli causa enormi problemi. E' arrivato perfino a fare una dieta in cui mangia poco. Il risultato è che lo vedo depresso, non sereno, anche la qualità della sua vita sta diventando peggiore. Può aiutarmi ? esiste a Roma e in Italia, un centro specializzato in queste problematiche? Le sarei davvero grata, se potesse aiutarmi, il prima possibile.

Cara Signora Teresa,
veramente a Roma il Dipartimento di Colonproctologia che dirigo e io personalmente mi occupo da oltre 20 anni di questi problemi. Non vorrei sembrarle presuntuoso ma in Italia sono stato il primo a occuprami del problema e a mettere in atto dei protocolli specifici per il recupero della continenza. Comunque prima di prendere in considerazione ogni tipo di terapia sarebbe necessario valutare attentamente la condizione clinica di suo padre. Resto a sua disposizione
Cari saluti

ho un bambino di 20 mesi,con ano imperforato alto,dopo chiusura della stomia iniziato continuo scariche di feci.ora il mio problema e la pelle del sederino che e infiammatissimo con ustioni che sanquinano e dolorosi.sto usando la sofargen crema,con pochi risultati.esiste un altra crema che potrebbe aiutare mio figlio? per quanto riquarda l'incontinenza fecale e possibile fare delle elettrostimolazioni per l'eta che ha?

Cara Signora,
all’età di 20 mesi ancora è imposibile stabilire se il bambino ha una incontinenza fecale o meno e quindi è impossibile stabilire anche se bisogna effettuare terapie riabilitative. Riguardo la dermatite della regione perianale questa andrebbe ben inquadrata e le dovute terapie dovrebbero essere suggerite dallo specialista che avrà modo di visitare suo figlio.
Cari saluti

Egregio dottore, vorrei chiederle un consiglio riguardo la mia situazione.La mia storia inizia nel 1997 quando venivo ricoverato per un ascesso perianale.Negli anni successivi ho continuato a subire interventi finchè nel 2000 mi viene diagnosticata una pregressa fistola perianale intersfinterica. Persistendo i dolori venivo continuamente ricoverato e sottoposto a ulteriori interventi,finchè nel 2004 venivo operato di colostomia laterale per incontinenza fecale.Dopo ciò ho subito ancora diversi interventi e ad oggi sono in attesa di ricostruzione dello sfintere. Premetto che la stomia doveva essere una cosa momentanea visto anche la mia età,40 anni.Successivamente mi è stato detto che mi avrebbero applicato uno sfintere artificiale,ma sono ormai diversi anni che mi si dice che sono in attesa che arrivi la protesi dall'Inghilterra. Leggendo il suo sito mi è sembrato di capire che lei abbia gia effettuato questo tipo di operazione quindi le chiedo se può essermi d'aiuto o darmi dei consigli. Spero in una sua risposta,cordiali saluti

Caro Signor Mustapha,
non credo che ci siano difficoltà a reperire uno sfintere artificiale, che non deve venire dall’inghilterra visto che è distribuito anche i Italia. Lo sfintere artificiale comunque trova delle precise indicazioni e soprattutto ha delle precise controindicazioni nella sua applicazione, prima fra tutte le frequenti infezioni della regione perianali. Io credo che nel suo caso sia molto difficile applicare uno sfintere artificiale senza correre il rischio di ulteriori infezioni che porterebbero al suo espianto. Il mio consiglio è di rivolgersi a centri “veramente” specializzati nel trattamento dell’incontinenza fecale al fine di avere risposte più sicure e concrete.
cari saluti

durante il parto avvenuto nel 2006 ho subito una lacerazione di IV grado con lesione allo sfintere anale. Dall'ecografia endorettale non si evidenzia il muscolo sfinteriale anale interno ed esterno trale ore 16.00 e le ore 19.00. l'elettromiografia evidenzia una sofferenza neurogena al nervo pudendo.sono stata sottoposta a iintervento di neuromodulazione sacrale impianto provvisorio ma senza risultati, la sfintero plastica rimane l'unica altra soluzione ma mi sembra che abbia diverse complicanze post operatorie potrebbe darmi chiarimenti.

Cara Signora Sonia,
la sfinteroplastica potrebbe essere una soluzione e non la deve preoccupare l’incidenza delle complcanze. Il mio consiglio è di sottoporsi anche a riabilitazione mediante elettrostimolazione e biofeeback che potrebbe dare ottimi risultati e comunque potrà servire di preparazione dei muscoli prima della eventuale sfinteroplastica.
Cari saluti

Gent.mo Dott.Nicastro, ho trovato molto ineressante e completo il suo sito e la letteratura qui riortata. le volevo chiedere a proposito delle riabilitazioni intestinali se i metodi da lei sottolineati possono essere sottoposti anche nei neonati. Mio nipote è affetto da incontinenza fecale avendo subito un intervento di anorettoplatica (con successiva ricanalizzazione della stomia) essendo nato con una atresianorettale. il bimbo (che ora ha 8 mesi) a due mesi dall'ultimo intervento, che ha previsto ricanalizzazione della stomia, soffre di una grave (perdita direi quasi continuadelle feci) incontinenza fecale. grazie per la cortese attenzione. Distinti saluti

Cara Signora Simona,
nei neonati non è possibile parlare di incontinenza in quanto non hanno una percezione del controllo degli sfinteri anali. Anche se l’intervento di atresia anorettale comporta i rischi dell’incontinenza bisogna aspettare alcuni anni prima di poter
attuare ogni forma di trattamento per l’incontinenza residua. Cari saluti

Egregio dottore, vorrei chiederle un consiglio riguardo la mia situazione.La mia storia inizia nel 1997 quando venivo ricoverato per un ascesso perianale.Negli anni successivi ho continuato a subire interventi finchè nel 2000 mi viene diagnosticata una pregressa fistola perianale intersfinterica. Persistendo i dolori venivo continuamente ricoverato e sottoposto a ulteriori interventi,finchè nel 2004 venivo operato di colostomia laterale per incontinenza fecale.Dopo ciò ho subito ancora diversi interventi e ad oggi sono in attesa di ricostruzione dello sfintere. Premetto che la stomia doveva essere una cosa momentanea visto anche la mia età,40 anni.Successivamente mi è stato detto che mi avrebbero applicato uno sfintere artificiale,ma sono ormai diversi anni che mi si dice che sono in attesa che arrivi la protesi dall'Inghilterra. Leggendo il suo sito mi è sembrato di capire che lei abbia gia effettuato questo tipo di operazione quindi le chiedo se può essermi d'aiuto o darmi dei consigli. Spero in una sua risposta,cordiali saluti,

Caro Signor Mustapha,
non credo che ci siano difficoltà a reperire uno sfintere artificiale, che non deve venire dall’inghilterra visto che è distribuito anche i Italia. Lo sfintere artificiale comunque trova delle precise indicazioni e soprattutto ha delle precise controindicazioni nella sua applicazione, prima fra tutte le frequenti infezioni della regione perianali. Io credo che nel suo caso sia molto difficile applicare uno sfintere artificiale senza correre il rischio di ulteriori infezioni che porterebbero al suo espianto. Il mio consiglio è di rivolgersi a centri “veramente” specializzati nel trattamento dell’incontinenza fecale al fine di avere risposte più sicure e concrete. cari saluti

buona sera dottore, le espongo il caso di mio padre ottantenne, operato di carcinoma del colon 10 anni fà. Da altrettantia anni soffre di bruciore all'ano, con periodi lunghi, a volte di settimane, di sofferenza acuta. Ai controlli gastroenterologici non risultano nuove tracce della patologia oncologica. Gli è stato sempre prescritto il proctosedil e farmaci analoghi, da cui non trae alcun beneficio. Gli è stato detto che dovrebbe riabilitare la muscolatura dell'ano. Questo non l'abbiamo fatto perche a RC non c'è nessuno che lo segua. Capisco leggendo i suoi articoli che potremmo tentare altro, magari analisi specifiche, ma non so da dove cominciare. Vorrei aiutarlo, visto che è una persona che collabora con scrupolo, nonostante la grave artrosi alla colonna vertebrale, l'intervento di asportazione di prostata, subito 20 anni fà, che gli ha provocato una certa incontinenza urinaria. Grazie dell'attenzione e se vorrà aiutarmi. Cordiali saluti

