Domande e Risposte: Stipsi

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Gentile Dottor Nicastro, ho 37 anni e vivo a Padova. Vedo che tra gli argomenti trattati non c'è il "sintomo da ostruita defecazione", rientra in qualche altra patologia? Ci terrei molto ad avere la Sua opinione su una diagnosi fatta da un medico specialista in colon-proctologia del policlinico di Padova. Le faccio una rapida anamnesi: ipotiroidea da 17 anni (eutirox 100), politerapia farmacologica per ansia e disturbi alimentari (in fase di eliminazione, supporto con fiori di Bach), colecistectomia nel 2008; soffro di sintomo da ostruita defecazione da quasi 10 anni e con il passare del tempo è in continuo peggioramento. Uso di bevande calde, dilatan, massaggi, borsa dell' acqua calda, clisteri di acqua tiepida, per favorire il progredire delle feci, ogni mattina impiego 4 ore per "liberarmi" e il più delle volte nemmeno con successo. La mia vita sociale e la mia convivenza sono stravolte da questo annoso problema. In più: marisca anteriore e muco emorroidario per unico gavocciolo anteriore, prolasso mucoso del retto. Effettuato: manometria ano-rettale nei limiti e rx clisma opaco che ha evidenziato una presenza di cornice colica con ampia e lunga flessura a sx,perineo discendente. Studio dei tempi di transito effettuato nel 2007 influenzato dalla clisterazione durante l' attesa delle radiografie. Mi ha consigliato la retto-pessi con unica o doppia suturatrice trans-anale. E' l'intervento Longo? Ho letto molto in proposito, anche su questo sito, e i pareri sono discordanti: i medici lo consigliano e lo danno come risolutivo "nella maggioranza dei casi.." i pazienti molto meno.. Grazie della sua attenzione, spero di ricevere presto un suo parere; come molti dei suoi pazienti, la mia vita è molto danneggiata da questo problema. Cordialmente.

Cara Signora Veronica,
le hanno proposto proprio l’ intervento di Longo modificato ora chiamato STARR. Nel mio sito non trova ostruita defecazione ma stipsi dove è contemplato tale sintomo. Ma ulteriori informazioni li trova anche su rettocele, prolasso, emorroidi. Credo che nel suo caso una attenta visita colonproctologica orientata anche sulla funzionalità del pavimento pelvico possa essere utile per un corretto percorso di terapia che a mio parere (se confermato quanto descritto nella mail) inizia con una buona riabilitazione.
Cari saluti

egregio dott. nicastro vorrei anch' io qualche spiegazione a quello che mi sta succedendo. mi chiamo maria ho 56 anni ,e nell' ottobre del 2008 sono stata sottoposta a resezione rettale transanale con css30 (transtar) , diagnosi: sezione di parete del grosso intestino con edema, soffusione emorragica e congestione vascolare della sottomucosa (tratto di parete rettale della lunghezza di cm7) , mi scusi ma ho scritto dettagliatamente tutto. sta di fatto che ancora oggi non riesco a scaricarmi in maniera tranquilla. le mie feci sono sempre molto piccole, non sento lo stimolo, solo del gran mal di pancia al che capisco che devo andare in bagno, mi siedo e sto del gran tempo a cercare di evequare, perché non riesco ad aiutami cercando di spingere. sono sempre con pancia e stomaco dilatati e mal di testa, di certo non mi aiuta il fatto che lavoro mi alzo molto presto e sto fuori di casa 12ore,a lavoro è impossibile andare in bagno (impiegherei troppo tempo)quindi trattengo e peggioro cosa mi consiglia di fare?

Cara Signora,
a mi avviso l’intervento di transtarr non rimuove le cause della stipsi che affligge le persone che si sottopongono con fiducia a questo intervento. Inoltre le conseguenze sono tali che può esserci un peggioramento dello stato di salute. Le consiglio di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una esatta diagnosi e per una corretta terapia.
Caro saluti

buon giorno sono una sig di 56 anni,sono diabetica,e cardiopatica,da parecchi anni soffro di stitichezza con episodi di fecaloma,mi è stato diagnsticato un rettocele e vorrei sottopormi all intervento. Vorrei sapere se dopo l'intervemto ci sono buone probabilità di funzionalità di intestino e in che percentuale.La ringrazio Distinti Saluti

Cara Signora,
la stipsi riconosce diverse cause e nella sua storia possono riconoscersi più di una. Il rettocele è una conseguenza anche essa di altre patologie spesso associate e a mio parere prima di pensare ad un intervento bisognerebbe capire le cause e intraprendere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

salve sono una ragazza di 30 anni volevo chiedergli sin dal primo parto sono aflitta da ragadi anali mai refertati in piu stitichezza sin da banbina ad oggi mi ritrovo altri disturbi facendomi fisitare da un chirurgo in materiria mi viene diagnosticata ragade anale piu perineo discendente e vero che in caso di inervento sipuo perdere lo stimolo a defecare con coseguenze ......grazie

Cara Signora Giuseppa,
lo stimolo della defecazione può diventare assente per il peggioramento del perineo discendente quest’ultimo causa anche della sua stipsi. A mio parere la cura della sua patologia non dovrebbe basarsi esclusivamente su un intervento per la ragade quanto alla risoluzione della stitichezza. Se mi permette una autoproduzione le consiglio di leggere Il Dono Negato storie di stitichezza e dintorni e spero che potrà trovarvi risposte più esaustive alle sue domande e dubbi.

Gentile dottor Nicastro, andrò oggi stesso a compreare il suo libro ma intanto vorrei un suo parere... sono stata operata nel 2003 per ragadi ed emorroidi ed ho subito anche un'anoplastica...il decorso post operatorio è stato particolarmente lungo e doloroso ma diciamo che poi sono stata abbastanza bene per un buon lasso di tempo! Da mesi però anzi direi a questo punto un paio di anni...riesco raramente a defecare se non mi aiuto tutti i giorni con pillole di erbe ed eventualmente con le mani...se non prendo queste pillole mi si forma un fecaloma con tutto quello che ne consegue...con farmaci o fermenti lattici o alimentazione non ho risolto niente..inoltre da tempo se metto un dito in vagina sento come un ingombro,come un tubo rigido che restringe la vagina e questo rende i rapporti sessuali molto dolorosi..il ginecologo dice che è tutto normale ma nonostante cure per la menopausa e gel(che peraltro bruciano sempre tanto) non cambia niente...può essere un rettocele? Ho tanta paura...grazie se mi risponderà

Cara Signora Ilaria,
può essere un rettocele e la causa della sua stipsi potrebbe dipendere non solo da questo ma anche dal deficit funzionale di tutto il pavimento pelvico. Una visita specialistica orientata potrebbe essere utile per stabilire la diagnosi e capire se una buona riabilitazione potrebbe essere efficace per risolvere i suoi problemi. La visita orientata sul pavimento pelvico prevede la valutazione della funzionalità del pavimento valutando il distretto anteriore (urologico), il distretto mediano (ginecologico), il distretto posteriore (proctologico). Questa valutazione è fatta da un unico specialista (proctologo dedicato al pavimento pelvico, o uroginecologo sempre orientato al pavimento pelvico) e comunque resta la valutazione globale della paziente e capire se esistono altre cause di sofferenza.

Gentile dott. sono una ragazza di 26anni, da 2-3mesi avevo senso di non completo svuotamento.Sotto consiglio del medico di famiglia ho effettuato una visita proctologica dove mi hanno diagnosticato: rettocele di IIgrado e prolasso mucoso occulto del retto, neanche 1settimana fa il proctologo mi ha praticato una legatura elastica e sclerosi intralegatura. So bene, che ci vuole ancora qualche giorno prima che gli anellini cadano, ma volevo chiederle quali ripercussioni potrebbe avere la pratica effettuata?Il proctologo mi ha consigliato di mangiare più fibre, bere più acqua e mi ha aggiunto da assumere BeneFibra, non ha accennato a nessun tipo di riabilitazione, secondo lei può servire? Ultime domande, la legatura potrebbe aver compromesso il canale vaginale con difficoltà nei rapporti sessuali?Una volta caduta la legatura è possibile praticare sesso anale o è anche quest'ultimo a favorire il prolasso? La ringrazio

Cara Signora Eliana,
le sue domande, tutte pertinenti, meriterebbero una risposta molto lunga per poter essere completata tramite questa nostra corrispondenza. Comunque cercherò di essere esaustivo. Se la diagnosi è di rettocele di II grado con “prolasso occulto” (termine a me non proprio congeniale) la legatura elastica del prolasso o di una emorroide non è una pratica terapeutica che possa giovare alla sua stipsi. Se non vi sono complicazioni la legatura elastica non ha alcuna ripercussione. Le consiglio vista la sua giovane età invece di percorrere la via della riabilitazione del piano perineale e di capire la causa del rettocele per modificare ogni atto che può portare ad un peggioramento della patologia. In questi casi il sesso anale trova delle controindicazioni soprattutto in assenza di terapia.

Gentile dottore, le scrivo per un problema che mi affligge da un paio di anni e soprattutto negli ultimi mesi, ho difficoltà nella defecazione, nonostante segui un'alimentazione corretta con fibre frutta verdura e bevo 1,5 litri di acqua al giorno, ho difficoltà a espellere le feci nell'ultimo tratto, dalla visita proctologica di qualche mese fa è risultato dall'anoscopia : prolasso mucoso del retto prevalente a sinistra e nodulo emorroidario prolassato a dx. Siccome nell'ultimo periodo è nettamente peggiorata la situazione ho paura che il prolasso si sia aggravato, può giustificare un prolasso mucoso tutta questa difficoltà oppure puo' essere associato ad un problema muscolare dato che per motivi lavorativi nel corso degli ultimi anni ho fatto poca attività fisica però ho sempre curato l'alimentazione, le volevo dire che soffro di malattia di bechet che provoca infiammazioni a tutte le mucose orale, infiammazioni urinarie e volte mi hanno riscontrato delle proctiti aspecifiche, la prego mi dia un consiglio visto che giaà la sofferenza per questa malattia eè tanta, grazie.

Caro Signor Paolo,
i disturbi della defecazione riconoscono diverse cause, da quelle pertinenti al retto ed alla muscolatura del pavimento pelvico, a quelli di origine colica. La distinzione è necessaria per una corretta terapia e credo che il solo prolasso mucoso non giustifichi questa ciclicità del sintomo stipsi che andrebbe invece inquadrato in altre cause.

Salve dottore. Ho 21 anni e sin dalla nascita soffro di stipsi. Il mio medico di famiglia mi ha sempre consigliato di prendere integratori ma dopo averli assunti per circa 3 giorni ho dei dolori massacranti al punto di non assumerli più. Ogni volta che devo andare al bagno ho bisogno di una supposta di glicerina per far ammorbidire le feci altrimenti non riesco a fare niente. Ho sempre mal di pancia e non per essere ironica ma ogni volta che vado in bagno otturo sempre il bagno per la grandezza delle feci. Ho 21 anni e vorrei cercare di risolvere quanto prima questa situazione. La saluto e mi scusi se sono stata così diretta.

Cara Signora,
le cause della stitichezza sono tante e spesso nella stessa persone ne coestitono più di una. Una adeguata terapia della stipsi prevede l’esatta diagnosi della causa scatenante ed è per questo che le terapie normalmente attuate non sono efficaci. Una visita colonproctologica potrebbe essere utile proprio per definire l’origine della sua stipsi e stabilire un corretto percorso di terapia. Se mi permette una autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato, potrà trovarci utili cosnigli su come orientarsi nell’insieme del suo problema.

buonasera, ho subito da circa un mese un intevento di miomctomia , dali per una 10 di giorni circa ho dovuto utilizzare i clisteri per via della ferita dolorante (per non fare sforzi) premetto che sin da piccola che sono stitica ma ora mi sembra ancora di piu potrebbe essere per i clisteri? al che ho acquistato psyllo gel fibra ed e circa 5 giorni che lo assumo prima di colazione e prima di andare a letto ma non vedo ancora benefici dopo quanto tempo fara' effetto , pensa che cosi posso risolvere La ringrazio per la disponibilita, confido in una sua risposta distinti saluti

Cara Signora Maria,
l’uso delle fibre è sempre consigliato nella terapia della stipsi comunque è opportuno capire perchè lei è stitica. Ogni stipsi riconosce reali cause e solo un adeguato inquadramento diagnostico permette la giusta via terapuetica senza ricorrere alle automedicazioni. Se mi permette vorrei consigliarle di leggere il mio ultimo Romanzo Saggio Il Dono Negato che potrebbe esserle utile per
comprendere come il ricorso ad una automedicazione spesso può far precipitare le persone in un meccanismo perverso per la risoluzione della stitichezza.

Gent.mo Dott. NICASTRO Sono una sig.di 58 anni, sono stata a visita dal mio ginecologo ed ha riscontrato un RILASSAMENTO del RETTOCELE.E da un pò di tempo noto che quando vado per defecare, lo stimolo non è completo come anche la defecazione e noto pure che mi rimane sempre parte delle feci e non riesco ad espellere. A visita da uno specialista mi ha consigliato di fare degli esercizi per riabilitare i muscoli dato che sono rilassati,ed altri medici consigliano un'interveto chirurgico. Sono cunfusa e desideravo un suo parere. Con gli esercizi riuscirò ad avere un risultato positivo? oppure dovrò optare per un'intervento? Mi aiuti Lei a darmi la strada da percorrere. La ringrazio per i suoi consigli

Cra Signora Rosalba,
mi trova in pieno accordo con il suo ginecologo. Credo che una buona riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico possano risolvere i suoi problemi di defecazione e anche altri che spesso si trovano associati. la riabilitazione non è una semplice ginnastica quanto una attenta applicazione di alcune tecniche studiate per rinforzare e rieducare la muscolatura pelviperineale. Se mi permette una autopromozione le cosiglio la lettora del Il Dono Negato, sono convinto che vi troverà delle utili indicazioni e delucidazione sulla sua attuale condizione clinica.
cari saluti

Gentile dottor Nicastro,faccio uso da diversi anni (circa 20) di microclismi di glicerolo e malva tutte le sere per evacuare,ho 45 anni e tre figlie e anche durante le gravidanze non ho mai avuto difficoltà ad usarli. Ho avuto solo diversi anni fa un episodio di sanguinamento e dopo una rettoscopia mi hanno diagnosticato delle piccole emmoroidi interne che dopo pochi giorni non mi hanno più dato nessun fastidio nonostante non abbia usato nessun tipo di farmaco. Ho un alimentazione abbastanza corretta, nel senso che mangio molta frutta e verdura e anche se mangio cose notoriamente lassative a me non fanno nessun effetto. Ovvio che un po di assuefazione c'è stata, da diversi anni devo utilizzarna due per sera, e non ho più provato a vedere cosa succede se non li uso per più di due giorni. Ora visto anche che mio padre è mancato di un tumore al retto e che la figlia del mio compagno continua a sostenere che c'è una correlazione tra il tumore al retto e l'uso di microclismi volevo sapere il suo parere ed eventualmente cosa posso fare per capire il perchè di questa situazione.Aggiungo soltanto che io sto bene, nel senso che non ho mai mal di pancia e che se non corro pericoli posso andare avanti benissimo cosi. Attendo una sua cortese risposta e cordialmente la saluto.

Cara Signora Nadia,
la stipsi riconosce diverse cause che andrebbero ben investigate per poter attuare una corretta terapia. Certo l’uso cronico di miscoclismi non aiuta ad una normale fiologia delle evacuazione e la sua assuefazione potrebbe essere dovuta prorpio ad un mancato riconoscimento dellos timolo a defecare. Solitamente la mancanza di stimolo e la stipsi espulsiva possono essere dovute ad un deficit del pavimento pelvico e per questo l’alimentazione e altro non riescono a correggere lo stato.
facendomi una autorpomozione la invito a leggere Il Dono negato spero che possa esserle utile per poter capire quali possono essere i difetti e gli errori che comportano la sua stitichezza e a poter farle trovare la giusta via per una corretta terapia.

buongiorno dottore cerco di essere sintetica stitica da sempre ho 54 anni,peggioro ogni anno,emorroidi fastidiose,devo aiutarmi manualmente. da marzo: sangue occulto ok. dopo defecazione dolore (come quello dellao ragade,che ebbi ma molto forte bruciore ,lo riferisco alla parte destra,anche alla gamba) ,seduta e sdraiata, IN piedi NO colonscopia 0k,ma si riscontra prolasso rettale. non specificano altro. ho 2 alternative,da 2 diversi dottori : 1-taglio mucosa rettale 2-intervento longo Svolgevo attivita'fisica tipo corsa in salita 4 volte a sett. in dicembre avevo avuto colpo della strega,le cure non avevano esito a differenza di altri episodi. risonanza:protusioni sacro lombari,infiltrazioni,manipolazioni ,la schiena migliora ma si scatena tutto il dolore al retto. soppravvivo con tachipirina 3 al di'e asacol 800 compresse ero stata meglio , cerco di non assumere lassativi tutti i giorni ma propio per necessita'adesso ho dovuto riprendere selg 250 lassativo ,di nuovo dolore la mia alimentazione e'coretta,prugne frutta cotta,acqua attivita'..da manuale contro la stipsi. ho ancora il ciclo e durante mi sembra pegiorare la situazione. Adesso ho paura,e'possibile che il prolasso le enmorroidi non sono,possa dare un dolore cosi invalidante,sono un persona forte e con una buona soglia del dolore,sono scoraggiata. Cosa posso fare?

Cara Signora Paola,
la sua richiesta mi stuzzica una sintesi: legga Il Dono Negato così capirà che la sua stipsi può essere legata a diversi fattori che mettono in casua la muscolatura del pavimento pelvico e ogni intervento chirurgico potrebbe essere inutile nella sua situazione.
cari saluti

Egr dottor Nicastro, gradirei un consiglio per un' eventualmente visita specialistica presso la sua struttura.Ho 45 anni e da più di 2 anni soffro di emorroidi con abbondante perdita di sangue dopo la defecazione, soprattutto nella fase premestruale.Pur non avendo mai avuto in passato problemi di stipsi, ultimamente ho problemi nella defecazione avendo un'ostruzione nell'espulsione delle feci.Ho fatto una visita specialistica e mi è stato riscontrato al proctoscopio presenza nel canale anale di fenomeno polipoidale con emorroidi di III ° grado.Mi è stata consigliata una colonscopia ed è stata prescritta una terapia di 30gg con Movicol,Laevolac e Alvenex, per asportare in seguito chirurgicamente il polipo.In seguito verrà valutato con apposite indagini l' eventuale intervento chirurgico per la resezione del tratto terminale del retto e/o intervento delle emorroidi.Gradirei un consiglio.Grazie dell'attenzione.

Cara Signora Rosa,
non mi permetto mai di criticare le terapie date da altri medici ma la cura prescritta per la sua stipsi mi sembra un tantino esagerata. Mi sembra anche strano come non sia stata presa una decisione immediata riguardo la formazione polipoide che se destasse sospetti dovrebbe, a mio parere, avere la massima priorità. Comunque sono tutte mie considerazioni che potrebbero cadere se avessi valutato direttamente la sua condizione. Solitamente le formazioni polipoidi del canale anale sono una coseguenza fibrotico-cicatriziale di attacchi emorroidari di vecchia data e possono essere asportate durante una chirurgia della patologia emorroidaria che, nel suo caso, se confermate di III grado potrebbero essere trattate con la THD senza asportare o resecare alcuna parte del retto e rispettando l’anatomia e la fisiologia

Buongiorno Genilissimo Professore La disturbo per un problema. Ho una figlia di 16 anni che è dimagrita e ha una persistente stitichezza.Attualmente ha saltato anche il mestruo. Non rifiuta il cibo ma ha una pesantezza sullo stomaco che viene provocata dalla evacuazione molto scarsa. Infatti con un amaro erborostico evacuava ogni 2 giorni circa. La dottoressa di base me lo ha sospeso e mi ha dato il laevolac che ancora dopo 3 giorni non fa effetto.L'emocromo va bene ma la dottoressa non mi ha ancora prescritto altri esami. Non capisco il dimagrimento e nonostante non sia debole la vedo sofferente, anche se lei dice di no. Sto cercando uno specialista che possa approfondire il caso oppure sappia orientarmi verso una soluzione di indagine e di risoluzione del problema che si sta manifestando con la complcanza della magrezza.Mia figlia pesava l'estate scorsa 49 kg oggi pesa 42.5 kg. Sono molto preoccupata. Non so se lei o un altro medico possiate aiutarmi... Attendo se possibile una risposta.

Cara Signora,
si potrebbe sospettare, vista la giovane età, che sua figlia possa avere un “disturbo alimentare”, frequente nelle giovani in accrescimento. Oltre alla visita specialistica colonproctologica che potrebbe essere utile solo al fine di discriiminare meglio la stipsi credo che sia opportuno un adeguato inquadramento specialistico psicologico per capire se alla base ci sia un disagio psichico che spesso i giovani nascondono.

Gentile Dott. Nicastro, ho 46 anni, ho subito 3 cesarei e isterectomia subtotale. Da 14 anni soffro di forte stitichezza, dolori alla schiena e al fianco dx, incapacità a stare seduta, distesa o in piedi per tempi lunghi. Sono andata da vari medici specialisti ma la diagnosi era sempre la stessa "ansia". Quest'anno dopo aver cambiato il medico di famiglia per l'ennesima volta ho fatto la colonscopia che ha evidenziato un dolicolon e una defecografia dalla quale è emerso il cedimento dei comparti anteriore, medio e posteriore con comparsa di cistocele di grado lieve-moderato e di piccolo rettocele. L'incompleto svuotamento del retto non ha consentito di valutare l'eventuale presenza di prolasso mucoso. Potrebbe, gentilmente, consigliarmi a quali altre indagini diagnostiche dovrei sottopormi e quali terapie sarebbero indicate? Ringraziandola dell'attenzione, la saluto cordialmente.

