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Domande e Risposte: Rettocele

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DOMANDA (IN EVIDENZA): Buongiorno, vorrei che questo mio quesito venisse pubblicato sul suo sito, dato che lei come molti è contrario alla Starr, affinche' siano messe a conoscenza anche altre possibili vittime e vorrei chiedere come mai si permetta in rete di continuare a fare tanta propaganda alla Starr come in questi recenti consulti, ma ne potrei citare un'infinita' e per quale motivo non ci sia una levata di scudi per vietare questo intervento se è vero che crea disastri come il mio e molti altri. perche'gli specialisti della Siccr non si fanno promotori di una campagna a sfavore e qual è la verita' su queste famigerate conferme che la Starr avrebbe ottenuto come riportato in questo discorso? "La tecnica di Longo ha da tempo superato l'esame delle più importanti Agenzie Internazionali deputate al controllo dell'efficacia e della sicurezza di tale tecnica. Tale intervento, eseguito da mani esperte, è sicuro e risolutivo, scarsa sintomatologia dolorosa, rapida ripresa delle normali attività, assenza di ferite aperte, assistenza post peratoria ridotta. Tali valutazioni sono basate sull' evidenza, ottenuta da studi di comparazione, da relazione e pareri di comitati tecnici di esperti e da esperienze clniche di autori di riconosciuta competeza. I giudizi negativi di alcuni sparuti colleghi non fanno testo." e per quale motivo questi sparuti colleghi si lasciano affibbiare la nomea appunto di "sparuti colleghi"? tutto cio' non è etico e per i pazienti diventa un incubo capire di chi fidarsi e dopo magari essersi fidati, sopportarne le conseguenze disastrose. Cordialmente

Cara Signora De Cesare,
sarà fatto, anche se penso che l’invito fatto alle società scientifiche non sarà ascoltato. Io continuerò a sostenere la inutilità e la pericolosità della tecnica ma è una unica voce, inascoltata. L’evidenza scientifica dovrebbe tener conto delle persone che hanno subito questo intervento e costrette a sofferenze croniche e danni fisici permanenti e non sarebbe difficile avere testimonianza, basta appunto navigare sul web.
Cari saluti

Mia moglie, 76 anni, è afflitta da rettocele; è ben visibile il gonfiore che da un anno ingombra la vagina.Abbiamo letto il Suo libro e troviamo indicata l'opportunità di ricorrere alla riabilitazione del Pavimento Pelvico; ritenendo difficile il riassorbimento dell'erniazione, pensiamo che lo scopo sia quello di evitare un peggioramento e meglio controllare gli orifizi di scarico. Al momento, mia moglie, quotidiana consumatrice di lassativi blandi, va in bagno tutti giorni e riesce a gestirsi. E' però tranquilla quando siamo in casa, mentre anche solo un viaggio di due ore la spaventa. Ha sofferto Stipsi tutta la vita, specie da giovane. Certo, 76 anni non sono pochi, ma è sempre stata in buona salute; i guai, sono cominciati dopo l'intervento sfortunato di sottrazione dellutero prolassato con complicanze gravi. (doveva essere una cosa di tre giorni ma, un troppo tardivo riscontro di sopravvenuta emoraggia....ecc.) Ora, mia moglie stà...direi bene; aiutandosi con i lassativi (e Lei lo sa fare bene), controlla il malaugurato ingombro. Sarà ancora così fra un anno? E fra tre e oltre? In fondo può vivere ancora anche dieci o più anni. Di interventi chirurgici, dopo le esperienze avute (e quanto si legge in proposito), preferirebbe non parlarne. Possiamo confidare sulla riabilitazione o è sperare troppo? Per la sua cortese risposta.

Caro Signor Eugenio,
credo che sua moglie possa trovare beneficio con la riabilitazione non solo nella risoluzione della stipsi ma anche per gli altri disturbi che spesso si associano alle disfunzioni del pavimento pelvico.
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro ho 52 anni da quando ho partorito il mio secondo figlio 23 anni fa soffro di rettocele occulto del quale sono stata operata nel 1995 con una tecnica detta FLAP .Ora dovrei rioperarmi perchè ho anche un colpocele e parecchi disturbi alla vescica mi occorre sempre di urinare.Io defeco normalmente tutti i giorni, anche se comunque mi resta la senzazione di non essermi svuotata e di avere un tappo se faccio aria vado di corpo altrimenti non ci riesco e mi prendono dolori al fondo schiena e lle gambe e sotto il piede nell'arco plantare che scompaiono all'improviso se faccio aria o vado di corpo.Col clisma opaco mi hanno trovato dei diverticoli al colon e con una ecografia mi hanno riscontrato dei fibromi all'utero di cui uno di 4 e uno di 3,5 cm in più da due anni a questa parte soffro di una modesta anemia microcitemica e nell'esame delle urine riscontrano una modesta presenza di emoglobina per cui il mio ginecologo ha deciso di farmi fare un isterectomia urgente che io non ho ancora fatto perchè il ciclo quest'anno ha iniziato a essere spesso assente e in più volevo sapere come sistemare il rettocele.Il chirurgo che mi ha operato nel 95 mi ha detto che mi avrebbe operato per via addominale e che togliendo l'utero mi avrebbe sistemato il retto ma che correvo il rischio di perdere l'uso dello sfin tere.Comprende bene che per me non è facile pensare ad un nuovo intervento anche perchè un eminente ginecologo chirurgo e mi ha detto che alla mia età ormai potrei fare a meno dell'isterectomia perchè mi sto avviando alla menopausa. Ho sentito parlare della tecnica della STARR cosa ne pensa ? Avendo un tempo un pò più lungo di coaugulazione del sangue correrei de grossi rischi e se si quali?Dopo l'intervento come sarebbe la mia vita ?Essendo già stata operata una prima volta potrei rifare l'intervento con questa nuova tecnica o correrei dei rischi? e quali?I diverticoli possono essere un problema?cosa ne pensa del mio caso? Se mi risponde sse le sarei veramente grata perchè vivo male e sono terrorizzata all'idea di fare un intervento,perchè quello precedente mi ha fatto passare le pene dell'inferno. Se lei crede potrei spedirle via fax la defecografia che ho fatto di recente e gli altri esami. Le chiedo scusa per aver approfittato della sua professionalità ma ho visto che è stato gentile a rispondere ad altri quesiti di altri pazieni e ne ho approfittato.La ringrazio e la saluto di cuore, aspetto con ansia una sua gentile risposta.