Cara Signora Caterina,
è probabile che suo padre abbia necessità di riabilitare la muscolatura del pavimento pelvico che potrebbe migliorare anche la condizione urinaria oltre che quella anale. Per stabilire un adeguato iter terapeutico è comunque necessaria una visita specialistica completata nel caso specifico con una videoproctoscopia digitale. Cari saluti

una mia amica, di anni 42, è stata operata per una diverticolite perforata, con laparascopia, nell'agosto del 2006. tipo d'intervento: emicolectomia sx vl. tutto è andato per il meglio. ma c'è una cosa che le crea notevole disagio e che pensava sparisse con il tempo: dopo aver defecato, non "finisce mai di pulirsi"..! ogni volta dovrebbe detergersi con acqua e sapone, ma non sempre è possibile. inoltre, da dopo l'intervento, soffre di eccessiva aria nell'intestino, con conseguente emissione della stessa a volte "involontaria", (altro grosso motivo di imbarazzo e conseguente tendenza a ridotta vita sociale..). E'un argomento che le crea grande imbarazzo, di cui non ha parlato nemmeno con il suo medico. Sono "normali" conseguenze dovute all'intervento o dovrebbe tornare a farsi vedere da uno specialista? La ringrazio in anticipo, cordiali saluti

Cara Signora Gabriella,
la sua amica potrebbe avere una incontinenza fecale (perdita involontaria del contenuto rettale). Per valutare la gravità del sintomo dovrebbe sottoporsi ad una visita proctologica e solo su consiglio dello specialista eseguire particolari e selezionati esami. Fatta la diagnosi è possibile impostare un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

gentile dott. Nicastro da 2 anni ho perdite di piccoli residui di feci e liquido, anche solo liquido dopo avere evacuato,è difficile trattenere anche il gas non ho altri disturbi intestinali. ho 65 anni e 2 figli. cosa potrebbe essere? si può correggere? Grazie e saluti.

Cara Signora Maria,
quello che lei descrive è una incontinenza fecale. Una visita specialistica è necessaria per definire un percorso di diagnosi e terapia. Nella maggior parte delle persone affette da incontinenza fecale è possibile attuare una deguata terapia di rieducazione (riabilitazione) degli sfinteri anali con una alta probabilità di guarigione.
Cari saluti

Egregio Dott. Nicastro, ho 31 anni ed il 13 febbraio 2007 ho dato alla luce il mio primo figlio con parto naturale, senza episiotomia ma con lacerazione interna ed esterna, esternamente ho avuto solo 3 punti e mi è stato detto che non era una vera e propria lacerazione, ma più che altro mi sono "smagliata" tra la vagina e l'ano. Il mio problema è che dal parto soffro di incontinenza fecale per ipotonia perineale. Ho fatto una visita dal proctologo, che con una manometria ha constatato che ho un ano "beante" e mi ha rimandato ad una ginecologa che si occupa di riabilitazione perineale per un'ecografia del pavimento pelvico. l'ecografia non ha riscontrato lacerazioni nello sfintere ed abbiamo cominciato le 20 sedute di elettostimolazione (30 minuti 5 volte a settimana). Ho quasi finito ma i miglioramenti sono lievissimi; nel punto corrispondente alla lacerazione non sento completamente il muscolo. Adesso io non so che fare nè a chi rivolgermi(la dottoressa inoltre da giugno fino a gennaio 2008 sospendo e per maternità)... la ringrazio per ogni suo consiglio, cordiali saluti.

Cara Signora Daniela,
innanzitutto auguri per la nascita del primogenito. Riguardo l’incontinenza fecale questa è sicuramente dovuta alle lacerazioni ma possono essere recuperati con una adeguata terapia di riabilitazione. Non è mio costume criticare l’operato di altri medici ma l’eletrostimolazione 5 volte a settimana non è prorpio un giusto protocollo di riabilitazione. Il protocollo che pratico ormai da circa 20 anni prevede 15 sedute a giorni alerni di elettrostimolazione, biofeedback ed in alcuni casi fisioterapia. In particolare l’eletrostimolazione può essere eseguita per via vaginale o per via anale e la frequenza degli stimoli deve essere di 50 o 100Hz. Dopo le prime 5-6 sedute di elettrostimolazione bisogna iniziare anche il biofeedback pressorio fino al completamento delle 15 sedute. Dopo questo primo ciclo le mie pazienti ogni 3 mesi seguono un ciclo di richiamo di 6 sedute per 3 cicli complessivi. Dopo le prime 15 sedute nel 92% dei casi si ha la continenza perfetta. Questa mia precisazione è dovuta al fatto che quando si parla di riabilitazione questa deve seguire dei protocolli precisi(ormai pubblicati sulle riviste scientifiche) e non “navigare a vista”. Credo, per mia esperienza che lei possa avere un reale giovamento dalla riabilitazione ma questa deve essere eseguita “lege artis”. Auguri.

Egregio Dott. NicastroSono stata operata di un adenocarcinoma del basso retto il 13/05/2013. E' stata effettuata una resezione intersfinterica roboticadel retto, con mucosectomia anale ed asportazione completa del mesoretto. Anastomosi colo-anale manuale sec. Parks II. Mi è stata fatta un'ileostomia provvisoria di protezione e sono stata ricanalizzata il 19/06/2013, circa un mese dopo.Da qui cominciano i miei problemi, in quanto non riesco a trattenere le feci. Ad oggi l'evacuazione avviene la sera, dopo cena, ma dura dalle due alle tre ore, finchè non vado a letto. Infatti non avviene in una volta sola, ma è una continua emissione di scarsa quantità di feci sottili. Le evacuazioni sono circa una decina. Non faccio in tempo ad alzarmi e pulirmi, che fuoriescono ancora, faccio pochi passi e devo tornare indietro oppure passano solo pochi minuti. Tutto questo senza che io riesca a trattenerle, nonostante i miei sforzi.Tutto questo mi terrorizza, non sono più uscita di casa e temo che gli esercizi che mi ha suggerito di fare il chirurgo che mi operata (contrarre lo sfintere anale esterno, che credo sia l'unico che ho) non siano sufficienti, anche perchè non ho la certezza di eseguirli correttamente. Ho letto che potrebbe essere utile la rieducazione del pavimento pelvico, ma non so se è fattibile nel mio caso, mancando , cioè, alcune parti anatomiche asportate con l'operazione. Ho cercato nella mia zona , ma nessuno la pratica, solo quella per l'incontinenza urinaria. Le confesso inoltre che mi sento così demoralizzata ,anche in previsione del mio eventuale rientro a lavoro a settembre (sono un'insegnante) che sto cominciando a valutare seriamente l'ipotesi di ricorrere ad una stomia definitiva.Scusi se mi sono dilungata ma era per cercare di farle capire il mio enorme disagio e la voglia di porci fine.Le chiedo se potrei fare la riabilitazione come lei la descrive, se va fatta subito , i tempi. Io abito in provincia di Livorno e non so se Lei è a conoscenza di qualche centro che la fa. Sarei disposta a venire anche nel suo centro.Ormai le faccio un'ultima domanda. Ho visto che un' azienda di sacchetti per stomie produce anche dei tamponi anali (Anal Plugs). Potrei usarli con la mia attuale situazione anale? Mi permetterebbero qualche ora di vita sociale!Grazie infinite.Resto in ansiosa attesa di una sua cortese risposta.

Cara Signora,

questi disturbi possono essere considerati nella norma nei primi mesi dopo un intervento di resezione del retto. La persistenza impone la riabilitazione che nella mia esperienza è efficace e dona quella qualità di vita che viene a mancare con l’insorgenza della incontinenza. Naturalmente la riabilitazione deve essere affidata a centri specializzati e prima di comprendere quale è il miglior protocollo da attuare potrebbero essere necessari eseguire alcuni esami, semplici e non invasivi. Resto a sua disposizione.

intervento di ricanalizzazione

Buongiorno dottore, mio padre, 73 anni, ha appena subito un intervento di ricanalizzazione (dopo tumore del retto) e a distanza di giorni perde gas e materiale fecale senza poter controllare il tutto. Gli dicono di pazientare ma io lo vedo un po' spaventato. Non ha altri disturbi e il tumore non si è più ripresentato per fortuna. Volevo chiederle, se il problema dovesse persistere, se vi è l'indicazione per l'inserimento dello sfintere artificiale e anche sapere quanto dura l'intervento e se vi potrebbero essere ulteriori complicanze con lo sfintere artificiale. E' un intervento che esegue nella sua clinica?La ringrazio molto per il consulto- Cordiali saluti.

