Domande e Risposte: Prolasso del retto

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a mia madre 87 anni diabetica con insulina e molte medicine,è stato diagnosticato prolasso rettale.Il proctologo a cui ci siamo rivolte è nettamente contrario ad intervento chirurgico vista l'eta' e le condizioni di salute.Come immagina il disturbo la condiziona molto ed è molto depressa.Ci hanno parlato di ginnastica passiva e stimolazione elettrica,non c'è altro sistema per ottenere un qualche miglioramento?La ringrazio molto

Cara Signora Paola,
la riabilitazione è l’unica metodica meno invasiva che si possa proporre nel caso di sua madre. Una buona riabilitazione può portare ad un miglioramento della qualità di vita.
Cari saluti

sono una ragazza di 19 anni alla quale è stato diagnosticato il prolasso rettale completo,consigliandomi un intervento chirurgico addominale con la fissazione del retto all'osso sacro,avvertendomi di eventuali controindicazioni compromettendo la mia fertilità,con eventuale otturazione delle tube. è vero ke ci potrebbero essere queste complicazioni?

Cara Signora Anna,
le complicanze complicanze chirurgiche non sono prevedibili ma prevenibili. Questo non significa che sono certe e il miglior consiglio lo potrà dare il chirurgo che sarà attore dell’intervento.
Cari saluti

Ho 68 anni.Maschio.Assenza di patologie sistemiche. sintomi: persistente senso di bruciore (come se la mucosa fosse abrasa) della zona anale. Tale fastidio si aggrava se la mucosa dell'ano sfrega, come quando si cammina. Occasionalmente episodi di improvviso ed intenso dolore come per spasmo rettale con falsa sensazione di dover defecare.Il senso di bruciore interno (a livello rettale) si aggrava puntualmente poco prima del manifestarsi dei sintomi di una cistite e migliora nella fase di remissione di questa.Esistenza di un riflesso per cui, quando la vescica è piena e non viene svuotata subito, in capo a qualche minuto si avverte l'impellenza di dover defecare. Esito rettosigmoidoscopia:progressione fino a 25 cm..La mucosa è rosea, lievemente congesta, con tracce di muco sparse nel lume. Canale anale iperemico con notevole prolasso mucoso e protrusione di noduli emorroidari. Copnclusioni manometria: tono dello sfintere anale interno nei limiti.Normale l'attività dello sfintere anale esterno.Innervazione intrinseca ed estrinseca conservata.Normosensibilità anorettale.Manovre defecatorie efficaci. Defecografia: Buona distensibilità dell'ampolla rettale. Assenza di perdita involontaria di contrasto nel passaggio dal clino all'ortostatismo. Buona la funzinalità della fionda pubo rettale nella fase di contrazione e di ponzamento.Spinta evacuativa efficace con vuotamento rapido ma incompleto per evidenza di doppia invaginazione intra rettale distale.Eccessiva escursione della GAR nelle varie fasi di studio da caduta del piano perineale. Volevo un Suo pare circa la necessità od opportunità di un intervento e, in caso affermativo, di che tipo. Soffro di cistiti -prostatiti ricorrenti nonostante sia stato operato di TURP e non vi sia residuo vescicale. Non soffro di stipsi ed ho l'intestino abbastanza regolare, periodicamente rifornito di probiotici per compensare gli effetti negativi degli antibiotici che sono costretto a prendere con frequenza mensile (quando va bene)a causa delle infezioni urinarie (tutte da E. coli). Mi scuso per la lungaggine e La ringrazio per l'attenzione. Con stima . Attilio Nicastro

Caro Signor Giovanni,
è possibile che i disturbi urinari siano dovuti anche alla patologia anale. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere dirimente riguardo la patologia anale e quindi decisiva per un percorso terapeutico
efficace.
Cari saluti

Gent.mo Dottore, nella mail che Le ho inviato, ho riportato i referti della visita proctologica, della manometria anale e della rettosigmoidoscopia. Perchè Lei mi consiglia, allora, di sottopormi ad un’altra visita proctologica? Forse la videorettoscopia digitale può dirci qualcosa di più? In effetti una diagnosi mi è stata fatta ed è quella di prolasso della mucosa rettale con cadurta del pavimento pelvico ed io Le chiedevo un consiglio se, secondo Lei, detta anomalìa è da operare o no. Mi scusi per l’insistenza, ma ho bisogno di vederci chiaro Con Ossequio

