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Domande e Risposte: Incontinenza fecale

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Salve dott.Nicastro, e scrivo per avere un'informazione, mia suocera è stata operata per una fistola anale e in seguito le è stata messa una stomia. E' trascorso circa un anno ed il medico le ha detto che il retto ha perso la funzionalità per cui è probabile che non la recuperi e consigliava di fare una una stomia permanente.Parliamo di una persona di 65 anni, non ci sono terapie che possano far ripristinare la funzionalità del muscolo prima di ricorrere a soluzioni così radicali? La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.

Cara Signora Ilaria,
Certamente che esistono. Esistono prima di tutto degli esami che permettono di valutare la funzionalità degli sfinteri anali e poi anche terapie che riescono a migliorare, qualora ce ne fosse necessità, la forza di questi muscoli. Proporre una stomi a definitiva mi sembra esagerato se non dettata da altre motivazioni che non sono state riferite.

gentile dottore,vorrei esporle un problema che mi assilla da tanti anni ma a cui solo ora sto dando peso.Ho un bimbo di 10 anni che regolarmente si sporca perchè dice di non sentire lo stimolo di di defecare,pensavo che crescendo il problema si risolvesse ma ogni giorno sono costretta a ricordergli di andare in bagno e nonostante tutto trovo sempre delle macchie,e quando parlo con mio figli mi dice che lui non lo avverte.Che fare.

Cara Signora Rosaria,
i disturbi della defecazione inetà pediatrica possono avere varie origini e cause non ultime quelle di origine psicologica proprie dell’età evolutiva. Comunque consulti uno specialista colonproctologo per stabilire un adeguato percorso diagnostico e terapeutico.

bungiorno Gentilissimo Dott.Nicastro,sono marco 27 anni si ricorda di me?l'avevo chiamata alla sera al cell per esporre un mio grosso problema proctologico. si ricorda?dieci anni fa ho avuto alcuni rapporti anali,ora son incontinente nn sento piu il muscolo anale ed ho molta difficoltà nella deambulazione.son una persona distrutta,nn lavoro ho un forte esaurimento nervoso e nn so piu come uscire da questo incubo.mi aveva consigliato di venire per una visita da lei a roma,ma purtroppo questo per me nn è possibile,per me è troppo lungo il viaggio,ci vogliono 8 ore da qua,e poi eventualmente mi avrebbe indirizzato da dottori a milano per una terapia di riabilitazione.lei mi assicurato di poter guarire con riabilitazione e biofeedback è davvero certo sul serio??per me sarebbe un sogno ad occhi aperti ritornare alla vita e alla normalita quotidiana.2 anni fa ho effetuato manometria ed ecografia transanale ed è risultato tutto nella norma.come mai se ho il problema questo risultato?qui noi siamo vicini alla svizzera italiana ho tel al gastronterologo dove ho fatto gli esami sopra citati e mi ha indirizzato a lugano per effetuare elettrostimolazione e biofeedback privatamente,pero biofeedback cos è precisamente?cosa pensa che posso provare a fare questa riabilitazione?i protocolli seguiti in questo campo son tutti efficaci come il suo?la saluto e la ringrazio di nuovo per l'attenzione e per la grande disponibilita da lei prestata come uomo e come dottore grazie!!!

Caro Signor Marco,
credo che lei possa guarire con una adeguata terapia di riabilitazione. Non la devono spaventare i termini. Il biofeeedback non è altro che una tecnica che educa il paziente ad una corretta contrazione degli sfinteri anali. Si affidi ad un medico che abbia la possibilità di curarla, con fiducia e serenità

salve,le scrivo perche ho un problema da sottoporle..ho 25 anni e in seguito a traumi operatori (asportazione di condilomi plurirecidivanti) il mio sfintere esterno risulta danneggiato. fortunatamente al momento non mi crea un problema di incontinenza,ma ho paura che col passare del tempo (avendo spesso rapporti anali) la situazione possa peggiorare,senza contare che questo danno fa si che l'ano abbia una deformazione a "buco di serratura" e quindi anche esteticamente mi disturba un po. Volevo sapere da lei se esiste un'intervento per recuperare questo danno considerando sia l'aspetto funzionale (oltre alla continenza,la vita sessuale) sia l'aspetto estetico (riavere la forma dell'ano tondo). Ho letto su internet che ci sono interventi di sfinteroplastica,ma non so effettivamente se possa essere quello che fa al caso mio. Attendo fiducioso un suo riscontro privato attraverso email. grazie mille

