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Domande e Risposte: Rettocele

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Sono una donna di 52 anni, in menopausa da un anno, e ho un prolasso della vescica di primo grado mentre ho un invaginamento del retto che suppongo sia di 3° grado perché ho proprio una grossa bolla in vagina. Ho prenotato una visita dall'urologo e poi pensavo di andare da un proctologo e non so come muovermi e a chi rivolgermi nella città di Torino. Può lei gentilmente e cortesemente consigliarmi sia per come procedere e anche per un medico a Torino. La ringrazio anticipatamente e spero che lei riesca ad aiutarmi nell'affrontare tale problema.

Cara Signora, credo che il suo problema più che un invaginamento dell’ano sia un rettocele dovuto ad un difetto del pavimento pelvico, causa anche del cistocele. Purtroppo non posso esserle di aiuto sulla scelta di un medico; a Torino operano tanti e valenti specialisti e fare un nome diverso da un altro sarebbe veramente fare un grave torto alla professionalità di ognuno di loro. Creo che non avrà difficoltà a incontrare uno di loro. Un mio unico consiglio è che prima di prendere in considerazione qualsiasi trattamento chirurgico che possono proporle per la correzione del cisto-rettocele, sarebbe opportuno sottoporsi anche ad un ciclo di riabilitazione del pavimento pelvico.

Professore buongiorno, ho fatto una defeco grafia dalla quale risulta una immaginazione intra-anale e rettocele anteriore di 5,7 cm. Ho anche un prolasso emorroidale di III' grado. Secondo lei è' necessario fare un intervento chirurgico? Perdo molto sangue rosso e vado in bagno almeno 3 volte al giorno perché' non riesco mai ad evacuare completamente e la mia pancia... è sempre gonfia. Cosa mi consiglia? Grazie

Cara Signora,

per me è difficile dare un giudizio sulla opportunità di un intervento chirurgico per risolvere i problemi di salute di una persona di cui non conosco la storia clinica e l’entità della patologia. Se la diagnosi è corretta è possibile anche intraprendere terapie conservative che possono alleviare i sintomi.

Il ginecologo mi può aiutare soffro di rettocele con problemi alla vagina e a deufacare..

Probabilmente si, anche se i disturbi della defecazione sono di pertinenza del colonproctologo.

Buon giorno dottore, ho 37 anni.Nel 2013 mi sono operata per la prima volta di prolasso rettale e rettocele anteriore secondo procedura STARR . Avevo defecazioni incomplete , sempre il retto infiammato con molta difficoltà a stare in piedi, sopratutto a lavorare. Disaggio assoluto , depressione perché non potevo avere una vita normale (questo prima dell' intervento).Premetto che mi è stato diagnosticato anche cistocele , senza indicazione chirurgica (avevo fatto la cinedefecografia , anche cistouretrografia minzionale ). Dopo l'intervento ho avuto per mesi gonfiore al retto, disaggio assoluto, dolore all'evacuazione. Dopo neanche un anno, mi sono ritornati i sintomi prima elencati ancora più accentuati e meno tollerabili rispetto a prima. Per questo sono stata rioperata con la tecnica secondo Longo, a distanza di un anno per residuo di rettocele. Il mio problema più grosso è che neanche dopo il secondo intervento chirurgico le cose non sono risolte del tutto,in quanto i sintomi di pesantezza,gonfiore rettale, addominali non sono mai scomparse, ma Le dirò che adesso a distanza di tre anni e due interventi chirurgici, non è cambiato nulla rispetto a prima; ho fatto un'altra defecografia e risulta ancora comparsa di rettocele anteriore, di prolasso rettale interno.Non enterocele.Scarso residuo di pasta opaca in ampolla ,in particolare nella tasca anteriore, al termine della fase espulsiva.Angolo retto-anale ampiezza normale. Premetto che non ho avuto gravidanze, anche se lo desidero.La prego di aiutarmi, non riesco più andare avanti in questo modo. svolgo un lavoro che mi costringe di stare molto in piedi (infermiera di corsia). Grazie anticipatamente della sua breve risposta .Cordiali saluti.

Cara Signora,

comprendo il suo sconforto. I sintomi da lei descritti, prima e dopo i due interventi subiti, potrebbero essere determinati da un cedimento della muscolatura del pavimento pelvico o meglio da un perineo discendente. In questi casi oltre al rettocele e al prolasso mucoso, le pazienti possono avere cistocele e isterocele. Questo abbassamento del pavimento pelvico si sarebbe dovuto evidenziare dalle defecografie da lei eseguite ma, soprattutto, dalla visita colonproctologica. Probabilmente i suoi sintomi non sono solo proctologici, con disturbi della defecazione e dolore gravativo, ma anche sessuali (orgasmo ritardato o anorgasmia, fastidi durante il coito, ecc) e urologici (urgenza alla minzione, incontinenza urinaria con gli sforzi, ecc.). Il fallimento della chirurgia è un ulteriore elemento di questo sospetto diagnostico. Infatti, a parte le considerazioni personali sulla STARR e sulla tecnica di Longo, la recidiva del rettocele e la persistenza dei sintomi è dovuta alla persistenza del perineo discendente e alla disfunzione della pavimento pelvico, alterazioni che le due tecniche attuarte non possono curare. Le consiglio una accurata visita colonproctologica e del pavimento pelvico, completata con la Videoproctoscopia Digitale, al fine di valutare la funzionalità dell’apparato neuromuscolare, le eventuali alterazioni morfologiche causate dagli interventi subiti e decidere se lei possa giovarsi di una attenta e corretta riabilitazione funzionale del pavimento pelvico.