Cara Signora Marcella,
sarebbe opportuna una vista specialistica colonproctologica, magari completata con una videoproctoscopia per evidenziare la presenza di un eventuale prolasso. La visita andrebbe anche orientata su una attenta valutazione della funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico che potrebbe essere alla base della sua stipsi e quindi orientare se una buona rieducazione funzionale (riabilitazione) possa essere efficace nel suo caso. Inoltre andrebbe valutata la presenza o meno di un colon irritabile che potrebbe essere alla base dei suoi sinomi addominali.

Gent.Dott. Nicastro,ho 26 anni e da 19 anni soffro di stipsi cronica. Di esami ne sono stati fatti tantissimi in questi anni,altrettanto di cure, ma l'unico rimedio al mio problema è stato sempre e solo il clistere.Da circa 2 mesi, sembra che neanche questo basti più, mi occorre più di un clistere. NEgli ultimi 10-12 giorni la situazione è precipitata: ho un fecaloma che non riesco ad espellere. Ho provato con magnesia, guttalax, supposte Eva-q e infiniti clisteri...niente!Ho perso molti liquidi, sangue (forse perchè ho qualche emorroide)e non sto mangiando più. Arrivati a questo punto, cosa si può fare per eliminare questo "tappo"?aspetto una sua risposta, intanto la ringrazio anticipatamente.

Cara Signora Annalinda,
la presenza del fecaloma andrebbe diagnosticata da uno specialista e se è presente andrebbe “rotto” per poter permettere il suo svuotamento. In caso di fecaloma è inutile se non dannoso assumere purganti ed è meglio eseguire enteroclismi in maniera lenta in modo da favorire lo scioglimento delle feci da parte dell’acqua.

Gentilissimo dottore Le scrivo perchè mi mamma da molti anni ha un rettocele che le da molto fastidio. Vorrei sapere se, oltre all'intervento, c'è un modo o delle pomate che riescano ad alleviare i fastidi che prova dopo la defecazione. E' molto agitata e questo le provoca nervosismo perchè ha dei dolori. Spero di poter ricevere una sua risposta. Cordiali saluti

Cara Signora,
la stipsi legata al rettocele è di tipo espulsivo e dipende da un deficit della muscolatura del pavimento pelvico. Solitamente i pazienti fanno notevoli sforzi per poter defecare e questo comporta dolore cronico sul perineo. Molte pazienti possono ovviare all’intervento con una buona riabilitazione del pavimento pelvico mediante elettrostimolazione e biofeedback. Una visita specialistica, anche completata con una videoproctoscopia per meglio valutare la situazione del retto e dell’ano, potrebbe essere utile per valutare un adeguato percorso di terapia.

Salve, ho 40 anni e da circa 3 anni, a seguito di un problema stitico grave con muchi, associato a dermatite, perdita di capelli, gonfiore linfonodi (tutti i sintomi persistono attualmente nonostante indagini abbiano escluso intolleranze o allergie)ho avuto un prolasso dell'ampolla rettale. A causa della persistenza della stipsi a volte non mi svuoto completamente e questo succede sempre. Vorrei risolvere con un'operazione, ma finora sono stata malconsigliata. Abito a Genova e vorrei farmi seguire da un centro serio e non distante, oppure mi consigli gli eventuali esami da fare per poi recarmi in un centro anche più distante ove poter eseguire l'operazione. La ringrazio.

Cara Signora Maria,
non sempre gli interventi risolvono la stipsi delle persone, anzi. Il mio consiglio è di rivolgersi ad uno specialista della sua città e segua le sue indicazioni e prescrizioni.

"Buongiorno, dopo aver letto diversi interventi, rinuncio allo scopo iniziale di trovare qualche punto in comune e porto la mia singolare e aberrante esperienza per richiedere consiglio; da circa 8 anni, per darmi una certa regolarità, mi sono imposto di prolungare l'appuntamento con il bagno; i primi tempi nonostante attendessi anche fino a 30 minuti, non sempre ottenevo risultati; poi ho sperimentato altri metodi: respirazione diaframmatica, ginnastica addominale, vari movimenti (tra i più efficaci : flettere il collo a ds/sn e i movimenti di bacino); per quanto validi, era ancora elevato il numero delle volte in cui non ottenevo l'effetto desiderato; iniziai così ad utilizzare la stimolazione anale; da allora e fino ad oggi, accade la stessa cosa; la mia permanenza in bagno è di circa 20/30 minuti; unita alle respirazioni e ai movimenti c'è la stimolazione (un dito della mano); ho mantenuto questo comportamento bizzarro e aberrante, perché funziona e ogni mattina mi consente di liberarmi completamente; con il tempo è divenuto anche piacevole, tanto che ho appreso ad apprezzare il sesso anale; ultimamente però mi capita di avere talvolta dei disturbi tipo gonfiore addominale, aerofagia, crampi allo stomaco, difficoltà di digestione, sangue nelle feci (rare volte, andando di corpo normalmente) e in genere (a parte diarrea o stipsi) molti dei sintomi che trovo nel quadro clinico del colon irritabile. La domande su cui chiederei gentilmente consiglio sono queste: 1) per quanto innaturale, questa pratica funziona: quali sono le contoindicazioni? è meglio cambiare abitudini? 2) consiglia di effettuare esami specialistici? 3)nel caso fosse da smettere, come riuscirei ad ottenere la stessa regolarità? > Ringraziando, cordialmente porgo i migliori saluti."

Caro Signor Marco,
la stipsi riconosce diverse cause e la sua terapia prevede proprio l’individuazione della causa scatenanante. Mi sembra di comprendere che la sua è una mancanza di stimolo alla defecazione. Prima di procedere ad indagini strumentali sarebbe oportuno che lei si sotoponesse ad una visita colonproctologica per capire i motivi della mancanza dello stimolo ma anche del sanguinamento e dell’alvo alterno

Gentilissimo Dott.Nicastro sono la mamma di una bambina di tre anni e mezzo che da quando aveva sei mesi soffre di una forte stipsi che ha subito provacato ragadi, sono stati fatti indagini di tipo alimentari come celiachia, intolleranze al lottosio ecc. tutte negative fino all'età di 12 mesi andava di corpo per lo più stimolata da microclismi ogni tre giorni perchè qualsiasi sciroppo (lassativi che potevano darsi ad una bambina di quella età) non facevano effetto.Due anni e mezzo fà dopo una visita gastroentereologica mi è stato consigliato di dare il paxabel ( una bustina al dì) e finalmente le feci si sono notevolmente ammorbidite e la bambina riusciva ad andare di corpo ogni due giorni senza essere stimolata,la ragade adesso sembra guarita.Dimenticavo di dirle che circa un anno fà dopo un'evacuazione le era uscita un'emorroide rientrata e non più comparsa dopo poche ore. circa due settimane fà ho provato a non darle più il paxabel dopo due anni e mezzo (avevo provato anche precedentemente) e sono ricomparsi dopo pochissimi giorni tutti i problemi, praticamente mia figlia senza queste bustine non riesce ad andare di coprpo le feci diventano durissime e di grande spessore, comunque anche quando davo il paxabel quasi dopo ogni evacuazione la bambina riferiva forte dolore all'ano. Adesso ho ricominciato a darle il paxabel, però mi chiedo se dato per tutto questo tempo ( già due anni e mezzo ) non possa fare male , la mia pediatra dice di no ma inizia a venirmi qualche dubbio. Volevo far fare a mia figlia una visita proctologica ma se non ho capito male lei non lavora in campo pediatrico, cosa può consigliarmi, noi siamo di Palermo ma disposti ad andare ovunque pur di risolvere questo problema. Le lascio un recapito telefonico nel caso voglia contattarmi,ringraziandola anticipatamente porgo cordiali saluti.

Cara Signora Laura,
le cause della stipsi in età pediatrica può avere diverse origini e la conseguenza è appunto l’insorgenza della ragade anale. Il paxabel può aiutare la risoluzione della stipsi ma potrebbero essere presi altri accorgimenti prinma di tutto la cura della ragade poichè la sua presenza può causare una stipsi (la bambina cerca di non evacuare per non sentire dolore). nei reparti pediatrici ospedalieri esistono le figure specialistiche che potrebbero aiutarla. Resto a sua disposizione

Buongiorno Dottore, le scrivo per sottoporle un problema che ha mio figlio di quasi 8 anni. All'età di 2 anni ca. è stato operato per una fistola perianale. L'operazione ha avuto successo e da allora gli diamo, prima ogni sera e con il passare del tempo una ogni 2 sere, una bustina di Paxabel 4g. Ha sempre sofferto di stipsi, periodicamente e pur stando attenti all'alimentazione (frutta, verdura, no bevande gassose etc) continua ad avere problemi nella defecazione. Spesso sporca gli slip ma poi non defeca. Inoltre crediamo vi sia anche un aspetto psicologico per cui lui spesso non ci prova nemmeno perchè sa già che gli fa male. A volte quando è in bagno per lo sforzo nella spinta (e per il dolore) piange e trema e soltanto con una supposta poi riesce a defecare. Non abbiamo notato nè sangue nè altre tracce di sostanze. Secondo lei cosa potrebbe essere? Vale la pena di fargli fare un controllo sapendo che ne sarebbe terrorizzato vista anche l'esperienza della piccola operazione di 6 anni fà? La ringrazio anticipatamente per una sua cortese risposta.

Caro Signor Guido,
la stipsi in età pediatrica riconosce molteplici cause. A parte l’alimentazione sono spesso problematiche emotivo-psicologiche che alterano la qualità della defecazione nei bambini. Nel caso di suo figlio certamente l’intervento subito non riveste un ruolo positivo nella vita del bambino ma, a mio parere, potrebbe non rappresentare la causa principale del suo vissuto psicologico. Credo sia opportuno un percorso terapeutico che vede impegnati più specialisti per poter risolvere la patologia di suo figlio.

gentile la ringrazio della sua attenzione ma se la mia stipsi e dovuta da 1 rallento del transito intestinale perche il mio intestino e piu lungo e non ce niente da fare neanche l'alimentazione che tipo di intervento chirurgico sarebbe meglio per me?io sarei pronta anche a questo perche non ne posso davvero piu la ringrazio buona giornata

Cara Signora Federica,
la stipsi da rallentato transito deve essere ben inquadrata e riconosce varie cause e non solo il colon più lungo del normale. Proprio su questa definizione si basa anche la diagnosi di stipsi (vera/falsa). Se mi permette una autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato nella speranza di poter trovare le risposte ai suoi quesiti e forse comprendere cosa si intende per stitichezza.
Cari saluti

Buongiorno, ho 38 anni e da qualche anno soffro di un rettocele di 5cm (l'ultima defecografia e' del 2002) con invaginazione associato a colon irritabile. Da qualche mese a questa parte però sento spesso dei gran dolori adentro l'ano dopo la defecazione, soprattutto quando questa e' stata dolorosa e con notevole difficolta'. Spesso ho feci nastriformi. Il medico mi ha cosigliato di sottopormi ad un intervento per eliminare il rettocele, ma sono molto preoccupata e mi chiedo se non si trartti di qualcos'altro e non di un solo rettocele. Ci sono altri sinntomi cge possono aiutarmi a capire ? e l'intervento e' davvero l'unica soluzione? Grazie

Cara Singora Tiziana,
sarebbe opportuna una valutazione colonproctologica estesa al pavimento pelvico per poter stabilire la reale entità della sua patologia. Questo perchè la sua stipsi è sicuramente la causa della sua sofferenza e la sua risoluzione potrebbe anche non essere chirurgica. Infatti una riabilitazione del pavimento pelvico potrebbe essere una ulteriore via da percorrere per risolvere tutti i suoi disturbi. Facendomi una autopromozone (se lei me lo permette) le cosniglio la lettura de Il Dono Negato, forse potrebbe trovarne utili suggerimenti e chiarimenti.
Cari salti

salve dottore, ho 19 anni e soffro di stipsi cronica ostinata da circa 2 anni a seguito di una dieta regolare con cui ho pero 28 chili. Faccio una piccolissima pallina una volta al mese, sto malissimo mi sento un tappo..ho fatto vari accertamenti colonscopia, defecografia...la diagnosi è intussuscezione retto-rettale media intro-anale marcato prolasso mucoso e perineo discendente. Alcuni specialisti che ho consultato mi hanno consigliato l'intervento star del prof longo per rimuovere l'ostruzione meccanica,il prolasso e l'intussuscezione. Vorrei avere delle maggiori informazioni da lei,che cosa ne pensa, se questo intervento puo essere risolutivo, quali sono i rischi e cosi via. grazie davvero. cordiali saluti

Cara Signora Eva,
i dimagrimenti importanti nelle giovani donne possono portare ad un indebolimento del pavimento pelvico che si manifesta con le alterazioni che le hanno riscontrate. E’ mio parere in questi casi non eseguire nessun intervento (tanto meno la starr) mentre una buona riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico portano alla risoluzione della stipsi e dei sintomi correlati. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura de Il Dono Negato, forse potrà trovarvi utili suggerimenti a proposito.
Cari saluti

egregio dott.Nicastro sono una 44enne molto sfotunata poiché il 10 gennaio di quest'anno sono stata operata di urgenza per perforazione colica con periviscerite e peritonite diffusa , dop aver fatto 20 giorni di ospedale a digiuno con quantità industriali di antibiotico per fermare una perforazione già avvenuta il 15 dicembre!Di nuovo il forte dolore addominale ed il ricovero con intervento immediato. La grande fortuna é che non mi hanno messo il famoso sacchetto ma hanno solo resettato il tratto infiammato di sigma intestinale poiché la situazione una volta aperto era più positiva di quello che sembrava dalla tac; ora a due mesi dall'intervento sono diventata stitica ho lo stimolo continuo ad evacuare ma alterno giorni in cui vado solo una volta altre in cui vado anche 6, 7 volte : le feci sono a palline singole o attaccate e qualche volta vedo delle striature di muco arancione o rosso sopra .Ho continuo dolore ed indolenzimento al sedere Sono stata al controllo chirurgico mi hanno fatto l'esplorazione rettale ma dicono che è tutto a posto ! Premetto che sono stata molto tempo immobile pe il dolore insopportabile cosi adesso ho anche una ipotonia muscolare che sto cercando di risolvere con la piscina. Tutto questo rientra ancora nel post intervento e per quanto?La mia qualità di vita quando rientrerà nella normalità??? Mi sta venendo la depressione post intervento!!!! Certa di una sua risposta

Cara Signora Maria Rita,
il recupero funzionale del colon dopo un intervento di resezione per perforazione, con resezione intestinale in molte persone avviene lentamente. Un buon adattamento avviene almeno dopo tre mesi dall’intevento e gradualmente (6 mesi circa) le funzioni intestinali si stabilizzano. L’intervento
subito le ha si risparmiato fortunatamente la stomia ma non ha potuto preservarla alle modificazioni che comporta. Deve avere ancora un pò di pazienza, recuperare la forma fisica, una buona alimentazione, bere tanta acqua e solo se persistono questi sintomi il consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica per poter stabilire un adeguato percorso diagnostico e terapeutico.
Cari saluti

ragazza di 20 anni sempre regolare (ogni 2 o 3 giorni) poi stipsi ostinata :circa 12 giorni in cui ha assunto fibre verdure frutta cotta, erbe, Kiwi, acqua calda a digiuno ma assolutamente nulla se non qualche sassolino, infine il dodicesimo giorno una supposta di glicerina e ben 2 micro clismi ma con risultati quasi zero. al mattino in ospedale fanno una radiografia addominale dove non viene fuori nulla di patologico tanto che le danno ISOCOLAN. Dopo l'assunzione di una bustina con 2 litri di acqua finalmente si svuota per 2 volte quasi abbondandemente senza alcun dolore con feci di consistenza regolare, il giorno dopo però mentre sta defecando e questa volta con pochissime feci non formate alternate a sassi, ha un dolore acutissimo di pochi minuti mentre l'addome comincia a essere un po gonfio e da premettere che da quando è iniziato il problema cioè circa 15 giorni fa , non ha mai avvertito dolore nè addome gonfio. il dolore avvertito stasera potrebbe nascondere qualcosa o co n la radiografia negativa possiamo stare tranquilli. P.S. dai raggi hanno parlato di colon lungo.

Cara Signora Marisa,
credo sia opportuna una valutazione colonproctologica per la condizione di sua figlia. La stipsi riconosce diverse cause e tutte devono essere valutate per poter definire una adeguata terapia. I dolori non sono preoccupanti, rappresentano un meccanismo di difesa del nostro organismo e sono essenziali per poter capire la causa della patologia.
Cari saluti

Mi chiamo caterina le scrivo dalla provincia di Palermo, le espongo il mio problema:ho un prolasso multiplo acuto rettale,un rettocele di circa 4,5cm sono affetta da sindrome da defecazione ostruita e da colon irritabile.Mi consigli cosa posso fare sono un pò spaentata e confusa. Grazie.

Cara Signora Caterina,
la diagnosi posta è alquanto suggestiva (prolasso multiplo acuto) mentre le altre possono essere usuali. Un controllo proctologico corretto potrebbe essere utile per poter definire un iter di terapia consono alle patologie che la fanno soffrire. Percorso che non sempre è chirurgico e che potrebbe portare ad una adeguata qualità di vita.
Cari saluti

Buonasera, ho trovato il suo sito cercando informazioni su internet sulla rieducazione alla defecazione. Le spiego il problema. Mia mamma ha sempre avuto difficoltà ad andare in bagno, nel senso che ha lo stimolo per defecare ma quando poi si siede sul wc, pur continuando ad avere lo stimolo, non riesce a defecare. Ora questo problema è stato notevolmente accentuato dal fatto che, a seguito di un tumore alle ovaie di natura maligna, le metastasi si sono estese al peritoneo, obbligandola ad un nuovo ciclo di chemioterapia. Purtro, la chemio terapia rende di per se stitico chi non lo è; nel caso di mia mamma, poi, gli oncologi continuano a ripetere di fare di tutto per andare regolarmente di corpo. E nonostante l'assunzione di lassativi, prima naturale e poi chimici, e l'uso di perette, il problema sussiste lo stesso, con aumento dei dolori di pancia senza però ottenere risultati soddisfacenti. Potrebbe aiutarci? Grazie Maura

Cara Signora Maura,
la rieducazione funzionale del pavimento pelvico in caso di stitichezza espulsiva è una particolare tecnica efficace in oltre il 90% dei casi trattati. Purtroppo nel caso di sua madre non è possibile darle indicazione in quanto la patologia di base è quella che deve curare. In caso di difficoltà ad espellere le feci più che i purganti i pazienti dovrebbero aiutarsi con dei clismi (vanno bene quelli già pronti in farmacia). Solo alla risoluzione della patologia tumorale o alla sua stabilizzazione si potrà valutare se sua madre potrà beneficiare della riabilitazione.
Cari saluti

Ho 39 anni ed ho sempre sofferto di stipsi,premetto che sono sempre stata attenta all'alimentazione, mangio frutta e verdura a volontà e faccio molto sport ma solamente con tisane lassative riesco ad ottenere dei risultati, negli utimi tempi le cose sono peggiorate ho spesso coliche fortissime e devo andare in bagno in più riprese aiutandomi con clismi e massaggi al basso ventre per sentire stimolo e riuscire ad evacuare in modo abbastanza soddisfacente, le poche volte che mi sento veramente svuotata mi sento benissimo e mi sembra di essere un'altra persona. avevo già fatto tutti gli accertamenti del caso sei anni fa, quando dalla defecografia e dalla manometria trovarono un rettocele di I grado con intussuscezione a fine fase evaquativa oltre a riduzione della compliance rettale.sono tornata adesso a fare manometria e ed ecografia transanale ed è venuto fuori la pesenza di un abbondante prolasso mucoso anteriore. la colonscopia è perfetta ma io sto sempre peggio ed adesso devo aspettare altri esami ( nuova defecografia, tempi di transito colici e breath test) prima di decidere come intervenire. Non ho assolutamente problemi a dover ricorrere ad un' operazione purchè questa risolva il mio problema, volevo sapere quale strada mi consiglia di intraprendere per trovare una soluzione ottimale perchè purtroppo la maggior parte dei medici trascura questo genere di problema ma garantisco che ai miei livelli condiziona la vita e la serenità. Grazie.

Cara Signora,
per questo ho scritto un libro sull’argomento, proprio per dare delle adeguate informazioni alle persone, per denunciare le attivi abitudini e il pressapochismo dei medici. Ma anche per mettere in guardia le persone che spesso cadono nella “trappola” chirurgica molto di moda negli utlimi anni. Legga Il Dono Negato e forse capirà perchè molti di questi esami che le hanno consigliato siano inutili al fine di capire il suo problema e forse le permetterà di confrontarsi con più serenità non solo con la sua quotidianetà ma anche con il medico che ha di fronte.
Cari saluti

Salve, mi chiamo Giovanna, ho 53 anni, in menopausa dall'agosto del 2007, spero che possiate aiutarmi, ho un problema che mi affligge dal mese di ottobre 2008 che da qualche giorno c diventato continuo, ho la sensazione di dover defecare quasi per tutto l'arco dell'intera giornata. Al mattino per defecare devo fare prima un grande sforzo ed ho la sensazione di avere un macigno all'interno dell'ano ma dopo questa prima volta, con grande sforzo, magari a volte rifaccio con facilita anche altre due, tre volte durante la giornata. Per qualche ora non avverto alcun fastidio.. ma dopo il fastidio si fa sentire, ho sempre la sensazione di dover andare a defecare, pern cin non avviene. Tutto questo mi crea disagio, stress e grande fastidio.

