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Domande e Risposte su: Carcinoma del colon e del retto

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egregio dottore nicatsro volevo chiederle alcune cose:mia madre ha 64 anni e 2(due)anni fa è stata operata di tumore al colon precisamente al sigma,senza aver messo la sacca esterna, con istologico T3-M0-N85/1-G2, dopo circa 2 anni ha fatto tutti controlli e a ogni esame è tutto negativo ringraziando DIO.Ma tuttora oggi ha difficolta ad andare di corpo mi puo dire se si puo fare qualcosa per far si che questo problema venga risolto? confido in una sua risposta e in una sua possibile soluzione,sono disposto nche ad andare fuori italia se è necessario. la ringrazio in anticipo attendo con ansia una sua risposta.

Caro Signor Michele,

probabilmente sua madre soffriva di stipsi anche prima dell’intervento subito ed è questo il primo problema da affrontare. Se gli esami eseguiti dimostrano che il colon non ha patologie e che il punto di congiunzione tra il colon e il retto (anastomosi) eseguito durante l’intervento non è stenotico (ristretto) bisogna comprendere la causa della stipsi e consigliare un adeguata terapia.

Buongiorno dottore, la disturbo per chiedere se dopo un intervento avvenuto nel febbraio 2011 a 30 anni di resezione anteriore del retto a 8 cm dalla rima anale per eliminare un adenoma tubolo villoso con displasia di alto grado sia possibile praticare sesso anale o se è sconsigliato per sempre. Grazie e buona giornata.

Cara Signora,

presumo che il ricongiungimento del colon al retto sia stato fatto ad una distanza di sicurezza dall’ano e non dovrebbero esserci problemi per i rapporti sessuali. Comunque e per prudenza una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale o una anorettoscopia potrebbe essere utile per comprendere quanto è ampia l’anastomosi e se vi sono complicazioni. Se tutto risulta normale non dovrebbero esistere controindicazioni al rapporto.

Salve dottore, diversi mesi orsono a seguito di una visita procotologica mi sono stati diagnosticati dei condilomi perianali..una decina di giorni fa ho fatto l'intervento in sedazione profonda e mi sono stati rimossi..già prima dell'intervento questi condilomi erano del tutto asintomatici ma devo dire che anche il post operatorio non mi ha portato alcun fastidio e alcun dolore e al tatto, i tanti condilomi che avevo, sono tutti stati rimossi...ho fatto il test Hiv ad ottobre 2013, a maggio 2014 e 10 giorni fa x l'intervento con esito sempre negativo e inoltre x conto mio feci dei markers tumorali col seguente risultato : CEA = 0,5 ng/ml (riferimento 0,0 - 5,0); AFP = 0,8 ng/ml (riferimento 0,0 - 8,1); CA 19-9 = 5,1 UI/ml (riferimento 0,0 - 37,0); CA50 = 3,4 UI/Ml (riferimento 0,0 - 25,0); CA 15-3 = 18,2 UI/ml (riferimento 0,0 - 30,0); FERRITINA = 127 ng/ml (riferimento 10 - 200). I condilomi infatti sembrano essere causa scatenante del cancro all'ano e questa cosa mi terrorizza; il dott ha detto che x prassi farà l'esame istologico di alcuni condilomi recisi. Volevo sapere se i markes tumorali di cui sopra possono essere orientativi per dissipare dubbi su eventuali neoplasie in atto nel retto causate da questi condilomi e quale era realmente questo fattore di rischio. Grazie

Caro Signor Roberto,

naturalmente i marcatori tumorali hanno dato l’esito negativo per la presenza di un eventuale tumore, ma questo ha poca rilevanza clinica. I condilomi anali sono un fattore di rischio per il cancro dell’ano ed esistono molti ceppi di HPV, divisi per gruppi e fattori di rischio oncologico. Per tale motivo, oltre che all’esame istologico, andrebbe eseguita la tipizzazione dell’HPV, per determinarne il ceppo e quindi il fattore di rischio. A seconda del grado di rischio (lieve, moderato, alto) la persona si dovrà sottoporre ad adeguati e cadenzati controlli clinici per una diagnosi precoce anche di recidiva della malattia.

