Domande e Risposte: Rettocele

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DOMANDA (IN EVIDENZA): Buongiorno, vorrei che questo mio quesito venisse pubblicato sul suo sito, dato che lei come molti è contrario alla Starr, affinche' siano messe a conoscenza anche altre possibili vittime e vorrei chiedere come mai si permetta in rete di continuare a fare tanta propaganda alla Starr come in questi recenti consulti, ma ne potrei citare un'infinita' e per quale motivo non ci sia una levata di scudi per vietare questo intervento se è vero che crea disastri come il mio e molti altri. perche'gli specialisti della Siccr non si fanno promotori di una campagna a sfavore e qual è la verita' su queste famigerate conferme che la Starr avrebbe ottenuto come riportato in questo discorso? "La tecnica di Longo ha da tempo superato l'esame delle più importanti Agenzie Internazionali deputate al controllo dell'efficacia e della sicurezza di tale tecnica. Tale intervento, eseguito da mani esperte, è sicuro e risolutivo, scarsa sintomatologia dolorosa, rapida ripresa delle normali attività, assenza di ferite aperte, assistenza post peratoria ridotta. Tali valutazioni sono basate sull' evidenza, ottenuta da studi di comparazione, da relazione e pareri di comitati tecnici di esperti e da esperienze clniche di autori di riconosciuta competeza. I giudizi negativi di alcuni sparuti colleghi non fanno testo." e per quale motivo questi sparuti colleghi si lasciano affibbiare la nomea appunto di "sparuti colleghi"? tutto cio' non è etico e per i pazienti diventa un incubo capire di chi fidarsi e dopo magari essersi fidati, sopportarne le conseguenze disastrose. Cordialmente

Cara Signora De Cesare,
sarà fatto, anche se penso che l’invito fatto alle società scientifiche non sarà ascoltato. Io continuerò a sostenere la inutilità e la pericolosità della tecnica ma è una unica voce, inascoltata. L’evidenza scientifica dovrebbe tener conto delle persone che hanno subito questo intervento e costrette a sofferenze croniche e danni fisici permanenti e non sarebbe difficile avere testimonianza, basta appunto navigare sul web.
Cari saluti

egregio dott. nicastro vorrei anch' io qualche spiegazione a quello che mi sta succedendo. mi chiamo maria ho 56 anni ,e nell' ottobre del 2008 sono stata sottoposta a resezione rettale transanale con css30 (transtar) , diagnosi: sezione di parete del grosso intestino con edema, soffusione emorragica e congestione vascolare della sottomucosa (tratto di parete rettale della lunghezza di cm7) , mi scusi ma ho scritto dettagliatamente tutto. sta di fatto che ancora oggi non riesco a scaricarmi in maniera tranquilla. le mie feci sono sempre molto piccole, non sento lo stimolo, solo del gran mal di pancia al che capisco che devo andare in bagno, mi siedo e sto del gran tempo a cercare di evequare, perché non riesco ad aiutami cercando di spingere. sono sempre con pancia e stomaco dilatati e mal di testa, di certo non mi aiuta il fatto che lavoro mi alzo molto presto e sto fuori di casa 12ore,a lavoro è impossibile andare in bagno (impiegherei troppo tempo)quindi trattengo e peggioro cosa mi consiglia di fare?

Cara Signora,
a mi avviso l’intervento di transtarr non rimuove le cause della stipsi che affligge le persone che si sottopongono con fiducia a questo intervento. Inoltre le conseguenze sono tali che può esserci un peggioramento dello stato di salute. Le consiglio di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una esatta diagnosi e per una corretta terapia.
Caro saluti

Mia moglie, 76 anni, è afflitta da rettocele; è ben visibile il gonfiore che da un anno ingombra la vagina.Abbiamo letto il Suo libro e troviamo indicata l'opportunità di ricorrere alla riabilitazione del Pavimento Pelvico; ritenendo difficile il riassorbimento dell'erniazione, pensiamo che lo scopo sia quello di evitare un peggioramento e meglio controllare gli orifizi di scarico. Al momento, mia moglie, quotidiana consumatrice di lassativi blandi, va in bagno tutti giorni e riesce a gestirsi. E' però tranquilla quando siamo in casa, mentre anche solo un viaggio di due ore la spaventa. Ha sofferto Stipsi tutta la vita, specie da giovane. Certo, 76 anni non sono pochi, ma è sempre stata in buona salute; i guai, sono cominciati dopo l'intervento sfortunato di sottrazione dellutero prolassato con complicanze gravi. (doveva essere una cosa di tre giorni ma, un troppo tardivo riscontro di sopravvenuta emoraggia....ecc.) Ora, mia moglie stà...direi bene; aiutandosi con i lassativi (e Lei lo sa fare bene), controlla il malaugurato ingombro. Sarà ancora così fra un anno? E fra tre e oltre? In fondo può vivere ancora anche dieci o più anni. Di interventi chirurgici, dopo le esperienze avute (e quanto si legge in proposito), preferirebbe non parlarne. Possiamo confidare sulla riabilitazione o è sperare troppo? Per la sua cortese risposta.

Caro Signor Eugenio,
credo che sua moglie possa trovare beneficio con la riabilitazione non solo nella risoluzione della stipsi ma anche per gli altri disturbi che spesso si associano alle disfunzioni del pavimento pelvico.
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro ho 52 anni da quando ho partorito il mio secondo figlio 23 anni fa soffro di rettocele occulto del quale sono stata operata nel 1995 con una tecnica detta FLAP .Ora dovrei rioperarmi perchè ho anche un colpocele e parecchi disturbi alla vescica mi occorre sempre di urinare.Io defeco normalmente tutti i giorni, anche se comunque mi resta la senzazione di non essermi svuotata e di avere un tappo se faccio aria vado di corpo altrimenti non ci riesco e mi prendono dolori al fondo schiena e lle gambe e sotto il piede nell'arco plantare che scompaiono all'improviso se faccio aria o vado di corpo.Col clisma opaco mi hanno trovato dei diverticoli al colon e con una ecografia mi hanno riscontrato dei fibromi all'utero di cui uno di 4 e uno di 3,5 cm in più da due anni a questa parte soffro di una modesta anemia microcitemica e nell'esame delle urine riscontrano una modesta presenza di emoglobina per cui il mio ginecologo ha deciso di farmi fare un isterectomia urgente che io non ho ancora fatto perchè il ciclo quest'anno ha iniziato a essere spesso assente e in più volevo sapere come sistemare il rettocele.Il chirurgo che mi ha operato nel 95 mi ha detto che mi avrebbe operato per via addominale e che togliendo l'utero mi avrebbe sistemato il retto ma che correvo il rischio di perdere l'uso dello sfin tere.Comprende bene che per me non è facile pensare ad un nuovo intervento anche perchè un eminente ginecologo chirurgo e mi ha detto che alla mia età ormai potrei fare a meno dell'isterectomia perchè mi sto avviando alla menopausa. Ho sentito parlare della tecnica della STARR cosa ne pensa ? Avendo un tempo un pò più lungo di coaugulazione del sangue correrei de grossi rischi e se si quali?Dopo l'intervento come sarebbe la mia vita ?Essendo già stata operata una prima volta potrei rifare l'intervento con questa nuova tecnica o correrei dei rischi? e quali?I diverticoli possono essere un problema?cosa ne pensa del mio caso? Se mi risponde sse le sarei veramente grata perchè vivo male e sono terrorizzata all'idea di fare un intervento,perchè quello precedente mi ha fatto passare le pene dell'inferno. Se lei crede potrei spedirle via fax la defecografia che ho fatto di recente e gli altri esami. Le chiedo scusa per aver approfittato della sua professionalità ma ho visto che è stato gentile a rispondere ad altri quesiti di altri pazieni e ne ho approfittato.La ringrazio e la saluto di cuore, aspetto con ansia una sua gentile risposta.

Cara Signora Giovanna,
è difficile dare consigli per via virtuale nma uno mi sento di darle. Non si sopponga alla tecnica STARR in quanto non solo non risolverebbe i soi problemi ma potrebbe peggiorarli. Un esatto inquadramento diagnostico potrebbe essere utile per poter definire un adeguato percorso di terapia e comprendo anche le perplessità del ginecologo sull’esecuzione dell’isterectomia. Si sottoponga a visita colonproctologica con un inquadramento della situazione del pavimento pelvico e solo dopo si potrà decidere quale terapia è più indicata nel suo caso.

All'attenzione del dott.Nicastro: Sono una signora di 46anni di Palermo con una storia clinica abbastanza complessa ma in sintesi con una diagnosi di rettocele accertato dalla defecografia e di prolasso rettale con emmoroidi motivo per il quale nel 2004 mi sono sottoposta ad intervento chirurgico con il dott.L. Se in un primo momento ho tratto reale beneficio dall'intervento,col passare del tempo purtroppo ho iniziato ad accusare nuovamente difficoltà e fastidi a tal punto che ho necessità di utilizzare farmaci,supposte o clisteri per le mie funzioni intestinali quotidiane.

Cara Signora Paola,
la sua storia non è differente da quella di tanti pazienti che hanno subito un intervento apparentemente risolutivo per una disfunzione che implica l’alterazione dell’apparato neuoromuscolare del pavimento pelvico. Una visita specialistica completata con una videoproctoscopia digitale, la visione degli accertamenti effettuati in precedenza e la lettura della cartella clinica dell’intervento, è necessaria per determinare un percorso diagnostico e terapeutico.

Carissimo Dott.Attilio Nicastro Scrivo per conto di mia madre,operata il 9/11/2007 per ostruzione defecatoria provocata da prolasso rettale e rettocele e si è sottoposta ad un intervento di Star,da precisare che mia madre quando 23 anni fa ha partorito me è stata 22 giorni ricoverata in ospedale con 130 punti di sutura perchè è stato un parto precipitoso io pesavo 4 kg e 70 g,questo per non averle fatto un semplice taglio cesario ora mi chiedo a 2 anni di distanza dall'intervento,mia madre accusa forti dolori al retto e alla vagina,non riesce a stare ne seduta ne in piedi perchè le hanno messo 70 grappe di titanio ke secondo il professore Antonio Capomagi gli avrebbe garantito ke i punti intorno sarebbero caduti entro l'arco di 15-20 giorni massimo un mese .Invece da una Tac a contrasto all'addome inferiore per vedere se c'era una endometriosi è stato riscontrato una corona di clips,ora le chiedo gentilmente quali sono gli esami essenziali prima di affrontare questo intervento:mia madre ha fatto,defecografia, transanale e colonscopia,cosa può aver scatenato tutto questo,da premettere che mia madre ha 51 anni e non riesce a trattenere le feci e le urine,c'è una soluzione a tutto questo problema?la ringrazio per la sua disponibilità,attendo con ansia una sua risposta.grazie.

Caro Signor Fausto,
il racconto della travagliata storia clinica di sua madre non è diverso da quello delle tante persone che sono state operate con la cosiddetta tecnica Starr. Quello che posso dirle è che tutto quello rifrito è la conseguenza diretta di questo intervento che purtroppo è consigliato ed eseguito anche in persone che potrebbero risolvere i problemi della defecazione con altre metodiche. Comunque è necessario valutare attentamente la situazione di sua madre anche dal punto di vista funzionale (incontinenza). Il mio consiglio è di eseguire una visita colonproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale, con un approfondimento anche della situazione del pavimento pelvico. Fatto questa preliminare visita è possibile stabilire un adeguato percoroso di terapia che possa risolvere il problema della signora.

egregio dottor attilio nicastro, mi scusi se mi permetto di disturbarla ma ho un problema che riguarda mia mamma che mi assilla e mi preocuppa molto e voorei porle il caso in questione per avere un suo parere a riguardo di mia mamma. mia mamma e molto stitica ma da qualche mese lo e ancor di piu ed ha avuto un problema molto serio, per parrecchi giorni non e riuscita piu ad evaquare e ci siamo rivolti ad un chirurgo dell ospedale della nostra città io le scrivo dalla provincia di venezia .il chirurgo tramite visita ha riscontratocon la visita che mia mamma presenta un tono sfinteriale valido e segnala un perineo discendente con un discreto rettocele anteriore di 3 grado con prolasso della mucosa. pertanto ci ha consigliato di eseguire una colonscopia e una defecografia. la colonscopia la colonscopia ha dato questo esito:modico prolasso mucoso lieve iperemia al retto come al sigma , dove si osserva qualche piccolo raro diverticolo non complicato, regolare appare il discendente come il traverso , la flessura epatica, l ascendente ed il cieco, in uscita si eseguono biopsie a dx, traverso e sx. l esame istologico eseguito ha dato questo esito:colite e sigmoidite cronica aspecifica con iperemia e melanosi del corion . no atipie. ha eseguito la defecografia ed ha deto questo esito:buono il sollevamento e piu evidente l abbassamento del perineo rispettivamente con le manovre di contrazione e di ponzamento tipo perineo discendente. rettocele anteriore:si, profondo circa 6 cm, non determina colpocele posteriore. rettocele posteriore:no . colpoceleanteriore o posteriore:no. isteroptosi .no . enterocele o peritoneocele:no . eseguiti questi esami siamo ritornati dal chirurgo premtto che mia mamma sta seguendo una dieta specifica con tanta frutta verdura ma sopratutto molta acqua e riesce ad evaquare abbastanza bene tutti i giorni . il chirurgo dopo avere esaminato gli esiti propone a mia mamma però un intervento perche dica che da un lato dell ano a mia mamma le si è formata una sacca in cui le feci al momento dell evaquazione dovessero risultare dure andrebbero a finire e lei non riesce ad evaquare. mia mamma non vorrebbe operarsi teme molto ha molta paura , e come lei anch io del resto. io attraverso internet ho trovato le sue numerosissime mail che le persone con probvlemi abbastanza vicini a quelli di mia mamma le hanno scritto ho voluto scriverle e le chiedo molto gentilmente un suo parere medico. la ringrazio sin d ora per la sua grande disponibilità e confido in una sua risposta . mia mamma si deve operare? ce una cura per evitare l intervento? dolori non ne ha mai avuti. la ringrazio da parte di mia mamma e da parte mia . arrivederci dottor nicastro e le rinnovo i miei piu sentiti saluti. la ringrazio .