Cara Signora,

i disturbi della continenza sono frequenti dopo interventi di asportazione del retto e dopo la ricanalizzazione. In molti pazienti l’incontineza è transitoria e si risolve con il tempo e l’adattamento alla nuova condizione. In altri casi è necessario ricorrere a terapie quale quella riabilitativa, mentre lo sfintere artificiale è indicato in pochi e selezionatissimi pazienti. Il mio consiglio è di attendere almeno due mesi dalla ricanalizzazione e se l’incontinenza persiste consultare un colonproctologo per poter valutare se è possibile attuare una adeguata terapia riabilitativa.

salve dottore, mio padre ha avuto un ascesso perianale, dopo l'intervento chirurgico ha riscontrato incontinenza fecale e perdita di gas ke ovviamente non riesce a trattenere. Vorremmo capire a che cosa è dovuto, se è per l'intervento subito, e se comunque sia un problema che si possa risolvere da solo o con l'aiuto dei medici. Cordiali saluti

E’ probabile che l’incontinenza sia del tutto transitoria e che dipenda dal trauma chirurgico. Man mano che la ferita guarisce anche la continenza dovrebbe migliorare. ma questo dipende dal tempo intercorso dall’intervento. Se persiste l’incontinenza sarebbe necessario valutare clinicamente lo stato del paziente ed eventualmente eseguire una ecografia degli sfinteri anali per comprendere se durante l’intervento possano essere stati danneggiati e questo giustifica il sintomo. Fatta questa valutazione è possibile valutare un adeguato percorso di terapia.

ilparto

Gent.le Dottore,Le scrivo in merito ad un problema avuto in seguito al parto del mio primo figlio. Le premetto che ho partorito in Inghilterra, dove la prassi è diversa da quella italiana. Con la nascita di mio figlio, avvenuta dopo 36 ore di travaglio e conseguente ricorso a episiotomia ed estrazione del bimbo tramite forcipe, ho riportato una rottura perineale di terzo grado e lacerazione vaginale interna.Ho avuto non pochi problemi nel corso dei primi mesi. Oggi, a quasi 7 mesi dal parto, va meglio ma ho ancora stitichezza e difficoltà nello spingere per defecare, fastidioso dolore alla ferita nel caso di pressione, dolore atroce nei rapporti sessuali (che infatti io e mio marito non abbiamo) e difficoltà a volte nel trattenere urina se molto urgente.Arrivò ora al dunque. Il 25 giugno, al Royal Free Hospital di Londra, ho eseguito la manometria anorettale.Le riporto qui di seguito i risultati. Minimum sensory volume. 60 ml. (15-40ml)First urge to defecate. 100 ml. (90-150 ml)Maximum tolerated volume 140 ml (150-280ml)Rectohanal inhibitory reflex presentResting sphincter pressure. 64mmHg. (40-70 mmHg)Squeezing sphincter pressure 39 mmHg (60-100 mmHg)Achieved sphincter pressure 104mmHg (100-180 mmHg)High pressure zone Lenght. 2cm, starts at 2 cm from anal verge (HPZ 3-5 cm)On coughing, anal pressure>rectal (normal).Cosa mi può dire a riguardo?La ringrazio in anticipo e resto in attesa di una sua risposta.Cordiali saluti

Cara Signora,

il parto distocico ha potuto causare una lesione estesa agli sfinteri anali che, come dimostra l’esito della manometria, risultano poco funzionali nella contrazione volontaria. Il parto mette a rischio il pavimento pelvico femminile sempre, anche quando si svolge in modo semplice e rapido. Non è infrequente dopo un parto naturale avere disturbi della continenza e sessuali che con il tempo regrediscono ma che poi compariranno in età più matura e spesso in menopausa. A mio parere dovrebbe anche sottoporsi ad una ecografia endoanale con sonda rotante per valutare l’integrità degli sfinteri e fatta una corretta diagnosi stabilire un adeguato percorso di terapia che, nel caso specifico, inizia sicuramente con una adeguata e attenta riabilitazione del pavimento pelvico, condotta in centri specializzati e da personale adeguatamente formato.

Curare l'incontinenza

Salve Dottore, sono un giovane di 28 anni. Cercherò di raccontarle la mia storia clinica brevemente cercando di essere chiaro. Causa colite ulcerosa nel 2010 (avevo 25 anni) ho subito un intervento di colectomia totale (in Puglia), nel febbraio 2011 ricanalizzazione, da febbraio a luglio sono stato malissimo perchè l' anastomosi si era distaccata nella parte finale. Sono stato così tanto tempo perchè non si rendevano conto da cosa derivasse il problema facendomi rischiare la vita. Nel luglio 2011 vengo operato d' urgenza a Bologna dove mi fanno una stomia per fermare l' infezione sulla anastomosi. Nel luglio 2012 sempre a Bologna mi viene fatto un intervento di "redo-pouch" finalmente andato a buon fine. Nel marzo 2013 vengo ricanalizzato riprendendomi molto velocemente. Il problema che riscontro ora è solo incontinenza fecale in piccole quantità durante la notte, come potrei risolvere? Grazie mille.

Caro Signore,

le cause dell’incontinenza fecale possono dipendere da diversi fattori. Nel suo caso si possono riconoscere diverse cause: la mancanza del retto come  serbatoio, i ripetuti interventi sulla pelvi e sull’ano. Alla mancanza del retto può supplire la pouch ileale che si adatterà nel tempo, mentre per gli interventi chirurgici sarebbe necessario valutare i parametri di funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico e in particolare degli sfinteri anali. In questo caso una ecografia endoanale con sonda rotante e una manometria anale potrebbero già dare importanti indicazioni sulla causa della incontinenza fecale e se una adeguata e corretta riabilitazione degli sfinteri anali mediante elettrostimolazione e bio feedback possano essere indicate per la risoluzione del sintomo.

Cura del rettocele, emorroidi e incontinenza

Gentile Dottor Nicastro Quindici anni fa sono stata sottoposta ad una sfinterotomia in conseguenza della quale ho subito un danno muscolare del quadrante posteriore sinistro dello sfintere anale esterno che mi comporta delle piccole perdite fecali quotidiane per più ore dopo la defecazione.Il problema mi procura grande stress emotivo e un grande disagio.Inoltre ho ricorrenti problemi legati ad un gozzo emorroidale che si trombizza, hanno dovuto intervenire più volte negli ultimi anni per eliminare i coaguli , per altro dolorosissimi, che si formavano al suo interno.In relazione a queste problematiche e dopo aver eseguito esami specifici( manometria, defecografia, elettromiografia, ecografia endoanale ed endorettale ecc , oltre al danno muscolare, mi è stato evidenziato un rettocele di 2 cm( la radiografia risale al 2004).Recentemente il medico chirurgo a cui mi sono rivolta per capire se era possibile intervenire in qualche modo per risolvere i miei problemi di leggera incontinenza e delle recidive delle emorroidi, dopo una visita nel corso della quale ha ritenuto che il rettocele si fosse aggravato, mi ha consigliato l'intervento chirurgico con la STARR. L'idea non mi entusiasma assolutamente soprattutto dopo aver letto testimonianze molto preoccupanti.Cosa mi consiglia di fare? Anticipatamente la ringrazio per la sua disponibilità. Cordiali saluti. Chiara

Cara Signora Chiara,

mi sento di dover affermare che l’unico intervento da evitare, nel suo caso, è proprio la STARR, non tanto per una mia presa di posizione filosofica, ma perché non ne vedo la necessità e soprattutto perché è , a mio parere, controindicata per la presenza della lesione degli sfinteri. Non vedo come questa tecnica possa curare la incontinenza fecale, sintomo riferito prevalente, e che riconosce cause diverse e soprattutto non è direttamente collegato al rettocele. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita colonproctologica per poter valutare la possibilità se una corretta riabilitazione degli sfinteri anali e del pavimento pelvico possano essere indicate nel percorso terapeutico necessario per il recupero del suo stato di salute e soprattutto della sua serenità.

incontinenza fecale

Nel mese di giugno 2013 mi è stato diagnosticato un tumore al colon classificato al terzo stadio, nel successivo mese di luglio ho subito l'asportazione del colon lasciandomi il retto e procedendo ad una ileostomia temporanea. La domanda è questa: quando nel prossimo mese di marzo 2014 mi toglieranno l'ileostomia, PUR AVENDO IL RETTO INTATTO, sarò incontinente fecale? se si, quali accorgimenti posso tenere per non essere schiavo del pannolone? Grazie per la cortese risposta e cordiali saluti.