Cara Signora Giovanna,
è difficile dare consigli per via virtuale nma uno mi sento di darle. Non si sopponga alla tecnica STARR in quanto non solo non risolverebbe i soi problemi ma potrebbe peggiorarli. Un esatto inquadramento diagnostico potrebbe essere utile per poter definire un adeguato percorso di terapia e comprendo anche le perplessità del ginecologo sull’esecuzione dell’isterectomia. Si sottoponga a visita colonproctologica con un inquadramento della situazione del pavimento pelvico e solo dopo si potrà decidere quale terapia è più indicata nel suo caso.

All'attenzione del dott.Nicastro: Sono una signora di 46anni di Palermo con una storia clinica abbastanza complessa ma in sintesi con una diagnosi di rettocele accertato dalla defecografia e di prolasso rettale con emmoroidi motivo per il quale nel 2004 mi sono sottoposta ad intervento chirurgico con il dott.L. Se in un primo momento ho tratto reale beneficio dall'intervento,col passare del tempo purtroppo ho iniziato ad accusare nuovamente difficoltà e fastidi a tal punto che ho necessità di utilizzare farmaci,supposte o clisteri per le mie funzioni intestinali quotidiane.

Cara Signora Paola,
la sua storia non è differente da quella di tanti pazienti che hanno subito un intervento apparentemente risolutivo per una disfunzione che implica l’alterazione dell’apparato neuoromuscolare del pavimento pelvico. Una visita specialistica completata con una videoproctoscopia digitale, la visione degli accertamenti effettuati in precedenza e la lettura della cartella clinica dell’intervento, è necessaria per determinare un percorso diagnostico e terapeutico.

Carissimo Dott.Attilio Nicastro Scrivo per conto di mia madre,operata il 9/11/2007 per ostruzione defecatoria provocata da prolasso rettale e rettocele e si è sottoposta ad un intervento di Star,da precisare che mia madre quando 23 anni fa ha partorito me è stata 22 giorni ricoverata in ospedale con 130 punti di sutura perchè è stato un parto precipitoso io pesavo 4 kg e 70 g,questo per non averle fatto un semplice taglio cesario ora mi chiedo a 2 anni di distanza dall'intervento,mia madre accusa forti dolori al retto e alla vagina,non riesce a stare ne seduta ne in piedi perchè le hanno messo 70 grappe di titanio ke secondo il professore Antonio Capomagi gli avrebbe garantito ke i punti intorno sarebbero caduti entro l'arco di 15-20 giorni massimo un mese .Invece da una Tac a contrasto all'addome inferiore per vedere se c'era una endometriosi è stato riscontrato una corona di clips,ora le chiedo gentilmente quali sono gli esami essenziali prima di affrontare questo intervento:mia madre ha fatto,defecografia, transanale e colonscopia,cosa può aver scatenato tutto questo,da premettere che mia madre ha 51 anni e non riesce a trattenere le feci e le urine,c'è una soluzione a tutto questo problema?la ringrazio per la sua disponibilità,attendo con ansia una sua risposta.grazie.

Caro Signor Fausto,
il racconto della travagliata storia clinica di sua madre non è diverso da quello delle tante persone che sono state operate con la cosiddetta tecnica Starr. Quello che posso dirle è che tutto quello rifrito è la conseguenza diretta di questo intervento che purtroppo è consigliato ed eseguito anche in persone che potrebbero risolvere i problemi della defecazione con altre metodiche. Comunque è necessario valutare attentamente la situazione di sua madre anche dal punto di vista funzionale (incontinenza). Il mio consiglio è di eseguire una visita colonproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale, con un approfondimento anche della situazione del pavimento pelvico. Fatto questa preliminare visita è possibile stabilire un adeguato percoroso di terapia che possa risolvere il problema della signora.

egregio dottor attilio nicastro, mi scusi se mi permetto di disturbarla ma ho un problema che riguarda mia mamma che mi assilla e mi preocuppa molto e voorei porle il caso in questione per avere un suo parere a riguardo di mia mamma. mia mamma e molto stitica ma da qualche mese lo e ancor di piu ed ha avuto un problema molto serio, per parrecchi giorni non e riuscita piu ad evaquare e ci siamo rivolti ad un chirurgo dell ospedale della nostra città io le scrivo dalla provincia di venezia .il chirurgo tramite visita ha riscontratocon la visita che mia mamma presenta un tono sfinteriale valido e segnala un perineo discendente con un discreto rettocele anteriore di 3 grado con prolasso della mucosa. pertanto ci ha consigliato di eseguire una colonscopia e una defecografia. la colonscopia la colonscopia ha dato questo esito:modico prolasso mucoso lieve iperemia al retto come al sigma , dove si osserva qualche piccolo raro diverticolo non complicato, regolare appare il discendente come il traverso , la flessura epatica, l ascendente ed il cieco, in uscita si eseguono biopsie a dx, traverso e sx. l esame istologico eseguito ha dato questo esito:colite e sigmoidite cronica aspecifica con iperemia e melanosi del corion . no atipie. ha eseguito la defecografia ed ha deto questo esito:buono il sollevamento e piu evidente l abbassamento del perineo rispettivamente con le manovre di contrazione e di ponzamento tipo perineo discendente. rettocele anteriore:si, profondo circa 6 cm, non determina colpocele posteriore. rettocele posteriore:no . colpoceleanteriore o posteriore:no. isteroptosi .no . enterocele o peritoneocele:no . eseguiti questi esami siamo ritornati dal chirurgo premtto che mia mamma sta seguendo una dieta specifica con tanta frutta verdura ma sopratutto molta acqua e riesce ad evaquare abbastanza bene tutti i giorni . il chirurgo dopo avere esaminato gli esiti propone a mia mamma però un intervento perche dica che da un lato dell ano a mia mamma le si è formata una sacca in cui le feci al momento dell evaquazione dovessero risultare dure andrebbero a finire e lei non riesce ad evaquare. mia mamma non vorrebbe operarsi teme molto ha molta paura , e come lei anch io del resto. io attraverso internet ho trovato le sue numerosissime mail che le persone con probvlemi abbastanza vicini a quelli di mia mamma le hanno scritto ho voluto scriverle e le chiedo molto gentilmente un suo parere medico. la ringrazio sin d ora per la sua grande disponibilità e confido in una sua risposta . mia mamma si deve operare? ce una cura per evitare l intervento? dolori non ne ha mai avuti. la ringrazio da parte di mia mamma e da parte mia . arrivederci dottor nicastro e le rinnovo i miei piu sentiti saluti. la ringrazio .