Gentile Dott. Nicastro Le scrivo in merito a mio padre, 68 anni, che ad aprile è stato operato per un adenocarcinoma moderatamente differenziato (pt3 N0 M0) con conseguente ileostomia temporanea, ma senza nessuna chemioterapia. L'8 luglio viene ricanalizzato ma il giorno dopo deve essere di nuovo operato per ricucire i punti interni che avevano ceduto provocandogli un'emorragia interna (due anestesie totali in 24 ore). dopo nove giorni viene dimesso in buone condizioni seppure non evacuasse da tre giornate. Tornato a casa, con un grande appetito, anche se mangiando molto leggero, deve essere ricoverato nuovamente dopo solo due giorni con una diagnosi di SUB OCCLUSIONE INTESTINALE IN ESITI DI POST OPERATORIO. Fortunatamente l'intestino riparte da solo senza bisogno di nessun intervento chirurgico e dopo 5 giorni viene dimesso. Appena sbloccatosi l'intestino per qualche giorno evacuava feci liquide ogni 3-4 ore mentre ora (sono passati solo 3 giorni) si limitano a una volta ogni 1-2 giorni, seppur più formate. Il medico che l'ha operato in una visita di controllo si è limitato a tastargli l'addome dicendo che è tutto ok e prescrivendogli un cucchiaio di olio di vaselina prima di ogni pasto. Mi scuso se mi sono dilungato così tanto ma sono terrorizzato che possa succedere come l'ultima volta, quindi le chiedo se secondo lei può essere normale un decorso così o potrebbe esserci qualche motivo di preoccupazione. Mi scuso nuovamente e la ringrazio in anticipo per la risposta che vorrà darmi.

Caro Signor Alessandro,

alterazioni della canalizzazione a feci e gas sono molto frequenti dopo interventi demolitivi sul grosso intestino. Nel caso di suo padre gli interventi ripetuti, possono essere la causa di alterazione della motilità intestinale che dovrebbero regolarizzarsi nei primi mesi post-operatori. Altre cause possono causare fenomeni sub occlusivi e sono legati a restringimenti (stenosi) dei tratti di ileo e colon operati e poi ricongiunti. Queste stenosi possono essere valutate solo con alcuni esami radiologici (colonTAC) 0 con la colonscopia, ma l’esecuzione di questi esami deve essere valutata dal chirurgo curante che ha una visione più ampia e corretta della situazione clinica del paziente. L’indicazione all’uso di olio di vaselina, per garantirsi il transito intestinale, è usuale e corretta nell’immediato post-operatorio e potrà essere poi variata in un tempo successivo.

Salve, mio padre ha 77 anni, e 14 mesi fa è stato operato al colon per un tumore al sigma, e gli è stata fatta un ileostomia,dopo l'intervento è stato 2 giorni in coma farmacologico perchè cardiopatico; al 12esimo giorno(cosa mai successa secondo i chirughi che l'hanno operato, di solito capita dopo pochi giorni) hanno ceduto i punti interni di sutura ha avuto un'emorragia, è stato rioperato di urgenza, e gli hanno chiuso l'ileostomia e gli hanno fatto una colonstomia, di nuovo coma farmacologico e rianimazione, dopo una settimana ha una peritonite, viene trasferito in un altro ospedale, sicuramente migliore, e viene operato di urgenza con un intervento salva vita, comunicandoci che mio padre poteva morire durante l'intervento....oltre alla colonstomia gli viene rifatta l'ileostomia, mio padre esce miracolosamente vivo dalla sala operatoria, e dopo 2mesi lo riportiamo a casa.Aveva perso 25 chili,e non si reggeva in piedi nel corso dei mesi sono riuscita a farlo riprendere, e fargli prendere i chili persi, per fortuna non ha bisogno di chemio.Dopo 9 mesi, dopo aver fatto colonscopia e tutto il resto il chirurgo gli dice che se vuole può ricanalizzarsi; a marzo scorso gli viene fatta la ricanalizzasione della colonstomia dalla quale nn usciva nulla, perchè le feci andavano nell'ileostomi,l'intervento riesce.Una settimana fa, dopo 3 sedute di dilatazione(palloncino) a causa della stenosi dell'intestino, il chirurgo lo ricanalizza togliendo l'ilestomia perchè l'intestino aveva raggiunto le misure giuste se non erro 16 mm di dilatazione.Ora all'ottavo giorno dall'intervento mio padre sta bene ma non defeca, ha fatto l'aria dopo 24 ore dall'intervento e continua a farla, ma non defeca, gli hanno fatto una colonscopia e hanno detto che l'intestino è ok, non è ristretto e che è un pò lento, e domani gli faranno un'eco all addome,è a digiuno dal giorno dell'intervento, gli hanno fatto solo un paio di sacche alimentari; mi hanno detto che deve defecare anche se non mangia; e credo che non lo fanno mangiare proprio per questo. Ne abbiamo passate tante, e ora che finalmente il percorso era completo è sorta questa complicazione; ho paura che mio padre corre il rischio di essere di nuovo stomatizzato. Mi scusi se mi sno dilungata.Grazie.