Cara Signora Giovanna,
i sintomi descritti possono essere relativi ad un indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico i cui primi sintomi sono caratteristici (stipsi espulsiva e “dolore” cronico). Una visita specialistica colonproctologica orientata anche sul pavimento pelvico potrebbe essere utile per definire l’origine dei suoi fastidi e decidere un eventuale approfondimento diagnostico o un percorso adeguato di terapia.
Cari saluti

Salve dottore! Ho 28 anni e avrei bisogno del parere di un esperto riguardo alcuni problemi che sto riscontrando da qualche tempo. Io ho quasi sempre sofferto di stipsi e feci particolarmente dure, circa sei anni fa a seguito di uno sforzo eccessivo e a un paio di casi di feci particolarmente consistenti ho notato un bel po' di sangue rosso vivo nella carta igienica. Da allora i sanguinamenti riscontrati sono stati sopratutto causati da abrasione tranne alcuni casi analoghi al primo di sei anni fa. Una settimana fa è ricapitato di aver sforzato in maniera eccessiva e da quel giorno sto notando sangue dopo la defecazione anche se in maniera via via minore e con lievi tracce di mucosa. Le feci non presentano tracce visibili di sangue. Non ho mai notato sanguinamenti dopo casi di diarrea. Per concludere, preciso che in questo periodo capita di avere lievi bruciori all'ano poco dopo la defecazione, da un po' non faccio la stessa attività fisica di un tempo e rimango molto seduto, che vado di corpo "regolarmente" ogni 2 giorni e questo a volte è causa di gonfiori o pesantezze al secondo giorno. Non ho mai avuto diminuzioni eccessive di peso ma anzi ho messo su quasi 7 chili che ora sto cercando di smaltire e non pare ci sia anemia. La ringrazio dell'attenzione. Gentili saluti.

Caro Signor Stefano,
la stipsi riconosce diverse cause che andrebbero ben individuate per poter definire un adeguato percorso di terapia. Sicuramente la stipsi espone le persone alle patologie anali, diverse e varie, dalle emorroidi alla ragade anale con la presenza o meno di sangue. I due eventi sono inoltre direttamente correlati e alcuni pazienti hanno stipsi perchè affetti da patologie anali. Una visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire la diagnosi e permettere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, le scrivo per un consiglio in merito ai punti della starr e all'eventualità di toglierli. So benissimo che lei sconsiglia a tutti questo intervento per risolvere l'ostruita defecazione e il rettocele e fa benissimo, purtroppo io sono stata operata (2006) prima di leggere i suoi consigli (e il suo libro che ho molto apprezzato)e sono ormai due anni di inferno. E' vero, ho ripreso ad andare in bagno normalmente e il mio colon irritabile è migliorato, tuttavia soffro di terribili bruciori e dolori pelvici e vaginali che si localizzano nella zona tra ano e vagina (in corrispondenza della forchetta) e si estendono all'inguine,al retto, al pube e alle vene delle gambe. Sono due anni che vago dal ginecologo, che ha diagnosticato anche un varicocele pelvico bilaterale e una ectasia di tutte le vene vaginali a cui attribuisce i dolori, al colonproctologo che invece pensa ai punti metallici della starr ma esita a toglierli. C'è poi chi ha ipotizzato che un punto della starrabbia agganciato un vaso e abbia determinato i problemi vascolari e chi ritiene che io abbia un punto metallico a forma di uncino prospiciente in vagina proprio nel punto dolente. Ho fatto la defecografia per vedere se c'era qualche altro prolasso e tutto è a posto eccetto um piccolo rettocele digitiforme residuo o neoformato, non evidenziable defecograficamente ma dalla visita. I dolori aumentano con il ciclo mestruale e a volte mi impediscono di stare in piedi e di caminare, passano solo se sto a lungo straiata, insomma durante la notte. Non so più cosa fare anche perché qui nella provincia di Bari ,e direi in tutta la Puglia, credo di aver consultato tutti gli specialisti possibili. Esistono degli esami per vedere chiaramente dove sono le graffette e se schiacciano dei vasi sanguigni, esiste un esame obiettivo per vedere se è vero che ho questo punto metallico in vagina? Ora mi stanno curando con il vessel compresse per il varicocele e il pentacol gel per i bruciori rettali. Per favore potrebbe darmi qualche consiglio? Amcora grazie e a presto

Cara Signora Marilù,
la mia contrarietà all’intervento di STARR non è folosofica ma è basata sull’osservazione dei pazienti che la subiscono e che hanno sofferenze simili alle sue e che patiscono una vita quotidiana di sofferenza e sono costrette a girovagare per ambulatori medici senza avere una risposta. Per poterle dare un suggerimento adeguato dovrei almeno prendere in visione la defecografia (che avrà anche messo in evidenza la presenza e la disposizione dei punti metallici). Ma anche il solo esame vaginale dovrebbe mettere in evidenza la presenza di una clips in vagina. Anche se la tecnica è da me messa in discussione, non credo all’eventualità delle problematiche vascolari da essa indotta. Il dolore pelvico cronico (frequente) potrebbe essere causatao dall’intervento ma potrebbe essere messo in realzione anche alla patologia del pavimento pelvico pre-esistente e che l’intervento non ha mai curato. Una visita specialistica colonproctologica estesa anche alle problematiche pelvi-perineali potrebbe essere di aiuto per poter proseguire un percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, la ringrazio moltissimo della sua immediata risposta che mi conforta un po’. Vorrei tanto venire a Roma da lei tuttavia le mie condizioni di saute peggiorano di giorno in giorno e i dolori sono a volte talmente forti da costringermi a casa ogni pomeriggio. Ho letto con attenzione il suo libro che ho molto apprezzato innanzitutto per l’umanità e la disponibilità, in secondo luogo per gli utili consigli scientifici resi accessibili a tutti da un linguaggio semplice e chiaro e infine per l’approccio olistico che lei attua nei confronti di chi ha queste patologie. In lei ho ritrovato gli stessi buoni consigli sulla dieta e sul comportamento che mi ha dato il bravo gastroenterologo che mi segue qui in Puglia. Voglio complimentarmi con lei: ho veramente molto apprezzato quanto ha scritto anche se, lo confesso, la lettura della prima parte del libro e delle sofferenze patite da altre donne anche più giovani di me (io ho 39 anni e i problemi sono iniziati a 27 anni) mi ha fatto stare veramente male perché mi ha fatto rivivere la mia solitaria disperazione quotidiana di quasi dieci anni di ostruita defecazione con rettocele. Spero comunque che col tempo questa lettura si riveli per me catartica: lei ha verbalizzato quello che noi povere donne umiliate da questa malattia ci vergogniamo di dire anche alle persone più care, quello che io ho dovuto rivelare ai medici con tanto dolore e imbarazzo. La ringrazio per questo e le chiedo ancora aiuto. Per favore ascolti la mia storia e mi dia un consiglio: la cosa strana che è accaduta a me è che psicologicamente stavo meglio prima dell’intervento quando non sapevo cosa avessi (in quello stato ho completato un dottorato di ricerca, mi sono sposata, ho fatto una figlia, ho affrontato diversi concorsi nella scuola, ho iniziato a lavorare anche brillantemente)e mi aiutavo tutti i giorni, come potevo.
Poi l’intervento definito miracoloso che mi ha riempita di false speranze. Poi lo sconforto, la paura, il pianto, il terrore e il disinteresse di chi mi aveva operato. Sin dall’inizio dopo
l’intervento ho avuto difficoltà a aprie l’ano (anismo?) che ho risolto con una specie di riabilitazione fatta in casa con i consigli di una fisioterpista e di uno psicologo, risolta questa difficoltà imane oggi quella del piccolo rettocele che a volte (ma stranamente non sempre) mi impedisce di svuotarmi del tutto. Io adotto una strategia per aiutarmi e cioè mi metto seduta sul vater abbasso la pancia sulle cosce e alzo i piedi in punta in modo da modificare
l’angolo ano-rettale e così è molto più facile. Purtroppo però questo a volte non mi aiuta soprattutto se sono molto nervosa, se ho fretta o se le feci non sono molto abbondanti, allora di rado faccio ricorso a dei clisteri con acuqua tiepida. Però così il retto mi fa male. Il mio
TERRORE é questo: ho tanta paura che il rettocle col tempo si ingrandisca e che magari con uno sforzo eccessivo la mucosa si dilati ancora di più. Esistono degli esercizi che lei può indicarmi per facilitare la defecazione con il rettocele, per rinforzare la parete tra retto e vagina che poi è quella che mi fa sempre male? Quante probailità ci sono nel mio caso che il rettocele si riformi determinando i problemi di espulsione che avevo prima? Per favore mi
dia qualche consiglio, la ringrazio per la sua attenzione e spero che la valanga di mie richieste non le impedisca di rispondermi. Ah dimenticavo,….. il titolo: bellissimo! io quel “dono” l’ho negato sin da piccola all’infelicità di mia madre che, suo malgrado, ci ha dato quello che aveva e che poteva: tanto dolore! Ma, a volte, “da un fatto brutto nasce un fiore” e da me è nata mia figlia! Grazie

Cara Signora Marilù,
sarei ben felice di aiutarla direttamente ma comprendo che la distanza è troppa e che è molto difficile poter affrontare un sacrificio che la porterebbe lontano dalla famiglia e da sua figlia per un lungo periodo di tempo. Comunque non tutto è difficile e anticipando i ringraziamneti per le parole avute riguardo Il Dono Negato cercgerò di trovare alcune piccole alternative. La prima è quella che potrebbe eseguire gli esercizi descritti nel libro, quotidianamente per circa 10 minuti. Questa piccola accortezza potrebbe rinforzare il suo pavimento pelvico e facilitare la defecazione. Se poi riesce a venire a Roma per una sola giornata potremmo provare a decidere se lei è in grado si eseguire una elettrostimolazione con degli apparecchietti domiciliari che si trovano in commercio. La sua venuta a Roma è insdispensabile per almeno spiegare come eseguire la tecnica. Anche se non è il massimo comunque è un aiuto. Poi si avvalga dei suggerimenti generali quali bere tanta acqua, consumare fibre per cercare di mantenere le feci morbide. Resto a sua disposizione
Cari saluti

egregio dottor Nicastro, ringraziandola anticipatamente, Le porgo questo mio problema: ho 46 anni e una settimana fa ho avuto una colica addominale che mi ha portato per i dolori avuti, ad andare in pronto soccorso; mi è stata fatta una flebo con buscopan e plasil e rimandato a casa. Sono passati 8 giorni e non sono ancora riuscito ad andare in bagno a defecare, nonostante abbia fatto dei clisteri di glicerina.Premetto che sto mangiando molto poco e saltuariamente. E' normale? Distnti saluti

Caro Signor Sergio,
non direi che è normale. Innanzituttobisognerebbe stabilire la causa della sua colica. Anche se è vero che la somministrazione di antispastici (buscopan e simili) può provocare un rallentato transito con conseguente stipsi 8 giorni sono un periodo lungo di mancanta defecazione. Il mio cosniglio è di sottoporsi a visita specialistica per popter definire una diagnosi e intraprendere una adeguata terapia.
cari saluti

Egregio Dott. ho un problema da circa un paio di mesi. durante i rapporti sessuali avverto un forte dolore al basso ventre, e al fianco sinistro, sempre in basso. ho fatto ecografie esterne e transvaginali, tamponi vaginali e il risultato è negativo. insomma dal quel punto di vista starei bene. invece... attraverso lunghi periodi (a volte settimane intere) senza riuscire a defecare normalmente, e quando finalmente riesco ad avvertire lo stimolo per iniziare le "spinte", avverto bruciore all'ano. che cos'è? il colon irritabile? esistono terapie valide? grazie mille

Cara Signora Adriana,
i sintomi descritti devono essere differenziati tra quelli colici e quelli relativi al pavimento pelvico. La stipsi, probabilmente legata al colon irritabile, può aver influenzato la normale staticità del pavimento pelvico da cui possono derivare i dolori durante i rapporti sessuali. Una visita specialistica potrebbe dirimere i dubbi e considerare un percorso di terapia adeguato.
Cari saluti

Mia figlia di 11 anni in cura psicologica per personalità ON/OFF soffre da anni di stitichezza (una vecchia diagnosi la descriveva come sofferente di encopresi). Mia figlia, oltre che stitica, si oppone all'evacuazione per paura. Le dimensioni delle feci sono o caprine o enormi... a seconda di cosa riusciamo a farle mangiare. Stiamo attenti alla dieta anche se purtroppo lei non collabora. Mi sono giunte informazioni rispetto anche ad una possibile malformazione dell'ultimo tratto intestinale che potrebbe dare disturbi di stitichezza... Per cortesia gentile Professore, potrebbe illuminarmi? Eventualmente a quali esami, poco invasivi, sottoporre la mia paurosa fanciulla? Infinite grazie mammma Miriam

Cara Mamma Miriam,
purtroppo nei diturbi psichiatrici la stipsi si presenta come sintomo che in qualche modo rende ancor più difficoltoso il cammino di una persona verso una vita regolare. Non esistoo esami poco invasivi quando si parla di colon, retto e ano. Comunque unamanometria ano-rettale potrebbe essere l’esame di base per poter definire il sospetto di una “aganglia” dell’ultimo tratto del retto. Con la delicatezza oportuna sua figlia potrebbe giovarsi di questo preliminare esame e solo dopo decidere se è necessario un ulteriore approfondimento diagnostico.
Cari saluti

salve sono la mamma di una bimba di quasi 6anni affetta sin da piccola da stipsi a volte con sanguinamento.Da circa 7 mesi intorno all'ano e' comparsa un'escrescenza che credevo un emoroide oltretutto sotto sforzo si notano numerose venuzze.Sotto consiglio della pediatra porto mia figlia da un chirurgo pediatrico al san camillo ma non mi ha dato molte spiegazioni tranne che i bambini non possono avere emoroidi e che quella di mia figlia era tessuto che fuoriusciva per una grande ragade interna.Dopo avermi etto che mia figlia era comunque predestinata a convivere con questi problemi mi consiglia alimentazione sana e crema luan perche' adetta sua non si puo' fare di piu'.Tengo a sottolineare che mio marito soffre di emoroidi ed io invece sono perennemente stitica;oltretutto mia madre e' morta un anno fa' di tumore al colon in un mese dalla sua identificazione ed all'ifo mi hanno tanto spaventato sulla familiarita' di questa malattia senza poi dirmi a chi rivolgermi (visto che il loro centro per i parenti non funziona piu').Mi puo' dare un suo parere e/o consiglio? la ringrazio in anticipo

Cara Signora Monica,
innanzitutto lei e i famiiari diretti di sua madfe dovrebbero sottoporsi ad una colonscopia. Per quanto riguarda invece sua figlia concordo con il chirurgo con il fatto che nei bimbi con stipsi è frequente la comparsa della ragade anale e l’escrescenza che lei osserva sull’ano non è altro che la sua manifestazione esterna. Rara è la patologia emorroidale in età pediatrica così come rarissima è quella tumorale del retto. Invece, se la diagnosi di ragade è esatta, non sono in pieno accordo con la terapia prescritta. La stipsi può essere curata anche senza la somministrazione di purganti o stgimolanti e anche la ragade può essere curata senza ricorrere a interventi mentre il luan non trova indicazione se non solo nell’alleviare il dolore.
Cari saluti

Gent. mo dr Nicastro, ho 56 anni, da circa 10 anni soffro di "sindrome da defecazione ostruita", problema che via via, col passare degli anni, è diventato sempre più importante, al punto che ora non riesco più a liberarmi senza il continuo uso di una gran quantità di supposte, clisteri, lassativi, ecc. La mia dieta è sempre stata corretta, comprendendo gran quantità di frutta e verdura, liquidi in abbondanza ecc. Al problema della defecazione ostruita si aggiungono il cedimento del pavimento pelvico con prolasso dell'utero e cistocele di secondo grado e una infiammazione emorroidaria messa a dura prova dalle continue ed estenuanti manovre per ottenere la liberazione dell'intestino. Nel giugno scorso sono stata sottoposta a defecografia il cui referto cita testualnmente: "A riposo, giunzione ano-rettale bassoposta a circa 6 centimetri dalla linea ischio-coccigea con discreto rettocele anteriore e sepimentazione dorsale del retto. Durante contrazione, fionda pubo-rettale e poco profonda; durante ponzamento, netto incremento del rettocele anteriore e giunzione ano-rettale a 6,5 centimetri dalla linea ischio-coccigea. La fase espulsiva è caratterizzata da nettissimo abbassamento del pavimento pelvico, formazione di ampio rettocele anteriore, reiterati tentativi espulsivi con invaginazione ano-rettale subostruente progressiva, segmento invaginato che impegna il canale anale parallelamente a formazione di piccolo prolasso transcanalicolare diretto. La vescica si vuota contestualmente, si osserva inoltre enterocele piuttosto profondo. Al termine della fase espulsiva residua circa un terzo del m.d.c. baritato introdotto nel retto con persistente rettocele anteriore di dimensioni medio-piccole." Gli altri esami (colonscopia, manometria ano-rettale, ed ecografia endo-anale) repertano condizione di completa normalità. Mi stato consigliato un intervento chirurgico combinato per via laparoscopica (per rimuovere l'enterocele) e trans-anale (anopessi con stapler per eliminare il rettocele e l'invaginazione ano-rettale). So he Lei non vede con favore l'intervento di prolassectomia con stapler, e io pure vorrei evitare di sottopormi ad un simile trattamento, ma esistono alternative? Nel mio caso una rieducazione funzionale del piano perineale porterebbe a dei risultati tangibili e duraturi nel tempo? la mia situazione ano-rettale non è già troppo compromessa (rettocele, invaginazione, prolasso ...) per poterla risolvere con una semplice rieducazione? e dovendo ricorrere necessariamente all'intervento, esiste una procedura migliore rispetto alla prolassectomia con stapler? l'intervento in laparascopia dovrebbe includere anche il pavimento pelvico in modo da sostenere gli organi prolassati ed evitare future problematiche? Le sono profondamente grata er l'attenzione che vorrà dedicarmi, soprattutto se mi aiuterà ad vitare il rischio di peggiorare una situazione già pesante se l'intervento dovesse essere inopportuno. cordialmente

Cara Signora Paola,
per quanto compromessa la sua situazione non è diversa da quella di molte altre pazienti che hanno trovato beneficio con la riabilitazione del pavimento pelvico. La riabilitazione va considerata solo per la risoluzione dei sintomi e non per la ricostituzione anatomica, cioè il suo rettocele non avrà modo di darle fastidio ma resterà tale e quale. Ma per decidere una riabilitazione è necessario valutare i cosiddetti fattori predittivi e cioè tutte quelle variabili che indicano o meno l’attuazione della riabilitazione con successo.
cari saluti

Salve,mi chiamo sonia sono di Firenze ho 42 anni, ho un rettocele di grado medio da 2 anni ampolla rettale che non si svuota completamnte,evaquazioni dolorose e sempre aiutandomi spingendo con le mani e quasi sempre anche con clisteri. Da circa un anno ho piccole perdite di urina sotto sforzo e non e non riesco a controllare la vescica durante l' evaquazione di feci.Sono in lista per fare la riabilitazione da 1 anno,fra 15 iorni verrò operata (starr),per favore mi puo dare dei consigli?e per favore mi puo descrivere come avverra l' intervento? Io ho avuto 2 miomectomie,1 isterectomia subtotale e infine l' asportazione del collo dell' utero.Ho la psoriasi l' artrite psoriasica, insufficienza mitralica,ingrossamento lieve dell' atrio sinistro del cuore, iperparatiroidismo e probabilmente anche qualche piccolo problema ai reni ( esami alterati di fosforo,creatinina e creatinina clearance).Per favore mi dia un consiglio. grazie sonia.

Cara Signora Sonia, l’unico consiglio che posso darle è di sottoporsi a riabilitazione del pavimento pelvico e di evitare l’intervento chirurgico consigliato. Quest’ultimo difficilmente potrà risolvere le sue problematiche funzionali relative al pavimento pelvico e soprattutto le sue complicanze potrebbero essere veramente importanti e definitive.
Cari saluti

salve dottore.. sono una ragazza di 24 anni.ho iniziato 4 anni fa ad avere disturbi di stitichezza..dopo aver girato molto e aver fatto tutti gli accertamenti sono stata per 2 volte nelle strutture pubbliche e mi è stato detto di avere un prolasso ma essendo giovane nn era il caso di essere operata perche avrei potuto avere una serie di problemi tra qui l incontinenza..mi sono state date molte cure anche per mesi senza nessun risultato..nn mi sono arresa perche i dolori all addome cominciavano mese dopo mese ad essere sempre piu forti! cercando su internet sono andata da altro medico è mi è stata diagnosticata la sindrome da ostruita defecazione da invaginazione rettale e rettocele..so che devo fare un intervento ma il tutto mi costerebbe molti soldi che purtroppo nn ho..la mia domanda è questa, volevo gentilmente chiederle se sapeva consigliarmi un bravo chirurgo che opera in strutture pubbliche...nn posso credere che solo per i privati devo essere operata mentre gli altri mi continuano a dire che sono troppo giovane...mi aiuti perche nn so piu come fare con affetto

Cara SignoraViviana,
anche io devo consigliarle di non sottoporsi ad alcun intervento soprattutto quello che immagino le hanno proposto con la diagnosi che le hanno fatto. L’ostruita defecazione è la “moda” del momento e il tutto per giustificare un intervento chirurgico costosissimo per il paziente e per lo stato, remunerativo per il chirurgo e per la casa produttrice di una determinata “macchinetta”. Oltretutto nella mia attività professionale sono molti i pazienti che subiscono complicazioni con questo tipo di intervento. Il mio consiglio non è relativo alla sua giovane età ma al tipo di dignosi e lei può risolvere la sua stipsi con metodi diversi tra cui la riabilitazione del pavimento pelvico. resto a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento
cari saluti

Le scrivo in riferimento ad una patologia di sindrome da defecazione ostruita della quale soffre mia moglie da alcuni anni. dopo aver frequentato tanti studi medici mia moglie ha perso la fiducia e pertanto non è più disposta a sntire chicchessia. io mi permetto di chiedere, se Le è possibile, se è praticabile un intervento seguendo il cd metodo LONGO. Le sarei infinatamente grato se mi desse anche qualche indicazione in merito a qualche proctologo che eserciti la sua attività in Sardegna

Caro Signor Salvatore,
io non consiglio l’intervento di Longo nemmeno al mio peggior nemico, figuriamoci alle pazienti. La sfiducia di sua moglie può essere giustificata ma, permettendomi un tantino di pubblicità, regali a sua moglio il mio libro Il Dono Negato, forse la sua lettura potrebbe far capire a sua moglie l’origine della sua stitichezza e come è possibile curarla. Cari saluti

SALVE MI CHIAMO JESSICA E HO 31 ANNI.. DA CIRCA 3 ANNI VADO IN BAGNO SOLO ASSUMENDO LASSATIVI.. NON SENTO LO STIMOLO DI ANDARCI... E IL LASSATIVO E' L'UNICO RIMEDIO... IMMAGINO CHE IL MIO INTESTINO SI SIA ABITUATO A QUELLO STIMOLO.. ED E' PER QUESTO CHE NON RIESCO PIU' AD ANDARCI SENZA.. LA MIA DOMANDA.. COME POSSO RIABITUARE IL MIO INTESTINO A DEFECARE SENZA LASSATIVI... QUANTO PUO' RIMANERE UNA DONNA SENZA DEFECARE PRIMA CHE POSSA SOPRAGGIUNGERE UN BLOCCO INTESTINALE?