Cara Signora Lucia,
sua madre non si deve per operare per forza ma potrebbe provare a sottoporsi ad una rieducazione funzionale (riabilitazione) del pavimento pelvico con elettrostimolazione e biofeedback, Questa rieducazione, nella mia esperienza risolve i problemi della stipsi legata alla discesa del pavimento pelvico e al rettocele. I risultatai sono ottimi anche rispetto a quelli della chirurgia. Facendomi una autopromozione le consglio la lettura del libro Il Dono Negato, potrà trovare utili informazioni e riferimenti alla patologia di sua madre.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, innanzitutto grazie per la risposta e per i suggerimenti che mi invia. Torno a chiedere il suo consiglio perché negli ultimi giorni la mia situazione post starr (intervento da lei ironicamente definito "stellare" e che io definirei tale perché "fa veramente vedere le stelle" per i dolori che insorgono col tempo) si è un po' chiarita. Mi hanno fatto fare l'elettromiografia anale con PNTML da cui risulta tutto nella norma e il neurologo che mi ha fatto l'esame mi ha spiegato che i miei dolori e bruciori rettali perineali e vaginali sarebbero in realtà un dolore urente provocato da una sorta di neuropatia delle fibre nervose che, tagliate nella loro parte terminale dalla starr, si sono ramificate e hanno reso la regione anale, rettale e perineale più sensibile al dolore. Non mi ha fatto la diagnosi di neuropatia del pudendo però ha detto che ci possono essere delle cose che anche l'elettomiografia non vede. Mi ha consigliato di prendere un farmaco per il dolore neuropatico (Lyrica che sto già assumendo e credo che abbia effetto+ l'integratore Dianural) e mi ha anche indicato una clinica di Cassano in provincia di Bari (la Fondazione Maugeri) dove fanno la riabilitazione per i prolassi rettali e anche per chi ha già fatto l'intervento come me. Mi ha detto che devo fare esercizi di rilassamento e devo imparare dalla fisioterapista come farli a casa da sola. Ho già parlato con la fisioterapista che mi seguirà e che parla anche lei solo di esercizi di rilassamento perché teme di usare macchinari come la TENS. In particolare risultano doloranti gli elevatori dell'ano che a volte mi fanno così male da non permettermi di stare seduta. Il dolore si scatena con la defecazione (anche se faccio di tutto per evitare gli sforzi) e soprattutto con la minzione. A volte siccome mi fa male proprio nella regione del clitoride mi diventa doloroso persino iniziare la minzione il cui stimolo quando ho il dolore è sempre presente. Penso al suo libro e alla storia di quella ragazza che dopo essere venuta da lei ha risolto il problema e le ha regalato un fiore. Lo so che a distanza è difficile valutare, ma per favore potrebbe darmi un suo parere. Inoltre vorrei chiederle un altro consiglio sulla vexata quaestio dei punti metallici al titanio che non ho espulso e che si trovano sia anteriormente che posteriormente. La sutura non è bassa, ma, secondo i colonproctologi di Bari, la ritenzione dei punti sarebbe responsabile dei dolori e dei bruciori rettali visto che spesso devo mettere il pentacol gel per stare bene. Ho molta paura di toglierli perché temo che la mucosa possa essere lesionata dall'intervento o addirittura, visto che mi hanno spiegato che sono conficcati nel muscolo, che la mucosa prolassi di nuovo magari in uno sforzo defecatorio o che vengano danneggiate altre fibre nervose. Lo so che le chiedo troppo, ma dopo aver letto il suo libro e l'empatia con cui Lei accoglie i pazienti ho la speranza di avere anche io in lei un punto di riferimento sicuro e umano. La ringrazio comunque per la sua disponibilità. A presto

Cara Signora,
la ringrazio per la fiducia e per (immeritati) complimenti. Bisognerebbe porre alcuni punti precisi sulla sua situazione. Innanzitutto la riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbe prevedere più che esercizi di rilassamento quelli di rinforzo del piano perineale. Questo è un frequente errore che fanno coloro che non sono adeguatamente addestrati alla rieducazione funzionale del piano perineale. Rigurardo le clips la loro persistenza in profondità può provocare una infiammazione che deve essere opportunamente diagnosticata e valutata per poter decidere un adeguato percorso di terapia. Solo se le clips affiorano sulla mucosa devono essere asportate mentre quelle in profondità no. Sono in pieno accordo con il neurologo anche se una adeguata riabilitazione potrebbe risolvere i problemi del dolore e evitare l’assunzione del Lyrica. Resto a sua disposizione per ogni altro eventulae consiglio anche telefonico.
Cari saluti

gentile dottore scrivo questa domanda affiché possa essere utile anche per gli altri. sono una donna di 37 anni, mai avute gravidanze ma solo molto stress e tensione muscolare da lavoro. mi è stato diagnositcato il rettocele a seguito di manometria e ecografia con sonda rotante. i miei sintomi: defecazione osrtuita, aiuto con mani, incontinenza urinaria specialmente notturna, talvolta pulsioni nell'ano, ciclo molto doloroso e flusso scarso, di sera espulsione di muco color nocciola, prima mattina riesco a defecare poco poi via via nell'arco della giornata si asciuga e diventa a pallette. prima della scoperta del tipo di problema avevo gonfiore addominale subito dopo pranzo o cena e tachicardia in posizione distesa, freddo a tutto il corpo specialmente nelle ore notturne. (ps non è ansia) ora sto prendendo cardicor solo per tenere sotto controllo i battiti e per stare tranquilla. che esami dovrei fare, come potrei risolvere il mio problema ? grazie

Cara Signora Maria Teresa,
la sua storia clinica è simile a quella di tante altre pazienti affetti da disturbi funzionali del pavimento pelvico che andrebbero ben individuati per poter stabilire un corretto percorso di terapia che nella maggioranza dei casi non è chirurgico ma riabilitativo. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura del Il Dono Negato, romanzo saggio che parla di stitichezza e dintorni, appunto i dintorni che fanno da corredo alla sua storia clinica.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, le scrivo per un consiglio in merito ai punti della starr e all'eventualità di toglierli. So benissimo che lei sconsiglia a tutti questo intervento per risolvere l'ostruita defecazione e il rettocele e fa benissimo, purtroppo io sono stata operata (2006) prima di leggere i suoi consigli (e il suo libro che ho molto apprezzato)e sono ormai due anni di inferno. E' vero, ho ripreso ad andare in bagno normalmente e il mio colon irritabile è migliorato, tuttavia soffro di terribili bruciori e dolori pelvici e vaginali che si localizzano nella zona tra ano e vagina (in corrispondenza della forchetta) e si estendono all'inguine,al retto, al pube e alle vene delle gambe. Sono due anni che vago dal ginecologo, che ha diagnosticato anche un varicocele pelvico bilaterale e una ectasia di tutte le vene vaginali a cui attribuisce i dolori, al colonproctologo che invece pensa ai punti metallici della starr ma esita a toglierli. C'è poi chi ha ipotizzato che un punto della starrabbia agganciato un vaso e abbia determinato i problemi vascolari e chi ritiene che io abbia un punto metallico a forma di uncino prospiciente in vagina proprio nel punto dolente. Ho fatto la defecografia per vedere se c'era qualche altro prolasso e tutto è a posto eccetto um piccolo rettocele digitiforme residuo o neoformato, non evidenziable defecograficamente ma dalla visita. I dolori aumentano con il ciclo mestruale e a volte mi impediscono di stare in piedi e di caminare, passano solo se sto a lungo straiata, insomma durante la notte. Non so più cosa fare anche perché qui nella provincia di Bari ,e direi in tutta la Puglia, credo di aver consultato tutti gli specialisti possibili. Esistono degli esami per vedere chiaramente dove sono le graffette e se schiacciano dei vasi sanguigni, esiste un esame obiettivo per vedere se è vero che ho questo punto metallico in vagina? Ora mi stanno curando con il vessel compresse per il varicocele e il pentacol gel per i bruciori rettali. Per favore potrebbe darmi qualche consiglio? Amcora grazie e a presto

Cara Signora Marilù,
la mia contrarietà all’intervento di STARR non è folosofica ma è basata sull’osservazione dei pazienti che la subiscono e che hanno sofferenze simili alle sue e che patiscono una vita quotidiana di sofferenza e sono costrette a girovagare per ambulatori medici senza avere una risposta. Per poterle dare un suggerimento adeguato dovrei almeno prendere in visione la defecografia (che avrà anche messo in evidenza la presenza e la disposizione dei punti metallici). Ma anche il solo esame vaginale dovrebbe mettere in evidenza la presenza di una clips in vagina. Anche se la tecnica è da me messa in discussione, non credo all’eventualità delle problematiche vascolari da essa indotta. Il dolore pelvico cronico (frequente) potrebbe essere causatao dall’intervento ma potrebbe essere messo in realzione anche alla patologia del pavimento pelvico pre-esistente e che l’intervento non ha mai curato. Una visita specialistica colonproctologica estesa anche alle problematiche pelvi-perineali potrebbe essere di aiuto per poter proseguire un percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, la
ringrazio moltissimo della sua immediata risposta che mi conforta un po’. Vorrei tanto venire a Roma da lei tuttavia le mie condizioni di saute peggiorano di giorno in giorno e i dolori sono a volte talmente forti da costringermi a casa ogni pomeriggio. Ho letto con attenzione il suo libro che ho molto apprezzato innanzitutto per l’umanità e la disponibilità, in secondo luogo per gli utili consigli scientifici resi accessibili a tutti da un linguaggio semplice e chiaro e infine per l’approccio olistico che lei attua nei confronti di chi ha queste patologie. In lei ho ritrovato gli stessi buoni consigli sulla dieta e sul comportamento che mi ha dato il bravo gastroenterologo che mi segue qui in Puglia. Voglio complimentarmi con lei: ho veramente molto apprezzato quanto ha scritto anche se, lo confesso, la lettura della prima parte del libro e delle sofferenze patite da altre donne anche più giovani di me (io ho 39 anni e i problemi sono iniziati a 27 anni) mi ha fatto stare veramente male perché mi ha fatto rivivere la mia solitaria disperazione quotidiana di quasi dieci anni di ostruita defecazione con rettocele. Spero comunque che col tempo questa lettura si riveli per me catartica: lei ha verbalizzato quello che noi povere donne umiliate da questa malattia ci vergogniamo di dire anche alle persone più care, quello che io ho dovuto rivelare ai medici con tanto dolore e imbarazzo. La ringrazio per questo e le chiedo ancora aiuto. Per favore ascolti la mia storia e mi dia un consiglio: la cosa strana che è accaduta a me è che psicologicamente stavo meglio prima dell’intervento quando non sapevo cosa avessi (in quello stato ho completato un dottorato di ricerca, mi sono sposata, ho fatto una figlia, ho affrontato diversi concorsi nella scuola, ho iniziato a lavorare anche brillantemente)e mi aiutavo tutti i giorni, come potevo.
Poi l’intervento definito miracoloso che mi ha riempita di false speranze. Poi lo sconforto, la paura, il pianto, il terrore e il disinteresse di chi mi aveva operato. Sin dall’inizio dopo
l’intervento ho avuto difficoltà a aprie l’ano (anismo?) che ho risolto con una specie di riabilitazione fatta in casa con i consigli di una fisioterpista e di uno psicologo, risolta questa difficoltà imane oggi quella del piccolo rettocele che a volte (ma stranamente non sempre) mi impedisce di svuotarmi del tutto. Io adotto una strategia per aiutarmi e cioè mi metto seduta sul vater abbasso la pancia sulle cosce e alzo i piedi in punta in modo da modificare
l’angolo ano-rettale e così è molto più facile. Purtroppo però questo a volte non mi aiuta soprattutto se sono molto nervosa, se ho fretta o se le feci non sono molto abbondanti, allora di rado faccio ricorso a dei clisteri con acuqua tiepida. Però così il retto mi fa male. Il mio
TERRORE é questo: ho tanta paura che il rettocle col tempo si ingrandisca e che magari con uno sforzo eccessivo la mucosa si dilati ancora di più. Esistono degli esercizi che lei può indicarmi per facilitare la defecazione con il rettocele, per rinforzare la parete tra retto e vagina che poi è quella che mi fa sempre male? Quante probailità ci sono nel mio caso che il rettocele si riformi determinando i problemi di espulsione che avevo prima? Per favore mi
dia qualche consiglio, la ringrazio per la sua attenzione e spero che la valanga di mie richieste non le impedisca di rispondermi. Ah dimenticavo,….. il titolo: bellissimo! io quel “dono” l’ho negato sin da piccola all’infelicità di mia madre che, suo malgrado, ci ha dato quello che aveva e che poteva: tanto dolore! Ma, a volte, “da un fatto brutto nasce un fiore” e da me è nata mia figlia! Grazie