Caro Signor Giovanni,
mi perdoni la franchezza, ma sono abituato a leggere diagnosi di prolasso rettale quando questo non esiste e la videoproctoscopia digitale sicuramente (filmata e fotografata) mette in evidenza la sua presenza o meno. Riguardo la discesa del pavimento pelvico, cosa possibile anche nel sesso maschile, questa potrebbe essere curata con una opportuna riabilitazione la cui indicazione deve essere fatta dallo specialista curante. Il mio invito ad una ulteriore valutazione non è solo filosofica ma basata sulla esperienza riportata anche nel forum del sito.
Cari saluti

SONO STATA OPERATA NEL 2006 DI PROLASSO ANALE MUCOSO, DA ALCUNI MESI SI E' RIPRESENTATO IL PROLASSO, L'INTERVENTO NON E' DUNQUE RISOLUTIVO? GRAZIE, CORDIALI SALUTI.

Cara Signora Luisa,
quale è stato l’intervento effettuato? Se il metodo è stato con la suturatrice circolare (stapler) questa è una evenienza che si verifica con frequenza.
Cari saluti

Grazie mille della sua risposta così immediata. L’intervento è stato
effettuato proprio con il metodo che Lei menziona.
Non mi resta altro da fare che rioperarmi.
Grazie di nuovo e buona giornata.

Cara Signora,
questa volta comunque non ricorra alla stessa tecnica.
Cari saluti

buonasera dott nicastro sono disperata oranle racconto il mio calvario...nel 2003sn stata isterectomizzata con taglio dall ombelico in giu per un fibroma di oltre un kilo non riconosciuto nonostante ogni anno facessi i controlli al centro donna ,lasciandomi le ovaie .. dopo unpo nel 2005 ho iniziato ad avere subocclusioni intestinali e nel 2009 facendo la defecografia con rmn hanno riscontrato prolasso rettale ,a ottobre 2011 mi hanno esegiuto interbento starr longo doppio stapler ph1 sericordo bene ..con beneficio durato 6 mesi . ho avuto na ragade e li e iniziato l inferno sto sempre curando ragade e ipertono ma il suo collega che ha operato non mi visita quasi piu .da dicembre scorso mi ha visitato ad aprile e ora ho l appuntamento a novembre .., nel frattempo sn stata da un altro chirurgo che mi ha rimandato da lui che ripeto nn mi visita quando ho bisogno .. al ps mi rimandano da lui.il problema e il seguente prendo movicol o tipo ora al ps mi hanno dato olio di vaselina ma all altezza spra l anastomosi ho un dolore fisso 24 ore al di ..con dolore e bruciore quando penso di avre la ragade (spesso) vado al ps o dal mio medico e uso antrolin .pero questa volta e diverso .,ho sentito come un peso che e sceso dal pavimento pelvico co dolore ,bruciore e ano umido e sanguinamento a volte copioso o a volte no nella carta o a galla nell acqua del bide granuletti di sangue ragrumato ,spasmi e gonfiore ,senso di pesoanke iv vagina..... nn so piu che fare ,e la ragade o prolasso secodo lei?il mio medico mi rimada dallo specilista che mi ignora al ps nn sanno piu che fare ..scusi se mi sn dilungata ...mi aiuti la prego grazie

Cara Signora,

è difficile fare una diagnosi precisa sulla sua condizione. Quello che descrive potrebbe essere dovuto ad una complicazione dell’intervento subito. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per definire lo stato patologico e prescrivere una adeguata terapia.

cura della stipsi e del prolasso

Gentile Dott. mi chiamo Cristiano ho 41 anni e 2 anni fa sono stato operato con metodo STARR per prolasso mucoso del retto. Premetto che soffro di stitichezza da almeno 15 anni. Oltre a non aver avuto i risultati sperati, da quando ho fatto l'intervento faccio molta fatica ad espellere l'aria con la conseguenza di avere sempre la pancia gonfia. E' possibile una soluzione a questo problema? La mia sensazione e' che con l'asportazione del prolasso si sia ristretto l'ultimo tratto dell'intestino con conseguente difficoltà' ad espellere l'aria, lei cosa mi consiglia? Grazie per l'attenzione.