Cara Signora Lucia,
sua madre non si deve per operare per forza ma potrebbe provare a sottoporsi ad una rieducazione funzionale (riabilitazione) del pavimento pelvico con elettrostimolazione e biofeedback, Questa rieducazione, nella mia esperienza risolve i problemi della stipsi legata alla discesa del pavimento pelvico e al rettocele. I risultatai sono ottimi anche rispetto a quelli della chirurgia. Facendomi una autopromozione le consglio la lettura del libro Il Dono Negato, potrà trovare utili informazioni e riferimenti alla patologia di sua madre.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, innanzitutto grazie per la risposta e per i suggerimenti che mi invia. Torno a chiedere il suo consiglio perché negli ultimi giorni la mia situazione post starr (intervento da lei ironicamente definito "stellare" e che io definirei tale perché "fa veramente vedere le stelle" per i dolori che insorgono col tempo) si è un po' chiarita. Mi hanno fatto fare l'elettromiografia anale con PNTML da cui risulta tutto nella norma e il neurologo che mi ha fatto l'esame mi ha spiegato che i miei dolori e bruciori rettali perineali e vaginali sarebbero in realtà un dolore urente provocato da una sorta di neuropatia delle fibre nervose che, tagliate nella loro parte terminale dalla starr, si sono ramificate e hanno reso la regione anale, rettale e perineale più sensibile al dolore. Non mi ha fatto la diagnosi di neuropatia del pudendo però ha detto che ci possono essere delle cose che anche l'elettomiografia non vede. Mi ha consigliato di prendere un farmaco per il dolore neuropatico (Lyrica che sto già assumendo e credo che abbia effetto+ l'integratore Dianural) e mi ha anche indicato una clinica di Cassano in provincia di Bari (la Fondazione Maugeri) dove fanno la riabilitazione per i prolassi rettali e anche per chi ha già fatto l'intervento come me. Mi ha detto che devo fare esercizi di rilassamento e devo imparare dalla fisioterapista come farli a casa da sola. Ho già parlato con la fisioterapista che mi seguirà e che parla anche lei solo di esercizi di rilassamento perché teme di usare macchinari come la TENS. In particolare risultano doloranti gli elevatori dell'ano che a volte mi fanno così male da non permettermi di stare seduta. Il dolore si scatena con la defecazione (anche se faccio di tutto per evitare gli sforzi) e soprattutto con la minzione. A volte siccome mi fa male proprio nella regione del clitoride mi diventa doloroso persino iniziare la minzione il cui stimolo quando ho il dolore è sempre presente. Penso al suo libro e alla storia di quella ragazza che dopo essere venuta da lei ha risolto il problema e le ha regalato un fiore. Lo so che a distanza è difficile valutare, ma per favore potrebbe darmi un suo parere. Inoltre vorrei chiederle un altro consiglio sulla vexata quaestio dei punti metallici al titanio che non ho espulso e che si trovano sia anteriormente che posteriormente. La sutura non è bassa, ma, secondo i colonproctologi di Bari, la ritenzione dei punti sarebbe responsabile dei dolori e dei bruciori rettali visto che spesso devo mettere il pentacol gel per stare bene. Ho molta paura di toglierli perché temo che la mucosa possa essere lesionata dall'intervento o addirittura, visto che mi hanno spiegato che sono conficcati nel muscolo, che la mucosa prolassi di nuovo magari in uno sforzo defecatorio o che vengano danneggiate altre fibre nervose. Lo so che le chiedo troppo, ma dopo aver letto il suo libro e l'empatia con cui Lei accoglie i pazienti ho la speranza di avere anche io in lei un punto di riferimento sicuro e umano. La ringrazio comunque per la sua disponibilità. A presto