Cara Signora Marilù,
sarei ben felice di aiutarla direttamente ma comprendo che la distanza è troppa e che è molto difficile poter affrontare un sacrificio che la porterebbe lontano dalla famiglia e da sua figlia per un lungo periodo di tempo. Comunque non tutto è difficile e anticipando i ringraziamneti per le parole avute riguardo Il Dono Negato cercgerò di trovare alcune piccole alternative. La prima è quella che potrebbe eseguire gli esercizi descritti nel libro, quotidianamente per circa 10 minuti. Questa piccola accortezza potrebbe rinforzare il suo pavimento pelvico e facilitare la defecazione. Se poi riesce a venire a Roma per una sola giornata potremmo provare a decidere se lei è in grado si eseguire una elettrostimolazione con degli apparecchietti domiciliari che si trovano in commercio. La sua venuta a Roma è insdispensabile per almeno spiegare come eseguire la tecnica. Anche se non è il massimo comunque è un aiuto. Poi si avvalga dei suggerimenti generali quali bere tanta acqua, consumare fibre per cercare di mantenere le feci morbide. Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buongiorno. Ho 39 anni e mi hanno constatato le emorridi di 2/3 grado e ultimamente anche il rettocele. Sono circa 3 anni che combatto con il dolore e le consistenti perdite di sangue. Gli esami che ho eseguito sono solo l'anoscopia e la colonscopia. Mi hanno consigliato l'intervento con la tecnica dei punti transfisi sequenziali TPTS. Vorrei gentilmente un suo parere. Grazie mille e cordiali saluti.

Cara Signora Etleva,
la TPTS è una nuova tecnica sperimentata da pochi specialisti che ancora dovrà essere validata da risultati a distanza più convincenti da quelli ottenuti fino ad ora. la tecnica è utilizzata per la risoluzione del rettocele e non per le emooridi che sono la causa principale della sua sofferenza. Una visita specialistica con videoproctoscopia digitale potrà essere dirimente sulla reale gravità della patologia e su un adegutao percorso di terapia.
Cari saluti

Gent. dr. Attilio Nicastro, mi chiamo Idria , ho 44 anni, 1 figlio avuto con taglio cesareo, soffro di colon irritabile con rettocele anteriore e defecazione ostruita, dolorosa e senso di bruciore diffuso al colon retto sia con feci morbide che dure. Ho effettuato tutti gli esami del protocollo del colon irritabile presso l'ospedale Santa Chiara di ... seguita dal gastroenterologo dr. B e il colonproctologo dr. N dove ho fatto: Clisma opaco - Defecografia - Manometria anorettale - Ecografia addominale completa ed esami vari del sangue. Gli esiti hanno rilevato un piccolo rettocele anteriore, non operabile a loro giudizio, dolicolon e nessun altra patologia. Mi è stata consigliata la riabilitazione per il pavimento pelvico, però parlando con la fisioterapista, avendo avuto problemi di emorroidi e avendo defecazione dolorosa con bruciore, me l'ha sconsigliata. Non ho neanche ben chiaro quale tipo di alimentazione dovrei seguire in quanto non so bene cosa devo o non devo assumere perchè alcune cose mi fanno bene per la stipsi però irritano l'intestino che è gia molto irritato. Da ciò si capisce che conduco uno stile di vita molto problematico, non sono una fumatrice, bevo un bicchiere di vino ogni tanto, sono normopeso 53 kg., sono costretta però spesso a non muovermi di casa per frequenti mal di pancia ed emissione di moltissima aria. Ho preso periodicamente le bustine di Psyllogel, Movicol e vari fermenti lattici, ma non ho visto cambiamenti rilevanti. Inoltre vorrei sapere se è possibile avere saltuariamente rapporti anali vista la mia problematica e se ciò può aggravare il rettocele. Mi rivolgo quindi a Lei se può cortesemente darmi delle risposte in merito, La ringrazio anticipatamente e Le mando cordiali saluti.

Cara Sig.ra Idria,
ho letto attentamente la sua richiesta e noto che non ha eseguito un esame endoscopico dell’ano-retto per valutare la situazione anatomica del canale ano-rettale. I colleghi che le hanno suggerito la riabilitazione del pavimento pelvico hanno dato un valido consiglio ma per meglio proseguire con la terapia bisogna prendere in considerazione il trattamento del colon irritabile. Certo movicol e psyllogel non sono la panacea per il suo caso, potendo anche peggiorare lo stato colitico. Riguardo i rapporti anali, se ben lubrificati, non rappresentano una contrindicazione. La riabilitazione del pavimento pelvico può essere eseguita con diverse metodiche, e lo stato di malattia emorroidaria non rappresenta un ostacolo,ma si deve rivolgere ad un centro specializzato. Resto a sua disposizione

Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla

Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate

Gent.mo Dr.Nicastro mi chiamo Antonella sono di Novara e mi permetto di disturbarla in quanto mi trovo a dover dipanare un quesito che riguarda mia madre (compie ottant'anni questanno) la quale soffre ormai da due anni di disturbi di evacuazione con stimolo frequente, feci poco consistenti, evacuazione a ratti, presenza di gas intestinali, senso di non totale svuotamento;circa 9 anni fa ha subito un intervento di emorroidi con parziale successo in quanto il chirurgo che l'ha operata ha evidenziato di non aver eliminato totalmente il problema al fine di evitare una ostruzione del retto. Ha numerosi diverticoli anche nel sigma e il gastroenterologo che la segue ha consigliato una colonscopia virtuale ed una defecografia che hanno dato i seguenti responsi: Colonscopia virtuale:parziale distensibilità parietale del sigma contenente alcune piccole estroflessioni diverticolari originali, lieve diffuso ispessimento parietale; apprezzabile al tratto intermedio del colon trasverso una irregolarietà del profilo parietale di circa 7 mm. di diametro; non evidenza di vegetazioni endoluminali sul restante ambito; cieco medializzato; non lesioni focali dei parenchimi degli organi ipocondriaci nelle condizioni basali. Esame rx defecografico:L'angolo ano-rettale posteriore presenta valori rientranti nella norma, in fase evacuativa si rileva un modesto perineo discendente con formazione di un rettocele anteriore a larga base d'impianto con profondità di circa 45 mm. Tale alterazione è già in minima parte visibile in condizioni di riposo e scompare in contrazione. Non si riconoscono segni defecografici di prolasso della mucosa rettale mentre è presente un lieve prolasso emorroidario.Il residuo post-evacuativo é aumentato e nelle fasi finali dell'evacuazione si osserva difficoltosa apertura anale.Spazio retto-vaginale regolare.Il gastroenterologo che l'ha in cura ritiene che un intervento di rettocele, considerate anche le altre problematiche (diverticoli, difficoltosa apertura anale, prolasso emorroidario) non sarebbe risolutivo per il problema stipsi.Le chiedo pertanto un consiglio sul da farsi (terapia medica, fisiokinesiterapia, terapia chirurgica). La ringrazio per le indicazioni ed i preziosi suggerimenti che vorrà fornirmi e con l'occasione porgo cordiali saluti.

Cara Sig.ra Antonella,
i disturbi della defecazione che affliggono sua madre solo in parte sono da considerare pertinenti alla sindrome del perineo discendente ed al rettocele. Infatti come lei descrive sua madre si lamenta più della poca consistenza, della flatulenza e della frequenza. Questi sono sintomi da correlare alla malattia diverticolare più che al pavimento pelvico. Anche se la riabilitazione con elettrostimolazione, biofeedback o anche l’ExMI, sicuramente miglioreranno l’atto della defecazione (in termini di tempi e sforzo), bisogna ricorrere ad una adeguata dieta e terapia medica per gli altri sintomi.
Cari Saluti

Mi chiamo Maria ho 53 anni presento emorroidi di 3° grado con lieve discesa del piano perineale, defecazione ostruita(negli ultimi tempi meno costante) ipertono sfinterale,note di prolasso muco- emorroidario rettale basso e rettocele anteriore 1° grado. Da uno specialista mi è stato consigliato un intervento di emorroidectomia, da un altro non un intervento ma una riabilitazione anorettale con Biofeedback e un trattamento dilatante con coni Dilatan. Un terzo specialista mi consiglia un intervento di anopessi. Cosa mi consiglia di fare? In passato ho fatto alcune sedute di idrocolon, questo può aver causato il rettocele o il prolasso muco emorroidario.Cordiali saluti, grazie Maria

Cara Sig.ra Maria,
il quadro descritto e’ veramente suggestivo per una sindrome del perieneo discendente con associata una patologia anale (emorroidi). Nella mia esperienza evito di eseguire in prima stanza interventi chirurgici che molte volte oltre a risultare inutili per la risoluzione dei sintomi a volte risultano dannosi soprattutto quelli definiti come anopessi. Chiedo scusa per la tardiva risposta e spero che lei intanto non sia stata sottoposta ad interventi chirurgici. Una corretta valutazione proctologica e pelvi-perineale potranno indicare l’esecuzione di una rieducazione funzionale del piano perineale che portera’ alla risoluzione dei sintomi legati alla defecazione. Solo se i sintomi legato alle emorroidi persistono alla fine della rieducazione si potra’ prendere in considerazione la correzione chirurgica della patologia emorroidaria.Cari saluti

Sono una signora napoletana di 55 anni e soffro di rettocele. Ho contattato numerosi chirurghi proctologi che mi hanno quasi tutti consigliato un intervento con la tecnica STARR. Soffro anche di colon irritabile. Sono stata operata anche di un'ernia inguinale parecchi anni fa , il che fa presupporre una predisposizione delle fasce muscolari e sono anche un soggetto ansioso.Mi chiedo se il problema che ho è di pertinenza di un chirurgo gastroenterologo e al tempo stesso proctologo oppure solo del chirurgo generale che si occupa anche delle malattie del retto e dell'ano. Non riesco a decidermi dal momento che la tecnica Longo richiede mani esperte ed io non so e non riesco a sapere se realmente un chirurgo la applica con una certa frequenza o non ,poiché mi è sembrato di capire che tutti sono in grado di effettuare questo tipo di intervento. Inoltre , mi sto confondendo ulteriormente le idee, perché è richiesta anche la consulenza del ginecologo. Le chiedo un suo parere sul tipo di intervento a cui mi dovrò sottoporre, e l'indicazione di un Centro non troppo lontano che garantisca esperienza e professionalità per questo tipo di patologia. La ringrazio anticipatamente La saluto.