Caro Signor Gianni,
gli interventi di ricostruzione degli sfinteri (sfinteroplastica) sono destinati ai pazienti che hanno subito una lesione degli sfinteri anali a seguito di interventi o traumi. Queste lesioni devono essere accertate oltre che con una visita specialistica con approfondimenti diagnostici (ecografia) che ne mettono in rilievo l’entità. Nel suo caso mi sembra strano come degli interventi per condilomi possano aver causato lesioni così profonde visto che l’intervento di asportazione è del tutto superficiale. Comunque solo una visita specialistica completata anche con una videoproctoscopia digitale ed una ecografia anale con sonda rotante potrà essere dirimente riguardo l’entità della deformazione e la possibilità di un intervento ricostruttivo.
Cari saluti

Sono 1 ragazzo di 19 anni e da circa 2 anni ho 1 problema ke mi ha rovinato la vita! le spiego subito io soffro di flatulenza involontaria cioè molto spesso mi capita di avere delle fuoriuscite di aria assolutamente involontarie!Nn sento nemmeno l'aria che passa dallo sfintere!Mi accorgo solamente dell'odore caratteristico dell'aria emessa!NN vi nascondo che all'inizio ero incredulo di quello che mi stava succedendo!sn andato anche dallo psicologo perchè nn credevo al mio naso e a quello delle persone che mi circondano! ma niente da fare! Allora sono andato da un pronctologo ed ho fatto la colonscopia ed è comparso che ho una ridondanza (come un po di tessuto in più) nella parte che circonda lo sfintere come da iniziale prolasso.Puo essere questo che impedisce la chiusura corretta dello sfintere? Ho anke delle piccole perdite di 1 liquido incolore! solo che il medico nn vuole farmi l'intervento perche il problema è di piccole entità!Però io nn psso continuare in questo modo perchè sn un tipo basato sull'orgoglio e nn mi deve sfiorare l'idea che gli altri abbiano 1 cattiva impressione di me!Ho tentato anche il suicidio!Il mio dubbio è questo che quando mi viene da fare aria il meccanismo funziona perfettamente!nn facciamo che le cause del mio problema siano altre;Secondo me e come se il mio corpo producesse ed emanasse 1 particolare sostanza(1 specie di feromone)che ha l'odore caratteristico di feci? perche quest'odore dura soltanto qualche attimo(e certe volte nn lo avverto l'odore ma gli altri si)!è possibile 1 cosa simile?la prego di darmi una risposta sia a cosa fare e se la causa siano quste perdite di aria ho dall'emanazione di questa sostanza!La ringrazio anticipatamente e spero che mi risponderà al più presto!credo che ha capito che è 1 questione di vita o di morte!!! PS. (Mi faccio 2 docce al giorno e 1 bidet ogni volta che vado di corpo) igienicamente perfetto

Caro Signor Calogero, il sintomo che la fa soffrire può dipendere da diverse cause e a volte la perdita involontaria di gas intestinale riconosce una non perfetta chiusura degli sfinteri anali. Una visita colonproctologica potrebbe dirimere alcuni dubbi e indicare anche l’esecuzione di una manometria ano- rettale per verificare la funzionalità degli sfinteri. Spesso questi disturbi sono di facile risoluzione se si riconosce una adeguata diagnosi.

