Domande e Risposte: Ragade anale

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salve sono una ragazza di 30 anni volevo chiedergli sin dal primo parto sono aflitta da ragadi anali mai refertati in piu stitichezza sin da banbina ad oggi mi ritrovo altri disturbi facendomi fisitare da un chirurgo in materiria mi viene diagnosticata ragade anale piu perineo discendente e vero che in caso di inervento sipuo perdere lo stimolo a defecare con coseguenze ......grazie

Cara Signora Giuseppa,
lo stimolo della defecazione può diventare assente per il peggioramento del perineo discendente quest’ultimo causa anche della sua stipsi. A mio parere la cura della sua patologia non dovrebbe basarsi esclusivamente su un intervento per la ragade quanto alla risoluzione della stitichezza. Se mi permette una autoproduzione le consiglio di leggere Il Dono Negato storie di stitichezza e dintorni e spero che potrà trovarvi risposte più esaustive alle sue domande e dubbi.

Egregio dottore, due mesi fa sono stato sottoposto ad un intervento chirurgico di sfinterotomia, per la cura di una ragade anale cronica. Quattro giorni fa ho fatto una visita di controllo come richiesto dal dottore. Il dottore ha riscontrato che la ferita è guarita ma c\'è una pieghetta detta marisca che dovrò conviverci per tutta la vita. Io continuo, nonostante che non ci sia più la ragade, ad avere fastidi e dolori dopo l\'evacuazione per diverse ore. Anche se sono sopportabili pero influiscono sulla qualità della mia vita. Il dottore mi ha prescritto una pomata da mettere dopo l\'evacuazione ma non fa niente. Io penso che forse la causa di questi fastidi siano da attribuire a questa marisca. Lei dottore cosa ne pensa? Dovrò continuare ad avere questi dolori anche se la ferita e guarita? Il mio dottore non riesce a capire perchè ho questi dolori, ma neanche io però li sento. La ringrazio anticipamente della sua attenzione.

Caro Signore,
credo che la marisca non è la causa della sua sofferenza. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per stabilire l’esatta diagnosi e una adeguata terapia.

salve dottore e' un anno che ho una ragade anale con sangue vivo nelle feci... all'ospedale molinette di torino mi e' stato consigliato trattarla con dilatatori accompagnati da svariati lassativi, sono andato avanti 6 mesi ma niente da fare.All' ospedale s.luigi di orbassano moi hanno dato : triade per 20 giorni,3 volte al giorno 5 gocce di xanax, antrolin e tutte le mattine una bustina di benefibra o psilliogel. A tutt' oggi niente da fare. Mi chiedo dottore,sono un ragazzo di 38 anni e sono sfiduciato,perche nessuno mi opera? cordiali saluti dott. Nicastro

Caro Signor Carlo,
se la ragade è cronica l’intervento chirurgico potrebbe essere risolutivo. La terapia medica con associati i dilatatori sono efficaci ma se persitono i sintomi e la non cicatrizzazione della ragade è meglio intervenire

ho 52 anni. da tempo soffro di emorroidi interne ed esterne, cose dice il mio medico di famiglia. da circa 6 mesi ho dei bruciori interni all'imbocco del canale anale, non credo che siano ragadi. questi bruciori insorgono dopo la defecazione, durano anche 4-6 ore e, a volte, si alleviano tornando a defecare. i bruciori spesso sono concomitanti con defecazioni di tipo diarroico ma non sempre. cosa mi consiglia di fare?

Caro Signor Nino,
il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire la diagnosi della patologia anale e una adeguata terapia. I suoi sintomi possono anche far sospettare la presenza di una ragade anale ma è mio parere che bisognerebbe ben definire le cause che hanno portato alla sua insorgenza e curare anche la sua defecazione.

buongiorno dott. Nicastro, vorrei chiederle un consiglio per il problema che mi affligge oramai da circa 6 mesi. ho iniziato ad avvertire dolore acuto all’ano durante la defecazione ed ho notato che la carta si sporcava di sangue rosso vivo...dato che in passato mi era già capitato ho iniziato la cura con proctolin.dopo qualche giorno visti i scarsi risultati ho deciso di andare da un proctologo al st.eugenio ..che dopo una visita di appena 5 minuti/senza esplorazione rettale mi ha diagnosticato una ragade anale.. prescrivendo pentacol gel 500 e triade compresse. fatta la cura c’è stato un miglioramento che è subito peggiorato appena interrota. adesso il fastidio è aumentato ed è associato ad un fastidio perianale/scrotale ed ad una difficoltà nello stare seduto..alcune volte sembra che i nervi dei glutei si addormentino dandomi sensazione di torpore...e provocandomi una tensione anale. ho fatto un’altro ciclo di triade e devo dire che il senso di fastidio si attenua...per poi ritornare appena interrompo. considerato che il fastidio è sempre più evidente, sono stato da un altro proctologo che do po una accurata visita mi ha diagnosticato una ragade anale fistolizzata e emorroidi interne. al riguardo, come soluzione mi ha prospettato un intervento per asportare la ragade e una sfinterotomia laterale per l'ipertono. cercando in rete ho visto sul suo sito che come intervento è possibile eseguire anche la dilatazione controllata tramite palloncino...cosa non prospettata dall'altro medico.. prima di farmi tagliare vorrei valutare quest'ultima ipotesi...ma non riesco a trovare informazioni su come procedere ed accedere alle cure. attualmente sto assumendo pentacol gel rettale 500 e daflon con scarsi risultati

Caro Signor Marco,la ragade anale riconosce differenti terapie, anche mediche, ma sicuramente nessuna di quelle che lei ha adottato sono indicate per ragade anale. Inoltre il trattamento della ragade è stabilito in base alla sua cronicità e alla presenza di ipertono. Se la ragade anale è cronica senza ipertono è indicata la semplice fissurectmia, se vi è ipertono (che bisogna stabilire con una manomeria anale) è indicata anche una fissurectomia che può essere eseguita con
diverse metodiche tra cui quella a palloncino. Solo in base a questo preciso iter il chirurgo decide sulla scelta terapeutica.

Salve Dott. Nicastro, mi scusi se la disturbo nuovamente... qualche giorno fa le mandai una mail in cui le esponevo il mio problema, ovvero una ragade anale cronica, e proprio oggi sono stato da uno "specialista" mi ha fatto una visita approssimativa credo, abbastanza di fretta secondo me, ha messo un dito e in modo menefreghista mi ha detto che effettiv c'è la ragade di provare con i dilatatori x un paio di mesi in quanto un intervento chirurgico non lo consiglierebbe x la mia età (25 anni) e mi ha spiegato che l'intervento consiste nel taglio dello sfintere VOLONTARIO... io sono rimasto un pò perplesso dato che tutto ciò che ho letto su internet si riferiva al minimo sezionamento dello sfintere INvolontario... cmq facendo finta di non capire ho chiesto: quindi si tratta di sezionare lo sfintere VOLONTARIO? e lui mi risp di si... Sinceram sta cosa mi ha spiazzato e mi ha fatto pensare sul suo giudizio... ora le chiedo Dott., è vero ciò che ha detto, cioè che si opera sullo sfintere volontario? Secondo lei è meglio che mi rivolga altrove? la tecnica dei dilatatori è efficace davvero? io sinceram non credo di farcela a resistere altri due mesi così, ormai voglio risolvere il problema... Grazie mille

Caro Signor Sebastiano,
quanto mi ha scritto mi lascia basito. Uno specialista proctologo non può affermare che la sfinterotomia si esegue sullo sfintere volontario. Questa affermazione è falsa. Quando esiste l’indicazione si esegue una sfinterotomia sullo sfintere liscio involontario. L’indicazione alla sfinterotomia è limitata alla presenza di ipertono che deve essere accertata con una manometria altrimenti la cura della ragade è semplicemente una fissurectomia.
Cari saluti

Buongiorno sono una collega specilaizzanda con una storia di ragade cronicizzata (presenza di polipo sentinella), ho provato tutte le possibili cure mediche (dilatan e da agosto u.s. rectogesic) in atto ho una riacuzzazione che non risponde a nulla neanche a contrmal fiale. Mi è stato consigliato l'uso della tossina botulinica che effettuerò all'ospedale san raffaele di milano, per la sua esperienza potrebbe essere risolutivi nel mio caso ripetendo l'infiltrazione ciclicamente o è il caso di passare direttamente all'intervento chirurgico (che fino ad oggi mi è stato sempre sconsigliato essendo nullipara). Saprebbe anche consigliarmi in atto un farmaco da poter assumere per contrastare il dolore fastidiosissimo.

Cara Collega,
credo che sia necessario un intervento chirurgico di fissurectomia. La ragade cronica (piaga) non tende alla guarigione e il dolore non è dovuto all’ipertono quanto alla contrattura di difesa degli sfinteri striati. Eseguendo una toiletta della ragade con lasportazione anche della papilla ipetrofica si creerebbero le consdizioni per una sua cicatrizzazione. Riguardo la tossina botulinica questa potrebbe risolvere il problema dolore ma dubito che possa portare alla cicatrizzazione della lesione.

Egregio Dr Nicastro, ieri mattina,dopo una visita proctologica ed una anoscopia, mi è stata diagnosticata una ragade anale con marcata tensione sfinteriale.Il medico mi ha prescritto dilatan e antrolin per un mese,2 volte al dì per 10'.Il problema è che non riesco a superare la repulsione nei confronti dei dilatatori, e ho paura di inserirli in una zona dolorante...mi potrebbe dare qualche consiglio o qualche tecnica di rilassamento per usarli correttamente?confidando nella sua sensibilità, la ringrazio per il tempo che potrà dedicarmi e la saluto

Cara Signora Simona,
la terapia con i dialatatori anali è utile per la risoluzione dello spasmo sfineriale. Nella mia esperienza trovano un uso limitato mentre consiglio terapie mediche locali, diverse a seconda della gravità della ragade e la somminisrazione di emolienti fecali per rendere più morbida la defecazione. E’ mio personale parere poi meglio definire l’ipertono che sicuramente alla visita il medico può rilevare ma spesso è dovuto “alla situazione” e al tipo di visita che il paziente deve affrontare; inoltre il dolore alla esplorazione detrrmina di riflesso una contrazione muscolare che può sembrare un ipertono. Non esistono tecniche di rilasciamento per l’introduzione dei dilatatori che spesso i pazienti subiscono come tecnica invasiva e violenta.

buongiorno dottore ho 34 anni e da alcuni mesi ritrovavo muco nelle mutande, la settimana scorsa mi son sottoposto ad una visita proctologica dove all'esame rettoscopico mi è stata diagnostica una ragade fistolizzata e un prolasso emorroidario di secondo grado. Premetto di essere una persona molto ansiosa e quando qualche giorno fa ho riscontrato sangue nelle feci mi sono spaventato moltissimo. Volevo sapere se un sanguinamento nelle feci è compatibile con la diagnosi che mi è stata fatta ed inoltre nell'ultima settimana ho iniziato ad avvertire aria alla pancia rumori intestinali e bruciori di stomaco( area nella panciao senso di gonfiore è da qualche mese).

Caro Signor Biagio,
il sanguinamento può essere compatibile con la diagnosi fatta e anche la presenza di secrezioni sono direttamente da imputare alla ragade fistolizzata. Il mio consiglio è di sottoporsi ad intervento chirurgico. Inoltre il suo stato ansioso può mettere in evidenza la sindrome del colon irritabile causa dei suoi sintomi addominali.

Gentile dottore, volevo chiederle, se avendo una piccola ragade ano scrotale, che non m provaca tanto dolore, ma solo un pò di pesantezza e fastidio quando defeco, e quando o rapporti, solo dolorini fastidiosi, e obbligatorio operare? o ci sono farmaci che possono risolvermi il problema? la ringrezio in anticipo per la sua cortese attenzione!!!

Caro Signor Antonino,
cosa intende per ragade ano-scrotale? La ragade anale anteriore non può estendersi allo scroto tranne che non ci sia una dermatite perianale che ne giustifichi il quadro clinico. Una visita colonproctologica potrebbe essere utile per definire meglio il quadro clinico e stabilire una adeguata terapia.

gentilissimo dr. ho 20 anni e una settimana fa mi è stata diagnosticata una ragade anale con ipertono dello sfintere. mi è stata prescritta come terapia l'uso di pomata luan,dilatan e psillgel. so che una settimana è poco o nulla per vedere risultati ma il problema è ke qnd devo andare al bagno nel momento della defecazione urlo e mi dimeno dal dolore che provo. per defecare devo prendere i microclismi perche senza il loro aiuto non riesco. è un inferno. a breve avrò una nuova visita col proctologo che mi segue, ma io non sono intenzionato a procedere per via medica, bensi preferisco farmi operare perche ho fiducia nelle capacita del chirurgo e documentandomi ho letto che il posto-operatorio è poco doloroso. è possibile procedere con l'intervento nel mio caso di una ragade anale con ipertono oppure è per forza necessario provare prima con la terapia medica? i tempi di attesa prima della operazione in genere quanto sono lunghi? spero che risponda. la saluto e la ringrazio della disponibilita

Caro Signor Alessandro,
la ragade anale è una patologia dolorosa e la sua osservazione impone prima un trattamento medico che è diversificato in base alle caratteristiche della lesione. la terapia prescitta è idonea ma una unica osservazione è sulla pomata prescritta che a mio parere non è curativa. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire la gravità della ragade e impostare un adeguato trattamento

Salve Dottore, da circa un anno mi sto curando per una ragade anale che non guarisce. Ho chiesto pareri medici in 3 ospedali di Roma. Non soffro di stitichezza, non ho ipertono e la ferita sembra andare e venire, nel senso che alcuni medici non l'hanno vista, mentre altri dicono che c'è eccome. Spesso ho sofferto di colite e diarrea a causa di allergie e intolleranze non correttamente diagnosticate (adesso il problema è abbastanza sotto controllo, con qualche malessere saltuario). Il tutto è stato originato da un ascesso vaginale (parte bassa, verso l'ano) regredito con l'antibiotico (episodio occorso 3 volte). L'ultima volta, pochi giorni fa, il medico ha rilevato un'infezione della ipotetica ragade con sospetta fistola e finalmente mi è stata consigliata una ecografia anale. L'esame ha rilevato una piccola fistola ore 6 (di cui non mi ero neanche accorta, nè i medici precedenti), mentre della possibile fistola relativa all'ascesso non c'era traccia, come neanche della ragade (erano passati 10 giorni dall'ultima visita e ero sotto antibiotico a causa del dolore procurato dall'ultimo ascesso in corso). Il medico mi ha detto che la ragade potrebbe essersi chiusa oppure non esserci mai stata ed essere stata confusa con la fistola (spero di aver capito bene la sua spiegazione). Lui dice che l'antibiotico potrebbe aver nascosto la fistola (allora però perchè l'altra più piccolina si vede?). Vorrei avere un consiglio su come fare per scoprire finalmente che cosa ho e come curarlo. Per precisione, la visita al pronto soccorso ginecologico e successiva ecografia fatta un anno fa al momento del primo ascesso, avevano escluso versamenti o infezioni (non ricordo bene le esatte parole del referto).

Cara Signora Laura,
spero che le visite siano state completate con almeno l’anoscopia (meglio ancora una videoproctoscopia digitale). La diagnosi di ragade o fistola spesso è semplice ma stabilirne l’origine e il grado prevede un esame diretto visivo. Una ragade anteriore (conseguente all’ascesso
vaginale) può avere una risoluzione spontanea ma quella posteriore fistolizzata a mio parere ha una storia antica. Il mio cosniglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitaleal fine di avere un quadro chiaro (anche iconografico) dello stato del canale anale.

Gentile dottore, sono un pò preoccupata per mia figlia 18 anni poichè è la seconda volta nel giro di qualche mese che in seguito a defecazione piuttosto solida nota un pò di sangue nella carta igienica e sente pizzicore. Questa sintomatologia le dura qualche giorno poi si ferma. Le ho consigliato di lavarsi molto bene e utilizzare un pò di crema. Ritiene sia il caso di farla esaminare da uno specialista? Sottolineo che è in un periodo di stress un pò esagerato legato alla scuola non so se questo può incidere! Grazie tante per la Sua gentilezza

Cara Signora Monica,
i sintomi possono essere riferiti alla formazione di una ragade anale (lacerazione) a seguito della stipsi. La visita specialistica, magari completata con una videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per definire la diagnosi e prescrivere un corretto percorso di terapia anche al fine di non far cronicizzare la lesione.
Cari saluti

Gent.mo Dr. sono da anni affetto da problemi di ragadi anali che sono piu' o meno acute. In particolare il problema si e' acuito negli ultimi mesi e mi sono stati prescritti prima l'uso di antrolin che mi ha dato benefici limitati nel tempo e poi l'uso dei dilatatori che pur diminuendo l'ipertono mi provocano anche la comparsa di altre ragadi. Nell'ultima visita proctologica mi e' stato consigliato l'intervento chirurgico per cicatrizzazione delle ragadi con laser e rimozione di una piccola sentinella esterna e anche per una sfinterectomia. Francamente non mi sento pronto per l'intervento perche' a parte il dolore che si manifesta solo per alcuni giorni in maniera acuta il problema rimane il leggero sanguinamento e il bruciore dopo la defecazione. Sono anche molto dubbioso sull'esito della sfinterectomia perche' da piu' parti si legge che tale intervento potrebbe causare nel tempo problemi di incontinenza. Non vorrei risolvere ( forse ) un problema per poi crearne un'altro irreversibile.Vorrei comprendere per quali capi si consiglia la dilatazione controllata con palloncino ed eventualmente la cicatrizzazione delle ragadi senza l'intervento con anastesia spinale. Una mia amica si e' recata dallo stesso proctologo e ha risolto le ragadi con laser terapia in studio. Vorrei anche sapere se percaso Lei visita a Milano o in una citta' del nord. Grazie e saluti

Caro Signor Paolo,
putrtoppo non visito nel Nord Italia. La cura della ragade anale acuta è sempre medica e l’intervento si impone nella ragade cronica per evitare le complicanze ad essa dovute. L’interevtno di scelta, a mio parere, è la fissurectomia cioè l’asportazione dela ragade e delle lesioni asscociate (marische emorroidi sentinelle, papille ipetrofiche), mentre la sfinteromia si indica nei rari casi in cui la manometria anale dimostri la presenza di ipertono. Nella ragade acuta con spasmo e ipertono la sfinterotmia radiale con palloncino è la tecnica meno invasiva e risolutiva. Tutti gli interventi, se sono condotti lege artis non prevedono dolore post-operatorio.
Cari saluti

Salve dottore sono un ragazzo venticinquenne di Reggio Calabria... è da un pò ti tempo che soffro di ragade anale, quando vado in bagno vedo del sangue rosso vivo anche se non sempre e noto negli indumenti intimi del pus giallastro... il mio medico di famiglia mi ha prescritto cicatridina e antrolin, medicinali usati x circa due mesi alternandoli... ma cmq non vedo risultati... ormai questo problema mi sta stressando parecchio non riesco a vivere serenamente, mi lavo in continuazione xchè ho paura che si sentano odori sgradevoli ed esco pochissimo x la medesima paura... non ce la faccio +... possibile che non ci sia una cura adatta x risolvere definitivamente il problema? ho letto su internet che potrebbe essere necessario un intervento chirurgico ma ho una paura folle... dicono che se non eseguito correttam potrebbe portare ad invalidità... cosa posso fare dottore x risolvere il problema? a chi dovrei rivolgermi? spero in una sua pronta risposta e la ringrazio anticipatamente del tempo che mi ha concesso...

Caro Signor Sebastiano,
la ragade anale riconosce diversi gradi di gravità. Per la ragade acuta e per quella con una cronicità di basso grado è possibile intraprendere una terapia medica che nella maggiorparte dei casi è risolutiva. Ma il quadro descritto pone dei dibbi sulla gravità della ragade che potrebbe essere anche fistolizzata (secrezioni di pus). Una visita proctologica completata con videoproctoscopia è necessaria per porre una corretta diagnosi e per decidere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

salve dottore, sono stato operato dieci giorni fa di sfinterotomia anale laterale sinistra per togliere un ipertono sfinterale che mi provocava dolore e bruciore.Sono passati dieci giorni dall'intervento sembra che il dolore e il bruciore che sentivo prima internamente sia sparito, però il mio problema sorge quando devo andare in bagno perchè avverto dei dolori lancinanti esterni e ho notato come una lacerazione del tessuto che circonda l'ano grossa come un unghia circa.E' normale tutto questo??? E'la ferita dell'operazione??? non pensavo di dover soffrire così tanto.Ogni volta che devo andare in bagno devo prendere un antidolorifico (efferalgan 1000) e devo stare a letto perchè non riesco neanche a camminare dal dolore. per questo tipo di intervento quanto ci vuole per guarire? sono molto giù cosa posso fare?? Grazie aspetto una sua risposta distinti saluti.

Caro Signor Leonardo,
l’intervento chirurgico di sfinterotomia anale interna è deputato al trattamento dell’ipertono anale persistente in un paziente con ragade anale. Questo ipertono andrebbe confermato con una manometria anale. Le sue domande sono lecite ma la risposta da parte mia è difficile in quanto non conosco l’entità dell’intervento subito e il suo decorso. Solitamente la sfinterotomia non evoca dolore nel post-operatorio anzi ne prevede la totale abolizione. Il mio consiglio è di eseguire un controllo specialistico per poter meglio definire se il decorso post-operatorio è tranquillo o ci possa essere qualche complicazione.
Cari saluti

gentilissimo dott. Nicastro, oramai da due anni la mia vita è divenuta un incubo a causa di una ragade. Dopo un intervento di sfinterotomia nel maggio 2008 ed una pseudo guarigione nell'estate dellostesso anno, la ragade a settembre 2008 si è riaperta. Nel marzo 2009 dopo manometria, oò chirurgo ha eseguito altro intervento di sfinterotomia.La situazione è identica, cioè dolori e sanguinamento.Seguo i consigli prescritti, uso di antrolin, psillo e dieta. Vi è una speranza di guarigione? Sono disperato.P.S. Ho 50 anni.

Caro Signor Mario,
purtroppo mi sento in dovere di dirle che forse la ragade non è mai guarita o meglio non è mai cicatrizzata in quanto non è stato mai asportato il tessuto patologico che la contraddistingue. La sfinterotomia toglie l’eventuale ipertono che potrebbe essere l’origine del mantenimento della patologia ma non la patologia.
Cari saluti

Il mio medico mi ha diagnosticato ragadi anali.La terapia di Asacol supp non ha risolto il problema,un beneficio efficace ma breve lo avuto con Ruscoroid pomata.Premetto che lavoro con la macchina da 20 anni come rappr.di comm.ed oggi mi viene difficile stare seduto in auto.Mi può consigliare una terapia? la mia età 55 anni.

Caro Signor Vincenzo,
mi creda è dificile e deontologicamente scorretto dare terapie senza aver visitato un paziente. Oltretutto nel suo caso la diagnosi di ragade anche se adeguata ha comportato due terapie non indicate per questa patologia e comunque cme lei riferisce con brevi benefici. Come può ben comporendere sarebbe opportuno stabilire l’esatta origine della sua sofferenza e quindi poi intraprendere una adeguata terapia.
cari saluti

Buongiorno dottore,mi è stata diagnosticata una ragade anale,all'inizio,è stata curata con antrolin 2 volte al giorno per un mese,sapigen k, è psillogel 1 bustina al giorno,devo dire che finita la cura sembrasse risolto il problema invece a distanza di qualche anno ,il problema è riaffiorato in modo insopportabile,mi è stata segnata questa cura,rectogesic pomata,2 volte al dì per 6 settimane,e psyllogel bustine,1 bustina al giorno,senza nessun risultato,dopodichè di nuovo un'altra visita di controllo,nuovo dottore,nuova cura,dilatan,2 volte al giorno per un mese,ed anche quì, non c'erano miglioramenti,nel frattempo,un'altra visita con un'altro ottore,tutti proctologi che lavorano in ospedale,il 3 medico, mi ha diagnosticato una ragade anale,cronicizzata,quindi messo in lista per operarmi,premetto che anche gli altri dottori in seguito alle cure effettuate avrebbero optato per l'intervento chirurgico,l'unica mia domanda è questa, è mai possibile operare una persona,solo con la visita di routine?devo dire inoltre che i dolori erano veramente insopportabili,al punto che avevo delle fitte persino sull'osso sacro, ora pare vada meglio,ed ora ho riscontrato dei dolori al pene,mai lamentati sino ad ora ,può essere correlato?vorrei anche sapere il postoperazione,dopo quanto tempo potrò tornare a lavorare,e ad andare in palestra?Dalla prima visita ad oggi sono passati ben 7 mesi,ora dovrò rifare un'altra visita di controllo è finalmente essere operato. Mi scuso e la ringrazio anticipatamente se mi sono dilungato troppo cordiali saluti.