Caro Signor Cristiano,

volendo interpretare la sua storia clinica, presumo che la diagnosi di prolasso del retto sia stata fatta a seguito di alcuni accertamenti consigliati per comprendere la causa della sua annosa stitichezza. Questa storia è stata già scritta ed è simile a quella di tantissime persone che con lo stesso iter hanno poi subito l’intervento di STARR senza alcun beneficio. A mio parere, l’insuccesso della tecnica, non è solo legato alla sua esecuzione, ma ad un errato inquadramento clinico. Le cause della stipsi sono diverse, dal rallentato transito intestinale alle patologie rettali a quelle anali e del pavimento pelvico; solo una accurata disamina delle cause, che spesso sono multiple nella persona sofferente, porta ad un adeguato percorso di terapia che non può essere limitato ad un intervento chirurgico. Le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di comprendere: se esistono complicazioni legate all’intervento di STARR (stenosi, deformazioni dell’ampolla rettale, ecc.); se esistono alterazioni funzionali del colon che giustificano un rallentato transito e una eccessiva fermetazione e meteorismo; se esistono disfunzioni del pavimento pelvico che possano giustificare una alterata dinamica delle defecazione.

Curare il prolasso del retto

salve dottore!!ho 40 anni un fisico asciutto.da qualke anno soffro di un piccolo prolasso mucoso,il medico ke mi ha fatto la colon scopia sconsiglia l'intervento chirurgico.pero'i fastidi sn tanti:dolore e pesantezza sul basso ventre,mal di schiena,pesantezza alle gambe.come posso alleviare tutto cio'??grazie.cordiali saluti.

La correzione del prolasso mucoso del retto è sicuramente chirurgica e si possono attuare varie tecniche. Nel suo caso i sintomi accusati e descritti non possono essere  imputati al prolasso mucoso del retto ma ad altre patologie del colon. A mio parere la sola colonscopia non è sufficiente per giustificare l’indicazione chirurgica e le consiglio un approfondimento diagnostico sia sulla funzionalità del colon che su quella del pavimento pelvico. Una visita colonproctologica potrebbe essere utile per un corretto percorso diagnostico e terapeutico.

Mi è stato diagnosticato un prolasso mucoso rettale di terzo grado, responsabile dei bruciori che avverto nel canale ano-rettale. Qual è il tipo di intervento a cui debbo ricorrere? Grazie per la risposta

Caro Signore,

esistono varie tecniche chirurgiche per la correzione di un prolasso mucoso del retto. La scelta dell’intervento dipende innanzitutto dalla esperienza del chirurgo e dalla gravità del prolasso, nonché dai sintomi riferiti dal paziente.  Prima di far ricorso alla chirurgia sarebbe comunque necessario comprendere la causa del prolasso e  cercare di curarla, in questo modo si potrebbero evitare recidive e complicazioni.

Buongiorno dottore,mio figlio ha 11 anni e da circa 2 anni gli è stato diagnosticato, in seguito ad una defecografia, un prolasso rettale completo con alterata evacuazione. E' stata fatta di recente la manometria e la defecoRMN, dalla quale oltre al prolasso rettale di 9 cm, è risultato anche compromessa la vescica con evidente cistocele.Se è possibile avere un consiglio sul da farsi, considerando che i pochi chirurghi che abbiamo interpellato hanno sconsigliato l'intervento, considerata la giovane età. In ogni caso il bambino ogni volta che va in bagno si deve aiutare con le mani altrimenti non riesce ad evacuare, è distrutto psicologicamente perchè non riesce a sopportare più tale peso anche a scuola, La prego mi aiuti se è possibile.Cordiali Saluti.

Cara Signora Rosanna,

bisognerebbe comprendere le cause che hanno provocato il prolasso e il cistocele. Una terapia conservativa è possibile è, a mio parere, prioritaria vista la giovane età di suo figlio. Resto a sua disposizione

Sono stato operato il 15 maggio prolasso rettale dopo ogni pasto max 10|15 minuti devo defecare è normale una situazione cosi ?

Caro Signor Antonio,

dopo i pasti avviene un meccanismo fisiologico detto riflesso gastrocolico, che permette all’apparato digerente di accogliere il nuovo materiale da digerire favorendo l’eliminazione delle scorie accumulate. Questo riflesso nell’età adulta è controllato da un adattamento alla quotidianità. Solitamente il retto si adatta a contenere nuove feci e si può controllare volontariamente l’evacuazione. Nel caso di interventi che riducono l’ampiezza dell’ampolla rettale questo meccanismo di adattamento può essere deficitario e si ha l’urgenza immediata della defecazione.

salve dottore sono una ragazza di 27 anni che in ottobre scorso ha subito un intervento starr,ho perso 50 kg è l intestino è sceso.ora ho un nodulo emorroidario che molto spesso si infiamma e da fastidio e sangue.come si puo intervenire?