Cara Signora,
la ringrazio per la fiducia e per (immeritati) complimenti. Bisognerebbe porre alcuni punti precisi sulla sua situazione. Innanzitutto la riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbe prevedere più che esercizi di rilassamento quelli di rinforzo del piano perineale. Questo è un frequente errore che fanno coloro che non sono adeguatamente addestrati alla rieducazione funzionale del piano perineale. Rigurardo le clips la loro persistenza in profondità può provocare una infiammazione che deve essere opportunamente diagnosticata e valutata per poter decidere un adeguato percorso di terapia. Solo se le clips affiorano sulla mucosa devono essere asportate mentre quelle in profondità no. Sono in pieno accordo con il neurologo anche se una adeguata riabilitazione potrebbe risolvere i problemi del dolore e evitare l’assunzione del Lyrica. Resto a sua disposizione per ogni altro eventulae consiglio anche telefonico.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, le scrivo per un consiglio in merito ai punti della starr e all'eventualità di toglierli. So benissimo che lei sconsiglia a tutti questo intervento per risolvere l'ostruita defecazione e il rettocele e fa benissimo, purtroppo io sono stata operata (2006) prima di leggere i suoi consigli (e il suo libro che ho molto apprezzato)e sono ormai due anni di inferno. E' vero, ho ripreso ad andare in bagno normalmente e il mio colon irritabile è migliorato, tuttavia soffro di terribili bruciori e dolori pelvici e vaginali che si localizzano nella zona tra ano e vagina (in corrispondenza della forchetta) e si estendono all'inguine,al retto, al pube e alle vene delle gambe. Sono due anni che vago dal ginecologo, che ha diagnosticato anche un varicocele pelvico bilaterale e una ectasia di tutte le vene vaginali a cui attribuisce i dolori, al colonproctologo che invece pensa ai punti metallici della starr ma esita a toglierli. C'è poi chi ha ipotizzato che un punto della starrabbia agganciato un vaso e abbia determinato i problemi vascolari e chi ritiene che io abbia un punto metallico a forma di uncino prospiciente in vagina proprio nel punto dolente. Ho fatto la defecografia per vedere se c'era qualche altro prolasso e tutto è a posto eccetto um piccolo rettocele digitiforme residuo o neoformato, non evidenziable defecograficamente ma dalla visita. I dolori aumentano con il ciclo mestruale e a volte mi impediscono di stare in piedi e di caminare, passano solo se sto a lungo straiata, insomma durante la notte. Non so più cosa fare anche perché qui nella provincia di Bari ,e direi in tutta la Puglia, credo di aver consultato tutti gli specialisti possibili. Esistono degli esami per vedere chiaramente dove sono le graffette e se schiacciano dei vasi sanguigni, esiste un esame obiettivo per vedere se è vero che ho questo punto metallico in vagina? Ora mi stanno curando con il vessel compresse per il varicocele e il pentacol gel per i bruciori rettali. Per favore potrebbe darmi qualche consiglio? Amcora grazie e a presto

Cara Signora Marilù,
la mia contrarietà all’intervento di STARR non è folosofica ma è basata sull’osservazione dei pazienti che la subiscono e che hanno sofferenze simili alle sue e che patiscono una vita quotidiana di sofferenza e sono costrette a girovagare per ambulatori medici senza avere una risposta. Per poterle dare un suggerimento adeguato dovrei almeno prendere in visione la defecografia (che avrà anche messo in evidenza la presenza e la disposizione dei punti metallici). Ma anche il solo esame vaginale dovrebbe mettere in evidenza la presenza di una clips in vagina. Anche se la tecnica è da me messa in discussione, non credo all’eventualità delle problematiche vascolari da essa indotta. Il dolore pelvico cronico (frequente) potrebbe essere causatao dall’intervento ma potrebbe essere messo in realzione anche alla patologia del pavimento pelvico pre-esistente e che l’intervento non ha mai curato. Una visita specialistica colonproctologica estesa anche alle problematiche pelvi-perineali potrebbe essere di aiuto per poter proseguire un percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, la
ringrazio moltissimo della sua immediata risposta che mi conforta un po’. Vorrei tanto venire a Roma da lei tuttavia le mie condizioni di saute peggiorano di giorno in giorno e i dolori sono a volte talmente forti da costringermi a casa ogni pomeriggio. Ho letto con attenzione il suo libro che ho molto apprezzato innanzitutto per l’umanità e la disponibilità, in secondo luogo per gli utili consigli scientifici resi accessibili a tutti da un linguaggio semplice e chiaro e infine per l’approccio olistico che lei attua nei confronti di chi ha queste patologie. In lei ho ritrovato gli stessi buoni consigli sulla dieta e sul comportamento che mi ha dato il bravo gastroenterologo che mi segue qui in Puglia. Voglio complimentarmi con lei: ho veramente molto apprezzato quanto ha scritto anche se, lo confesso, la lettura della prima parte del libro e delle sofferenze patite da altre donne anche più giovani di me (io ho 39 anni e i problemi sono iniziati a 27 anni) mi ha fatto stare veramente male perché mi ha fatto rivivere la mia solitaria disperazione quotidiana di quasi dieci anni di ostruita defecazione con rettocele. Spero comunque che col tempo questa lettura si riveli per me catartica: lei ha verbalizzato quello che noi povere donne umiliate da questa malattia ci vergogniamo di dire anche alle persone più care, quello che io ho dovuto rivelare ai medici con tanto dolore e imbarazzo. La ringrazio per questo e le chiedo ancora aiuto. Per favore ascolti la mia storia e mi dia un consiglio: la cosa strana che è accaduta a me è che psicologicamente stavo meglio prima dell’intervento quando non sapevo cosa avessi (in quello stato ho completato un dottorato di ricerca, mi sono sposata, ho fatto una figlia, ho affrontato diversi concorsi nella scuola, ho iniziato a lavorare anche brillantemente)e mi aiutavo tutti i giorni, come potevo.
Poi l’intervento definito miracoloso che mi ha riempita di false speranze. Poi lo sconforto, la paura, il pianto, il terrore e il disinteresse di chi mi aveva operato. Sin dall’inizio dopo
l’intervento ho avuto difficoltà a aprie l’ano (anismo?) che ho risolto con una specie di riabilitazione fatta in casa con i consigli di una fisioterpista e di uno psicologo, risolta questa difficoltà imane oggi quella del piccolo rettocele che a volte (ma stranamente non sempre) mi impedisce di svuotarmi del tutto. Io adotto una strategia per aiutarmi e cioè mi metto seduta sul vater abbasso la pancia sulle cosce e alzo i piedi in punta in modo da modificare
l’angolo ano-rettale e così è molto più facile. Purtroppo però questo a volte non mi aiuta soprattutto se sono molto nervosa, se ho fretta o se le feci non sono molto abbondanti, allora di rado faccio ricorso a dei clisteri con acuqua tiepida. Però così il retto mi fa male. Il mio
TERRORE é questo: ho tanta paura che il rettocle col tempo si ingrandisca e che magari con uno sforzo eccessivo la mucosa si dilati ancora di più. Esistono degli esercizi che lei può indicarmi per facilitare la defecazione con il rettocele, per rinforzare la parete tra retto e vagina che poi è quella che mi fa sempre male? Quante probailità ci sono nel mio caso che il rettocele si riformi determinando i problemi di espulsione che avevo prima? Per favore mi
dia qualche consiglio, la ringrazio per la sua attenzione e spero che la valanga di mie richieste non le impedisca di rispondermi. Ah dimenticavo,….. il titolo: bellissimo! io quel “dono” l’ho negato sin da piccola all’infelicità di mia madre che, suo malgrado, ci ha dato quello che aveva e che poteva: tanto dolore! Ma, a volte, “da un fatto brutto nasce un fiore” e da me è nata mia figlia! Grazie