Cara Signora Giusi,

non ho alcun elemento per dire se suo padre dovrà essere nuovamente atomizzato, ma credo proprio di no e questi disturbi di canalizzazione possono rientrare in un normale decorso in un paziente che ha subito numerosi interventi   addominali. La canalizzazione avverrà e i chirurghi che hanno eseguito l’intervento le hanno già dato la motivazione e fatto tutto quanto il possibile per comprendere questa ritardata espulsione di feci e, credo, siano tranquilli per il fatto che invece i gas transitano regolarmente.

Come ridurre le evacuazioni frequenti dopo chiusura di iliostomia tenuto per due mesi,in seguito ad intervento per K retto(istologicamente classificato come pT3pN0cM0)? Grazie

Cara Signora,

dipende dal tempo trascorso dalla chiusura delle ileostomia. Solitamente si devono prendere precauzioni quando passati 5/6 mesi continuano le eccessive evacuazioni.

VOLEVO CHIEDERE UN INFORMAZIONE .MIO FRATELLO E AFFETTO DA POLIPOSI è STATO 5 ANNI FA COLECTOMIZZATO E ORA DI ROUTINE FACCIAMO I CONTROLLI ADESSO DALL'ULTIMO CONTROLLO GLI HANNO TOLTO DEI POLIPI NEL RETTO DOVE LA DIAGNOSI è STATA:LESIONI POLIPOSE TUTTE CON IL QUADRO DELL'ADENOMA TUBOLARE CON DISPLASIA GHIANDOLARE FOCALMENTE DI ALTO GRADO.PER FAVORE QUALCUNO IN TERMINI SEMPLICI MI PUO SPIGARE.è UN SICURO TUMORE SUCCESSIVO?SICCOME NELLA POLIPOSI COME SI SA NON SI RIESCE MAI A TOGLIERE TUTTI I POLIPI QUINDI I PIU PICCOLI RESTANO C'è BISOGNO DI UN INTERVENTO CHIRURGICO?PRECISO CHE LUI HA 28 ANNI.GRAZIE MILLE A TUTTI VOI CHE MI DARETE UNA RISPOSTA.

Caro Signore,

il polipo adenomatoso tubolare o villoso è un tumore benigno che può degenerare in maligno se non è asportato. Il grado di displasia determina questa probabilità di trasformazione e la displasia grave prelude alla definitiva maligna del tumore. Per questo tutti i polipi devono essere asportati e analizzati. Nel caso di suo fratello non è possibile affermare se è necessario un intervento di asportazione del retto (a scopo preventivo) in quanto non ho alcun elemento essenziale per poter dare un giudizio sereno. Il solo dubbio è sul perché questo tratto di intestino è stato risparmiato durante l’intervento di colectomia, probabilmente perché non colpito da malattia e quindi evitare di confezionare una ileostomia definitiva.

Buongiorno dottore, visto l'ansia totale in cui sono entrato, vorrei avere una suo parere sulla diagnosi della biopsia alla colonscopia di mio papà. Lui è stato operato per una stenosi nel sigma colon sinistro dove gli è stato asportato un polipo insieme ad una parte di intestino sinistro (50 cm) in più hanno trovato e operato diverticoli e appendice. Attendo la biopsia del polipo ma intanto quella della colonscopia indica questa diagnosi: "Mucosa del grosso intestino in cui si osservano focali aggregati ghiandolari con severe atipie citologiche sospette ma non completamente diagnostiche per neoplasia maligna" cosa ne pensa? Cordiali saluti

Caro Signor Stefano,

credo che bisogna aspettare l’esito dell’esame istologico definitivo condotto sull’intero polipo asportato chirurgicamente poiché la biopsia effettuata durante la colonscopia non depone per una diagnosi definitiva di carcinoma probabilmente per la scarsità di tessuto asportato o perché la parte del polipo su cui è stata effettuata la biospia non aveva caratteristiche assolute di un carcinoma. Questo dubbio comunque potrebbe deporre per una neoplasia maligna che ancora non ha invaso la parete del colon ed è limitata solo al polipo e quindi l’intervento chirurgico effettuato potrebbe essere stato definitivamente curativo.