Caro Signor Gianluca,
ogni medico ha un suo modo di operare nella pratica clinica. Quindi se per un medico una semplice
esplorazione rettale è sufficiente per poter porre una diagnosi e prescrivere una terapia significa che è la sua esperienza lo porta a comportarsi in questo modo. Riguardo la ragade anale cronica che non risponde ad alcuna terapia sicuramente diventa una patologia di interesse chirurgico e il tipo di intervento da eseguuire, nella mia esperienza e pratica clinica, deve essere valutato in base ad una videoproctoscopia digitale e ad una manometria ano-rettale, quest’ultimo esame indispensabile anche per stabilire la presenza o meno di un vero ipertono anale che probabilmente è all’oorigine anche dei disturbi da lei lamentati. Riguardo invece i tempi di recupero post- operatori questo dovrebbe chiederlo al chirurgo che dovrà eseguire l’intervento e che saprà rispopnderle appunto in base alla sua esperienza personale.
Cari saluti

Salve,ho trovato il suo sito navigando in rete.Premetto che mi imbrazza un pò parlarne,ma prima di fare una eventuale visita vorrei un suo parere.Ho 24 anni,da un pò di tempo (penso qualche anno,ma a periodi e in particolare in quest'ultimo hanno) dopo essere andato in bagno ho un prurito tendente al bruciore, a livello anale,mi lavo regolarmente dopo essere andato di corpo,ma spesso il bruciore/prurito resta e a volte è assai fastidioso.Che cosa può essere?E soprattutto cosa posso fare?In bagno vado regolarmente e non rieso a capire cosa ho.Spero mi possa aiutare. Grazie

Caro Singor Claudio,
l’origine dei sintomi che descrive può essere diversa ma la causa più frequente del bruciore e del prurito anale è la ragade. E’ sempre opportuno comunque sottoporsi a visita specilistica per definire meglio la diagnosi e la terapia.
Cari saluti

Gentile dottore, ho 40 anni, da 4 mesi soffro di ragade anale accertata da 2 visite proctologhe. Attualmente il mio problema e' questo, sto usando una formula preparata in farmacia diltiazem 2% con lidocaina 3% e non ho piu' dolori forti come in passato anche se il bruciore permane a volte piu' e a volte meno, tranne la sera e notte che non sento niente. Sono una persona ipocondriaca in particolar modo da quando una mia amica ha detto che quando si ha una ragade si puo' avere un tumore al colon, da quel giorno non vivo piu'. Tenga conto che assumo bustine di fibra e mangio verdura in particolare spinaci tutti i giorni, al mattino mi alzo e mi viene subito mal di pancia che passa subito dopo la defecazione, normalmente le feci sono abbondanti e molli a volte anche troppo. Durante il giorno non ho niente solo la sera dopo mangiato mi capita di avere dei brontolii alla pancia. Il problema che tutto il giorno penso sempre al tumore del colon e la mattina mi alzo con una forte ansi a per la paura di andare in bagno. Mi dia un consiglio per favore. Volevo sapere se quello che mi succede e' normale o sarebbe meglio prendere qualcosa per l'intestino irritabile. Grazie in anticipo conto su una Sua cortese risposta.

Cara Signora Loredana,
la sua amica avrà studiato su un particolare libro di medicina e laureata in una particolarissima università. Spero solo che non sia un medico. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita specialistica al fine di definire la sindrome del colon irritabile, la ragade anale, e stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottore, sono stato operato due anni fa di ascesso perianale. Dopo circa un anno sono stato operato di fistola perianale. Durante quest'ultima operazione è stata "asportata" anche una ragade anale. A seguito della seconda operazione, dopo un lungo periodo di convalescenza (oggi siamo ad un anno dalla seconda operazione) invece di guarire si è formata una ulcera anale (a detta del chirurgo, a seguito di una rettoscopia) che, ormai da mesi, pur curata in tutti i modi possibili, non guarisce. Sono allo stremo delle mie forze (e della mia pazienza). Il chirurgo è restio ad operarmi ulteriormente (figurarsi io...) perchè, essendo stata la prima operazione molto invasiva, teme fenomeni di incontinenza post-operatori. Le chiedo: esiste una alternativa a questa ulteriore operazione o debbo rassegnarmi all'incontinenza futura? Le garantisco che non ne posso più!! La ringrazio per l'attenzione che vorrà porrre a questa mia richiesta.

Caro Signor Nicola,
il termine di ulcera anale è alquanto vago. Forse potrebbe trattarsi di una ragade mai guarita e il trattamento di questa non necessariamente è chirurgico. Non vedo nemmeno tanti problemi sulla continenza. Se è necessario un intervento dovrà prevetivamente sottoporsia una manometria anale per stabilire la funzionalità degli sfinteri e se esiste ipertono anale che potrebbe essere la causa della mancata guarigione. Fatto questo esame è possibile programmare un trattamento adeguato.
cari saluti

Buongiorno Dott. Attilio Nicastro, ho una storia di ragadi anali multiple atipiche, con poco ipertono (ragade maggiore ore 10) dal 1995, con ricadute molto dolorose ogni 2 o 3 anni risolte di volta in volta con l'assunzione di "Benefibra" (che rendeva morbide le feci e quindi eliminava il sintomo doloroso ed il sanguinamento). Soffro alle volte di colon irritabile (psicosomatico). Da gennaio 2008 è ricomparso il dolore intenso, non tanto all’espulsione delle feci ma dopo circa 1 ora, che si protrae anche per 12 ore, il sanguinamento, ed è aumentata la "marisca sentinella" (ho avuto 2 mesi di tregua, periodo in cui avevo feci morbide senza l'assunzione di alcun integratore); da allora ho provato le seguenti terapie: -dilatan per massimo 15gg (causa dolore) -Benefibra -Psyllogel -Antrolin -Rectogesic 30gg + 10gg, dopo un'interruzione di 7 gg nessuna ha risolto la situazione. Il mio problema è che ora le feci anche se bevo 2 lt acqua al dì, mangio frutta verdura e cereali (anzi se mangio troppo fibre la situazione peggiora) sono dure e di dimensioni eccessive. L'ultimo proctologo ha rilevato piccola ragade ore 10, con poco ipertono, , e disse :"è esagerato fare sfinterotomia laterale";ha sospettato ileite terminale poi non confermata da ecografia (gia' nel 1997 feci esami sangue per sospetta flogosi). Come ultima spiaggia sono andata dal naturopata che mi hatolto il pane e il frumento ora le feci sono più morbide ma la ragade inizia a darmi dolore dopo 5/6 ore. L'ultimo Proctologo consultato mi ha detto di fare una sfinterotomia laterale ma senza fare manometria dicendo che è sufficiente appurare la "pressione". Vorrei un suo consiglio. grazie

Cara Signora Giorgia,
la ragade anale che data tanto tempo potrebbe essere una lesione cronica e il dolore che incorre per così tanto tempo potrebbe essere dato da un iportono che insorge dopo la defecazione. Le terapie effettuate sono idonee ma poca rilevanza forse è stata data alla sindrome del colon irritabile. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire l’esatta gravità della ragade anale e poi ad una manometria ano-rettale per definire o meno la presenza dell’ipertono sfinteriale. Contemporaneamente dovrebbe essere ben inquadrata la sindrome del colon irritabile e seguire un percorso terapeutico adeguato. La sfinterotomia si rende necessaria se esiste l’ipertono
(evidente alla manometria) ma non è l’unico terapia in quanto la fissurectomia, se la ragade è cronica, è il primo ed efficace trattamento. Cari saluti

sono stato operato di ragade anale con SLI e anoplastica il 02/10/2008 e sono un cardiopatico e prendo terapia con cardioaspirin e plavix. Volevo chiederle se è normale avere ancora oggi della secrezione giallastra dal mio ano dopo aver defecato che rende lo stesso umido e inoltre ho notato delle peccole quantita di sangue.

Caro Signor Antonio,
i tempi di guarigioni delle cicatrici anali sono lunghi, tra i 20 e i 60 giorni dall’intervento, per questo non deve eccessivamente preoccuparsi e le secrezioni giallastre possono essere dovute al siero secreto dalle ferite. Solo se queste diventano cremose è necessario un controllo clinico per escludere la presenza di infezioni. Cari saluti

CIAO SCRIVO DALLA PROVINCIA DI PISA, HO UN PROBLEMA CON MIO FIGLIO CHE HA 6 ANNI.LE SPIEGO,PRATICAMENTE è CIRCA UN ANNO CHE SOFFRE DI ARROSSAMENTO DELL'ANO,HA L'ORIFIZIO ROSSO E A VOLTE SANGUINANTE,QUANDO GLI CAMBIO GLI SLIP TROVO SANGUE E MUCO. DOPO TANTE POMATE E ANALISI DELLE FECI RISULTATE POI NEGATIVE E VISITE, NON HO ANCORA TROVATO UN RIMEDIO LA PREGO DI AIUTARMI E INDICARMI LA STRADA PER FAR GUARIRE MIO FIGLIO.GRAZIE PER LA SUA DISPONIBILITà

Cara Signora Gessica,
i sintomi di suo figlio possono essere relativi a diverse patologie. Frequentemente i bambini possono subire lesioni anali a seguito di una stipsi e si possono formare delle ragadi. Ma sarebbe necessario eseguire una visita per poter determinare la
diagnosi che nel caso di un bambino di 6 anni deve essere non invasiva.
Cari saluti

Salve sono Enrico dalla provincia di Rovigo, ho visitato il Vs. sito è semplice e facile da capire!!! Ne approfitto per farle alcune domande: ho da poco scoperto di avere una ragade anale nella zona posteriore (probabilmente dovuta ad una crisi emorridaria con trombosi), mi sono recato da uno specialista proctologo e mi ha detto di seguire la seguente terapia: -lavaggi interni con detergente Anestin liquido -applicazione 2 volte al giorni di Antrolin crema rettale -applicazione serale di Fitostimoline crema -assunzione di almeno 4 frutti maturi al giorno a digiuno -assunzione di fibre alimentari Psyllogel e Plurilac il tutto per 30 giorni, dopo di che dovrò fare un'ulteriore visita di controllo. Secondo lei si tratta di una terapia valida per una guarigione? ci sono degli altri accorgimenti da prendere? L'inserimento di queste creme e lo stesso lavaggio interno (che eseguo inserendo il dito indice con guanti di lattice) può creare la riapertura della ragade?Quali sport devo evitare finchè la ragade non guarisce? io faccio regolarmente Jogging, ciclismo (attualmente no), palestra (pesi, ma senza carichi eccessivi), e motuturismo. La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione e porgo cordiali saluti. Enrico

Caro Enrico,
la risoluzione della ragade anale prevede un trattamento più ad ampio raggio che la sola sfinterotomia. Questa tecnica è indicata nei pazienti con ragade anale ed ipertono dello sfintere interno. Questa evenienza è dimostrabile alla visita specialistica ma è la amnometria che ne determina la gravità. In cso di ipertono il chirurgo eseguirà un intervento per ridurre questa contrazione e le tecniche sono diverse, ma la più comune è la sfinterotomia laterale sinistra. La mia preferenza nella ragade acuta superficiale è la sfinterotomia radiale pneumatica. Ma la scelta dell’intervento non deve prescindere dalle caratteristiche della ragade. Infatti se la ragade è crinica con grado avnzato il trattamento che preferisco è la fissurectomia con sfinterotomia. Come vedi l’argomento non è di facile discriminazione tramite una e.mail. Prima bisogna porre la diagnosi corretta mediante videoproctoscopia digitale e manometria. Poi si decide il tipo di intevento tenendo presente che se vi è la giusta indicazione il successo è immediato. La ragade va trattata perchè può dare delle complicanze tra cui l’ascesso perianale è quella sicuramente più frequente e fastidiosa.
Cari saluti

Esimio Dottore sono afflitto da una dolorosa ragade anale prodotta da un forte ipertono dello sfintere (non riesco addirittura ad inserire il dilatatore DILATAN) ed ho letto con molto interesse la sua risposta in merito ad un problema simile che faceva cenno alla "sfinterotomia radiale graduata con palloncino" da Lei definita mininvasiva. Poichè la mia principale resistenza all'intervento chirurgico (di solito sfinterotomia laterale estesa ad 1/3) è il rischio di incontinenza gradire sapere da Lei quali minori rischi sono connessi alla metodica da Lei cennata. Ringrazio per l'attenzione e saluto. Ing. T.

Egregio Ingegnere T, la sfinterotomia radiale graduata con palloncino ha minori rischi di incontinenza (quasi nulli) in quanto la dilatazione dell’ano, in sedazione, viene fatta con gradualità e non oltre alla massima estensione del palloncino. Comunque anche per l’intervento chirurgico “classico” di ragade ormai siamo in molti a graduare la sfinterotmia interna laterale in base ad un preventivo studio manometrico. Poter definire la giusta terapia della ragade significa seguire un ben preciso iter diagnostico, veloce e corretto, basato sulla visita completata da videoproctoscopia digitale (al fine di valutare le caratteristiche morfologiche dell’ano e della ragade definendone il grado) e dalla manometria ano-rettale. Quest’ultima è necessaria per stabilire la presenza e la gravità dell’ipertono dello sfintere interno ed in base a questo stabilire se e quale sfinterotomia è indicata. Nel 60% degli interventi chirurgici che eseguo per ragade anale non eseguo alcuna sfinterotomia ma solo la fissurectomia in quanto questi pazienti non hanno un vero e proprio ipertono ma solo una contrazione paradossa dello sfintere esterno che non va assolutamente trattata chirurgicamente. Per quanto si possa pretendere dall’elettronica spero di averla tranquillizzata riguardo un adeguato trattamento della sua patologia e vorrei ripeterle le parole che dico ai miei pazienti affetti da ragade e sofferenti: la ragade si fa prima a curarla che a spiegare cosa sia. Ed infatti già alla visita proctologica eseguo le dovute manovre per alleviare il dolore. Cari Saluti e resto a sua disposizione per ogni altra curiosità

Gentile dottore, buongiorno e buon anno. In sintesi, le chiedo se ci sono possibilità di guarigione facendo la sola escissione di una ragade cronica con lieve ipertono riscontrato alla visita. Molti medici dicono che bisogna fare anche la sfinterotomia, altri dicono che non serve. Mi puo' dare delle delucidazioni?< Grazie, cordiali saluti.

Caro Sig. Alberto,
Ricambio con affetto i suoi auguri di buon anno. Sfinterotomia si o no, sono le domande più frequenti sulla ragade anale. Le rispondo affermando che nessun chirurgo proctologo serio può prendere questa decisione senza eseguire una manometriaanale, infatti la sola esplorazione rettale non basta per stabilire la presenza o meno di un ipertono anale e comunque solo in base all’esito dei valori manometrici (con ipertono) si può stabilire la reale entità di una sfinterotomia. Le consiglio di eseguire una visita proctologica con videoproctoscopia digitale che permetterà di definire il grado di cronicità della sua ragade, a seguire, una manometria ano-rettale per la valutazione dell’ipertono dello sfintere interno. Se l’ipertono si confermasse lieve non è necessario alcuna sfinterotomia (intesa come sezione dello sfintere interno), cosa che potrà essere necessaria in caso di ipertono grave ma l’entità della sfinterotomia dovrà essere ragionata in base ai parametri manometrici.
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo

Gentile Dottor Nicastro, da più di un anno ho una ragade anale comparsa in seguito a un piccolo intervento per bonifica condilomi. Escludendo la sfinterotomia, volevo sapere se Lei effettua la dilatazione con palloncino e, se si, quali sono le probabilità di guarigione e la spesa dell'intervento.

Caro Sig. Ferruccio,
la ringrazio per la fiducia accordatami e cerco di rispondere alle sue domande. Pratico la tecnica della dilatazione con palloncino che altro non è che una sfinterotomia radiale. Per il costo dell’intervento è necessario che il preventivo venga fatto a seconda di diverse esigenze (esami pre-operatori, eventuale degenza ecc.). Però tale tecnica è consigliabile solo nella ragade acuta, mentre nella ragade cronica (come presumo sia la sua vista la data di insorgenza) preferisco attuare una fissurectomia mentre la sfinterotomia viene indicata solo in presenza di spasm dello sfintere einterno. Questa ultima evenienza potrà essere accertata solo con un esame manometrico. Come vede anche una patologia semplice se inquadrata da un punto di vista specialistico prevede diverse opzioni terapeuitche, non ltime quelle strettamente mediche. Se lei è disponibile e lo ritiene opportuno sono a sua disposizione per visitarla. Potrà chiamare presso il mio studio dell’European Hospital nei giorni di luned’, mercoledì e venerdì e chiedere un appuntamento. La mia visita è sempre completata con una videoproctoscopia digitale che permetterà di stabilire il grado di severità della sua ragade anale e quindi potrò darle uleteriori indicazioni terapeutiche.

Gentile dottore, le scrivo per avere un consiglio ed eventualmente fissare un appuntamento con lei. Sono un ragazzo di 23 anni e vivo a Pescara. Vorrei sottopormi ad una visita proctologica specialistica per dei dolori e sanguinamenti durante la defecazione (temo si tratti di una ragade anale) e per controllare alcuni disturbi e problemi avuti negli anni precedenti. Il mio problema è che non trovo una clinica in Abruzzo per eseguire questi controlli, se non con ricetta medica. Vorrei evitare di contattare il mio medico curante, essendo un caro amico di famiglia e volendo evitare di coinvolgere i miei genitori. Lei conosce qualche istituto a cui posso rivolgermi? Sarei disposto anche a venire presso il suo studio in mattinata. La ringrazio anticipatamente e le chiedo scusa per l'ignoranza e l'ingenuità che dimostro su questi argomenti (è il mio primo problema di salute).

Caro Marco,
comprendo l’inesperienza e l’imbarazzo. I sintomi descritti sono presumibilmente legati ad una ragade nale (la suggestiva autodiagnosi potrebbe essere giusta), ma per confermarla dovrebbe eseguire una visita specialistica. Io posso essere a ua disposizione se sei disponibile.

Salve dottore, la ringrazio anticipatamente per questo spazio, mi da sollievo sapere che ci sono medici come lei. Ho 28 anni, vivo a Cagliari. Lo scorso 25 gennaio 2007 sono stato operato di ragade anale, precisamente: una Sfinterotomia interna P. laterale sinistra. L'intervento secondo i medici è andato a buon fine. Sono stato dimesso pur avendo segnalato delle strane contrazioni irregolari allo sfintere. - 27 Gennaio: Purtroppo i medici si sono dimenticati il tampone emostatico, il quale è stato rimosso parzialmente a casa, dopo che il sottoscritto ha ingerito 5 lassativi (movicol) per eliminare le feci di 3gg. Dico parzialmete perchè, la garza è rimasta a penzoloni in quanto si era attaccata alla cicatrice fresca di due gg post operazione. Questo mi ha costretto, quasi in stato di shock, a "correre" in clinica per farla rimuovere...Non le dico il dolore. DUE STRAPPI !! Credevo di morire. Rassiurato dal medico di turno sono rientrato a casa. 6 Febbraio 2007. Prima (anche l'ultima) visita di controllo. La dottoressa mi conferma che il mio "sedere" (scusi l'ironia) è a posto, non ho bisogno di una ulteriore visita di controllo. Posso andare a casa.Ieri 1 marzo sono incominciati dei pruriti e delle fitte insopportabili. In tutti questi giorni (un mese e più)ho eseguito degli sciacqui (3-4 volte al dì)con un detergente: POLYVE. Non ho fatto altro. A cosa sarà dovuto? ALimentazione? Le feci le ho fatte sempre molli. Sarà rispuntata la ragade? Spero di no!! Anche perchè sto vivendo un incubo! Manco da lavoro da circa 2 mesi. Sta diventando una situazione insostenibile. La prego di illuminarmi...! La settimana prossima mi recherò alla clinica per una visita straordinaria, ma anche in un ospedale pubblico per effettuatuare una visita incrociata in modo da avere la conferma che quell'equipe medica abbia fatto un buon lavoro. Cosa dovvrò segnalare a questi medici?? Sono disperato. Ps. Il chirurgo che mi ha operato mi ha consigliato una RETTOSIGMOIDOSCOPIA passati i 30 gg. (siamo a quota 34) Il mio medico di famiglia me l'ha sconsigliata, in quando è ancora presto e potrebbero lesionarmi qualsosa. MI FERMO QUI!! Spero di non averla annoiata....

Caro Sig. Corrado,
la sua è una storia un pò complicata per essere riferita ad un intervento per ragade anale. Alcune cose non sonoc hiare come l’uso di un tampone post-operatorio, che ormai nei centri specialistici è posizionato raramente. Inoltre ha mai fatto accertamenti pre-operatori (rettoscopia, manometria ano-rattale) prima dell’intervento? L’intervento per ragade anale prevede la sfinterotimia quando la ragade è sostenuta da un ipertono anale, confermato da una manometria ed in caso di ragade cronica, nella mia esperienza, eseguo sempre una fissurectomia. Dopo l’intervento di ragade anale i pazienti dovrebbero aver risolto il dolore lla evacuazione. Per questo le consiglio una visita colonproctologica completata con una Videoproctoscopia Digitale al fine di chiarire il grado della ragade e la sua fase di cicatrizzazione. Se lo specialista lo ritenesse necessario, dovrebbe anche eseguire una manometria ano-rettale. Solo dopo queste valutazioni è possibile prevedere una terapia adeguata al suo caso.

Gentilissimo Dott. Nicastro, Sono una ragazza di 29 anni. Sono molto spaventata e preoccupata, in quanto in questi ultimi 3 giorni ho avvertito brucione anale improvviso che ho sempre più o meno lieve anche quando mi siedo, durante la defecazione 2 giorni fa con iniziale dolore ho visto sulla carta igienica parecchio sangue color rosso vivo e questa sera stessa defecando nuovamente con un pò di dolore ho riempito il wc di sangue nell'uscita con le feci che poi è terminato con un gocciolamento di sangue sempre rosso vivo, mi è sembrato un pò troppo. Mi recherò immediatamente dal mio medico curante, ma vorrei sapere di cosa può essere e cosa mi consiglia...leggendo su internet mi sono ulteriormente spaventata.Grazie infinite per la sua risposta, spero mi risponderà a breve. Buona giornata

Cara Sig.ra Silvia,
i suoi sintomi sono correlati all’insorgenza di una ragade anale. Infatti tale patologia si manifesta con dolore all’evacuazione, che può perdurare anche nel corso della giornata soprattutto se si associa uno spasmo sfinterico, e con il sanguinamento (più o meno abbondante). La ragade è una patologia benigna ma dolorosa. Il mio consiglio è di sottporsi ad una visita specialistica per la conferma della diagnosi, prima di eseguire terapie a base di creme e pomate. Il 90% delle ragadi acute si risolve spontaneamente e solo il 10% diventa cronica. Curi l’alimentazione aggiungendo una adeguata quantità di frutta e verdura, e eva almeno 2 litri di acqua al giorno. Ammorbidire le feci significa non porre in tensione l’ano durante la defecazione e favorirne la cicatrizzazione. Auguri (anche perchè oggi è una giornata speciale per tutte le donne ma che dovrebbe essere tale per 365 giorni l’anno).

