Cura del rettocele

Buon giorno dottore, ho 37 anni.Nel 2013 mi sono operata per la prima volta di prolasso rettale e rettocele anteriore secondo procedura STARR . Avevo defecazioni incomplete , sempre il retto infiammato con molta difficoltà a stare in piedi, sopratutto a lavorare. Disaggio assoluto , depressione perché non potevo avere una vita normale (questo prima dell' intervento).Premetto che mi è stato diagnosticato anche cistocele , senza indicazione chirurgica (avevo fatto la cinedefecografia , anche cistouretrografia minzionale ). Dopo l'intervento ho avuto per mesi gonfiore al retto, disaggio assoluto, dolore all'evacuazione. Dopo neanche un anno, mi sono ritornati i sintomi prima elencati ancora più accentuati e meno tollerabili rispetto a prima. Per questo sono stata rioperata con la tecnica secondo Longo, a distanza di un anno per residuo di rettocele. Il mio problema più grosso è che neanche dopo il secondo intervento chirurgico le cose non sono risolte del tutto,in quanto i sintomi di pesantezza,gonfiore rettale, addominali non sono mai scomparse, ma Le dirò che adesso a distanza di tre anni e due interventi chirurgici, non è cambiato nulla rispetto a prima; ho fatto un'altra defecografia e risulta ancora comparsa di rettocele anteriore, di prolasso rettale interno.Non enterocele.Scarso residuo di pasta opaca in ampolla ,in particolare nella tasca anteriore, al termine della fase espulsiva.Angolo retto-anale ampiezza normale. Premetto che non ho avuto gravidanze, anche se lo desidero.La prego di aiutarmi, non riesco più andare avanti in questo modo. svolgo un lavoro che mi costringe di stare molto in piedi (infermiera di corsia). Grazie anticipatamente della sua breve risposta .Cordiali saluti.

Cara Signora,

comprendo il suo sconforto. I sintomi da lei descritti, prima e dopo i due interventi subiti, potrebbero essere determinati da un cedimento della muscolatura del pavimento pelvico o meglio da un perineo discendente. In questi casi oltre al rettocele e al prolasso mucoso, le pazienti possono avere cistocele e isterocele. Questo abbassamento del pavimento pelvico si sarebbe dovuto evidenziare dalle defecografie da lei eseguite ma, soprattutto, dalla visita colonproctologica. Probabilmente i suoi sintomi non sono solo proctologici, con disturbi della defecazione e dolore gravativo, ma anche sessuali (orgasmo ritardato o anorgasmia, fastidi durante il coito, ecc) e urologici (urgenza alla minzione, incontinenza urinaria con gli sforzi, ecc.). Il fallimento della chirurgia è un ulteriore elemento di questo sospetto diagnostico. Infatti, a parte le considerazioni personali sulla STARR e sulla tecnica di Longo, la recidiva del rettocele e la persistenza dei sintomi è dovuta alla persistenza del perineo discendente e alla disfunzione della pavimento pelvico, alterazioni che le due tecniche attuarte non possono curare. Le consiglio una accurata visita colonproctologica e del pavimento pelvico, completata con la Videoproctoscopia Digitale, al fine di valutare la funzionalità dell’apparato neuromuscolare, le eventuali alterazioni morfologiche causate dagli interventi subiti e decidere se lei possa giovarsi di una attenta e corretta riabilitazione funzionale del pavimento pelvico.