Buongiorno Dottore, le scrivo per mia madre, 88 anni. affetta da eteroplasia del retto. Insieme al medico abbiamo deciso di non intervenire con amputazione del retto, vista l'età avanzata e vari altri problemi di salute (AAA CM 5). Dopo ciclo di radioterapia il tumore risulta ridotto da 3.5cm a 1cm circa. I vari esami non dimostrano per ora coinvolgimenti di altri organi. Ultimamente però soffre molto di infiammazione e dolore in sede anale, con necessità frequente di evacuare (spesso solo stimolo e poche feci). Oltre a fare attenzione all'alimentazione, esistono terapie farmacologiche per tamponare il disagio ed il dolore? La ringrazio per la risposta.

Cara Signora Marzia,

probabilmente i sintomi che stanno facendo soffrire sua madre dipendono dalla radioterapia che ha dato luogo ad una proctite è dermatite attinica. Visto comunque il successo terapeutico della radioterapia bisognerebbe prendere in considerazione l’asportazione del residuo tumorale con un intervento per via trans anale o se possibile endoscopica o con la TEM. Intanto, se confermata la diagnosi di proctite eseguire dei clismi medicati a base di mesalazina.

Come ridurre le evacuazioni frequenti, specialmente di sera, ora pure dolorose per la comparsa di piaghette/abrasioni nella zona perianale? Ciò dopo un mese dalla chiusura di ileostomia tenuto per due mesi,in seguito ad intervento per K retto. Quando incide l'alimentazione? Può darmi qualche indicazione dietetica? Grazie per la sua gentilezza e disponibilità. Cordiali saluti

Cara Signora Rosa,

dopo questo tipo di intervento sono possibili disturbi della defecazione che si risolvono nei primi sei mesi dall’intervento di chiusura della ileostomia. Per cercare di diminuire la frequenza delle evacuazioni bisogna ridurre (ma non abolire del tutto) l’assunzione di fibre vegetali, soprattutto crude, l’assunzione di latte e latticini freschi, di legumi e di frutta. Credo che queste prescrizioni siano già state date dal chirurgo che ha eseguito l’intervento oltre alle prescrizioni per curare le abrasioni della zona anale e perianale.

Gentilissimo dottor Nicastro,mi chiamo Rita ed ho una cugina alla quale sono molto legata, che a 54 anni è stata operata per un polipo al tratto sigma.Il polipo di 2.5 centimetri era in evoluzione maligna e per fortuna la Tc ha rivelato una stadiazione abbastanza superficiale. Nell'iter post operatorio (intervento eseguito in endoscopia + taglio sovrappubico),a 5 giorni dall'intervento si sono formate delle raccolte nella fossa iliaca dx; dolori a fitte,ma il chirurgo ha detto che tutto era normale e col tempo si sarebbe riassorbito. Intanto il gonfiore a basso ventre a 22esimo giorno dall'intervento,in trattamento antibiotico, è aumentato.Preciso che da eco + Tc risultava la formazione di un ascesso/fistola a livello dell'anastomosi di circa 5 cm. La sera del 22esimo giorno durante la defecazione è fuoriuscito una specie di filamento nn eccessivamente lungo ne largo e ricoperto di feci; il dolore è sparito subito. Alla richiesta di chiarimento il medico chiamato d'urgenza, nn ha dato alcuna spiegazione,limitandosi a mostrare stupore e a rimuovere il tutto, riponendolo in una bustina che però dopo è stata gettata via. Ora le domando da profana: una garza dimenticata nell'intestsino? ma come potrebbe succedere in endoscopia?Si usano garze anche in questo tipo d'intervento,internamente intendo? Sinceramente penso che potrebbe essere il materiale interno alla fistola, il nucleo centrale per così dire. Ora c'è una modesta perdita di sangue. Secondo la sua esperienza cosa potrebbe essere? Perchè nn si analizzano questi reperti? La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione e pazienza.Distinti saluti

Cara Signora Rita,

anche in laparoscopia sono usate delle garze, ma questo non significa che il reperto descritto sia appunto una garza dimenticata durante l’intervento. Le sue domande sono lecite ma visto quanto è accaduto a rispondere dovrebbe essere il medico che ha assistito all’evento.