Egregio Dottore, volevo avere alcuni chiarimenti in merito ad un problema che continua a persistere a seguito di un intervento di prolasso anale e ragade (diagnosi: prolasso emorroidario; tipo di intervento: proctopessi con Stapler n. 33) effettuato in unica soluzione nel settembre del 2005. A seguito dell'intervento, manifestavo bruciore e grande fastidio: a febbraio 2006 la diagnosi è stata: presenza di granulomi da corpo estraneo (agraphes) dal canale anale in pz.; sottoposto ad un secondo intervento per rimozione di agraphes e D.T.C. di alcuni granulomi. Il bruciore continuava a persistere e in aprile 2006 ho effettuato una RSScopia; qui riferico il referto: esame limitato al sigma medio per feci formate. La mucosa appare edematosa senza peraltro evidenti erosioni o ulcere. A livello sovranfiterale parete posteriore presenza di ulcera con agraphe metallica al centro e tessuto pseudopolipoide di granulazione E' passato più di un anno, visite e consulti non sono bastati a risolvere questo fastidio; assumo FLAGYL 250 mg compresse 3 volte al giorno e applico con la regolarità di 2 volte al dì ANTROLIN pomata. Il Dott. M. Urologo presso l'ospedale di C., a seguito di una visita effettuata il mese scorso, ha riscontrato presenza di adenoma centrale di modesta entità; ecostruttura interna lievemente disomogenea. Può esprimere un giudizio al mio caso? Questo disturbo alla prostata può essere causato dal problema anale? La ringrazio per l'attenzione prestatami

Egregio Sig. Decio,
sono purtroppo frequenti le complicanze legate alla proctopessi con suturatrice meccanica. La complicanza da lei subita è anch’essa frequente, infatti granulomi e proctite ulcerativa sono lesioni riscontabili in molti pazienti sottoposti a tale intervento (nell’ultimo mese ho operato quattro pazienti nella sua medesima situazione). Quello che non è chiaro nella sua richiesta è se hanno mai fatto un esame istologico sulle lesioni asportate e se hanno eseguito biopsie (soprattutto sull’ulcera) durante la sigmoidoscopia e se l’agraphe è stata rimossa. Inoltre non si fa cenno all’eventuale stato del canale anale. Riguardo il problema prostatico l’intervento non ha potuto causare un adenoma, invece molte delle patologie anali hanno come sintomi collaterali disturbi prostatici infiammatori (prostatiti). Il mio consiglio è di valutare correttamente la situazione anatomico ano-rettale con una videoproctoscopia e fare una giusta diagnosi della patologia anale che l’affligge, perchè una patologia persiste altrimenti perchè userebbe antrlin da più di anno?

Egregio Dottore,
La ringrazio per la tempestiva risposta Volevo informarLa circa gli ultimi accadimenti sul mio caso. Nell’ultima settimana si è manifestata un’eruzione perianale a livello esterno. Rispondo alla sua domanda se ho effettuato un esame istologico: no nessuno me lo ha mai consigliato, ne ho mai eseguito biopsie. Inoltre ho subito un primo intervento a febbraio dello scorso anno per la rimozione di agraphes, ma evidentemente non riuscito poichè la agraphe o le agraphes sono ancora presenti; solo i primi mesi dopo l’intervento mi sembrava di stare meglio, ma appena è arrivato l’autunno il problema è risorto. Proprio l’altro giorno il Dott. N. mi ha effettuato una videoproctoscopia; qui recito il referto: “Abbondanti feci in ampolla rettale. Mucosa sostanzialmente normale con evidente irregolarità pseudopolipoide a livello del retto sovrasfinteriale, con agraphe metallica. Dermatite della regione perianale” Ho smesso nel frattempo di applicare ANTROLIN e assumere FLAGYL non per consiglio dei medici, ma perchè ho iniziato ad avere problemi di stomaco, e perchè penso che l’eruzione perianale sia dovuta a un uso eccessivo di espedienti per alleviare il dolore. L’unica cosa di cui faccio uso al momento è DORA-DOL, una iniezione alla sera per calmare il dolore che è estenuante e profondo: un minimo per alleviare per pochi istanti questo bruciore che spesso è causa anche di
sensi di vomito. Mi creda Dottore, non ho più la forza di andare avanti Cosa ne pensa? Della rimozione dell’agraphe nessuno ne parla: a questo punto penso che non sia la fonte del mio problema Spero possa aiutarmi anche solo leggendo tra le poche righe, a trovare una risposta al mio caso e se Lei lo riterrà opportuno ai fini della risoluzione definitiva, sarei disposto ad affrontare un viaggio per venirLa a trovare… ma non ha idea di quanto mi costi questo sacrificio
in questo momento! La ringrazio ancora per l’attenzione Cordialità

Caro Sig. Decio,
lei non ha eseguito una videoproctoscopia (dalla sua descrizione) ma una normale rettoscopia che non ha dato evidenze relative allo stato del canale anale. Mi scuso si insisto ma credo che nel suo caso è necessario una attenta valutazione. Anche la presenza della eruzione cutanea e della dermatite sono sintomi correlati che andrebbero valutati.

Salve dottore spero di avere una risposta alla mia domanda visto che sono alquantio preoccupato. Ho una ragade anale che mi è stata diagnosticata un paio di anni fa;non mi poorta particolari fastidi eccetto un pò di sanguinamento in periodi in cui non vado regolare in bagno e a volte prurito. Nell'ultimo periodo ho un pò di prurito e cerco di pulirmi accurattamente dopo essere andatpo in bagno per evitare infezioni.Lavandomi ho spinto il dito appena all'interno del canale anale per pulire meglio la zona e mi sono accorto di una piccola escrescenza dura che sta appena all'interno del canale. Cosa può essere?devo consultare uno specialista? In attesa di una sua risposta le porgo i più cordiali saluti

Egregio Sig. Marco,
lei deve consultare uno specialista per una cura definitiva della ragade anale. L’escrescenza palpata è solo una conseguenza della presenza della ragade e può essere una marisca, o una papilla ipertrofica, o una emorroide sentinella. Tute comunque patologie benigne. Però la sua ragade deve essere cutara per scongiurare l’eventuale insorgenza delle complicanze legate alla sua presenza uali l’ascesso e la fistola perianale. Inoltre sanguinamento e prurito sono i sintomi della ragade e soprattutto per il prurito il tentativo di risolverlo lavandosi bene e spesso non solo è inutile ma può essere anche dannoso per la cute perianale. Il mio consiglio è di eseguire una visita specialistica con videoproctoscopia ed eventuale manometria ano-rettale per una corretta diagnosi e terapia.

Gentile dottore, soffro emorroidi ho 36 anni il gasrtoenterologo mi ha diagnosticacato tra II e III grado non congeste, inoltre ha individuato individuato una ragade che sto curando con antrolin le chiedo mi dovrei operare in vista di una futura gravidanza? grazie

Cara Sig.ra Paola,
prima di ogni cosa bisogna stabilire perchè ha una ragade e le emorroidi. Se alla base delle patologie vi è una stipsi bisogno correggerla. Se la ragade è cronica potrebbe essere indicato l’intervento chirurgico. Nelle emorroidi di II grado si può prescrivere una terapia medica, nelle emorroidi di III grado l’indicazione è prevalentemente chirurgica ed in base alle caratteristiche cliniche, scegliere il migliore tattamento. Se lei è affetta da emorroidi di III grado, quindi prolassate al di fuori del canale anale una gravidanza potrebbe causarle un peggioramento e renderle sintomatiche (dolore e sanguinamento) ed è giusto valutare la risoluzione della patologia. Il cosniglio è fare una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale ed in base ai risultati programmare una adeguata terapia che contempli anche il trattamento della ragade anale.

Da parecchi anni soffro saltuariamente di bruciori nella parte alta dell'ano che undermatologo ha diagnosticato come ragadi. Ho sempre risolto utilizzando per qualche giorno CENTERIL H. Ultimamente ho avuto anchedelleemorroidi (Raramente ne soffro) IL chirurgo mi ha diagnosticato un intenso spasmo dello sfintere con presenza di emorroidi esterne trombizzate. Si consiglia Dilan e pomata HAMOVASAL dopo 40 giorni le emorroidi che non mi hanno mai dato fastidio sembrano scomparse. Tuttavia il bruciore che sarebbe dovuto scomparire con il dilatatore é rimasto. Non ho mai riscontrato sangue e pus negli indumenti e non avverto fastidi nella defecazione. Tuttavia quasi contemporaneamente sono stato colpito da leggeri dolori al basso vente che con l'uso prolungato di Duspatal non sono cessati. L'internista nella palpazione del ventre avverte sofferenza. Mi ha prescritto Rx- Clisma opaco. Le due patologie sono correlate? Nella mia zona (Ascoli piceno) non vi sono Protcologi e quindi mi sono limitato ad effettuare quanto detto.

Caro Sig. Cesare,
purtroppo non visito ad Ascoli Piceno. Riguardo i sintomi che descrive possono essere correlati ad una Sindrome del Colon Irritabile ma è anche possibile che soffra di una patologia infiammatoria dell’utlimo tratto del rettto (proctite). La diagnosi di ragade anale anche se corretta non è stata seguita da una corretta terapia ed è logico che le pomate antiemorroidarie non facciano effetto in quanto, come lei sostiene, di emorroidi non soffre. Il mio consiglio è di effettuare una visita colonproctologica completata con una Videoproctoscopia Digitale. Solo se durante la visita viene accertato uno spasmo potrebbe essere indicata la manometria, ma penso che questo
sia solo un passo successivo. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti

egregio dottore non ricordo se in passato o parlato anche con lei, è più di un anno che sto soffrendo tremendamente di dolore all'ano,(premetto che in passato seono stato operati di emorroidi nel 1979) alcune diagnosi mi hanno detto ragade anale cronica ristringimento anale ipertono sfinterale,dope alcune cure mediche con varie pomate anche alla nitroglicerina al 2per mille per due mesi senza risultati soddisfacenti, a settembre 2006 dopo aver sofferto tremendamente senza poter uscire di casa per mesi mi sono sottoposto ad intervento chirurgici di anoplastica ricoverandomi per tre giorni operato sotto anestesia totale, senza peraltro aver risolto il problema i dolori anche se non come i precedenti sono tutt'ora presenti anche per tutto il giono, una visita da un'altro chirurgo che mi ha detto, la ragade è ancora presente hai avuto una recidiva dopo solo un mese dall'intervento chirurgico, se tu vuoi a tuo pericolo (incontinenza) io ti opero di nuovo ma non garantisco per un'eventuale perdita delle feci,allora ho riprovato con dieta ipocalorica pomata alla nitroglicerina per altri 40 giorni, con scarsi risultati nonstante io faccia una dieta ipocalorica assunzione di fibre e mangi molta frutta e verdura bevo molta acqua e faccio mivimento lunghe camminate, sento che quando le feci passano sul retto lesionano la ragade che sanguina e mi da dolri fortissimi la qualita della vita non è più molto soddisfacente ho paura di andare anche in depressione sono un uomo di 58 anni in pensione ho lavotrato in ospedsale a perugia 36 anni non so più cosa fare, sia cosi cortese di rispondermi magari dicendomi come posso risolvere il problema qui a perugia a quanto ho capito non ci sono specialisti in merito. un cordiale saluto

Caro Sig. Claudio,
è probabile che l’intervento chirurgico non abbia sortito l’effetto sperato e che vi sia permanenza di ragade. Riguardo l’ulteriore trattamento, mi sembra strano che lei sia a rischio di incontinenza e questa affermazione è possibile solo dopo aver eseguito una manometria anale per valutare la corretta funzionalità degli sfinteri anali. Comunque in presenta di ragade con ipertono anale è consigliabile eseguire una fissurectomia ed una sfinterotomia graduata in base ai valori della manometria. In assenza di ipertono la senplice fissurectomia potrebbe risolvere i suoi problemi. Questo in teoria, nella pratica dovrebbe sottoporsi ad una visita specialistica con videoproctoscopia digitale per avere una corretta diagnosi sulla situazione anatomica dell’ano e del retto.

Salve, sono un ragazzo di 18 anni, e da qualche mese, riscontro sangue nelle feci,ma non proprio nelle feci, e sento bruciore. Cosa può essere? Aspetto una Vs gentile risposta. Grazie, Saluti

Caro Sig. Alfonso,
la presenza di sangue rosso vivo all’evacuazione con dolore o bruciore è un sintomo correlabile a diverse patologie anali (ragadi, emorroidi, proctite). Il mio consiglio è di effettuare una visita specialistica completata con una videoproctoscopia digitale al fine di derimere la diagnosi e definire la terapia.
Cari saluti

vorrei sottoporle la mie perplessità dopo un intervento di sfinterectomia con flap v-y,fatto in data 0.11.2006,a pd . a distanza di mesi accuso ancora infiammazione al lato opposto con un prurito perianale dopo la defecazione . Ho provato varie terapie senza risultato,vari antiinfiamatori, brufen voltaren ,dando un discreto risultato ma all'insorgere del prurito la situazione ritorna come precedentemente indicato. La ringrazio sin da ora per la cortese attenzione e attendo se non disturbo un suo parere anche su cosa usare o fare . Distinti saluti

Caro Signore,
presumo che l’intervento di sfinterectomia sia stato necessario per la cura di una ragade anale ed il flap eseguito è stato dettato per coprire lo spazio della fissurectomia. I sintomi rivelati possono essere dettati da una cattiva cicatrizzazione del flap ed il prurito potrebbe essere secondario ad una ipersensibilità della regione perianale dovuta alla presenza di un “ano umido”. Mi perdoni ma queste sono solo supposizioni, per una più reale discriminazione sarebbe necessario avere più nortizie cliniche (anamnesi esami effettuati, grado di patologia entità reale dell’intervento). Il mio consiglio è di eseguire una videoproctoscopia digitale in modo da definire lo stato attuale del canale anale ed eventualmente ripetere una manometria anorettale. Cari saluti

salve egregio dott attilio, sono un giovane 28 sardo, da 5 anni soffro di ragadi anali, che mi comportano perdite di sangue rosso vivo ogni qualvolta mi devo sforzare eccessivamente per andare in bagno.I primi sintomi li ebbi 4 anni fa'sembrava avessi risolto il problema, con una pomata cicatrizzante la fitostimoline, per quasi 1 anno e mezzo nn ho avuto + sintomi, poi però nn so se vi è qualche legame ma ad ogni periodo di inattività cioè quando nn lavoro che corrisponde anche a periodi di forte stress, divento stitico e quando sforzo per defecare sembra che la pelle si spacchi e fuoriesce sangue associato a forte prurito, pizzicore. ho fatto da circa 6 mesi una visita proctologica dal dott MF, non so cosa mi abbia fatto forse una manometria ma dopo la sua visita sembrava che il dolore fosse scomparso, mi ha detto che ho una ragade piccola cronica, e mi ha detto di usare i dilatatori 2 volte al dì. Con i dilatatori ho avuto dei benefici, li ho usati per un mese io dilatan appunto, ma dopo aver smesso, perchè non volevo essere dipendente da questi , e essendomi ritornata un po di stipsi, il problema è riaffiorato. Lo so che la soluzione più efficace è l'operazione, ho fatto anche una visita proctologia in un policlinico e dopo avermi fatto una manometria, il chirurgo mi ha detto anche lui che avevo una ragade cronica e mi ha detto di fare la cura per un mese anche lui con il dilatan e di mangiare molta frutta e verdura, altrimenti se volevo rislvere c'era l'operazione. ma io dott temo perchè, documentandomi in internet ho letto di casi di incontinenza, da feci o gas, insomma nn voglio diventare invalido a 28 anni?? lei che ne pensa con l'operazione cè anche il 10% di diventare incontinenti?? eppoi una ltra cosa credo che il problema dello sfintere dipenda molto dal mio sistema nervoso in quanto mangio regolarmente frutta e verdura bevo molto, cammino molto, ma sono fortemente stressato. questo perchè nei periodi in cui lavoravo regolarmente, sembrava la ragade fosse stata debellata definitivamente, e poi volevo chiederle se l'assunzione della pomata alla nitroglicerina che rilassa lo sfintere può essere un alternativa all'intervento, oppure visto che la mia ragade è cronica non c’è altra soluzione se non l'operazione?? la prego resto in attesa di una sua risposta.

Caro Giuseppe, penso proprio che non c’è alternativa all’intervento. Le sue paure sulla incontinenza post-operatoria sono in parte giustificate ma quel 10% di complicanza è in relazione, a mio parere, ad una condotta errata del chirurgo. Una sfinterotomia interna se ben condotta non porta alcuna incontinenza. Ma l’intervento non deve basarsi solo sulla sfinterorotomia ma anche sulla fissurectomia e la completa toilette delle marische, papille ipertrofiche ed emorroidi sentinella, naturalmente se queste lesioni sono presenti. Per confermare la presenza di queste lesioni e anche l’esata entità della ragade dovrebe seguire una videoproctoscopia digitale mentre la manometria è utile per valutare l’eventuale ipertono dello sfintere interno. Però qualsiasi tecnica si utilizza per la terapia della ragade anale l’unica vera terapia è la risoluzione della causa e enel suo caso la stipsi. Per questo dopo l’intervento dovrà accuratamente tenere sotto controllo tale evenienza aiutandosi (soprattutto nei periodi di stress, ed in questo andrebbe valutata anche la sindrome del colon iritasbile) con l’assunzione di fibre come lo psyllium cuticola e bere molta acqua. Resto a sua disposizione.Cari Saluti

Salve egregio dott nicastro, volevo chiederle alcune cose che mi sono dimenticato di scriverle nella mail precedente. Ma l’operazione avviene in day hospital cioè 1 giorno?? io ho terrore dell’ospedale in generale, e dopo l’operazione non c’è la soluta certezza che la ragade nn ricompaia ?? perchè regolarmente vado dall’1 alle 2 volte al giorno in bagno solo che appunto mi devo sforzare parecchio, ma lo stimolo lo ho ogni giorno, quindi anche dopo operato ho paura di dover continuare a soffrire, ma il dolore dell’operazione dura molto? e le prime evacuazioni post operatorie sono sanguinolente? poi mi dica un’altra

Caro Sig. Giuseppe,
l’intervento chirurgico per ragade anale (almeno per la tecnica che io eseguo) non prevede il dolore dopo l’intervento anzi vi è l’immediata risoluzione del dolore. Il chirurgo deve essere pratico di proctologia e con esperienza. Riguardo la scelta dove farsi operare non possso darle giudizi. La scelta del chirurgo è del tutto personale e deve avere l’estrema fiducia del paziente.
Cari saluti

Salve ho 40 anni e circa un mese fa mi è stata diagnosticata una ragade anale, infatti non è stato possibile per me effettuare una rettoscopia. Quello che mi fa stare male ultimamente è il dolore molto forte dopo la defecazione, ritornato dopo molto tempo. Faccio uso di Antrolin che mi ha prescritto il medico dell'ospedale che mi ha visitata, ma il sollievo è veramente limitato, vorrei un consiglio da lei. Inoltre vorrei sapere se ci sono dei metodi efficaci alternativi all'intervento chirurgico e se quest'ultimo ha un posto operatorio molto doloroso e lungo. Grazie sin d'ora per la sua gentile consulenza.

Cara Sig.ra Luigia,
la ragade anale può essere acuta e cronica e questa differenziazione è importante ai fini della terapia. La ragade cronica si cura con una adeguata terapia medica (creme locali tipo l’antrolin e la cura della stipsi). La ragade cronica a seconda dello stadio è passibile di una terapia medica ma devono essere valutati altri parametri per indicare quella adeguata (ipertono, presenza di marisca o di papilla ipertrofica). Solo a seguito della visita completata con una videoproctoscopia digitale, è possibile pianificare la terapia. Infine l’intervento chirurgico se eseguito lege artis libera immediatamente dal dolore con una brevissima degenza ed un rapidissimo recupero dopo l’intervento.
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, volevo illustrarle un attimo la mia situazione. Dagli inizi del mese di Giugno quando andavo al bagno ho iniziato ad avvertire dei piccoli dolori a cui non ho fatto caso. Con il passare dei giorni il dolore aumentava ed ho iniziato a sanguinare abbastanza copiosamente. Mi sono recato dal mio medico di famiglia,che mi ha prescritto delle pomate per emorroidi, pomate che non hanno sortito nessun effetto, anzi nel momento in cui le mettevo il dolore si accentuava. mi recavo presso l'ospedale di fermo, ove mi diagnosticavano una ragade. Dopo pochi giorni sono stato sottoposto ad intervento chirurgico. Ormai sono trascorsi 15 giorni dall'intervento ma i dolori continuano ad essere forti e ogni tanto continuo a perdere sangue. devo dirLe che ho 47 anni e solo una volta ho sofferto di emorroidi circa 20 anni fa,ma fu una cosa che in due giorni tornò tutto a posto, mentre circa dieci anni fa, sono stato ricoverato per una diverticolite. Essendo un carabiniere quindi sto molto tempo seduto sia in macchina che in ufficio, come posso fare per risolvere il problema che ormai mi assilla da circa due mesi? grazie

Caro Sig. Mario,
l’intervento per ragade anale è solitamente risolutivo nell’immediato post-operatorio, cioè il paziente trova immediato giovamento dalla chirurgia. Nel suo caso è difficile pronunciarsi perchè non mi da notizie sul tipo di intervento effettuato, se è stata eseguita una manometria pre-operatoria per valutare un eventuale ipertono, se è stata eseguita una videoproctoscopia per svelare la presenza di una papilla ipetrofica o di una emorroide sentinella (lesioni che spesso accompagnano la ragade e che vanno bonificate per permettere la guarigione). Penso, se non lo ha già fatto, che una visita proctologica con videoproctoscopia digitale possa dirimere i suoi dubbi e impostare una adeguata terapia.
Cari saluti

Egr. Prof. Nicastro, sto avendo in questo ultimo periodo un problema rettale legato alla evacuazione. Nella parte iniziale del momento dell'evacuazione infatti, è come se ci fosse una legatura dell'ano od un restringimento con forte dolore e sanguinamento nell'espulsione; nell'attimo successivo poi all'evacuazione che avviene normalmente persiste forte bruciore che scompare nel giro di qualche ora. Ho provato con alcune pomate (tipo proctodol) che mi allievano momentaneamente senza risoluzione. Ho visto che in questi casi converrebbe fare una visita con l'esame videoproctologico: a tale proposito le chiedo cortesemente nelle mie condizioni di dolore e sanguinamento come posso pensare di introdurre corpi estranei per la visita? Avrei dei dolori lancinanti... La pregherei di darmi un consiglio al proposito. Ho visto inoltre che riceve il giovedì presso il Suo studio in Roma. Mi può far sapere qualcosa in merito allo svolgimento delle visite ed i relativi costi? Purtroppo non so nulla al proposito La ringrazio e distintamente La saluto.