Gentile prof. Nicastro, le scrivo perché ho bisogno del suo parere. Ho letto in più parti di lei e della sua molteplice esperienza e spero tanto mi possa dare una sua opinione che possa illuminare la mia purtroppo tortuosa situazione. La mia storia è alquanto complicata. Ho subito ancora nel 2001 un intervento per emorroidi e un intervento di fistolectomia per un ascesso anale. A conseguenza di tali interventi ho iniziato ad aver problemi di incontinenza. Non capendo cosa mi era successo ho iniziato nel 2002 la ricerca in diversi ospedali italiani, ma nessun esperto mi sapeva indicare un rimedio. Mi avevano proposto allora di andare a Parigi da uno specialista in materia, il quale dopo una attenta visita con alcuni esami (manometria, ecografia ecc.) ha diagnosticato quanto segue: la distruzione dello sfintere interno e in parte quello esterno. Il prof. di Parigi mi ha allora confermato che sarebbe stato impossibile ricostruire lo sfintere interno ma si poteva tentare la ricostruzione di quello esterno. Accettai la possibilità e decisi di sottopormi ad un intervento di ricostruzione, previa copertura di una colostomia lasciata attiva per due mesi e mezzo. In breve: l'intervento riuscì e mi diede la possibilità di riappropriarmi - anche se non totalmente - di una qualità di vita migliore. Dalla metà di febbraio 2010 ho accusato dei dolori perianali e sorpresa è riapparso un altro ascesso. Ho dovuto sottopormi momentaneamente a una incisione per il dolore. Ho eseguito alcuni accertamenti e la conclusione è la seguente: ascesso intersfinterico anteriore, medio, attivo, comunicante con fistola transfinterica antero-laterale sin., media, attiva, aperta in fossa ischio rettale sin. Ho avuto una consulta con due specialisti i quali mi hanno dato due opinioni diverse e opposte: il primo suggerisce un drenaggio monitorato con l'applicazione di un tubicino nell'attuale ferita aperta, sperando che questo possa permettere la fuoriuscita di tutto il pus e nella speranza che l'ascesso sia perianale più che anale. Il vantaggio di questo consiglio sarebbe di non toccare in nessun modo gli sfinteri per non danneggiarli e compromettere i risultati avuti con la ricostruzione. Il secondo parere sarebbe una soluzione più radicale con una colostomia per 6 mesi (un'altra volta!) per mettere tutta l'area in sicurezza, drenare l'ascesso interno ed eventualmente applicare un filo alla fistola. Il vantaggio è che si attaccherebbe il problema alla radice però con l'incognita del drenaggio nella zona già compromessa dai precedenti interventi. Sono due opinioni contrapposte. Cosa mi consiglia lei professore? Mi dia una mano perché veramente non so cosa fare. Grazie per la sua pazienza e la sua sensibilità.

Caro Signor Dario,
una mia prima considerazione è che forse l’intervento poteva essere evitato e che una buona riabilitazione avrebbe permesso un recupero della continenza. Questo anche perchè gli interventi di plastica degli sfinteri in sede di infezione espone maggiormente alla ricomparsa di problemi di recidiva degli ascessi. Al momento attuale credo sia indispensabile una terapia conservativa per la risoluzione dell’ascesso. Mi perdoni la tardiva risposta legata ad una interruzione del server di posta elettronica.

Salve ho 36 anni sono stata operata aprile 2008 e mi hanno tolto 22cm di intestino a maggio 2008 operata nuovamente x occlusione intesinale e ho avuto una derotazione intestinale da novembre 08 sono incontinente e da circa 15 gg ho messo il catetere vescicale xchè non riesco a urinare.ringraziandola anticipatamente porgo distinti saluti

Cara Signora Emma,
le cause dell’incontinenza possono essere diverse e devono essere tutte valutate. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia e valutazione della funzionalita del pavimento pelvico sono necessarie per una presunzione diagnostica, un eventuale ampliamento del percorso diagnostico al fine di stabuilire la causa e solo alla fine è possibile stabilire una adeguata terapia.
Cari saluti

ho un bambino di 20 mesi,con ano imperforato alto,dopo chiusura della stomia iniziato continuo scariche di feci.ora il mio problema e la pelle del sederino che e infiammatissimo con ustioni che sanquinano e dolorosi.sto usando la sofargen crema,con pochi risultati.esiste un altra crema che potrebbe aiutare mio figlio? per quanto riquarda l'incontinenza fecale e possibile fare delle elettrostimolazioni per l'eta che ha?