Gent.mo Dr Nicastro, Le scrivo perchè sono molto preoccupata per mio padre, 76,5 anni, che domani dovrà effettuare una colonscopia. 20 anni fa è stato operato per carcinoma al cieco-colon con emilectomia del colon dx. Ha eseguito i controlli per i primi anni, poi ha deciso di sospenderli. In tutti questi anni non si sono presentati problemi particolari, e le analisi del sangue sono ottime. Solo un esame del sangue occulto fatto qualche mese fa è risultato positivo (ma non è presente anemia, per cui si sospettava da emorroidi o sforzo da defecazione, visto che soffre di stitichezza, peggiorata negli ultimi 3 anni),un mese fa ha ripetuto l'esame con esito negativo. Le chiedo, ritiene sia indispensabile effettuare una colonscopia alla sua età (ho letto che le nuove linee guida la sconsigliano dopo i 75 anni, visti il potenziamento dei rischi). La stitichezza (sforzo a defecare, feci caprine, necessità di aiutarsi con la mano) può essere connessa alla presenza di masse anche benigne? In generale è in buona salute (è solo 15 kg sovrappeso, più che altro presenta aumento del grasso addominale, steatosi epatica e cura una forma bipolare di depressione, lieve ipertensione, ipertrofia prostatica). Ho paura di far effettuare a mio padre un esame così invasivo, considerando che in 20 anni è sempre andato tutto bene..perchè cominciare ora a fare la colonscopia? Spero mi possa dare una risposta a breve. Grazie in anticipo. Cordiali saluti

Cara Signora Emanuela,

suo padre nel corso di questi 20 anni avrebbe dovuto  effettuare numerose colonscopie di controllo e mi sembra strano come questo esame non sia stato immediatamente eseguito a seguito della positività del sangue occulto nelle feci. Mi perdoni la franchezza, ma la presenza del sangue occulto non può essere attribuita in alcun modo alla presenza di emorroidi in quanto in questo caso il sangue è ben evidente e non occulto, cioè nascosto ovvero digerito. Suo padre non è in una età precaria e a mio parere può sottoporsi tranquillamente a colonscopia, magari in sedazione e in mani esperte.

Gent.mo Dr Nicastro, La ringrazio molto per la Sua risposta. Purtroppo qua le liste di attesa sono lunghissime, anche 6 mesi, per questo non ha effettuato subito l'esame. Comunque mio padre mercoledì si è sottoposto alla colonscopia ), senza sedazione, non ha sentito quasi nulla, il medico è stato molto delicato e mi ha fatto assistere all'esame. Per quanto riguarda l'esito, si è riscontrata una moderata diverticolosi e un polipo nel trasverso di 4 mm, che non ha specificato di che tipo fosse, ma io credo sia sessile, perchè era tondeggiante, adeso alla parete (tipo una lenticchia, un bottone rilevato), del colore della mucosa, non ulcerato. Il medico ci ha proposto se volevamo asportarlo con pinze che contemporaneamente bruciano, così gli chiesi che rischi comportava toglierlo e non toglierlo e mi rispose che nell'asportarlo il rischio era, seppur molto basso, di perforazione o emorragia, mentre nel non asportarlo quello di trasformarsi in tumore fra 30 anni. Così abbiamo deciso di rimandare la polipectomia. Anche perchè vorrei informarmi bene sulle tecniche di asportazione. Infatti leggevo che per i polipi piccoli adesi alla parete i rischi di emorragia e perforazione sono più alti, soprattutto usando la tecnica "che brucia". Leggevo che in genere si asportano con una pinza da biopsia, ma non so se fosse la tecnica che voleva usare il medico. Poi ho letto che ci sono altre tecniche, come iniettare nella sottomucosa soluzione salina o adrenalina per separare il polipo dalla parete e diminuire i rischi. Ora però sono molto preoccupata di non averlo tolto, è possibile che sia maligno? Avrei da porgli anche due domande: 1) quali tecniche consiglierebbe per asportarlo? 2) il sangue occulto, a questo punto, potrebbe essere dato da quel polipo o dalla diverticolosi? Mi scuso per essermi dilungata, ma non volevo trascurare particolari che potrebbero essere importanti. In attesa di un Suo gentile riscontro, colgo l'occasione per porgerle i miei più cordiali saluti

Cara Signora,

solitamente i polipi sessili di picolissime dimensioni sono asportati durante l’esame endoscopico con la pinza da biopsia. Il medico poteva procedere in questo atto semplice ma non comprendo i motivi per cui non è stato fatto, anche solo ai fini diagnostici. La presenza di sangue occulto potrebbe essere dovuto sia ai diverticoli che al polipo ma anche d altre patologie, non ultime quelle dello stomaco e per questo è consigliabile anche una gastroscopia.

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