Cara Sig.ra Paola,
da quanto mi descrive la patologia che la affligge è una ragade anale. I sintomi descritti sono eclatanti, dolore e sanguinamento all’evacuazione con bruciore e dolore che perdurano per qualche ora. La terapia che ha eseguito non è efficace e bisognerebbe migliorarla. E’ vero che per fare ciò dovrebbe essere sottoposta a visita con Videoproctoscopia. Riguardo lo studio a Porta Pia gli orari di ricevimento sono solo il Giovedì (per i costi può telefonare e chiedere direttamente alla segretaria). Inoltre ricevo tre giorni a settimana presso gli studi del Dipartimento che dirigo alla European Hospital (se può essere utile per lei avere più versatilità di orari). Anche in questo caso può chiedere alla mia segretaria Sig.ra Donati gli orari e i costi. Cari saluti e resto a sua disposizione

Buon giorno e grazie per questo sito che mi è stato di grande aiuto. Sono simone e ho 20 anni. Circa verso dicembre 2006 (anche se non ricordo precisamente il periodo che potrebbe anche essere diverso) mi è uscita sullo sfinetere un'escrescenza un pò duretta e di colore rosa chiaro (tendente al bianco). Per mesi non gli ho dato importanza fin quando andando in begno ho perso un bel pò di sangue. A quel punto mi sono un pò spaventato e sono andato dal medico di famiglia che mi ha consigliato una visita proctologica. Sono andato il 24/05/07 presso l'ospedale di roma e il medico mi ha subito operato togliendomi (ambulatorialmente con anestesia locale) quello che ha chiamato un fibroma cutaneo. Sono passate un paio di settimane ed adesso ho alcuni problemi. Ho dei forti bruciori nella zona anale e sullo sfintere; ho delle perdite di un liquido biancastro (non so ma sporco sempre gli slip) che non so se viene dall'ano; inoltre nella zona tra lo scroto e l'ano sento come se avessi fortissimi bruciori e irritazioni. Non so quello che devo fare e se devo preoccuparmi anche perché il medico dell'ospedale mi aveva detto che sarebbe finito tutto in pochi giorni ma così non è stato! Che cosa mi consiglia? La ringrazio vivamente ed attendo una sua risposta

Caro Simone,
non mi è ben chiara la diagnosi di fibroma cutaneo. L’escrescenze dell’ano possono essere anche marische. Tali formazioni o escrescenze sono la punta dell’iceberg di una patologia del canale anale (spesso una ragade anale). Visti anche i sintomi correlati (sanguinamento) è l’ipotesi più attendibile e il bruciore ed il dolore potrebbero essere riferiti alla persistenza della patolgia più che all’intervento. Il mio consiglio è di eseguire una rivalutazione proctologica con videoproctoscopia digitale al fine di fare una corretta diagnosi e quindi impostare una terapia adeguata. Una solo curiosità: è sto eseguito l’esame istologico sul “fibroma” asportato? Cari saluti

Gentile Dottore,sono una ragazza di 21 anni con problemi di psoriasi al cuoio capelluto e al coccige. Da quasi un anno ormai ogni volta che defeco(3 volte alla settimana in media,perchè soffro da sempre di stipsi) provo un dolore acuto durante la fuoriuscita delle feci e sanguinamento rosso vivo. Questi sintomi sono delle volte più intensi, altre meno,in base alla consistenza delle feci (più sono dure peggio è). Più raramente ho del prurito. Sospetto si tratti di ragade,dovuta oltre alla stipsi anche alla presenza in passato di una leggera psoriasi persino intorno all'ano, che può aver seccato ancor più la cute. Mi terrorizza l'idea d una colonscopia o simili. Come posso intervenire oltre ad una dieta ricca di acqua e fibre(che peraltro non sono mai mancate!)? Il mio medico di base,può prescrivermi qualche pomata efficace,cioè che risolva il problema senza interventi chirurgici o trattamenti invasivi(tipo iniezioni)? La ringrazio anticipatamente per la risposta e Le porgo Cordiali Saluti.

Cara Veronica,
è probabile che l’origine dei tuoi sintomi è una ragade anale. La ragade anale può essere curata anche con una terapia medica locale e senza metodi cruenti, però per indicare una giusta terapia è necessario fare una corretta diagnosi. Nonostante la sua storia sia chiara è necessario che lei si sottoponga ad una visita specialistica colonproctologica completata con una Videoproctoscopia Digitale (il termine pomposo non la deve preoccupare, si tratta di un esame semplice e non doloroso). Solo dopo la conferma della diagnosi lo specialista o il suo medico di fiducia potranno consigliarle un giusto trattamento. Cari saluti

Egr. Dott. Nicastro, Mi chiamo Fabio, ho 28 anni e da almeno 10 anni soffro di prurito anale molto intenso, che avverto specialmente dopo l'evacuazione e nelle ore notturne; tutta la parte perianale risulta arrossata e facilmente sanguinante. Tale prurito viene "preannunciato" dal fatto che la zona perianale risulta umida, con presenza di muco biancastro/giallognolo. Soffro altresì di irregolarità nelle evacuazioni, che sembrano alternarsi tra diarrea e stipsi, quest'ultima caratterizzata da defecazione con feci "a pallini". Sono stato da diversi colonproctologi in questi anni. Descrivendole la mia situazione in ordine cronologico, circa 5 anni fa mi sono state diagnosticate emorroidi di 3° grado e ragade anale, con presenza di proctitite, mentre 2 anni fa ho eseguito una colonscopia interrotta sino al sigma (per presenza di feci), ove è stata riscontrata la presenza di emorroidi congeste del canale, una delle quali trombizzata. Mi sono state prescritte Proctofoam e Asacol ed altre terapie analoghe, ma la mia situazione non è affatto migliorata. 7 mesi fa mi sono rivolto ad un altro specialista, che mi ha diagnosticato un prolasso del retto, da trattare con metodo Longo; timorosi di tale risoluzione circa 3 mesi fa mi sono rivolto ad ancora un altro specialista il quale non ha riscontrato in alcun modo tale prolasso, ma ha diagnosticato una "sindrome da colon irritabile", trattata con Levopraid gocce e Ozonia 10 pasta. Devo dire che la situazione per circa un mese è migliorata, con riepitelizzazione della zona perianale, fatta eccezione di prurito misto a fitte post-evacuazione, avvertiti distintamente all'interno dell'ano. Da circa 10 giorni però la situazione è dinuovo peggiorata con prurito e rossore "scesi" dinuovo nella zona perianale e prurito intenso.Egr. Dott. Nicastro, qual'è secondo Lei la reale entità del mio problema che ormai mi assilla da circa 10 anni? Certo è che se tutte le cure per la proctite non hanno funzionato, intuisco che il mio problema non sia da addebbitare a questo ma ad altre patologie!Quali esami e/o terapie mi suggerisce?Spero di ricevere prestissimo sue risposte..I miei più cordiali saluti,

Caro Signor Fabio,
facciamo ordine. Lei soffre di emorroidi che andrebbero diagnosticate nel suo reale grado. E’ possibile che vi sia associata una ragade anale, deducibile anche dall’effetto benefico, anche se transitorio, dell’ozonia10. Soffre anche di sindrome del colon irritabile, ma la cura che sta
effettuando a mio parere non è congrua. Il prurito anale riconosce diverse cause la più frequente delle quali è la patologia anale benigna (emorroidi, ragade ecc.). La diagnosi corretta è quindi necessaria in quanto il trattamento del prurito non prescinde dal trattamento della patologia di
base, anche colica. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire il reale stato patologico e quindi anche terapeutico.
Cari saluti

Egregio dottore, è da quasi un anno ormai che soffro di disturbi.infatti, qualche mese fa feci pure una visita proctologica qui a Bologna e la Dottoressa che mi visitò concluse che si trattava di ragade.mi prescrisse pertanto Antrolin crema ed io sono stata meglio, ma il problema non è risolto, a volte mi prende di nuovo quel fastidio doloroso e non so cosa fare.Penso che avrei avuto bisogno, oltre che della crema, anche di altre medicine ( un mio parente si è curato egregiamente ma la sua cura prevedeva anche una schiuma rettale e delle bustine). Potrei avere il Suo illustre parere in merito?grazie per l'attenzione che vorrà dedicarmi Seila

Cara Signora Seila,
la ragade anale è una patologia frequente che, nella maggior parte dei casi, si risolve con una terapia locale. Comunque bisogna stabilire l’origine della ragade ad esempio se la paziente è stitica, diarroica ecc. Oppure se persiste un ipertono anale. La diagnosi è relativamente facile ed è utile
stabilire la cronicità della lesione. La terapia spesso si basa sull’uso delle creme, dei dilatatori anali e degli emollienti fecali. Questa comunque deve sempre essere consigliata dal medico dopo aver posto una corretta diagnosi (visita con videoproctoscopia digitale). Nei casi resistenti alla terapia medica, nella cronicità, nella presenza di ipertono (dimostrato anche dalla manometria ano-rettale) bisogna prevedere un trattamento chirurgico risolutivo.
Cari saluti

buonasera,io ho un piccolo dubbio,sono stato operato 15 giorni fa di ragade anale,dopo una settimana mi è spuntato un edema grosso quanto un chicco d'uva,sono andato da chi mi aveva operato che mi ha detto di non preoccuparmi che in una settimana passava,è passata una settimana e l'edema è ancora li,che devo fare? mi devo preoccupare?cordiali saluti

Caro Signor Calogero,
l’edema post operatorio a volte può complicare un decorso tranquillo e regolare quale quello della ragade anale. Quando si esegue soprattutto la fissurectomia i tessuti circostanti vanno incontro ad un edema da trauma chirurgico, che come giustamente affferma il suo chirurgo, sparisce spontaneamente in posche settimane.

Buonasera dottore,dopo che le ho scritto,la notte ho avuto delle grosse perdite di sangue, sono dovuto andare al pronto soccorso e mi hanno tenuto in ospedale per tre giorni, li mi hanno diagnosticato una trombosi emorroidale, appena mi hanno dimesso sono andato dal dottore che mi aveva operato, il quale mi incontra nel corridoio della clinica e mi dice che il suo intervento era per la ragade e che quindi non ne aveva colpa di quello che era successo, il consiglio che mi da è di fare una colonrettomia per dormire sonni tranquilli, perche’ puo’ essere che la colpa di tanto sanguinamento è la presenza di qualche polipo, lei che ne pensa, mi devo fidare? mi dispiace disturbarla di nuovo ma ho bisogno di un suo parere, come mai all’ospedale non mi hanno detto niente di questo esame? cordiali saluti da Calogero

Caro Signor Calogero,se quanto mi riferisce corrisponde alla verità sono molto preoccupato. Non in relazione alla sua patlogia ma al comportamento di un medico. Il medico non si deve discolpare ma cercare di risolvere le malattie che affliggono in pazienti. Se lei è affetto da emorroidi, trombizzate o meno, non vedo indicazioni ad un trattamento chirurgico come quello proposto, senza nemmeno fare diagnosi. Da dove nasce il sospetto di polipo?. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita specialistica con videoproctoscopia ed eventualmente indicare una colonscopia (solo in caso di reale sospetto per patologie neoplastiche).

Salve Dott., sono un ragazzo di 30 anni,3 giorni fa a seguito di un episodio di stitichezza legato forse ad una cattiva alimentazione, dopo la defecazione ho avuto un pò di sangue (poco) e lieve dolore al passaggio delle feci, poi questi sintomi sono spariti ma avverto un po di bruciore alla zona anale anche questo non particolarmnte fastidioso, può essere simile al "calore" ...può essere una fistola? devo farmi visitare con urgenza? Grazie

Caro Signor Alessio,
più che una fistola è probabile che sia insorta una lacerazione all’ano che se non curata può trasformarsi in ragade anale. Le consiglio di evitare la stipsi variando l’alimentazione e se persiste il bruciore o il sanguinamento di sottoporsi ad una visita.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, ho 29 anni e a gennaio 2007 mi è stata riscontrata una ragade anale. Ho seguito cura con Antrolin fino a marzo 2007, poi tutto sembrava essersi messo a posto perchè non avevo più dolore. Nel mese di settembre ho riavuto problemi, mi sono risottoposto qualche giorno fa a visita proctologica e mi è stata riscontrata ancora la ragade con questa volta una piccola fistoletta che produceva pus visibile anche all'esterno. Il chirurgo proctologo che mi ha visitato mi ha consigliato di operarmi e l'intervento consiste in (riporto testuali parole) "... sfinterotomia, cioè un piccolo taglio sul bordo dell'ano che permetta alla ragade di guarire.In più si effettua una cauterizzazione e pulizia sia della ragade che della fistola." Le vorrei chiedere (visto che ho paura dei casi di incontinenza): 1. Secondo lei dovrei sottopormi ad una manometria anorettale prima della sfinterotomia? Quanti rischi ci sono di incontinenza? 2. Potrei ancora provare la terapia farmacologia oppure non c'è speranza? Ringraziandola in anticipo, la saluto cordialmente, Donato

Caro Sig. Donato,
le sue domande sono più che lecite. La sfinterotomia è indicata nei casi di ragade anale con ipertono sfinteriale. Per questo è sempre indicato prima dell’intervento una manometria ano-rettale. In base anche ai valori manometrici si hanno utili informazioni sull’entità della sfinterotomia. Nella mia esperienza la sfinterotomia molte volte non è necessaria. Nel suo caso penso che l’intervento chirurgico è necessario anche per la risoluzione della fistola, per questo credo inopportuno proseguire con una terapia medica. Il rischio di incontinenza è reale, ma si verifica quando essa è
eseguita senza una valutazione manometrica pre-operatoria.
Cari saluti

Salve gentile dottore,sono una ragazza di 23 anni.Questa è la mia storia:ho sempre avuto un brutto rapporto col wc a causa della stitichezza che ho in certi periodi.In quei casi,a causa dello sforzo, trovavo del sangue e avevo un po di dolore ma niente di importante.Adesso è da 20 gg circa che soffro maledettamente a causa di uno sforzo eccessivo.Il medico generico mi ha fatto provare diverse pomate (preparazione H,connettivina,ruscoroid e anche mesalazina), ma senza risultati.Poi ho fatto una visita da uno specialista che mi ha diagnosticato una ragade (dopo aver guardato e toccato) e mi ha dato l'ennessima pomata Antrolin e consigliato dei bidet caldi.Ma ancora nulla di diverso. Qualche giorno fa ho visto un altro specialista che,previa visita effettuata soltanto "guardando" (forse impressionato dai miei strepiti!)mi ha consigliato l'intervento di sfinterotomia come unica soluzione al problema senza alcuna alternativa. Sono rimasta alquanto shoccata perchè nn credevo fosse necessario. Ho una paura tremenda dell'operazione,dell'anestesia, di addormentarmi, del risvegliarmi e del post operatorio. Poi leggendo qui intorno ho sentito parlare anche di incontinenza. li ho prroprio deciso di non farlo! non voglio ritrovarmi incontinente, nè ora nè tra 30 anni! Come posso fare? che alternativa mi da?come fa questo dottore a sapere se è cronica ed è necessario l'intervento? potrebbe guarire continuando cosi?e se nn guarisce e continuo a soffrire,puo aggravarsi richiedendo un'operazione piu complicata?intanto i dolori continuano dopo la defecazione. anche se le feci sono piu molli,per 6 ore circa. Non sto uscendo piu di casa e quando nn ne posso fare a meno prendo un analgesico.Sto prendendo la calendula in goccie e dissolta nell'acqua del bidet..ma fa poco. AIUTO!nn voglio entrare in sala operatoria!!!ma se aggravo solo la situazione nn sottoponendomi all'intervento adesso?? spero tanto in una sua risposta" La ringrazio tantissimo anticipatamente!

Cara Signora Alessandra,
la ragade è la patologia anale che speso attanaglia i pazienti con stipsi. Il peggio che la sua presenza oltre ad evocare dolore e sofferenza, mantiene la stipsi stessa. Le indicazioni terapeutiche per la risoluzione dsella patologia sono diverse, compreso il trattamento chirurgico. Nella mia esperienza l’intervento per ragade non ha mai destato alcuna preoccupazione (si fa prima a farlo che a spiegarlo), inoltre è immediatamente risolutivo sul dolore. Non sono in pieno accordo con la sfinterotomia, questa dovrebe essere dettata dalla presenza di un vero ipertono, che a sua volta andrebbe dimostrato dalla manometria anale, esame indispensabile anche per la corretta valutazione della funzionalità degli sfinteri anali. Capisco le sue paure e le sue perplessità ma non deve fasciarsi la testa prima di rompersela. Innanzitutto le consiglio una videoproctoscopia digitale per
valutare la presenza di una ragade cronica o acuta e stabilire anche il grado della cronicità. In base al risultato procedere ad una adeguata terapia anche in rapoprto alla stipsi. Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro, ho 26 anni e da 1 mese e mezzo circa ho notato una piccola pallina bianca nell'area perianale, che scompare e riappare e qualche volta si sdoppia.a parte dei dolori "pungenti" dopo un episodio di feci dure non ho avuto altri sintomi, se non pizzicore a volte camminando e una sensazione di "gonfiore" quando mi siedo. Il medico di base mi ha visitata anche esplorando la zona anale e non ha trovato masse. Dice che potrebbe essere l'inizio di una ragade e che ho la zona molto irritata. Mi ha prescritto preparazione h e Daflon. Dopo i primi gg di trattamento avverto una sensazione sempre maggiore di gonfiore anche stando in piedi, come se avessi la zona anestetizzata. Che ne pensa?

Cara Signora Cristina,
se si tratta di ragade anale la terapia consigliata non è adeguata ( in quanto sono farmaci per il trattamento delle emorroidi). Si rivolga ad un proctologo per meglio definire la diagnosi coadiuvata anche dalla videoproctoscopia digitale. Confermata o definita la diagnosi sarà possibile stabilire la terapia.
Cari saluti

Egregio dottore. le scrivo per un Suo parere in ordine ad un intervento a cui sono stata sottoposta circa una settimana fa. Ho 34 annni, mi è stata diagnosticata una fistola anale intersfinterica.Il chirurgo che mi ha operato ha eseguito la fistulotomia con messa a piatto della fistola, fotocoagulazione delle emorroidi di secondo grado (che non sapevo di avere), e sfinterotomia di necessità (così scrive nella lettera di dimissione, essendo io portatrice di una ragade anale cronica molto vicina alla fistola). Mi domando: è usuale accorpare tutti e tre questi interventi in uno solo? Nel futuro potrei avere problemi di incontinenza (tre anni fa ho avuto una gravidanza? Ora, dopo l'intervento sto decisamente meglio, provo un lieve bruciore dopo la defecazione,ma temo che in futuro potrebbero insorgere altri problemi. La ringrazio per la risposta. Cordialità

Cara Sgnora Mara,
non è inusuale eseguire una bonifica di più patologie in un unico intervento. Il chirurgo avrà sicuramente valutato attentamente questa eventualità e già prima dell’intervento avà ricevuto il suo consenso. Nella sua descrizione (fistulotomia, fotocoagulazione di emoroidi di 2° grado, sfinterotomia) mancano delle precisazioni: la fistola era una complicanza di una ragade? La
sfionterotomia è stata fatta sullo sfintere interno (come nel trattamento della ragade anale)? Le emorroidi di 2° grado erano delle emorroidi sentinella (come succede nella ragade anale)? Se tutte questi punti di domanda trovano conferma possiamo affermare che lei è stata sottoposta a un
corretto intervento chirurgico per ragade anale fistolizzata, senza farse prendere dal panico per i termini medici usati. Al fine di dirimere i suoi dubbi sulla continenza è possibile tra qualche tempo sottoporsi ad una manometria ano-rettale per valutare la funzionalità sfinterica che sarà perfetta.
Cari saluti

Buonasera, viste le giornate colgo l'occasione per augurarle buone feste io sono un ragazzo di 29 anni e per farla breve soffro di ragade anale da piu di 2 anni ,ho provato i divaricatori anali dilatan ma senza successo ,poi mi sono sottoposto a un intervento di divaricazione anale ma anche questo senza successo, adesso e passato un'altro anno e ancora non riesco a risolvere il mio problema. Cosa posso fare a chi mi posso rivolgere visto che il dolore provocato dalla defecazione non mi permette piu di svolgere normalmente le mie giornate .Grazie tanto aspetto spero buone notizie

Caro Signor Gaetano,
una visita proctologica completata con una videoproctoscopia potrebbe essere utile per definire meglio la diagnosi e la gravità della ragade anale che sta facendola soffrire. Solo dopo questo preliminare passo sarà lo specialista a decidere se eseguire altri esami (manometria anale) o se attauare un adeguato percorso di terapia. Cari saluti e auguri per un 2009 di serenità

Buonasera dottore, vorrei chiederle delle informazioni. Sono un ragazzo di 24 anni, sano, soffro di ragade anale da circa 1 anno, durante tale periodo ho usato piu' volte la crema Antrolin mattino e sera in tutti i modi consigliatomi senza ottenere apprezzabili ri sultati, allora mi sono rivolto a un chirurgo per risolvere la faccenda con un intervento che e' stato eseguito in data 10/12/2008: "E' stato eseguito l'intervento di divulsione anale e diatermocoagulazione della ragade e asportazione di 1 poilipo".. A questo punto vorrei sapere, cosa signifiaca tutto cio'? A distanza di 16 giorni non ho ancora ottenuto i risultati che speravo, mi sembra che tutto sia come prima, devo aspettare ancora oppure devo rivolgermi di nuovo a uno specialista? Non ci sono dei prodotti cicatrizzanti per risolvere questo problema? ho sentito della crema 'Iruxol', e' utile secondo lei? Gazie per dare risposta a questi miei dubbi, la ringrazio Tanti auguri di buon Natale e felice anno Nuovo...

Caro Signor Yuri,
la terapia della ragade anale riconosce diverse tecniche che devono essere razionalizzate in base alla cronicità della lesione, alla presenza di ipertono, alla presenza della papilla ipetrofica ecc. ecc. Tutte queste variabili devono essere valutate prima dell’intervento e il proctologo
seondo scienza, coscienza e conoscenza attuerà la teapia che ritiene migliore per quel caso. Solitamente il sintomo dolore cessa immediatamente subito dopo l’intervento e se qeusto non avviene sarà il chirurgo stesso a valutare le possibili terapie del caso, mentre la cicatrizzazione definitiva avviene dopo circa 30 giorni.
Auguri per un 2009 di serenità
Cari saluti

Gent.mo Dottor Nicastro, ho 46 anni, ho sofferto per molti anni (e tuttora soffro) di colon irritabile. Da qualche mese ho una ragade, non ho mai perso sangue (anche i test di sangue occulto sono negativi) ma solo, episodicamente, una secrezione giallina. La situazione è migliorata grazie all'uso di Antrolin ma non potrò più usare questo farmaco perchè, essendo un calcio antagonista, mi abbassa troppo la pressione arteriosa con conseguenti malori. Già assumo, infatti, beta-bloccante e alla necessità, ace-inibitori. Mi conviene prendere in considerazione l'intervento ? In tal caso occorre sospendere la cardioaspirina (per quanti giorni ?). Il chirurgo proctologo a cui mi sono rivolto mi ha visitato con esplorazione manuale non disponendo di alcuna altra attrezzatura ospedaliera per la proctologia (videoproctoscopia e/o manometria). Grazie e cordiali saluti

Caro Signor Antonio,
innanzitutto la ragade anale andrebbe definita nella suo grado di cronicità. Per questo la visita
proctologica deve essere completata con una videoproctoscopia e la manometria si rende necessaria solo se durante la visita si rileva un ipertono. Se la ragade è cronica l’intervento di fissurectomia è quello indicato e in tal caso è sufficiente sospendere la cardioaspirina solo 4 giorni prima dell’intervento e può essere rispresa il giorno dopo. Cari saluti

Egregio Dott. NICASTRO, innanzi tutto volevo complimentarmi per la sua lodevole e paziente professionalità; dipoi mi accingo a raccontarle cosa mi affligge. Esattamente 15 anni fa ho subìto una emorroidectomia che mi ha dato tanto dolore nella fase post-operatoria, ma che ha di seguito sistemato la mia regolarità intestinale in tutti i sensi. Ma circa 4 anni fa ho iniziato ad avere dolori lancinanti nella zona anale dopo le evacuazioni che avevo con regolare quotidianità a volte anche 2-3 ogni mattina. I dolori mi debilitavano fino a quando non potendone più mi sono recato da un medico-chirurgo (lo stessoche mi operò di emorroidi; e dopo una dolorosissima ispezione anale manuale mi ha ha diagnosticato una ragade anale e mi ha consigliato di operarmi! Ma memore dei dolori che riassaporerei sto esitando con i dolori (quelli patologici) che ne conseguono,divenuti da 1 anno e mezzo, oramai quotidiani. A questo punto volevo chiederle: 1)Può una ragade anale avere correlazioni con una sospetta prostatite? 2)E può, il dolore di una ragade anale, irradiarsi nella zona uro-genitale alterandone il naturale funzionamento? 3)Può, inoltre,condizionare la sfera sessuale e abbassare in maniera considerevole la libido? Per favore mi consigli che cosa devo fare. Ho 48 anni e inizio ad avere dei seri problemi personali anche con mia moglie. Nella speranza di un suo paziente interessamento al mio problema, colgo l'occasione per farle i miei auguri di buon Natale. Grazie e buon Anno

Caro Signor Giuseppe,
la ringrazio per gli auguri che ricambio con affetto. Innanzitutto è ben dimostrato che la patologia anale cronica provoca alterazioni sia della sfera urologica che su quella sessuale, in particolare la ragade anale se è complicata con un ipertono anale. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una valutazione corretta del grado della patologia. Sarà poi il clinico a decidere se consigliarle anche una manometria anale necessaria per la valutazione dell’ipertono e della decisione se eseeguire o meno una sfinterotomia. Riguardo l’intervento chirurgico questo, nella mia esperienza pone immediatamente fine al dolore e il post-operatorio, se privo di complicanze, è del tutto regolare con una ripresa rapida delle normali attività.
Cari saluti

Salve Dott.re, vorrei chiederle un parere. Ho fatto una visita perché avevo bruciori dopo la defecazione, risultato: " presenza di ragade anale ore 6 con piccolo polipo sentinella". Mi hanno dato, per un mese, da prendere Benefibra e applicare Antrolin, dopodiché sarei stato chiamato per l'operazione. Le chiedo, non c'è altra soluzione all'operazione, per evitarla? E se no, come funziona l'anestesia? Posso aver complicazioni? Ho 35 anni e non ho mai avuto operazioni e l'unica medicina che prendo è l'aspirina una volta ogni 2 anni. Devo dire che dopo che metto Antrolin sembra un paradiso. Grazie per l'attenzione

Caro Signor Andrea,
la ragade anale non sempre è una patologia che necessita di intervento chirurgico. Questo è dettato solo dalla cronicità della lesione e dalla sua resistenza alla terapia medica. Quella a lei prescritta è idonea e potrebbe anche evitare l’intervento con la completa guarigione della lesione. La terapia deve essere attuata per almeno 30 giorni e dopo è necessaria una nuova valutazione specialistica per constatare l’avvenuta cicatrizzazione o meno. Solo se la ragade persiste è meglio
procedere all’intervento che consiste nella asportazione della ragade e in caso di ipertono anche alla sfinterotomia. Le complicanze sono rare e possono essere relative alla comparsa di spasmo doloroso o al sanguinamento mentre il rischio di incontinenza potrebbe essere dettato solo da una cattiva condotta operatoria.
Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro, dopo la sua risposta di alcuni mesi fa, torno a porle un quesito che mi sta a cuore. Io soffrivo di un forte dolore dovuto ad una ragade anale, a distanza di 3 mesi usando tutti i giorni una pomata DILTIAZEM 2% con LIDOCAINA 3% ora sto molto meglio e il dolore della ragade è completamente scomparso, ma durante la defecazione 1 volta al giorno quasi sempre ed in particolare questa ultima settimana vedo tracce di sangue rosso vivo sulla carta igienica e quasi nulla sulle feci e sento solo per alcune ore un indolenzimento anale. Il medico di famiglia dice che se la ragade non da dolore si è cicatrizzata ed il sangue è sicuramente dovuto ad un problema di emorroidi. Io non ne sono molto convinta. Lei cosa ne pensa riuscirò a liberarmi di questo problema? Tenga presente che il medico dice che soffro di colon irritabile ed infatti sto prendendo degli ansiolitici e quando vedo il sangue continuo a spaventarmi data la mia forte ipocondria. La cura della ragade è così lunga? Spero in una sua cortese risposta e le auguro buone feste.

