Domande e Risposte: Cisti e fistole sacrococcige

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salve, sono un ragazzo di 15 anni affetto da una fistole sacro-coccigea fistolizzata. c'è il bisogno tassativo dell'intervento? l'intervento comprende solo nell'aprire il piccolo foro al contorno della base dell'infezione? o un taglio lungo sulla zona interessata? mi è stato detto ke la convalescienza è lunga? sapete è un terrore per me!!

Caro Signor Armando,
la fistola sacrococcigea è una patologia di interesse chirurgico e la sua cura prevede appunto un intervento. Questo consiste non solo nell’asportazione della fistola ma anche della sua causa (sinus pilonidale). Le tecniche operatorie sono diverse ma quella che attuo è la cosidetta tecnica chiusa che consiste nell’asportare tutto il tessuto malato e chiudere la ferita al termine dell’intervento. In questo modo si riducono i tempi di guarigione chirurgica e di convalescenza.

Egregio dottore, le scrivo per l'argomento "SINUS, CISTI E FISTOLE SACROCOCCIGE", è dal 2003 che ne soffro, nel 2006 ho avuto una forte infiammazione e il mio medico ha dovuto solo premere un pochino sulla ciste che subito è fuoriuscito il pus, ma poi devo dire che con l'antibiotico è passato tutto e non ho avuto più problemi sino ad ora... ora che sono alla 37 settimana di gravidanza... mi si è presentato nuovamente il problema, un infiammazione peggiore dell'ultima volta, al tatto si sente e si vede anche un grande rigonfiamento, visto che ho il parto imminente, mi hanno prescritto per ora un antibiotico, augmentin, ma dopo 5 giorni la cosa non migliora... che fare? vorrei un consiglio....grazie

Cara Signora Isabella,
forse la sua patologia andava risolta in un periodo molto più propizio. Al momento attuale potrebbe essere opportuno il drenaggio dell’eventuale ascesso e rimandare un trattamento definitivo della patologia quando avrà terminato anche l’allattamento.

Egr. Dott. ho letto che lei dopo aver operato la fistola pilonidale, preferisce richiudere. Mio marito ne soffre per la prima volta 7 anni fa circa. E' stato operato e ha fatto tutte le medicazioni necessarie. Lei sa tra quali atroci dolori. Due anni fa purtroppo si è ripresentata. Finchè spurgava andava benino però l'anno scorso siamo dovuti andare in pronto soccorso dove lo hanno inciso. Da allora è tutto un gonfia e sgonfia sopportabile. Pochi giorni fa è andato da un medico perchè non può più andare avanti così e questi ci ha prospettato un mese in cui non può nemmeno sedersi e 4 mesi di medicazioni (naturalmente non viene ricucito) e questo perchè la fistola ha ramificato. Quello che vorrei sapere è se esiste una tecnica meno orrible e che assicuri la guarigione. Possibile che non ci sia nè laser nè altro che possa curarla?

Cara Signora Roberta,
nella mia esperienza opero la fistola sacrococcigea con l’asportazione in blocco del tessuto malato e la chiusura della immediata della ferita chirurgica. Questo è un metodo per far guarire la fistola sacrococcigea.

Buongiorno dottore! Sono stata operata tre volte di fistola sacro coccigea, ogni volta era il doppio di grande,l'ultima 15cm. Ad un anno esatto dall'operazione ho dei dolori,tipo pungiglioni o fitte sul punto in cui l'anno scorso la ferita si è riaperta proprio sopra l'ano,perchè infetta. Ho davvero paura, sono dovuta stare a letto per due mesi di fila dato che poi la ferita doveva cicatrizzare da sola... Ci sono dei rimedi oltre l'operazione? o cmq esiste un tipo di operazione "sicura"che eviti le recidive?

Cara Signora Pamela,
il fatto che lei sia stata sottoposta a tre interventi per una fistola sacro coccigea è probabilmente dovuto alla non completa asportazione del sinus pilonidale dacui si origina l’infezione. La sua preoccupazione è lecita e comunque la malattia deve essere curata. Per completezza si sottoponga ad una ecografia della regione presacrale per avere un riscontro della persistenza del sinus. Poi sarà il colonproctologo a decidere quale è il migliore trattamento per risolvere defiitivamente la patologia.

Egr. Dott. Nicastro, Ho trovato il Suo contatto su internet. Volevo chiederLe delle informazioni per quanto riguarda l'intervento di rimozione della fistola sacro coccigea. Si tratta di mio fratello (20 anni) che è gia stato operato una volta circa 3 anni fa, tramite un intervento denominato sistema francese il quale prevede l'asportazione del tessuto infetto attraverso l'applicazione di un liquido di contrasto che permette di identificare l'intero complesso del tessuto infetto, che non prevedeva la chiusura del taglio tramite punti di sutura ma la naturale guarigione del tessuto in questione attraverso una doppia medicazione giornaliera di betadine liquido e acqua ossigenata. (il taglio è stato abbastanza grande) Ora il problema è riapparso, si è ricreata la fistola con un unico canale secernente. A questo punto vorremmo sapere se bisognerà di nuovo fare un intervento simile oppure si può utilizzare la tecnica chiusa meno invasiva?

Cara Signora Cristina,
probabilmente la tecnica “francese” non è stata efficace nella cura di suo fratello. La recidiva della fistola spesso è dovuta alla non completa asportazione del sinus pilonidale da cui origina la patologia. Preventivamente è utile eseguire una ecografia della regione sacrale per individuare correttamente il residuo di malattia e poi si potrà procedere ad un intervento la cui entità dipende proprio dall’esito dell’esame. La tecnica chiusa è sempre possibile anche se l’esatta indicazione è data dall’esito della visita. la ringrazio per la fiducia accordatami e se lo ritenesse opportuno potrà telefonare alla mia segretaria per un appuntamento secondo le esigenze di suo fratello.

salve dottore, mi rivolgo a Lei per un parere. sono stata affetta da fistola sacrococcigea fistolizzata che si è manifetstata con un enorme ascesso nel al di sopra del solco anale e , dopo che mi è stato applicato un drenaggio per 4 mesi , mi sono operata a ferita chiusa a marzo 2009. portroppo ho adesso un piccolo pofo nella sommità della cicatrice, come un brufolo e sono terrorizzata dato che sono al quarto mese di gravidanza. cosa potrà succedere? dovrò rioperarmi? grazie

Cara Singora Angela,
innanzitutto è prudente che lei si sottoponga a visita specialistica per poter stabilire l’entità della lesione, se essa è una semplice infiammazione della ferita o se è una recidiva della malattia. Questo è importante poichè bisogna evitare durante la gravidanza ogni tipo di complicazione. Solo dopo la visita il medico deciderà la terapia che durante la gravidanza non potrà che essere conservativa.
Cari saluti

Buongiorno, sono Sara ho 22 anni e sono nata con una fistole coccigea, i medici alla mia nascita l'hanno definita a fondo cieco. Non mi ha mai dato problemi...poi quando avevo circa 14 anni ho iniziato ad avvertire dei leggeri fastidi, che poi sono passati, solo dopo diversi anni ho di nuovo avvertito del dolore mi sono fatta visitare e il medico mi ha detto che avevo una piccola cite sacro-coccigea e se non avevo mai avvertito fastidi era perchè non si era mai infiammata. Mi ha dato da prendere Augmentin e Nimesulide e mi è passato tutto subito,mi hanno fatto una seconda visita per vedere se era necessaria un incisione per eventuali medicazioni, ma la ciste era rientrata e non avevo alcun dolore. Non ho più avuto problemi e in quei rarissimi casi in cui avverto l'infiammazione assumo i medicinali che mi hanno prescritto e mi passa subito. Ci tengo a precisare che la fistole che ho dalla nascita non ha mai spurgato nulla e non mi ha mai dato alcun problema, e nell'arco di 10 anni questa presunta ciste si sarà infiammata 3 volte...mi hanno sconsigliato l'operazione perchè bene o male ci riesco a convivere e poi non è proprio il massimo come operazione dato le recidive. Ho letto tante cose a riguardo ma non mi sento così grave, io non ho mai avuto febbre malessere o episodi di pus e la mia fistole sembra proprio una cosa a se ...secondo lei devo operarmi lo stesso o mi basta starci un po attenta? poi non capisco una cosa ma se la fistole di solito esce con lo scopo di far spurgare la ciste infiammata, perchè io ci sono nata e non mi ha mai creato problemi, e la ciste è comparsa in un secondo momento?Grazie mille per la disponibilità Sara

Cara Signora sara,
la cisti sacrococcigea o pilonidale è una lesione congenita ed è considerata un difetto del tessuto embrionale. Il sinus che si forma può essere asintomatico e mai manifestare alcun sintomi. In molti pazienti invece è una patologa con frequenti infezioni e ascessualizzazioni e quindi si rende necessario un intervento chirurgico. Nel suo caso la presenza della fistola alla nascita potrebbe essere stata confusa con un difetto di sviluppo in quella zona che nascondeva il sinus. Bisognerebbe stabilire se il sinus dà luogo a flogosi o meno per poter stabilire nel suo caso quale è la migiore terapia.
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, desidero porre alla Sua attenzione il mio caso confidando in una Sua risposta. Sono una ragazza di 24 anni ed ho iniziato a sentire i primi dolori all'altezza del coccige quando ne avevo 17...il mio medico mi disse che era sicuramente una infiammazione del nervo e mi prescrisse semplicemente l'applicazione di una pomata antinfiammatoria...ora da ormai 7 mesi il dolore che avverto quando rimango seduta è divenuto costante (anche se non molto forte) e al tatto la mia cisti è facilmente individuabile, ho quindi notato 3 piccoli forellini sotto di essa ma non ho nessuna perdita sierosa (almeno per ora). Ammetto di non aver mai dato troppo peso al problema perchè la credevo una infiammazione del nervo come mi era stato detto...Il mio nuovo medico ieri mi ha prescritto un'ecografia per vedere quanto grande è la cisti. Ora la mia domanda è questa: ad agosto mi devo sposare e quindi sarebbe mia intenzione non toccare la "cosa" fino a metà settembre...Cosa mi consiglia di fare? Inutile dire che sono terribilmente spaventata e in ansia... Confido in una Sua risposta. Cordiali saluti.