Cara Sig.ra Maria,
non sono per niente consenziente sulla necessità che lei debba subire un intervento chirurgico per rettocele tanto meno con la STARR. Il rettocele rappresenta un cedimento di tutta la muscolatura del pavimento pelvico. Nella mia esperienza tutte le pazienti con rettocele vengono sottoposte ad una riabilitazione del pavimento pelvico che risolve tutti i sintomi correlati (stipsi, dolore) ed anche l’eventuale presenza di incontinenza urinaria da sforzo. Solo se dopo la riabilitazione la paziente presenta residui sintomatologici che minano la qualità di vita si procede ad un intervento chirurgico diretto di riparazione del difetto muscolare e di risoluzione dell’eventuale prolasso mucoso del retto senza ricorrere a “marchingegni” ma mettendo in opera l’arte propria del chirurgo (colonproctologo).
Auguri

Stitica da sempre nel 2006 ho subito l'intervento "del palloncino" lei sa di cosa parlo e nel febbraio 2007 visto il perdurare di formazione di ragadi la sfinterotomia, dopo circa 3 mesi dall'intervento non riuscivo più ad evacuare se non con lassativi "terminali" (supposte o clisteri di glicerina), ho fatto sia la manometria senza risultati particolari e poi la defecografia dalla quale é emerso quanto le scrivo "estremamente rallentata ed incompleta appare l'eliminazione del mdc durante la fase decografica in rapporto verosimilmente ad ipertrofia dello sintere anale. Cedimento del sistema di fissazione anteriore dell'ampolla rettale in rapporto a rettocele anteriore, più evidente in fase decografica. Si consiglia videat specialistico". Cosa significa in parole "povere" e qual'é il provvedimento da adottare?

Cara Sig.ra Stefania,
la sua stipsi può essere definita stipsi espulsiva flaccida per la presenza del rettocele anteriore (cedimento appunto della parte anteriore del pavimento pelvico). In questi casi io consiglio una rieducazione funzionale del pavimento pelvico per migliorarne il trofismo neuromuscolare. I
risultati ottenuti sono ottimi (94% dei casi) con la risoluzione della stipsi e di altri sintomi correlati (della sfera urinaria e sessuale). L’indicazione può essere posta solo dopo una accurata anamnesi e visita specialistica. Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro sono una ragazza napoletana di 32 anni che da gennaio di quest'anno sta passando un inferno a causa di coliche continue dovute ad una forte stitichezza. Ho eseguito clisma opaco a doppio contrasto che ha evidenziato dolicocolon e dolicosigma , tempi di transito , ottimo risultato, il terzo giorno i cilindretti non c'erano piu', e infine la defecografia che ha evidenziato invece un prolasso a tutto spessore, il dottore lo ha chiamato occulto , e un rettocele di 33 mm , chiaramente mi hano consigliato di operarmi, intanto solo ieri ho fatto la prima seduta di idrocolon terapia , ma dottore mi creda faccio un alimentazione ottima, bevo 2 litri d'acqua al giorno, anche di piu', e' vero mi muovo poco, ma mangio frutta verdura , carboidrati , tutto, ho come un tappo , non mi svuoto mai e sto male , veramente male, lei mi consiglierebbe l'intervento di longo! Ah dimenticavo dalla defeco il dottore dice che il pavimento pelvico e' a posto , funziona benissimo sia a riposo che contrazione e ponzamento, quindi a me nn serve una rieducazione in quel senso, mi dia un consiglio, sono disperata perche' ho tanta paura di non tornare a stare piu' bene, e' da un anno praticamente che sto cosi, nonostante la mia accortenza sui cibi... aspetto una sua gentile risposta , e se e' possibile mi dica dove potrei trovare lo specialista piu' bravo , io sono disposta ad operarmi anche fuori Italia! Grazie Daniela

a 32 anni non si deve operare in Italia o all’Estero! La causa della sua stipsi potrebbe essere correlata anche ad una Sindrome del Colon Irritabile e al semplice rettocele. Quello che mi sembra incongruente e che lo “specialista” le abbia proposto in prima istanza l’intervento e non la
riabilitazione quando è ben evidente che molti decidano per il contrario. Io non le posso consigliare l’intervento di Longo in quanto inefficace e non risolutivo per la sua patologia (anche se eseguito da mani esperte). Questa è la mia esperienza. Nel Dipartimento che dirigo l’intervento per rettocele
viene eseguito di routine con tecniche differenti ma solo dopo una adeguata rieabilitazione dei muscoli (non è necessario avere il pavimento pelvico disceso) e per con la permanenza dei sintomi. Resto a sua disposizione
Cari Saluti

gent.dott., so come lei sia critico sulla starr, perciò un suo parere sul mio caso sarà importantissimo. Ho problemi a defecare da molti anni -ne ho 57 e due parti- quando va bene la supp. glicerina mi aiuta completamente, se invece non vado sono gonfia sto male e nervosa. Questa la colpoenterodefecografia: opacizz.ne retto vagina tenue mesenteriale. buona distensibilita' ampolla rettale. giunzione rettoanale situata a riposo inferiormente al margine inf.delle tuberosita' ischiatiche e ha una regolare escursione nelle manovre dinamiche.non fenomeni incontinenza al passaggio da pos.decubito a ortostatismo e con tosse.pavim.pelv. normoresistente in prova dinamica. la fase defecograf.(con tecn.digitale) evidenzia normale tempo di apertura canale anale e svuotamento ampolla rettale completo.durante tale fase si osserva rettocele anter.di cm.5 e invaginaz. Intrarettale inoltre progressiva discesa intest.tenue che comprime parete anteriore retto come per condizione di enterocele ostruttivo.regolare calibro anale. Il gastroenter. mi consiglia unica soluzione la starr al san camillo di Roma, dove lui conosce chirurgo molto esperto per questo.Sono un po' in crisi, leggo tante cose... Quando mi libero completamente con la supposta mi sento bene! Però sto anche molto male in altri periodi e lo stimolo non c'è mai comunque. GRAZIE DI CUORE

Cara Signora Brunella,
propiro nel suo caso le consiglio di non sottoporsi alla STARR in quanto lei è affetta da una doppia patologia l’enterocele e la sindrome del perineo discendente con rettocele. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una riabilitazione del pavimento pelvico per migliorare la dinamica defecatoria e se un intervento chirurgico deve essere proposto deve prevedere la risoluzione dell’enterocele e non solo del rettocele. Per mia esperienza una buona riabilitazione può portare alla completa risoluzione dei suoi sintomi di stipsi espulsiva e solo se realmente l’enterocele coprime il retto impedendone lo svuotamento (cosa peraltro non evidente alla defecografia) si può ragionare su un trattamento chirurgico.
Cari saluti

gentile dottore,
la ringrazio della risposta e aggiungo che dovrò completare gli esami con una eco pelvica e transavaginale. Sono confusa, in quanto nella mia posizione di paziente vorrei sentire la “stessa” proposta terapeutica da più fonti! Le dico che il gastroenterologo,a cui ho chiesto appunto della riabilitazione, mi ha detto che nel mio caso, avendo un buon svuotamento e tono, non servirebbe e quindi, essendo un problema di intralcio oggettivo caratterizzato dal rettocele -perchè solo di questo ha parlato -, va risolto in quell’unico modo, e me ne ha parlato in termini positivi anche alla luce della sua esperienza, sottolineando solamente l’importanza di mani esperte. Tra l’altro lui mi consiglia di non aspettare troppo mentre il mio medico di famiglia dice che essendo il prolasso un fenomeno che nel tempo si può ripresentare è meglio andare avanti finchè si può.
Grazie ancora e se sarà così gentile da rispondermi potrebbe indicarmi dove andare, a Roma, per questa riabilitazione, e se ci sono centri convenzionati? Un’ultima cosa: un rettocele di 5 cm si considera di grossa entità? E l’intervento anche per l’enterocele è più impegnativo, e sempre per via anale comunque? Buona giornata
Brunella

Cara Signora,
non sono a conoscenza di centri di riabilitazione convenzionati a Roma. Facendomi autopubblicità io dirigo il dipartimento di colonproctologia dell’european hospital dove esiste il primo centro di riabilitazione fondato nella capitale. E’ dal 1991 che il centro è attivo e con orgoglio ne sono stato prima respsonsabile e ora primario. Se lo ritenesse opportuno può tranquillamente rivlgersi al nostroi centro. Sono in acordo con il suo medico curante, un rettocele di 5 cm non è di grande entità mentre starei in attesa per l’intervento anche perchè visto l’enterocele sarebbe opportuno un
intervento maggiore che non quello semplicistico con la suturatrice meccanica.
Cari saluti

Buongiorno, sono una ragazza di 35 anni ed ho un problema che mi sta rendendo la vita impossibile (forse sembrerò esagerata, ma le assicuro che per me purtroppo è così). Nel 2000 mi sono operata di emorroidi (M.M.) da quel momento ho avuto serie difficoltà se non impossibilità nell'andare in bagno normalmente. Quindi molto tempo passato in bagno facendo sforzi enormi, per poi ricorrere all'aiuto manuale per l'espulsione delle feci; sempre con il senso di gonfiore per non parlare di altri problemi imbarazzanti. Premetto che l'intervento non è andato molto bene visto che non è stato risolto il problema emorroidi, che il sanguinamento post operatorio è durato mesi anzichè giorni e i dolori che ho provato sono stati terribili, indescrivibili, con tutta la terapia del dolore. Di recente ho fatto una visita proctologica dove non è stato riscontrato nulla di particolarmente rilevante se non una leggera rettocele anteriore; inoltre, il medico, per avere la certezza di eventuale defecazione ostruita, mi ha prescritto una rx defecografia (appuntamento gennaio 2008). lo stesso dottore, compreso il mio medico di base, mi hanno detto che per tale problematica viene unicamente proposta una soluzione chirurgica, la cosa mi spaventa non poco vista la brutta esperienza. Ho letto che lei propone una terapia di riabilitazione, mi piacerebbe saperne di più, come funziona, dove viene effettuata (io vivo a Roma), tutto pur di non tornare sotto i ferri. La ringrazio anticipatamente, mi scuso se mi sono dilungata, rimango in attesa di risposta.

Cara Signora Alba,
da quanto descrive il decorso dopo l’emorroidectomia non è stato dei più brillanti. La tecnica dell’emorroidectomia definita di Milligan Morgan ormai rappresenta uno standard nella terapia delle emorroidi di grado elevato e i nuovi concetti chirurgici rendono il decorso post-operatorio del tutto
asintomatico riguardo il dolore mentre piccole perdite siero ematiche possono persistere per una ventina di giorni. A tutela di questo vengono prescritti gli emollienti fecali che permettono una defecazione regolare e morbida. Comnque probabilmente già nel 2000 esisteva una stipsi espulsiva la cui terapia di prima scelta è riabilitativa. La riabilitazione del pavimento pelvico migliorando la coordinazione neuromuscolare migliora la defecazione. Come tutte le riabilitazioni è suddivisa in cicli di trattamento e le tecniche usate possono essere differenti a seconda la gravità dei sintomi (anche associati, urinari e sessuali), del rettocele e dell’eventuale presenza di perineo discendente. Le tecniche devono essere proposte dallo specialista dopo una prima visita e nella mia esperienza hanno una notevole percentuale di successo (come anche recentemente pubblicato su riviste specializzate).Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buonasera, ho letto gli interventi di pazienti che l'hanno contattata ed ho perplessità simili. Anche a me è stato consigliato intervento starr per rettocele anteriore, intussuscezione e altri paroloni. Vorrei procedere prima per altre vie e leggevo che consiglia la rieducazione del pavimento pelvico. Io sono di bologna e vorrei chiederle se sa indirizzarmi presso qualche struttura che la effettui o specialista nella mia zona. La ringrazio e La saluto cordialmente

Cara Signora Francesca,
ormai anche nella scienza medica esistono le “mode”. Una di queste è rappresentata dalla starr che è indicata indiscriminatamente in ogni paziente. A parte le complicanze a cui si va incontro, nella maggior parte dei casi i pazienti non risolvono i problemi. A Bologna può rivolgersi alla Dottoressa M. che è una ottima professionista che applica correttamente la rieducazione del pavimento pelvico.
Cari Saluti

La ringrazio moltissimo per le delucidazioni e per il nominativo che mi ha fornito e non mancherò di seguire le sue indicazioni. Le mie problematiche durano da diverso tempo e ho trovato discordanza di opinioni fra proctologi e gastroenterologi che ho consultato, quindi sono ancora in alto mare. Ma l’intervento non e’ una strada che mi ispira al momento, temo le conseguenze e che non rappresenti una soluzione.
La saluto cordialmente

Genti.le Dr. Nicastro, La ricontatto per chiedere un suo parere in merito alla riabilitazione del pavimento pelvico, in quanto sono affetta da rettocele anteriore ed emorroidi. La riabilitazione può portare un peggioramento a queste due problematiche? I numerosi starnuti che ora faccio a causa della stagione possono in qualche modo peggiorare il problema? La ringrazio fin da ora per l'attenzione che potrà dedicarmi e la saluto cordialmente.