Cara Signora Maria,

per prima cosa bisognerebbe stabilire il grado della patologia emorroidale e la causa che porta alla sua acutizzazione. La sua storia clinica (intervento di STARR, calo ponderale notevole, ecc.) merita una attenta valutazione specialistica prima di intraprendere una terapia. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una valutazione corretta degli esiti della STARR e delle condizioni del retto e del canale anale e quindi intraprendere un adeguato percorso terapeutico.

Cura del prolasso mucoso del retto

Egregio dottore io sono un ragazzo di 39 anni e due anni fa sono stato operato per un prolasso con la tecnica longo,che mi ha fatto venire una stenosi anale dolorosissima,ho provato di tutto dilatazioni e ho fatto altri 7 interventi purtroppo senza riuscita perche'tutte le volte rimuovono il cercine ma ritorna sempre,non so' piu' cosa fare sono disperato non ho piu' una vita.praticamente sento che mi tira tutto all'interno ed e' sempre infiammato.Grazie in anticipo per la sua risposta.

Caro Signor Mirko,

spesso il termine prolasso è impropriamente adottato per indicare una patologia emorroidale di grado elevato che si accompagna ad un prolasso della mucosa del retto e non di tutto il retto. La tecnica di Longo non è indicata nella cura del prolasso totale del retto e quindi presumo che la sua patologia di base fosse un prolasso mucoemorroidale.  Sono molti i chirurghi che per la cura del prolasso mucoemorroidale utilizzano la tecnica di Longo e sono molte le persone che subiscono complicazioni la cui correzione prevede ripetuti interventi, come quelli da lei descritti. A mio parere la tecnica di Longo non cura la patologia emorroidale ed è gravata da complicanze tali che non ne giustificano l’attuazione ma nel suo caso la stenosi anale presume che l’intervento sia stato eseguito ad un livello troppo basso rispetto a quello descritto nella tecnica. Probabilmente anche il termine di stenosi anale è utilizzato per definire una stenosi del retto basso. Nella mia pratica ho eseguito diversi interventi per stenosi del retto, conseguente alla tecnica di Longo, la cui risoluzione non è stata così difficoltosa come quella che lei descrive e possibilmente si è trattato di una combinazione fortunata per i miei pazienti o forse la stenosi non era così severa e importante come nel suo caso. Le consiglio una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale (se possibile eseguirla) per una attenta valutazione della condizione del canale anorettale e per un possibile corretto percorso di terapia che possa alleviare le sue sofferenze.

dopo intervento di prolasso rettale nell'anno 2012 con tecnica starr ho soprattutto durante tutta la mattina incontinenza fecale, come mai

Cara Signora Gianna,

putroppo l’intervento di STARR è gravato da complicanze come quella da lei riferita e da molte altre. Le cause dell’incontinenza fecale possono essere diverse e richiedono una attenta valutazione clinica e strumentale. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale è il primo passo da fare per una attenta valutazione dello stato del retto e dell’ano e sarà poi lo specialista ad indicare ulteriori esami quali la manometria anorettale e l’ecografia endoanale con sonda rotante.

dopo sette mesi di intervento prolasso rettale è normale che ho sempre dolore e pesantezza all'ano,

Cara Signora,

no, non è normale. Per comprendere la causa della sua sofferenza sarebbe opportuno sapere quale tecnica chirurgica è stata utilizzata per la correzione del prolasso del retto.

Gent.mo dottore, ad aprile 2014 ho subito un intervento per prolasso rettale e rettocele, a distanza di sette mesi aumentano i dolori nel punto di sutura e alla visita mi vengono riscontrati tre granulomi da agraphes che vengoni rimossi due settimane fa.È normale che io abbia ancora gli stessi dolori? Attualmente sto usando asacol schiuma. La ringrazio per la risposta

Cara Signora, purtroppo molte persone sottoposte ad intervento chirurgico con suturatrice meccanica lamentano nel post operatorio un dolore cronico. Probabilmente questo problema è insito alla tecnica utilizzata e spesso è legato alla permanenza delle agraphes sia in superficie che in profondita nella parete rettale operata. In alcuni casi il dolore cronico dipende invece da un interessamento dell’apparato neuromuscolare del pavimento pelvico. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per una corretta terapia.