Cara Signora Barbara,
è giusta l’indicazione alla ecografia per definire meglio la diagnosi e l’entità della cisti che, da come lei descive, ha già fistolizzato. La cisti sacrococcigea è sicuramente una patologia la cui risoluzione contempla un intervento chirurgico e questo deve essere consigliato dal chirurgo che avrà l’opportunità di visitarla e che deciderà anche la tempistica dell’intervento in base alle caratteristiche della patologia. Cari saluti

Dottore buongiorno...sono un ragazzo di 26 anni di BOLZANO, le scirvo per porle il mio caso disperato, e chiederle se è normale.... a gennaio 2007 sono andato all'ospedale di urgenza per una ciste pinolidale,ascesso,fistola...faccia conto che ancora adesso nn ho ben chiaro cosa mi abbiano tolto....cmq,... mi hanno praticato una incisione senza anestesia e via...fino ad arrivare al 26 marzo 2008 che mi è ritornata fuori di nuovo. Questo giro mi hanno sottoposto ad intervento chirurgico.L'unico problema è che,oggi, 16 ottobre 2008 praticamente 7 mesi dopo,vado ancora avanti. Ogni volta che la ferita si chiude, dopo due giorni si riapre e comincia a buttare fuori liquido...è la 6 volta che mi si riapre...e all'ospedale nn fanno niente...oltre alle solite medicazioni giornaliere... che devo fare??? spero di essermi spiegato bene attendo notizie e grazie mille per il suo aiuto.

Caro Signor Claudio,
la terminologia cisti, fistola ascesso pilonidale indica una unica situazione patologica e cioè una cistipilonidale infetta (ascesso) con produzione di fistola (sua apertura sulla cute. In presenza dell’ascesso il primo intervento è l’incisione della parte e lo svuotamento del pus. A guarigione dell’ascesso si deve procedere al’intervento chirurgico di asportazione della fistola e della cistipilonidale che è l’origine della patologia. Quanto mi racconta può far suporre che nel secondo intervento questo non sia avvenuto o che vi sia la permanenza di infezione. Una visita specialistica può portare e risolvere i suoi dubbi e programmare un adeguato percorso terapeutico. Cari saluti

Egreggio dottore, vorrei esporvi domande in merito al mio caso di fistola sacroccoccigea.La mia storia incomincia il 02/09/07 quando una mattina mi sveglio e come prima cosa vado in bagno dove mi accorgo che dalla parte alte del sedere proprio nel coccige mi fuoriusciva del sangue. Spaventato avverto i miei genitori e lo stesso giorno mi reco in una clinica privata di Reggio Calabria, citta di mia residenza, per farmi controlare da un dottore. A prima vista il chirurgo mi riscontra una fistola sacrococcigea ed essendo a pochi giorni dall'inizio delle lezioni di scuola mi stabilisce l'intervento per il 18/12/07 facendo coincidere cn l'inizio delle vacanze natalize per il semplice motivo di non perdere lezioni di scuola.Giorno 18/12/07 subisco il mio intervento che viene fatto nella maniera "chiusa" con sette punti di sutura e un tubicino di drenaggio tenuto poi per circa quattro giorni. Dopo circa una ventina di giorni la ferita era chiusa, asciutta, al fine che il chirurgo mi dice che l'operazione era andata molto bene e che ero guorito. Dopo un mesetto vado a controllo a mi riscontra che in una parte della ferita dove avevo avutu un punto di situra la ferita si era riaperta. Pensando che sarebbe stata una non chiusura perfetta della ferita mi progamma un prossimo controllo per il prosssimo mese. Andato a controllo il mese successivo riscontra che era una recitiva che però quetsa volta si era posizionata tra l'ano e il coggige. Non volendomi operare dopo tre mesi della prima operazione progammo il mio intervento chirurgico per il giorno 24/07/08. Durante questi mesi di attesa si apre una nuova fistola nel punto in cui era venuta la prima cioè nel coccige. Giorno 24/07/08 subisco l'intervento che però questa volta viene fatto nella maniera "aperta" lasciando la ferita che si chiuda da sola. Passa un mese e mezzo dalla guarigione che secondo il medico questa volta riesce alla perfezione, notando anche che la guarigione fatta con le opportune medicazioni giorno per giorno era andata nel migliore dei modi. Sembra che l'intervento sia andato nel migliore dei modi. Ogni quindici giorni andavo a controllo dove il medico mi apportava accuratamente una depilazione. Arriviamo a circa una settimana fà quando ad un controllo mi riscontra un'ennesima fistola questa volta però situata quasi perianalmente. In questo momento durante il giorno ho delle piccoli fuoriuscite di sangue e pus. Che cosa dovrò fare....operarmi di nuovo cioè, dopo neanche un mese dalla guargione dell'ultima operazione? Chiedo consigli a mio favore. Distinti saluti

Caro Francesco,
una ecografia della regione sacrococcigea e anale potrebbe derimere i dubbi. Comunque in presenza di una fistola è sempre indicato l’intervento chirurgico. I miei dubbi sono sull’origine della infezione e a volte la cisti coccigea ( o sinus) è posta più in profondità o in vicinanza dei tessuti perianali. Questo potrebbe spiegare nel suo caso la recidiva. Cari saluti

Buongiorno mi chiamo Vanessa e ho 32 anni.Dal 17 Gennaio del 2004 soffro di cisti pilonidale ho già subito 5 interventi l'ultimo il 26-09-08 con punti di sutara che puntualmente dopo un mese e poco più la ferita mi si è riaperta buttandomi questo siero verdastro. Vorrei porle una domanda guarirò mai? Riuscirò ad porrè fine a questo calvario che mi porta a non avere una vita normale e a non lavorare? Sono sottoposta a continue medicazioni giornaliere e a impacchi con acido borico, mi potrebbe consigliare sul daffarsi Grazie per l'attenzione cordiali saluti .

Cara Signora Vanessa, la recidiva di cisti pilonidale è una evenienza legata a vari fattori tra cui la persistenza del sinus o dell’infezione nei tessuti circostanti. Queste evenienze andrebbero ben accertate prima di un ulteriore trattamento chirurgico mediante esami clinici anche semplici come
l’ecografia. Adesso deve continuare a sottoporsi a medicazioni e il liquido verdastro che esce dalla ferita è indice di infezione. Possono essere fatte anche medicazioni avanzate al fine di migliorare la cicatrizzazione, ma l’inidcazione precisa sul tipo di medicazione è possibile solo dopo aver esaminato la ferita e le condiczioni cliniche del paziente.
Cari saluti

Buongiorno mi chiamo Anna Sono stata operata di cisti pilonidale il 15/5/06 con chiusura di ferita e 6 punti di sutura, tutto ok per 5 gg. il 20/5/06 e' iniziato il sanguinamento da un punto, sono entrata nello sconforto più assoluto. Il sangue gocciola copiosamente soprattutto quando sono in posizione seduta e si ferma quando mi sdraio. Il 25/05/06 dovrò togliere i punti ma che succederà. Cosa può essere successo è normale? La prego mi aiuti

Cara Anna, non si deve preoccupare eccessivamente in quanto il gemizio di sangue può essere dovuto al fatto che qualche punto di sutura possa aver lesionato la cute. Cerchi di non forzare troppo la ferita e di assumere una posizione più adeguata, quella seduta nell’immediato post-operatorio può dare qualche problema. Comunque se dovessero persistere problemi consulti il chirurgo che ha effettuato l’intervento che saprà sicuramente darle i giusti consigli! resto a sua disposizione per ulteriori dettagli. Auguri

Egregio Dott.re Nicastro, Mi chiamo Rosario R ed ho 23 anni, desidererei avere un Suo consulto in merito ad una fistola sacro-coccigea plurirecidiva. Durante uno stato febbrile, circa due anni fa, si formò una tumefazione dolente che all'improvviso scoppiò secernendo pus e sangue. Dopo una visita chirurgica sono stato sottoposto ad una prima operazione,il cui decorso post-operatorio prevedeva la chiusura della ferita per" seconda intenzione". Il mio calvario era appena iniziato, Durante il pomeriggio avevo avuto una forte emorragia che comportò un altro intervento. Il mese e mezzo successivo eseguii le medicazioni previste in ambulatorio, Poi mi spostai a Milano per motivi di studio,continuando le medicazioni al "Fatebenefratelli" ed in seguito ad una nuova emorragia fui nuovamente operato, poiché la fistola si era riformata. Dopo qualche mese, un anno dal primo intervento,un piccolo foro posto sulla ferita iniziò a secernere nuovamente pus. Pertanto si decise per un nuovo intervento che fu svolto ad Avellino,all'Ospedale "San Giuseppe Moscati"che si concluse con la sutura della fistola e l'applicazione di un drenaggio. In seguito(gennaio 2006) all'ennesima formazione di fistola secernente siero e pus,sono stato operato per la quinta volta. In tale occasione si è preferita la guarigione della ferita per "seconda intenzione"(dato che la fistola all'interno si era ramificata). Ho eseguito fino a questo momento medicazioni ambulatoriali con rasatura della ferita. La parte superiore si è chiusa, mentre quella inferiore,più interna, non riesce a chiudersi nonostante i diversi metodi utilizzati per facilitarne la chiusura.(compresi dei punti di sutura che poi non hanno tenuto poiché il tessuto era infetto,così sono stato sottoposto ad un piccolo"raschiamento" in anestesia locale ma la ferita emana cattivo odore e secerne siero). In seguito a tale evento mi è stato prospettato un nuovo intervento, Io sono disperato,La pregherei vivamente di fornirmi un suo parere in merito perché così non riesco a vivere più la mia vita.