Cara Signora Idria,
la riabilitazione del pavimento pelvico non ha controindicazioni per la patologia emorroidaria mentre è indicata nel rettocele. Ogni sforzo che porta ad una maggiore pressione sul pavimento pelvico può portare ad un suo maggiore indebolimento. La riabilitazione è efficace e ripetibile, avendo dimostrato una percentuale di successo veramente alta nei centri specializzati.
Cari saluti

buonasera dottore,mi hanno riscontrato il prolasso del colon con una sacca che và verso la vagina.ho fatto la defecografia,la manometria,e più di dieci sedute di ginnastica per l'intestino. mi dovevano chiamare per fare l'intervento al sant'andrea di roma ma poi non sò perche non mi hanno chiamato.non ho più fiducia di quel dottore potrei farmi vedere da lei? la prego di rispondermi.a dimenticavo la mia età :48 anni.grazie

Cara Signora Daniela,
credo che sia esagerato parlare di prolasso del colon, credo che lei abbia un rettocele con un prolasso mucoso del retto. Se queste partolgie portano a disturbi della defecazione una riabilitazione del pavimento pelvico ben condotta porta alla risoluzione dei sintomi e molte volte si posticipa o si
evita l’intervento. Se preferisce potrà contattarmi direttamente o rivolgersi alla mia segretaria presso l’European Hospital (06 65975188, Sig.ra Donati). Resto a sua disposizione
Cari Saluti

Gent. Dottore in attesa di intervento chirurgico per sindrome di defecazione ostruita e rettocele, potrò fare l'intervento fra 8 mesi circa ,è utile sottopormi ad un ciclo di biofeedbak ?

Cara Signora Maria,
non solo è utile ma è indicato. Comunque generalmente si indica il biofeedback come termine generico, ma l’esatta indicazione è riabilitazione del pavimento pelvico che consiste nell’applicare oltre che al biofeedback anche la fioterapia e l’elettrostimolazine. La riabilitazione del pavimento pelvico deve essere eseguita in centri specializzati e da personale medico o terapisti adeguatamente formati alla esecuzione della riabilitazione.
Cari saluti

ll.mo Prof. sono una Signora di 63 anni e vivo in Abruzzo, mi rivolgo a lei in quanto mi trovo in una situazione molto complicata. Il tutto ha inizio nel 1999 , comincio ad avere disturbi e forti dolori nella zona rettale e da qui comincia il mio calvario, passo da uno specialista all'altro senza ottenere nessun risultato e/o diagnosi. I dolori che persistono fino al 2003, fino al punto di rivolgermi alla medicina naturale, dopo varie sedute di agopuntura, sembrava che le cose migliorassero ed ho iniziato finalmente a vivere la mia vita senza disturbi e dolori. Un beneficio purtroppo durato solo poco tempo.......... qualche anno, ed esattamente fino al maggio 2007, periodo in cui il dolore si è ripresentato in maniera ancora più aggressivo, costringendomi a restare a lungo a letto. Nel settembre del 2007 in seguito ad una visita effettuata c/o una clinica di Roma, mi viene diagnosticato:Sindrome da ostruita defecazione - da invaginazione retto-rettale e rettocele anteriore con prolasso muco-mezzo emorroidario di quarto grado. Nel dicembre 2007, decido cosi di operarmi utilizzando il metodo di resezione del retto distale con anastomosi meccanica con suturatrice meccanica CCS30 secondo tecnica STARR del Prof. Longo. Nell'immediato post-operatorio si reperta all'esplorazione rettale la presenza di un ematoma intra-rettale antro- laterale sinistro che viene evacuato in sala operatoria con reintervento per revisione dell'emostasi. e fino a questo nonostante il dolore persistesse, ho continuato a sperare in un miglioramento. vengo dimessa dopo 5 giorni, ma durante il viaggio di ritorno verso casa, ho una retoraggia e mi ricoverano per altri trenta giorni. nella successiva visita, dopo continue lamentele a causa del dolore il Prof. mi riscontra un anello fibrotico che con tecnica manuale mi rimuove garantendomi nuovamente un netto miglioramento, sono trascorsi tre mesi e la mia situazione e notevolmente peggiorata, dopo un'ulteriore visita c/o un altro proctologo attualmente mi ritrovo con una stenosi rettale con dolori che non mi danno tregua al retto, al pavimento perianale, mal di pancia disturbi allo stomaco sensi di nausea e non so più a chi potermi rivolgere in quanto qui in abruzzo nella zona dove vivo a Giulianova provincia di Teramo non ci sono degli specialisti in grado di potermi aiutare la prego di consigliarmi se Le è possibile un centro completo a cui potermi rivolgere o cosa potrei fare per risolvere questo per me enorme problema.In attesa di leggerLa in merito le invio Distinti Saluti.

Cara Signora Elisa,
la sua storia non è inusuale ed è comune a quelle di moltissime persone sottoposte ad intervento di STARR. Il mio consiglio è di valutare attentamente la situazione anatomica attuale del retto con una videoproctoscopia digitale. Dopo questo preliminare esame è possibile stabilire un adeguato iter diagnostico e terapeutico sul problema del dolore perineale che potrebbe giovarsi di una
riabilitazione del pavimento pelvico. Non sono a conoscenza di strutture complesse nella sua regione ma penso che nei centri universitari siano presenti centri di colonproctologia che potrebbero
prendersi cura della sua persona. Resto a sua disposizione
Carri saluti

Gent.mo Dottor Nicastro mi chiamo Sara ho 24 anni e voglio farle una semplice domanda, perchè sono veramente stufa dell incompetenza e del menefreghismo nei medici che ho incotrato nel mio breve percorso, risultato visita: emorrodi interne lievemente congeste e rettocele anteriore ancora da vedere il grado però! Ora la mia domanda:soffro da un anno di cistiti batteriche e non! Problemi al rapporto sessuale (anche con cistiti o infiammazioni post rapporto) infiammazioni vaginali e nessuno mi ha saputo dire se tutti questi sintomi sono nati grazie al rettocele? Aspetto una sua risposta e grazie mille per l'attenzione. Sara

Cara Singora Sara,
grazie per la fiducia visto che altri medici non le hanno dato una adeguata risposta. Anche se fare diagnosi per via teleatica è difficile e prendendo per vera la sua storia clinica le posso solo dire che i disturbi da lei lamentati possono essere strettamente correlati al rettocele che è direttamente correlato ad una disfunzione del pavimento pelvico. Un buon inquadramento clinico permetterebbe anche un percorso terapeutico definitivo.
cari saluti

Gentil dott. Nicastro Sono una signora di 57 anni mi è stato riscontrato (da parte del mio ginecologo) un rettocele di 1° grado che diventa di 2° sotto sforzo. Ultimamente soffro di stipsi e avverto anche un certo fasidio (tipo pesantezza ecc.)Le sarei grata se potesse indicarmi (nella città di Trento)qualche nominativo dove fanno la rieducazione del pavimento pelvico. Leggendo le risposte che ha dato ad altre signore, noto che questa rieducazione a volte può essere anche risolutiva. Faccio presente che nel mese di febbraio di quest'anno sono stato sottoposta ad un intervento per occlusione intestinale da ernia strozzata in esiti di pregresso intervento. Fatto un rx clisma opaco e una ecografia addome. Intervento di laparotomia e lisi di aderenze peritoneali. Risultato regolare con progressiva ripresa della canalizzazione e quindi della rialimentazione. Eventualmente posso fare questa rieducazione anche se ho avuto questo intervento. La ringrazio per la Sua cortesia e invio cordiali saluti.

Cara Signora Giovanna,
nel suo caso non esistono controindicazioni per la riabilitazione del pavimento pelvico. Purtroppo non possso aiutarla nella indicazione di un centro a Trento in quanto non ne ho una diretta conoscenza, ma penso che nei grandi ospedali dovrebbero darle qualche indicazione in merito. acendomi un autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato dove è ben descritta la riabilitazione in caso di stipsi e non solo.
Cari saluti

A seguito visita ed esami quali colonscopia e defecografia mi hanno diagnosticato intussussezione(si scrive così?)con evacuazione incompleta causa prolasso rettale e leggero rettocele (I grado). Mi hanno consigliato intervento di Starr. Ho 39 anni. Visti i sintomi forse l'intervento è proprio indicato, come consigliato dal chirurgo. Volevo sapere se ci sono controindicazioni e possibilità di insuccesso e quanti giorni di convalescenza prevede tale intervento (domande già fatte al chirurgo, ma volevo un altro parere). Grazie

Cara Signora Annarita,
purtroppo ormai è “di moda” cosnigliare questo tipo di intervento chirurgico che anche se pubblicizzato come non invasivo è purtroppo gravato da complicanze a volte non risolvibili. Nel suo caso penso che una attenta valutazione colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale,al fine di diagnosticare la presenza o meno dell’intussuscezione o del prolasso, potrebbe essere dirimente e portare ad un percorso di terapia alquanto diverso da quello chirurgico. La sua giovane età permette di valutare se una riabilitazione del pavimento pelvico possa risolvere i disturbi della defecazione, così come avviene nella maggioranza dei casi. Facendomi una autopromozione le cosniglio la lettura de Il Dono Negato con la speranza di trovarvi utili consigli di come risolvere il suo problema.
Cari saluti

salve dottore mi chiamo maria, e le chiedo sin dora scusa per averla disturbata....ma avrei bisogno gentilmente di farle qualche domanda forse lei potrebbe darmi una mano ... io ho un'amica che ha subito un intervento per rettocele a febbraio l'intervento e durato 20 minuti tra entrata e uscita ....l'intervento e stato fatto malissimo e stata solo ricucita leggermente all' interno...da allora lei a forti dolori addominali e male ad un fianco dex ....cosa potrebbe essere tutto cio??? e dopo l'intervento si e gonfiata la pancia in un modo allucinante ...ma secondo lei cosa cosa potrebbe essere??? grazie e mi scusi ancora

Cara Signora Maria,
prima di tutto bisognerebbe sapere che tipo di interevnto ha subito la sua amica. Se è stata operata per via anale (con la suturatrice meccanica o meno) o per via vaginale. I disturbi che lamenta possono essere relativi a varie cause ma frequentemente ne soffrono chi è stata operata con la suturatrice meccanica (stapler) per via anale. Per avere comunque una diagnosi corretta, visto anche che sono molti mesi che la sua amica soffre, bisognerebbe eseguire una visita specialistica per poter poi stabilire un corretto percorso di terapia.
Cari saluti

gent.mo dott. sono tanti anni che convivo ( male ) con un rettocele,da una defecografia in fase di massimo ponzamento si segnala un orizzontalizzazione dell'ampolla rettale, invaginazione retto-rettale del terzo medio nel terzo inferiore, rettocele anteriore del diametro di 43 mm. porzione posteriore perineale di riposo 30mm. in fase di massimo ponzamento 48mm. ad aggravere il tutto esiste anche una stenosi anale procurata probabilmente da intervento di emmoroidi e ragadi. ho pareir discordi, un chirurgo mi consiglia un intervento con una banderella di plastica nel perineo per via perianale altri ritengono che non sia efficace. non so proprio cosa fare, vorrei limitare le visite che risultano dolorose causa stenosi e vorrei capirci un po' di più. Potrebbe cortesemente darmi il suo parere. Cordialmente ringrazio

Cara Signora,
non sempre è necessario intervenire per la risoluzione di sintomi legati alla presenza di un rettocele. Il quadro da lei descritto andrebbe correttamente valutato con una visita colonproctologica completata da una videoproctoscopia digitale al fine di valutare anche la presunta stenosi anale.

Salve Dottore saró breve. Ho un rettocele sicuramente dovuto ad un probla del pavimento pelvico che curo facendo terapie con sonda vaginale. La situazione della vescica é migliorata notevolmente(ora la svuoto bene senza piú dolori)ma proprio ora che cominciavo a stare bene si presenta quest'altro problema.Mi domando e se facessi la stessa terapia roabilitativa che faccio giâ per la vescica ...al retto? Sempre con la sonda ? Grazie mile!