Caro Signore,

perché pensare di essere incontinente? Se prima dell’intervento aveva un normale controllo degli sfinteri, non dovrebbe manifestarsi alcuna incontinenza, anche se nell’immediato post-operatorio possono verificarsi piccoli episodi di mancato controllo. Comunque, nella mia esperienza clinica, prima della ricanalizzazione (chiusura della ileostomia) eseguo ai miei pazienti una manometria anorettale, per valutare la funzionalità degli sfinteri anali e, se questi dimostrano segni di deficit, consiglio un breve ciclo di riabilitazione funzionale mediante elettrostimolazione e biofeedback.

Gentile Dottore,Le scrivo per sapere se rapporti anali consenzienti e praticati in totale rilassatezza e assenza di dolore possano causare incontinenza fecale in età adulta! Sono 4 anni che li pratico e non ho mai avuto problemi!Cordialmente P.

Caro Signor Paolo,

i rapporti sessuali anali non portano a rischio di incontinenza.

incontinenza fecale

Egregio Dottor Nicastro, io sono una donna di 57 anni dopo vari interventi anali ho uno sfintere gracile plastica, muscolo ipotonico assente, che soffro di incontinenza anale, la cute è sempre arrossata, nonostante mi lavi sovente è delicata come quella dei bambini: potrei sottopormi a breve ad un intervento protesine anali con il tessuto infiammnato? la ringrazio vivamente attendo sua risposta anche su facebook. Grazie mille saluti

Cara Signora, mi sembra di capire che lei soffriva di incontinenza fecale la cui cura è consistita nella ricostruzione degli sfinteri con il muscolo gracile (gracile plastica). Nonostante questo intervento persiste l’incontinenza fecale e le è stato proposto un nuovo intervento con l’impianto di sostanze che creano un cuscinetto intorno al canale anale.  Questo tipo di intervento potrebbe essere eseguito anche in presenza di dermatite perianale, ma se il problema è dovuta alla presenza del muscolo gracile ipotonico a mio parere potrebbe curare l’incontinenza con una riabilitazione mediante elettrostimolazione e biofeedback e, solo se questa porti ad un parziale beneficio o fallisse, procedere con un nuovo intervento chirurgico.

Buongiorno volevo chiedervi il seguente parere: il giorno 09.12.2013 ho subito un intervento di esportazione di 2 gavoccioli emmorroidari piu' la legatura di un altro, a data odierna continuo ad avere piccole perdite fecali e muco. E NORMALE e quanto tempo deve ancora passare per la guarigione completa???? in attesa porgo distinti saluti Gabriele Corda

Cara Signora,

solitamente la guarigione delle ferite avviene in trenta giorni ma in alcuni casi può avvenire anche con qualche settimana di ritardo.  Se le perdite di sangue do essere persistere è opportuno consultare il chirurgo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

ho 54 anni e vissuto una vita di eccessi come droghe (eroina cocaina) qualche volta alcool. ora e più di due anni che non tocco più nulla. mi succede da circa un anno di essere incontinente fecale. sono in terapia ipertensiva e per una prostatite benigna. io ho il sintomo ma spesso non riesco ad arrivare in bagno la prego di aiutarmi

Caro Signore, l’incontinenza fecale riconosce diverse cause. Prima di ogni cura (possibile) è necessario comprendere la causa dell’incontinenza. Resto a sua disposizione.

Mia mamma ha appena subito un intervento per la ricanalizzazione di una ileostomia ma continua ad evacuare nonostante non mangia niente.....è naturale ciò??ringrazio anticipatamente.....

Cara Signora,

si, è normale che evacui, magari feci liquide e non formate.

Buongiorno, ho 70 anni e un anno e mezzo fa a seguito di un intervento per carcinoma al retto, e altri 2 interventi ravvicinati per il formarsi di aderenze ostruttive, sono portatrice di un'ileostomia temporanea che mi hanno sconsigliato di togliere a causa delle pericolose aderenze che mi si formano dopo le operazioni. A volte mi capita di sentire lo stimolo di defecare dal retto e aiutata da clisteri ho perdite fecali marroni. A volte vado pure di aria. è normale? Come mai se ho un'ileostomia che funziona bene visto che le feci vengono deviate lì, a volte mi capita di avere lo stimolo e di defecare poco e di fare aria anche dal retto? Grazie, saluti distinti. Giovanna

Cara Signora Giovanna,

anche se la ileostomia è totalmente escludente e ben funzionante è normale  quanto lei descrive. Il colon residuo continua comunque a produrre muco e la formazione di aria è dovuta alla presenza della naturale flora batterica, materiale che è poi espulso per via naturale.

Cura dell'incontinenza fecale

Buongiorno,ho 66 anni ma già da molti anni ho problemi a trattenere l'aria e se non ho subito a disposizione un bagno ,faccio fatica atrattenere le feci. Se mi alimento in modo da rendere le feci dure,se non ho subito un bagno vicino, mi ritrovo una o due palline di feci nelle mutandine. E' per questo problema che ho lasciato da 7 anni la mia professione di insegnante di filosofia ,vivevo nel terrore di... Ci sono rimedi?

Cara Signora Laura,

l’incontinenza fecale riconosce diverse cause. Purtroppo nella sua lettera non è possibile comprendere la causa del suo sintomo e nemmeno come è insorto. L’incontinenza che descrive deriva da una incompetenza degli sfinteri anali ma la causa di questa insufficiente funzione non è conosciuta. I motivi potrebbero essere tanti: il parto, interventi proctologici, neuropatie, e tante altre. Per una corretta terapia (ne esistono tante) è necessario studiare e valutare la causa dell’incontinenza sottoponendosi, sotto la guida di un colonprotcologo, ad esami di base quale la manometria anorettale e l’ecografia endoanale con sonda rotante. Se la causa è un deficit degli sfinteri, senza una grave lesione di questi muscoli, è possibile attuare, come prima valida terapia, una riabilitazione funzionale degli sfinteri anali e solo al suo fallimento valutare altri trattamenti più invasivi.

Età 78 anni. Incontinenza sfinterica. Rapido passaggio del materiale nell'intestino.Digestione ottima. Scarso assorbimento dei liquidi. Necessità di evacuare almeno due volte al dì e con urgenza altrimenti un colpo di tosse o uno starnuto determinano una perdita di feci. Cosa consiglia? Grazie ..Distinti saluti .