Caro Sig. Rosario, purtroppo con un pò di ritado ho letto la sua e.mail mentre ho letto prima la sua rcichiesta sul sito e su questo potrà trovare una risposta. Confermo che potrebbe trattarsi di una errata valutazione sulla reale origine della fistola e nella mia esperienza ho più volte visto casi di fistole sacro-coccigea “false” in quanto l’origine dell’infezione era posta nella zona perianale. Una mia curiosità è se nei precedenti interventi hanno fatto l’esame istologico e ne vorrei avere la risposta, se questo è possibile. La visita specialistica con la specillazione del tramite ed una eventuale videoproctoscopia digitale, la valutazione con una ecografia o altra indagine per immagini potrebbe condurre ad una esatta diagnosi. Resto a sua disposizione ed ancora le chiedo scusa per questa risposta privata tardiva. Cari saluti e non disperi che anche la sua situazione è risolvibile.

Salve Dottore, ho trovato il suo indirizzo su internet e mi sono permesso di scriverle,sperando in una suo risposta. Ho appena avuto un ascesso a una ciste al coccige,mi hanno inciso e ora,fortunatamente, sta guarendo.Il prblema è che, chiedendo ai vari medici che mi hanno assistito per due settimane in ambulatorio dell'ospedale di Busto Arsizio,non ho ben compreso come devo procedere adesso.Alcuni sostengono: 1- che mi possa tornare un altro ascesso a breve tempo (anche prima di 3 settimane) 2- che con una depilazione permanente potrebbe anche non essere necessaria l'operazione per toglierla altri ovviamente sostengono altre ipotesi. Se ha tempo,mi darebbe il suo parere? Come devo fare per evitare che mi torni?La depilazione totale e permanente è sicura?L'operazione è necessaria?e infine,ci sono altre zone che è meglio depilare per evitare la possibilità di nuovi cisti? Grazie per l'attenzione,spero in una sua risposta,altrimenti grazie lo stesso.Buon lavoro.

Caro Sig. Alessio,
la sola incisione dell’ascesso derivante dall’infezione del sinus pilonidale sacrococcigeo potrebbe non essere sufficiente per la completa guarigione. In questi casi vi è una notevole incidenza di recidiva o di permanenza della fistola perchè non è stata asportata la causa principale della patologia ossia il sinus. Può, in alcuni casi, succedere che l’incisione dell’ascesso comporti anche l’asportazione dell sinus e quindi portare a guarigione. La depilazione è consigliabile in quanto evita il riformarsi di un sinus e permette una migliore cicatrizzazione. Se si ha la recidiva o permane una fistola è necessario l’intervento che porta alla guarigione in 1o giorni.
Cari saluti

Gentile Dottore, sono una madre in pena in quanto mio figlio 15 enne ha una fistola all'altezza del coggige, scoperta 4/5 mesi fa. A volte dalla fistola esce pus e sangue e a volte no. Io la disinfetto ogni giorno. Il chirurgo dice che non è urgente operarla e vista la stagione estiva, mi ha consigliato l'intervento a dicembre in occasione delle vacanze natalizie e mi ha comunque parlato di intervento delicato e con recidive. Il post intervento consiste nel dover stare sdraiato o in piedi e mai seduto. Mi fido poco circa la metodologia dell'intervento, perchè se ne applicano di molti tipi. Potrebbe rispondermi presto per cortesia? Grazie e cordiali saluti Bruna Mamma in pena

Cara Mamma Bruna,
comprendo la sua preoccupazione. Un intervento chirurgico, anche se semplice, rappresenta sempre un trauma soprattutto se a subirlo sono i nostri figli. Comunque è necessario sottoporre suo figlio ad intervento che proprio perchè condotto in una zona particolare è un pò fastidioso nel post operatorio come le ha correttamente spiegato il chirurgo. La tecnica che io adotto è quella chiusa (cioè la sutura diretta della ferita) che porta ad una guarigione in 10-12 giorni garantita anche da un deguato riposo in questo periodo.
Cari saluti ed auguri

Mia figlia di 15 ha avuto circa un mese fa due giorni di febbre alta e perdite sierose abbondanti dal solco anale. Ho visto che ha un forellino nel solco anale da cui fuoriesce a tratti liquido sieroso e negli ultimi giorni anche sangue. Non manifesta dolore o altri sintomi visibili. E' un problema convincere la ragazzina a sottoporsi ad una visita medica tanto più che abitiamo su un'isoletta e raggiungere uno specialista non è molto facile. Le chiedo se un'operazione è indispensabile anche a 15 anni o c'è speranza che la fistola guarisca da se e se esistono tecniche chirurgiche meno invasive e con meno problemi in convalescenza e meno rischi di recidive. Mio marito afferma di avere tale forellino da moltissimi anni e non ha mai avuto problemi. Gradirei una risposta privata. Grazie per l'attenzione

Cara Signora,
sua figlia potrebbe essere affetta da una fistola sacrococcigea. E’ una patologia di stretto interesse chirurgico. Le infezioni e le infiamazioni con la formazioni di ascessi non sono salutari, soprattutto a 15 anni. Si rivolga ad uno specialista colonproctologo per far visitare sua figlia ed avere un giudizio più sereno. L’intervento di fistola sacrococcigea non è drammatico se la tecnica usata è quella della sutura immediata della ferita e la guarigione avviene in 10-12 giorni. Auguri

Salve Dott. Nicastro, le invio questa email per esporle un problema che da tempo sto trascurando: si tratta della fistola sacroccigea. Ormai è dal Marzo 2005 che me la porto " dietro". Circa 5 giorni fa sono andato in ospedale a trovare un rimedio e mi è stato detto che non era possibile operare in quanto la ferita era infetta. Una delle domande che le vorrei fare: sapendo io gia che sono nella seconda fase e che l’intervento avverrà con la ferita aperta, allora come mai non mi hanno fatto il ricovero in ospedale ma mi hanno consigliato di mettere per un pò di giorni la borsa dell'acqua calda poi andare dal mio medico curante per poi eventualmente farmi il ricovero come d’altronde mi è stata fatta ieri dato che la fistola è ritornata a espellere pus anche se in piccolissima quantità? Dunque questa sera non ce la faccio più dal dolore ho paura che si possa aprire anche l'altro canale che si trova orizzontalmente dallo stato che è. Mi saprebbe per caso dire in che modo mi devo comportare nel caso mi dovessero nuovamente rimandare a casa una volta giunto in ospedale con la base di ricovero? Attendo un suo gradito consiglio distinti saluti.

Caro Sig. Francesco,
meglio operare senza caività ascessauli e per questo le hanno consigliato la borsa di acqua calda, in modo tale da far maturare l’ascesso e quindi favorirne la fuoriuscita dagli orifici fistolosi. Non mi trova in pieno accordo sul fatto che la opereranno con il sistema aperto in quanto è possibile perare, con l opportune precauzioni, chiudendo per prima intenzione la ferita. Resto a sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti. Cari saluti

Buona sera Dottore, le volevo solo dire che la fistola dopo averle mandato l'email si è aperta ovvero il canale orizzontale, sono andato da un dottore e ha premuto per facilitare l'uscita del pus. E’ stato doloroso ma il dolore è andato subito dopo via. Per caso lei mi consiglia di andarmi ad operare oppure posso attendere un'altro po di tempo dato che il 2 Maggio ho una cosa importante da fare? Per quanto riguarda il metodo della ferita aperta penso sia l'unico metodo adottato qui in ospedale altrimenti dovrei farmi 100 km per spostarmi in un altro ospedale ovvero il Riuniti.

Caro Signor Francesco,
può aspettare anche dopo il due maggio con il consiglio di avere l’accortezza a non far chiudere l’orificio della fistola in modo da facilitare la fuoriuscita del pus e quindi scongiurare la comparsa dell’ascesso. Sulla tecnica per l’intervento quella aperta è da evitare in quanto desueta, dolorosa, invalidante. Non si possono condannare i pazienti a mesi di medicazioni dolorose con una qualità di vita scadente per la risoluzione di una malattia che se operata con criteri adeguati prevede la guarigione in 10-12 giorni. Io farei ben più di 100 Km per garantirmi la salute.
Auguri

Dottore salve, sono Gianluca sono capitato per caso sul suo sito, ove ho trovato tante risposte a problemi di molti pazienti, per questo ho deciso di scriverle per avere un chiarimento sulla mia situazione. Circa una settimana fa ero al mare con la mia ragazza, scherzando con lei mi sono seduto su un telo da mare e ho sentito un piccolo dolore al livello del coccige, da li è incominciato questo dolorino tanto da arrivare ad avere dopo un paio di giorni la zona interessata un po gonfia. Tornando al lavoro il lunedì avevo un fastidio tremendo, sono andato in bagno e premendo sulla bolla ho sentito la fuoriuscita di acqua, che poteva essere pus. Dopo di li la bolla si è un po indurita e continuava a farmi male ma senza fuoriuscire ne pus e ne altro. Sono andato dopo 6 gg in farmacia dove ho chiesto, credendo che fosse un brufolo, una pomata per far sgonfiare la bolla, ma la farmacista mi ha un pò impaurito, mi ha detto che potrebbe trattarsi di una ciste coccigea e che per questo ci vuole un intervento chirurgico. Sono tornato a casa e ho incominciato a fare ricerche su internet, ho visto di persone che sono state operate più volte ecc. impressionato sono andato al pronto soccorso e la dott.ssa di turno mi ha detto che può' essere ciste allo stato iniziale, e mi ha prescritto augumentin come antibiotico ed impacchi di acqua calda per far maturare la ciste. Da ieri ho incominciato la terapia, non ho ancora preso l'antibiotico, ma ho fatto gli impacchi di acqua calda, ho preso 2 bustine di mesulid per anti infiammatorio e ho applicato di mia volontà una pomata antibiotica presa in farmacia. Devo dire che oggi va meglio, posso sedermi e stare in piedi ma la bolla sembra essersi sgonfiata di poco. Su internet ho letto che la ciste non migliora ne con anti infiammatori ne con antibiotici .Cosa devo pensare? può essere ciste? e se è ciste con una settimana poteva essere già matura? potrebbe essere un normale brufolo? aspetto sue risposte, grazie anticipatamente