Clara Signora,

la riabilitazione del pavimento pelvico a mio parere non può essere eseguita in maniera autonoma ma sempre controllata ed eseguita da un medico o da altro personale sanitario adeguatamente addestrato. Nel suo caso non c’è bisogno di eseguire alcuna elettro stimolazione con una sonda anale ma la riabilitazione può essere condotta sempre per via vaginale, modulando sia l’elettrostimolazione che il bio feedback. Si rivolga ad uno specialista colonproctologo esperto in riabilitazione per attuare un adeguato protocollo riabilitativo.

Gentile Dottore, ho 38 anni e vivo a Catania. Le scrivo perché mi è stato appena diagnosticato tramite enterocolpodefecografia rettocele profondo, intussuscezione rettale e prolasso della mucosa con perineo discendente. Il mio malessere, accentuatosi dopo una gastroenterite virale, è quello tipico da defecazione ostruita, nonostante feci molli o liquide con miste a sangue. Che fare adesso? Immagino la risoluzione possa essere solo chirurgica, ma intanto che dieta seguire e che integratori di fibre o lassativi osmotici per alleviare la sofferenza di non riuscire ad evacuare?GrazieCordiali saluti

Cara Signora,

a mio parere è precoce parlare di intervento chirurgico anche perché una buona valutazione clinica sulla efficacia del pavimento pelvico potrebbe rilevare condizioni molto diverse da quelle date dagli esami effettuati che spesso sovrastimano la patologia. Credo che lei non debba assumere alcun lassativo o fare particolari diete o altri esami, ma una valutazione colonproctologica orientata anche alla valutazione delle disfunzioni del pavimento pelvico potrebbe dare indicazioni ad una adeguata terapia di riabilitazione che potrebbe risolvere il sintomo sititchezza e anche quelli correlati.

Curare il rettocele

Buongiorno dottore, sono una donna di 47 anni e quattro anni fa sono stata operata di rettocele. Da circa 10 mesi soffro di dolore post defecatorioche si attenua se sto seduta o quando dormo, ma ho avuto crisi acute durante le quali anche a letto il dolore non passava. ho trattato per mesi con creme tipo Proctolyn perchè ero convinta fossero emorroidi interne poi mi sono decisa ad andare dl proctologo che ha trovato duegraffette inespulse. Ora sto usando un antiinfiammatorio locale ma mi fa ancora male. Le chiedo : è possibile che le graffette diano questo dolore così forte? E come mai dopo 4 anni?La ringrazio se mi potrà dare delucidazioni perchè mi sta prendendo lo sconforto.

Cara Signora,

il suo racconto non è diverso da quello di molte persone che hanno subito lo stesso intervento. Purtroppo quello che è spesso definito un intervento facile, rapido e risolutivo non lo è ed è gravato da molte complicazioni quali il dolore cronico. Questo può dipendere da difetti di cicatrizzazione interna e dalla permanenza dei punti metallici. Molte persone trovano sollievo con l’asportazione dei punti metallici e con una revisione della cicatrice interna. Le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una esatta diagnosi e per un corretto percorso di terapia.

Cura del rettocele

dopo un anno di stipsi e ho un dolicocolon hanno riscontrato piu prolassi mucosi con rettocele di 8 cm. che tipo di intervento dovrei fare?? e perche' e' successa questa cosa? premetto che ho 25 anni grazie

Cara Signora,

è difficile stabilire perché tutto questo è successo. Probabilmente gli sforzi ripetuti per poter evacuare hanno portato ad una alterazione della muscolatura del pavimento pelvico. Mi sembra difficile che questo possa stabilirsi a 25 anni e con solo un anno di storia di stipsi. Una mia personale riflessione è che sempre più frequentemente vedo scritte queste diagnosi che poi non risultano all’esame clinico della persona sofferente e sono diagnosi fatte solo per giustificare un intervento molto di moda, quale quello probabilmente a lei consigliato. A miomparere andrebbe ben investigata la causa della sua stipsi e prima di procedere ad interventi chirurgici più o meno fantasiosi provare a curare adeguatamente il transito intestinale e in caso il pavimento pelvico.

Cura delle emorroidi

Egregio dottore, sono una signora di 45 anni nel settembre del 2012 ho effettuato un intervento rettopessi sec. Longo.La diagnosi era prolaso mucoemorroidario di III grado.Dopo l'intervento ho avuto subito problemi si sono ripresentati i noduli.Il mio medico mi ha consigliato di fare una defecografia.Dove mi hanno diagnosticato un'intussuscezione retto-rettale.Enterocele.Prolasso mucoso.Perineo discendente.Cosa devo fare? grazie mille.

Cara Signora,

mi sembra di capire che il suo problema principale sono la persistenza della patologia emorroidale non risolta, come è logico a mio parere dall’intervento effettuato di recente. In base a questa considerazione non vedo perché le è stata consigliata una defecografia tranne che lei non lamenta una stipsi, giustificata anche dall’esito riportato di questo esame. Suppongo che per risolvere le problematiche riportate nella defecografia le hanno proposto un ulteriore intervento chirurgico con suturatrici meccaniche ( STARR, ecc.) che a mio parere hanno lo stesso valore terapeutico dell’intervento subito per la cura delle emorroidi, cioè nullo. Inoltre sono gravate da complicanze che non ne giustificano l’indicazione. Vista la sua giovane età credo sia opportuno una corretta valutazione del suo stato clinico e le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale, al fine di una corretta diagnosi e per un corretto percorso di terapia che dovrà prevedere la cura adeguata della patologia emorroidale e delle disfunzioni del pavimento pelvico descritte che potrebbero, quest’ultime, essere trattate con una adeguata e corretta riabilitazione. Tutto questo al fine di garantirle un raggiungimento di una migliore qualità di vita.

Cura del rettocele

Gentile dottore, ho 36 anni e da dieci ho scoperto un rettocele anteriore di 33mm ed un prolasso di tutto il pavimento pelvico, ho fatto per un anno biofeedback ed elettrostimolazione, rifiutandomi di sottopormi all'intervento di starr che il proctologo mi aveva detto necessario visto che a fine terapia ancora non rilasciavo il puborettale e la stipsi permaneva. Sono stata bene per vari anni, ma ora, a due anni dal parto, ho dolori pelvici fortissimi,non riesco a stare né in piedi,né seduta, mi hanno riscontrato una cisti rettovaginale in una lesione del muscolo proprio in corrispondenza del rettocele (il ginecologo che mi seguiva in gravidanza non volle assolutamente che facessi il cesareo e ho subito l'episiotomia che, mi permetto di dire, fu mal eseguita e si è mal riparata).Cosa devo fare? La terapia è inutile in presenza di lesioni e cisti?Grazie per la risposta

Cara Signora,

la riabilitazione del pavimento pelvico è sempre possibile ripeterla negli anni. Nel suo caso comunque sarebbe importante stabilire alcune condizioni cliniche quali la definizione della cisti del setto rettovaginale, la gravità della lesione muscolare dovuta alla episiotomia e quali muscoli coinvolge, la capacità funzionale dei muscoli del pavimento pelvico e l’interessamento del nervo pudendo. Queste valutazioni sono predittive sulla efficacia terapeutica della riabilitazione ma soprattutto sulla tecnica da applicare per la risoluzione dei suoi sintomi.

Cura del rettocele

Egregio dottore,sono una sinora di 66 anni e già da due soffro di problemi di defecazione. Mi sembra di avere l'ano sempre aperto, con continua flautolenza. Ho effettuato c/o l'ospedale una defecografia dalla quale risulta quanto segue:regolarità dell'ARA sia in condizioni basali che durante la fase di contrazione. Presenza di rettocele anteriore di medie dimensioni. Incoordinazione della fionda pubo-rettale durante la fase di ponzamento. Non segni di discesa pataologica del pavimento pelvico. Discretamente aumentato il residuo post-evacuativo. Mi è stato detto di telefonare per la prenotazione dell'intervento appena mio sento pronta. Ma come sentirmi pronta, quando leggo di tutti i problemi post operatori? La prego, mi dia un consiglio..grazie mille

Cara Signora,

mi permetto di dire che non serve una semplice indagine radiologica per indicare un intervento chirurgico per risolvere i problemi di stipsi. La defeco grafia oltre al rettocele mette anche in evidenza un problema di funzionalità del pavimento pelvico.  Credo che prima della chirurgia, fatta una adeguata valutazione del suo stato clinico, è possibile stabilire un corretto percorso terapeutico che porti alla risoluzione dei sintomi.

Buongiorno Dott. Nicastro,spero che lei mi risponda e mi dia delle indicazioni perché sto vivendo un incubo.Premetto che sono una ragazza di 27 anni, ho partorito con parto naturale due mesi fa uno splendido bimbo di 3,500 kg. Con un travaglio nell'acqua, mentre la fase espulsiva in posizione classica ma di breve durata, circa 15 minuti. Ho subito anche l'episiotomia che si è rimarginata dopo poco e non mi ha mai dato problemi.Già due settimane dopo il parto avvertivo "un corpo estraneo" nella vagina sulla parete posteriore. Ho fatto 3 visite ginecologiche con tanto di ecografia ma la risposta era: non ha niente. In più avevo anche problemi nella defecazione con defecazione incompleta ma pensavo fosse per la mia paura di spingere per colpa di una ragade anale che si è verificata sempre dopo il parto.Facendo la visita con il proctologo per la ragade, mi ha detto di avere anche un piccolo rettocele basso digitiforme dicendomi che si può convivere tranquillamente e che non si opera poiché molto piccolo.Il problema è che io non vivo bene, continuo a sentire questa sensazione di corpo estraneo dentro la vagina soprattutto mentre cammino, in più tutti i problemi della defecazione (un paio di volte mi sono dovuta aiutare con la digitazione). Per me questo è un momento difficile, che immaginavo tutto rose e fiori con mio figlio come penso lo immagini ogni donna appena diventa mamma. Invece sto vivendo un incubo. Non esco più di casa, passo il tempo tra letto e bagno a piangere invece di occuparmi di mio figlio cosi come vorrei. Non voglio andare in depressione per questo motivo. Ma non riesco a trovare una spiegazione per tutto quello che sto passando. Ho letto che questo può accadere nei parti difficili ma il mio non mi pare sia stato così.Voglio chiedere a lei se davvero un rettocele di basso grado (non associato ad altri prolassi) non si opera? Invece se si opera quale è la tecnica migliore? E quale è la via migliore? Voglio aggiungere che non ho fatto alcun esame se non la visita con solo anoscopia poiché allatto. Inoltre volevo dire che sto gia facendo dieta ricca di fibre, bevo molta acqua, faccio anche riabilitazione del pavimento pelvico con elettrostimolazione e biofeedback ma non noto alcun miglioramento. La prego mi aiuti, mi dia qualche indicazione. Non voglio vivere così per il resto della mia vita, ho solo 27 anni. La ringrazio.

Cara Signora,

comprendo la sua preoccupazione. I sintomi da lei accusati possono essere dovuti al parto, che anche se avvenuto senza particolari problemi, ha messo sotto tensione la muscolatura del pavimento pelvico, senza considerare l’episiotomia. Il mio consiglio è di continuare a sottoporsi a riabilitazione del pavimento pelvico e se l’elettrostimolazione e il biofeedback sono ben condotti e i protocolli sono adeguati dovrebbero portare alla completa risoluzione dei sintomi accusati. A mio parere non esiste alcun criterio per prendere in considerazione un intervento per il rettocele.

Gent. dott Nicastro sono una signora siciliana di 42 anni e sono insegnante di fitness. Ad aprile sono stata operata di emorroidi di 4 grado con la tecnica milligan morgan ma i miei problemi non sono finiti.Il proctologo mi g+ha consigliato una defecografia, perché ho problemi per defecare,con esito prolasso mucoso rettale interno ,ampio rettocele anteriore con defecazione ostruita e perineo discendente.Mi ha proposto la starr alla quale io sono contraria visto i commenti degli altri operati.Non so se operarmi anche perché ho un piccolo laparocele dovuto a colecistectomia laparoscopica che è leggermente aumentato di volume.Non so che fare vorrei un suo parere.Grazie e buon lavoro

Cara Signora,

non credo che l’intervento possa risolvere i suoi problemi, anzi essendo gravato da complicazioni anche gravi, a mio parere non è consigliato soprattutto nelle persone giovani. Nel suo caso una adeguata e corretta riabilitazione del pavimento pelvico potrebbe essere utile per curare i suoi sintomi.