Caro Signor Ennio,

il  mio consiglio è di comprendere la causa dell’urgenza e dell’emissione di feci poco formate. Comprendere se esiste una patologia del colon che comporti l’accelerato transito e identificarne la cura è il primo passo da fare. Contemporaneamente si dovrebbe studiare la funzionalità degli sfinteri anali, mediante una ecografia endoanale e una manometria e in base ai risultati valutare se è possibile attuare una terapia di riabilitazione degli sfinteri che porterebbe alla continenza. Consolidando le feci e aumentando il tono e la forza dei muscoli sfinteriali potrebbe essere la soluzione del sintomo.

salve dottore ho 27 anni, ho un problema che mi porto dietro fin dalla nascita, sono nata con l'ano spostato in avanti e a 4 anni lo hanno riportato al suo stato naturale ma purtroppo non ho piu il muscolo e ho incontinenza fecale che non mi fa piu vivere. cosa si puo fare? grazie

Cara Signora Roberta,

si possono fare e prendere tante precauzioni per il suo caso ma bisognerebbe anche comprendere il tipo di intervento che ha subito e quali sono allo stato attuale i rapporti anatomici della regione perianale.

buongiorno dottore.sono un infermiere e nell settembre dell 2013 mi viene diagnosticato un ascesso gluteo vengo inciso e successivamente dopo vari controlli proctologici mi viene richiesto una risonanza magnatica colonscopia diagnosi=fistola perianale transfinterica di 7 cm e un infiammazione cronica a livello mesorettale.esegue visita gastroenterologo in terapia con asacol anche se ha diagnosticato una colite aspecifica.il 19 dicembre 1 intervento con posizionamento setone non le dico il disagio ed il dolore provato.tutto cio mi ha provocato un incontinenza fecale mi scarico al giorno aleno 10 volte e poco.dopo vari controlli lo sforzo di evacuare mi provoca emorroidi di 4 grado sanginanti .il giorno 21 maggio vengo operato di emorroidectomia e revisione della fistola perianale e rimozione del vecchio setone e riposizionamento dello stesso pero con piu trazione.denoto perdita di sangue anche se non spesso.ma la incontinenza ancora persiste .vorrei sapere se il setone puo provocare inocntinenza.e se dopo un periodo potrei avere dei miglioramenti .la ringrazio di cuore

Caro Signor Vincenzo,

il setone è solitamente posizionato proprio per evitare l’incontinenza! Probabilmente nel so caso lo stato si sofferenza della regione legata all’intervento possono provocare un momentaneo deficit dello sfintere. Credo sia opportuno attendere la completa guarigione della fistola e delle altre patologie anali per una valutazione corretta della sua continenza.

volevo sapere sè c'è qualche esame specifico da fare perchè non riesco a trattenere le feci sono priva di poter uscire che mi sento male

Cara Signora,

l’incontinenza fecale riconosce molte cause e sono molti gli esami che possono essere eseguiti per la valutazione clinica del sintomo. Gli esami, a mio parere, sono prescritti in base al sospetto diagnostico o quando durante una visita colonproctologica, lo specialista non riesce ad avere un quadro chiaro sulle cause della incontinenza. Se durante la visita il proctologo sospetta una lesione neurologica può scegliere di sottoporre la persona ad una elettromiografia piuttostio che ad una ecografia o una manometria; se il sospetto è una lesione muscolare si sottoporrà la persona ad una ecografia endoanale con sonda rotante; se il sospetto è una disfunzione del pavimento pelvico si indicherà una RMN dinamica. tanti altri esempi potrei citarle. A mio parere prima di sottoporsi ad esami (noiosi e a volti inutili) consulti un colonproctologo di fiducia che possa guidarla verso una completa risoluzione del sintomo.

Salve Ho 23 anni e ho l'incontinenza ai gas dal 2008 Ho fatto po' di elettrostimolazione nel 2011 ma poco beneficio Sono stato operato una volta con i bulking agent e ha funzionato E nel 2013 ho fatto il secondo intervento con il metodo thd gatekeeper non ha cambiato niente Ora ho la possibilita di rifare i bulking agent normali o seguire l elettrostimolazione una seduta di 30min alla settimana Ma non sono sicuro di tutte le due scelte Perche ci sono le protesi gatekeeper Eco transanale assottigliamento del sai Manometria deficit funzionale del sai Quale e il suo parere Grazie Cordialì saluti

Caro Signor Hamza,

i trattamenti effettuati non pregiudicano la riabilitazione degli sfinteri anali che si avvale di dieverse metodiche oltre alla elettrostimolazione. Bisogna valutare bene il tipo di trattamento da effettuare in quando lo sfintere interno non risponde alla elettrostimolazione, essendo un muscolo liscio. Lo scopo della riabilitazione è quello di migliorare lo sfintere esterno, muscolo striato. Il tentativo riabilitativo dovrebbe essre orientato ad aumentare il tono di base dello sfintere esterno mediante l’elettrostimolazione e il biofeedback ma il protocollo non può essere basato semplicemente su una seduta settimanale di elettrostimolazione.

 

Gentile Dott. Nicastro, ho 42 anni e 8 mesi fa ho subito una resezione anteriore del retto per un GIST retto-vaginale con ileostomia temporanea e ricanalizzazione avvenuta 5 mesi fa. I problemi post ricanalizzazione sono iniziati quasi subito e sono i seguenti: stitichezza (mancanza di stimolo e difficoltà ad evacuare) e continua flautolenza che non riesco a trattenere. Per la stitichezza faccio clisteri ogni 3-4 giorni con scarsi risultati e solo ogni tanto prendo lassativi. Vorrei sapere se col tempo (visto che sono già passati 5 mesi dalla ricanalizzazione) questi problemi si attenueranno fino a scomparire. Posso fare qualcosa per migliorare la situazione visto che a breve tornerò al lavoro e la cosa mi preoccupa un bel pò facendo un lavoro al contatto con pubblico? La ringrazio molto per una sua cortese risposta.

Cara Signora,

la persistenza dei disturbi di canalizzazione andrebbero valutati clinicamente. Probabilmente la sua stitichezza era già presente prima dell’intervento e comunque bisognerebbe correggerla prima con una adeguata alimentazione e apporto idrico durante i pasti, poi se necessario aggiungere degli emollienti fecali. Discorso a parte è l’incontinenza, sintomo frequente dopo interventi di resezione del retto. Innanzitutto bisognerebbe valutare la funzionalità e l’integrità degli sfinteri anali con la manometria anorettale e l’ecografia endoanale e  stabilire se un adeguato percorso di riabilitazione possa essere utile per la risoluzione del sintomo.

di solito vado in bagno con stitichezza poi durante la giornata ho delle perdite di cacca mi accorgo perché sento bruciore e poi vado in bagno per pulirmi e vedo un colore marrone

Caro Signor Massimo,

quello che lei descrive non è una condizione di facile discriminazione. L’imbrattamento o soiling potrebbe essere considerato una incontinenza fecale di lieve entità ma andrebbe ben investigata per comprenderne le cause. La stipsi, soprattutto se causa un difficile o incompleto svuotamento del reto potrebbe favorire il soiling ma potrebbe succedere che se si ammorbidiscono di molto le feci queste potrebbero essere più facilmente non trattenute dall’azione degli sfinteri anali. Le consiglio una visita colonproctologica per comprendere la causa dei suoi sintomi e affrontare un adeguato percorso terapeutico.

 

Salve dottore, sono una ragazza di 16 anni e da circa tre anni mi assale questo fastidioso problema che mi ha rovinato la vita sociale. Penso di soffrire di incontinenza, mi capita ogni giorno di emmetere aria senza accorgermi in modo molto silenzioso solo che la puzza di letame si sente e molto. Voglio davvero guarire per favore mi dica come devo fare non ce la faccio piu' ,non ho mai avuto problemi di questo genere quindi non penso sia legato all'alimentazione. :( la ringrazio

Cara Jessy,

il sintomo che descrive non è infrequente ed è speso legato ad una alterata funzione degli sfinteri anali le cui cause possono essere valutate con una visita colonproctologica e con alcuni esami fondamentali quali la manometria anale e, in caso di dubbi, con una ecografia endoanale. Ricercata la causa è possibile eseguire alcune terapie che portano al rinforzo e al controllo di questi muscoli e quindi alla risoluzione dell’incontinenza.

Buongiorno Dottore, circa un anno fa ho avuto un virus intestinale (diagnosticato dall'ospedale Mauriziano)che mi ha dato un sacco di problemi, quale incontinenza fecale.; con alcuni antibiotici è andato a posto, ma dopo 6 mesi si è ripresentato il problema, con l'aggiunta di incontinenza urinaria. Ho 61 anni e faccio una vita d'inferno. Non trattengo più nulla. Dimenticavo che ho anche emorroidi a volte sanguinanti. Cosa devo fare???? ho fatto al centro dei tumori di candiolo la colonscopia con biopsia colon destro e biopsia endoiscopica retto. l'esito è stato questi MACROSCOPICA: due frustoli bianco giallastri ed un frustolino, dimensioni in aggregato cm 0,4 (A1999) Due frustolini giallo brunastro ddimensioni in aggregato cm oi,4 (B1) GIUDIZIO DIAGNOSTICO: 1-2 PROCTOLITE CRONICA Minimo, focale incremento della lamina basale subepiteliale Caratteri morfologici compatibili con una forma di colite microscopica nas. La ringrazio per la risposta, se mi può dire cosa devo fare!