Cara Signora,
all’età di 20 mesi ancora è imposibile stabilire se il bambino ha una incontinenza fecale o meno e quindi è impossibile stabilire anche se bisogna effettuare terapie riabilitative. Riguardo la dermatite della regione perianale questa andrebbe ben inquadrata e le dovute terapie dovrebbero essere suggerite dallo specialista che avrà modo di visitare suo figlio.
Cari saluti

Egregio dottore, vorrei chiederle un consiglio riguardo la mia situazione.La mia storia inizia nel 1997 quando venivo ricoverato per un ascesso perianale.Negli anni successivi ho continuato a subire interventi finchè nel 2000 mi viene diagnosticata una pregressa fistola perianale intersfinterica. Persistendo i dolori venivo continuamente ricoverato e sottoposto a ulteriori interventi,finchè nel 2004 venivo operato di colostomia laterale per incontinenza fecale.Dopo ciò ho subito ancora diversi interventi e ad oggi sono in attesa di ricostruzione dello sfintere. Premetto che la stomia doveva essere una cosa momentanea visto anche la mia età,40 anni.Successivamente mi è stato detto che mi avrebbero applicato uno sfintere artificiale,ma sono ormai diversi anni che mi si dice che sono in attesa che arrivi la protesi dall'Inghilterra. Leggendo il suo sito mi è sembrato di capire che lei abbia gia effettuato questo tipo di operazione quindi le chiedo se può essermi d'aiuto o darmi dei consigli. Spero in una sua risposta,cordiali saluti

Caro Signor Mustapha,
non credo che ci siano difficoltà a reperire uno sfintere artificiale, che non deve venire dall’inghilterra visto che è distribuito anche i Italia. Lo sfintere artificiale comunque trova delle precise indicazioni e soprattutto ha delle precise controindicazioni nella sua applicazione, prima fra tutte le frequenti infezioni della regione perianali. Io credo che nel suo caso sia molto difficile applicare uno sfintere artificiale senza correre il rischio di ulteriori infezioni che porterebbero al suo espianto. Il mio consiglio è di rivolgersi a centri “veramente” specializzati nel trattamento dell’incontinenza fecale al fine di avere risposte più sicure e concrete.
cari saluti

durante il parto avvenuto nel 2006 ho subito una lacerazione di IV grado con lesione allo sfintere anale. Dall'ecografia endorettale non si evidenzia il muscolo sfinteriale anale interno ed esterno trale ore 16.00 e le ore 19.00. l'elettromiografia evidenzia una sofferenza neurogena al nervo pudendo.sono stata sottoposta a iintervento di neuromodulazione sacrale impianto provvisorio ma senza risultati, la sfintero plastica rimane l'unica altra soluzione ma mi sembra che abbia diverse complicanze post operatorie potrebbe darmi chiarimenti.

Cara Signora Sonia,
la sfinteroplastica potrebbe essere una soluzione e non la deve preoccupare l’incidenza delle complcanze. Il mio consiglio è di sottoporsi anche a riabilitazione mediante elettrostimolazione e biofeeback che potrebbe dare ottimi risultati e comunque potrà servire di preparazione dei muscoli prima della eventuale sfinteroplastica.
Cari saluti