Cara Signora,
innanzitutto bisognerebbe fare diagnosi della causa della sua stipsi e capire quale è un adeguato percorso terapeutico per la sua risoluzione. facendomi un’autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato per poter capire veramente cosa è la stipsi e come poterla risolvere. Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, ho 40 anni e soffro da sempre di stipsi cronica con difficoltà espulsive e colite che circa 20 anni fa mi hanno causato delle ragadi esterne. Dopo un paio d'anni le ragadi si richiusero con l'utilizzo di dilatatori ma poi si ripresentavano sempre al minimo sforzo. Negli ultimi cinque anni non ho più avuto ragadi esterne, ma le difficoltà espulsive aumentano, sopratutto sotto stress. L'anno scorso in seguito a stipsi particolarmete ostica ho avuto una dolorosissima ragade rettale e mi fu diagnosticata la dissinnergia pelvica oltre al rettocele anteriore. Mi fu proposto un intervento per far richiudere la ragade che io rifiutai e la cosa si risolse in un paio di mesi con tecniche di rilassamento e gestione dell'ansia. Da allora però le difficoltà evacuative aumentano, spesso non riesco a svuotarmi del tutto e talvolta ho un fastidioso senso di bruciore e dolore al retto, sopratutto dopo i rapporti, che si irradia fino all'osso sacro e ai glutei. Tra breve dovrò sottopormi ad un intervento ginecologico di polipectomia cervicale con isteroscopia e temo che il trauma dell'intervento possa nuocere alla mia delicata situazione,che la rimozione del polipo danneggi o irriti la mucosa anale che sporge in vagina o comunque che la tensione muscolare dovuta al dolore e alla paura crei danni. Devo precisare che soffro di una grave forma di psicosi depressiva e che tutti i miei problemi di colite e di stipsi dipendono da questo,ragion per cui non accetto nessuna cura chirugica per i miei problemi anali in quanto ho notato una netta correlazione tra i miei stati emotivi ed il riacutizzarsi dei sintomi.Del resto, come lei ben saprà, l'intestino è stato definito come il nostro secondo cervello. Purtroppo però il polipo non posso evitare di toglierlo, quindi volevo chiederle se può dirmi cortesemente se questo tipo di intervento può aggravare i miei problemi anali o se i miei timori sono eccessivi ed infondati. La ringrazio per la cortese attenzione.

Cara Signora Patrizia,
credo che i suoi siano timori eccessivi. Però mi sento di consigliarle di prendere in considerazione la risoluzione della stipsi che potrebbe derivare, oltre dai suoi problemi psicologici, anche da una incompetenza del pavimento pelvico vista la presenza del rettocele. Una visita specialistica potrebbe portare ad un adeguato percorso di terapia che a mio giudizio potrebbe essere esclusivamente riabilitativo e non chirurgico. Se vuole approfondire l’argomento le consiglio la lettura de IL DONO NEGATO (facendomi un tantino di autopromozione). Secondo me potrebbe trovarne beneficio anche per comprendere i meccanismi che si inescano nella stitichezza e dintorni. Cari saluti

Egregio Dottore, da circa sei mesi soffro di stipsi (capitava anche quando ero piccola) con evacuazioni a tre volte la settimana (a volte le feci sono normali altre volte un po' dure) con presenza di muco (mai sangue). Mi sono sottoposta ad esami del sangue completi che sono risultati negativi, ho effettuato una ecografia completa dell'addome anch'essa negativa, una visita ginecologica che non ha rilevato nulla, infine una visita dal gastroenterologo che ha rilevato solo presenza di emorroidi e un piccolo prolasso rettale. Il mio medico curante mi aveva prescritto il Debridat, ma la situazione anzichè migliorare è peggiorata. Poi ho assunto il Relaxcol (avevo molta aria nella pancia e dolori addominali soprattutto concentrati sulla parte sinistra, altezza ombelico) ora sto meglio. Assumo fermenti lattici e la mia alimentazione non è proprio corretta anche se mangio di tutto. Volevo sottilineare che il problema è sorto tre mesi dopo la morte di mio padre, avvenuta tragicamente e da me ancora non accettata del tutto. Sono alta 1.74 peso 59 kg. ho 35 anni e nessuna malattia importante. Pensa che dovrei sottopormi ad altri esami di approfondimento? Cosa posso assumere per rimettere in moto l'intestino? Grazie per la risposta che mi fornirà. Distinti Saluti Antonella P

Cara Sig.ra, la sua non è da considerarsi una vera e propria stipsi. Infatti tre evacuazioni settimanali rientrano nel range della normalità. E’ anche normale che alcune volte le feci siano più dure e questo può dipendere da un rallentamento del transito intestinale o anche da una non sufficiente assunzione di acqua durante la giornata. Dal suo racconto potrebbe essere utile un approfondimento diagnostico per stabile la presenza di una colopatia distonica o una patologia infiammatoria specifica del colon. Comunque anche gli stati emotivi particolarmente stressanti possono causare alterazioni dell’alvo. Per questo una visita proctologica con videoproctoscopia digitale (con esame degli ultimi 20 cm del retto) potrebbe essere utile per meglio definire l’iter diagnostico da seguire e la terapia. Auguri

Egr. Dottore, Sono una ragazza di 35 anni che da sempre soffre di colite spastica e stipsi intesa come grande difficoltà a defecare con sforzi degni di una sala parto, e con il risultato di piccoli “sassi” che non danno mai la sensazione di svuotamento. Le conseguenze di tale problema mi hanno portato delle lesione ai denti per lo sforzo e il dover subire nel dicembre 1999 un’ emorroidectomia e una sfinteretomia, dopo anni di sofferenze e cure assolutamente non risolutive (creme e legature per quanto riguarda le emorroidi; creme e dilatatori per quanto concerne le ragadi). Il chirurgo mi disse che dopo quelle operazioni avrei migliorato anche la situazione della stitichezza ed in effetti così è stato fino a quest’ anno. Nonostante mi sia sempre attenuta a tutte le prescrizioni mediche per una corretta prevenzione (vita abbastanza regolare, attività fisica, verdure ogni giorno mattina e sera e 2 litri di acqua al giorno), quest’anno il problema si è ripresentato, sovrapposto a un disturbo di stomaco che ha fatto ipotizzare quasi un’ ulcera gastrica (dolore allo stomaco più che bruciore, assunzione di aria dal primo boccone messo in bocca, sensazione di pienezza e dolore dopo poco iniziato a mangiare o a bere). Da qualche mese mi attengo ad una rigorosa dieta e il problema dello stomaco sta lentamente rientrando. Quello che resta preoccupante è invece il discorso intestinale. Avevo iniziato con l’assunzione di lattulosio, perette a base di olio e bicarbonato e medicinali a base di mucillaggini che richiamano acqua nell’intestino ma non ho avuto, dopo quasi due mesi, alcun risultato. Nel frattempo si sono ripresentate ragade ed emorroidi. Alla fine il mio medico di base mi ha prescritto di elevare a 3 litri il consumo giornaliero di acqua (cosa che vedo umanamente impossibile!) e il Paxabel 10 g che sto assumendo da circa un mese e che sto lentamente diminuendo per arrivare a non prenderlo più dato che si tratta pur sempre di un medicinale. Premesso questo quadro, mi premerebbe porle tre domande: 1) se il problema principale è la difficoltà del mio intestino di richiamare acqua, a parte questi medicinali che, cmq, devono essere assunti per un tempo ragionevole, esiste una cura DEFINITIVA a questo problema? 2) come è possibile che dopo le due operazioni avute sono stata bene per 7 anni ed ora mi trovo nuovamente nella stessa situazione? Se la cosa dovesse aggravarsi varrebbe la pena operarsi ancora senza alcuna garanzia che sia l’ultima? 3) come posso evitare che stress e ansia (sono una persona che ha l’ estrema capacità involontaria di somatizzare tutto quello che le succede) non vadano a determinare gli spasmi dello sfintere? Che cure ci sono al riguardo? Le sarei veramente grata se potesse rispondere a queste domande quando le sarà possibile. Mi scuso per il disturbo e la ringrazio di cuore fin d’ora. Distinti saluti. Anna

Cara Anna,
il quadro che lei descrive non è inusuale. Posso solo sospettare che lei soffra di Sindrome del colon irritabile e che la sua stipsi dipenda poprio da tale disfunzione. Questo pùò spiegare perchè nonostante lei mangi tanta frutta e verdura continua ad essere stitica. Ma un’altra causa della stipsi, visti gli sforzi ad evacuare che descrive, potrebbe essere legata ad una disfunzione del pavimento pelvico sulla quale comunque non posso in quanto non conosco la sua storia clinica (sport, gravidanze, lavoro, altre patologie ecc.). Riguardo la patologia anale la recidiva della ragade è strettamente legata alla stipsi, mentre per le emorroidi avrei alcuni dubbi. L’intervento di emorroidectomia effettuato nel 1999 (con quale tecnica?) dovrebbe aver risolto definitivamente la patologia emorroidaria e quella attuale essere una patologia diversa, ad esempio un prolasso mucoso tipico delle stipsi. Per questi motivi le consiglio una visita colonproctologica completata con una Videoproctoscopia digitale ela fine di definire in maniera la sua patologia ed impostare una adeguata terapia. Cari Saluti

Egregio Dottore, io ho 27 anni e sono stata sottoposta il 20/02/07 ad un intervento di ricanalizzazione del colon. Ora riscontro dei problemi nella normale ripresa del retto. Ho sempre lo stimolo ma non riesco a scaricare naturalmente, perchè è come se la muscolatura fosse bloccata. Con l'utilizzo di clisteri ad acqua riesco a scaricarmi, ma vorrei sapere se posso continuare così o se invece sono dannosi per la ripresa del normale funzionamento del colon. Esistono dei sistemi di "rieducazione" del retto? Grazie e cordiali saluti

Cara Signora,
dopo interventi di ricanalizzazione possono persistere disturbi della defecazione per un periodo variabile di tempo ma che tendono a regredire spontaneamente al massimo in sei mesi. Se i disturbi da lei manifestati attualmente non erano presenti prima dell’intervento, le consiglio di avere un po di pazienza ed attendere la naturale risoluzione. Se la sensazione è che questi sintomi possano essere dovuti a variazioni funzionali dell’ultimo tratto dovrebbe eseguire una visita specialistica colonproctologica, al fine di discriminare il problema e valutare un approccio di rieducazione dell’evacuazione.

Gent. dr. Attilio Nicastro, mi chiamo Idria , ho 44 anni, 1 figlio avuto con taglio cesareo, soffro di colon irritabile con rettocele anteriore e defecazione ostruita, dolorosa e senso di bruciore diffuso al colon retto sia con feci morbide che dure. Ho effettuato tutti gli esami del protocollo del colon irritabile presso l'ospedale Santa Chiara di ... seguita dal gastroenterologo dr. B e il colonproctologo dr. N dove ho fatto: Clisma opaco - Defecografia - Manometria anorettale - Ecografia addominale completa ed esami vari del sangue. Gli esiti hanno rilevato un piccolo rettocele anteriore, non operabile a loro giudizio, dolicolon e nessun altra patologia. Mi è stata consigliata la riabilitazione per il pavimento pelvico, però parlando con la fisioterapista, avendo avuto problemi di emorroidi e avendo defecazione dolorosa con bruciore, me l'ha sconsigliata. Non ho neanche ben chiaro quale tipo di alimentazione dovrei seguire in quanto non so bene cosa devo o non devo assumere perchè alcune cose mi fanno bene per la stipsi però irritano l'intestino che è gia molto irritato. Da ciò si capisce che conduco uno stile di vita molto problematico, non sono una fumatrice, bevo un bicchiere di vino ogni tanto, sono normopeso 53 kg., sono costretta però spesso a non muovermi di casa per frequenti mal di pancia ed emissione di moltissima aria. Ho preso periodicamente le bustine di Psyllogel, Movicol e vari fermenti lattici, ma non ho visto cambiamenti rilevanti. Inoltre vorrei sapere se è possibile avere saltuariamente rapporti anali vista la mia problematica e se ciò può aggravare il rettocele. Mi rivolgo quindi a Lei se può cortesemente darmi delle risposte in merito, La ringrazio anticipatamente e Le mando cordiali saluti.

Cara Sig.ra Idria,
ho letto attentamente la sua richiesta e noto che non ha eseguito un esame endoscopico dell’ano-retto per valutare la situazione anatomica del canale ano-rettale. I colleghi che le hanno suggerito la riabilitazione del pavimento pelvico hanno dato un valido consiglio ma per meglio proseguire con la terapia bisogna prendere in considerazione il trattamento del colon irritabile. Certo movicol e psyllogel non sono la panacea per il suo caso, potendo anche peggiorare lo stato colitico. Riguardo i rapporti anali, se ben lubrificati, non rappresentano una contrindicazione. La riabilitazione del pavimento pelvico può essere eseguita con diverse metodiche, e lo stato di malattia emorroidaria non rappresenta un ostacolo,ma si deve rivolgere ad un centro specializzato. Resto a sua disposizione

Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla

Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate

vorrei sapere se una terapia effettuata con lo strumento PelveenCare® (è un'unità professionale completa per la rieducazione dell'incontinenza urinaria e fecale, mediante feedback (pressorio ed elettromiografico EMG) e stimolazione perineale) può essere utile per la risoluzione di una sidrome da ostruita defecazione dovuta ad una grave e prolungata stipsi. a me era stata consigliata dal chirurgo una rieducazione del pavimento pelvico come supporto a un intervento per prolasso mucoso del retto per cui vorrei sapere se può essere utile una rieducazione del pavimento pelvico effettuata con tale strumento. Grazie Alessia

Cara Sig.ra Alessia,
non è lo strumento utilizzato quanto il medico che esegue la rieducazione che porta ai risultati sperati. Nell’ostruita defecazione con prolasso spesso la sua efficacia è relativa mentre è brillante nel caso del rettocele. Una valutazione può essere fatta solo a seguito di una visita specialistica per poter valutare l’efficacia della terapia. Cari saluti

salve dott.NICASTRO le scrivo per parlarle di mia madre che soffre di stipsi ma ultimamente le accade che nel corso della giornata l' addome aumenti gradualmente di volume toccando l' apice la sera poi al risveglio tutto è normale ma come è possibile? di cosa si tratta ? inoltre cosa consiglierebbe per eliminare tutta questa aria dall' addome c'è un rimedio? e per la stipsi ?grazie attendo una sua risposta

Cara Sig.ra Anna,
i sintomi riferiti da sua madre possono essere correlati a varie patologie coliche. La stipsi e il meteorismo possono essere dovuti ad una sindrome del colon irritabile ma anche ad un difetto di espulsione (relativo ad un difetto del pavimento pelvico) o anche alla presenza di diverticoli del colon. Una visita colonproctologica potrebbe dirimere i dubbi e indicare le dovute terapie.
Cari Saluti

Gent.mo Dr.Nicastro mi chiamo Antonella sono di Novara e mi permetto di disturbarla in quanto mi trovo a dover dipanare un quesito che riguarda mia madre (compie ottant'anni questanno) la quale soffre ormai da due anni di disturbi di evacuazione con stimolo frequente, feci poco consistenti, evacuazione a ratti, presenza di gas intestinali, senso di non totale svuotamento;circa 9 anni fa ha subito un intervento di emorroidi con parziale successo in quanto il chirurgo che l'ha operata ha evidenziato di non aver eliminato totalmente il problema al fine di evitare una ostruzione del retto. Ha numerosi diverticoli anche nel sigma e il gastroenterologo che la segue ha consigliato una colonscopia virtuale ed una defecografia che hanno dato i seguenti responsi: Colonscopia virtuale:parziale distensibilità parietale del sigma contenente alcune piccole estroflessioni diverticolari originali, lieve diffuso ispessimento parietale; apprezzabile al tratto intermedio del colon trasverso una irregolarietà del profilo parietale di circa 7 mm. di diametro; non evidenza di vegetazioni endoluminali sul restante ambito; cieco medializzato; non lesioni focali dei parenchimi degli organi ipocondriaci nelle condizioni basali. Esame rx defecografico:L'angolo ano-rettale posteriore presenta valori rientranti nella norma, in fase evacuativa si rileva un modesto perineo discendente con formazione di un rettocele anteriore a larga base d'impianto con profondità di circa 45 mm. Tale alterazione è già in minima parte visibile in condizioni di riposo e scompare in contrazione. Non si riconoscono segni defecografici di prolasso della mucosa rettale mentre è presente un lieve prolasso emorroidario.Il residuo post-evacuativo é aumentato e nelle fasi finali dell'evacuazione si osserva difficoltosa apertura anale.Spazio retto-vaginale regolare.Il gastroenterologo che l'ha in cura ritiene che un intervento di rettocele, considerate anche le altre problematiche (diverticoli, difficoltosa apertura anale, prolasso emorroidario) non sarebbe risolutivo per il problema stipsi.Le chiedo pertanto un consiglio sul da farsi (terapia medica, fisiokinesiterapia, terapia chirurgica). La ringrazio per le indicazioni ed i preziosi suggerimenti che vorrà fornirmi e con l'occasione porgo cordiali saluti.

Cara Sig.ra Antonella,
i disturbi della defecazione che affliggono sua madre solo in parte sono da considerare pertinenti alla sindrome del perineo discendente ed al rettocele. Infatti come lei descrive sua madre si lamenta più della poca consistenza, della flatulenza e della frequenza. Questi sono sintomi da correlare alla malattia diverticolare più che al pavimento pelvico. Anche se la riabilitazione con elettrostimolazione, biofeedback o anche l’ExMI, sicuramente miglioreranno l’atto della defecazione (in termini di tempi e sforzo), bisogna ricorrere ad una adeguata dieta e terapia medica per gli altri sintomi.
Cari Saluti

Gentile Dottore, ho spesso dolori addominali bassi e in questo periodo (oggi é accentuato) ho dolori al retto, all'ano, come una sensazione di peso. Lunedì scorso era molto forte e avevo la sensazione di dover evacuare. Di solito sono stitica ma in questi giorni ho diarrea e mal di pancia. Cosa può essere ? Quali esami devo eventualmente fare ? Grazie anticipatamente per una risposta. P.S. Sabato parto per le vacanze. Elena

Cara Signora Elena,
vista la sua sintomatologia, prima di effettuare esami più o meno invasivi, è opportuno che lei esegua una visita specialistica proctologica al fine di arrivare ad una presunzione diagnostica e attuare una adeguata terapia. Mi scuso per la tardiva risposta avvenuta per problemi tecnici.
Cari saluti.