Cara Signora Marilù,
sarei ben felice di aiutarla direttamente ma comprendo che la distanza è troppa e che è molto difficile poter affrontare un sacrificio che la porterebbe lontano dalla famiglia e da sua figlia per un lungo periodo di tempo. Comunque non tutto è difficile e anticipando i ringraziamneti per le parole avute riguardo Il Dono Negato cercgerò di trovare alcune piccole alternative. La prima è quella che potrebbe eseguire gli esercizi descritti nel libro, quotidianamente per circa 10 minuti. Questa piccola accortezza potrebbe rinforzare il suo pavimento pelvico e facilitare la defecazione. Se poi riesce a venire a Roma per una sola giornata potremmo provare a decidere se lei è in grado si eseguire una elettrostimolazione con degli apparecchietti domiciliari che si trovano in commercio. La sua venuta a Roma è insdispensabile per almeno spiegare come eseguire la tecnica. Anche se non è il massimo comunque è un aiuto. Poi si avvalga dei suggerimenti generali quali bere tanta acqua, consumare fibre per cercare di mantenere le feci morbide. Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buongiorno. Ho 39 anni e mi hanno constatato le emorridi di 2/3 grado e ultimamente anche il rettocele. Sono circa 3 anni che combatto con il dolore e le consistenti perdite di sangue. Gli esami che ho eseguito sono solo l'anoscopia e la colonscopia. Mi hanno consigliato l'intervento con la tecnica dei punti transfisi sequenziali TPTS. Vorrei gentilmente un suo parere. Grazie mille e cordiali saluti.

Cara Signora Etleva,
la TPTS è una nuova tecnica sperimentata da pochi specialisti che ancora dovrà essere validata da risultati a distanza più convincenti da quelli ottenuti fino ad ora. la tecnica è utilizzata per la risoluzione del rettocele e non per le emooridi che sono la causa principale della sua sofferenza. Una visita specialistica con videoproctoscopia digitale potrà essere dirimente sulla reale gravità della patologia e su un adegutao percorso di terapia.
Cari saluti

Gent. dr. Attilio Nicastro, mi chiamo Idria , ho 44 anni, 1 figlio avuto con taglio cesareo, soffro di colon irritabile con rettocele anteriore e defecazione ostruita, dolorosa e senso di bruciore diffuso al colon retto sia con feci morbide che dure. Ho effettuato tutti gli esami del protocollo del colon irritabile presso l'ospedale Santa Chiara di ... seguita dal gastroenterologo dr. B e il colonproctologo dr. N dove ho fatto: Clisma opaco - Defecografia - Manometria anorettale - Ecografia addominale completa ed esami vari del sangue. Gli esiti hanno rilevato un piccolo rettocele anteriore, non operabile a loro giudizio, dolicolon e nessun altra patologia. Mi è stata consigliata la riabilitazione per il pavimento pelvico, però parlando con la fisioterapista, avendo avuto problemi di emorroidi e avendo defecazione dolorosa con bruciore, me l'ha sconsigliata. Non ho neanche ben chiaro quale tipo di alimentazione dovrei seguire in quanto non so bene cosa devo o non devo assumere perchè alcune cose mi fanno bene per la stipsi però irritano l'intestino che è gia molto irritato. Da ciò si capisce che conduco uno stile di vita molto problematico, non sono una fumatrice, bevo un bicchiere di vino ogni tanto, sono normopeso 53 kg., sono costretta però spesso a non muovermi di casa per frequenti mal di pancia ed emissione di moltissima aria. Ho preso periodicamente le bustine di Psyllogel, Movicol e vari fermenti lattici, ma non ho visto cambiamenti rilevanti. Inoltre vorrei sapere se è possibile avere saltuariamente rapporti anali vista la mia problematica e se ciò può aggravare il rettocele. Mi rivolgo quindi a Lei se può cortesemente darmi delle risposte in merito, La ringrazio anticipatamente e Le mando cordiali saluti.