Egregio dottore, vorrei chiederle un consiglio riguardo la mia situazione.La mia storia inizia nel 1997 quando venivo ricoverato per un ascesso perianale.Negli anni successivi ho continuato a subire interventi finchè nel 2000 mi viene diagnosticata una pregressa fistola perianale intersfinterica. Persistendo i dolori venivo continuamente ricoverato e sottoposto a ulteriori interventi,finchè nel 2004 venivo operato di colostomia laterale per incontinenza fecale.Dopo ciò ho subito ancora diversi interventi e ad oggi sono in attesa di ricostruzione dello sfintere. Premetto che la stomia doveva essere una cosa momentanea visto anche la mia età,40 anni.Successivamente mi è stato detto che mi avrebbero applicato uno sfintere artificiale,ma sono ormai diversi anni che mi si dice che sono in attesa che arrivi la protesi dall'Inghilterra. Leggendo il suo sito mi è sembrato di capire che lei abbia gia effettuato questo tipo di operazione quindi le chiedo se può essermi d'aiuto o darmi dei consigli. Spero in una sua risposta,cordiali saluti,

Caro Signor Mustapha,
non credo che ci siano difficoltà a reperire uno sfintere artificiale, che non deve venire dall’inghilterra visto che è distribuito anche i Italia. Lo sfintere artificiale comunque trova delle precise indicazioni e soprattutto ha delle precise controindicazioni nella sua applicazione, prima fra tutte le frequenti infezioni della regione perianali. Io credo che nel suo caso sia molto difficile applicare uno sfintere artificiale senza correre il rischio di ulteriori infezioni che porterebbero al suo espianto. Il mio consiglio è di rivolgersi a centri “veramente” specializzati nel trattamento dell’incontinenza fecale al fine di avere risposte più sicure e concrete. cari saluti

gentile dott. Nicastro da 2 anni ho perdite di piccoli residui di feci e liquido, anche solo liquido dopo avere evacuato,è difficile trattenere anche il gas non ho altri disturbi intestinali. ho 65 anni e 2 figli. cosa potrebbe essere? si può correggere? Grazie e saluti.

Cara Signora Maria,
quello che lei descrive è una incontinenza fecale. Una visita specialistica è necessaria per definire un percorso di diagnosi e terapia. Nella maggior parte delle persone affette da incontinenza fecale è possibile attuare una deguata terapia di rieducazione (riabilitazione) degli sfinteri anali con una alta probabilità di guarigione.
Cari saluti

Egregio Dott. Nicastro, ho 31 anni ed il 13 febbraio 2007 ho dato alla luce il mio primo figlio con parto naturale, senza episiotomia ma con lacerazione interna ed esterna, esternamente ho avuto solo 3 punti e mi è stato detto che non era una vera e propria lacerazione, ma più che altro mi sono "smagliata" tra la vagina e l'ano. Il mio problema è che dal parto soffro di incontinenza fecale per ipotonia perineale. Ho fatto una visita dal proctologo, che con una manometria ha constatato che ho un ano "beante" e mi ha rimandato ad una ginecologa che si occupa di riabilitazione perineale per un'ecografia del pavimento pelvico. l'ecografia non ha riscontrato lacerazioni nello sfintere ed abbiamo cominciato le 20 sedute di elettostimolazione (30 minuti 5 volte a settimana). Ho quasi finito ma i miglioramenti sono lievissimi; nel punto corrispondente alla lacerazione non sento completamente il muscolo. Adesso io non so che fare nè a chi rivolgermi(la dottoressa inoltre da giugno fino a gennaio 2008 sospendo e per maternità)... la ringrazio per ogni suo consiglio, cordiali saluti.