Gentile dottore, le scrivo per sottoporle un problema che ha mia mamma nella speranza che possa darmi un aiuto o un consiglio.In aprile mia mamma, che ha 59 anni, si è sottoposta ad un clismopaco e, ad una settimana di distanza, ad un defecogramma. Lo specialista le ha fatto fare questi due esami per controllo preventivo, visto anche che mia mamma è da sempre stitica.In particolare dopo il clismopaco mia mamma si è accorta che qualcosa nel retto era cambiato, ossia aveva notato che l'ambiente interno non era più lo stesso di prima, ma lo trovava più stretto. Successivamente ha fatto il defecogramma e, a pochi giorni di distanza da questo, le sono cominciati forti dolori nella zona dell'ano e del retto e un forte peso sempre nella zona del retto, che sono stati connessi sia alle emorroidi, che le erano uscite dopo l'esame, sia al fatto che, durante il defecogramma, il liquido di contrasto le avesse infiammato le mucose. Sono passati due mesi durante i quali si è curata con fatica le emorroidi, di cui lei non aveva mai sofferto, ma il problema dei dolori e del peso le è rimasto. (Nei due mesi successivi all'esame mia mamma ha inoltre notato un ulteriore cambiamento, ossia che non aveva più bisogno di aiutarsi con supposte alla glicerina come aveva sempre fatto da anni per andare al bagno. Negli ultimi tempi, invece, il problema della stitichezza è tornato).Si è quindi sottoposta ad altre visite e ad altri esami (rettoscopia e risonanza magnetica), ma non è venuto fuori niente: non ci sono polipi, tumori, né infiammazioni, né lacerazioni e la situazione del retto e dell'ano è normale. Sono stati evidenziati "gozzi emorroidari congesti sul versante interno dell'ampolla" a circa sette cm di distanza dall'ano, ma i dottori che abbiamo consultato (oltre al medico di base, anche un urologo, un gastroenterologo, il ginecologo, due chirurghi che si occupano dell'intestino) ci dicono che quelle emorroidi non sono da operare in quanto non sono nella situazione da poter causare i dolori che lei sente.Mia mamma va avanti con delle goccioline antidolorifiche (contramal 100 mg tramadolo, ha provato anche le punture di voltaren, ma non le hanno fatto niente) che le attenuano i dolori, sente continuamente il peso nel retto e se lo sente tirare, tant'è che non riesce a stare in piedi per molto e, da 5 mesi a questa parte, non è quasi più uscita. In casa fa alcune cose, ma è costretta a sdraiarsi ogni poco tempo per sentire un po' meno il dolore.Le segnalo, inoltre, che mia mamma 5 anni fa ha subito un isterectomia per fibromi all'utero e le sono state tolte anche le ovaie. In quell'operazione le è stata tirata su la vescica, in modo, però, non definitivo, in quanto il ginecologo ci ha spiegato che si sarebbe resa necessaria una plastica, magari più avanti negli anni.Inoltre, durante la prima visita, il dottore che le ha segnato i primi due esami (clismopaco e defecogramma) aveva notato un leggero prolasso dell'intestino, che non risulta più dai successivi esami e visite.Quello che vorrei chiederle è: - È possibile che gli esami fatti le abbiano provocato un allungamento del retto e che sia questo che gli provochi il dolore? Il dolore al retto (lei dice che sente tirare) lo sente soprattutto quando si muove e, se non prende l'antidolorifico, anche da sdraiata - È possibile che la vescica si sia appoggiata al retto? (durante il defecogramma l'infermiera si è meravigliata del fatto che mia mamma non dicesse di smettere di iniettare il liquido di contrasto). Dagli esami, però, non sembrano esserci problemi legati alla vescica, anche se è stato visto che ha un prolasso al 2 stadio. Comunque non correlato ai suoi dolori. - Potrebbero essere i gozzi emorroidari a darle questi dolori, dato che mia mamma si è accorta che lì si fermano le feci e che dopo che è andata in bagno ha un po' di sollievo? Comunque anche con l'antidolorifico e dopo che è andata in bagno si sente lo stesso tirare il retto.Non so se sono riuscita a spiegarmi bene, ma volevo sottoporle questo caso per sentire un parere diverso rispetto a quelli che abbiamo ricevuto fino ad ora. Per nessuno è chiaro che cosa sia a darle questo dolore e questo peso. E intanto mia mamma continua a stare male.Aspetto fiduciosa la sua risposta,cordiali saluti

Cara Sig.ra Giovanna,
ho letto quanto mi ha scritto sulla condizione di sua madre e ai suoi punti di domanda devo rispondere:no! Non è possibile alcuna delle evenienze da lei postulate. Avrei preferito avere le risposte degli esami alla quale la signora è stata sottoposta, vedere i referti radiologici, sapere l’età, le gravidanze ed altri dati clinici che mi avrebbero permesso di essere più esaustivo. Comunque a mio parere il quadro sintomatologico è significativo per una diagnosi di dolore pelvico cronico con sindrome del perineo discendente. Naturalmente questa diagnosi andrebbe confermata. Se così fosse sua madre troverebbe giovamento con la riabilitazione del pavimento pelvico che oltre a migliorare i sintomi legati alla stitichezza (stipsi espulsiva), potrebbe risolvere anche il problema del dolore.
Cari saluti

Egregio dottore la voglio ringraziare anticipatamente per la tanto sperata risposta che mi auguro giunga in tempo breve, vista la preoccupazione che affligge la mia famiglia. Le scrivo a nome di mia madre, una donna di 67 anni che, nel corso di svariati anni ha subito due interventi di emorroidectomia e uno , recentemente, per l'asportazione di un polipo della mucosa anale. Ora (a causa di tali operazioni?) ha un restringimento evidente del retto che le causa una forte stipsi espulsiva tanto che per liberarsi, ogni giorno, è costretta ad evacuare 4 o anche 5 volte con evidenti conseguenze come emorragie e infiammazione delle emorroidi. Il chirurgo le ha consigliato dei dilatatori anali da eseguire due volte al giorno. Il dolore che deve sopportare è davvero insopportabile (anche se mia madre ha un livello di sopportazione davvero elevato) e vorrei sapere se queste applicazioni dovranno essere fatte per un periodo di tempo oppure se è condannata a vivere con questo tormento per sempre e soprattutto se questo è l'unico modo per uscire da questa situazione. Le descrivo qui di seguito alcuni esami svolti:ESAME DI RETTOCOLONSCOPIA eseguito fino al ceco ha dato esito negativo; evidenziata melanosi del colon a causa di lassativi assunti;negativa anche la biopsia retto distale. L'uso di enterolactis duo potrebbe aiutarla ad evacuare meglio o possono farle male?Grazie ancora e buon lavoro.

Caro Sig. Sergio,
credo che sua madre possa avere una stenosi anale post-operatoria. Possono essere indicati i dilatatori ma se provocano grande sofferenza non credo che sia la strada da percorrere. La stipsi di sua madre deve essere curata con metodi più naturali possibili e l’enterolactis duo potrebbe essere indicato, ma contemporaneamente è necessario definire al meglio la situazione anale. Il mio consiglio è di consultare un proctologo che eseguirà una videoproctoscopia digitale al fine di definire la situazione anale, capite l’origine del dolore e consigliare una adeguata terapia.
Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro, Le scrivo dopo aver visitato il suo sito, che è un ottimo mezzo di conoscenza e di approfondimento per capire e riconoscere i sintomi di un possibile patologia, e La ringrazio della disponibilità e del tempo che dedica alle nostre domande. Mi rivolgo a Lei per avere un consiglio su un problema: sono un ragazzo di 24 anni, non ho mai sofferto di patologie particolari ne ci sono stati casi in famiglia di malattie gravi, faccio un lavoro che mi porta a stare seduto per lungo tempo davanti al computer, cerco di avere un'alimentazione il più corretta e varia possibile. Le descrivo il mio problema: a partire da ottobre scorso circa ho sofferto per 3mesi di un fastidio in zona perianale esteso talvolta ai testicoli e pensavo di avere una prostatite; gli esami generali del sangue fatti in novembre erano risultati tutti nella norma. Dopo visita urologica in dicembre, a dire il vero un pò approsimativa, l'urologo ha escluso alcun tipo di problema legato alla prostata. Da dicembre/gennaio il fastidio è sparito da solo senza assumere nessun farmaco; nel frattempo il medico curante mi aveva consigliato una visita dal proctologo ed eco delle pelvi e prostata. La visita l'ho fatto in gennaio: controllo dell'ano assieme ad indagine del retto condotta fino a 18 CM e non è stata riscontrata alcuna patologia nè anomalia e il medico proctologo ha semplicemente detto che il fastidio perianale poteva essere una temporanea lieve infezione a livello di prostata. Anche l'eco delle pelvi e prostata fatta a fine gennaio, non ha riscontrato alcun problema. Dopo questo preambolo, Le pongo il mio vero problema: a partire da gennaio ho iniziato ad avere problemi legati alla defecazione, ovvero le feci sono caprine. Avevo già detto questo problema al proctologo a gennaio, il quale non avendo riscontrato nessun problema legato all'ano-retto, mi aveva semplicemente consigliato una dieta ricca di fibre e acqua. Tuttavia il problema è continuato fino ad oggi: diciamo che vado in bagno con regolarità ogni giorno la mattina, dopo colazione, però le feci sono dure e caprine, non riscontro nè sangue vivo nè sangue sulla carta igienica, è più facile invece vedere scorie di cibo nelle feci; infine talvolta capita di evacuare feci un pò più compatte, ma formate da singole feci caprine (spero di essere stato il più chiaro possibile).Le chiedo dunque, quale potrebbe essere il mio problema, immagino io forse un problema di colite o di transito intestinale o comunque più legato all'intestino. Spero di non essere stato troppo prolisso e La ringrazio nuovamente e già da ora per qualsiasi suo suggerimento.Distinti saluti,Simone

Caro Simone,
non è semplice rispondere alla sua domanda. Proverò a chiarire alcune cose. Alla sua età è frequente il riscontro della sindrome del colon irritabile i cui principali sintomi sono dolore addominale, stipsi/diarrea, gonfiore ecc. La diagnosi di colon irritabile è clinica (basta la visita) ed è facilmente diagnosticabile. I sintomi da lei descritti mi fanno pensare ad un disturbo del pavimento pelvico (dolore pelvico cronico?, sindrome spastica? ecc), la cui diagnosi di certezza prevede una preliminare visita da un proctologo con chiara esperienza sulle patologie del pavimento pelvico. Le do questo consiglio in quanto nella mia esperienza è frequente il riscontro di pazienti che seguono cure per sospette infiammazioni alla prostata o per sospette patologie ano-rettali ed invece hanno un disturbo del complesso neuro-muscolare che circonda questi organi. Individuata la diagnosi la terapia può anche essere semplice come una rieducazione funzionale del piano perineale.
Auguri

Gentile Dott. Nicastro sono una ragazza napoletana di 32 anni che da gennaio di quest'anno sta passando un inferno a causa di coliche continue dovute ad una forte stitichezza. Ho eseguito clisma opaco a doppio contrasto che ha evidenziato dolicocolon e dolicosigma , tempi di transito , ottimo risultato, il terzo giorno i cilindretti non c'erano piu', e infine la defecografia che ha evidenziato invece un prolasso a tutto spessore, il dottore lo ha chiamato occulto , e un rettocele di 33 mm , chiaramente mi hano consigliato di operarmi, intanto solo ieri ho fatto la prima seduta di idrocolon terapia , ma dottore mi creda faccio un alimentazione ottima, bevo 2 litri d'acqua al giorno, anche di piu', e' vero mi muovo poco, ma mangio frutta verdura , carboidrati , tutto, ho come un tappo , non mi svuoto mai e sto male , veramente male, lei mi consiglierebbe l'intervento di longo! Ah dimenticavo dalla defeco il dottore dice che il pavimento pelvico e' a posto , funziona benissimo sia a riposo che contrazione e ponzamento, quindi a me nn serve una rieducazione in quel senso, mi dia un consiglio, sono disperata perche' ho tanta paura di non tornare a stare piu' bene, e' da un anno praticamente che sto cosi, nonostante la mia accortenza sui cibi... aspetto una sua gentile risposta , e se e' possibile mi dica dove potrei trovare lo specialista piu' bravo , io sono disposta ad operarmi anche fuori Italia! Grazie Daniela

Cara Signora Daniela,
a 32 anni non si deve operare in Italia o all’Estero! La causa della sua stipsi potrebbe essere correlata anche ad una Sindrome del Colon Irritabile e al semplice rettocele. Quello che mi sembra incongruente e che lo “specialista” le abbia proposto in prima istanza l’intervento e non la
riabilitazione quando è ben evidente che molti decidano per il contrario. Io non le posso consigliare l’intervento di Longo in quanto inefficace e non risolutivo per la sua patologia (anche se eseguito da mani esperte). Questa è la mia esperienza. Nel Dipartimento che dirigo l’intervento per rettocele
viene eseguito di routine con tecniche differenti ma solo dopo una adeguata rieabilitazione dei muscoli (non è necessario avere il pavimento pelvico disceso) e per con la permanenza dei sintomi. Resto a sua disposizione
Cari Saluti

Buongiorno, sono una ragazza di 35 anni ed ho un problema che mi sta rendendo la vita impossibile (forse sembrerò esagerata, ma le assicuro che per me purtroppo è così). Nel 2000 mi sono operata di emorroidi (M.M.) da quel momento ho avuto serie difficoltà se non impossibilità nell'andare in bagno normalmente. Quindi molto tempo passato in bagno facendo sforzi enormi, per poi ricorrere all'aiuto manuale per l'espulsione delle feci; sempre con il senso di gonfiore per non parlare di altri problemi imbarazzanti. Premetto che l'intervento non è andato molto bene visto che non è stato risolto il problema emorroidi, che il sanguinamento post operatorio è durato mesi anzichè giorni e i dolori che ho provato sono stati terribili, indescrivibili, con tutta la terapia del dolore. Di recente ho fatto una visita proctologica dove non è stato riscontrato nulla di particolarmente rilevante se non una leggera rettocele anteriore; inoltre, il medico, per avere la certezza di eventuale defecazione ostruita, mi ha prescritto una rx defecografia (appuntamento gennaio 2008). lo stesso dottore, compreso il mio medico di base, mi hanno detto che per tale problematica viene unicamente proposta una soluzione chirurgica, la cosa mi spaventa non poco vista la brutta esperienza. Ho letto che lei propone una terapia di riabilitazione, mi piacerebbe saperne di più, come funziona, dove viene effettuata (io vivo a Roma), tutto pur di non tornare sotto i ferri. La ringrazio anticipatamente, mi scuso se mi sono dilungata, rimango in attesa di risposta.

Cara Signora Alba,
da quanto descrive il decorso dopo l’emorroidectomia non è stato dei più brillanti. La tecnica dell’emorroidectomia definita di Milligan Morgan ormai rappresenta uno standard nella terapia delle emorroidi di grado elevato e i nuovi concetti chirurgici rendono il decorso post-operatorio del tutto
asintomatico riguardo il dolore mentre piccole perdite siero ematiche possono persistere per una ventina di giorni. A tutela di questo vengono prescritti gli emollienti fecali che permettono una defecazione regolare e morbida. Comnque probabilmente già nel 2000 esisteva una stipsi espulsiva la cui terapia di prima scelta è riabilitativa. La riabilitazione del pavimento pelvico migliorando la coordinazione neuromuscolare migliora la defecazione. Come tutte le riabilitazioni è suddivisa in cicli di trattamento e le tecniche usate possono essere differenti a seconda la gravità dei sintomi (anche associati, urinari e sessuali), del rettocele e dell’eventuale presenza di perineo discendente. Le tecniche devono essere proposte dallo specialista dopo una prima visita e nella mia esperienza hanno una notevole percentuale di successo (come anche recentemente pubblicato su riviste specializzate).Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buongiorno Dottor Nicastro, ho 51 anni, un prolasso mucoso ed emorroidi di IV° grado, un piccolo rettocele di cm. 1,5 ed una TREMENDA STITICHEZZA che mi mina notevolmente la qualità della vita.Inoltre mi è stata constatata una dissinergia ano-rettale ed un rallentato transito intestinale, infatti i markers assunti durante 7 giorni all'esame radiografico c'erano tutti,tra il colon discendente e l'ampolla rettale non ne è stato espulso nemmeno uno.Sono in lista d'attesa per l'intervento per il prolasso mucoso e le emorroidi, posso risolvere la mia stitichezza che alla luce di quanto sopra resta il mio problema principale? E' vero che l'intervento secondo LONGO è l'unico risolutivo per il problema stitichezza? Grazie per le risposte che vorrà darmi.

Cara Signora Daniela,
purtroppo personalmente sono contrario all’intervento che le hanno consigliato, non per preconcetti ma in quanto non è risolutivo sia per le emorroidi che per la stipsi. Inoltre sono ormai molti i pazienti che sottoposti a tale intervento sono preda di complicanze e sofferenze. Il suo quadro patolgico è complesso ma comune. Bisogna prendere in considerazione una azione terapeutica sia sul rallentato transito sia sulla stispi espulsiva e spesso la terapia risolutiva è riabilitativa. Riguardo le emorroidi di IV° grado con prolasso mucoso l’unico trattamento risolutivo è l’emorroidectomia (asposrtazione delle emorroidi) e la prolassectomia mirata intervento che se ben condotto è risolutivo e non prevede particolari sequele post-operatorie.
Carisaluti

Spett.leDott. Nicastro, circa sette anni fà ho eseguito un retto-colonscopia a causa della presenza di sangue rosso vivo nelle feci. Il risultato fù negativo. Da circa 15 giorni, a fronte di una defecazione difficoltosa e dolorosa, ho notato la presenza di sangue rosso vivo nelle feci (esterno ad esse). Ad oggi, ho ancora una modesta stipsi e continua la presenza di feci verniciate esternamente. Il mio medico di base, ha effettuato una esplorazine manuale dell'ano escludendo la presenza di masse. Ha detto che sostanzialmente la retto-colonscopia effettuata tempo addietro escluderebbe la possibilità di formazioni preoccupanti. Inoltre ha affermato che la presenza di sangue rosso-vivo esterno alle feci, è propria di lesioni dell'ano, causate in questo caso, dalla stipsi. Mi ha consigliato di stare tranquillo concentrando però le attenzioni sul risolvere il problema della stitichezza, causato secondo lui, dalla vita sedentatia che faccio e dall'ansia (soffro di crisi di ansia ed attacchi di panico con tendenza ad essere ipocondriaco). Questo mi è stato comunicato venerdì scorso (fare riferimento alla data della presente). Oggi, andando ancora al bagno, ho avuto lo stesso problema di stipsi con la solita emissione di sangue rosso vivo all'esterno delle feci. Non ho episodi di rettorragia senza defecazione, ne particolari dolori addominali durante e dopo la defecazione. Non sono dimagrito e non accuso astenia. Ho 44 anni. Vorrei sapere se è comunque il caso di farmi controllare da un protcologo e nel caso, come fare per prendere con Lei un appuntamento. Cordialmente la saluto. Marco

Caro Signor Marco,
sono concorde con il suo medico. Dovrebbe ben curare la stipsi e la sua sindrome del colon irritabile. Riguardo il sanguinamento è caratteristico delle patologie ano-rettali. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita specialistica completata con una videoproctoscopia digitale al fine di
definire la diagnosi. Riguardo un eventuale appuntamento potrà prendere contatti con la mia segretaria (sig.ra Donati) al numero 06.65975188.
Cari saluti

Salve gentile dottore,sono una ragazza di 23 anni.Questa è la mia storia:ho sempre avuto un brutto rapporto col wc a causa della stitichezza che ho in certi periodi.In quei casi,a causa dello sforzo, trovavo del sangue e avevo un po di dolore ma niente di importante.Adesso è da 20 gg circa che soffro maledettamente a causa di uno sforzo eccessivo.Il medico generico mi ha fatto provare diverse pomate (preparazione H,connettivina,ruscoroid e anche mesalazina), ma senza risultati.Poi ho fatto una visita da uno specialista che mi ha diagnosticato una ragade (dopo aver guardato e toccato) e mi ha dato l'ennessima pomata Antrolin e consigliato dei bidet caldi.Ma ancora nulla di diverso. Qualche giorno fa ho visto un altro specialista che,previa visita effettuata soltanto "guardando" (forse impressionato dai miei strepiti!)mi ha consigliato l'intervento di sfinterotomia come unica soluzione al problema senza alcuna alternativa. Sono rimasta alquanto shoccata perchè nn credevo fosse necessario. Ho una paura tremenda dell'operazione,dell'anestesia, di addormentarmi, del risvegliarmi e del post operatorio. Poi leggendo qui intorno ho sentito parlare anche di incontinenza. li ho prroprio deciso di non farlo! non voglio ritrovarmi incontinente, nè ora nè tra 30 anni! Come posso fare? che alternativa mi da?come fa questo dottore a sapere se è cronica ed è necessario l'intervento? potrebbe guarire continuando cosi?e se nn guarisce e continuo a soffrire,puo aggravarsi richiedendo un'operazione piu complicata?intanto i dolori continuano dopo la defecazione. anche se le feci sono piu molli,per 6 ore circa. Non sto uscendo piu di casa e quando nn ne posso fare a meno prendo un analgesico.Sto prendendo la calendula in goccie e dissolta nell'acqua del bidet..ma fa poco. AIUTO!nn voglio entrare in sala operatoria!!!ma se aggravo solo la situazione nn sottoponendomi all'intervento adesso?? spero tanto in una sua risposta" La ringrazio tantissimo anticipatamente!

Cara Signora Alessandra,
la ragade è la patologia anale che speso attanaglia i pazienti con stipsi. Il peggio che la sua presenza oltre ad evocare dolore e sofferenza, mantiene la stipsi stessa. Le indicazioni terapeutiche per la risoluzione dsella patologia sono diverse, compreso il trattamento chirurgico. Nella mia esperienza l’intervento per ragade non ha mai destato alcuna preoccupazione (si fa prima a farlo che a spiegarlo), inoltre è immediatamente risolutivo sul dolore. Non sono in pieno accordo con la sfinterotomia, questa dovrebe essere dettata dalla presenza di un vero ipertono, che a sua volta andrebbe dimostrato dalla manometria anale, esame indispensabile anche per la corretta valutazione della funzionalità degli sfinteri anali. Capisco le sue paure e le sue perplessità ma non deve fasciarsi la testa prima di rompersela. Innanzitutto le consiglio una videoproctoscopia digitale per
valutare la presenza di una ragade cronica o acuta e stabilire anche il grado della cronicità. In base al risultato procedere ad una adeguata terapia anche in rapoprto alla stipsi. Cari saluti

Ho 33 anni sono alta 1.70 per 52 kg negli ultimi dieci anni ho fatto uso- abuso di lassativi, ho effettuato da poco una colonscopia perchè imoprovvisamente in seguito ad un grosso dispiacere ho avuto dei problemi ma era tutto a posto; attualmente soffro di stipsi pur facendo una corretta alimentazione vorrei sapere se esiste una sorta di rieducazione dell'intestino che aiuti con una correta alimentazione e delle buone abitudini a non fare più uso di lassativi . attendo notizie grazie

Cara Signora Raffaella,
la stipsi riconosce diverse cause ma le cattive abitudini portano a trattarla solo con i lassativi. Non tutte le stipsi devono essere curate con i purganti ma solo alcune di esse e non sono frequenti. Nel suo caso bisogna prima ben definire la causa della sua stipsi e poi procedere ad un corretto percorso di terapia. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura del mio libro Il Dono Negato: storie di stitichezza e dintorni. Spero che potrà averne benefici.
Cari saluti

Gentile professore le scrivo per unparere. Sono stitica dalla nascita ed esattamente un anno fà doponumerosi controlli ho appurato di evere un rettocele di circa 6 cm.Sono stata operata e pensavo di aver risolto per sempre il mioproblema. Invece purtroppo non riesco ad evacuare se non prendo un cucchiao da te di magnesia. Ho fatto anche il clisma opaco e non è risultata nessuna anomalia. Premetto che mangio tanta frutta e verdura, cibi integrali. Frequento lezioni di acquagym due volte a settimana. Sono stanca e non so più cosa poter fare. La ringrazio per l'attenzione prestatami. Distinti saluti.