Caro Gianluca,
il quadro descritto è suggestivo per essere una cisti sacrococcigea, o sinus pilonidale. Purtroppo la risoluzione definitiva di questa patiologia è un intervento chirurgico. la terapia medica (antibiotici ed antinfiammatori) serve solo per lenire i sintomi ed evitare le complicanze (formazione di ascessi). Si sottoponga ad una visita specialistica al fine di redimere la diagnosi e affrontare le adeguate terapie.
Auguri

Dottore buonasera già le ho scritto qualche giorno fa, ma le riespongo il problema con i miglioramenti avvenuti, una cosa prima di cominciare, i miglioramenti sono da attribuire agli anti infiammatori? se smetto di prenderli c'è possibilità di una ricaduta? gonfiore e apertura di orifizi? Mi chiamo Gianluca e da 2 settimane mi si è presentato un problema di cui prima ignoravo del tutto l'esistenza, per ciò se possibile vorrei un chiarimento da lei. Le spiego come sono andate le cose:circa 15gg fa ero al mare con la mia ragazza, mentre giocavo con lei mi sono seduto su un telo da mare un po diciamo velocemente, e ho sentito come una fitta sulla zona destra del coccige. Dopo un po verso sera la parte incominciava a darmi fastidio leggero, non mi potevo sedere normalmente come facevo sempre. il giorno dopo la cosa sembrava rimanere stabile, ma il lunedì al lavoro avvertivo un fastidio da non potermi neanche sedere, poi con il lavoro che svolgo. Il martedì la parte era gonfia e andando in bagno al lavoro ho pressato la parte ed ho sentito come fuoriuscire un liquido che forse era pus che non puzzava e niente. Mi sono recato in farmacia e la dottoressa mi ha aperto gli occhi "potrebbe trattarsi di ciste sacrococcigea", io mai sofferto di nulla ho incominciato a preoccuparmi. Il giovedì vado dal mio medico curante che tastando la parte mi dice che secondo lui non può trattarsi di ciste sacrococcigea e mi fa fare una lastra lo stesso giorno per vedere di cosa si tratta. Faccio la lastra e il radiologo mi dice che è tutto ok, unica cosa il coccige un po inclinato dovuto a una battitura di 5 anni prima, il mio medico dice che è tutto ok e che il tutto poteva anche trattarsi di un tumore al coccige, immaginate il mio stato in quel momento, ma mi rassicura dicendomi che potrebbe essere un callo provocato dal coccige inclinato e dal colpo preso in quella zona, insomma mi faccio fare uguale l'impegnativa per andare da un chirurgo. Di mia spontanea volontà prima faccio una ecografia per vedere di cosa potrebbe trattarsi, la risposta, Ciste sacrococcigea, insomma ok ho capito, alla fine speravo nelle parole del mio medico invece mi confermano la storia della ciste. Mentre prendevo bustine di mesulid per alleviare l'infiammazione e devo dire che hanno funzionato, il gonfiore man mano tendeva a sgonfiarsi, ma segni di orifizi non ce ne sono, nessuna fuoriuscita di pus , o altro solo la parte un po dura e fastidiosa. Il chirurgo dell'ospedale del mio paese conferma della ciste e mi dice che devo operarmi per risolvere il problema, mentre la parte si stava man mano sgonfiando, ma l'appuntamento per l'operazione va a finire a settembre. Lui dice che è una stupidaggine mi apre toglie la ciste e richiude , mi ha rassicurato che è un'intervento semplice, ma mi ha detto che se era presente anche un orifizio da quale fuoriusciva il pus era meglio, per quale motivo? io penso che sia meglio una ciste, in questo modo quando toglierà quest'ultima dovrà solo richiudere e basta, mi sapete dire il perchè? Adesso la parte è completamente sgonfia, non mi da problemi, non ho assunto nessun antibiotico, il pronto soccorso mi aveva dato agumentin ma ne ho prese solo 2 compresse, sto assumendo un antiinfiammatorio comune suggeritomi dal chirurgo, non sento nemmeno più la pallina sottocute. Posso andare tranquillamente in vacanza senza preoccuparmi di qualcosa? non so magari sedermi su un telo da mare o fare il bagno in acqua salata, l'acqua del mare può portare complicanze al mio problema?Dottore vorrei sapere l'operazione in che cosa consiste ho molta paura e non riesco a che pensare sempre alla stessa cosa, mi faranno una normale incisione e poi chiuderanno normalmente senza usare canali di sfogo dato che non ho infezione e fuori uscite di liquido. Adesso sono tutto ok la parte è tornata come era prima, non mi fa male e non mi da fastidio, ma sono uguale preoccupato, potrebbe non trattarsi di ciste?Grazie anticipatamente.

Caro Sig. Gianluca,
una cosa è certa lei si deve sottoporre ad intervento chirurgico, come già sottolineato in una precedente richiesta. Per quanto riguarda la sua paura, lecita, questa non deve giustificare il rifiuto all’intervento in quanto le conseguenze di una ascessaulizzazione della cisti (non infrequente, può avere conseguenze ben più gravi di un semplce intervento chirurgico. L’unica accortezza che dovrà avere durante l’estate è non esporsi al caldo, non resti troppo seduto, igiene. Altre delucidazioni potrà trovarle sul sito nella sezione patologie. Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, la ringrazio per le precedenti consulenze.Se era possibile volevo da lei un ultima consulenza sulla mia cisti pilonidale, dato che a settembre andrò in ospedale per effettuare l'intervento, dato che ad oggi ho già effettuato gli esami per il day hospital. Se possibile e se non le creo disturbo vorrei chiarire 2 miei dubbi sull'intervento,nell'ultima mail lei mi disse che andando al mare e entrando in acqua salata non succedeva nulla, l'importante è tenere la zona pulita e non al caldo. Vorrei dei chiarimenti:La mia ciste oggi non la sento nemmeno più al tatto, dato che vengo dal primo episodio di infiammazione, ove l'ecografia rivelò una ciste di 1,5cm ora è possibile che la ciste si sia rimpicciolita? la mia paura è che da qui a settembre l'infezione possa camminare senza nemmeno io accorgemi e quindi invadere più tessuto, quindi verso l'interno, può capitare questa cosa senza che la cisti sia infetta? anche percè l'ho curata con semplici antiinfiammatori e senza antibiotici, ho notato anche un piccolo buchino nero nel solco intergluteo.Poi un'altra cosa, Se la mia ciste adesso è piccola il tessuto da asportare sarà poco giusto? quindi se non la sento al tatto mi asporteranno poco tessuto ed avrò un taglio di almeno 1cm fatto a losanga? quindi secondo lei adotteranno la tecnica chiusa? anche perchè il chirurgo ha parlato di 2 punti quando la ciste era di 1,5cm.a dimenticavo la mia ciste è uscita nel solco intergluteo verso la natica destra, il punto dove opereranno sarà quello? quindi non al centro del solco giusto? Di solito l'operazione è dolorosa? Dura molto tempo?Grazie anticipatamente.

Caro Gianluca,
capisco i suoi dubbi e paure ma sarebbe più giusto fare queste domande al chirurgo che la sottoporrà all’intervento. L’esperienza personale di ognuno di noi giustifica questo mia risposta; non ho mai operato una fistola sacrococcigea mettendo poi solo due punti di sutura o facendo un tagli di 2 cm. La patologia deve essere eradicata con una quantità di tessuto circostante sufficientemente sano per evitare le recidive.
Cari saluti

Buongiorno Dott. Nicastro, ho 19 anni e sono alla terza recidiva di ciste pilonidale. Sono stata operata il 1 settembre del 2006 con la tecnica a cielo aperto, a fine gennaio 2007 mi si è riaperta la ferita, analogamente alla prima volta mi sono sottoposta a circa due mesi di medicazioni, dopo di che verso fine giugno ho avuto una ulteriore riapertura; 15 giorni fa sono stata sottoposta ad un intervento di revisione che ha rivelato (con il liquido di contrasto) altre due fistole in formazione che mi sono state asportate ed ora ho ricominciato da capo. Nessuno dei chirurghi che mi ha seguita mi ha assicurato una definitiva risoluzione, nessuno mi sa dare dei tempi: Le chiedo, se a suo parere, tutto questo può essere causato da un intervento mal eseguito già la prima volta o se è un caso che si può presentare e se esiste qualche cura o tecnica particolare per risolverlo.Nel ringraziarla anticipatamente, La saluto cordialmente. Maddalena

Cara Sig.ra Maddalena,
intanto le chiedo scusa per la tardiva risposta legata ad alcuni problemi tecnici del web. Purtroppo le recidive della fistola sacrococcigea o cisti pilonidale sono frequenti e sono legate principalmente ad una tecnica chirurgica inadeguata oltre che ad una non corretta gestione della regione cutanea operata. Come saprà la cisti o sinus pilonidale ha diverse origini ma quella più accreditata è l’origine congenita. L’intervento per la cisti fistolizzata o ascessaualizzata consiste nell’asportazione di tutto il tessuto comprendente il sinus fino alla fascia dell’osso sacro e del coccige. Una volta asportato il tessuto il chirurgo può decidere di chiudere con i punti la ferita o lasciarla aperta. Preferisco sempre chiudere la ferita per garantire una guarigione rapida. La sola incisione della fistola o dell’ascesso non garantisce, a mio parere la guarigione, esponendo i pazienti a lunghe e dolorose medicazioni, all’esposizione della recidiva in quanto non vi è la garanzia che il rtessuto malato sia stato asportato completamente. Inoltre la presenza della infezione favorisce l’insorgenza di altri tramiti fistolosi. La definitiva risoluzione può essere un intervento chirurgico adeguato, con uno studio pre-operatorio dei tramiti fistolosi e con la colorazione intraoperatoria della zona da asportare. Cari Saluti