Dottore il5 febbraio 2015 ho subito interventi per prolasso intestinale con rettocele con metodo starr, molto doloroso il post operatorio. A distanza di circa 2 mesi ho smesso di prendere lassativi perché pensavo non piu necessari in quanto andavo diverse volte al giorno in bagno. Qualche giorno fa mi sono sforzata un po' perché le feci erano più dure ed e' ritornato il dolore al retto .Mi chiedo se e' normale e c'e' qualche cibo da evitare dopo questo intervento e per quanto. Purtroppo non mi sono state date spiegazioni, il medico mi ha detto al controllo che potevo mangiare e fare tutto. Lei che puo dirmi grazie mille .

Cara Signora Carmela,

sinceramente la sua condizione non è rara o eccezionale, anzi è comune a quella di tante altre persone che sono state sottoposte a questo tipo di intervento. La tecnica STARR, molto di moda e  diffusa, è indicata per la cura del prolasso del retto e del rettocele ma, a mio parere, in modo del tutto superficiale e ingiustificato. Le persone che soffrono di stipsi espulsiva  possono avere una disfunzione del pavimento pelvico che si evidenzia con il rettocele e altri prolassi. L’alterata funzione significa che questo complesso neuromuscolare, non permette lo svolgimento delle normali funzioni fisiologiche degli organi contenuti nella pelvi e quindi coinvolge sia la sfera sessuale, che quella urinaria e ovviamente quella proctologica. Le persone soffrono di stipsi, di incontinenza e anche di alcuni disfunzioni sessuali. Questa globalità nella stragande maggioranza dei casi è ignorata e i pazienti sono sottoposti ad interventi chirurgici inutili, dolori e spesso con complicazioni anche gravi. Lei ovviamente può mangiare di tutto, ma anche se l’alimentazione ha un ruolo importante nella defecazione, credo che la causa della sua persistente stipsi sia da ricercare e da curare in modo diverso.

cura della stitichezza

buongiorno dott. Nicastro,mi rivolgo a lei ,un po' preoccupata per la mia salute e le sarei grata se potesse aiutarmi a risolvere i miei dubbi. Ho 47 anni,abito a Palermo, una serie di problemi di stitichezza legati soprattutto allo stress, mi ha accompagnata sin dalla adolescenza, fino a quando dopo il parto a 37 anni la situazione comincia a peggiorare, allora 4 anni fa decido di prendere un provvedimento e mi rivolgo ad un chirurgo che mi diagnostica un prolasso del retto e mi propone un intervento con metodo Longo come soluzione definitiva, nonostante le paure decido di sottopormi all'intervento. Dopo un post operatorio veramente traumatico comincio a vedere dei miglioramenti, ma il miracolo ha breve durata, da due anni è ricominciato il calvario....così mi rivolgo ad un altro chirurgo, poiché il primo continuava a sostenere si trattasse di problemi psicologici.Risultato: dopo la visita che ha per esito una grave crisi emorroidaria, mi consiglia una RM addome inferiore e pelvica, da cui si evince che il pavimento pelvico è prolassato, cattiva funzionalità dei muscoli del retto . Mi dicono che è necessario un altro intervento...ma è possibile? sono veramente confusa...lei cosa ne pensa?

Cara Signora,

la stipsi o stitichezza è un sintomo frequente che riconosce diverse cause. Nel suo caso si potrebbe ipotizzare che sono più di una le cause che comportano questo disturbo in quanto, come lei riferisce, è sin dalla adolescenza che soffre di stitichezza e che questa si sia aggravata dopo il parto. Probabilmente possono coesistere un disturbo del transito intestinale (penso alla presenza di un colon irritabile) e un difetto del pavimento pelvico, così come descrfitto dalla risonanza magnetica. Tralascio ogni considerazione sull’intervento di Longo per la cura del prolasso del retto in quanto la mia opinione è ben nota e la potrà leggere sul mio blog. Rispondendo alla sua domanda credo sia opportuno porre una diagnosi corretta sulla presenza o meno del colon irritabile e di conseguenza seguire un adeguato percorso di terapia e quindi valutare la funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico e prendere in considerazione un adeguato trattamento di riabilitazione o rieducazione funzionale. La riabilitazione deve essere eseguita secondo tecniche e protocolli precisi e condotta da personale adeguatamente formato e specializzato. Solo al fallimento di queste procedure si può prendere in considerazione un trattamento chirurgico le cui modalità di esecuzione variano a secondo del difetto da correggere.

 

Sono stata operata da 10 giorni di prolasso rettale ora ho un prurito esagerato e il medico mi ha dato delle creme ma non trovo alcun sollievo la notte soprattutto ho un prurito enorme cosa devo fare.