Cara Signora Lena,
le cause della stipsi sono molte. Probabilmente la presenza del rettocele nascondeva una ulteriore causa della sua stipsi cioè un disfunzione della muscolatura del pavimento pelvico che è deputata anche alla funzione della evacuazione. Nella mia pratica clinica i pazienti con retocele sono studiati anche per constatare questa disfunzione e prima e dopo la chirurgia sono sottoposte a cicli di riabilitazione del pavinento pelvico che riescono a governare il sintomo stipsi senza l’uso di lassativi e purganti. Penso che una visita colonproctologica dedicata anche sulla regione pelviperineale possa mettere in evidenza questa situazione e indirizzarla ad una corretta procedura terapeutica. Se mi permette una autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato: storie di stitichezza e dintorni, forse potrà comprendere quali sono le dinamiche che coinvolgono i pazienti con stipsi e quale possono essere le varie soluzioni.
Cari saluti

Buona sera dott.Nicastro, le scrivo x un problema che riguarda mia sorella.E' una ragazza di 28 anni e circa 8 anni fa ha iniziato ad avere problemi di stipsi.Aveva difficoltà ad andare in bagno regolarmente se non dopo circa 5,6 gg a causa di coliche addominali.Ricoverata in ospedale e dopo alcuni esami le viene diagnoticata sindrome da colon irritabile.Dopo un tentativo con una dieta alimentare rilasciata dall'ospedale per presunta intolleranza al lattosio il problema persiste.Da circa 2 anni si aiuta con uno sciroppo lattulosio circa 2 volte a settimana x cercare di andare in bagno.Ci sono degli esami specifici per riuscire a capire e a risolvere questo problema?La defecografia potrebbe essere uno di questi?Potrebbe prenotare una visita presso il vostro centro?La ringrazio per una eventuale risposta Cordiali saluti

Caro Signor Giuseppe, la sindrome del colon irritable diagnosticata a sua sorella potrebbe essere la causa della sua stipsi, ma il ricorso ai purganti non è la cosa migliore da fare in quanto anche se riescono in qualche modo a favorire una defecazione dall’altro lato peggiorano lo stato funzionale del colon. Ringraziandola per la fiducia accordatatmi se lo ritenesse opportuno potrà telefonare alle segretrerie degli studi dove lavoro per prendere un appuntamento e intanto mi perdoni per la tardiva risposta.
Cari saluti e auguri per un 2009 di serenità

Gentil Dott. Nicastro, mi chiamo Samanta ed ho 50 anni. Sono affetta da un lieve prolasso mucoso del retto che mi dà problemi durante l'evacuazione. Ho acquistato il suo libro ed ho letto che il prolasso della mucosa è risolvibile solo chirurgicamente. Io, ripeto ho un piccolo prolasso: la mucosa si appoggia sull'ano; alcune volte accuso un po' di peso anale; il più delle volte sto benissimo. Solo tempo fa le emorroidi interne mi procuravano un po' dolore, ma ora seguo una alimentazione molto controllata e devo dire che sto meglio. Sono le emorroidi interne che causano lo scivolamaento della mucosa o viceversa? Ho inserito nella mia alimentazione lo psillio cuticola di cui lei parla nel suo libro e devo dire che l'evacuazione è molto migliorata. Come mi devo comportare per evitare l'aggravamento del prolasso? Mi sento male all'idea di dover subire un intervento, sicuramente non risolvibile. La prego mi consigli. La saluto e la ringrazio per la sua cortesia.

Cara Signora Samanta,
un piccolo prolasso della mucosa rettale può dare disturbi della defecazione che sicuramente andrebbero valutati in modo più approfondito. Mi spiego. Se la stipsi è dovuta al prolasso è logico che la risoluzione della stipsi è l’asportazione del prolasso, ma perchè lei ha avuto un miglioramento con l’assunzione delle fibre? Questo mi porta a credere che non sia il solo prolasso la causa dei suoi sintomi e quindi un buon inquadramento diagnostico potrebbe portare ad un adeguato percorso di terapia. La ringrazio per gli apprezzamenti sul Il Dono Negato e mi perdoni per la tardiva risposta.
Cari saluti e auguri per un 2009 di serenità

Egr. Dottore, stavo visitando il sito perché da più di un anno soffro di stipsi, nonchè di emorroidi e gonfiore allo stomaco. Ho iniziato a risolvere nella mia maniera il problema, tramite microclismi alla glicerina poiché pensavo che si sarebbe trattata di una cosa passeggera. Da qualche mese assumo regolarmente "Le dieci erbe" ed è solo grazie a queste pillole che riesco nella defecazione, anche se questo mi provoca forti fitte allo stomaco e mi provoca l'effetto contrario. Provocano effetti negativi anche se si tratta di erbe?Da circa un mese, sto curando l'alimentazione mangiando verdure e molta più frutta ma se sospendo le pillole, ritorna tutto come prima. In più, da più di un mese, a distanza di giorni, ho l'intestino infiammato. Soffro di emorroidi. Da circa 7 gg. sto assumendo Arvenum 500, proctolyne ( mi sembra si chiami così) e sto usando una pomata. Il gonfiore è passato ma ancora le emorroidi non sono rientrate del tutto e durante la defecazione provo dolore. Tutto è iniziato da quando sono stata assunta in un'agenzia di viaggio. Conduco una vita sedentaria ( 8 ore seduta davanti al pc) anche se due volte alla settimana svolgo attività fisica. Temo che mi porterò dietro questo problema per sempre poiché se non assumo le pillole mi si blocca tutto. Ho sempre lo stomaco gonfio e dolorante e non so più cosa fare. potrebbe darmi un consiglio?

Cara Signora Tecla,
innanzitutto le erbe che assume sono dei purganti. Anche se camuffate come tali rappresentano comunque la base di tutti i purganti venduti in farmacia. Il mio consiglio è di consultare uno specialista colonproctologo per poter definire l’origine della sua stipsi e inquadrare anche il suo problema colico e emorroidario. Potrà così intraprendere un adeguato
percorso di terapia.
Cari saluti

Salve Dott. Nicastro, mi chiamo Chiara e ho 26 anni. Ho un problema di stipsi da quando avevo qualche mese e ancora ne soffro. Ho cambiato più volte la mia alimentazione ma niente. Adesso sono in cura da un medico e le cose vanno un pochino meglio. Volevo farle questa domanda perchè nessuno mi risponde con chiarezza. io ho spesso dolori appendicolari e una volta sono anche andata al pronto soccorso ma non mi hanno operato perchè non ero in peritonite ma mi hanno dato degli antibiotici da fare. Ogni volta che ho questi dolori anche se lievi devo prendere antibiotici?C'è un modo per sfiammare l'appendice?Grazie dottore e saluti.

Cara Signora Chiara,
l’appendicite si opera quando non è in peritonite e non quando questa complicanza si manifesta. Detto questo credo che sia la stipsi che i suoi dolori addominali vadano attentamente valutati e una visita specialistica potrebbe derimere i primi dubbi e stabilire un esatto percorso diagnostico e terapeutico. La invito (permettendomi una autopromozione) alla lettura del IL DONO NEGATO, potrebbe essere di aiuto per capire come insorge una stipsi e come poterla risolvere. Cari saluti

Spett.le Dr. Nicastro Le chiedo un consiglio per un disturbo di parziale ostruzione intestinale che non riesco a risolvere anche a seguito di un'operazione, effettuata a novembre del 2003, per emorroidi interne con tecnica stapler. Nel corso di quest'anno (febbraio 2008), subendo un aggravarsi del problema, ho eseguito una serie di indagini fra le quali una ENTERO-COLPO-DEFECOGRAFIA nella quale risulta quanto segue: La fase defecografia, valutata mediante tecnica digitale, ha evidenziato un normale tempo di apertura del canale anale e di svuotamento dell'ampolla rettale che risulta completo. Durante tale fase si osserva la comparsa di un rettocele anteriore di cm. 5 e di una invaginazione intrarettale. L'indagine documenta inoltre una discesa dell'intestino tenue che comprime la parete anteriore del retto come per una condizione di enterocele. Regolare è il calibro del canale anale.' Alla luce di questa diagnosi, il proctologo mi ha consigliato un nuovo intervento in cui mi dovrebbero rialzare l'intestino tenue in laparoscopia, e rimuovere il rettocele. Mi ha anche precisato che non garantirebbe la totale buona riuscita dell'operazione a causa di quella già subita precedentemente nella quale, peraltro, è stato necessario intervenire ulteriolmente, dopo soli tre giorni, per rimuovere una grappetta impigliatasi all'interno del retto occludendolo. Potrebbe darmi un consiglio? Potebbe essere una valida alternativa, all'operazione chirurgica, la serie di esercizi fisici da lei proposti? Attendo una sua risposta via e-mail o tramite cellulare.

Cara Signora Angela,
purtroppo non è la sola persona alla quale è stato indicato un trattamento chirurgico per una patologia funzionale. Alla luce di quanto ha descritto presumo che l’enterocele fosse preesistente all’intervento e di questo si doveva tenerne conto nell’approccio terapeutico. Il consiglio del proctologo non è del tutto insensato ed è giustificato dal quadro defecografico. Comunque i disturbi della defecazione sono tanti e spesso la rieducazione funzionale dl pavimento pelvico, quando indicata, riesce a risolvere quelli le cui cause sono inerenti all’ultimo tratto dell’apparato digerente. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura de Il Dono Negato, forse potrà trovarvi delle risposte concrete alle sue domande e ai suoi dubbi.
Oltre a questo le consiglio comunque una valutazione specialistica perpoter definire se nel suo caso la rieducazione possa essere un valido aiuto.
Cari saluti

gentilissimo dottore,le chiedo con grande umilta',se mi puo' dare qualche delucidazione.sono molto preoccupata,perche' mia madre che ha 57 anni,da anni soffre di stitichezza. Due giorni fa,dopo aver mangiato dei broccoli,dopo molte ore ha avvertito nausea,e con crampi alla pancia,senza sforzarsi ha avuto la diarrea ed emissione abbondante di sangue rosso vivo.,il tutto e' durato per tre giorni. La settimana prossima fara' la colonscopia,la prego dottore l' ansia mi sta divorando,cosa potrebbe essere? STO IMPAZZENDO HO PAURA

Cara Signora Cristina,
la ringrazio per la fiducia. I sintomi che accusa sua madre potrebbero essere dovuti alla presenza di una diverticolite, frequente nei pazienti affetti da stipsi. Anche il modo in cui si sono manifestati fanno supporre tale diagnosi che comunque dovrà essere confermata da una visita specialistica e dalla colonscopia. Un solo appunto, se la crisi è recente si dovrebbe prima cercare di risolvere la fase acuta e poi procedere alla colonscopia.
Cari saluti

Pregiatissimo Dottor Attilio Nicastro, vorrei chiederle se un bambino di 11 anni, con una tremenda stipsi (il bimbo è stato da noi adottato e viene da una drammatica situazione che ha vissuto in Congo), defeca ogni 5/6 giorni, una "palla" dura, nonostante una attenta dieta. Logicamente le stiamo provando tutte per evitare che arrivi a 5/6 giorni. Tempo fa ha fatto la manometria e non risultava nulla, sarebbe indicato per lui il nuovo esame di defecografia ??? Grazie per la gradita e preziosa risposta.

Caro Domenico,
non credo proprio che per un bambino di 11 anni sia necessario eseguire una defecografia per stabilire l’origine della stipsi, credo piuttosto che una attenta valutazioni, senza “invasioni barbariche” possa portare ad un percorso di terapia adeguato.
Cari saluti

gent.dott.attilio sono una donna di 42 anni ho avuto l'isterectomia senza togliere le ovaie sono intollerante al latte e le proteine del latte quando seguo la dieta va molto meglio mio padre all'eta di 49 anni e morto di carcinoma al colon ed io soffro da una vita di stipsi alternata si risolveva nei periodi di mestruazioni oggi quando e il periodo che mi dovrebbero venire begli altri giorni invece vado in bagno ma mi rimane sempre la senzazione di non aver espulso tutto ho acquisito la sana abitudine di bere appena sveglia e da un po di tempo ho un dolore alla vescica ho fatto piu di una urinocoltura e ci sono sempre delle tracce di sangue dovute secondo il parere del biologo a non pulizia .pensa che dovrei fare questa ecagrafia ho e una spesa inutile? buon lavoro

Cara Signora Rosa,
credo che prima di eseguire ulteriori esami utili o meno, è necessario che lei si sottoponga a visita specialistica per meglio definire l’origine della sua stipsi. Però vista la sua familiarità per tumore del colon è prudente che lei esegua una colonscopia come prevenzione dei tumori del colon. Inoltre l’esame potrebbe dare utili informazioni sulla origine della stipsi.
Cari saluti

Egregio Dottore, ho 51 anni e da sempre soffro di stipsi, causata credo, da un'intolleranza al latte materno curata male da pediatri di 51 anni fa! L'intestino da sempre atonico,(ho fatto vari esami negli anni, anche presso il Policlinico Umberto I di Roma, e la diagnosi è sempre la stessa (grazie a Dio):atonia intestinale) quindi insensibile alla verdura-frutta-fibre-molta acqua,ecc.-anzi più si riempie e più si blocca - peggiora sempre più e mi vedo costretta a prendere dei lassativi, che sì mi aiutano a volte, però mi provocano meteorismo, dolori con sensazioni di poco svuotamento e tutto quello che riguarda il colon irritabile. Non so più cosa fare, anche perchè per defecare - ormai da anni, anche sotto effetto lassativo - non mi occorrono solo sforzi, ma anche piegamenti del ventre: sdraiarmi e piegare le gambe all'indietro, sia per liberarmi del meteorismo che delle feci. Immagini il mio imbarazzo e difficoltà a cambiare bagno, quindi non esco quasi mai di casa, vado solo al lavoro con il mio mal di pancia e aspetto con ansia il ritorno a casa (bagno). Grazie per aver dato a quelli come me la possibilità di spiegare tutto, anche nei minimi particolari che non sono mai riuscita a raccontare a nessun medico.

Cara Signora Elena,
i disturbi della defecazione possono avere varie cause sia di origine colica sia di origine rettale e dei muscoli del pavimento pelvico. Una visita specialistica potrebbe dirimere i dubbi e stabilire una adeguata terapia. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura del Il Dono Negato libro scritto per i pazienti affetti da stipsi.
Cari saluti

buongiorno dottor Nicastro ho 40 anni e da 10 soffro di stipsi cronica, il mio medico mi ha fatto fare una lastra dell'apparato digerente con contrasto perchè negli ultimi mesi soffro anche di bruciori allo stomaco.Il risultato dell'esame parla di gastroduodenite e colon a festone . Sa darmi qualche consiglio sulla dieta? a livello chirurgico si può intervenire per riposizionare il colon? grazie

Cara Signora Raffaella,
non credo che lei abbia bisogno di interventi chirurigici per risolvere i suoi sintomi. Deve solo cuararsi e bene. Una visita colonproctologica è indispensabile per poter meglio definire la diagnosi e decidere un adeguato percorso di terapia. facendomi una autopromozione le consiglio di leggere il mio libro Il Dono Negato, forse le potrà essere utile per meglio capire l’origine della sua stispi e come curarla.
Cari saluti

Salve dottore,volevo esporre un mio problema: da qualche settimana quando mi pulisco con la carta igienica dopo aver defecato riscontro una macchia di sangue. La cosa che mi stupisce è che toccando l'ano non riscontro dolori né bruciori e nessun altro sintomo. Che cosa ne pensa lei?il sangue a mio parere e abbastanza vivo, come potrei curarla da solo ? preparazione h funzionerebbe se non fosse nulla di grave ? a che tipo di medico dovrei rivolgermi ? grazie per l'attenzione e aspetto una sua risposta. Grazie Dottore

Non si deve preoccupare eccessivamente. Cerchi di non provocare strofinamenti durante la pulizia anale ed usi prodotti specifici per l’igiene anale quali il fisian, il sapigen k, l’anonet. Infatti i microtraumi della zona anale possono provocare delle microlacerazioni che facilmente sanguinano. Usi acqua fredda ed i prodotti consigliati e solo se il sanguinamento persiste si sottoponga ad una visita proctologica. Cari saluti

Salve dottore, io vorrei sapere come mai ho sempre dolore sotto l'addome (dove c'è l'appendice). L'appendice l'ho tolta più di 15 anni fa e soffro di stitichezza. Il mio medico mi ha dato delle erbe per farmi defecare e le erbe funzionano ma ho sempre dolori forti sotto l'addome, non riesco neanche a tossire perché adesso quando tossisco non solo ho forte dolore ma ho anche perdite di urina lei mi può aiutare a capire un po cos'è, la ringrazio

I sintomi accusati potrebbero far sospettare la presenza di un colon irritabile. La stitichezza e la perdita di urina ai colpi di tosse potrebbero essere determinati invece da una disfunzione del pavimento pelvico. Il mio consiglio è di consultare uno speciaalista colonproctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Curare la stitichezza

Gentile dott.re buonasera sono una donna di 39 in piena "crisi esistenziale" per la recente diagnosi seguita a defecografia, eseguita con opacizzazione con bario a elevata densità somministrato per via anale e orale, e con seguente referto: "... Si dimostra una buona distendibilità dell'ampolla rettale. La giunzione rettoanale è situata a riposo superiormente al margine inferiore delle tuberosità ischiatiche e subisce una regolare escursione durante le manovre dinamiche. Non sono stati osservati fenomeni di incontinenza nel passaggio dalla posizione decubito a quella in ortostatismo e sotto i colpi di tosse. Il pavimento pelvico e normo resistente durante la prova dinamica. La fase defecografica, valutata mediante la tecnica digitale, ha evidenziato un aumentato tempo di apertura del canale anale e disvuotamento dell'ampolla rettale che risulta incompleto. Sulla parte posteriore del retto è presente un'incisura ad ampio raggio che si riduce parzialmente durante la fase defecografica ed è compatibile con un difettoso rilasciamneto della fionda puborettale. é presente un rettocele anteriore di 4 cm in cui ristagna il bario. Regolare il calibro del canele anale."Premettendo che sono nullipara e sottopeso per passate problematiche alimentari ora superate, con uno stile alimentare definibile flexitariano ovvero prevalentemente vegetariono ma con qalche trasgressione ittica, soffro da sempre di stipsi (anche da bambina) che da un paio d'anni si traducono anche in incompleta evacuazione che mi costringe dover ricorrere a manovre manuali abbastanza gravose per chi vive di sempre di corsa ed è pendolare. Il chirurgo al quale mi sono rivolta mi a propsto un ciclo di terapia riabilitativa seguito da STARR; per la prima proposta a parte il costo (sono una precaria) tutto sommato sono d'accordo ma la seconda mi lascia interdetta (vista la dubbia fama) e non poco dimorosa di finire di male in peggio. La prego mi dia un consiglio: ho già avuto tanti problemi nella vita un altro ancora proprio NON LO SOPPORTEREI. La ringrazio fin d'ora per il consiglio che vorrà potrà darmi.D.V.

Cara Signora,

i disturbi della defecazione e la stipsi riconoscono diverse cause. Nella sua lettera dice di soffrire di stipsi da molti anni e questo potrebbe dipendere da una causa colica mentre i disturbi dell’espulsione da una causa rettale (rettocele). Mentre questa seconda causa potrebbe avvalersi di una adeguata e corretta terapia di riabilitazione del pavimento pelvico la prima causa andrebbe curata in diverso modo, comprendendo se esiste un rallentato transito e quale è la causa.  A mio parere l’intervento proposto non risolve i suoi problemi di stipsi e questo sintomo andrebbe ben indagato per un corretto percorso di terapia.

Come curare la stitichezza

gent.le dottore,mi chiamo Paola, ho 42 anni, sono una paziente atassica; da circa un anno soffro di questo problema; avverto la necessità di andare in bagno, ma in fase espulsiva devo fare degli enormi sforzi per riuscirvi; mi è stato diagnosticato un rettocele e dalla rettomanometria un'atrofia del canale anale. Ho fatto anche una coloscopia virtuale dalla quale non è emersa alcuna novità. Cosa posso fare dato che attualmente assumo solo lassativi che però mi aiutano poco e le feci hanno assunto la forma di bucatini?Grazie in anticipo per la risposta

Cara Signora Paola,

l’atassia è una rara forma di patologia neurologica che provoca delle alterazioni sulla muscolatura volontaria non esclusa quella del pavimento pelvico e quindi degli sfinteri anali. Oltre alle terapie convenzionali per la cura della atassia è sempre consigliata una riabilitazione che, con una attenta valutazione clinica, potrebbe essere estesa nel caso specifico alla struttura neuromuscolare del pavimento pelvico.

salve dottore!! ho 57 anni,cerchero' di essere sintetico, soffro di colon irritabile da circa trentanni, operato di emorroidi circe due anni fa col metodo longo, pensavo che la difficolta nella defecazione fosse appunto costituita dalla presenza delle emorroidi, la manometria rettale eseguita successivamente ha evidenziato che il problema della defecazione incompleta e' dovuta ad un ipertono del muscolo pubo rettale!!! preciso che la prima fase della defecazione avviene piu o meno senza sforzi, ma sento che non e' completa,sento il bisogno di completare la defecazione ed e' in questa fase che nascono i problemi!! stimolo che arriva fino ad un certo punto ma quasi impossibile a completarsi!! esistono terapie in merito? le chiedo inoltre se e' normale che da un paio di mesi le manifestazioni del mio colon irritabile siano variate, in quanto prima le feci erano dure ora si alternano a feci dure e diarroiche? la ringrazio di cuore per la risposta!! ps: la mia ultima colonscopia risale a cinque anni fa, e' il caso di rifarla? anche se non noto sangue nelle feci? lo specialista ritiene di no!!grazie

Caro Singore,

i sintomi da lei descritti possono essere interpretati in diverso modo. La stipsi espulsiva che lamenta potrebbe essere dovuta ad una alterata dinamica del pavimento pelvico (quindi anche del muscolo puborettale), ma anche alla sindrome del colon irritabile. patologia funzionale del colon. Inoltre, nel suo caso andrebbe valutato anche lo stato atuale del retto in relazione all’intervento subito (Intervento di Longo). Infatti il tenesmo (sensazione di dover ancora evacuare) potrebbe essere determinato dalla modificazione anatomica relativa all’intervento chirurgico ma anche ad una infiammazione dell’ultimo tratto del retto. A mio avviso non è necessaro al monmento eseguire alcuna colonscopia ma una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore determinazione diagnostica e per un corretto percorso di terapia.

ho 83 anni quaranta anni fa sono stato operato di emorroidi e dieci anni fa, dopo la prostatoctomia radicale, mi è stata impiantata la proact per risolvere in parte l'incontinenza. Da qualche anno soffro di una stipsi enorme, mi si consiglia di fare la starr, ma con quali rischi?