Gentile Dottore, la disturbo per avere chiarimenti in merito ad un intervento. Il mio compagno alla fine di marzo si è sottoposto ad un intervento di ciste pilonidale terminato con 15 punti esterni e altrettanti interni. Dopo circa un mese e mezzo la ferita si è aperta in basso, vicino l'ano e, dietro consiglio di un infermiera, abbiamo iniziato delle medicazioni ogni 3 giorni con garza e acqua ossigenata. Pensa che vada bene aspettare che il tutto si risolva così ? L'acqua ossigenata è il liquido adatto ? Cosa mi consiglia di fare ?La ringrazio tanto per l'attenzione prestata. Saluti

Cara Sig.ra Michela,
l’apertura dopo un mese dall’intervento della ferita chirurgica impone una valutazione specialistica in quanto potrebbe anche trattarsi di una recidiva della malattia. Comunque le medicazioni attuate sembrano idonee. Potrebbero essere rinforzate con l’utilizzo di altri materiali (aquacell AG garze) che oltre ad un potere antibatterico hanno un effetto cicatrizzante. Resto a sua disposizione per ulteriore chiarimenti
Auguri

Gent.mo Dott. Nicastro, approfitto della sua disponibilità per chiederle una consulenza. Mia figlia di 14 anni, ha una cisti sacrococcigea da alcuni anni. Non si è mai infettata e non le dà granchè fastidio (per ora!). Il chirurgo di Reggio Calabria da cui è stata visitata un anno e mezzo fa, non ha ritenuto l'intervento necessario immediatamente, sebbene io abbia insistito. Adesso però noto che si è notevolmente ingrandita. La domanda che vorrei sottoporle è la seguente: esistono altri tipi di intervento oltre quelli da lei descritti per il problema in questione? In particolare avevo sentito parlare della tecnica laser che avrebbe il pregio di evitare il rischio di recidive e le dolorose medicazioni che necessariamente l'intervento comporta. La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi e le porgo cordiali saluti.

Cara Sig.ra Marina,
l’intervento si rende necessario proprio per la natura stessa della patologia. L’intervento può essere condotto con varie tecniche e mezzi e la recidiva è solo legata all’esperienza del chirurgo ed alla gravità della fistola. Più passa il tempo e più si ha la possibilità di altre ramificazioni della patologia. La tecnica che io eseguo è quella con la sutura diretta della ferita che permette di evitare noiose, lunghe e dolorose medicazioni dopo l’intervento. L’adeguato riposo dopo l’intervento permette una rapida cicatrizzazione e quindi un rapido recupero. Cari saluti

Dottore Buonasera, sono il papà di una ragazza di 16 anni. che tre anni fa ha subito un'intervento in anestesia locale, per l'asportazione di una cisti sacro-coccigea radicale, lasciando la ferita aperta, con medicazioni giornaliere per ben 5 mesi fino alla chiusura totale. A distanza di tre anni si è riformata. Il chirurgo che ha eseguito l'intervento, dopo averla visitata riferiva di intervenire di nuovo per rimuoverla sempre con lo stesso metodo precedente, con la probabilità di raschiare l'osso. Le chiedo un suo parere. Un padre preoccupato grazie di cuore.

Caro Sig. Pino,
è veramente inutile far soffrire una giovane con interventi antiquati e, come ha visto, non risolutivi. Il chirurgo “deve” operare sua figlia risolvendo la patologia (asportazione del sinus o ciste pilonidale, a volte posta in contiguità del coccige) definitivamente e senza indugi. Io ho sempre eseguito gli interventi con la tecnica chiusa (sutura diretta della ferita a fine intervento) che permette una guarigione in 10-12 giorni ed è questo che posso consigliare ad un padre preoccupato.
Auguri

Buongiorno, a mia figlia di 15 anni, dopo due mesi di spurghi intermittenti di sangue, pus, siero senza dolore, hanno diagnosticato una fistola sacrococcigea con due orifizi con una caudale di maggiori dimensioni che specillati hanno evidenziato un tragitto fistoloso di circa 4,5 cm e sono stati rimossi ciuffetti di peli. Il proctologo che visitato con specillazione ha proposto un'operazione on tecnica aperta non prima dei 18 anni, salvo peggioramenti, perchè negli adolescenti soggetti a squilibri ormonali la cicatrizzazione è difficile. Mi ha detto che lui opera sempre con tecnica aperta causa altissima percentuale di recidive con tecnica chiusa qualsiasi essa sia. Un altro proctologo che ha visitato la ragazza solo guardandola ha affermato decisamente che va operata subito con tecnica chiusa pena il peggiorare della situazione. Inoltre noi abitiamo in una piccola isola e sia queste visite sia il decorso post operatorio ci richiederebbe un trasferimento vicino all'opedale prescelto con problemi pratici e psicologici per la ragazza (scuola, amici ecc.). Inoltre il primo proctologo mi ha detto che le medicazioni dopo le primissime volte posso farle a casa e questo non mi convince. Le chiedo, non esistono statistiche attendibili sulla riuscita dei vari metodi? Non esiste un metodo meno invasivo per un problema che per un adolescente con già altri problemi può diventare una tortura infinita? La società di proctologia non ha delle linee guida o devo scegliere affidandomi al caso e alla fortuna? Grazie per l'attenzione preferirei una risposta privata.

Cara Sig.ra Roberta,
di solito anche le casistiche possono mentire e quindi preferisco risponderle per esperienza diretta. Da sempre eseguo la tecnica chiusa per risolvere i problemi di fistola sacrococcigea. Non ricordo esattamente il numero degli interenti eseguiti, posso solo dirle che il numero delle complicanze (suppurazione della ferita, lacerazione dei punti, ritardo di cicatrizzazione) non raggiungono il numero delle dita di una mano, mentre ho avuto solo 1 solo caso di recidiva, ma questa è stata una mia colpa, infatti in questo caso non sono stato scrupoloso a ricercare un secondo sinus ( in questo caso presente), fidandomi del fatto che statisticamente questo sia veramente raro. Questo è quanto posso dirle e sono in pieno accordo con il secondo proctologo, la ragazza deve essere operata prima possibile (non con urgenza ma ben programmando tutti gli impegni di studio e familiari), con la tecnica chiusa (che in mani esperte è “sicura”, per una rapida guarigione e per non incorrere in ulteriori complicanze. Per ulteriore tranquillità, non penso che sua figlia, come tutte le figlie di questo mondo, possano avere tali stravolgimenti ormonali da non far cicatrizzare la ferita, questo secondo scienza, conoscenze e coscienza. Auguri

mio marito è stato operato più volte alla fistola sacro coccigea ma purtroppo capita spesso che la fistola si infiamma diventa rossa e sopratutto fuoriesce pus. che si puo fare ?????????? grazie valentina

Cara Sig.ra Valentina,
le recidive di fitola scrocoggigea non sonorare e sono legate principalmente al fatto che non viene asportata l’origine della flogosi, il sinus pilonidale. La permanenza di arrossamento e pus sta a significare proprio questo, la persistenza della malattia. Suo marito dovrebbe eseguire una visita colonproctologica in modo da valutare modalità e tempi di intervento. Cari saluti

Egregio Dottore, mi è stata trovata una piccola cisti sacro coccigea e me ne sono accorto perchè perdevo del sangue poi è scomparso. La cisti non mi da nessun problema ne male e il mio medico di famiglia mi ha detto che la devo togliere, solamente che ho paura dell'intervento. vorrei sapere come viene fatto e se in anestesia locale e quanto può durare? grazie mille Aspetto una sua risposta

Caro Signor Luca,
la cisti sacro coccigea è una patologia chirurgica e la sua risoluzione prevede un intervento di sportazione, necesario perchè le complicazioni legate alla presenza della cisti sono veramente invalidanti. Nella mia esperienza asporto totalmente il tesssuto e chiudo la ferita chirurgica immediatamente con punti di sutura, La durata dell’intervento dipende dall’entità della lesione ma comunque non supera i 45 minuti tenendo presente che la fase di ricostruzione è quella più lunga.
Cari saluti

Gentile dottore, una settimana fa mi è stato inciso un ascesso sacrococcigeo e mi è stato detto che la causa è una cisti pilonidale. Mi hanno consigliato una visita col chirurgo che mi è stata assegnata per il 16 gennaio prossimo. Vorrei sapere 2 cose : 1)lei ritiene probabile la formazione di un altro ascesso in questi 2 mesi che dovranno passare prima della visita? 2)attualmente ogni 3 giorni devo recarmi a far medicare la ferita con zaffatura. Per quanto tempo sarà necessario farlo più o meno ? Le medicazioni durano poco ma non pensavo fossero così dolorose. Grazie per la sua disponibilità.

Cara Singora Elisa,
non si può prevedere la ricomparsa di un ascesso che dovrebbe essere allontanata dal fatto che lei dovrà sottoporsi a frequenti medicazioni. La durata delle medicazioni non può essere stabilita con certezza e tutto dipende dai tempi di guarigione che sono del tutto individuali.
Cari saluti

Buon giorno,le scrivo dalla Sardegna,mia nipote è stata operata di sinus due anni fà,ad agosto gli si è ripresentato,è stata operata ai primi di ottobre,adesso presenta un sinus piccolo sempre nella stessa zona del sacro tra le natiche,vicino all'altro.Secondo lei è normale?

Cara Signora Marinella,
non è normale. Forse una ecografia potrà mettere in evidenza la presenza del sinus che dovrà essere asportato in toto per poter raggiungere la guarigione.
Cari saluti

Caro Dottore, la disturbo solo per una piccola domanda. Lunedì scorso ho effettuato un tampone sulla ferita residuale (veramente piccola ormai) di una fistola sacro-coccigea operata qualche mese fa. Non eseguivo medicazioni da qualche settimana quindi la zona non era interessata da medicinali. Il risultato è negativo a miceti ed altri agenti patogeni. Questo può essere indice del fatto che la zona sottostante sia sana e che quindi la guarigione della fistola prosegua bene o no? Grazie e scusi ancora per il disturbo.