A Mia figlia di 17 anni e' stato riscontrato: perineo discendente, invaginazione intraanale, rettocele anteriore cm 4, enterocele ostruttivo. Mi dicono necessario sottoporla ad intervento chirurgico, ma vorrei sapere se esistono terapie alternative o altrimenti che tipo di intervento consiglierebbe. Grazie per l'attenzione.

Caro Signor Paolo,

non credo che in una ragazza di 17 anni il primo approccio possibile sia un intervento chirurgico. Posso estrapolare dalla sua lettera che sua figlia soffra di stipsi e che queste patologie, riscontrate probabilmente da una defecografia, possono derivare da disturbi della alimentazione (anoressia) di cui spesso le giovani soffrono. Un adeguato inquadramento diagnostico potrebbe essere utile per una corretta diagnosi, un adeguato inquadramento clinico e la prescrizione di un percorso di terapia medico-riabilitativo.

Gentile dottore sono sei mesi che ho sempre lo stimolo ad evacuare, anche dopo essere andato in bagno.Ho avuto l'ano arrossato per tanto tempo sia dentro che fuori.Il dottore mi ha prescritto pentacol 500 e mi ha trovato il rettocele e ha detto che ci devo convivere con questo fastidio. Ma io gentilmente le chiedo non c'e nessun farmaco che attenua questo bisogno di evacuare continuo? Grazie di cuore

Cara Signora Carmelina,

il suo sintomo potrebbe essere dovuto al rettocele e ad una disfunzione del pavimento pelvico che altera la dinamica della defecazione. Una accurata valutazione della condizione clinica, la obiettiva rilevazione di altri sintomi (urinari e sessuali) potrebbero essere utili per comprendere se una corretta riabilitazione del pavimento pelvico possa essere una terapia efficace per la risoluzione del suo sintomo.

E' NORMALE DOLORE DIFFUSO A 3 SETTIMANE DI INTERVENTO RETTOCELE CON METODO STARR QUANDO TUTTO CIO SI ATTENUERA' come prevenire stitichezza con metodo sicuro grazie

Cara Signora Solvana,

qiello che descrive non è normale per un intervento adeguato alla cura del rettocele sintomatico. È “normale” per un intervento di STARR, metodo gravato da complicanze immediate e tardive e che , a mio parere, non risolve il problema della persona sofferente. Una vista proctologica completata con una videoproctoscopia digitale è possibile solo dopo almeno trenta giorni dall’intervento e metterebbe in risalto eventuali complicazioni legate all’intervento ma soprattutto le cause “reali” della stipsi, permettendo un adeguato percorso di terapia.

Cura del rettocele

Buongiorno Dottore, ho 49 anni e mi è stato diagnosticato con colpocistodefecografia il rettocele 2,5 cm oltre a prolasso rettale. Ultimamente i miei problemi sono peggiorati devo stare attenta che non mi si formino fecalomi, nonostante mangi tante verdure ho tanta difficoltà a defecare e mi devo aiutare con le mani. Ho deciso quindi di farmi vedere dal proctologo dal quale andrò mercoledì prossimo. Ma leggo che questi problemi vengono operati col metodo starr e leggo altresì di persone che si trovano malissimo con questo intervento che sono peggio di prima. Quale è quindi l'intervento alternativo anziché la starr e tran starr? Grazie mille. Ho molta paura di stare peggio di così

Cara Signora Anna,

solitamente la presenza del rettocele e del presunto prolasso del retto sono la conseguenza di una disfunzione dell’apparato neuromuscolare del pavimento pelvico il cui sintomo principale, oltre ad un dolore gravativo e ad altrisintomi associati, è la stipsi espulsiva. Esistono diverse tecniche chirurgiche per la cura del rettocele e del prolasso ma, a mio parere, il primo approccio terapeutico è riabilitativo. Le tecniche di riabilitazione, basate principalmente sulla elettrostimolazione e il biofeedback, portano al recupero della funzionalità neuromuscolare del pavimento pelvico, migliorando le dinamiche della defecazione e risolvendo la stipsi espulsiva. Una visita colonproctologica, orientata anche sul pavimento pelvico, potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

Buonasera dottore sono stata sua paziente ( tornerò appena mi trasferirò di nuovo a Civitavecchia) ,per dei problemi che avevo e dopo una colonoscopia dove mi è stata diagnosticata un prolasso del retto di natura chirurgica che lei mi aveva escluso dalla sua visita e videoproctoscopia digitale dove mi aveva diagnosticato un rettocele di 4 cm, consigliandomi di fare riabilitazione del pavimento pelvico che ho fatto e che ha dato buoni risultati. Nel frattempo ho conosciuto una sua collega che mi ha spinto ha fare altre verifiche anometria anorettale dove sono risultate buoni le pressioni e colpocistodefecografia che non ha evidenziato il rettocele, ma una invaginazione intra rettale e un cistocele, buono il pavimento pelvico, è possibile che il rettocele sia sparito o quasi? In attesa di rivederci, saluti.

Cara Signora Antonella,

quello che descrive non è un fatto inusuale nella mia esperienza. Sono molte le pazienti che dopo una buona riabilitazione del pavimento pelvico recuperano tutte le loro funzioni, ma soprattutto si è potuto osservare una riduzione o una scomparsa del rettocele, evento poi dimostrato da un controllo defecografico successivo alla riabilitazione.

Buongiorno,ho 39 anni, due bimbe avute da parto naturale, mi hanno dignosticato un rettocele anteriore di 5 cm ho fatto ecografia trans-anale a sonda rotante e tutto ok manometria ano-rettale : dissinergirmo evacuativo in integrità dell'apparato sfinteriale anale; la cisto-colpo-defecografia ha rilevato : sensibilità ampollare soggettiva nella norma a 100cc, vescica in sede a riposo e lievemente prolassante sotto sforzo (I grado); piano perineale in sede e sotto sforzo. In ponzamento dinamica evacuativa con ridotto sincrono rilasciamento sfinteriale anale e persistente residuo baritato in rettocele anteriore di ca 5-6 cm ad ampio colletto con sfumati segni radiologici di prolasso mucoso e tendenza ad invaginazione retto-ampollare con procidenza anale di prolasso mucoso di 2-3 cm. Io sto bene non ho disturbi normalmente, semplicemente quando devo espellere le feci, se faccio fatica (non sempre), devo aiutarmi mettendo un dito in vagina per espellere l'accumulo e defecare completamente. Mi hanno proposto di continuare con gli esercizi di Kegel, fare terapia bio feed-back e solo successivamente fare ciclo di legature, tutto questo per evitare operazioni.Lei ritiene che possa essere una valida soluzione? grazie

Cara Signora Cristina,

sono d’accordo con l’atteggiamento conservativo ma non sulla scelta delle tecniche da utilizzare. Gki esercizi di Kegel sono sicuramente di aiuto ma a mio parere una adeguata riabilitazione deve prevedere l’elettrostimolazione oltre che al biofeedback.

Dopo intervento starr sono passati 2anni non è che abbia risolto. Sono stata operata prolasso rettocele ancora ho continue contrazioni e molto aria sembrano contrazioni da parto se è molto gentile da rispondermi grazie

Cara Signora Luisa,

credo che questi sintomi non siano proprio legati alla presenza di un prolasso del retto con rettocele e spero che questi non siano stati i motivi che hanno portato all’intervento di STARR.  Le cosniglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per comprendere la causa dei suoi sintomi e impostare un adeguato percorso di terapia.

Gentile dott. Nicastro desidero chiederLe un consiglio. Ho 52 anni, ho avuto due parti ed ho ancora un ciclo mestruale regolare. Da circa 5 anni faccio regolare attività fisica iniziata gradualmente con ginnastica aerobica all'aperto e corsetta lenta (7 min./7,30 min. al km.) e aumentata nel tempo con estensione allo yoga, alla frequentazione di una palestra e al nuoto. Circa un anno e mezzo fa mi sono resa conto di avere un problema di cedimento del pavimento pelvico reso evidente da piccole perdite di urina sotto sforzo (ad es. nella corsa o starnutendo) e urgenza minzionale. La valutazione della mia situazione fatta da una specialista in riabilitazione del pavimento pelvico riscontrava un colpocele anteriore di 2°, ipermobilità uretrale, colpocele posteriore di 2° e a livello anale rettocele di 2°. Mi sono stati insegnati gli esercizi di rinforzo del pavimento pelvico e della parte anale e a distanza di circa 8 mesi dedicati con grande impegno a questo problema posso dire di avere risolto l'incontinenza urinaria e l'urgenza minzionale che mi rendeva difficile programmare anche una semplice gita giornaliera. Cerco di tenere il mio intestino molto regolare altrimenti ho un senso di peso nella parte posteriore della vagina. Mi era stato proposto, per rinforzare la parete prolassata fra il retto e la vagina, di fare delle iniezioni di acido jaluronico ed in merito desideravo avere la sua opinione. Ho capito che tutto ciò che mi provoca una pressione intraddominale non va bene e la corsa purtroppo ha queste caratteristiche ed anche esercizi in palestra come gli addominali o il sollevanento di pesi. Un fisioterapista a cui mi sono rivolta per questo problema mi sta aiutando a rinforzare la muscolatura addominale ed abbiamo iniziato con esercizi di rinforzo del trasverso dell'addome che effettuo unitamente alla contrazione del perineo. Credo di aver capito che dovrei imparare a mettere in moto questo meccanismo "difensivo" quando mi sottopongo ad uno sforzo che potrebbe ulteriormente danneggiare la precaria situazione del mio pavimento pelvico. Come diceva la mia specialista sono "borderline" e un po' mi spaventa l'avvicinarsi della menopausa e un ulteriore eventuale cedimento della muscolatura. Cosa mi consiglia? Ho scoperto tardi la ginnastica e me ne sono innamorata. Ho sospeso la corsa che era l'attività piò impattante per il mio pavimento pelvico. Credo che indietro non si possa tornare, dovro' tamponare questa situazione con innumerevoli ore dedicate alla ginnastica pelvica ed addominale come faccio ora o le iniezioni di acido jaluronico potrebbero miracolosamente risolvere i miei prolassi. Mi piacerebbe tanto tornare a correre.... crede che sarà possibile? Sarei molto felice di avere un suo consiglio. La saluto e la ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherà con un suo prezioso consiglio.

Cara Signora Graziella,

mi perdoni ma non ho alcuna esperienza sull’utilizzo dell’acido jaluronico nelle disfunzioni del pavimento pelvico, anzi credo che sia la prima volta che mi capiti una prescrizione del genere in tanti anni di professione. Io credo che nella sua situazione una adeguata riabilitazione del pavimento pelvico comprendente, oltre alla ginnastica, l’elettrostimolazione e il biofeedback possa risolvere molti dei suoi sintomi e, personalizzando i protocolli di trattamento, permettere anche la ripresa dell’attività sportiva.

Egr. Dottore, sono una donna di 53 anni, mi pongo alla sua attenzione per problemi di prolassi vari che mi affliggono da anni.Nel 1991 ho partorito in modo precipitoso e dopo 5 giorni si è presentato un rettocele, cistocele e prolasso dell'utero, ho tirato avanti 17 anni e nel 2008 sono stata operata di isterectomia (conservando le ovaie), sono stata benissimo 3 mesi poi si è ripresentata in vagina una protuberanza diagnosticata come rettocele e cistocele recidivo, ho tirato avanti 5 anni e poi sono stata operata a nov. 2013 con applicazione di reti per riformare il pavimento pelvico e sorreggere la vescica, sono stata benino 2 mesi poi di nuovo recidive e oggi mi trovo di nuovo con un ingombro vaginale e prolasso del retto.Nel referto della visita di controllo è riportato: "Fondo vaginale ben sospeso-Parete vag. ant. soffice trofia-Colpocele di II/III recidivo senza aumento del DIV e DAV-Associata defecazione ostruita. Per quanto concerne la defecazione ostruita faccio presente che è occasionale, inoltre un eco ha evidenziato una cisti acquosa nell'ovaio di sn di circa 2 cm, ma di questa hanno detto che posso stare tranquilla. Il medico che mi ha operata mi ha riproposto di fare un altro intervento per aggiungere una protesi biologica nella parete vaginale che confina con il retto e fare contemporaneamente, o in un secondo tempo, intervento sul prolasso rettale tagliando un pezzetto d'intestino. Dopo tutti questi interventi con recidive non so più cosa fare e a chi affidarmi, sono molto giù. La ringrazio se vorrà dedicarmi un pò del suo prezioso tempo per darmi una speranza di vita migliore. Grazie

Cara Signora,

è naturale che la proposta di un ulteriore intervento porti a disorientamento e sconforto. Una mia riflessione sulla sua lettera è che probabilmente di fronte alle tante recidive e sintomi, andrebbero prese in considerazione le condizioni del suo pavimento pelvico, struttura neuromuscolare, che oltre a far funzionare gli organi pelvici, li mantengono nella loro sede. In molti casi, riconosciuto il deficit funzionale e strutturale del pavimento pelvico, è possibile attuare una terapia riabilitativa allo scopo di rinforzare questa struttura, prevenire altri prolassi e, in caso di necessità, favorire il successo di interventi chirurgici di ricostruzione e di riposizionamento degli organi pelvici.