Caro Signore,

per cuarare la stipsi, nella grande maggioranza dei casi, non bisogna ricorrere ad alcun intervento chirurgico, tanto meno alla STARR. Le consiglio di consultare uno specialista colonprctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Dott. Nicastro, sono a chiedere da cosa proviene la mia sovente aerofagia, con conteporaneamente il sentore di dover defecare, e al momento della fuoriuscita delle feci, seppur sforzandomi un po' non riesco a evacuare, come sino a circa 2 mesi fa, facevo normalmente tutti i giorni senza aerofagia. Faccio presente che un mese fa ho fatto la colonscopia, dalla quale non risultano grossi problemi se non diverticoli. Ora la mia dott.sa mi ha prescritto prima psillogel, ed ora movicol, ma sinora non ho trovato miglioramento, se non una minima defecazione con pezzi lunghi e piccoli. Vorrei pertanto da Lei un consiglio in merito, poiche'mi sento preoccupato, e anche se ho 75 anni, sono sempre stato bene, e faccio tutti i giorni feriali 2 ore circa di palestra mista senza pesistica. La ringrazio in anticipo e invio i migliori saluti. Bruno Sotteri

Caro Signor Sotteri,

probabilmente i suoi sintomi sono legati alla presenza della malattia diverticolare, che a mio parere andrebbe adeguatamente curata.

Buon giorno, ho 54 anni e da qualche tempo ho difficoltà nel defecare, mi si forma un tappo che essendo comunque morbido alla fine riesco in qualche modo ad espellerlo, anche se la sensazione è che all'interno vi siano ancora delle feci. Mi domando e chiedo, cosa è consigliabile fare?

Cara Signora, la prima cosa da fare è una visita colonproctologica per giungere ad una diagnosi di causa dei suoi disturbi e quindi procedere ad una corretta terapia.

Egregio dott. NICASTRO .. Sono una donna di 52 anni ...Dieci anni fa mi fu asportato l utero x problema di fibroma e dopo 5 anni dall intervento cominciai ad avere fastidi al retto mi fu praticata una rettoscopia + visita rettale ma entrambi con esito negativo e dopo tante terapie tra cui clisteri e supposte riuscii a stare bn con il topster supposte e asacol supposte .Adesso dopo 5 anni mi e scomparso questo fastidio rettale ho fatto di nuovo visita rettale e rettoscopia . dalla rettoscopia mi hanno diagnosticato piccole emorroidi ma insignificante poi ho eeguito una defecografia e da questo esame e stato diagnosticato il mio problema . la diagnosi e questa...ESAME ESEGIUTO PREVIA CONTEMPORANEA OPACIZZAZIONE DELLE ANSE DIGIUNO-ILEALI DELLA VAGINA E DELL AMPOLLA RETTALE.BUONA LA DISTENSIBILITA'DELL AMPOLLA RETTALE.ASSENZA DI PERDITA INVOLONTARIA DI CONTRASTO NEL PASSAGGIO DAL CLINO ALL ORTOSTATISMO.BUONA LA FUNZIONALITA' DELLA FIONDA PUBO-RETTALE NELLA FASE DI CONTRAZIONE ,INCOMPLETO IL RILASCIAMENTO IN PONZAMENTO.SPINTA EVACUATIVA PARZIALMENTE EFFICACE CON VUOTAMENTO RAPIDO MA INCOMPLETO E FRAMMENTARIO PER INCOSTANTE RILASCIAMENTO DELLA FIONDA PUBO-RETTALE CUI CONCOMITA PICCOLO RETTOCELE POSTERIORE.PROGRESSIVA INTERPOSIZIONE DI ANSE ILEALI NELLO SPAZIO RETTO-VESCICALE CON PROGRESSIONE FINO ALLA VOLTA VAGINALE.ORIZZONTALIZZAZIONE DELL ASSE VAGINALE.CADUTA DEL PIANO PERIANALE.La prego cortesemente se e possibile di potermi aiutare e darmi un consiglio su cio' ke posso fare x allieviare questo fastidio . in attesa di una vostra risposta La ringrazio di cuore e vi porgo distinti saluti

Cara Signora,

i disturbi da lei accusati, potrebbero dipendere dalle alterazioni messe in evidenza dalla defeco grafia e principalmente dalla discesa del pavimento pelvico. A mio parere questi sintomi possono essere curati con una adeguato riabilitazione del pavimento pelvico mediante elettrostimolazione e biofeedback.

da 2 mesi soffro di bruciore al (lo so ora dopo tutta una serie di accertamenti collaterali ma negative)pavimento pelvico (quindi non cronico e più specificamente al 'nervo pudendo'(come da impegnativa). mi hanno indirizzato a Rovigo ma sembra che lo specialista non ci lavora più. cosa mi consiglia? Grazie anticipatamente per la risposta. catarinicchia alfonso

Caro Signor Catarinicchia,

non conosco la realtà sanitaria di Rovigo e mi dispiace non poterla aiutare.

Caro dottore sono una ragazza di 28 anni da circa 4 soffro di sindrome da defecazione ostruita , vorrei risolvere il problema drasticamente ma senza operazioni ... ho cambiato alimentazione mi aiuto con il movimento bevo molto anche se molto migliorato il problema sussiste ancora ...ho notato che con l uso della senna migliora moltissimo la situazione ma cerco di usarla poco sono molto stanca non ho mai parlato a nessuno di questo problema che mi stravolge la vita.... oltretutto per anni ho subito delle forzature sessuali che hanno secondo me la loro influenza sulla mia malattia .. vorrei essere serena finalmente ....grazie anticipatamente di tutto

Cara Signora,

quello che mi sorprende è la diagnosi di ostruita defecazione alla sua età e, soprattutto, fatta senza aver mai parlato con nessuno della sua stipsi e presumo nemmeno con il medico curante. La stipsi riconosce diverse cause, che andrebbero tutte sudiate e individuate per indicare un adeguato percorso di terapia. In quella che è definita sindrome da ostruita defecazione le cause possono essere funzionali e/o morfologiche e queste vanno ben distinte tra di loro per poter stabilire se sia necessario un intervento chirurgico (raro), una terapia medica e riabilitativa (frequente). Consulti un colonproctologo che abbia esperienza anche nelle disfunzioni del pavimento pelvico per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Salve, ho sofferto e soffro di stitichezza da sempre, negli ultimi anni questo è peggiorato comunque dopo la gravidanza, ho 37 anni e mi è stata fatta un clisma opaco e una defecografia, i risultati sono questi: DEFECOGRAFIA L'indagine è stata eseguita previo riempimento dell'ampolla rettale con circa 240 ml di soluzione baritata; 20 ml di mdc dello stesso tipo sono stati introdotti nel lume vaginale. L'angolo ano-rettale a riposo presenta valori modicamente incrementati; la sua variazione di ampiezza durante le fasi di ritenzione e ponzamento è regolare. Durante la fase di evacuazione si osserva la comparsa di un rettocele anteriore del diametro di 2.5 cm circa con inizio dell'estroflessione a circa 4 cm dalla rima anale; si rilevano segni di intussuscezione retto-ampollare e pliche di prolasso mucoso in sede posteriore. Il canale anale mostra calibro e decorso regolari. L'escursione inferiore dei piani perineali è incrementata per sindrome del perineo discendente. Il residuo di mdc al termine dell'evacuazione spontanea è modesto. Cosa ne pensa lei? l'intervento potrebbe essere una soluzione o consiglia sempre riabilitazioni?

Cara Signora Nadia,

da quanto descrivere, nel suo caso, la riabilitazione rappresenta la terapia di scelta per la soluzione della stipsi espulsiva. Comunque la stipsi riconosce diverse cause che, spesso, sono associate nella stessa persona e per ognuna di essa bisogna prevedere un diverso trattamento.

Volevo intanto ringraziarla per il suo servizio, la classe medica troppo spesso non considera che siamo persone non corpi, le premetto che solitamente non ricerco consulti medici on-line ma dopo tanti specialisti che mi dicevano tutto e il suo contrario ci terrei ad avere anche il suo parere. Cerco di essere concisa: sono di Vicenza, ho 40 anni, ipotiroidea da circa 20 in cura con Eurirox 100. Nullipara. 15 anni fa ho avuto la mia prima diagnosi di intestino irritabile con variante stipsi, l' evacuazione era insoddisfacente, dopo colazione dovevo andare in bagno più volte, a scaglioni, quando sentivo lo stimolo, quindi borborigmi, gonfiore, bla bla.. Curata con anticolinergici, antidepressivi, ansiolitici (per l' intestino mi dicevano) niente da fare. Nel 2008 colecistectomia, di lì pian piano la mia stipsi è peggiorata e sono aumentati i fastidi della defecazione, quindi vai di integratori di fibre e una dieta ad hoc (non ho mai mangiato schifezze), perette, clisteri.. Ho fatto mille esami in questi anni, 2 colonscopie negative, un clisma opaco ndp, lo studio dei tempi di transito evidenzia una stipsi funzionale, la defecografia evidenzia un rettocele di 4 cm con colpocele anteriore e un prolasso mucoso retto-rettale senza evidenti segni di intussuscezione. Il mio enorme problema è che a oggi dopo la prima defecazione spontanea devo effettuare una peretta di acqua tiepida di 250 ml, scarico dopo un po ed effettuo un clistere di un litro, da sdraiata, dopo qualche minuto devo correre sul wc perché l' aria presente nell' intestino non mi permette di trattenere l' acqua. Ma non è finita qui, sento che nell' intestino è rimasta dell' acqua, all' altezza della costola sx, infilo il dilatan e cammino un po', di lì ho lo stimolo ed evacuo feci ed acqua. Sento di non aver terminato e ripeto l' operazione con il dilatan ancora per 2-3 volte finchè l' acqua e le feci non sono uscite. Dopo tutta questa operazione mi rimane una pancia gonfia e la sensazione di non aver terminato, ma a quel punto sono stremata fisicamente e psicologicamente e desisto. Questo accade tutti i giorni da 4 anni, non mi dilungo a raccontarle tutte le implicazioni nella quotidianità e la frustrazione derivante. Alcuni medici hanno caldeggiato la Starr, altri la vedono come causa di ulteriori problemi, l' ultimo medico visto (tutti specialisti o professori) ha minimizzato e mi ha detto di andare da uno psicologo.. Io non vivo più, entro in bagno e ci rimango per più di tre ore, ho provato ad astenermi ma la sensazione di avere la pancia piena di feci non mi rende la vita semplice, anche perché soffro da sempre di flatulenza, nonostante curi l' alimentazione, e questo aggrava il tutto. Secondo lei il biofeedback o altre terapie conservative possono aiutarmi? Ho effettuato la fisiokinesiterapia, un paio d' anni fa, ma non ha sortito effetti. Purtroppo confrontando la defecografia di 5 anni fa e quella più recente che le ho citato noto un netto peggioramento, idem per i tempi di transito, secondo lei a cosa è dovuto? E poi, perché riesco anche a trattenere l' acqua del clistere? Scusi se mi sono dilungata ma cerco delle risposte che nessuno è in grado di darmi. Grazie di cuore se avrà il tempo di rispondermi.

Cara Signora Veronica,

la stipsi riconosce diverse cause e da quanto descrive, nel suo caso, concomitano più eventi che giustificano il suo stato. Sicuramente uno stato ansioso (giustigficato anche dalla sua sofferenza) non aiuta a controllare il colon irritabile, che a sua volta potrebbe deternminare un rallentato transito funzionale. A questo si aggiunge una alterazione morfologica e, probabilmente, funzionale del pavimento pelvico, a sua volta causa di un difetto dell’espulsione delle feci. Sintetizzando: ansia e colon irritabile determinano un rallentato transito, le feci diventano piccole e disidratate e arrivano stentatamente nel retto, dove non permettono unostimolo adeguato. Inoltre uno stato di cattiva funzione della dinamica della defecazione non facilita una espulsione. Lei ben comprende che, confermate le diagnosi, il trattamento della sua stipsi deve prevedere la cura di ognuna di queste cause determinanti. Un adeguato percorso di terapia dovrebbe prevedere la cura del colon irritabile (nelle sue diverse cause), la cura della disfunzione della evacuazione che, a mio parere, potrebbe giovarsi di una corretta  riabilitazione del pavimento pelvico, con protocolli e tecniche adeguate.Spero di essere stato esaustivo.

 

gentile dottore ho 75 anni da circa un anno soffro di stitichezza le feci sono molto dure non riesco evacuare le sopporto per 6 7 giorni faccio un clistere ma l'acqua e rispinta dal tappo delle feci e dopo tanta fatica finalmente ci riesco penso che e' anche dovuto perche' bevo poca acqua sono preoccupato vorrei un consiglio tante scuse e tanti ringraziamenti e buona serata mario

Caro Signor Mario,

la stipsi riconosce diverse cause prima di tutto quelle alimentari e il consumo di poca acqua è una delle cause maggiori. Comunque alla sua età è opportuno comprendere se non esistono altre patologie del colon che provocano la stipsi. Inizi a bere almeno due litri di acqua durante i pasti e assuma più fibre vegetali cotte ma nel frattempo consulti un colonproctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno dottore sono una ragazza  di 29 anni sono stata operata di colectomia totale x megadolicocolon atonico...fatto ileo retto anastomosi destra (di sigma mi ha lasciato più o meno 5 cm) dopo tre mesi sono stata rincanalizzata ma purtroppo mi venne un occlusione e x una briglia tolta quella andavo in bagno 4 volte al giorno...dopo tre settimana ho incominciato ad accusare fastidio sul lato sinistro gonfiore e molta aria e le scariche diminuivanno sempre più lo dissi al mio chirurgo e decise di farmi una laparotomia esplorativa disse che ero piena di aderenze...stavo più male di prima...dopo decose di operarmi di prolasso ccon tecnica Delorme in quanto x andare in bagno mi dovevo sempre aiutare col dito....non mi fece fare nessun esame...i dolori continuavano allora decisi io di fare clisma opaco dove descrive inginocchiamento retto sigma con inizio di enterocele di fatti mi si gonfia continuamente sul lato sinistro e mi si accumulano le feci e faccio troppa fatica ad andare inn bagno e a mangiare...sto' molto male...dottore cosa si puo' fare secondo lei... grazie di cuore in anticipo

Cara Signora Melania,

nella sua lettera vi sono molti punti poco chiari per poter darle una risposta adeguata. Lei parla di colectomia totale (asportazione totale del colon) ma poi afferma che il sigma è stato in parte conservato (?), di ileorettoanastomosi (forse voleva dire ileostomia?), di intervento secondo Delorme per un presunto prolasso del retto ecc. I miei punti di domanda sono necessari non tanto per un giudizio sull’operato del chirurgo ma per comprendere la sua storia clinica. Sarebbe necessario esaminare la sua documentazione clinica, compresi gli esami eseguiti prima e dopo gli interventi, esaminare le sue cortelle cliniche e non in ultimo, ma prioritaria, è una visita accurata per comprendere quali sono i suoi sintomi iniziali e attuali e orientarsi verso una corretta diagnosi per un adeguato percorso di terapia

Gentile dottore, dal 99 ho il chron . Per anni non mi ha dato tanto fastidio, se non diarrea, poi nel 2007 ho avuto varie problematiche sistemiche : Dolori articolari, tromboflebiti, infine ascesso anale , recidivante e fistulectomia. Porto ancora setone. In questi giorni ho fastidio a defecare. Ho spinto e spinto e mi si è formato rettocele. Sento con un dito la parete posteriore del retto che protrude nell'ano andando ad ostruire il canale. Se spingo le feci fanno una palla dentro le pelvi. Posso fare della ginnastica specifica? Avendo il Crhon e dunque essendo esposta , se tolgo il setone, a recidive di fistola, come posso provare ad affrontare la cosa? Anche feci liquide in questo momento non escono se non mi aiuto manualmente. Grazie infinite per l'attenzione. Mi aiuti. Giulia

Cara Signora Giulia,

la malattia di Crohn è una patologia cronica dell’apparato digerente che prevede continue terapie farmacologiche. La patologia può colpire diversi tratti dell’apparato digerente e spesso è complicata dalla formazione di fistole e altre complicanze come lei descrive nella sua lettera. Gli ultimi avvenimenti della sua storia clinica meritano una attenta valutazione specialistica in quanto, a mio parere, bisogna prendere in considerazione un adeguato trattamento della malattia di Crohn, comprendere la sua evoluzione e solo dopo si possono decidere adeguate terapie per la risoluzione o attenuazione dei sintomi.

buingiorno,ho 55 anni e soffro di stipsi come tante donne,ma ultimamente per defecare,sono costretta a lunghi lavaggi con acqua calda per stimolarmi,ma spesso munita di guanto,costretta a rimuovere con dito le feci troppo dure,con tanto disagio ed orrore,ma unico modo per liberarmi,cio' che mi preme sapere,e' se la pratica puo'nel tempo danneggiarmi provocando irritazione,creda ho provoto di tutto,ma il problema persiste e oggi ho defecato con diarrea e sangue rosso vivo.da settimane sto assumendo integratori per drenare e perdere peso,questi possono causare gonfiore,mal di pancia?

Cara Signora Patrizia,

queste continue manipolazioni sicuramente danneggiano ano e retto e questo è confermato dai sintomi riferiti. Spesso durante le diete dimagranti insorge la stipsi, per l’uso di sostanze che rallentano il transito intestinale, per una ridotta quantità di cibo, per un eccesso consumo di fibre, per un ridotto apporto idrico soprattutto durante i pasti. Nel suo caso è necessario comunque prendere in considerazioni altre cause della stipsi (come in tutte le donne che soffrono di questo sintomo), prima di tutto una eventuale disfunzione del pavimento pelvico. Per questo le consiglio una visita colonproctologica orientata anche sulla valutazione della funzionalità del pavimento pelvico, completata con una anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale.