Cara Signora Daniela,
innanzitutto auguri per la nascita del primogenito. Riguardo l’incontinenza fecale questa è sicuramente dovuta alle lacerazioni ma possono essere recuperati con una adeguata terapia di riabilitazione. Non è mio costume criticare l’operato di altri medici ma l’eletrostimolazione 5 volte a settimana non è prorpio un giusto protocollo di riabilitazione. Il protocollo che pratico ormai da circa 20 anni prevede 15 sedute a giorni alerni di elettrostimolazione, biofeedback ed in alcuni casi fisioterapia. In particolare l’eletrostimolazione può essere eseguita per via vaginale o per via anale e la frequenza degli stimoli deve essere di 50 o 100Hz. Dopo le prime 5-6 sedute di elettrostimolazione bisogna iniziare anche il biofeedback pressorio fino al completamento delle 15 sedute. Dopo questo primo ciclo le mie pazienti ogni 3 mesi seguono un ciclo di richiamo di 6 sedute per 3 cicli complessivi. Dopo le prime 15 sedute nel 92% dei casi si ha la continenza perfetta. Questa mia precisazione è dovuta al fatto che quando si parla di riabilitazione questa deve seguire dei protocolli precisi(ormai pubblicati sulle riviste scientifiche) e non “navigare a vista”. Credo, per mia esperienza che lei possa avere un reale giovamento dalla riabilitazione ma questa deve essere eseguita “lege artis”. Auguri.

Egregio Dott. NicastroSono stata operata di un adenocarcinoma del basso retto il 13/05/2013. E' stata effettuata una resezione intersfinterica roboticadel retto, con mucosectomia anale ed asportazione completa del mesoretto. Anastomosi colo-anale manuale sec. Parks II. Mi è stata fatta un'ileostomia provvisoria di protezione e sono stata ricanalizzata il 19/06/2013, circa un mese dopo.Da qui cominciano i miei problemi, in quanto non riesco a trattenere le feci. Ad oggi l'evacuazione avviene la sera, dopo cena, ma dura dalle due alle tre ore, finchè non vado a letto. Infatti non avviene in una volta sola, ma è una continua emissione di scarsa quantità di feci sottili. Le evacuazioni sono circa una decina. Non faccio in tempo ad alzarmi e pulirmi, che fuoriescono ancora, faccio pochi passi e devo tornare indietro oppure passano solo pochi minuti. Tutto questo senza che io riesca a trattenerle, nonostante i miei sforzi.Tutto questo mi terrorizza, non sono più uscita di casa e temo che gli esercizi che mi ha suggerito di fare il chirurgo che mi operata (contrarre lo sfintere anale esterno, che credo sia l'unico che ho) non siano sufficienti, anche perchè non ho la certezza di eseguirli correttamente. Ho letto che potrebbe essere utile la rieducazione del pavimento pelvico, ma non so se è fattibile nel mio caso, mancando , cioè, alcune parti anatomiche asportate con l'operazione. Ho cercato nella mia zona , ma nessuno la pratica, solo quella per l'incontinenza urinaria. Le confesso inoltre che mi sento così demoralizzata ,anche in previsione del mio eventuale rientro a lavoro a settembre (sono un'insegnante) che sto cominciando a valutare seriamente l'ipotesi di ricorrere ad una stomia definitiva.Scusi se mi sono dilungata ma era per cercare di farle capire il mio enorme disagio e la voglia di porci fine.Le chiedo se potrei fare la riabilitazione come lei la descrive, se va fatta subito , i tempi. Io abito in provincia di Livorno e non so se Lei è a conoscenza di qualche centro che la fa. Sarei disposta a venire anche nel suo centro.Ormai le faccio un'ultima domanda. Ho visto che un' azienda di sacchetti per stomie produce anche dei tamponi anali (Anal Plugs). Potrei usarli con la mia attuale situazione anale? Mi permetterebbero qualche ora di vita sociale!Grazie infinite.Resto in ansiosa attesa di una sua cortese risposta.

Cara Signora,

questi disturbi possono essere considerati nella norma nei primi mesi dopo un intervento di resezione del retto. La persistenza impone la riabilitazione che nella mia esperienza è efficace e dona quella qualità di vita che viene a mancare con l’insorgenza della incontinenza. Naturalmente la riabilitazione deve essere affidata a centri specializzati e prima di comprendere quale è il miglior protocollo da attuare potrebbero essere necessari eseguire alcuni esami, semplici e non invasivi. Resto a sua disposizione.

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