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Ragade anale – Sintomi, diagnosi e cura

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Che cosa è la ragade anale?

La ragade anale è una piaga localizzata nel canale anale, che causa intenso dolore sanguinamento e/o prurito.
La ragade anale può essere acuta o cronica, e si presenta come una ferita arrossata e facilmente sanguinante spesso localizzata nella parte posteriore del canale anale.
La ragade anale cronica è una ferita i cui margini sono duri e rigidi, il fondo è biancastro e profondo, fino a scoprire i fasci del muscolo sfintere interno.
Colpisce prevalentemente individui giovani adulti, con massima incidenza tra i 20 ed i 40 anni.
In questa fascia di età predilige il sesso maschile mentre tra 0 e 19 anni le donne presentano un’incidenza 2,5 volte maggiore.

Quali sono le cause della ragade anale?

Le cause dell’insorgenza della ragade anale sono molteplici: i fattori scatenanti sono la stipsi, gli stati infiammatori della regione anorettale e la diarrea ai quali può associarsi o meno l’ipertono dello sfintere anale interno che ne favorisce la persistenza e la cronicità.

Come si fa la diagnosi di ragade anale?

Videoproctoscopia digitale di una ragade anale

La diagnosi di ragade anale è relativamente semplice.
Durante la visita proctologica è facile evidenziare la lacerazione del canale anale, al tatto dolorosa.
L’esplorazione digitale del canale non solo rileva l’avvenuta lesione, ma permette di evocare il dolore e la presenza dell’eventuale ipertono dello sfintere anale.
Lo specialista completerà la visita con una videoproctoscopia digitale, esame che permette di mettere in evidenza le caratteristiche morfologiche della  ragade e consiglierà l’esecuzione di una manometria anale per l’esatta discriminazione dell’ipertono sfinteriale.
Queste indagini sono essenziali per una corretta impostazione della cura.

 Quali sono le cure per la ragade anale?

La maggior parte dei pazienti con ragade anale guarisce senza alcuna terapia.
La terapia medica (creme e pomate locali, cura della stipsi con integratori di fibre ) e accurate norme igienico alimentari sono spesso consigliate nella patologia acuta.
Se la ragade anale non guarisce dopo aver effettuato la terapia medica, è necessario intervenire al fine di ridurre l’ipertono anale (quando presente) e curare i fattori scatenanti.
La riduzione del tono anale può essere raggiunta mediante l’utilizzo di una pomata alla nitroglicerina, o tramite l’iniezione della tossina botulinica.
L’utilizzo dei dilatatori anali crioterapici offre ottimi risultati (applicazioni quotidiane endoanali per circa 30 giorni).
Tali trattamenti agiscono sull’ipertono sfinteriale e la scarsa vascolarizzazione.

Quando tali metodi falliscono, l’intervento chirurgico diventa la terapia di scelta.
Nella ragade anale acuta si attua la sfinterotomia interna che consiste nel sezionare in maniera modulata la parte inferiore delle fibre del muscolo sfintere anale interno.
Può essere usata anche una sfinterotomia radiale mediante un palloncino che gradualmente e in sedazione viene gonfiato nel canale anale.
Nella ragade anale cronica si preferisce l’intervento di fissurectomia, cioè la pulizia della ragade anale con l’asportazione dei margini della ferita e la pulizia chirurgica del fondo della piaga e la sfinterotomia interna è indicata solo nella presenza di ipertono che deve essere confermato e valutato con una preliminare manometria ano-rettale.
Questi tipi di trattamenti possono essere eseguiti in Day Hospital: non prevedono dolore post-operatorio e la guarigione completa si ottiene in circa 4-6 settimane.


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