Cara Sig.ra Idria,
ho letto attentamente la sua richiesta e noto che non ha eseguito un esame endoscopico dell’ano-retto per valutare la situazione anatomica del canale ano-rettale. I colleghi che le hanno suggerito la riabilitazione del pavimento pelvico hanno dato un valido consiglio ma per meglio proseguire con la terapia bisogna prendere in considerazione il trattamento del colon irritabile. Certo movicol e psyllogel non sono la panacea per il suo caso, potendo anche peggiorare lo stato colitico. Riguardo i rapporti anali, se ben lubrificati, non rappresentano una contrindicazione. La riabilitazione del pavimento pelvico può essere eseguita con diverse metodiche, e lo stato di malattia emorroidaria non rappresenta un ostacolo,ma si deve rivolgere ad un centro specializzato. Resto a sua disposizione

Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla

Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate

Gent.mo Dr.Nicastro mi chiamo Antonella sono di Novara e mi permetto di disturbarla in quanto mi trovo a dover dipanare un quesito che riguarda mia madre (compie ottant'anni questanno) la quale soffre ormai da due anni di disturbi di evacuazione con stimolo frequente, feci poco consistenti, evacuazione a ratti, presenza di gas intestinali, senso di non totale svuotamento;circa 9 anni fa ha subito un intervento di emorroidi con parziale successo in quanto il chirurgo che l'ha operata ha evidenziato di non aver eliminato totalmente il problema al fine di evitare una ostruzione del retto. Ha numerosi diverticoli anche nel sigma e il gastroenterologo che la segue ha consigliato una colonscopia virtuale ed una defecografia che hanno dato i seguenti responsi: Colonscopia virtuale:parziale distensibilità parietale del sigma contenente alcune piccole estroflessioni diverticolari originali, lieve diffuso ispessimento parietale; apprezzabile al tratto intermedio del colon trasverso una irregolarietà del profilo parietale di circa 7 mm. di diametro; non evidenza di vegetazioni endoluminali sul restante ambito; cieco medializzato; non lesioni focali dei parenchimi degli organi ipocondriaci nelle condizioni basali. Esame rx defecografico:L'angolo ano-rettale posteriore presenta valori rientranti nella norma, in fase evacuativa si rileva un modesto perineo discendente con formazione di un rettocele anteriore a larga base d'impianto con profondità di circa 45 mm. Tale alterazione è già in minima parte visibile in condizioni di riposo e scompare in contrazione. Non si riconoscono segni defecografici di prolasso della mucosa rettale mentre è presente un lieve prolasso emorroidario.Il residuo post-evacuativo é aumentato e nelle fasi finali dell'evacuazione si osserva difficoltosa apertura anale.Spazio retto-vaginale regolare.Il gastroenterologo che l'ha in cura ritiene che un intervento di rettocele, considerate anche le altre problematiche (diverticoli, difficoltosa apertura anale, prolasso emorroidario) non sarebbe risolutivo per il problema stipsi.Le chiedo pertanto un consiglio sul da farsi (terapia medica, fisiokinesiterapia, terapia chirurgica). La ringrazio per le indicazioni ed i preziosi suggerimenti che vorrà fornirmi e con l'occasione porgo cordiali saluti.

Cara Sig.ra Antonella,
i disturbi della defecazione che affliggono sua madre solo in parte sono da considerare pertinenti alla sindrome del perineo discendente ed al rettocele. Infatti come lei descrive sua madre si lamenta più della poca consistenza, della flatulenza e della frequenza. Questi sono sintomi da correlare alla malattia diverticolare più che al pavimento pelvico. Anche se la riabilitazione con elettrostimolazione, biofeedback o anche l’ExMI, sicuramente miglioreranno l’atto della defecazione (in termini di tempi e sforzo), bisogna ricorrere ad una adeguata dieta e terapia medica per gli altri sintomi.
Cari Saluti

Mi chiamo Maria ho 53 anni presento emorroidi di 3° grado con lieve discesa del piano perineale, defecazione ostruita(negli ultimi tempi meno costante) ipertono sfinterale,note di prolasso muco- emorroidario rettale basso e rettocele anteriore 1° grado. Da uno specialista mi è stato consigliato un intervento di emorroidectomia, da un altro non un intervento ma una riabilitazione anorettale con Biofeedback e un trattamento dilatante con coni Dilatan. Un terzo specialista mi consiglia un intervento di anopessi. Cosa mi consiglia di fare? In passato ho fatto alcune sedute di idrocolon, questo può aver causato il rettocele o il prolasso muco emorroidario.Cordiali saluti, grazie Maria

Cara Sig.ra Maria,
il quadro descritto e’ veramente suggestivo per una sindrome del perieneo discendente con associata una patologia anale (emorroidi). Nella mia esperienza evito di eseguire in prima stanza interventi chirurgici che molte volte oltre a risultare inutili per la risoluzione dei sintomi a volte risultano dannosi soprattutto quelli definiti come anopessi. Chiedo scusa per la tardiva risposta e spero che lei intanto non sia stata sottoposta ad interventi chirurgici. Una corretta valutazione proctologica e pelvi-perineale potranno indicare l’esecuzione di una rieducazione funzionale del piano perineale che portera’ alla risoluzione dei sintomi legati alla defecazione. Solo se i sintomi legato alle emorroidi persistono alla fine della rieducazione si potra’ prendere in considerazione la correzione chirurgica della patologia emorroidaria.Cari saluti

Sono una signora napoletana di 55 anni e soffro di rettocele. Ho contattato numerosi chirurghi proctologi che mi hanno quasi tutti consigliato un intervento con la tecnica STARR. Soffro anche di colon irritabile. Sono stata operata anche di un'ernia inguinale parecchi anni fa , il che fa presupporre una predisposizione delle fasce muscolari e sono anche un soggetto ansioso.Mi chiedo se il problema che ho è di pertinenza di un chirurgo gastroenterologo e al tempo stesso proctologo oppure solo del chirurgo generale che si occupa anche delle malattie del retto e dell'ano. Non riesco a decidermi dal momento che la tecnica Longo richiede mani esperte ed io non so e non riesco a sapere se realmente un chirurgo la applica con una certa frequenza o non ,poiché mi è sembrato di capire che tutti sono in grado di effettuare questo tipo di intervento. Inoltre , mi sto confondendo ulteriormente le idee, perché è richiesta anche la consulenza del ginecologo. Le chiedo un suo parere sul tipo di intervento a cui mi dovrò sottoporre, e l'indicazione di un Centro non troppo lontano che garantisca esperienza e professionalità per questo tipo di patologia. La ringrazio anticipatamente La saluto.