Buongiorno, ringraziandoLa per questa opportunità, Le vorrei sottoporre un quesito. Ho 50 anni e ho subito l'intervento di Starr 2 anni fa, per prolasso rettale, rettocele e correlata sindrome dolorosa emorroidale, con un discreto risultato positivo e senza COMPLICAZIONI. Non ricordo di essere stata informata sull'utilizzo di graphes metalliche, e a distanza di un anno, in seguito ad indagine radiologica dell'anca, ho preso visione della loro presenza. Mi chiedo se la permanenza delle graphes o l'intervento stesso possano essere causa di irritazione della mucosa colonrettale al punto di poter provocare l'insorgenza di polipi e/o forme tumorali? Sarebbe meglio asportarle o l'incidenza di un'eventuale emorraggia ne sconsiglia l'asportazione? Vi è una casistica utile in merito?

Cara Signora,

in moltissimi casi osserviamo la permanenza delle agraphes metalliche sulla mucosa rettale con la formazione di granulomi da corpo estraneo (questi rappresentano una complicazione) o la presenza di una infiammazione cronica (Proctite). Queste evenienze andrebbero ben evidenziate con un esame endoscopico quale la rettoscopia o meglio la videoproctoscopia digitale. Ogni stimolo cronico sulla mucosa rettale rappresenta un motivo di allarme clinico in quanto potrebbe portare ad una trasformazione delle cellule in senso neoplastico. Per questo si preferisce affrontare subito le adeguate terapie, valutando correttamente i rischi ad esse correlate.

a 24 anni ho avuto un intervento STARR (250 grappette) per una rettocele. Ora ne ho 27 continuo ad avere aria intestinale gonfiore - difficoltà di evacuazione (almeno 7-8 volte prima di uscire da casa) - sensazione di non svuotamento- paura di ingerire cibo- A volte sento un cattivo odore ma mi è stato detto che ho una buona contrazione dello sfintere e non può dipendere da me. Sono disperata c'è qualche rimedio? Mi hanno tolto 11 cm di retto.

Cara Signora,

per prima cosa bisogna comprendere la causa dei suoi sintomi e stabilire se vi sono delle complicazioni legate all’intervento di STARR. Una visita colonrpcotologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per uuna corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Sono una donna di 52 anni, in menopausa da un anno, e ho un prolasso della vescica di primo grado mentre ho un invaginamento del retto che suppongo sia di 3° grado perché ho proprio una grossa bolla in vagina. Ho prenotato una visita dall'urologo e poi pensavo di andare da un proctologo e non so come muovermi e a chi rivolgermi nella città di Torino. Può lei gentilmente e cortesemente consigliarmi sia per come procedere e anche per un medico a Torino. La ringrazio anticipatamente e spero che lei riesca ad aiutarmi nell'affrontare tale problema.

Cara Signora, credo che il suo problema più che un invaginamento dell’ano sia un rettocele dovuto ad un difetto del pavimento pelvico, causa anche del cistocele. Purtroppo non posso esserle di aiuto sulla scelta di un medico; a Torino operano tanti e valenti specialisti e fare un nome diverso da un altro sarebbe veramente fare un grave torto alla professionalità di ognuno di loro. Creo che non avrà difficoltà a incontrare uno di loro. Un mio unico consiglio è che prima di prendere in considerazione qualsiasi trattamento chirurgico che possono proporle per la correzione del cisto-rettocele, sarebbe opportuno sottoporsi anche ad un ciclo di riabilitazione del pavimento pelvico.

Cura del rettocele

Buon giorno dottore, ho 37 anni.Nel 2013 mi sono operata per la prima volta di prolasso rettale e rettocele anteriore secondo procedura STARR . Avevo defecazioni incomplete , sempre il retto infiammato con molta difficoltà a stare in piedi, sopratutto a lavorare. Disaggio assoluto , depressione perché non potevo avere una vita normale (questo prima dell' intervento).Premetto che mi è stato diagnosticato anche cistocele , senza indicazione chirurgica (avevo fatto la cinedefecografia , anche cistouretrografia minzionale ). Dopo l'intervento ho avuto per mesi gonfiore al retto, disaggio assoluto, dolore all'evacuazione. Dopo neanche un anno, mi sono ritornati i sintomi prima elencati ancora più accentuati e meno tollerabili rispetto a prima. Per questo sono stata rioperata con la tecnica secondo Longo, a distanza di un anno per residuo di rettocele. Il mio problema più grosso è che neanche dopo il secondo intervento chirurgico le cose non sono risolte del tutto,in quanto i sintomi di pesantezza,gonfiore rettale, addominali non sono mai scomparse, ma Le dirò che adesso a distanza di tre anni e due interventi chirurgici, non è cambiato nulla rispetto a prima; ho fatto un'altra defecografia e risulta ancora comparsa di rettocele anteriore, di prolasso rettale interno.Non enterocele.Scarso residuo di pasta opaca in ampolla ,in particolare nella tasca anteriore, al termine della fase espulsiva.Angolo retto-anale ampiezza normale. Premetto che non ho avuto gravidanze, anche se lo desidero.La prego di aiutarmi, non riesco più andare avanti in questo modo. svolgo un lavoro che mi costringe di stare molto in piedi (infermiera di corsia). Grazie anticipatamente della sua breve risposta .Cordiali saluti.

Cara Signora,

comprendo il suo sconforto. I sintomi da lei descritti, prima e dopo i due interventi subiti, potrebbero essere determinati da un cedimento della muscolatura del pavimento pelvico o meglio da un perineo discendente. In questi casi oltre al rettocele e al prolasso mucoso, le pazienti possono avere cistocele e isterocele. Questo abbassamento del pavimento pelvico si sarebbe dovuto evidenziare dalle defecografie da lei eseguite ma, soprattutto, dalla visita colonproctologica. Probabilmente i suoi sintomi non sono solo proctologici, con disturbi della defecazione e dolore gravativo, ma anche sessuali (orgasmo ritardato o anorgasmia, fastidi durante il coito, ecc) e urologici (urgenza alla minzione, incontinenza urinaria con gli sforzi, ecc.). Il fallimento della chirurgia è un ulteriore elemento di questo sospetto diagnostico. Infatti, a parte le considerazioni personali sulla STARR e sulla tecnica di Longo, la recidiva del rettocele e la persistenza dei sintomi è dovuta alla persistenza del perineo discendente e alla disfunzione della pavimento pelvico, alterazioni che le due tecniche attuarte non possono curare. Le consiglio una accurata visita colonproctologica e del pavimento pelvico, completata con la Videoproctoscopia Digitale, al fine di valutare la funzionalità dell’apparato neuromuscolare, le eventuali alterazioni morfologiche causate dagli interventi subiti e decidere se lei possa giovarsi di una attenta e corretta riabilitazione funzionale del pavimento pelvico.

buon giorno dottore vorrei gentilmente porle un quesito:sono stata operata 2 mesi fa di mucoprolassectomia secondo longo,il problema di ostruzione è pero rimamasto,mi hanno poi richiesto della rieducazione del pavimento pelvico,ecco io volevo sapere se questa fisioterapia potrà risolvere il mio problema di ostruzione.In attesa diuna sua risposta la ringrazio anticipatamente

Cara Signora,

se la riabilitazione è eseguita correttamente, da personale specializzato nel campo, secondo dei protocolli specifici e comunque personalizzati in base alla disfunzione da correggere, è efficace.

Salve sono mamma di tre bimbi 2011, induzione episiotomia ventosa 4360, 2014 tc, 2015 naturale 4560gr, ho 37 anni e da un mese dopo l'ultimo parto ho iniziato ad avere problemi a defecare, mi sono rivolta a un'ostetrica e poi a un'infermiera specializzate nella riabilitazione del pavimento pelvico, ma la situazione ad oggi è peggiorata, sono certa di avere un rettocele, evacuo solo con clistere e lassativi, non mi riconosco più, non riesco più ad avere rapporti intimi,vorrei trovare una soluzione. Le chiedo dei consigli su come procedere a chi rivolgermi in che ordine, e quante probabilità ho di riavere una vita normale evitando un intervento chirurgico? Grazie

Gentile Signora,

sicuramente i parti e le gravidanze, cosi come descritte, hanno messo  a dura prova il suo pavimento pelvico e, probabilmente, si saranno instaurate delle cause che portano ad un deficit funzionale, con i sintomi descritti. Nella sua lettera si comprende come lei non abbia mai effettuato una visita specialistica colonproctologica che possa confermare il suo sospetto e inoltre si è rivolta a delle professioniste senza che questa diagnosi sia stata fatta. Vorrei ricordare solo che la riabilitazione del pavimento pelvico è argomento molto serio, prevede l’esecuzione di tecniche ben precise, con protocolli di trattamento adeguato e personalizzato, prescritto dal medico specialista che ha fatto diagnosi. Se così non è fatto, non si ha alcun beneficio e anche peggioramento dei sintomi. Semplicemente perché non si esegue una terapia idonea. A mio parere la prima cosa da fare è la diagnosi con una visita specialistica; se necessario lo specialista prescriverà ulteriori indagini, alla fine si deciderà il migliore iter di terapia.

Gent.mo dottore ho 52 anni. Da un bel po' di tempo soffro di emorroidi ma quest'estate in un mese mi sono uscite tre volte e mi sono decisa ad andare da un proctologo che visitando ha detto che deve intervenire con intervento di mucopessi per anoderma dei 3 peduncolo principali e per discreto prolasso mucoso. Non ho pensato minimamente a rifere anche quanto segue : quando vado in bagno per poter evacuare fino alla fine devo mettermi un dito in vagina e poi è da circa 2/3 anni che non ho più rapporti sessuali completi per una forte dispareunia, mi sarà venuto un rettocele o similari? Se si dovrei fare 2 interventi o si fa tutto con un intervento unico. Quale tecnica mi consiglia....perché ho letto le altre lettere di pazienti che hanno ancora problemi. Grazie mille per l'attenzione

Cara Signora,

è probabile che ci sia un rettocele, come è probabile che i suoi sintomi dipendono da un problema generale legato al pavimento pelvico. Questa condizione andrebbe ben valutata dallo specialista per comprendere quale percorso diagnostico e terapeutico impostare. Non credo che l’intervento che è stato proposto possa risolvere i suoi problemi o meglio che la chirurgia possa da sola permetterle una qualità di vita migliore.

Buongiorno Dottor Nicastro ho 29 anni volevo avere un suo parere, io nel 2011 sono stata operata al rettocele con la Starr adesso mi è ritornato il rettocele e faccio fatica ad andare di corpo, a volte non riesco a svuotarmi e quando mi svuoto ci metto delle ore e a volte mi vengono le coliche. La mia gastroenterologa mi ha detto che non posso più operarmi al rettocele poiché si accorcerebbe l'intestino ancor di più. Soffro di colite e duodenite erosiva e ho l'ernia jatale e ho molte intolleranze alimentari, cosa mi consiglia di fare?? Rimango in attesa di una sua risposta ringrazio anticipatamente

Cara Signora,

le sue condizioni attuali non sono diverse da quelle di tantissime persone che sono state sottoposte ad intervento di STARR. Quello che mi colpisce nella sua storia che lei è stata operata all’età di 24 anni. Non le nascondo che leggere lettere come la sua mi lascia basito, senza parole e anche arrabbiato. Credo che alla sua età potevano essere prese in considerazioni altre soluzioni terapeutiche, credo che per la sua età dovevano ben spiegarle quali potevano essere le conseguenze (a volte anche gravi, descritte nella letteratura scientifica) in modo che lei potesse scegliere tranquillamente se sottoporsi a questo intervento o meno, credo che a quella età non doveva essere eseguito alcun intervento. Innanzitutto bisognerebbe curare il suo colon irritabile e trovare la causa dell’insorgenza del rettocele con una attenta valutazione del pavimento pelvico, comprendere come l’intervento di STARR abbia modificato l’ampolla rettale e quantificarne gli esiti. Le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

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