Caro Signor Roberto,
non vi è alcuna attinenza tra la sterilità della ferita e la sua cicatrizzazione. Il tampone dimostra solo che non vi è infezione ma non può dare alcuna informazione sulla cicatrizzazione. Continui le eventuali terapie accordate con il curante.
Cari saluti

gentile dottor nicastro ,a mio figlio di 23 anni il medico di base dopo averlo visitato a seguito di forti dolori nella zona del coccige con piccolo rigonfiamento ( a parere nostro da inesperti si sarebbe trattato di un brufolo) gli ha diagnosicato una cisti pilonidale,ha presctirro augmentin, una pomata locale e il successivo intervento chirurgico. Parlando con un mio cugino medico mi ha detto di fare drenare questa cisti andando subito al pronto soccorso e programmare l'intervento con un chirurgo. Volevo da lei un parere sia per il drenaggio al pronto soccorso ma anche se poteva indirizzarci da un bravo chirurgo a milano dove mio figlio si trova attualmente per motivi di studio. Mi hanno parlato del San Raffaele, lei cosa ci consiglia? La ringrazio anticipatamente.

Cara Signora Maria Teresa,
la decisione di eseguire un preliminare drenaggio o meno dovrebbe essere presa dal chirurgo che avrà l’opportunità divisitare suo figlio. Se le dimensioni dell’infezione sono “di un brufolo” credo sia opprtuno procedere all’intervento risolutivo senza
drenaggio. Riguardo la richiesta di consigliare un chirurgo, mi permetta signore di non farmi assumere questa responsabilità, che sarebbe anche contraria all’etica professionale indicare un chirurgo piuttosto che un altro. La scelta del chirurgo è del tutto personale e solitamente già al primo impatto il paziente capisce se può averne fiducia o meno.
Cari saluti

gentissimo dottore,mi chiamo marco, sono un ragazzo di 29 anni e mi hanno diagnosticato una cisti pilonidale fistolizzata.volevo sapere secondo lei il da farsi e quale sia la tecnica migliore da richiedere per una certa e riuscita operazione. la ringazio distinti saluti. tarani marco

Caro Singor Marco,
senza dubbio la fistola sacrococcigea conseguenza di una cisti pilonidale è una patologia di stretto interesse chirurgico e la sua risoluzione prevede un intervento chirurgico di completa asportazione della lesione. La tecnica che utilizzo nella totalità dei casi è quella chiusa che prevede la chiusura diretta della ferita chirurgica e non prevede medicazioni dopo l’intervento se non la semplice asportazione dei punti.
Cari saluti

Salve dottore circa un mese fa ho avuto problemi con una cisti pilonidale siccome era infiammata non è stato possibile operarla,il dottore mi ha dato rocefin per 6 giorni fino a quando non si è rotta facendo uscire pus e sangue.adesso dopo un mese e mezzo la cisti e più grande e continua a gonfiarsi e sgonfiarsi a seconda della fuoriuscita di pus e sangue ma non purolento sono disperato cosa posso fare?la sera la cisti e molto gonfia poi se premo esce liquido giallastro e piano piano si sgonfia,ma siamo sicuri che si tratti di una cisti sacro coccigea ?aspetto una sua risposta grazie mille

Si tranquillizzi i sintomi sono quelli caratteristici di una cisti pilonidale. La cura definitiva di questa patologia è solo chirurgica.

salve ho quasi trentadue anni. Nel 99 mi hanno portato d'urgenza al pronto soccorso per la fistola perché era andata in putrefazione. Comunque per un paio di anni tutto a posto; poi il dolore si e' ripresentato ogni anno. Il mio medico mi fa fare la cura antibiotica. La mia domanda e' questa mi possono rioperare? il dolore mi riviene ogni estate mi hanno detto che in estate non lo possono fare l'operazione cosa dovrei fare in questo caso?

Caro Signore,

ma dove è localizzata la fistola? Il primo intervento è consistito, probabilmente, nel drenaggio di un ascesso in modo da rimuovere il pus ed evitare altre complicazioni. Quello che non è ben chiaro è il perché ha come sintomo il dolore e dove questo è localizzato e se è stato visitato dal suo medico e quale è stata la diagnosi tale da giustificare la somministrazione di antibiotici. Una considerazione a parte merita il fatto che in estate non può essere operato, mi è molto difficile capirne il motivo.

Salve dottore , sono un ragazzo di 24 anni volevo chiederle una cosa 6 anni fa ho subito un'intervento per una fistola sacro coccigea tutto perfettamente riuscito. Da un po' di tempo circa 5 mesi ho avuto un po' di arrossamento e dolore che a volte passa. Sono andato dal dottore e mi ha detto che sicuramente è rispuntata ma io non ho intenzione di levarla perché mi fa male poche volte e non ho ne perdite ne buchi ma solo arrossamento della cicatrice. Vorrei sapere cosa succede se non la tolgo può provocare danni all'interno al lungo andare? Grazie di tutto

La presenza di un semplice arrossamento o meglio infiammazione della ferita non significa che si sia riformata la fistola. Potrebbe essere solo una infiammazione della ferita dovuta a sfregamenti o ad altre cause. Prima di prendere in considerazione  un nuovo intervento sarebbe utile eseguire una ecografia della zona sacocroccigea per comprendere se effettivamente esiste una fistola o altra patologia. Fatta la diagnosi è possibile stabilire una corretta terapia.

Sono una ragazza di 17 anni, ho avuto un ascesso al coccige con dolori fortissimi:non potevo neanche camminare; sotto alla parte infiammata ed arrossata,nella piega centrale del sedere, ho un forellino dal quale però non è mai uscito nulla. Dopo sei giorni di recefin il dolore è molto diminuito quasi scomparso, però non mi è mai fuoriuscito niente. Adesso che la situazione è migliorata, però senza la fuoriuscita di nulla, devo temere che mi ricapiti a breve o può capitare anche che si sfiammi senza la fuoriuscita di pus? Mi scusi il disturbo, sono molto in ansia e non so come comportarmi in quanto volevo anche partire per le vacanze. La ringrazio in anticipo della disponibilità!

La prima fase dell’infezione prevede quella della infiammazione e questa non porta alla formazione di pus. La terapia antibiotica previene la progressione dell’infezione evitando la formazione del pus. Questo spiega il suo miglioramento e la graduale regressione del dolore e della infiammazione. La presenza della cisti può sempre portare ad una nuova infiammazione o infezione che potrà essere curata sempre con gli antibiotici ma le consiglio di consultare un chirurgo colonproctologo per una terapia chirirurgica definitiva della patologia.

Salve Dottore, sono stato operato 8 giorni fa per l asportazione completa del sinus al cocige; e dal secnd giorno che dai punti mi esce molto liquido maleodorante, tanto d cambiare la mediazione piu volte al giorno.. Lei mi potrebbe dire se tutto ciò e normale? Grazie in anticipo

Quanto descritto non rientra in un regolare decorso post-operatorio. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per comprendere se vi è qualche complicazione.

Salve Dottore sono Salvatore sono stato operato ben 4 volte di fistola nei primi 3 interventi la ferita è stata sempre chiusa con dei punti di sutura solo che dopo 2 settimane per asportare i punti mi si è riaperta la ferita ora sono stato operato un'altra volta ma la ferita non è stata chiusa con dei punti ma lasciata aperta con le garze la mia domanda è quanto tempo ci vorrà per chiudersi la ferita?

Caro Salvatore,

i tempi di cicatrizzazione sono del tutto individuali e dipendono anche dalla estensione della ferita, dal tipo di medicazioni e  se non si presentano complicazioni. Una completa cicatrizzazione può avvenire tra i 30 e 90 giorni  e questa non può essere considerata una prognosi ma solo una previsione statistica. Maggiori informazioni può darle il medico o l’infermiere che pratica le medicazioni  seguendo l’andamento della ferita.

Fistola sacrococcigea

Caro dottore sono una mamma disperata mio figlio di 15 anni è stato inciso 2 volte nel giro di 15 giorni per una cisti sacro coccigea dopo 5 giorni l'hanno operato un intervento durato circa 3 ore perchè molto ramificata. Dopo 11 giorni tolgono i punti sembra andare tutto bene l'hanno operato il 12 luglio 2013 il 16 agosto si ripresenta il pus lo porto al pronto soccorso, riaprono la ferita perchè infetta. Dopo un mese la ferita sembra guarita invece dopo 4 giorni incomincia a riaprirsi tutta. Il chirurgo che lo ha visitato dice che mio figlio "non guarirà mai che ci vuole solo un miracolo possibile che "non c'è soluzione'' che questo ragazzo avrà questo problema a vita se fara un'altro intervento c'è la possibilità di guarigione la ringrazio in anticipo spero risponda presto alle mie domande buonasera

Cara Signora,

non è raro che un intervento per fistola sacrococccigea si complichi, con conseguente ritardo di guarigione. Da Medico non ho mai creduto nei miracoli e  penso che la guarigione di suo figlio possa verificarsi se durante gli interventi è stato asportato la cisti pilonidale o sinus, da cui origina la fistola e l’infezione, piuttosto che ad un evento soprannaturale. Quindi la prima cosa di cui accertarsi se questa non guarigione sia determinata dalla persistenza del sinus, e questo può essere verificato con un esame ecografico o con una RMN. Se l’origine dell’infezione è stata rimossa, adeguate medicazioni portano alla cicatrizzazione (difficile, ma possibile, visti i ripetuti interventi), se persiste il sinus suo figlio potrà guarire con un intervento chirurgico corretto che asporti la causa dell’infezione.