Cara Sig.ra Maria,
non sono per niente consenziente sulla necessità che lei debba subire un intervento chirurgico per rettocele tanto meno con la STARR. Il rettocele rappresenta un cedimento di tutta la muscolatura del pavimento pelvico. Nella mia esperienza tutte le pazienti con rettocele vengono sottoposte ad una riabilitazione del pavimento pelvico che risolve tutti i sintomi correlati (stipsi, dolore) ed anche l’eventuale presenza di incontinenza urinaria da sforzo. Solo se dopo la riabilitazione la paziente presenta residui sintomatologici che minano la qualità di vita si procede ad un intervento chirurgico diretto di riparazione del difetto muscolare e di risoluzione dell’eventuale prolasso mucoso del retto senza ricorrere a “marchingegni” ma mettendo in opera l’arte propria del chirurgo (colonproctologo).
Auguri

Stitica da sempre nel 2006 ho subito l'intervento "del palloncino" lei sa di cosa parlo e nel febbraio 2007 visto il perdurare di formazione di ragadi la sfinterotomia, dopo circa 3 mesi dall'intervento non riuscivo più ad evacuare se non con lassativi "terminali" (supposte o clisteri di glicerina), ho fatto sia la manometria senza risultati particolari e poi la defecografia dalla quale é emerso quanto le scrivo "estremamente rallentata ed incompleta appare l'eliminazione del mdc durante la fase decografica in rapporto verosimilmente ad ipertrofia dello sintere anale. Cedimento del sistema di fissazione anteriore dell'ampolla rettale in rapporto a rettocele anteriore, più evidente in fase decografica. Si consiglia videat specialistico". Cosa significa in parole "povere" e qual'é il provvedimento da adottare?

Cara Sig.ra Stefania,
la sua stipsi può essere definita stipsi espulsiva flaccida per la presenza del rettocele anteriore (cedimento appunto della parte anteriore del pavimento pelvico). In questi casi io consiglio una rieducazione funzionale del pavimento pelvico per migliorarne il trofismo neuromuscolare. I
risultati ottenuti sono ottimi (94% dei casi) con la risoluzione della stipsi e di altri sintomi correlati (della sfera urinaria e sessuale). L’indicazione può essere posta solo dopo una accurata anamnesi e visita specialistica. Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro sono una ragazza napoletana di 32 anni che da gennaio di quest'anno sta passando un inferno a causa di coliche continue dovute ad una forte stitichezza. Ho eseguito clisma opaco a doppio contrasto che ha evidenziato dolicocolon e dolicosigma , tempi di transito , ottimo risultato, il terzo giorno i cilindretti non c'erano piu', e infine la defecografia che ha evidenziato invece un prolasso a tutto spessore, il dottore lo ha chiamato occulto , e un rettocele di 33 mm , chiaramente mi hano consigliato di operarmi, intanto solo ieri ho fatto la prima seduta di idrocolon terapia , ma dottore mi creda faccio un alimentazione ottima, bevo 2 litri d'acqua al giorno, anche di piu', e' vero mi muovo poco, ma mangio frutta verdura , carboidrati , tutto, ho come un tappo , non mi svuoto mai e sto male , veramente male, lei mi consiglierebbe l'intervento di longo! Ah dimenticavo dalla defeco il dottore dice che il pavimento pelvico e' a posto , funziona benissimo sia a riposo che contrazione e ponzamento, quindi a me nn serve una rieducazione in quel senso, mi dia un consiglio, sono disperata perche' ho tanta paura di non tornare a stare piu' bene, e' da un anno praticamente che sto cosi, nonostante la mia accortenza sui cibi... aspetto una sua gentile risposta , e se e' possibile mi dica dove potrei trovare lo specialista piu' bravo , io sono disposta ad operarmi anche fuori Italia! Grazie Daniela

a 32 anni non si deve operare in Italia o all’Estero! La causa della sua stipsi potrebbe essere correlata anche ad una Sindrome del Colon Irritabile e al semplice rettocele. Quello che mi sembra incongruente e che lo “specialista” le abbia proposto in prima istanza l’intervento e non la
riabilitazione quando è ben evidente che molti decidano per il contrario. Io non le posso consigliare l’intervento di Longo in quanto inefficace e non risolutivo per la sua patologia (anche se eseguito da mani esperte). Questa è la mia esperienza. Nel Dipartimento che dirigo l’intervento per rettocele
viene eseguito di routine con tecniche differenti ma solo dopo una adeguata rieabilitazione dei muscoli (non è necessario avere il pavimento pelvico disceso) e per con la permanenza dei sintomi. Resto a sua disposizione
Cari Saluti

gent.dott., so come lei sia critico sulla starr, perciò un suo parere sul mio caso sarà importantissimo. Ho problemi a defecare da molti anni -ne ho 57 e due parti- quando va bene la supp. glicerina mi aiuta completamente, se invece non vado sono gonfia sto male e nervosa. Questa la colpoenterodefecografia: opacizz.ne retto vagina tenue mesenteriale. buona distensibilita' ampolla rettale. giunzione rettoanale situata a riposo inferiormente al margine inf.delle tuberosita' ischiatiche e ha una regolare escursione nelle manovre dinamiche.non fenomeni incontinenza al passaggio da pos.decubito a ortostatismo e con tosse.pavim.pelv. normoresistente in prova dinamica. la fase defecograf.(con tecn.digitale) evidenzia normale tempo di apertura canale anale e svuotamento ampolla rettale completo.durante tale fase si osserva rettocele anter.di cm.5 e invaginaz. Intrarettale inoltre progressiva discesa intest.tenue che comprime parete anteriore retto come per condizione di enterocele ostruttivo.regolare calibro anale. Il gastroenter. mi consiglia unica soluzione la starr al san camillo di Roma, dove lui conosce chirurgo molto esperto per questo.Sono un po' in crisi, leggo tante cose... Quando mi libero completamente con la supposta mi sento bene! Però sto anche molto male in altri periodi e lo stimolo non c'è mai comunque. GRAZIE DI CUORE