Cara Signora Marina,

le cause della incontinenza fecale sono diverse, tra cui le patologie infiammatorie del colon e del retto che causano diarrea o l’emissione di feci poco formate. In questi casi la cura della incontinenza è volta alla rimozione della causa infiammatoria. Nel suo caso comunque bisognerebbe prendere in considerazione anche una differente valutazione clinica, vista anche la presenza di incontinenza urinaria e prendere in considerazione eventuali deficit funzionali del pavimento pelvico. Questa struttura neuromuscolare complessa è deputata al controllo della continenza, oltre a sostenere nella sede anatomica gli organi pelvici. Sono diverse le cause che portano ad un deficit funzionale del pavimento pelvico e una volta individuate (attraverso un attento esame clinico e, in caso di dubbi, con ulteriori accertamenti) è possibile impostare un adeguato percorso di terapia che porta alla risoluzione del sintomo.

incontinenza fecale post partum

gent.le dott.Nicastro, sono una ragazza di 30 anni soffro di incontinenza a gas e feci liquide causata da ipotonia sfinterica in seguito al parto eseguito con episiotomia. Ho fatto un ciclo di 6 sedute di terapia biofeedback ma dopo averla sospesa non ho ttrovato miglioramenti. cosa mi consiglia?grazie

Cara Signora Ilaria,

l’incontinenza fecale post partum non è un evento  raro, così come l’incontinenza urinaria e la causa principale di tale sintomo è sia l’episiotomia che il trauma che la muscolatura del pavimento pelvico subisce durante l’espulsione del feto. Fatta una attenta valutazione della funzionalità degli sfinteri anali mediante la manometria e l’ecografia anale, è possibile instaurare un protocollo di riabilitazione avente lo scopo di migliorare la validità funzionale degli sfinteri anali e di tutto il pavimento pelvico. Nella mia esperienza, il protocollo di riabilitazione prevede sedute cadenzate di elettrostimolazione e biofeedback, personalizzate. A mio parere solo 6 sedute di biofeedback sono insufficienti per un recupero totale della continenza e, in base alle evidenze cliniche, bisogna impostare un trattamento adeguato che prevede almeno 15 sedute di elettrostimolazione e biofeedback, seguite da cicli di richiamo la cui cadenza e durata dipende dalla valutazione fatta alla fine del primo ciclo di terapia. A queste due metodiche di riabilitazione è aggiunta una fisiokinesiterapia che può essere impostata sia come trattamento ambulatoriale che domiciliare.

salve, le scrivo per mia nonna che soffre di incontinenza intestinale severa. Ha 98 anni, è in demenza ed invalida al 100%. Mia madre le cambia il pannolone 2 o 3 volte al giorno da anni con tanta fatica (ha oramai 73 anni). Mia nonna è sempre in diarrea, e serve un continuo cambio anche di abiti perchè da distesa, esce dall'alto verso la schiena. La mia domanda è, esiste un catetere intestinale o una soluzione che possa rendere piu' facile la vita quotidiana di mia madre che oltre a cambiarla, e in continua pulizia di vestiti, lenzuola e piagimi. Grazie Maia

Cara Signora Maia,

le cause dell’incontinenza fecale sono diverse. Nel paziente anziano, oltre alle cause psichiatriche e neurologiche, si aggiungono altre patologie proprie del paziente anziano. Nel caso di sua nonna la prima considerazione da fare è comprendere la causa della diarrea. Infatti, già curando la diarrea, si facilita l’assistenza del paziente anziano, allettato e con una grave invalidità neurologica. Valutando poi le condizioni cliniche e determinando la cronologia dell’evacuazione (spesso questa avviene dopo i pasti) è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti (posizionamento di una comoda, metodica del wash-out) che permettono di non far sporcare il paziente e rendere l’assistenza più facile e prevenire altre patologie. Inoltre esistono delle protesi di raccoglimento del materiale fecale che vengono applicate nella regione perianale idonee per evitare i continui cambi permettendo una igiene adeguata.

Ho subito intervento di prolasso mucoso rettale dell'anno 2012, da allora ho problemi nella defecazione, al mattino non posso uscire di casa in quanto quando sento lo stimolo che e' abbastanza frequente non riesco a tenerla devo usare il pannolone e sono dimagrita precocemente, ricordo che ho 62 anni e cio' mi comporta molto sconforto, la ringrazio se mi puo' inviare una sua opinione, non sa quanti proctologi ho girato ma senza nessun risultato anche dopo la ginnastica anale

Cara Signora Giovanna,

innanzitutto sarebbe necessario sapere quale tecnica è stata utilizzata per la cura del prolasso mucoso del retto. E’ possibile che l’intervento chirurgico abbia modificato l’anatomia del retto o alterato la funzionalità degli sfinteri anali, causa a loro volta dell’urgenza defecatoria e della conseguente incontinenza. La valutazione di questi parametri è possibile con una visita colonprctologica completata con la videoproctoscopia digitale e, a seconda del giudizio del medico, completare le indagini diagnositiche con la manometria anorettale e con l’ecografia endoanale con sonda rotante. Fatta l’esatta diagnosi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Gentilissimo Dottor Nicastro, la contatto per un problema che mi assilla ormai da troppi anni,sin dall'adolescenza. Sono una ragazza di trent'anni e soffro di una continua e costante incontinenza ai gas, che, come può immaginare, non mi consente di vivere serenamente la mia vita ed è molto limitante sul piano sociale. In questi anni ho imparato a convivere con tale handicap, non accettando di sentirmi diversa dalle altre e non riuscendo, soprattutto, a rivelare a nessuno tutto ciò. Ma ora sento di non poter andare avanti,e so che nulla sarà possibile se non riuscirò ad affrontare il problema. La prego di indicarmi la strada da percorrere ed il primo e i passi successivi per ovviare a questa terribile situazione. La ringrazio

Cara  Signora,

l’incontinenza fecale riconosce molte e differenti cause. L’esatta individuazione della causa scatenante il sintomo è necessaria per un percorso corretto di terapia. La visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, permette al medico di valutare la gravità del sintomo, un primo orientamento diagnostico e comprendere quali potrebbero essere i fattori scatenanti, siano essi di origine intestinale che proprie dell’ano. A questa prima fase potrebbe far seguito una fase di valutazione funzionale e morfologica degli sfinteri anali mediante la manometria anorettale e l’ecografia endoanale con sonda rotante a 360°. Nel suo caso mi sembra di comprendere che si tratti di una sola incontinenza ai gas che clinicamente è considerata una incontinenza lieve moderata e a seconda degli esiti degli esami potrebbe essere possibile stabilire una corretta riabilitazione degli sfinteri anali che, nella mia pratica clinica, ha un successo terapeutico nell’oltre il 90% dei pazienti.

buon giorno dott nicastro. mi e stata diagnosticata la retto colite ulcerosa , vado in bagno con scariche anche 10 volte al giorno , continuando cosi potra subentrare anche incontinenza fecale .prendo 4 copresse asalex 800 al giorno ,la sera un clisma con asacol. diventare incontinente fecale rientra nella mia malattia grazie per la risposta.

Caro SignorBonomo,

la rettocolite ulcerosa non espone all’incontinenza fecale, tranne nei casi in cui questa infiammazione non coinvolga gravemente il retto diminuendone la sua capacità di serbatorio. Inoltre anche le continue scariche diarroiche, se ripetute e a breve distanza, potrebbero in alcuni casi provocare perdite involontarie di feci, ma in questo caso la terapia medica, controllando la patologia infiammatoria, riduce le scariche di diarrea e quindi il pericolo di incontinenza.

Bungiorno ho 65 anni da qualche tempo non riesco a trattenere le flatulenze e cosa posso fare? Tengo a. Precisare di non aver mai avuto interventi chirurgici in attesa di una eventuale risposta grazie.Cordiali saluti .