Cura della fistola sacrococcigea

Mio figlio, di 17 anni, è stato operato nel giugno di quest'anno di cisti pilonidale sacrococcigea con fistolizzazione, la chiusura della ferita è avvenuta per seconda intenzione; quindi dopo 2 mesi di medicazioni molto dolorose e un ultimo mese diciamo "sopportabile" in questi giorni ha di nuovo visto del siero e abbiamo riscontrato due piccole aperture cutanee,il chirurgo lo ha rivisto e lo sta di nuovo medicando, ha consigliato 8 medicazioni (2 a settimana).Per ora il problema è legato al dolore delle medicazioni, effettuate senza anestetico, atte a ripulire la zona...se non bastassero? Non c'è possibilità di eliminare il bulbo pilifero e quindi contrastare il problema alla radice? Mio figlio che ha sempre fatto molta attività fisica e per sua natura così come per i suoi anni tende ad essere molto "vitale" è veramente spiazzato da questa situazione che lo vede rinuciare a molte cose che amerebbe fare. Può darmi qualche consiglio? ho sentito parlare di una possibilità di intervento sperimentata in Israele microinvasiva, è eseguibile in Italia ? Ringrazio fin d'ora per la sua risposta. Alessandra

Cara Signora Alessandra,

la tecnica mininvasiva è attuata anche in Italia, anche nel mio Dipartimento. Ma credo che non sia questo il punto di discussione. La priorità è quella di stabilire se il sinus è stato asportato con l’intervento eseguito a giugno. Fatta la diagnosi, magari con una ecografia della zona sacrococcigea o una RMN, è possibile stabilire una corretta terapia che può essere chirurgica se il sinus non è stato rimosso oppure medica, continuando le medicazioni, se esiste un difetto di cicatrizzazione.

Gentile Dottore,mi sono accorta proprio ieri sera che mio figlio di 14 anni ha con grande probabilità una fistola sacrococcigea. Nell'incavo alto fra i due glutei, ha una piccola zona tonda di circa 5mm bianco-grigiastra con un forellino al centro, e mi sembra di aver visto un ulteriore forellino in zona vicina e arrossata.Gli ho applicato un po' di Gentalyn-Beta e gli ho fatto indossare slip comodi.Mi chiedo adesso se le macchie che negli ultimi giorni ho trovato sul lenzuolo, non possano essere collegate ad un ascesso che si è aperto spontaneamente. Visto l'età dello sviluppo, confesso che pensavo a tutt'altra origine.Non ho potuto provare a strizzare uno dei due forellini,la parte era dolente.Stasera ho già fissato un appuntamento con il medico curante che è nuovo, siamo appena passati dal pediatra al medico di base dei "grandi".Noi abitiamo a Firenze. Che Lei sappia, esistono centri specializzati a Firenze così come ne esistono a Roma?Confesso che, in prospettiva di un eventuale intervento chirurgico che pare essere l'unica soluzione, mi preoccupa la percentuale delle recidive; il fatto che la fase post-operatoria sia dolorosa; i numerosi giorni di assenza da scuola; la sospensione dell'attività sportiva (pratica il rugby, sport di notevole "contatto"); i tempi di attesa per l'eventuale operazione.La pregherei di darmi qualche rassicurazione in merito, così che a mia volta possa rassicurare il ragazzo. Stasera l'ho criticato duramente - in sostanza ho "smattato" - perché quando si lava, non controlla se si è sciacquato in modo adeguato (i peli abbondanti proprio in quella zona trattengono la schiuma del sapone); è fissato con i boxer elasticizzati (la cui cucitura a costolina struscia proprio in quel punto); a rugby - gioco forza - si riempie di terra dalla testa ai piedi; sta tre ore sotto la doccia, ma si lava per bene e poi si asciuga anche nelle pieghe?Perdoni lo sfogo, La ringrazio fin d'ora e aspetto una Sua parola.

Cara Signora Antonella,

la prima cosa da accertare e se si tratta di sinus fistolizzato e ascessualizzato. Questa diagnosi dovrà essere confermata dal medico che visiterà suo figlio. Se l’infezioone non è grave, come mi sembra di capire dalla sua lettera, si può attendere per l’intervento quando gli impegni di suo figlio lo permetteranno. il consiglio è di mantenere pulita la zona ed evitare eccessivi traumi. Riguardo l’intervento questo può essere eseguito in un reparto dio chirurgia generale e/o proctologica e credo che a Firenze ne esistono molti.

Buonasera dottore, Da ormai 3 anni, mi porto dietro una fistola sacro coccigea; ha due puccole palline Entrambe sopra la cavità intergluidea. Un po' più sotto, in questa cavità c'è una piccola rientranza dalQuale non ha mai spurgato niente. Tutto ciò non mi ha mai recato alcun tipo di doloreTranne ovviamente quando spurga il pus che esce in quantità normali. Cosa mi consiglia di fare? Mio fratello ha avuto la stessa cosa ed ha sofferto come un pazzo ed io vorrei evitare questo. Aspetto sue risposte.

Caro Signore,

a mio parere, la soluzione della sua patologia è solo chirurgica. Probabilmente il decorso post operatorio particolarmente doloroso subito da suo fratello, era legato ad una tecnica particolare per la cura della cisti sacrococcigea, la cosiddetta tecnica aperta, che prevede medicazioni dolorose per un lungo periodo di tempo. La tecnica chiusa, con chiusura diretta della ferita, è sicuramente meno problematica, con un rapido recupero dopo l’intervento.

Egregio Dottore gradirei un suo parere a un mio grande problema, sono medre di tre figli di cui il primo di 22 anni ha sofferto di sinus pilonidalis dal 2007, operato con metodo ferita chiusa per due volte nella mia città Ascoli Piceno e altre due volte all'Ospedale S. Antonio di Padova sempre per recidive. L'ultima volta è stato operato a fine maggio dello scorso anno e per il momento sembrerebbe risolto. Nel frattempo anche la mia seconda figlia sedicenne ha avuto gli stessi problemi di sinus e operata a Padova dopo solo pochi mesi e con un solo episodio di pus pensavamo di non avere problemi futuri. Operata a marzo dello scorso anno e già ad ottobre la ferita si è aperta cominciando a secernere pus e sangue. Ora non sappiamo che fare, possibile che sia tornata in così poco tempo nonostante operata presto? Da premettere che anche io sono stata operata di sinus 24 anni fa. Aspetto suo consiglio, grazie mille

Cara Signora, se si tratta di una recidiva di sinus, ovvero persistenza dell’infezione perché il sinus non è stato asportato, credo che l’unico trattamento sia quello chirurgico. Per una conferma diagnostica potrebbe essere utile una ecografia della regione sacrococcigea o una RMN.

Gentile dottore, chiedo scusa se la disturbo ma volevo chiederle un informazione! Sono stato operati di fistola sacro coccigea a Febbraio del 2013 con tecnica chiusa e 10 punti di sutura! Ora è passato quasi un anno ed ho iniziato ad avere fastidi sulla stessa ferita mi è comparso una specie di brufoletto che sembrava uguale alla vecchia fistola e mi faceva davvero molto male ma la cosa strane è che è comparso in solo due giorni! Sono stato dal chirurgo che mi ha operato e toccandomi soltanto ha detto che non c'è alcuna fistola! ORa le cose che vorrei chiederle sono due: - è possibile solo toccando capire se c'è la formazione di una fistola o meno senza l'uso di un ecografo? - Siccome sono più che terrorizzato da una eventuale recidiva mi può dire alcuni metodi per evitare che ciò accada? Tipo conviene radermi la zona interessata e fare un ciclo di antibiotici ogni 3/4 mesi? Aspetto con ansia sue risposte e le porgo i miei più cordiali saluti!

Caro Signor Giovanni,

la possibilità di fare diagnosi di fistola sacrococcigea con una semplice visita è reale e semplice. Solo in caso di dubbio si ricorre alla ecografia della zona sacrale o ad altre indagini. Dopo l’intervento è buona norma igienica depilare la zona sacrococcigea sia con la rasatura che con una delle tecniche più durature quali l’epilazione laser. L’uso degli antibiotici è inutile.

Egregio dottore, sono Lucia e ho 26 anni; il 4 novembre 2013 sono stata sottoposta a intervento per l'asportazione di una cisti sacrococcigea. L'équipe medica ha deciso di usare la tecnica chiusa, mi sono stati applicati 5 punti esterni e un drenaggio. Quest'ultimo mi è stato tolto dopo 6 giorni esatti dall'intervento, mentre i punti dopo 10. In questo lasso di tempo, ho assunto un antibiotico a largo spettro, Toradol e Betadine per le medicazioni. Tutto sembrava andare per il meglio, ma a un mese dall'intervento, mi sono accorta di avere delle perdite di sangue misto a pus. Recatami dal chirurgo, mi ha prescritto un altro antibiotico per os e ancora medicazioni con Betadine. Purtroppo tuttora, a Gennaio,mi sono accorta che dopo la doccia o premendo sulla ferita-che risulta ancora dolorante- ho delle piccolissime perdite di materiale giallastro, delle dimensioni di una "o" per intenderci. Devo preoccuparmi? La ringrazio per l'attenzione

Cara Lucia,

certo non è normale quanto descrive anche se, negli interventi per fistola sacrococccigea, difetti di cicatrizzazioni sono frequenti. Non è normale il dolore e per questo le consiglio di eseguire una ecografia della regione sacrococcigea per una migliore diagnosi.

Egregio Dott.re Buongiorno sono Filippo e 10 giorni fa ho subito un intervento per l asportazione di una ciste sacrocoggigea fistolizzata ricucita con i punti di sutura(oltre15). Ancora dopo 10 giorni dall intervento la ferita non è asciutta e presenta perdita di sangue e siero che fuori esce da un foro presente all estremità della ferita. Volevo sapere se e tutto normale come decorso post operatorio attendo risposta grazie

Caro Filippo, quanto descrive è di frequente osservazione dopo un intervento per fistola sacroccigea soprattutto nel breve periodo postoperatorio. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento che saprà darle adeguati consigli per come proseguire eventuali medicazioni .

dott. buonasera sono un ragazzo di 21 anni il mese scorso mi sono operato di una cisti coccigea la ferita mi era stata chiusa poi per un infezione mi hanno tolto i punti e rimasta aperta ad oggi sto facendo medicazioni giornaliere queste medicazioni consistono nel infilare una garza all'interno della ferita il problema e che fuori esce sempre del liquido il dottore che mi fa le medicazioni dice che si infetta perche la ferita sta troppo vicino l'ano mi sta cambiando sempre antibiotici secondo il dottore dice che la ferita sta guarendo il problema e che esce sempre questo liquido per lei e normale come decorso ? la ringrazio per l'attenzione

Caro Francesco,

non è un normale decorso, ma è normale la perdita di materiale purulento se la ferita è infetta. Continui le medicazioni e le indicazioni del chirurgo.