Cara Signora Brunella,
propiro nel suo caso le consiglio di non sottoporsi alla STARR in quanto lei è affetta da una doppia patologia l’enterocele e la sindrome del perineo discendente con rettocele. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una riabilitazione del pavimento pelvico per migliorare la dinamica defecatoria e se un intervento chirurgico deve essere proposto deve prevedere la risoluzione dell’enterocele e non solo del rettocele. Per mia esperienza una buona riabilitazione può portare alla completa risoluzione dei suoi sintomi di stipsi espulsiva e solo se realmente l’enterocele coprime il retto impedendone lo svuotamento (cosa peraltro non evidente alla defecografia) si può ragionare su un trattamento chirurgico.
Cari saluti

gentile dottore,
la ringrazio della risposta e aggiungo che dovrò completare gli esami con una eco pelvica e transavaginale. Sono confusa, in quanto nella mia posizione di paziente vorrei sentire la “stessa” proposta terapeutica da più fonti! Le dico che il gastroenterologo,a cui ho chiesto appunto della riabilitazione, mi ha detto che nel mio caso, avendo un buon svuotamento e tono, non servirebbe e quindi, essendo un problema di intralcio oggettivo caratterizzato dal rettocele -perchè solo di questo ha parlato -, va risolto in quell’unico modo, e me ne ha parlato in termini positivi anche alla luce della sua esperienza, sottolineando solamente l’importanza di mani esperte. Tra l’altro lui mi consiglia di non aspettare troppo mentre il mio medico di famiglia dice che essendo il prolasso un fenomeno che nel tempo si può ripresentare è meglio andare avanti finchè si può.
Grazie ancora e se sarà così gentile da rispondermi potrebbe indicarmi dove andare, a Roma, per questa riabilitazione, e se ci sono centri convenzionati? Un’ultima cosa: un rettocele di 5 cm si considera di grossa entità? E l’intervento anche per l’enterocele è più impegnativo, e sempre per via anale comunque? Buona giornata
Brunella

Cara Signora,
non sono a conoscenza di centri di riabilitazione convenzionati a Roma. Facendomi autopubblicità io dirigo il dipartimento di colonproctologia dell’european hospital dove esiste il primo centro di riabilitazione fondato nella capitale. E’ dal 1991 che il centro è attivo e con orgoglio ne sono stato prima respsonsabile e ora primario. Se lo ritenesse opportuno può tranquillamente rivlgersi al nostroi centro. Sono in acordo con il suo medico curante, un rettocele di 5 cm non è di grande entità mentre starei in attesa per l’intervento anche perchè visto l’enterocele sarebbe opportuno un
intervento maggiore che non quello semplicistico con la suturatrice meccanica.
Cari saluti

Buongiorno, sono una ragazza di 35 anni ed ho un problema che mi sta rendendo la vita impossibile (forse sembrerò esagerata, ma le assicuro che per me purtroppo è così). Nel 2000 mi sono operata di emorroidi (M.M.) da quel momento ho avuto serie difficoltà se non impossibilità nell'andare in bagno normalmente. Quindi molto tempo passato in bagno facendo sforzi enormi, per poi ricorrere all'aiuto manuale per l'espulsione delle feci; sempre con il senso di gonfiore per non parlare di altri problemi imbarazzanti. Premetto che l'intervento non è andato molto bene visto che non è stato risolto il problema emorroidi, che il sanguinamento post operatorio è durato mesi anzichè giorni e i dolori che ho provato sono stati terribili, indescrivibili, con tutta la terapia del dolore. Di recente ho fatto una visita proctologica dove non è stato riscontrato nulla di particolarmente rilevante se non una leggera rettocele anteriore; inoltre, il medico, per avere la certezza di eventuale defecazione ostruita, mi ha prescritto una rx defecografia (appuntamento gennaio 2008). lo stesso dottore, compreso il mio medico di base, mi hanno detto che per tale problematica viene unicamente proposta una soluzione chirurgica, la cosa mi spaventa non poco vista la brutta esperienza. Ho letto che lei propone una terapia di riabilitazione, mi piacerebbe saperne di più, come funziona, dove viene effettuata (io vivo a Roma), tutto pur di non tornare sotto i ferri. La ringrazio anticipatamente, mi scuso se mi sono dilungata, rimango in attesa di risposta.

Cara Signora Alba,
da quanto descrive il decorso dopo l’emorroidectomia non è stato dei più brillanti. La tecnica dell’emorroidectomia definita di Milligan Morgan ormai rappresenta uno standard nella terapia delle emorroidi di grado elevato e i nuovi concetti chirurgici rendono il decorso post-operatorio del tutto
asintomatico riguardo il dolore mentre piccole perdite siero ematiche possono persistere per una ventina di giorni. A tutela di questo vengono prescritti gli emollienti fecali che permettono una defecazione regolare e morbida. Comnque probabilmente già nel 2000 esisteva una stipsi espulsiva la cui terapia di prima scelta è riabilitativa. La riabilitazione del pavimento pelvico migliorando la coordinazione neuromuscolare migliora la defecazione. Come tutte le riabilitazioni è suddivisa in cicli di trattamento e le tecniche usate possono essere differenti a seconda la gravità dei sintomi (anche associati, urinari e sessuali), del rettocele e dell’eventuale presenza di perineo discendente. Le tecniche devono essere proposte dallo specialista dopo una prima visita e nella mia esperienza hanno una notevole percentuale di successo (come anche recentemente pubblicato su riviste specializzate).Resto a sua disposizione
Cari saluti

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