Gentile dottore, da circa venti giorni accuso dei disturbi legati alla stipsi. I sintomi sono: evacuazione più o meno ogni tre giorni con sensazione di non completo svuotamento; feci di colore scuro con presenza di muco; piccoli dolori addominali; sensazione di nodo alla gola; un po' di spossatezza. Faccio presente che bevo molta acqua, faccio regolare attività fisica, mangio verdure cotte e crude, sono intollerante al lattosio per cui la mia alimentazione e' particolarmente curata, soffro di colon irritabile per cui evito di mangiare legumi, alcuni tipi di verdure ed altri alimenti. La ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signor Remo,

la stipsi riconosce diverse cause tra cui anche la sindrome del colon irritabile. Questo disturbo funzionale del colon può provocare sia una accelerazione del transito intestinale ma anche un considerevole rallentamento, dovuto alla spasticità delle pareti del colon, soprattutto del colon sinistro. Questi spasmi sono la causa anche del dolore addominale. Nonostante le attenzioni che lei pone alla alimentazione, si potrebbe ipotizzare nel suo caso un trattamento più specifico per la sindrome del colon irritabile. Le consiglio una visita colonproctologica che potrebbe essere utile nella discriminazione diagnostica e per un adeguato percorso di terapia.

buongiorno, ho 57 anni, il 1 ottobre 2013 sono stata operata a vicenza con diagnosi ODS, prolasso del retto, rettocele anteriore. dimessa il 3 ottobre con decorso post operatorio regolare tranne la comparsa di ematoma perirettale della rima di sutura stabile e asintomatica. i sintomi che mi hanno portata all'intervento: da circa due anni, periodi di stipsi cronica , alternati a periodi di diarrea durante i quali avvertivo tenesmo, Senso di peso all'ano, aria in pancia, sintomi che provo e provavo solo nei giorni in cui vado in bagno, mentre quando sono stitica nn provo alcun sintomo e sto benissimo. nessuno dei medici che ho consultato prima dell'intervento, specialisti inclusi, ha mai preso in considerazione di curarmi per qualsiasi forma di colite. ora, dopo nove mesi dall'intervento, sto molto peggio di prima. vado in bagno anche sei/sette volte al giorno, mi e' stata diagnostica la sindrome dell'intestino irritabile con gastrite non definita e diarrea cronica secondaria a overgrowth batterico e ipersecrezione ghiandolare su base irritativa, l'anoscopia mostra mucosa pallida facilmente friabile e sanguinante al canale anale. suggerita dietGent. Prof. Le chiedo a per colon irritable provato dapprima con questram, costella microflorana e lansox, ma purtroppo il questram mi provocava una stitichezza ingestibile. allora abbiamo abbandonato questa cura e abbiamo provato con rifacol 200, sei al giorno per sette giorni. io sto sempre peggio e non ho più una vita sociale. provo un po' di sollievo prendendo tachidol, ma senza e' un inferno. ho vagato per più di uno specialista a Vicenza senza alcun risultato e francamente incomincio a pensare di essere stata rovinata. gent. Prof. Le chiedo se non sia possibile che il mio malessere sia dovuto a qualche forma di infezione dell'intestino dovuta magari a dei batteri che non si trovano? Preciso che a dicembre ho fatto degli esami delle feci che riporto: coprocoltura negativa, esame parassitologico protozoi ed elminti negato, antigeni helicobacter negativo, sangue occulto negativo , intolleranza al glutine negativo, immunità' umorale 178 (70-400) , Preciso inoltre che nel 2010 ho avuto una leishmaniosi cutanea. la ringrazio e la saluto daniela

Cara Signora Daniela,

la sua storia clinica non è rara o mai ascoltata da un colonproctologo e purtroppo sono molte le persone che hanno subito un intervento per una sindrome da ostruita defecazione (spesso diagnosi di “comodo” per giustificare un tipo di intervento), che non hanno risolto il loro problema di salute e anzi hanno visto peggiorare la loro qualità di vita. nel suo caso la prima cosa da verificare è se persistono complicazioni legate all’intervento subito e valutare quale percorso di terapia sia efficace per il controllo della sindrome del colon irritabile. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buonasera Dottore, le vorrei porre alcune domande. Soffro da sempre si può dire di stitichezza cronica (cioè se non assumo qualcosa non riesco per nessuna ragione ad andare in bagno). Quando ero piccolo, anche fino ai 17-18 anni, tutto sommato ero stitico però comunque riuscivo ad andare in bagno una volta ogni 2/3 giorni, poi da quando ho avuto un serio problema di salute che mi ha portato ad assumere farmaci non sono più riuscito ad andare in maniera spontanea. Il problema l'ho avuto a 20 anni, adesso ne ho 28; da allora ho fatto radiografie, esami gastroentereologici, una colonscopia ma per fortuna sembra sia tutto ok. Assumo un farmaco antiepilettico che di sicuro non mi aiuta, però non posso farne a meno. Sono andato avanti con lassativi, magnesia, tisane e poi finalmente ho scoperto come rimedio le prugne secche!E' un'ottimo rimedio, solo che per andare ne devo mangiare una quindicina..Volevo sapere se mangiarne costantemente così tante potrebbero causare disturbi con il passare del tempo..Fanno male?anche perchè riescono a farmi evacuare, però mi provocano anche molta flatulenza..diarrea..a volte anche dolore al fianco destro...ci sarebbero altri rimedi?Non so una dieta specifica..in attesa di riscontro le porgo; Distinti saluti

Caro Signor Vito,

la stipsi può essere determinate da molte cause, anche dall’assunzione di farmaci. Le cure sono diverse a seconda della causa scatenante. Naturalmente la dieta e l’assunzione di acqua durante i passi sono i primi passi da percorrere in tutti i casi. L’uso e l’abuso di prugne o di altre fibre può determinare a lungo andare una patologia funzionale del colon quale il colon irritabile (come è possibile presumere anche nel suo caso dai sintomi riferiti). Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica per meglio comprendere la causa della stipsi e stabilire un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno Prof.espongo brevemente il mio problema che mi sta rendendo la vita impossibile. Esattamente un anno e tre mesi fa in seguito ad un fecaloma durante un ciclo mestruale l'ultimo avuto infatti risale a tale data. Da allora e iniziato il calvario all'atto defecatorio ho iniziato ad avere dei dolori fortissimi al retto ano e glutei con Feci frammentate strettissime e corte il dolore rimane per tutto il gioro insieme ad un peso incredibile, l 'unico modo per defecare e assumere 5 bustine di movicol al giorno se no null all'esplorazione rettale avvertono solo uno sfintere ipertonico e contratto con spami ma hanno dato il valpinax ma nulla colonscopia virtuale non sono riusciti ad entrare per i forti dolori che avvertivo come patologie soffro di tiroidite di hashimoto anemia leggera e amenorrea con ovaio policistico spero veramente che possa darmi una risposta. Grazie mille

Cara Signora Serena,

li disturbi della defecazione riconoscono varie cause, da quelle alimentari, alle patologie funzionali e non dell’apparato digerente, alle disfunzioni del pavimento pelvico. Nel suo caso è difficile stabilire la causa che porta a questi sintomi e il dolore può essere dovuto o alla presenza di una patologia anale (ragade?) o ad una disfunzione del pavimento pelvico. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per l’indicazione ad un adeguato percorso di terapia.

soffro di stipsi da alcuni anni,ho 55 anni,e con la menopausa(da 13 anni),e' peggiorata.Sento il bisogno di evacuare,ma non riesco se non con alcune tecniche,come,lavaggi con acqua calda,manipolazioni con dito,per espellere,con molta vergogna e fastidio,ma e' l'unico modo per defecare,pur non sentendomi mai completamente svuotata.Eppure mangio molte fibre,alimenti integrali,frutta e verdura,e bevo almeno 2LT di acqua,ogni giorno,non faccio sport al momento,ma movimento e cammino molto,cosa posso fare per tornare alla normalita'?

Cara Signora Patrizia,

le cause della stipsi sono diverse, prima di tutto alimentari. Da quanto lei descrive è probabile che la sua stipsi possa dipendere da una disfunzione del pavimento pelvico, che altera le dinamiche della defecazione. Proprio per questo sospetto le consiglio di consultare uno specialista colonproctologo che si occupi anche di disfunzioni del pavimento pelvico, per una corretta diagnosi e per stabilire un corretto percorso di terapia, che potrebbe prevedere la riabilitazione della muscolatura pelviperineale .

Buongiorno dottore se puo'darmi un consiglio saro'breve 2anni fa sono stata operata con metodo longo prolasso rettocele prolasso emorroidiale ma ancora adesso non mi spiego come mai dopo evacuato ho peso dolore piccole contrazioni e tanta aria attualmente sto prendendo fermenti lattici reutarin e integratori koliner ma questo peso l ho sempre e molto fastidioso il medico che mi ha operata dice che si formano feci secche e'da premettere mangio verdure frutta bevo molto lui continua a dire che per lui io qualcosa di sbagliato faccio nell'alimentazione le posso assicurare che non e'cosi'le porgo i miei saluti sperando di una risposta da parte sua arrivederci

Cara Signora Luisa,

presumo che l’intervento subito sia stato proposto per correggere una alterazione anatomica (prolasso mucoemorroidale e rettocele) spesso causa di stipsi espulsiva. Questo sintomo nella maggior parte dei casi è causato da una alterazione della muscolatura del pavimento pelvico, conosciuta come perineo discendente, che si manifesta a sua volta con la presenza di prolasso e rettocele. A mio parere, la sola correzione del rettocele e del prolasso non modifica la funzionalità del pavimento pelvico e questo spiega la persistenza del dolore gravativo e della stipsi. Naturalmente questa può essere dovuta anche ad altre cause, non ultime quelle legate ad una diminuita motilità intestinale che si manifesta con la formazione di feci piccole e dure. Una delle cause principali di alterata motilità intestinale è la sindrome del colon irritabile che è accompagnata a gonfiore addominale, meteorismo e altri sintomi. Nel suo caso, tutte queste variabili andrebbero prese in considerazione e ben valutate e fatta una corretta diagnosi stabilire un corretto percorso di terapia.

Buongiorno dottore, Ho un grande bisogno di aiuto. Mia madre che ha 66 anni è malata di Alzheimer e sofre di stipsi. Purtroppo negli ultimi tempi credo non sia neanche piu consapevole Di come si fa per defecare. Ancora va in bagno quando ha lo stimolo ma avendo le feci dure non riesce a farlo e non spinge. Ho provato di tutto un po. Sciroppo, tisane, prugne, movicol, 12 erbe e per Ultimo ogni 10 giorni circa le devo fare il clistere. Purtroppo in questi giorni neanche quello ha fatto effetto. Non so più cosa fare. Mi può dare qualche consiglio per facilitarle L'evacuazione? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

Cara Signora Cristina,

purtroppo le persone affette da patologie neurologiche gravi accusano anche una alterazione delle evacuazioni potendo manifestare stipsi e incontinenza. Probabilmente la stipsi dipende anche dai farmaci somministrati e, anche se molto difficile, questi pazienti possono trovare sollievo solo con l’uso di stimolanti (lassativi e purghe), cosa che leggo lei ha già somministrato a sua madre.  Oltre a curare l’alimentazione favorendo l’assunzione di frutta e verdura, le consiglio di far bere a sua madre più acqua durante i pasti allo scopo di favorire ulteriormente la formazione di feci morbide. Se anche questo accorgimento non dovesse funzionare credo che l’unico provvedimento da prendere sia il wash-out ovvero l’utilizzo cadenzato dei clisteri evacuativi.

Buon giorno dottore ,ho 52 anni 11 anni fa sono stata operata di emorroidi,premetto che sono stitica o usato sempre lassativi ,nel 2010 sono stata operata per rettocele avevo prolasso anale,ma non ho risolto la mia stitichezza ,bevo molto e mangio tanta verdura ,ogni mattina devo usare la supposta di glicerina per svuotarmi ,non sento lo stimolo,cosa posso fare ,mi puo dare qualche consiglio? Cordiali saluti

Cara Signora Angela,

la stipsi può essere causata da diverse patologie e, a sua volta, provocare altre patologie. Nel suo caso, posso interpretare, è stata la causa della patologia emorroidale e probabilmente del rettocele. Gli sforzi alla defecazione, soprattutto nelle donne, provoca nel tempo una disfunzione dell’apparato neuromuscolare del pavimento pelvico, spesso un deficit funzionale e rilasciamento, causa della persistenza della stipsi stessa. Una attenta valutazione di questa condizione permette una adeguata impostazione terapeutica. Infatti in caso si diagnosticasse una sindrome del perineo discendente, è possibile attuare una terapia di riabilitazione, con lo scopo di rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico e permettere una normale dinamica della evacuazione e solo se persistono altri sintomi, valutare la correzione chirurgica del rettocele. Nella diagnosi  della stipsi andrebbero prese in considerazioni anche eventuali cause relative al colon. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per definire la condizione anatomica del retto, dell’ano e del pavimento pelvico e prevedere un adeguato percorso di terapia.

Spett dott. Sona stata operata 5 mesi fà di rettopessi ventrale con protesi laparoscopica. Purtroppo, da allora ho problemi defecatori: non ho stimolo, stipsi che combatto con purghe. Vi è qualcosa per risolvere questo tristissimo problema?

Cara Signora,

sarebbe opportuno comprendere la causa della sua stipsi o meglio se questa è solo funzionale o una conseguenza dell’intervento subito. Credo che dopo la rettopessi sia stata sottoposta a controlli, anche del transito colico, necessari per comprendere lo stato anatomico attuale. In molte persone il prolasso del retto sia associa ad un deficit del pavimento pelvico e questo potrebbe spiegare l’assenza dello stimolo e la difficoltà alla defecazione. Stabilita la causa della sua stipsi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

Dopo esser stato operato al colon con la tecnica starr ( problema di prolasso) anziché di migliore le cose sono peggiorate.... Se prima soffrivo di stipsi cronica adesso alterno stipsi a diarrea con forti dolori addominali e mi si forma molta aria nella pancia e non riesco più a controllarmi quando devo evacuare.... Cos'è successo? Molti colonproctologi mi dicono che sia la mia ansia !!! Cosa devo fare?

Caro Signor Felice,

probabilmente è la sua ansia a far emergere una condizione di colon irritabile che poi comporta disturbi della defecazione. Comunque è anche vero che se esiste uno stato ansioso, questo poteva essere la causa della sua stipsi prima dell’intervento di STARR, oppure che sia stato messo in evidenza da un intervento che non ha risposto alle aspettative della persona sofferente (come spesso succede nella STARR). A parte lo stato ansioso che la tormenta, credo che sia opportuna una visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia digitale per comprendere se esistono invece complicazioni a livello del retto (sede dell’intervento subito) che possano giustificare i suoi sintomi e in ogni modo giungere ad una corretta diagnosi e stabilire un adeguato percorso di terapia.

Dottore buona sera. Sono una giovane donna. Da anni soffro di stipsi. Nonostante svariate visite e cure gastroenterologiche (rimandando la causa del mio problema a natura di intolleranze alimentari - alcune delle quali effettivamente riscontrate: lattosio e sorbitolo) non ho visto nel tempo alcun miglioramento, anzi viceversa! Circa due mesi fa, di mia iniziativa ho fatto una visita da un colonproctologo deducendo che il mio problema fosse defecazione ostruita. Egli già dalla prima visita mi ha confermato che era cosi, in più mi ha diagnosticato dolico colon e conseguente prolasso, una piccola stenosi dovuta a precedente operazione di emorroidectomia del 2007. Dopo ciò mi ha segnato: Clisma opaco, defecografia, manometria ano-rettale, tempi di transito intestinali. Da questi ne è derivato una conferma di quanto suddetto, in particolare svuotamento incompleto, dolico colon. Il Dottore inizialmente prima e durante gli esami aveva affermato che sarebbe stato necessario l'intervento per evitare una completa ostruzione. L'intervento a suo dire sarebbe stato inevitabile per scongiurare conseguenze ancora peggiori. Fatto sta che, inspiegabilmente egli stesso, dopo aver consultato gli esiti e convinto dell'esistenza reale del problema, risolvibile solo con chirurgia, nonostante ciò ha affermato che prima di ricorrere a questa ultima possibilità bisognava ricorrere a cure gastroenterologiche, le quali ora come nel passato non hanno avuto alcun effetto benevolo. La mia situazione fisica peggiora giorno per giorno. Vorrei un suo parere in merito. Gli esami di routine li ho già eseguiti tutti non voglio perdere tempo ma trovare una via definitiva e risolutiva a questo problema. Secondo lei è il caso di tardare ancora?

Cara Signora Nina,

la stipsi  è un sintomo causato da diverse condizioni e patologie, alcune delle quali lei descrive negli accertamenti effettuati. Se gli esiti degli esami sono quelli descritti ha fatto bene il proctologo ad indirizzarla verso diverse cure prima ancora di quelle chirurgiche, in quando la sua stipsi non dipende da patologie di interesse chirurgico. Sarebbe opportuno visionare le immagini degli esami radiologici eseguiti per poter comprendere se vi è una compartecipazione di altre cause relative al corretto funzionamento del pavimento pelvico, apparato fondamentale nella dinamica della defecazione. Lei può ben comprendere che un capitolo importante quale la stipsi non può essere trattato esaustivamente con una semplice posta elettronica ed è per questo che la invito a leggere Il Dono Negato, un romanzo saggio scritto per tutte le persone sofferenti di un sintomo sottovalutato e per molti medici di poca rilevanza clinica.

Egregio Dott.Nicastro, sono una paziente di 71 anni, interessata da problemi coloproctologici e uroginecologici abbastanza complessi. Ho visitato il suo sito, che ho trovato molto chiaro e interessante e perciò mi rivolgo a Lei per un parere, premettendo alla domanda una sintesi cronologica (purtroppo un po’ lunga) della mia vicenda. Nel 2008, a seguito di accertamenti (tra cui enterocolpodefecografia) x ostruita defecazione, ho subito un intervento di prolassectomia mucosa e plicatura rettocele secondo Delorme. Tutto bene fino al 2012. Nel 2013 (dopo vari accertamenti x qualche sospetto sulle ovaie, familiarità problemi oncologici, prolasso dell’utero, incontinenza urinaria da sforzo) ho subìto un intervento di annessectomia bilaterale, colpoisterectomia con cistopessi e posizionamento di pelvico, TOT e colpoperineoplastica (per via laparoscopica e vaginale). In corso di intervento non si è ritenuto di intervenire su una leggera intussuscezione rettale. Buono il decorso postoperatorio. Nel novembre 2013 il ripresentarsi di problemi della defecazione ha fatto pensare a qualche recidiva, ma una Defeco RMN, pur evidenziando che sotto sforzo “il pavimento rettale ernia al di sotto dello hiatus dell’elevatore” e che si nota un “cistouretrocele di grado 1”, concludeva: “Ostruita defecazione su base prevalentemente dissinergica”, escludendo esplicitamente la presenza di enterocele (che io temevo a seguito dell’isterectomia) e ritenendo irrilevante la leggera intussuscezione; quindi nessuna necessità di nuovi interventi. Mi sottoposi allora a un ciclo di sedute di ecobiofeedback con buona soddisfazione. Ma nuovi problemi di SOD nel 2015 mi hanno portato a nuovi accertamenti, conclusi nel dicembre 2015. Riporto (per brevità) solo le Conclusioni della DefecoRX: “PPp a riposo lievemente più basso della norma con eccessiva escursione in fase evacuativa – Piccolo rettocele anteriore con svuotamento completo – Intussuscezione ciconferenziale retto-anale con pressoché completa risoluzione post spinta – Enterocele (anse del tenue) retto-vaginale (ampiezza max 5cm, profondità max 10cm) – Notevole prolasso vaginale posteriore e lieve anteriore – La cupola vaginale scende fino a 6cm sotto la LPSC. Ecografia trans perineale dinamica mostra in fase di spinta un cistouretrocele stadio 1, un notevole omento-enterocele (verosimilmente nella defecoRX lo spazio tra l’enterocele e la parete vaginale posteriore pare sia occupato dall’omento).” Entrambe i chirurghi (di cui non faccio il nome solo per doverosa discrezione e correttezza nei loro confronti e con i quali ho un ottimo rapporto di stima e fiducia) che mi hanno operato rispettivamente nel 2008 (coloproctologo) e nel 2013 (uroginecologo) ritengono necessario risolvere con un UNICO intervento la situazione. Io, oltre che in un certo imbarazzo, mi trovo ora anche un po’ perplessa. Lei, dottore, potrebbe cortesemente aiutarmi con un suo autorevole parere “terzo” sull’ipotesi che io, da assoluta profana in materia ma da paziente un po’ ..esperta, sarei tentata di formulare come segue: un primo intervento coloproctologico in anestesia spinale per risolvere rettocele e intussuscezione e, dopo un necessario lasso di tempo (quanto?), un successivo intervento in laparoscopia (anestesia totale) per risolvere l’enterocele. Personalmente penso infatti che ciascuno dei “miei” due chirurghi potrebbe più efficacemente intervenire nella “zona” di propria maggior competenza, anche perché si troverebbe su un “terreno” su cui già ha già operato con modalità a lui stesso ben note (e con mia piena soddisfazione, tanto più che la situazione attuale non mi pare si configuri come fallimento o recidiva dei precedenti interventi). Mi scuso per la lunghezza del mio scritto, ma non sono riuscita a sintetizzare di più! La ringrazio fin d’ora cordialmente.

Cara Signora,

mi perdoni l’ardire, ma il corpo umano non è un campo da arare! La sua patologia, come potrebbe essere dedotto dagli accertamenti che ha riportato, non è esclusivamente di pertinenza chirurgica ma a mio parere è su base funzionale e i “suoi” chirurghi dovrebbero fermare il bisturi e provare metodiche di trattamento più efficaci. In verità, con molta fantasia lei è stata già sottoposta a “ecobiofeedback” che presumo sia una sorta di riabilitazione e con la sonda ecografica inserita nell’ano, era invitata a contrarre gli sfinteri anali. Lasciando ad altri scienziati commenti sulla validità terapeutica di questa “suggestiva e suggestionabile” pratica riabilitativa, voglio solo sottolineare che il pavimento pelvico non è solo ed esclusivamente l’ano e che le feci effettivamente fuoriescono dall’ano, ma questo organo, perfetto e complesso, non ha alcuna colpa nella stipsi con discesa del pavimento pelvico. Purtroppo molti ancora si ostinano a riabilitare le pazienti con stipsi espulsiva (alla quale la moda del momento ha dato il sinonimo di SOD) attraverso il canale anale, misconoscendo che il pavimento pelvico è posto in altra sede e che il funzionamento di questo apparato neuromuscolare è determinato da una serie di correlazioni anatomo-fisiologiche che nulla hanno a che fare con una patologia di interesse chirurgico. Per questo motivo, proprio nel 2008, ho deciso di pubblicare Il Dono Negato, Storie di Stitichezza e Dintorni, dedicato alle persone sofferenti con la speranza che non lo leggessero i medici. Ironia a parte (mi perdoni se in qualche modo ho potuto suscitare sentimenti di offesa o derisione, ma nel nuovo secolo è veramente deprimente per me ascoltare storie come le sue), credo che sia logico valutare se una riabilitazione del pavimento pelvico, eseguita con tecniche e metodiche sicure ed efficaci e da personale esperto, possano risolvere e attenuare i suoi sintomi.

Ho 61 anni e ho il Parkinson. Non bastava questo si e' aggiunta la leucemia mieloide acuta. In questo momento sono ricoverata per un ciclo di chemioterapia. Da 8 giorni non riesco a defecare. Ho preso di tutto dal pursennid all'olio di vasellina a clisteri medi. Ma la cosa piu preoccupante a mio avviso e' che appena provo a spingere mi esce una quantita abbondante di sangue. Qui pare cbe diano poca importanza alla cosa perche dicono che al momento non possono fare niente perché potrebbe dipendere dalla reazione alla chemio. Ma quanti giorni ancora si possono aspettare senza evacuare? Lei cosa ne pensa? Grazie

Cara Signora,

sono già troppi otto giorni senza evacuare e andrebbero presi gli opportuni accorgimenti per risolvere il problema, anche se questo dipendesse dalla chemioterapia. Non credo che in questo aiutino le purghe e sarebbe più opportuno, dopo tanto tempo, comprendere se si è formato un fecaloma e quindi somministrare un clistere.

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