Cara Signora Loredana,
la terapia della ragade anale solitamente è lunga anche se non dovrebbe superarare i 40 giorni. Nel suo caso una valutazione specialistica completata con una videoproctoscopia digitale si rende necessaria per diagnosticare bene sia la gravità dell’eventuale malattia emorroidaria sia per valutare attentamente la cronicità della ragade. Solo dopo è possibile stabilire una adeguata terapia.
Cari saluti e auguri

Carissimo dott.re , soffro di ragade anale con intussusczione retto rettale prossimale dal 2006. Dopo varie visite e analisi cliniche come colonscopia, defecografia, manometria rettale ecc., l'unica cura con cui trovo giovamento è rectogesic pomata 2 v/diè associata all'utilizzo di dilatan.da circa 1 anno però ho avuto anche problemi di prostata dovuti ad una ipertrofia prostatica diagnosticata con una ecg e esplorazione rettale dell'urologo. Tale problema alla prostata mi rende difficile l'utilizzo dei dilatatori, come posso fare? E poi vorrei sapere se c'è correlazione tra le due patologie e se una può essere stata la causa dell'altra.

Caro Signor Angelo,
solitamente la patologia anale è complicata e trova correlazioni con la patologia dell’ultimo tratto dell’apparato urinario. Comunque se la sua ragade anale è cronica bisognerebbe valutare un diverso percorso di terapia e stabilire se fosse necessario un trattamento chirurgico. Una visita proctologica con videoproctoscopia potrebbe essere di aiuto in comparazione anche con gli altri esami eseguiti.
Cari saluti

Egr Dott, sono una ragazza di 25 anni che soffre da 3 settimana di dolori intensi durante la defecazione. Nei mesi passati, in seguito a stipsi occasionale, ho sofferto di sanguinamenti rosso vivo che si risolvevano nel corso della giornata. Recentemente però (durante la defecazione normale, e quindi non stipsi), provo dolori allucinanti (senza sanguinamento) che si protraggono per giorni (a dire il vero da quando sono comparsi non hanno cessato). Il dolore è presente sia quando sono in piedi che seduta.. è come un'ago.. A chi mi posso rivolgere? Di cosa potrebbe trattarsi? Grazie mille

Cara Signora Laura,
potrebbe trattarsi di una ragade anale per questo si sottoponga ad una visita specialistica colonproctologica completatata con una videoproctoscopia per poter confermare la diagnosi e quindi decidere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Buonasera Professore, le ho inviato una mail qualche giorno fa riguardo un problema di ragade anale che si è ripresentato dopo un intervento di sfinterotomia laterale. Lei mi chiede di sapere se prima dell'intervento mi è stata fatta una manometria: beh, prima che lei lo scrivesse non sapevo cos'era... cosa posso fare? grazie e cordiali saluti

Caro Signor Roberto,
la ragade anale cronica è una patologia di interesse chirurgico e il suo trattamento è, secondo il mio parere, la fissurectomia cioè l’asportazione della ragade. Se esiste l’ipertono sfinterico (valutabile con la manometria anale) alla fissurectomia si associa la sfinterotomia. Se non esiste l’ipertono è inutile la sfinterotomia che eseguita come unico evento non risolve il problema ragade anale. Era per questo che le chiedevo informazioni riguardo la manometria pre-operatoria, se lei non aveva l’ipertono la sfinterotomia è stato un trattamento insufficiente per la cura della ragade. Il mio consiglio è di sottoporsi a una rivalutazione colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale al fine di stabilire un adeguato percorso diagnostico e terapeutico.
Cari saluti

Gentile Dottore,sono di Palermo e circa 5 mesi fa ho avuto la mia prima ragade anale è stata curata con delle pomate e la sofferenza è durata circa 15giorni.Adesso ho lo stesso problema sono stato sottoposto ad Anoscopia e come scrive il medico ha dovuto utilizzare uno strumento pediatrico!In sostanza mi dice che oltre alla presenza di noduli emorroidali di 1°grado,ho una ragade cronica posteriore in fase di fibrosi con stenosi del canale anale da ipertono sfinterico e suggerisce un intervento chirurgico. Le mie preoccupazioni riguardano il post-intervento in alcuni casi si parla di incontinenza,gradirei un suo gentile consiglio e se la tecnica che lei ha più volte trattato del palloncino risulta la più efficace. La ringrazio anticipatamente e la saluto.

Caro Signor Roberto,
la cosiddetta tecnica del palloncino è efficace nelle ragadi acute resistenti alla terapia medica, nel suo caso credo che sia poco indicato. Riguardo il trattamento più indicato se esiste ipertono (che deve essere confermato con una manometria ano-rettale) alla fissurectomia deve essere associata una sfinterotomia graduata in base ai valori manometrici. In questo modo si previene quella che è la complicanza più temibile che è l’incontinenza.
Cari saluti

Buongiorno Dottore, da alcuni giorni ho notato delle perdite sulla carta igienica di sangue rosso vivo! L'altro giorno mentre andavo di corpo mi son sforzato tanto e le feci erano molto dure. Dopo l'evacuazione ho notato un senso di fastidio come se non avessi finito tutto e controllandomi bene ho notato una pallina interna nell'ano. Mi sto preoccupando, che potrebde essere? A chi mi posso rivolgere? Sono molto ansioso.

Caro Singor Franco,
una defecazione disfficoltosa può provocare piccole lesioni anali che danno origine ai sintomi da lei descritti. Una valutazione proctologica potrebbe essere utile per diagnosticare tale evenienza e affrontare un adeguato percorso di terapia anche per prevenire il cronicizzarsi della lesione che potrebbe diventare una ragade cronica.
Cari saluti

Egregio Dottore, sono una ragazza di 32 anni. Recentemente sono stata operata di ragade anale. Durante l'intervento mi è stato trovato un fibroma anale. Le faccio una premessa: sono dieci anni che ho questa "pallina" che mi ha portato sempre fastidio e soprattutto perdite di sangue notevoli. Ho fatto diverse visite chirurgiche e mi hanno sempre detto che si trattava di emorroidi. Ho fatto anche una rettoscopia. Di conseguenza ho curato questa "pallina" con medicine (Daflon da 500; Danzen; Normix antibiotico da 200; Prisma da 50; Laxacol;Fleboside iniezioni) e pomate (Emorril; Proctosedyl;Neuflan; Antrolin)usate specificatamente per le emorroidi. Dopo un mese e mezzo di cura e dolori atroci, ho fatto una visita chirurgica e mi hanno trovato la ragade anale. Il giorno 11/12/2008 mi hanno operato la ragade e mi hanno appunto trovato il fibroma, che quando vado di corpo esce fuori. Da subito dopo l'intervento non sono più riuscita a farlo rientrare, cosa che prima invece riuscivo a fare. L'ho lasciato fuori anche perchè mi hanno spiegato che dopo l'intervento era normale che non rientrasse. Ho avuto però delle emorragie durate una settimana e nel giro di 2 giorni il fibroma è diventato il doppio. Adesso ho notato anche che il fibroma ha un "figlio" piccolino che prima non c'era. Nel frattempo il medico mi ha dato il Daflon e l'antibiotico Neoduplamox più l'antinfiammatorio Nimesulide. Il 1° di dicembre sarò operata in Day Surgery. Vorrei gentilmente dei chiarimenti sul come è stato possibile scambiare il fibroma con delle emorroidi, sulle conseguenze di cure sbagliate fatte finora e comunque notzie su questo tipo di fibroma. Ho cercato sui vari siti ma non ho trovato nulla. La ringrazio per la Sua gentile attenzione e attendo con ansia una Sua risposta. Grazie.

Cara Signora Melissa,
il cosiddetto fibroma non è altro che la fantomatica papilla ipertrofica che è la manifestazione interna della ragade anale. La papilla ipertrofica come tale assume un aspetto fibrotico e quando è presente può andare incontro a processi flogistici. La presenza dellapapilla ipetrofica ne impone la sua asportazione durante l’intervento di ragade anale che a questo punto non può essere basato sulla semplice sfinterotomia (usanza frequente per questo tipo di problema) ma con la fissurectomia cioè l’asportazione della ragade. Non voglio entrare nel merito perchè una papilla ipertrofica è stata scambiata per una emorroide, e nemmeno perchè questa non è stata asportata al primo intervento.
Cari saluti

Salve sono una ragazza di 17 anni e da alcuni giorni ho riscontrato un problema di cui non ho mai sofferto prima: qualche giorno fa sono andata in bagno e ho defecato con un po' di fatica soprattutto perchè la fece era dura e grossetta... questo mi dicono perchè non consumo molta verdura anzi.. nel momento della defecazione spingendo per fare uscire la fece ho sentito un dolore nella zona anale come se mi si aprisse una ferita dolore tipico di una ferita, bruciore e poi asciugandomi ho trovato qualche macchia di sangue sulla carta igienica, strisce proprio, di sangue rosso vivo "fresco" e qualche giorno fa ho notato delle piccole macchioline qua e là sulla fece di sangue. Cosa potrebbe essere? Una regade o emorroidi? Ho paura possa essere qualcosa di grave, un tumore... un consiglio e presto farò una visita dal medico grazie per la risposta a questa e-mail

Cara Enrica,
no, non è possibile parlare di tumore nel suo caso. Invece è possibile che l’episodio di stipsi abbia ferito l’ano dando origine a una lacerazione che se non curata potrebbe trasformarsi in ragade. Si sottoponga a visita proctologica completata con una videoproctoscopia per evidenziare la diagnosi e permettere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Sangue dall'ano e ragade anale

Premetto, con un po di vergogna, che pratico fin da ragazzino la dilatazione estrema dell'ano, Da pochi giorni (ho 55 anni) sento una piccola protuberanza all'interno dell'ano che ultimamente mi ha provocato notevole sanguinamento. Prima scuro, poi chiaro e "fresco". Ho interrotto per parecchi giorni l'attività sessuale, ma, non appena riprendo la pesante attività sessuale, o defeco con difficoltà per rari casi di stipsi espellendo feci "voluminose", il sanguinamento ricomincia.Che posso fare per sistemare definitivamente il problema e riprendere le mie attività, anche quelle sessuali?Se vorrà rispondermi, magari indicando sia eventuali terapie, se è stato in grado di individuare il problema, che eventuali esami volti chiarire meglio le cause dell'inconveniente, le sarei gratograzie.

Caro Signore,

probabilmente il trauma ha provocato una lesione del canale anale, causa dei suoi sintomi. È difficile stabilire quale possa essere la patologia, potrebbe essere una emorroide o una ragade  e le due patologie rispondono a terapie differenti. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per una adeguata terapia.

Curare la ragade anale

Salve da tempo avevo problemi di stipsi,solo che ultimamente ho avuto grosse difficolta' ad evacuare avvertivo dolore all'ano e al passaggio delle feci sentivo come aghi.inizialmente vedevo sulla carta dei puntini di sangue ora mi sono rivolta dal medico e mi ha prescritto pomata ruscoroid ho notato un lieve benessere..solo che dopo un paio di giorni andando in bagno ho notato tra le feci sangue e non puntini di sangue avverto dolore a volte si alterna prurito alternato a bruciore....mi preoccupo nel caso non fosse emorroidi...cordiali saluti

Cara Signora,

i suoi sintomi possono essere dovuti ad una patologia diversa da quella emorroidaria e nello specifico alla presenza di una ragade. Questo potrebbe spiegare perché la pomata prescritta non da molti benefici. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con un esame endoscopico di base quale l’anoscopia o una anorettoscopia, meglio una videoproctoscopia digitale, per una corretta diagnosi e per una adeguata terapia.

Cura della Ragade anale

Buon giorno mi perdoni se mi permetto di disturbarLa ho subito un intervento chirurgico codice 4951 sfinterotomia anale laterale sinistra per ragade anale, dopo 4 giorni di degenza sono uscito ieri dall'ospedale, dopo la prima evacuazione mi lavavo ed ho notato un taglio di circa tre cm. alla natica sinistra vicino allo sfintere come mai questo taglio? perchè l'hanno fatto? Sicuro di una sua sollecita risposta in merito Voglia gradire i miei distinti saluti. Paolo

Caro Signor Paolo,

credo che sia la ferita che è stata fatta per eseguire la sfinterotomia anche se mi sembra molto strano che per questo tipo di intervento siano necessari ben quattro giorni di ricovero in assenza di complicanze.

Egregio dottore dopo 2 anni di tentativi e di sofferenze ,sono stata operata il giorno 11 ottobre 2013 di ragade anale con lieve ipertono devo dire che non e stata una passeggiata, ma finalmente posso dire di essere quasi rinata , i controlli vanno bene , pero' il giorno dopo l' intervento e' comparso un prurito esterno fastidioso cosa posso fare?e' una senzazione di irritazione ma all' esterno non mi sembra arrossato ,il chirurgo che mi ha operato dice che passera' uso cicatridina crema e una schiuma x l' igiene .Io oltre a tenere ben pulita e asciutta la zona non so piu' che fare . puo lei darmi qualche indicazione e se c'e qualche crema x alleviare il fastidio?.. la ringrazio e le auguro una serena giornata

Cara Signora,

mi dispiace non poterla aiutare, sarebbe poco etico prescrivere terapia a pazienti per via virtuale e senza avere un chiaro e diretto quadro clinico della persona sofferente. Il prurito anale riconosce diverse cause tra cui patologie anali e può presentarsi anche dopo chirurgia proctologica. Segua i consigli del suo chirurgo che ha sicuramente una conoscenza più diretta della sua condizione.

cura della ragade anale

Salve, vorrei porLe il mio problema: da circa due mesi sono afflitto da dolori all'ano e più precisamente, sento come una pallina esterna che a toccare è dolorosissima. (Premetto che non ho sanguinamento di alcun tipo)Il mio medico mi curava per emorroidi, ma dopo qualche settimana che non passavano, ho fatto una visita proctologica.Il dottore (chirurgo) che mi ha visitato molto velocemente (infilandomi il dito nell'ano mi ha fatto sentire un dolore molto intenso)e mi ha diagnosticato "Ragadi anali"Prima mi ha parlato di intervenire chirurgicamente, ma poi ha detto che era meglio se si provava a risolvere il problema con una pomata "Antrolin" per un mese e se non guarivano era da intervenire chirurgicamente.A distanza di 2 settimane, non ci sono miglioramenti.Ho letto che alcune persone hanno risolto il problema con pomata di nitroglicerina al 02%.Mi può dare un consiglio in proposito? La ringrazio

Caro Signore,

la cura della ragade anale prevede diverse terapie, tra cui quella chirurgica. Le  cure sono prescritte in base alla gravità della patologia. Se la ragade è acuta può essere trattata con le  terapie locali, tra cui anche le creme alla trinitroglicerina, ma se la ragade è cronica la cura è chirurgica. La valutazione della gravità della ragade prevede sì la visita manulae ma anche una visione diretta della lesione mediante una anorettoscopia, meglio con una Videoproctoscopia Digitale.  Inoltre se vi è il sospetto di un ipertono, riscontrabile alla visita, questo andrebbe valutato mediante una manometria anorettale. Solo dopo la corretta definizione della patologia è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Come curare la ragade anale

Gentile dottore, ho 40 anni e da aprile scorso, dopo una forte emorragia, ho iniziato a soffrire di forti bruciori dopo l'evacuazione, che duravano parecchie ore e mi hanno limitato nello svolgimento delle mie normali attività. Dopo varie visite specialistiche (trattamento con mioxirag, ozonia 10), a settembre dopo anoscopia mi è stata riscontrata una ragade anale ormai cronica con polipo e forte ipertono. Di li gli ultimi tentativi: cura per 40 gg con rectogesic e per ultimo uso di dilatan, con miglioramenti solo momentanei. Su consiglio di un altro specialista, sono stata operata 2 settimane fa di sfinterotomia laterale interna. Fortunatamente il bruciore che mi assillava è passato, sto meglio e la visita di controllo è andata bene, ma ancora l'evacuazione è piuttosto dolorosa e poi mi permane un fastidio nelle ore successive.E' normale questo decorso post operatorio e oltre a bere tanta acqua, frutta e verdura, potrei assumere qualcosa che mi aiuti ad andare in bagno? Quanto tempo richiede la guarigione della ferita e della ragade?La ringrazio in anticipo

Cara Signora,

come noto la sfinterotomia dovrebbe correggere un eventuale ipertono dello sfintere interno che, presumibilmente, impedisce la cicatrizzazione della ragade anale. Quindi questo intervento non prende in considerazione un trattamento diretto sulla ragade. A mio parere la sfinterotomia è indicata solo nei casi in cui la manometria dimostri, nella persona affetta da ragade anale cronica, la presenza di un ipertono dello sfintere anale interno e  Va associata alla fissurectomia oltre alla asportazione di eventuali marische e della papilla ipertrofica.  I sintomi che lei sta lamentando potrebbero essere dovuti o alla persistenza della ragade cronica (quelli descritti sono tipici di questa patologia) oppure alla presenza della ferita dopo fissurectomia e in questo caso è necessario attendere almeno i canonici trenta giorni perché avvenga la completa guarigione. Solitamente dopo l’intervento, nella mia esperienza, oltre che ad una adeguata alimentazione prescrivo degli emollienti fecali per permettere evacuazioni morbide e non traumatiche.

Cura della ragade anale

Buonasera gentile dottore, ho 46 anni e 6 anni fa sono stata operata di una ragade anale con sfinterotomia. Desidero un suo parere riguardo la mia situazione attuale. Da circa 2 mesi sto soffrendo di dolori anali, mi sono sottoposta a visita proctologica con anoscopia e il chirurgo che mi operò allora ha riscontrato forte ipertono, papilla ipertrofica e granuloma sorto sulla pregressa cicatrice dell'intervento. Mi ha dato Rectogesic che non sopporto perchè mi fa venire mal di testa. Allora abbiamo provato il Mioxirag che tollero bene e Antrolin con Giprocol per ammorbidire le feci. Tutto questo però è risultato inutile e io continuo a soffrire. Sono passata al Topster e sembra vada meglio, mentre non rispondo alla mesalazina.Io non credo che sia l'ipertono a causarmi dolore, ma il dolore a causarmi l'ipertono! Può essere? Lei che cosa mi consiglia? La ringrazio e la saluto cordialmente. Agnese

Cara Signora Agnese,

se persiste l’ipertono significa che il primo intervento è stato fallimentare. Mi incuriosisce  l’ultima diagnosi fatta anche con l’ausilio dell’Anoscopia e soprattutto la terapia prescritta. Interpretando i suoi sintomi, la diagnosi e la terapia prescritta credo che lei stia soffrendo per la presenza di una ragade anale cronica. Concordo con lei riguardo l’ipertono come conseguenza del dolore e penso che la terapia medica non possa guarire la sua patologia ma solo attenuare momentaneamente i sintomi. Le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una valutazione corretta della patologia e un adeguato percorso di terapia.

Gent. Dr. Nicastro, Le risulta se sia possibile ripetere la sfinterotomia l.i. in situazioni dove a distanza di due anni dopo l'intervento, si ripresenta la ragade con ipertono sfinteriale .

Tecnicamente è possibile ripetere la sfinterotomia, ma bisogna avere delle indicazioni ben precide e comprendere se la ragade è cronica o meno.

Gent. mo Dott. Nicastro, ho sofferto un paio d'anni fa di ragade anale, sono stato sottoposto a sfinterectomia e, nonostante la formazione di un piccolo ispessimento doloroso nei primi tempi successivi all'operazione nella zona dove c'era la ragade, sono riuscito, grazie alle cure indicatomi (psyllogel fibre, antrolin, all'occorrenza daflon, rectogesic e ovuli vaginali) a ridurre l'ispessimento e trovare una buona condizione di vita. Ad ogni defecazione uso della vaselina e successivamente faccio un semicupo con anonet. In questi giorni sto soffrendo di una infiammazione anale non acuta, senza formazione di ragade (mi capita 2-3 volte all'anno, forse perchè soffro un po' anche di colon irritabile, il medico ogni tanto mi prescrive dei brevi cicli di mesalazina)e ho riutilizzato l'Antrolin, una confezione che avevo aperto tre mesi fa, senza accorgermi della dicitura che esplicita di utilizzarlo entro trenta giorni dalla prima apertura. Ciò può creare complicazioni? in altre parole, è solo l'efficacia del prodotto ad essere inferiore o nulla, o può anche creare sensibilizzazioni o danneggiamenti? Le chiedo questo perchè mi sono accorto che il dolore (sensazione di infiammazione interna all'ano, non acuta, che persiste per un po' di ore dopo le evacuazioni)non si attenua con le applicazioni. Forse mi sono assuefatto alla pomata? Eventualmente me ne può consigliare un'altra, non cortisonica? (Ruscoroid? In farmacia mi hanno dato Avenoc, omeopatico, che ne pensa?). La ringrazio per la cortesia e le faccio i miei complimenti per la Sua grande professionalità. Cordiali Saluti.

Caro Signore,

non credo che la crema possa dare complicazioni quanto invece che perda la sua presunta efficacia. A mio parere se questi sintomi compaiono almeno tre volte in un anno lei dovrebbe sottoporsi a visita coloproctologica completata con un esame endoscopico di base (anoscopia, anorettoscopia meglio a videoproctoscopia digitale) in modo da escludere la presenza di una ragade (come può esserne sicuro della sua assenza?) o di altra patologia anale e quindi seguire una corretta terapia.