Buonasera dottore colgo l'occasione per porle una domanda, il mio ragazzo è stato operato a una ciste sopra il coccige quattro anni fa circa, ogni due mesi circa mi dice che gli da fastidio e io andando a stringere nella zona puntualmente esce liquido da forellini coincidenti alla sutura dei punti , impiegando almeno mezz ora per farlo uscire affinché gli ritorna il sollievo, ma come può un giorno terminare questo liquido e non gli dia piu fastidio ? La ringrazio per l'attenzione

Cara Signora,

probabilmente si tratta di una recidiva della malattia. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento e in caso di dubbi si potrà eseguire una ecografia della regione sacrococcigea.

Buongiorno dottore, mia figlia ha 25 anni e in febbraio dell'anno scorso le e' stata diagnosticata un cisti sacrococcigea dopo avere fatto una cura di antibiotici e' stata meglio, poi a novemre 2013 le e' tornata, ha preso di nuovo gli antibiotici ma oggi di nuovo soffre molto ( come l'ultima volta) ha riniziato dopo il ciclo puo' avere un'attinenza.? La zona si presenta rossa, calda e dura (al momento non e' mai uscito ne pus ne sangue....) cosa mi consiglia. .? Per alleviare temporanemente il dolore e' meglio il caldo o il freddo? Ho letto che anche l'intervento sia molto doloroso e la degenza lunga.... Con molti casi di recidiive..... Grazie 1000 Cinzia

Cara Signora Cinzia,

antibiotici e antidolorifici non curano la cistimpilonidale o sacrococcigea ma solo i sintomi legati alla sua infiammazione o infezione. L’unico trattamento è quello chirurgico che se condotto con tecnica chiusa non è doloroso e prevede solo 24 ore di degenza.

Gentile Dottore, le vorrei porre una domanda. Premetto che ho svariate cisti sebacee nel corpo (ginocchio, orecchio, testa) e che non mi danno alcun problema. Credo di averne una o due anche vicino al coccige, che però mi danno fastidio visto che sto molto seduto. La mia domanda è: anche in questo caso l'unica via è l'intervento? Le modalità e conseguenze sono le stesse dell'intervento per cisti pilinodale? La ringrazio di cuore in anticipo per la sua risposta. Cordiali saluti,Ivan

Caro Signor Ivan,

se è confermata la diagnosi di cisti sebacea queste possono essere asportate chirurgicamente e  l’intervento è molto limitato e non ha nulla a che vedere con l’asportazione di una cisti sacrococcigea.

Salve dottore... sono marilena di 28 anni..sono alla 26esima settimana di gravidanda e ho scoperto di avere una ciste sacro coccigea.. è già la seconda volta che prendo augmentin e tachipirina, prescritti dalla mia ginecologa e purtroppo non posso prendere altro...il dolore è insopportabile..mi si infiamma a tal punto che non riesco neppure a camminare.. adesso mi chiedo..ma è possibile fare l'intervento subito durante l'allattamento? E c'è un modo per alleviare il dolore senza nuocere alla mia bambina? La tachipirina non ha alcun effetto... La ringrazio in anticipo...

Cara Signora Marilena,

l’intervento può essere eseguito dopo il parto ma lei dovrà interrompere l’allattamento al seno perché, dopo l’intervento dovrà comunque fare una terapia farmacologica anche a base di antibiotici che potrebbero nuocere al neonato. I farmaci durante la gravidanza e l’allattamento devono essere assunti con molta parsimonia e solo pochi di essi sono consigliati, soprattutto gli antidolorifici e gli antibiotici devono essere prescritti dal ginecologo che la sta curando.

Ho una fistola sacrococcigea, è la seconda volta che faccio l'intervento chirurgico. Il medico ha lasciato un po aperta, la ferita per la fuoriuscita del pus, ogni tanto esce il pus per giorni! cosa devo fare per ridurre la fuori uscita del pus?

Caro Signor Marco,

innanzitutto fare delle adeguate medicazioni, anche quotidiane. Purtroppo se continua la fuoriuscita di pus, questo potrebbe significare che persiste il sinus, cisti, pilonidale e che per una guarigione completa dovrebbe essere asportato definitivamente. Per verificare questo stato basta sottoporsi ad una ecografia della regione sacrococcigea e se è confermata la diagnosi, eseguire un intervento chirurgico.

buongiorno vorrei sapere come mai dopo due anni che ho subito un intervento di ciste pilonidale con tecnica chiusa e punti di sutura ricompare di nuovo con il gonfiore di tutta la parte dove ci sono i punti e perdita di liquido maleodorante con dolori atroci che cosa posso fare aiutatemi

Cara Signora Meri,

probabilmente si tratta di una recidiva della malattia. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento o il suo medico di fiducia per una corretta diagnosi e una adeguata terapia. Se è confermata la diagnosi di persistenza del sinus potrebbe essere necessario un nuovo intervento chirurgico.

salve dottore , ho 22 anni e 2 o 3anni fa mi è stato diagnosticato una fistol sacro coccigea. Non trattata chirurgicamente ma tramite antibiotico in quanto il dolore era alternato a periodi in cui la fistole era asintomatica. Si manifestava con dolore al tatto e fuoriuscita di pus. Nell' ultimo episodio, 5 giorni fa, il problema si è ripresentato con molto dolore. Trattata nuovamente con antibiotico. Al termine del trattamento antibiotico il pus non usciva piu ma ho un dolore allucinante e si è formato un formazione tipo bolla leggermente superiore alla fistola. Inoltre il dolore molto forte mi crea problemi nella deambulazione e dormire in posizione supina.Vorrei chiederle se questi sintomi sono il presupposto giusto per l'operazione o comunque sono segni di complicanze ?

Caro Signor Francesco,

credo che sia giunto il momento che lei consulti il chirurgo colonproctologo per essere sottoposto ad intervento chirurgico di asportazione della cisti, sinus, pilonidale, causa delle frequenti infezioni e fistolizzazioni. La terapia antibiotica è utile per frenare la progressione della infezione ma non può essere eseguita per molto tempo e non è utile  per la guarigione della patologia.

fistola sacrococcigea

Egregio Dott Nicastro,mi chiamo Francesco e anch'io come tanti sono stato operato ad una cisti pilonidale. L'operazione è avvenuta con tecnica chiusa e per mia fortuna non c'è stata nè infenzione e nè rottura dei punti infatti,dopo 20 giorni dall'intervento,mi sono stati rimossi parte dei punti e la restante parte,dopo altri 4 giorni. Dalla rimozione totale dei punti mi era stato detto di attendere un paio di giorni per poter togliere la garza e potermi lavare in quel punto dopo ben 26gg. Ho proceduto così come mi è stato riferito ma lavandomi,mi sono reso conto che in un punto la ferita si era riaperta,cosi mi sono recato dal chirurgo che mi ha operato,il quale mi ha spiegato che si c'era una piccola riapertura e mi ha consigliato di non lavarmi in quel punto per un'altra settimana e di tenere ancora la ferita coperta. Mi chiedevo se mi fosse possibile andare a lavorare. Consideri che svolto un lavoro d'ufficio e nel week-end faccio il cameriere. Mi consiglierebbe di stare un ulteriore tempo a riposo o mi è possibile tornare alla vita normale?Quali sono i tempi di guarigione totale date le mie circostanze?Inoltre mi chiedevo se e quando potro effettuare una depilazione su quella zona. A tal proposito mi chievevo anche che tipo di depiliazione potrei effettuare. Se è possibile usare agenti chimici come creme depilatorie,o utilizzare la semplice lametta. In attesa di una sua risposta,cordiali saluti.

Caro Signor Francesco,

i difetti di consolidamento della ferita, dopo u intervento per cisti pilonidale o sacrococcigea, sono frequenti e non rappresentano un grave problema. Medicazioni appropriate, anche avanzate, con particolari accorgimenti e sostanze, portano alla cicatrizzazione completa della ferita in breve tempo. E’ necessario, come lei fa notare, la depilazione della zona circostante la ferita. La depilazione può essere eseguita in maniera tradizionale con l’utilizzo della lametta oppure utilizzando particolari strumenti come il laser. Infatti la depilazione con il laser è definitiva e può essere eseguita nelle zone già cicatrizzate ed in quelle immediatamente vicine alla ferita. Da bandire o meglio non usare le creme depilatorie o altre sostanze.

Salve Dottore, Sono un ragazzo di 19 anni e ieri , dopo essermi accorto di provare dolore nel sedermi e un rigonfiamento sono stato dal mio medico di base , il quale mi ha diagnosticato una ciste pilonidale con ascesso e mi ha prescritto un forte antibiotico e una pomata cortisonica. Il giorno seguente è aumentato il gonfiore di molto e provo un forte dolore al tatto e ho anche avuto un episodio febbrile. Siccome fra poco dovró sostenere l esame di maturità vorrei evitare l intervento in quanto non posso permettermi di perdere giorni di scuola. Come posso curare questo ascesso ? Grazie

Caro Nicolò,

se l’ascesso è “maturo” e fluttuante l’unica terapia da effettuare è una incisione della zona per favorire la fuoriuscita del pus ed evitare ulteriori complicanze. Risolto l’ascesso, con il tempo, si dovrà programmare un intervento per l’asportazione della cisti pilonidale.

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