Cara Signora,  l’incontinenza ai gas probabilmente è causata da un deficit funzionale degli sfinteri anali. Questo non significa che gli sfinteri siano danneggiati da qualche intervento, ma semplicemente che non hanno più la stessa forza di contrazione. La soluzione di questo sintomo è principalmente riabilitativo, cioè è possibile attuare delle tecniche che portano al rinforzo dei muscoli dello sfintere anale e del pavimento pelvico. L’entità e le modalità di riabilitazione dipendono da una attenta valutazione della funzionalità degli sfinteri mediante uno studio con la manometria anale e l’ecografia endoanale.

salve dottore mio padre ha 75 anni è stato opersto nel 1995 tumore al retto adesso sempre di piu continua ad andare in bagno continuamente molte volte non arriva in tempo e ... c'è qualche soluzione certamente dopo i giusti controlli e con quale percentuale di risultato positivo? almeno riuscirebbe a riprendere un po la sua vita sociale grazie mille

Caro Singore,

dopo gli interventi di asportazione del retto è possibile che la persona possa avere una incontinenza fecale. Questo sintomo, se si escludono danni gravi agli sfinteri anali mediante l’ecografia endoanale e la manometria, può essere curato con la riabilitazione degli sfinteri. Nella mia pratica clinica questa metodica, se ben condotta, porta alla continenza perfetta oltre il 90% delle persone curate e nel 100% dei casi si hanno notevoli miglioramenti della qualità di vita.

nell'anno 2010 sono stata operata di un banale prolasso rettale con tecnica STARR da allora ho incontinenza fecale che urinaria. Puo' darmi una indicazione grazie molte

Cara Signora Anna,

il banale prolasso rettale probabilmente era causato da un difetto della muscolatura del pavimento pelvico. La tecnica STARR probabilmente corregge l’eccesso della mucosa rettale che furiesce dall’orificio anale ma in nessun modo può restitiure la funzione alla muscolatura. Un’attenta valutazione diagnostica, mediante anche  manometria ed ecografia endoanale, permette di stabilire  corretto percorso di terapia, ma nel suo caso andrebbe valutata anche la modificazione subita dall’ampolla rettale a seguito della STARR, in quanto anche il retto svolge un importante funzione nella continenza alle feci. Una alterata funzionalità del pavimento pelvico è la causa non solo della incontine nza fecale ma anche di quella urinaria alle quali si associano, spesso, disturbi della sfera sessuale.

Buongiorno, nel giro di 5 mesi, ho subito 2 interventi per ciste pilonidale. ora guarita. Ma ora mi ritrovo con del "soiling" sulle slip e 1 emorroide. Puo' lo shock degli interventi avermi causato danni al pavimento pelvico- sfinteri anali con conseguente soiling, emorroide e (spero di no) prolasso del retto? chiedo anche: il soiling è risolvibile con delle fisioterapie o tocca x forza la chirurgia?

Cara Signora Daniela,

solitamente gli interventi per cisti pilonidale, anche se ripetuti, non provocano soiling, tranne che non si siano stati intaccati i fasci posteriori dei muscoli del pavimento pelvico e in particolare il rafe ano-coccigeo. Sarebbe opportuno valutare questa sfortunata evenienza con una ecografia endoanale con sonda rotante e comprendere la funzionalità degli sfinteri con una manometria anorettale. I risultati di queste due indagini sono fondamentali per stabilire un adeguato percorso di terapia.

Egregio Dott. Nicastro, mia moglie ha partorito il primo figlio 9 giorni fa. Le è stata praticata la parto-analgesia e l'episiotomia (4 punti di sutura); inoltre, in fase di espulsione è stata utilizzata la c.d. ventosa e le è stata praticata la manovra di Kristeller. Dal giorno successivo al parto riferisce di non avere più il controllo dello sfintere anale; in particolare mi riferisce che, quando contrae il perineo, non percepisce contrazioni a livello anale (come se la contrazione del perineo non riuscisse a raggiungere la zona anale). Per tale motivo in alcune occasioni ha avuto delle fuoriuscite incontrollabili di gas, con le ovvie conseguenze sul piano psicologico. E' molto preoccupata e teme che sia stata irrimediabilmente compromessa la sua funzionalità anale. Gradirei la Sua opinione al riguardo. La ringrazio. Cordiali saluti.

Caro Signor Luca, mi perdoni la tardiva risposta. L’incontinenza fecale è un sintomo frequente dopo il parto, soprattutto se difficoltoso. Nell’immediato non è possibile fare alcuna terapia e comunque il sintomo rientra dopo qualche tempo. Doppo la fine dell’allattamento è comunque consigliato eseguire una visita specialistica colonproctologica completata con una manometria ed una ecografia endoanale per valutare eventuali lesioni degli sfinteri, che se evidenziati necessitano di una terapia adeguata.

Salve Dottore, da circa un anno ho delle perdite fecali, piccole palline che non sento fuoriuscire. Inizialmente non ho dato molto peso alla cosa ma ultimamente queste perdite sono diventate più frequenti. Ho avuto paura sinceramente di approfondire la cosa fin quando, per una visita di routine, il mio ginecologo si è accorto del problema. A quel punto ho spiegato tutti i miei sintomi, compresi i dolori forti che ho saltuariamente all'ano, e quindi ha proceduto gli accertamenti con un'urodinamica (che non vedo collegata con il mio problema fecale), dalla quale è emerso che la cosa è seria. (mi ha detto questo e non ho capito altro, sono andata in pallone, soffro di crisi di panico) Ora non so proprio cosa fare, sono preoccupata, il medico curante mi ha consigliato una colonscopia......ho sentito parlare di quella virtuale. Ad oggi ho speso 620€ che per me sono molti, quindi ho paura di fare esami dispendiosi e inutili. Cosa mi consiglia di fare?La ringrazio anticipatamente.

Cara Signora,

non credo che la colonscopia sia l’esame da eseguire in caso di incontinenza fecale, così come non trova indicazione la urodinamica (tranne che non ci sia anche una incontinenza urinaria). La gravità della incontinenza fecale può essere valutata da una accurata visita colonproctologica e dalla esecuzione di alcuni esami, quali la manometria e l’ecografia endoanale, che dovranno essere prescritti dallo specialista in caso di dubbi diagnostici. Trovata la causa della incontineza sono possibili diverse cure e terapie, tra cui la riabilitazione.

buongiorno, ho 60 anni, a seguito operazione intestino per diverticoli, oggi dopo 4 mesi ho avuto un episodio di incontinenza fecale senza stimolo, vorrei sapere se secono lei è normale o se devo preoccuparmi o fare accertamenti.Grazie.

Caro Signore,

un solo episodio di incontinenza fecale potrebbe essere non significativo ma comunque non è normale. L’incontinenza fecale riconosce diverse cause e prima di fare accertamenti, spesso inutili, sarebbe necessario sottoporsi a visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale o altro esame endoscopico di base (ano-rettoscopia). Solo se la visita non evidenzia la causa lo specialista potrà prescrivere degli accertamenti mirati (manometria, ecografia endoanale).