Nella cura della ragade anale ha una logica usare gel rettale a base di diosmina e in caso affermativo come va applicata e per quanto tempo?E' più utile dell'antrolin o si complementano oppure è più utile, anche per prevenire le recidive, l'antrolin crema rettale? Grazie per la risposta.

La ragade anale è una ferita cronica del canale anale. Può essere curata con diverse terapie locali o con la chirurgia. L’uso della diosmina è indicato nella patologia emorroidale. La terapia medica della ragade dipende dalla sua cronicità e deve essere prescritta dal medico che ha rilevato e diagnosticato la patologia, rimuovendone anche le cause come la stipsi o altri disturbi della defecazione.

Genti.mo Dott. NIcastro sono stata operata il 13/12/2013 per ragade anale posteriore , ho subito una dissezione-exeresi in blocco con anoplastica secondo Arnous. La descrizione dell'intervento e' la seguente:: anestesia locale assistita;dissezione-exeresi di ampia ragade al polo posteriore del canale anale e di pseudopolipo al suo apice,mobilizzazione della mucosa e anoplastica secondo Arnous;non viene eseguita la sfinterotomia interna.DIssezione-exeresi di gavocciolo emorroidario prolassato alle ore XII previa legatura del peduncolo vascolare alla base.Controllo accurato dell'emostasi. Mi è' stato riferito che durante l'intervento ho avuto importante perdita di sangue,per questo hanno aggiunto alla classica terapia post-operatoria , il Tranex. Il decorso operatorio e' stato molto pesante anche se all'ultimo controllo sono stata considerata guarita. Dopo due settimane da questa visita ,avendo continuamente dolori anali sia durante l'evacuazione che nelle ore successive ,sono ritornata dal chirurgo che ha constatato la riapertura di una ferita. Ora ,a due mesi circa dall'intervento , i dolori anali sono aumentati sia durante l'evacuazione che dopo,ma sento anche un peso nella zona camminando oppure stando in piedi. Continuo ad effettuare la manovra manuale di dilatazione durante la quale mi sembra di riscontrare che la mucosa anale sia più' gonfia e il canale meno elastico. Può aiutarmi a capire il perché di tutto questo? La ringrazio per il tempo che potrà dedicarmi e Le invio i miei saluti.

Cara Signora Teresa,

i suoi sintomi possono essere dovuti alla presenza/persistenza della ragade anale. Lei descrive un decorso postoperatorio abbastanza difficoltoso e la persistenza di dolori e sofferenze e, come se non bastasse, continua ad eseguire terapie e cure non proprio in linea con un regolare processo di guarigione. Il senso dell’ingombro anale potrebbe essere dovuto o alla contemporanea comparsa di un grado di patologia emorroidale (probabile dopo le tante manovre), o ad un prolasso mucoso (a seguito della anoplastica). Le consiglio una valutazione colnproctologica completata con una videoproctoscopia digitale, per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Salve dottore, sono una donna di 41 anni che soffre di colon irritabile, riscontrata con colonscopia due anni fa, a breve dovro' ripeterla per valutare una sospensione della cura on mesalazina. Ho avuto due anni fa una piccola ragade che per fortuna si e' risolta con pomate. Ora ho riscontrato una marisca (almeno credo),piccolo lembo di carne che a volte mi da prurito e fastidio. C'e' una cura adatta? Come posso attenuare i fastidi quando insorgono in alcuni giorni? Grazie

Cara Sigmora Lorena,

se la marisca è sintomatica, nei momenti di crisi potrebbe applicare delle creme lenitive (all’ossido di zinco, vitaminiche, ecc.), ma la cura definitiva potrebbe consistere nella asportazione chirurgica della lesione. L’intervento può essre condotto in anestesia locale. Comunque sarebbe opportuno, prima dell’intervento, sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale  per una conferma diagnostica e una aseguata terapia.

buonasera Dott.Nicastro ho 22 anni sono stato operato il 30.9.2013 per rimozione di 2 ragadi croniche ,exeresi di 2 papille ipertrofiche e di un gavacciolo emorroidario prolassato. Il post operatorio è stato abbastanza lungo (60 giorni). Il problema è stato risolto ma continuo ad avere fastidi da circa 10 giorni a causa di una specie di vena a rilievo li dove sono stato operato e mi causa dolore e bruciore anche durante l'evacuazione, non so bene cosa sia sembra carne cresciuta creatasi nel corso della guarigione. Dopo l'operazione mi è stato detto che c'era presenza anche di altre 2 piccole emorroidi che però non era urgente togliere. La ringrazio in anticipo per il tempo che potrà dedicarmi.

Caro Signor Michele,

quello che descrive potrebbe essere una marisca o una patologia emorroidale. Una esatta diagnosi è possibile solo consultando un colonproctologo e sottoponendosi ad una videoproctoscopia digitale.

Mi hanno diagnosticato una ragade anale ma il sanguinamento non è costante come viene descritto e non ho prurito solo molto dolore in particolare dopo la visita e mi sono uscite dei bozzetti fuori anch'essi dolorosi è normale? ringrazio anticipatamente della sua disponibilità

Cara Signora Tiziana,

non in tutti i casi la ragade anale ha come sintomi il prurito e la perdita di sangue. Nella ragade cronica il sintomo predominante è il dolore alla defecazione e quelle che descrive come protuberanze, probabilmente sono delle marische infiammate. La diagnosi di ragade anale, come di tutte le altre patologie anali, andrebbe confermata con un esame endoscopico di base come l’anorettoscopia o meglio con una videoproctoscopia digitale.

Egregio Dottore Nicastro Sono un uomo di 34 anni domiciliato a Lamezia. Circa 5 anni fa ho avuto i primi fastidi all'ano, come un senso di corpo estraneo a ore 12 e senso di gonfiore esterno e in qualche caso dolore diffuso. Ovviamente sono andato alcune volte dal mio medico di famiglia che mi ha fatto fare cicli di daflon, antrolin, proctolyn. Il medico stesso mi ha mandato da un medico chirurgo che mi ha diagnosticato una ragade. Voglio precisare che la prognosi non è stata supportata dalla visione di una ragade ma dal dolore in fase di allargamento durante la visita digitale, mi prospetta subito l’operazione (che sinceramente avrei fatto volentieri) Passo dal medico, racconto la visita come la racconto a voi e lui perplesso mi manda da un amico chirurgo in ospedale, che non riscontra assolutamente una ragade. Sono perlpesso, ed arriviamo ad oggi…dopo un periodo di remissione sono andato al PS con forti dolori. Il medico mi visita e non trova nulla ma mi segna una rettosigmoidoscopia, che il mio dottore mi segna come urgente (visti i dolori). Attualmente sento dolore e lo spasmo che leggo tipico in questi casi e come una pallina che nessuno comunque riscontra alla visita. Sono esausto e anche il mio umore è peggiorato di molto, una sua risposta mi sarebbe di grande conforto. Grazie Ps La domanda è: che devo fare?

Caro Signore, sicuramente bisogna arrivare ad una diagnosi e uno dei modi è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale, esame che può facilmente risolvere ogni dubbio sulla preßenza o meno della ragade anale.

buongiorno dott,Nicastro sono in uomo di 56 anni vorrei chiederle un consiglio che mi affligge da circa 10 mesi mi e stata diagnosticata dal mio proctologo un ragade anale dopo varie cure con pomate e dilatatori il problema persitteva cosi mi e stata fatta una sfiterotomia laterale sinistra pero subito il giono dopo l'intervento mi e uscita fuori una piccola emorroide che non e piu rientrata dopo varie cure dopo circa 4 mesi dal primo intervento mie stato tolta questa marisca in piu mi e stata fatta dinuovo sfinterotomia laterale in quanto il medico a detto che cera una piccola ragade. pero dopo circa un mese i risultati sono scarsi il dolore lieve pero persiste ed e fastidioso il mio proctologo dice che faccio le feci molli devo fare le feci dure monocomposte noto anche che il mio ano e sempre umido a cosa e dovuto per l'intervento o a cosa altro mi puo consigliare cosa devo fare .La ringrazzio anticipatamente per la sua cordiale attenzione

Caro Signor Rocco,

se la ragade è cronica e non è stata dimostrata la presenza di un ipertono, a mio parere, la sfinterotomia non cura la ragade anale che necessità invece di un trattamento diverso e cioè dell’asportazione del tessuto malato (fissurectomia). Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per una adeguata terapia.

Salve Dott. Nicastro, sono una ragazza di 23 anni , studio medicina. Ho sempre avuto problemi di stitichezza , gonfiori e borborigmi intestinali ..mia mamma ha un dolicocolon e soffre di emorroidi per cui da sempre cerco di far movimento e star attenta all 'alimentazione. Qualche anno fa un'episodio di emorroidi sanguinanti risoltosi con proctosyl.Quest' anno però ho iniziato ad avere sanguinamenti e dolori durante la defecazione..prenotata la visita da un proctologo privato che utilizza il laser mi è stata diagnosticata una ragade anale posteriore con marisca e anche una ragade anale anteriore più recente con polipo annesso (viene fuori alla defecazione provocandomi intenso dolore). Il privato mi dice che ho bisogno dell intervento (1500 euro per farlo con il laser)e che nn c'è altra terapia realmente efficace. La manometria evidenzia un tono al limite dei normali valori, ma mi dicono probabilmente dovuto al fatto che il polipo durante l esame mi provocava dolori. Io decido di chiedere un secondo parere a un proctologo in una struttura pubblica e qui mi viene consigliata la terapia con Dilagent per 4 settimane e poi l asportazione del polipo( quando ci sarà posto in lista) . Ora dopo due settimane di dilagent e psyllium , non riesco ad andare di corpo senza l ausilio di un microclisma, sanguino ogni tanto , mi si sta formando una marisca o crosticina anteriormente ma ho comunque dolori dopo ore dalla defecazione. Il mio dubbio è: farmi operare con il laser è sicuro e ci sono più vantaggi? (il proctologo privato mi ha parlato di ripulire la ragade, credo una fissurectomia), il secondo ha parlato solo dell asportazione del polipo sentinella lasciando la marisca. Ovviamente nessuna sfinterotomia per la mia giovane età. Lei cosa mi consiglia? sono un poco spaventata dal post operatorio e dal rischio di incontinenza . La ringrazio in anticipo.

Cara Signora Elisa,

se la ragade anale è cronica il mio consiglio è di sottoporsi ad un intervento chirurgico di fissurectomia e, nel suo caso, di asportazione della marisca e del polipo (papilla ipertrofica). Questo intervento può essere eseguito con diversi mezzi e il laser e uno di questi che, a mio parere, ha pochi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali. L’intervento, se eseguito lege artis, non provoca alcun dolore nel post-operatorio e non mette a rischio la continenza. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta valutazione della patologia e per una adeguata scelta terapeutica.

è più di un mese che soffro di una fastidiosa ragade anale; da circa 10 giorni sto applicando, secondo le indicazioni de proctologo, lo spray "HOLOIL" e la pomata al VERBASCO con l'ausilio del dilatan, ma a tutt'oggi non ho notato significativi miglioramenti; preciso che tutte le mattine vado al bagno naturalmente con feci alquanto molli. Avverto dolore nel corso dell'evacuazione e mi rimane per tre quattro ore, fino a che poi va sempre a diminuire fino a quando la sera pratico la medicazione sopra descritta e il dolore ricompare! Che fare? Datemi un consiglio!

Caro Signor Peppino,

esistono diverse cure per la ragade anale. Le terapie mediche (con farmaci o prodotti “naturali”) sono indicate nella ragade acuta o con un basso grado di cronicità, la terapia chirurgica nella ragade cronica severa. Il grado di cronicità della ragade anale è stabilito da alcuni criteri che lo specialista mette in rilievo durante la visita proctologica ma soprattutto con una anorettoscopia o, meglio, con una videoproctoscopia digitale. Una volta stabilita la corretta diagnosi è possibile improntare un corretto percorso di terapia.

Buongiorno, ad ottobre 2013 mi sono state diagnosticate delle emmorroidi non gravi,mi hanno dato delle pillole da prendere ma non hanno fatto effetto. Per questo a marzo 2014 mi sono rivolto ad uno specialista il quale invece mi ha diagnosticato un ragade anale con sentinella, sto usando ormai da un mese 2 volte al giorno la pomata luan e solo la sera la pomata cicatrizzante ma ad oggi la sentinella quando vado in bagno esce e fa male. Il dottore ha detto che se questa cura non fa effetto mi devo operare non ci sono altre soluzioni? grazie saluti.

Se la ragade anale è cronica, come si può desumere dalla presenza del polipo sentinella, il trattamento curativo è la chirrugia che consiste nella asportazione del tessuto malato (fissurectomia) e l’asportazione del polipo sentinella.

buongiorno Dottore, il 15 aprile scorso sono stato operato per una ragade anale con sfinterotomia laterale sx ed asportazione del polipo sentinella- ho avuto delle conseguenze post operatorie, tumefazione e edema e prolasso,l'indomani della dimissione ho telefonato chiedendo spiegazioni normale quelle lividi, mi è stato detto di primo acchito che era stata una conseguenza dell'anocopio al momento dell'intervento. Dopo 2 giorni sono stato a controllo mi è stato riscontrato un' edema dolente della mucosa ano rettale che appariva prolassato,(trombosi emorroidale) mi vengono prescritti daflon 500 2cp x 3 al dì poi a scalere per 5 giorni, toradol gocce e antrolin crema locale,controllo dopo 4 giorni. A controllo altro chirurgo,asserisce che sono marische perianale da esito post operatorio, ci sono presenti ancora i lividi, mi consiglia toradol al bisogno e sospensione di daflon 500 e fare dei semicupi con acqua tiepida, dopo 15 minuti circa, dello stesso giorno vengo visitato anche dal chirurgo che mi ha operato, dice che ha parlato con il collega e conferma le marische, mi fa una controllo con il dito nonostante avessi forti dolori e lividi. Nei giorni successivi notavo perdite di sangue copiosi assieme a delle coaguli di sangue. Sono ritornato dal chirurgo , mi rivisita con esplorazione prima con il dito poi introduce in pronfondità una garza attaccata a una pinza, provocandomi un notevole dolore, mi prescrive Flaminase 2 cps al mattino e 2 alla sera per 7 giorni,fare semicupi in acqua tiepida e una pomata locale. Ieri dopo che sono stato in bagno ho avuto una perdita di sangue abbastanza copiosa e sempre con filamenti di sangue coagulato. Sto assumendo anche tachipirina 1000 per il dolore. Ancora questa mattina sangue e nonostante la tachipirina ho ancora dolore e perdite di sangue. Sono molto spaventato. Possibile che dopo 16 giorni dall'intervento devo avere questa perdite di sangue e dolori. Quanto tempo occorre per sapere se l'operazione è riuscita, e quanto tempo per la guarigione. Non ho più fiducia a questo chirurgo che si ritiene il più bravo ed esperto del suo reparto cordiali saluti Francesco

Caro Signor Francesco,

a parte la fiducia verso il chirurgo che ha eseguito l’intervento, credo che il decorso post-operatorio dopo un intervento di ragade anale non sia quello che lei riferisce. Probabilmente ci sono state delle complicazioni (edema, trombosi emorroidaria) che lo hanno reso difficoltoso e lungo. Non si possono prevedere i tempi di guarigione della ferita e quindi l’abolizione dei sintomi, ma per una corretta terapia è necessario stabilire con precisione la complicanza che ha scatenato tutti i suoi problemi.

Salve sono un ragazzo di 29 anni E da qualche anno che soffro di ipertono sfinteriale al che mi sono recato da uno specialista di Bologna, che ha diagnosticato proprio un ipertono sfinteriale con ragade. La cura prescritta fu dilatatori anali per un mese nelle due misure piu piccole. Dopo due settimane il dolore al posto di diminuire aumentava e cosi ho deciso di smettere con i dilatatori eniziare una cura con rectogestic, con il quale ho avuto miglioramenti pero ogni tanto tornano i forti bruciori...non so più cosa fare potete aiutarmi? Ps la cura con rectogestic l'ho iniziata da tre settimane. Intanto grazie

Caro Signor Davide,

la cura prescritta è adeguata per la cura della ragade anale con ipertono soprattutto quando la ragade non è cronica. Nel suo caso racconta di una storia di sofferenza che dura da qualche anno e credo che una attenta valutazione colonproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per valutare il grado di cronicità della patologia e prendere in considerazione il trattamento chirrugico.

Salve Dott., ho 25 anni e da quasi 2 mesi ho una ragade con emorroide sentinella. Premesso che la prima visita proctologica l'ho fatta dopo quasi 1 mese di dolore lancinante, ora la situazione sembra migliorata utilizzando il nefluan, zirfos fermenti lattici e il laevolac da quasi 1 mese. Ho notato un rimpicciolimento dell'emorroide sentinella e il dolore è praticamente sparito.. Giusto qualche "pizzico" ogni tanto, anche se la ragade non si è ancora rimarginata. Lei crede che posso guarire con la terapia farmacologica o necessito dell'intervento? Quanto impega tipicamente una ragade a rimarginarsi? È vero che dopo l'intervento si perde l'elasticità anale? Grazie mille per l'attenzione, sperando possa darmi buone notizie!

Cara Valeria,

se l’intervento è eseguito lege artis non si perde alcuna elasticità dell’ano. Comunque la ragade anale può guarire con la terapia medica che può essere continuata anche per molti giorni. Le ferite dell’ano impiegano anche 60 giorni per guarire completamente e bisogna attuare terapie locali con sostanza che favoriscono la cicatrizzazione.

Salve Dott. Nicastro, a fine settembre 2013 sono stato operato di emorroidi con metodo M&M . Fin da subito ho lamentato problemi nella defecazione. All'inizio il dolore era provocato da ferite non chiuse derivanti dall'operazione ( un chirurgo ha sostenuto che si trattava di ragadi fisiologiche e non patologiche). Ho fatto uso di Pentacol 500 in tubetti monodose senza alcun miglioramento. Solo a Marzo mi sono state diagnosticate n. 2 ragadi: una a ore 6 e una a ore 12. Ho provato Proctoial e Antrolin per 30 gg, Mioxyrag e Levorag per 30 gg , senza risolvere alcunché. Mi è stato consigliato sistema Dilatan, ma a malapena riesco a infilare il primo dei tre dilatatori e con estrema difficoltà e dolore. Di fatto sono quasi 9 mesi che sono stato operato e tutte le mattine defeco intorno alle ore 06:20 e per le successive 4 ore provo un forte fastidio che mi complica la vita e mi disturba ( anche psicologicamente) . Comincio a vivere tranquillamente la mia giornata solo verso mezzogiorno . Ma la mattina ritorna l'incubo. Ho molto letto che la sfinterectomia per un terzo dei casi provoca problemi di incontinenza. Premetto che sono stato visitato da tre chirurghi che mi hanno data cure farmacologiche e mi hanno detto che ci vuole pazienza........

Caro Signor Andrea,

a questo punto mi sembra di capire che non sono solo ferite non cicatrizzate (vista anche la localizzazione) ma delle ragadi croniche. La cura della ragade cronica in un primo approccio è sempre farmacologica ma nel suo caso mi sembra di capire che ogni trattamento è stato inefficace. Quindi bisognerebbe stabilire la causa che non permette alle ferite di cicatrizzare. Il mio primo sospetto è che probabilmente possa esistere una substenosi cicatriziale del canale anale conseguenza dell’intervento di asportazione delle emorroidi, sospetto suffragato dal fatto che lei non riesce a inserire nemmeno il dilatan da 18 mm.  Se questa ipotesi è vera comprende come la cura dovrebbe essere rivolta a rimuovere questa causa. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e una corretta terapia.

 

sono una ragazza di 21 anni, dopo un ispezione anale mi è stata trovata una ragade anale, in seguito a un sanguinamento abbondante. Dopo 20 giorni e in seguito a una dieta a base di frutta e verdura,sciroppo Levolac e Arventum ,il sanguinamento è cessato , ma la ragade risulta poco guarita. Mi hanno consigliato l'intervento chirurgico, c'è qualcos'altro che potrei fare per evitarlo ? la ringrazio per l'attenzione

Cara Marzia,

esistono tante terapie  on chirurgiche per curare la ragade anale. Queste terapie spesso possono far cicatrizzare la lesione ma il loro utilizzo dipende dalle caratteristiche della ragade che dovrebbe essere valutata con una visione diretta tramite anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale . La terapia prescritta nel suo caso comunque non è usuale per la cura della ragade ma della patologia emorroidale e tranne che non esistono altre motivazioni cliniche, non trovo giustificata l’indicazione all’intervento chirurgico.

Cura della ragade anale

Sono una donna di 42anni è soffro di una ragade anale, sono stata da un proctologo dove ha riscontrato la ragade e mi ha prescritto antrollin mioxyrag ma dopo 2 mesi di terapia non ho risolto niente ho sempre il dolore costante e la ragade è sempre li, cosa devo fare? Operarmi?

Cara Signora Marianna,

la terapia della ragade anale è basta sulle caratteristiche morfologiche della patologia stessa e anche sulla rimozione delle eventuali cause conosciute che hanno portato alla sua comparsa. Soprattutto queste sono da prendere in considerazione quando poi è necessario un intervento chirurgico. Quest’ultima indicazione è presa quando, nonostante le cure adeguate, la ragade non cicatrizza. Prima dell’intervento comunque è necessario valutare diversi parametri clinici quali il grado di cronicità, la presenza di ipertono e eventuali complicazioni (presenza di ascessi sottomucosi, fistole ecc.). La valutazione di queste variabili cliniche è possibile mediante una accurata visita colonproctologica, dalla videoproctoscopia digitale (che dovrebbe completare sempre la visita specialistica) e, a seguito del giudizio dello specialista, dalla manometria anorettale e dalla ecografia endoanale.

per quanto tempo dura il dolore della ragadi(da quasi 2 settimana ho il dolore 24/24.....nn ce la facio piu a soportarlo...)

Purtroppo il dolore determinato dalle presenza di una ragade anale, senza una adeguata e corretta terapia, può durare 24 ore su 24.

Egregio dottore le volevo raccontare che mi succede: ho una ragade anale diagnosticata circa 3 anni fa . Fino adesso sopportabile ma sono circa 2 mesi che non mi lascia in pace. Non sto proprio male anche perché mangio molto frutta e verdura e quindi le feci sono morbide. Il mio medico ( chirurgo ) mi dice che non e un caso di operare e devo continuare con antroline disinfettare mattina e sera. Ho consultato un altro medico e mi ha consigliato di togliere antrolin e mettere FITOSTIMOLINE . che faccio ? Sto un po in confusione . Grazie per il tempo dedicatomi

Caro Signor Carmine,

la terapia medica per la cura della ragade anale può avere successo nei casi di patologia acuta o con un basso grado di cronicità. Per stabilire una adeguato trattamento per la ragade anale è quindi necessaria una diagnosi corretta e per questo le consiglio una visita specialistica colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale o, in mancanza di questa, di altro esame endoscopico (anorettoscopia).

Gentile dottore, ho 52 anni e lo scorso anno, dopo già alcuni precedenti di lievi disturbi (Emorridi,ragadi?) che risolvevo con pomate locali e amolind compresse,mi sono state diagnosticate ragadi anali che cure diverse prescrittemi dal proctologo non hanno guarito. Lo scorso marzo sono stato operato ma non ho risolto nulla perchè 15 gg.dopo l'intervento ho ricominciato ad avvertire dolori durante e dopo l'evacuazione e soprattutto a dover sempre reintervenire manualmente per reinserire nell'anno quei corpi estranei che tuttora fuoriescono provocandomi forti dolori. Il chirurgo che mi ha operato ha deciso per un legamento emorroidale (ma se sono ragadi che c'entra il legamento?), dolorosissimo e soprattutto inefficace. a questo punto mi ha ordinato una ginnastica anale da effettuare due volte al giorno con il dito e aiutandomi con un lubrificante...al persistere dei dolori,addiruttura aumentati ho deciso di cambiare proctologo. Questi, confermandomi la diagnosi di ragadi mi ha prescritto rectogesil e asacol supposte ma dopo 10 gg ho dovuto interrompere la cura, che pur sembrava dare qualche lieve migliorament, per forti tachicardie anche al risveglio.A questo punto una nuova cura: levorag emugel, due volte al gg ,ma dopo una settimana i dolori-bruciori sono aumentati e a volte insopportabili. Mi dia un consiglio perchè ho la sensazione di non riuscire a risolver (la mia vita è totalmente condizionata) soprattutto vorrei saper se non è il caso di rioperare. Grazie davvero dell'attenzione e distinti saluti.