Cara Signora,

il prurito può essere conseguenza di varie cause. Nel post-operatorio quelle più frequenti sono: le secrezioni che provengono dalla parte operata, la crescita di peli in caso sia stata fatta una tricotomia, la dernatite reattiva alle sostanze usate per la sterilizzazione della cute o da contaminazione. Se il prurito non permette il riposo e le condizioni cliniche della persona sofferente lo permettono, è utile la somministrazione di un farmaco antistamimico o anche l’applicazione di una crema cortisonica, ma sarebbe importante prima fare una corretta diagnosi per una adeguata terapia.

Gentile Dott.Nicastro, Le chiedo se secondo Lei un intervento con tecnica starr può essere ripetuto in quanto il primo non è stato effettuato in maniera adeguata portandomi una serie di problemi come ragadi e poi fistole. A distanza di anni ho risolto i problemi delle fistole (setoni e poi operato con LIFT), ed ora sto discretamente bene a parte il prolasso che mi è ritornato. Grazie

Caro Signore,

a mio parere sbagliare è umano, perseverare diabolico. Giudico la STARR un trattamento non adeguato per la cura del prolasso, gravato da complicanze, a volte anche gravi, che non ne giustificano la pratica. Quello che scrive conferma questo mio giudizio

Buongiorno Dottore, vorrei prenotare una visita con Lei, ma prima vorrei parlarLe del caso di mia mamma..prima di dare un'ulteriore illusione alla mia mamma...che si sta spegnendo giorno dopo giorno. Mia mamma ha 72 anni e circa 6 anni fa è stata operata per un prolasso anale e rettale. Premetto che tale operazione secondo me doveva essere sconsigliata perché mia mamma già era compromessa da un crollo della colonna vertebrale per osteoporosi. Comunque da lì è iniziato il calvario. Mia mamma non riesce più a mangiare, non riesce a defecare e ora ha problemi anche ad urinare. E' dimagrita di circa 30 kg. Passa tutti i giorni e tutto il giorno sulla tazza del wc in preda a dolori allucinanti e stimolo urgente ad evacuare..ma non riesce. Piange..ormai molto depressa..non può uscire di casa..Non si regge in piedi..ha continui svenimenti..e tremori..se mangia qualcosa sta ancora peggio..noi siamo molto provati..perché abbiamo girato tanti specialisti..siamo tornati anche dalla dottoressa che ha eseguito l'intervento, ovviamente che dice che l'intervento è riuscitissimo..va bene..ma mia mamma sta morendo..mi può aiutare? sono disperata mi creda.

Cara Signora,

come avrà potuto leggere nel mio blog, non è la prima persona ad avere problemi seri dopo l’intervento con suturatrice meccanica. Il caso di sua madre è simile a quello di molti altri e come sempre necessità di un approfondimento diagnostico e comprendere la causa della sofferenza, spesso legata a complicazioni dirette dell’intervento, e come poterla risolvere.

Gentile dottore ho 45 anni e nel 2012 mi sono sottoposto a un intervento di prolasso mucosa del retto metodo longo che mi causava stitichezza,le cose sono migliorate per circa un anno per poi tornare come prima, negli ultimi anni ho dovuto ricorrere a clistere per andare al bagno,questo abuso di clistere casalinghi fatti con acqua e olio di vaselina può aver causato danni al mio intestino? Tipo diverticoli? Poi a seguito di una visita al pronto soccorso per dolore da corda colica il dottore ha detto che ho una stenosi e tenesmo dovuti all' intervento di resezione del prolasso.. mi ha consigliato oltre che con l'alimentazione dei dilatatori anali e in caso fallimentare un eventuale sfinterotomia parziale.. cosa mi può dire di questo intervento? Perché da quello che mi diceva il dottore se fatto in mani poco pratiche di questo tipo di intervento si può causare disastri.. capisce la mia preoccupazione sul chi affidarmi..volevo chiedere a lei come posso cercare un centro di eccellenza su questa metodica in caso l'intervento fosse l'ultima alternativa. La ringrazio molto per l'attenzione.

La sua storia non è rara e rappresenta una ulteriore prova di quanto questo tipo di intervento non solo non cura la patologia ma può essere gravato di complicazioni anche gravi. Prima di poter valutare un intervento per stenosi sarebbe necessario comprendere la gravità della stenosi e la sua localizzazione. Tranne che per errori di tecnica, la stenosi dopo intervento di Longo coinvolge il retto e non l’ano per cui una sfinterotomia parziale risulterebbe inutile. Non mi sembra opportuno prendere in considerazione un intervento senza una diagnosi corretta e, a mio parere, sarebbe necessaria una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

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