Salve dottore, ho un disperato bisogno di un Vostro consiglio. Da anni convivo con delle “perdite involontarie di gas”(dico involontarie perché a volte non riesco a trattenerle e altre che non le percepisco proprio cioè non avverto il passaggio). Ho provato a combattere questo problema con vari rimedi naturali e farmaci,ma senza alcun risultato! Sono davvero disperata. I vari gastroenterologi consultati in questi anni, attribuivano sempre questo problema quello della perdita involontaria di gas al colon lungo e irritabile(accertati da vari esami), essendo soprattutto una persona molto emotiva e ansiosa. L’anno scorso stanca di tutto questo ho cercato di dare un nome al mio problema rivolgendomi a un colonproctologo, e dopo una visita visiva oltre a confermarmi la presenza del colon irritabile ha stabilito che le perdite sono dovute a un’incontinenza ai gas.Ho eseguito un lungo un percorso di terapia riabilitativa, compresa di elettrostimolazione e biofeedback. Sinceramente non sono molto convinta di questa diagnosi, soprattutto considerando la mia giovane età;infatti effettuando delle ricerche, l’incontinenza si presenta solo dopo un trauma della regione anale. Mi confermate questo? Questa tecnica non mi ha permesso di riacquistare una completa continenza(se esiste veramente l’incontinenza o qualsiasi altro problema) Non contenta dei risultati di questa terapia , mi sono recata da un altro proctologo e questa volta di mia iniziativa dopo essermi informata su internet ho effettuato la manometria anorettale riportando i seguenti valori: MANOMETRIA ANO-RETTALE: Tono a riposo(max) : 88 Tono a riposo (medio): 65 Area a riposo: 574 mmHg^2 Tono in contrazione(max) : 136 Tono in contraz.(medio) 80 Area in contraz: 519mmHg^2 RIFLESSO ti.RETTO – ANALE INIBITORIO PRESENTE Vol richiesto: 30 Latenza: 6’’ Calo pressorio 101 a 44 Durata 18’’ High pressure zone 4 cm MANOVOLUMETRIA Minimo volume percepito 140ml Stimolo defecatorio 190 ml Massimo volume tollerabile 240 ml Compliance rettale 2.4 V/P Conclusioni diagnostiche esame manometrico nella norma. Riflesso rettoanale inibitorio presente. Volumetria: lieve riduzione della sensibilità ampollare. Considerando l’esito sono rimasta molto contenta in quanto non ho problemi dal punto di vista organico, ma comunque rimango ancora molto confusa e soprattutto avvilita perché ancora oggi nonostante le varie sedute e l’esito della manometria il problema persista.A volte sento delle bolle dello stomaco e di conseguenza la perdita involontaria di gas, altre volte ho la sensazione di perdere delle “bollicine” dall’ano, altre volte di non avere proprio la percezione di niente e infine ci sono quelle volte che sono io a gestire il meccanismo. Vi chiedo di aiutarmi almeno a togliermi qualche dubbio.Inoltre riscontro che tutto si amplifica nei periodi di ciclo mestruale. Come mai? In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo distinti saluti.

Cara Signora,

se lei perde involontariamente materiale gassoso dall’ano, questo tipo di sintomo è definito incontinenza fecale. Nel suo caso, nonostante una presunta manometria “normale” dovrebbero essere prese in considerazione altre variabili cliniche, tra cui anche il colon irritabile e la funzionalità di tutto il pavimento pelvico e approfondire la diagnosi con una ecografia endoanale con sonda rotante 360° per valutare l’integrità e lo spessore  degli sfinteri anali.

Gentile Dottore, Nel mese di ottobre mi sono sottoposta ad intervento chirurgico sec Milligan Morgan per emorroidi di III - IV grado e sfinterotomia per una profonda ragade.Dopo due mesi e comparsa una incontinenza all'aria specie dopo colpi di tosse e a volte con la deambulazione. Come è possibile recuperare il tono sfinteriale?

Cara Signora,

esistono diverse terapie per la cura della incontinenza fecale ma sarebbe necessario svelare la causa di tale sintomo. Lei descrive un intervento proctologico eseguito alcuni mesi orsono ma l’incontinenza non è relativa al tipo di intervento ma ad eventuali danni a carico della muscolatura sfinteriale durante la sua esecuzione. Inoltre potrebbe essere che la incontinenza possa essere determinata dalla mancanza dei cuscinetti mucoemorroidali asportati e la muscolatura, anche se integra, non ha la forza di contrazione utile e capace ad evitare l’incontinenza. In base a queste semplici considerazioni e a tante altre, è importante giungere ad una corretta diagnosi e quindi stabilire un corretto percorso terapeutico. Per tale motivo le consiglio una visita colonproctologica completata con la Videoproctoscopia digitale a seguito della quale lo specialista potrebbe prescrivere ulteriori esami quali l’ecografiafia endoanale e/o la manometria anorettale

Buongiorno, vorrei porle due domande: 1- esame istologico colonscopia: lieve processo infiammatorio cronico in parte ad impronta granulocitaria. Eosinofila con discreta componente plasmacellulare in lembi di mucosa di grosso intestino con architettura ghiandolare conservata. Quadro morfologico aspecifico. Da questo referto si può attribuire la causa del disturbo a incontinenza fecale? 2- Chi soffre di incontinenza fecale con la sola emissione di gas crea una quantità di gas intestinali superiori alla norma? Perdita di gas continui in tutto l'arco della giornata? Quali ulteriori esami può consigliare? Grazie.

Cara Signora,

il quadro istologico depone per una infiammazione cronica aspecifica del colon, reperto che solitamente si associa alla presenza di un colon irritabile. Questa disfunzione del colon tra i suoi sintomi annovera il meteorismo, ovvero la eccessiva produzione di gas intestinale da fermentazione. Le cause dell’incontinenza fecale sono diverse e vano individuate con una attenta visita colonproctologica e, secondo la valutazione dello specialista, approfondite con degli esami volti anche alla valutazione della funzionalità degli sfinteri anali (manometria ano-rettale, ecografia endoanale con sonda rotante a 360°). Nel suo caso, la conferma della presenza del colon irritabile, impone una cura dello stesso volta anche alla diminuzione del meteorismo. In questo modo il sintomo di incontinenza ai gas può già regredire. Svelata la causa dell’incontinenza si può procedere inoltre a cure adeguate e percorsi terapeutici per la risoluzione del sintomo.

Buongiorno Dottore, mi chiamo Nunzia ed ho 28 anni. Ho partorito due anni fa, parto naturale, indotto per la fretta di andare in ferie dai medici, e dopo manovre sulla pancia e ventosa più volte applicata mia hanno applicato con forcipe una episiotomia mediana. Da quel giorno il mio calvario. Gli sfinteri sono stati intaccati, interno ed esterno, dopo sei mesi di incontinenza di feci liquide e gas sono stata operata ad una fistola lungo il canale retto/vaginale con il laser. Altri 4 polipi tolti durante questo intervento, e mi è stata chiusa una sacca formatasi nell'ano, vicino allo sfintere esterno dove si depositava materiale fecale. Dopo tutto ciò da Natale scorso sono peggiorata da non poter uscire di casa, la ginnastica riabilitativa non offre risultati. O forse la svolgo male. Non contengo aria, mai, e alcuni giorni non ne soffro,altri per settimane intere. Ma realmente espello tanta aria rumorosissima che ormai mi costringe a vivere chiusa ed isolata. Altre volte non trattengo le feci molli e me le ritrovo sugli slip. Se ho lo stimolo di evacuare devo correre subito in bagno. Potrei chiederle un parere? Mi hanno consigliato un intervento chirurgico. Ma le probabilità di guarigione totale ci sono? Quali sono i rischi? Il decorso post-operatorio. Ed in più, in futuro sarò in grado di affrontare un parto naturale? Grazie anticipatamente per l'attenzione, e scusi il disturbo.

Buongiorno Signora Nunzia e mi scuso per la tardiva risposta.

Comprendo la gravità e la complessità della sua condizione clinica ed anche la sua speranza di poter risolvere in maniera veloce con una terapia chirurgica. Un intervento di sfinteroplastica comunque non è una passeggiata, soprattutto in un caso come il suo dove altri interventi sono stati eseguiti per correggere una complicazione post-partum. Il mio parere, a parte la valutazione clinica della gravità dell’incontinenza, è di valutare correttamente, attraverso una ecografia endoanale ed altri esami che possono essere consigliati al momento di una visita colonproctologica accurata, lo stato di compromissione degli sfinteri. Questo primo approccio è importante per valutare se la muscolatura potrebbe essere riparata direttamente o prendere in considerazione altri opzioni terapeutiche. Fondamentale è iniziare un percorso di terapia che inizialmente porti alla riduzione dell’incontinenza mediante una adeguata alimentazione, prendere in considerazione se vi è una indicazione ad una corretta riabilitazione degli sfinteri mediante l’elettrostimolazione e il biofeedback e se questa può essere utile per migliorare un  l’esito di un eventuale intervento chirurgico di riparazione sfinteriale. Solo dopo questi preliminari diagnostici e terapeutici è possibile poter rispondere alle sue lecite domande sul futuro.

Poni una Domanda

Usa il form qui sotto per porre una domanda



Ju lutem plotësoni email adresën tuaj