Caro Signor Luca,

innanzitutto ragade ed emorroidi possono coesistere e complicare la quotidianità della persona che ne è portatrice. Nel suo caso sembra che questa condizione sia possibile. La persistenza della ragade dimostra che essa non è stata asportata durante l’intervento (probabilmente è stato sottoposto alla sfinterotomia e non alla fissurectomia) e questo spiega la persistenza sia della patologia che dei sintomi ad essa legati. Le consiglio una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta valutazione della cronicità della ragade e per una corretta condotta terapeutica che potrebbe essere anche ed esclusivamente chirurgica.

Salve gentile dottor Nicastro, lo scorso 8 luglio dopo visita proctologica mi è stata diagnostica una ragade anale acuta della commissura posteriore da trattare con Levorag crema e analgesici per dolore. Al successivo controllo avvenuto due giorni fa (28 luglio) il chirurgo ha evidenziato una parziale riepitelizzazione della stessa e mi ha invitato a proseguire la cura. Pur rincuorato non noto apprezzabili miglioramenti del dolore e Le chiedo secondo la Sua esperienza se valga la pena intervenire chirurgicamente per risolvere il problema. La ringrazio per l'attenzione.

Caro Signor Marco,

la ragade acuta, nella maggior parte dei casi, guarisce con una adeguata terapia medica. La valutazione della cicatrizzazione della lesione fatta dopo un breve periodo di terapia, orienta nel proseguimento della cura. Così come ha giustamente valutato il proctologo curante, la parziale riepitelizzazione dopo soli 20 giorni di terapia depone per un decorso favorevole della guarigione e quindi è adeguata l’indicazione a proseguire la terapia in atto. La ragade anale richiede un trattamento chirurgico solo se cronica o complicata da altre patologie (ascesso, fistola).

Gentile dotto, io come tanto soffro e non so bene se di ragadi o emorroidi, perché chi mi dice una cosa ,chi altra. Sta di fatto che io dopo la defecazione, passo i guai dell'inferno. Ho provato tutte le pomate, adesso mi hanno consigliato Antrolin, credo sia per le ragadi. Per rilassare la muscolatura faccio siringa di spasmex e mi si allevia il dolore. cosa mi consiglia, devo operarmi? cordialmente la saluto. Rossella p.s. sono una dializzata, e questi attacchi mi vengono anche quando sono attaccata alla macchina.

Cara Signora Rossella,

credo che la prima cosa da fare è accertarsi della diagnosi: ragade, emorroidi o ambedue le patologie? Dai sintomi che racconta è possibile dire che il dolore sia dovuto alla presenza della ragade anale. Questa patologia può essere curata sia con una terapia medica (soprattutto quando è acuta) sia con una terapia chirurgica (quando è cronica). Naturalmente durante la cura bisogna evitare la stipsi (spesso causa della ragade) e seguire una accurata alimentazione e igiene locale. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale può essere utile per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Stenosi anale. Buondì gentile dott.Nicastro, le scrivo per avere un parere su una stenosi di 3 grado, diagnosticatami in seguito al permanere di gravi dolori e difficolta a fare una vita normale, dopo aver subito nell'arco di un solo anno, tre interventi: sfinterotomia in seguito a ragade con ipertono, errata e non riuscita in seguito a ecotransanale.Seconda sfinterotomia con thd per emorrodi di III grado. Sembravo migliorare ma il problema è rimasto, e ad Aprile sono stato sottoposto a divilsione anale e nuovo thd per via di emorroidi ancora gonfie e dolenti.Di recente una nuova ecografia transanale non evidenziato fistole e ascessi, ma dopo una TAC si è evinta una stenosi di III grado, che mi da problemi seri alla defecazione, impossibilità a spingere, e svuotamento mai completo, con conseguenti ed accresciuto dolori dopo la defecazione.La causa è, secondo due suoi colleghi nell'eccessivo approccio chirurgico che ha traumatizzato il canale anale.Essendo la stenosi cosi grave, secondo lei è sensato provare i dilatatori, come consigliatomi?I dolori sono notevolissimi, stare seduti è un'impresa, solo sdraiato ho un pò di sollievo.Non so veramente cosa fare,la qualità della vita è inesistente,perfino lavorare e praticare sesso mi causa spasmi e dolori molto forti, anche in zona addominale,subito sopra il pene. Un suo consiglio sarebbe graditissimo, grazie e buone vacanze!

Caro Signor Alessandro,

la sua storia non è di facile interpretazione. Mi spiego, la sfinterotomia non può essere la causa di una stenosi anale, anzi.  La THD è eseguita nel retto e anche se ripetuta, non può essere causa di una stenosi anale, forse del retto ma non del canale anale. Inoltre perché si è dovuto ricorrere ad una tac per fare diagnosi di stenosi quando bastava eseguire una anorettoscopai o meglio una videoproctoscopia digitale? Prima di stabilire una corretta terapia (chirurgica o solo con i dilatatori) a mio parere sarebbe necessario stabilire se la diagnosi di stenosi anale sia corretta, se la stenosi è di origine cicatriziale e quindi post-chirurgica, oppure sia una stenosi funzionale (contrazione o spasmo della muscolatura), ma a mio parere è fondamentale comprendere se i suoi dolori siano determinati da una patologia anale o da altra causa (i mie dubbi su questo sono dettati dalla descrizione del dolore da lei accusato).

Dottore sono 4 anni che soffro di ectasie venose emorroidarie interne ed esterne, ma la problematica piu' importante e' una ragade di 2 cm. che mi sta dando tanto dolore. Ho cambiato piu' cure... sono andata da un proctologo e due chirurghi ma tutti provano con la terapia medica non risolvendo il problema. Non e' possibile che nessuno voglia operare questo disturbo che mi sta portando all'esasperazione... mi puo' dare un consiglio...grazie

 Cara Signora,

comprendo la sua perplessità e la sua sofferenza ma credo che se ben tre specialisti hanno optato per una terapia medica anziché chirurgica, per la cura della ragade anale, probabilmente ne hanno constato la possibilità di un successo terapeutico oppure hanno valutato dei rischi che controindicano l’intervento chirurgico. Gli specialisti avranno senz’altro valutato il grado di cronicità della ragade attraverso un esame endoscopico di base (anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale) e quindi preso la decisione di un trattamento medico locale. Se, nonostante le cure mediche, la ragade a breve medio termine non cicatrizza, a mio parere, bisogna prendere in considerazione l’opzione chirurgica e nel suo caso si dovrebbe anche valutare la gravità e lo stadio della patologia emorroidale per una cura definitiva della patologia anale. La chirurgia della ragade anale non presenta alcuna difficoltà di esecuzione e la tecnica da attuare prevede una attenta valutazione diagnostica volta a comprendere la presenza di un eventuale ipertono dello sfintere interno o un deficit dello sfintere anale esterno, la presenza di complicanze (ascessualizzazione, fistolizzazione) o di altre patologie associate,  la presenza di papilla ipertrofica e di marisca, la profondità e quindi la cronicità. Fatte queste valutazioni è possibile procedere all’intervento chirurgico con una tecnica adeguata alla risoluzione della patologia.

Gentile dr.Nicastro, il 22 settembre 2014 sono stato operato per una ragade anale comparsa circa due mesi fa e l'intervento è descritto "recentazione ragade anale ore 12 e plastica Y,V plica anale". Sono stato dimesso il giorno successivo con diagnosi di ragade anale, prolasso rettale, altre anomalie dell'intestino (credo si tratti di emorroidi di 1° grado e leggera diverticolosi diagnosticate 2 anni fa a seguito di colonscopia). A distanza di 5 giorni dall'intervento non sono ancora riuscito a defecare e ogni volta che ci provo, lo stimolo c'è, avverto lancinanti dolori come avveniva prima dell'intervento chirurgico. Le preciso che, pur non mangiando molto, seguo una dieta per la stipsi con molta acqua e verdura. Il chirurgo che mi ha operato mi ha prescritto tachipirina da 1000 al bisogno, semicupi con euroclorina e bustine di psyllogel mattina e sera e lattulosio. Vorrei cortesemente sapere se i sintomi sono compatibili con il decorso post operatorio poichè sono molto preoccupato perché non riesco ad evacuare da giorni e perché avverto fortissimi dolori quando ci provo. Cerco di non fare troppi sforzi come invece facevo prima dell'interventi. Qualora la situazione dovesse persistere cosa mi consiglia di fare? Contattato il chirurgo mi ha riferito di prendere 2 cucchiai di lattulosio mattina pomeriggio e sera ma vedo che non serve a niente. La ringrazio.

Caro Signor Marco,

in alcune persone possono presentarsi disturbi della defecazione dopo un intervento proctologico, legati ad una “inibiziaone psicogena”, ed è per questo motivo che nel post operatorio sono prescritti lassativi ed emollienti fecali. Questo fenomeno avviene, con una certa frequenza, dopo gli interventi per ragade anale. Nel suo caso, cinque giorni senza evacuare sono troppi e, a mio parere, forzare la defecazione con fibre, emollienti e lassativi, potrebbero non risolvere il problema, in quanto il ristagno di feci per un così lungo periodo ha potuto portare alla formazione di un fecaloma. In questi casi uno dei rimedi possibili è l’esecuzione di un clistere evacuativo, da eseguire con molta delicatezza e accuratezza e in presenza di un medico.

Gentile Dottore, Ho una ragade anale che mi tormenta. Ha un polipo sentinella, è la sto curando con la nitroglicerina preparazione galenica allo 0,2. Quando vado in bagno ho qualche lieve fastidio, il problema è dopo un ora si presentano dei dolori lancinanti, che sento nonostante l'antidolorifico, che persistono alcune ore poi spariscono. Premetto che non ho sanguinamento. È' normale? Sono molto prostrata, perché la situazione è invalidante. La saluto e la ringrazio.

Cara Signora,

i sintomi accusati possono far presumere che la ragade sia cronica e che purtroppo, in questo caso, la terapia medica non ha alcuna efficacia. Probabilmente per una definitiva guarigione potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, la cui qualità ed entità dovrebbe essere valutata dopo un corretto inquadramento diagnostico. Le consiglio una visita proctologica completata con la videoproctoscoia digitale al fine di una corretta diagnosi e per un corretto percorso terapeutico.

Buongiorno Dottore, Soffro da 1 mese di ragade anale cronica che è stata trattata con botulino. Il dolore e passato, ma permane un leggero prurito. Adesso mi attanaglia il dubbio che la ragade persista e possa degenerare in ascesso o fistola. La tratto con ozonia 10 ed antrolin. Volevo essere operata, ma il proctologo mi ha detto che finché non ho dolore non mi opera. Sono molto preuccupata. Grazie.

Cara Signora Martina,

se la ragade è cronica presumo che ne soffra da più di un mese, magari con episodi sporadici negli anni passati. La ragade può essere curate con diverse terapie e il primo approccio è quello medico con l’uso di farmaci locali o anche con l’infiltrazione di botulino che serve a combattere, se persiste, l’ipertono dello sfintere anale. Comunque il paziente in trattamento medico, deve fare controlli cadenzati per verificare la cicatrizzazione della lesione. Se ai controlli la ragade non tende alla guarigione è opportuno procedere ad un trattamento chirurgico per evitare le complicanze legate a questa fastidiosa patologia.

Buongiorno gentile Dottore, ho 42 anni e da ragazza ho una ragade anale che ogni tanto si riapre dandomi molto fastidio e dolore durante l'evacuazione e mostrandosi visivamente con delle perdite di sangue rosso vivo. Ultimamente però ho notato che, specialmente in concomitanza con evacuazioni "difficili" (sono spesso stitica), è come se lateralmente all'ano, alla parte sinistra, restasse tutto un rigonfiamento abbastanza consistente tipo ernia che poi rientra molto, molto lentamente nelle ore successive all'evacuazione, che devia praticamente l'ano verso destra. Non soffro di emorroidi nonostante due parti naturali con episiotomia (i bambini pesavano circa 4 kg l'uno). Inizialmente non davo peso a questo rigonfiamento poichè pensavo fosse una conseguenza diretta dello sforzo dovuto all'evacuazione. Ma ultimamente, con tutte queste belle cose che si sentono in giro, comincio un pò a preoccuparmi...anche perchè poi queste defecazioni difficili mi lasciano molto spossata e con una strana sensazione nella pancia e dietro la zona lombare. Può darmi cortesemente qualche consiglio in merito? Grazie mille anticipatamente e le lascio un cordiale saluto.

Cara Signora Laura,

la ragde anale cronica per definizione non guarisce spontaneamente e difficilmente si ottengono risutati positivi con terapie locali. Nel suo caso è la stipsi la principale causa della patologia. Anche questo sintomo riconosce diverse cause e la cura dipende nel rimuovere tutti i fattori che provocano una difficile evacuazione. Quello che descrive a livello della regione anale come un rigonfiamento durante lo sforzo all’evacuazione, potrebbe essere un difetto della muscolatura del pavimento pelvico, come uno sfiancamento, un indebolimento che può essere anteriore ma anche laterale. Questo difetto potrebbe essere correlato ai parti. Queste mie supposizioni comunque dovrebbero essere confermate da una accurata visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosie eper stabilire un corretto percorso di terapia.

Gentile dottore, due anni fa mi è stata riscontrata una ragade anale. Dopo diverse cure il problema si è riproposto con frequenza fino a quando, la scorsa estate, si è presentata una crisi composta da emorroidi interne e la solita ragade. Per le emorroidi era la prima volta, la cura di Hamolind fatta per diversi mesi le ha messe a "riposo". Per la ragade ho subito un intervento di sfinterotomia laterale interna. Ora posso dire di stare molto meglio, e spero sia così per sempre. Ma i miei dubbi si riferiscono alla mia vita sessuale, sono gay ed ho un partner. Secondo lei, potrò mai riavere rapporti sereni? e nel caso potessi, dopo quanto tempo dall'intervento chirurgico di Sfinterotomia? Sono sincero, non ne ho parlato con il chirurgo per forte e direi anche sciocco imbarazzo. La ringrazio per la cortese attenzione e porgo i miei più distinti saluti.

Caro Signore,

se la ragade è perfettamente guarita e cioè completamente cicatrizzata non vi sono problemi per la vita sesuale. Nella mia esperienza preferisco raccomandare almeno tre mesi di astinenza e successivamente utilizzare una ottima lubrificazione per i rapporti.

 

Salve dottore, ho un problema che mi affligge da circa due anni. Sangue dopo defecazione e dolore durante e dopo. Dopo una visita e colonscopia mi è stato detto che si trattava di ragade applicando quindi una crema rettale.Il problema sembra essere risolto ma molto spesso mi si presenta continuamente lo stesso problema ed ultimamente si è aggiunto lieve dolore alla pancia e non so se vi è correlazione dolore nella parte bassa della schiena. Mi si è presentato ulteriormente questo problema da un po di giorni e attualmente sto applicando una crema rettale.Chiedo gentilmente un suo parere. Somn molto preoccupata.Grazie.

Cara Signora Chiara,

dovremmo distingue in due parti la sua domanda. Quella relativa alla ragade e quella relativa ai disturbi addominali. La ragade anale spesso è causata da problemi della defecazione (stipsi/diarrea ecc.) e la cura, oltre che a prevedere l’applicazione di sostanze che favoriscano la cicatrizzazione della ragade, dovrebbe prendere in considerazione la risoluzione dei disturbi della defecazione. In moltissime persone, la cura della ragade toglie i sintomi ma questo non significa che la lesione sia completamente cicatrizzata e quindi, ogni qual volta si riaffacciano i problemi intestinali, i sintomi anali si ripresentano con insistenza. Nel suo caso, i dolori addominali che si irradiano alla schiena, possono far pensare che la causa dei disturbi della defecazione che portano al riacutizzarsi della ragade anale, non sono mai stati messi in evidenza e curati (salvo la prescrizione della colonscopia che non avrà ,messo in evidenza alcuna patologia del colon). Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per una adeguata terapia.

Gentile dottore la contatto in merito ad un problema che mi affligge da tempo. Ho sempre avuto problemi con una marisca esito di una precedente emorroide trombizzata , questo ultimo episodio risalente a circa quindici anni fa. Ho sempre tenuto a bada la marisca con arvenum 500 e proctolin pomata. Ora, a segiuto di un attacco molto acuto , mi sono fatta visitare da due proctologi, i quali hanno effettivamente confermato la totale assenza di emorroidi. Uno di essi invece mi ha detto di aver visto in zona pposteriore una piccola ragade con un lieve ipertono. A tal fine mi ha dato dilatan plus misura piccola e antrolin pomata per quaranta giorni. Senonche ' dopo una settimana la marisca mi si infiamma e si indurisce. Ha la consistenza di un 'oliva e mi provoca molto dolore.chiedevo, dato che il mio proctologo è irreperibile, se alla terapia suindicata potevo aggiungere il consueto dosaggio di tre compressse al giorno di arvenum 500 e almeno un velo di proctolin sulla marisca infiammata. Come antiinfiammatorio e antidolorifico uso oki mezza bustina al momento dei pasti perché tutta intera non la sopporto. Un chirurgo al pronto soccorso visitandomi mi ha detto che la cura è momentanea, la risoluzione definitiva è togliere la marisca e bruciare già che ci siamo la ragadina. Sono d'accordo per togliere questa odiosa marisca ma sono più titubante per la bruciatura di una ragade acuta che dovrebbe rientrare da sola con la cura.cosa mi consiglia in merito ? La cosa più urgente è comunque fare rimpicciolire questa marisca che mi sta rovinando la vita. Grazie della cortesia. Cordiali saluti.

Cara Signora,

nella sua storia trovo alcune incongruenze diagnostiche. Mi spiego: la marisca è la manifestazione esterna o il residuo di una patologia del canale anale ed è localizzata sull’orifizio anale. Detto questo, per sua affermazione, la marisca che la sta facendo tanto soffrire, è una conseguenza di una pregressa trombosi emorroidale e  in questo caso dovrebbe essere localizzata sul margine destro o sinistro dell’orifizio anale. La ragade anale può dare origine alla formazione della marisca e questa si infiamma quando la ragade cronica subisce delle riacutizzazioni. La localizzazione della ragade è sul margine dell’orifizio anale dove è posta la ragade (frequentemente posteriore). Lei riferisce che la marisca con una certa frequenza si infiamma e che è curata con successo con una terapia antiemoroidale (Arvenum e Proctolyn) che non avrebbe alcuna efficacia in caso di ragade e che la terapia per la ragade anale, mediante il dilatan e l’antrolin, ha portato alla infiammazione della marisca. Questo farebbe sospettare che la sua marisca sia conseguenza di una patologia emorroidale e non di una ragade anale. Inoltre spero che i proctologi che hanno formulato le diagnosi e prescritto le terapie abbiano eseguito un esame endoscopico quale l’anorettoscopia o la videoproctoscopia digitale.

Buongiorno Dott.Nicastro, circa 10 anni fa sono stato operato di ragade anale con intervento di sfinterotomia laterale. Da qualche anno la ragade è ricomparsa con tutti i suoi sintomi: bruciore, dolore e perdita di sangue dopo la defecazione. All'occorenza uso Movicol bustine e pomata Antoral. Sto bene per qualche mese dopo la ragade si ripresenta. Il proctologo che mi ha visitato sconsiglia un nuovo intervento in quanto lo sfintere potrebbe risentirne e rischierei incontinenza fecale. Secondo lui devo convivere con la ragade aiutandomi con pomate e lassativi. Ho solo 58 anni e non mi rassegno. Gradirei un suo parere grazie. Cordiali saluti.

Caro Signore,

dalla sua storia clinica si deduce che la ragade che la sta facendo tanto soffrire non è mai guarita. Infatti, come è caratteristico di questa patologia, i suoi sintomi non sono costanti e possono presentarsi ad intervallo di tempo variabili o meglio quando si verificano le condizioni che ne permettono la riacutizzzione, come la stipsi. La cura della ragade anale, a mio parere, non è basata esclusivamente sulla sfinterotomia, anzi questa tecnica, nella mia pratica clinica è indicata solo nei pazienti che presentano un ipertono dello sfintere interno valutato con una accurata manometria anorettale.  Inoltre, la cura della ragade non termina con l’intervento chirurgico ma il Chirurgo Proctologo deve indicare le cure per rimuovere le cause che hanno condotto alla formazione della ragade stessa. La chirurgia della ragade anale, in mani esperte, è rapida ed efficace e porta alla immediata abolizione della sofferenza e alla definitiva cicatrizzazione in 20-40 giorni. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

gentilissimo dott.nicastro,sono una donna di 50 anni operata per prolasso rettale,marische,emorroidi III°grado nel dicembre 2013 col metodo longo presso l'ospedale di Grottaglie.da allora non mi sono mai ripresa del tutto i dolori sono continuati sino a quando il medico mi ha riscontrato una ragade col suo bel polipo sentinella:sfinterotomia il 19 maggio 2015.volevo sapere se fosse normale provare un dolore fortissimo sia all'evacuazione sia diciamo a riposo.Questo intervento viene considerato di serie b ma tra il dolore e il sangue sono terrorizzata.Per favore può darmi un suo parere visto che la conosco di fama e non sapevo che riceve anche in puglia?grazie

Cara Signora,

tra le complicanze descritte per il tipo di intervento da lei subito c’è la ragade anale, ma sono tante altre le complicanze legate a queato intervento che possono causare i sintomi da lei descritti. Inoltre, a mio parere, la sfinterotomia non è la migliore cura della ragade e dovrebbe essere eseguita solo in caso di ipertono dello sfintere dimostrato con la Manometria anorettale. La persistenza del dolore puo significare che la ragade non è stata curata adeguatamente. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosie una adeguata terapia.

Buongiorno dott. Nicastro, ho letto le sue risposte ad altri pazienti e mi sono decisa a scriverle anch'io. Dopo due visite mi sono state diagnosticate delle lesioni piccole superficiali e fresche all'ano e mi hanno detto che l'operazione non è necessaria. Io vado avanti col dolore da almeno 3 mesi e a volte raggiungo picchi di disperazione perché il dolore è costante e invalidante e ho perso persino il lavoro temporaneo che avevo trovato, perché non riesco a stare in piedi e a camminare. Cosa posso fare? Vorrei fare un'altra visita da un altro chirurgo, ma tutti dicono che la terapia coi medicinali è preferibile, solo che io il dilatan l'ho usato (con antrolin e rectogesic) e per 15 giorni col rectogesic è andata meglio, ma poi dopo una defecazione sono ripeggiorata. Vorrei operarmi per tagliare la testa al toro dato che sono molto invalidata e provata, e vorrei anche evitare recidive, ma la sfinteroctomia mi spaventa perché ho letto che alcuni non risolvono, che è dolorosa, ecc. Non è possibile semplicemente cicatrizzare le lesioni con laser o criochirurgia? Perché non ne sento quasi mai parlare? Grazie mille.

Cara Signora,

mi permetta di affermare che, a mio parere, non sente parlare di curare con il laser o con la criochirurgia la ragade anale perché considerate tecniche obsolete e inefficaci. Spesso sono tecniche attuate ma non da proctologi di vera esperienza. Se lei ha delle lacerazioni anali multiple è giusto curarle con una terapia medica locale e contemporaneamente curare la causa che le ha provocate (ad esempio le alterazioni della evacuazione). L’intervento chirurgico è riservato solo alla ragade cronica e non alle lacerazioni e la sfinterotomia solo nei pochi casi con ipertono dello sfintere interno. Unica osservazione nella sua storia di sofferenza è che lei è stata sottoposta a terapie mediche per la ragade anale e non per le lacerazioni (lesioni piccole superficiali e fresche all’ano) e questo potrebbe spiegare il fallimento della terapia stessa. A mio parere una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno, ho 31 anni e da 4 anni soffro di ragadi anali associate ad ipertono. Ho consultato vari proctologi che mi hanno prescritto dilatan e antrolin. La ragade guarisce ma puntualmente si ripresenta con una media di 10 ricadute nell'arco di un anno. Vista la mia giovane età mi è stata sconsigliata la sfinterotomia per il rischio di incontinenza ma un gastroenterologo, dopo colonscopia negativa, mi ha proposto la dilatazione controllata sotto sedazione. Pensa possa essere risolutivo nel mio caso considerando che l'ipertensione è presente anche in assenza della ragade? In questo caso è consigliabile effettuare prima una manometria? La ringrazio per la disponibilità

Cara Signora, la dilatazione pneumatica controllata è comunque considerata una sorta di sfinterotomia anche se più controllata e meno empirica di quella tradizionale. Nel suo caso non credo che la sua ragade sia mai guarita, ossia cicatrizzata; è possibile ipotizzare che per periodi di tempo può essere asintomatica, ma se gli episodi acuti si presentano con una elevata frequenza, come lei riferisce, è opportuno procedere ad un trattamento definitivo, ossia una fissurectomia, ovvero l’asportazione del tessuto malato. Se veramente esiste un ipertono questo andrebbe verificato con una manometria anale e la gravità della ragade può essere verificata con la videoproctoscopia digitale.

Salve dottore, ho 50 anni, sei mesi fa sono stato operato di ragadi anali, devo dire che va molto meglio, però, a distanza di tempo, sporadicamente dopo la defecazione si verificano piccole perdite di sangue e irritazione esterna con leggero gonfiore nella parte anale. Mi è stato detto che che è piuttosto normale, qualche volta avverto prurito. Vorrei gentilmente un vostro parere. Vi ringrazio anticipatamente.

Caro Signor Donato,

se la ragade è completamente guarita e cicatrizzata non dovrebbe avere alcun sintomo, ma è probabile che possano essere altre patologie anali che evocano questi disturbi. Le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoprocroscopia digitale al fine di una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno un proctologo mi ha fatto diagnosi di emorroidi di II grado con esiti cronici di ragade anale. Lo scorso anno ho curato infatti una ragade con tre mesi di Antrolin. I forti disturbi dovuti all'espulsione delle feci sono alla fine andati via. Ora da circa 6 mesi pur non avendo fastidi nell'evacuazione ho continuo senso di peso, talvolta sensazione di calore bruciore nella zona anale e perineale. Può tutto ciò essere concausato da quegli " Esiti cronici di ragade anale" che il proctologo ha individuato? Che signifcato patologico dare a " Un esito cronico di ragade anale" ? Sembra che abbia anche una prostatite cronica evidenziata da visita! Grazie e distinti saluti

Caro Signore,

non riesco ad interpretare la frase di “esito cronico di ragade anale”. Dopo una cura per ragade anale si può assistere o alla sua totale cicatrizzazione e, quindi, alla guarigione della patologia, o alla sua cronicizzazione e, quindi, alla persistenza della patologia che può anche  evocare i sintomi da lei descritti. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

buonasera, in seguito a ragade anale e dopo terapia medica senza esito positivo mi è stato detto di sottopormi a sfinteroromia interna , il mio dubbio è che il tutto avverrà in ambulatorio e non in regime di day surgery. Mi devo preoccupare per il fatto che questo intervento venga fatto in ambulatorio? Grazie saluti

Cara Signora, il mio dubbio non è sulla pratica ambulatoriale o Day Hospital, ma sulla scelta tecnica della sfinterotomia interna per la cura della ragade anale.

Salve, sono un ragazzo di vent'anni, da qualche mese soffro di ragade anale con forte sanguinamento. Per qualche periodo la cosa si stava risolvendo, il sangue era sparito e il dolore stava a poco a poco diminuendo, ora però è qualche giorno che la cosa è ricominciata da capo con la differenza che sta volta c'e ancora più sangue, sembra, mi permetta il paragone ma altrimenti non saprei come spiegarmi, che abbiano assassinato qualcuno nel water, tutto completamente rosso quando finisco di defecare. Ciò mi crea non poca paura, non per il dolore in se, che per me non è un grosso problema, ma proprio per il sanguinamento, sono arrivato al punto di non andare al bagno se sono a casa da solo per paura di svenire a causa di questi forti sanguinamenti, come mi consiglia di procedere?

Caro Signor Andrea,

nella sua descrizione lei parla di soffrire di ragade anale e credo che la diagnosi sia stata fatta dal suo medico curante o da uno specialista. I sintomi della ragade sono dolore alla evacuazione, che persiste per qualche ora per poi attenuarsi e sanguinamento. La cura della ragade anale consiste nell’ammorbidire le feci, per evitare traumi sul canale anale, nell’utilizzo locale di sostanze che favoriscono la cicatrizzazione della lesione. Se i sintomi persistono nonostante le cure, è necessario valutare il grado di cronicità della ragade e quindi prendere in considerazione un trattamento diverso dalla terapia medica. Per questo sarebbe utile una visita colonproctologica completata con la Videoproctoscopia Digitale. Solo dopo la corretta diagnosi è possibile una adeguata terapia.

buongiorno Dott.Nicastro, le racconto brevemente il 30-9-2013 sono stato operato di exeresi di gavacciolo emorroidario trombizzato ,ragade anale e 2 papille ipertrofiche .Il post operatorio è stato lunghissimo 3 mesi .Fin da subito ho notato qualcosa di strano avevo dolore da una specie di pellicina formatasi dopo l'intervento, la benedetta marisca . Un mese fa ho rifatto una visita proctologica dove è stata riscontrata ancora una ragade e che la marisca è un piccolo residuo della malattia emorroidaria. Io non ho mai avuto dolore nell'evacuazione ma un dolore/fastidio costante subito dopo che dura molte ore ,in più l'eccessiva sudorazione mi irrita questa benedetta marisca .Vorrei chiederle è normale che si formi questa marisca dopo l'intervento ? Il dolore che avverto lo sento da sotto questa pellicina.

Caro Signor Michele,

dopo interventi sull’ano è possibile che si hanno dei modesti “rigonfiamenti” dovuti alla infiammazione e quindi alla formazione di edema sulla ferita cutanea. Suppongo, vista la immediatezza dell’accaduto, che quello che lei descrive come marisca non sia stato altro che un ecdema della ferita che, se non adeguatamente trattato, residua in una cicatrice esuberante (marisca appunto). Riguardo la persistenza della ragade probabilmente anche questa lesione non è mai guarita. La visita proctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per comprendere la causa della persistenza del dolore (probabilmente attribuibile alla ragade) e quindi decidere una terapia adeguata.

buongiorno dottore da circa due anni soffro di ragade che va e viene ogni due settimane ,vari proctologi dicono che e in fase di riepitelizzazzione,no ipertono,alcuni dicono che e guarita.ora la soluzione e la fissurectomia,ma non serve a me dicono perché tendo a fare feci un po' grosse anche se ultimamente molto meno ,ora alla mattina faccio peretta di acqua tiepida da un 6 mesi e va bene ma basta che mi dimentico una volta e addio due giorni di dolore poi passa.si possono fare perette a vita?le conseguenze sarebbero ?non ne ho lette controindicazioni?ed e vero che operarsi non serve perche si riformerebbero?allora che serve la fissurectomia?cordiali saluti

Caro Signor Giuseppe,

ogni medico risponde dei propri atti soprattutto in base alla sua esperienza. La cura della ragade anale si avvale di diverse terapie. Principalmente bisogna curare l’evacuazione, evitando stipsi e diarrea, facilitando il transito delle feci nel canale anale. Possono poi essere attuate terapie locali e se queste falliscono, bisigna prendere in considerazione un eventuale trattamento chirurgico. La sfinterotomia è indicata solo in caso di ipertono dello sfintere anale interno, valutato con una manometria anorettale, mentre la fissurectomia è sempre indicata, anche in associazione alla sfinterotomia e consiste nella asportazione, toilette, del tessuto malato che forma la ragade. Questa tecnica, a mio parere, è una cura efficace per la ragade anale e il paziente comunque nel post operatorio dovrà mantenere tutte le precauzione volte al controllo di una buona evacuazione. L’utilizzo dei clisteri è una metodica che favorisce il transito delle feci nel canale anale ma, a lungo termine, potrebbe portare ad abitudini che alterano il meccanismo di una normale defecazione.

Egr. Dottore, da tempo soffro di emorroidi interne e da diversi mesi ho anche una ragade anale peggiorata dopo la gravidanza. Dopo una visita mi è stato diagnosticato ragade anale ed emorroidi di 3 grado. Mi sono state prospettate due soluzioni, l'operazione chirurgica e la tossina botulinica. Decido di provare con la tossina botulinica prima di sottopormi all'intervento chirurgico. A distanza di 1 settimana mi ritrovo con la ragade anale che mi brucia ma con le emorroidi interne che scendono continuamente. Cosa mi consiglia? Sono disperata. Grazie

Cara Signora,

credo che la cosa più opportuna è curare adeguatamente sia la ragade anale che la patologia emorroidale. Le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale per una adeguata diagnosi e un corretto percorso di terapia.

Buongiorno Dottore, come spesso accade (ho valutato la cosa leggendo le varie richieste) la ragade anale comincia come un piccolo problema e diventa spesso invalidante o quasi. Vengo alla mia storia, e credo valga la pena partire da lontano, ho 49 anni e già dall'adolescenza ho cominciato a soffrire di colon irritabile, occasionalmente emorroidi, insomma la parte finale del mio intestino è stata stressata per tanto tempo. La prima rettoscopia l’ho subita credo a 16 anni. Da circa 13/14 anni è spuntata una ragade posteriore, le ho provate veramente tutte fino a soffrire poi di dermatite per utilizzo di troppe pomate. Dilatatori, creme varie, finanche alla nitroglicerina, ho consultato vari specialisti e nei primi anni in cui ho sofferto della patologia la maggior parte ha sconsigliato la sfinterotomia. Venduta la bicicletta qualche anno fa, ho fastidi anche quando provo a correre o cammino un pochino in più! In bici andavo un paio di volte a settimana per un paio d'ore, nulla di agonistico che può aver influito o aggravato la situazione, anche perché nelle fasi più acute restavo fermo. Nel 2010, quando il problema aveva impattato anche sulla mia attività professionale, rendendomi molto difficoltosi psicologicamente gli spostamenti, la ragade aveva assunto margini molto spessi e faceva male sempre, anche quando ero semplicemente seduto. Un suo collega mi proposte l'escissione della ragade cronica e una dilatazione controllata con palloncino. Dopo l'intervento mi è stato spiegato che togliendo la ragade è stato in un certo senso comunque reciso qualche porzione di muscolo (non so se voluto o un caso, per l’escissione si doveva andare così a fondo?), tanto è vero che la pressione è notevolmente diminuita nella zona. Ma in questi sei anni le cose non sono andate sempre bene, è bastato talvolta un singolo episodio di feci più grosse e dure per provocare dei sanguinamenti, dolore e bruciore. Un circolo vizioso. Faccio presente che sono ormai al “fanatismo alimentare”, altra cosa che impatta sul mio morale. Ogni volta che mangio o bevo qualcosa penso se peggiora o migliora la situazione al mattino dopo! Al mattino bevo un bicchierone di acqua tiepida, mangio due kiwi, cereali integrali e orzo. Verdure almeno una volta al giorno, frutta, arance, pane integrale ecc. Aggiungo un Giprocol con molta acqua verso le 17:00. Questa dieta tiene apparentemente le feci morbide e sono stato abbastanza bene per mesi, ma al primo episodio di feci dure o più defecazioni anche morbide si riacutizza il problema e spesso si gonfiano anche le emorroidi. (diagnosticate di II grado qualche anno fa). Acidità di stomaco non agevolata dai cibi molto acidi che assumo, altro circolo. Ho provato con psyllium ma con risultati scadenti. Ora, dopo appunto sei anni dall’intervento, sento nuovamente i margini della ragade spessi, ho riprovato col dilatan e non sembrerebbe esserci un ipertono, riuscendo ad adoperare la misura più grande senza particolari difficoltà. Dolore ad ogni defecazione, molto raramente sanguinamento, fastidio tutta la giornata sto bene solo disteso, al mattino pare sto meglio ma poi si va in bagno e il circolo riprende. L’ipertono per dire il vero non era particolarmente intenso neanche anni fa, tanto è vero che l’intervento per ridurlo mi è stato sempre sconsigliato. Mi rendo conto che non può essere esaustiva questa seppure attenta analisi, siamo un po’ lontani geograficamente, ma vorrei eventualmente farmi visitare da lei, non ce la faccio più e non so come uscirne. Ipertono pare non ci sia (anzi utilizzando il dilatan mi sono reso conto che facendo contrarre i muscoli la pressione è molto inferiore rispetto agli anni scorsi, mi preoccupa anche con l’andare dell’età eventuale incontinenza), incidiamo di nuovo una mucosa già tagliata e ridotta? Non faccio il chirurgo, ma oramai conosco benissimo la mia situazione e non riesco ad uscirne, sicuramente un parere terzo e soprattutto esperto potrà aiutarmi. La ringrazio per la pazienza e la saluto.

Carpo Signor Giulio,

la ringrazio per la fiducia riposta nella mia persona. Dalla sua attenta e dettagliata missiva è evidente una condizione: lei non ha mai curato il colon irritabile o almeno non ne fa menzione. Ogni disturbo della defecazione provoca problemi a livello del canale anale, che possono essere solo sintomi generici o vere e proprie patologie. Io spero che nel corso di questi anni, mi riferisco agli ultimi sei, sia stato visitato dal chirurgo proctologo che ha eseguito l’intervento e che la diagnosi di ragade anale sia stata fatta dal medico e non sia una autodiagnosi. Questo perché non sempre i sintomi sono legati ad una stessa patologia e inoltre quelli anali sono simili per diverse patologie e le “sfumature”, i particolari, possono essere valutati solo da un clinico esperto e non dal paziente stesso. Credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza nella sua lunga storia clinica e iniziare a modificare alcuni comportamenti che favoriscono l’acutizzazione del colon irritabile, che a sua volta comporta disturbi della defecazione e conseguenti sintomi relativi al canale ano-rettale. Questo non controindica la valutazione attenta della eventuale patologia dell’ano, mediante la visita proctologica completata con la videoproctoscopia digitale e quindi ragionare su un corretto percorso terapeutico.

Buongiorno, ho 58 anni e svolgo lavoro di impiegato di ufficio. ho un problema di ragade anale, iniziato nel mese di maggio 2014 a seguito di un episodio di stipsi. Ricordo che dovevo accompagnare mio figlio a scuola e poiché era tardi rimandai l’evacuazione. Preciso che prima di allora non avevo mai sofferto di questa patologia. Quando ebbi la successiva evacuazione, dovetti sforzarmi eccessivamente e mi resi conto di aver prodotto un danno all’ano. In principio pensavo si trattasse di emorroidi infiammate e pertanto mi rivolsi al medico di famiglia che mi prescrisse delle supposte. Il dolore continuò a persistere, e pertanto dopo un paio di mesi, mi rivolsi ad un colonproctologo di Salerno, che mi diagnosticò la ragade, anche se nel referto medico scrisse " Algia anale in prolasso", e mi prescrisse una cura con Mioxirag (microclismi in gel) avvisandomi che se non avesse eliminato la ragade sarebbe stato necessario l'intervento chirurgico. La ragade non guarì e pertanto, rassegnatomi a sottopormi all'intervento mi rivolsi, per motivi di comodità, all'Ospedale di Potenza, dove risiedo. Qui mi confermarono la ragade ed emorroidi di 2°/3° grado. Mi richiesero la colonscopia, che risultò negativa e mi fissarono la data dell'intervento (divulsione anale ed eventuale emorroidectomia), che sarebbe avvenuto dopo circa un mese. Nel frattempo alcuni amici, medici, mi consigliarono di rivolgermi ad un chirurgo di una clinica di Potenza. Vista la coincidenza di tre pareri di medici, mi convinsi, e mi rivolsi alla clinica . Quì il chirurgo in questione mi visitò, e diagnosticò una ragade “chirurgica” e delle “emorroidi chirurgiche”, e con estrema sicurezza e convinzione, dichiarò che i medici che mi avevano visitato avevano girato intorno al problema, mentre lui mi assicurò che avrebbe risolto il problema alla radice mediante intervento di mucoprolassectomia secondo Longo, e che potevo ricoverarmi e operarmi già nella settimana successiva. Vista l’estrema sicurezza del chirurgo, accettai la proposta, ed il 27/10/2014 venni operato. Anestesia epidurale e PPH eseguito alle ore 14,00. Il 29/10 venni dimesso. Successivamente all'intervento, subentrarono problemi di Urgency ed aumento delle evacuazioni da una a due o tre volte al giorno, migliorati col passare dei mesi. Il dolore, che prima dell'intervento era a volte insopportabile e mi costringeva ad assumere a volte antidolorifici (Oki) è nettamente diminuito, ma rimane, tutti i giorni, da dopo aver evacuato fino metà giornata rovinandomi la qualità della vita. Il chirurgo che mi ha operato, dopo avermi fatto sottoporre a rettoscopia, c/o la stessa clinica, (risultata negativa, ma il medico che l’ha eseguita mi ha confidato che sarebbe stato consigliabile fare una cura con Dilatan e Antrolin, perché la guarigione della ragade era precaria) ritiene che l'intervento è riuscito e che il dolore residuo è dovuto ad una proctite e pertanto mi ha prescritto delle supposte Topster, ma il dolore è rimasto. Ho effettuato due visite di controllo presso il colonproctologo di Salerno (in quanto medico aderente al SIUCP più vicino alla mia residenza), la prima con anoscopio nel mese di marzo 2015, con la seguente diagnosi: Regolare decorso post operatorio di prolassectomia sec. Longo. Rima anastomotica in asse a margini in fase di avanzata cicatrizzazione. Assenza di sanguinamento in atto.Tono sfinteriale regolare con esiti cicatriziali di ragade. Modica flogosi del canale anale. la seconda nel mese di aprile di quest'anno con manometria anale, con la seguente diagnosi: Algia anale alla visita proctologica e manometria ano rettale. Ragade anale cronicizzata in ipertono sfinteriale. La misurazione della pressione è risultata 120 a riposo (V.N. 40-80), e 150 in concentrazione (V:N: 40-80) In definitiva il colonproctologo ha sconsigliato un nuovo intervento chirurgico (eventuale sfinterectomia), perché in età più avanzata potrei avere problemi di incontinenza. Cosa posso fare? Vi ringrazio anticipatamente.

Gentilissimo Signore,

mi perdoni la tardiva risposta. A mio parere se lei ha una ragade anale cron ica deve sottoporsi ad intervento chirurgico di fissurectomia.

Salve 15 giorni fa mi sono sottoposta alla dilatazione anale con palloncino a seguito di ragade anale. Il chirurgo ha appurato la presenza di emorroidi interne molto grandi da asportare con successivo intervento. Ad oggi dopo ogni evacuazione con feci anche morbide ho dolori e bruciori atroci che durano anche 10/12 ore se non assumo antidolorifici. Cosa devo fare per mettere fine a questo incubo? Qual'è la causa principale di questi bruciori interni devastanti?

Gentile Signora,

la dilatazione anale graduata con palloncino è una ottima tecnica per la cura della ragade anale acuta o con lievi segni di cronicità. Nella maggior parte dei casi la persona operata ha un immediato beneficio poichè non ha più l’ipertono che causava il dolore. Se questo beneficio non si ha è opportuno valutare lo stato della patologia con una visita proctologica completata con la videoprocoscopia digitale. Giunti ad una adeguata diagnosi è possibile instaurare un corretto percorso di terapia.

Buongiorno, in seguito ad anoscopia mi è stata diagnosticata una ragade anale che si sta fistolizzando, non ho dolori al momento, mi sono solo accorta di avere una pallina sopra l'ano e da qui la visita. Il proctologo insiste per l'intervento in tempi brevissimi. Le chiedo è un intervento da fare con urgenza? non vi è modo di arginare diversamente il problema? Non vorrei operarmi. Specie in tempi così brevi!

Cara Signora Ilaria,

purtroppo no, non c’è una alternativa all’intervento.  La ragade fistolizzata può dar luogo ad un ascesso perianale e questo impone di non ritardare l’intervento.

Salve dottore, sono Giulio ed ho 28 anni. vorrei esporLe il mio problema che ormai, anche se in modo diverso, mi affligge da 5 mesi. Era ottobre 2016 quando dopo un leggero prurito anale subentrò una sensazione sempre piu forte di malessere fino a prendere anche tre oki al giorno, allora mi decisi di andare dal mio medico che mi prescrisse una visita proctologica e una crema per emorroidi (che comunque migliorò la mia condizione). Il Proctologo evidenziò la presenza di una piccola ragade e mi mandò a casa con crema Antrolin e integratori per favorire il microcircolo per un mese, e siamo a fine dicembre il dolore acuto è passato ma da allora ho sempre un fastidioso bruciore e così il mio medico mi disse di continuare con antrolin e di provare dilatan. Per un po' è andata bene ma non bnissimo ovvero: per la maggior parte del tempo bene ma spesso anzi sempre la sera quando mi rilasso in particolare mi vengono "spasmi" allo sfintere e quando stringo l'ano mi da molto fastidio . Ora in queste ultime settimane sto continuando ad usare dilatan e i miei dolori vanno e vengono, ci sono giorni in cui non ho nulla e giorni interi in cui sento un gran bruciore ma mi sembra dalla sensazione qualcosa di piu esterno come se mi bruciasse la pelle. ps per andare in bagno a defecare non ho mai avuto grossi problemi anzi inizialmente i primi tempi mi dava quasi una sensazione di sollievo. come posso, secondo le migliorare completamente la mia situazione ormai dopo 5 mesi di sofferenza?

Caro Signor Giulio,

la ragade anale, soprattutto quella acuta o di recente insorgenza, può guarire con la terapia farmacologica. L’uso dell’Antrolin o di altre creme e pomate, possono favorire la guarigione e quindi la cicatrizzazione della ragade. Anche l’applicazione del Dilatan (dilatatori anale) favorisce la guarigione diminuendo l’eventuale presenza di un Ipertono. Durante la cura della ragade è importante constatare la graduale cicatrizzazione della stessa. Un iter diagnostico e terapeutico corretto prevede, a mio parere, la visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, prescrizione della terapia in base alle caratteristiche della ragade, controllo dopo 20 giorni, sempre con la Videoproctoscopia digitale, per valutare l’efficacia della terapia. La sola valutazione basata sulla persistenza o sulla scomparsa dei sintomi non è sufficiente e spesso ritarda l’attuazione di ulteriori terapie. Nel suo caso sarebbe utile comprendere perché persistono i sintomi, anche  se attenuati, e valutare un eventuale cambio di terapia, che può prevedere una ulteriore cura con farmaci locali o un intervento chirurgico.

Salve dottore . Da 4 mesi soffro di ipertono anale, e' comparso insieme ad una ragade ché si e' cicatrizzata. Ho seguito la terapia prescritta dal mio proctologo antrolin ed diltan per 2 mesi. La ragade e' guarita ma e' sempre presente l ipertono che continua a crearmi fastidi . Come posso intervenire per guarire? Grazie.

Buongiorno Signor Massimo,

l’ipertono spesso è causato dalla presenza della ragade e non ne permette la guarigione. Lei afferma che persiste l’ipertono con la ragade che è guarita, ma non svela quali sintomi sono legati alla persistenza di quasta condizione. Inoltre l’uso prolungato del dilatatori anali avrebbe dovuto risolvere l’pertono, che regredisce con la cicatrizzazione della ragade. Questi purtroppo sono i miei dubbi sulla possibilità di una guarigione della lesione anale che andrebbe valutata correttamente con l’ausilio di una videoproctoscopia digital. La persistenza di un ipertono anale senza ragade andrebbe inoltre valutata con una manometria ano-rettale al fine di valutare una adeguata terapia. Resto a sua disposizione.

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