Gentilissimo dott.Nicastro sono una signora di 57 anni di Ragusa in Sicilia a cui dopo tre anni di visite ed esami di ogni genere hanno diagnosticato un rettocele di cm 6 molto doloroso che oramai mi ha cambiato veramente e in peggio la vita, mi hanno proposto il metodo Starr, navigando da profana in rete ho trovato testimonianze molto negative su tale intervento,le chiedo gentilmente se mi puo' aiutare a capire se c'e' una metodologia alternativa. La ringrazio anticipatamente. Se le serve qualche notizia in piu' sono a sua completa disposizione.

Gentile Signora,

il rettocele è una patologia conseguente a cause che alterano la dinamica funzionale del pavimento pelvico. Nella mia pratica clinica, prima di procedere ad un trattamento chirurgico del rettocele, prevedo una riabilitazione del pavimento pelvico in modo da migliorare la funzionalità e la forza di questo apparato neuromuscolare. In tal modo scompaiono la maggior parte dei sintomi che spesso sono correlati alla presenza del rettocele. Alla fine del processo riabilitativo, in accordo con la paziente, si prende la decisione di correggere o meno il rettocele.

Salve sono mamma di tre bimbi 2011, induzione episiotomia ventosa 4360, 2014 tc, 2015 naturale 4560gr, ho 37 anni e da un mese dopo l'ultimo parto ho iniziato ad avere problemi a defecare, mi sono rivolta a un'ostetrica e poi a un'infermiera specializzate nella riabilitazione del pavimento pelvico, ma la situazione ad oggi è peggiorata, sono certa di avere un rettocele, evacuo solo con clistere e lassativi, non mi riconosco più, non riesco più ad avere rapporti intimi,vorrei trovare una soluzione. Le chiedo dei consigli su come procedere a chi rivolgermi in che ordine, e quante probabilità ho di riavere una vita normale evitando un intervento chirurgico? Grazie

Gentile Signora,

sicuramente i parti e le gravidanze, cosi come descritte, hanno messo  a dura prova il suo pavimento pelvico e, probabilmente, si saranno instaurate delle cause che portano ad un deficit funzionale, con i sintomi descritti. Nella sua lettera si comprende come lei non abbia mai effettuato una visita specialistica colonproctologica che possa confermare il suo sospetto e inoltre si è rivolta a delle professioniste senza che questa diagnosi sia stata fatta. Vorrei ricordare solo che la riabilitazione del pavimento pelvico è argomento molto serio, prevede l’esecuzione di tecniche ben precise, con protocolli di trattamento adeguato e personalizzato, prescritto dal medico specialista che ha fatto diagnosi. Se così non è fatto, non si ha alcun beneficio e anche peggioramento dei sintomi. Semplicemente perché non si esegue una terapia idonea. A mio parere la prima cosa da fare è la diagnosi con una visita specialistica; se necessario lo specialista prescriverà ulteriori indagini, alla fine si deciderà il migliore iter di terapia.

Egregio Dott. Nicastro, mi chiamo Luca ed ho 43 anni. Da molti anni soffro di colon irritabile, defecazione ostruita (circa un’ora e trenta seduto sul water al mattino) e tenesmo. Nel 2011, a seguito di una visita proctologica, mi sono sottoposto a vari esami: manometria ano-rettale, colonscopia e defecografia. MANOMETRIA ANO-RETTALE: Quadro manometrico e sensibilità rettale nella norma. COLONSCOPIA: colon e retto sono normali. Presenza di emorroidi di III grado. DEFECOGRAFIA: Ampolla rettale di regolare morfologia. La giunzione ano rettale si proietta a riposo cranialmente alla linea bisischiatica. Regolare la dinamica del pavimento pelvico durante la manovre dinamiche. Nei limiti il tempo di apertura ed il calibro del canale anale. Precoce prolasso della parete antero-superiore del retto che lambisce il canale anale ostruendo la completa evacuazione. A fine scarica residua nel retto circa la metà del contenuto ampollare. A febbraio 2016 mi sono sottoposto ad Emorroidectomia con ligasure: all’ispezione si reperta voluminoso prolasso emorroidario. Emorroidectomia peduncolare con ligasure delle emorroidi anteriori e posteriori dx e laterale sin. Legatura dei peduncoli con punti in vicryl 4-0. Dopo l’intervento ho chiesto al chirurgo se avesse riscontrato quanto evidenziato dalla defecografia. Mi ha risposto di aver trovato solo il prolasso emorroidario. Purtroppo a distanza di otto mesi dall’intervento sia l’ostruita defecazione sia il tenesmo sono tornati agli stessi livelli di prima. Ho perciò rifatto la DEFECOGRAFIA: “buona la funzionalità della fionda pubo-rettale in contrazione. Modicamente ipertonica durante la fase di ponzamento. Durante la fase evacuativa si documenta rettocele anteriore di modesta entità in assenza di prolasso mucoso. Le anse ileali permangono in sede”. Alla luce di tutto ciò, ritiene che debba sottopormi ad intervento chirurgico? Quale tecnica ritiene essere la più efficace? La ringrazio anticipatamente per la risposta.

Egregio Signore,

mi perdoni la tardiva risposta. Non credo sia necessario alcun intervento quanto comprendere la “reale” causa dei suoi sintomi.

egregio dottore le iscrivo per porle il mio problema ho 56 anni tutto e comiciato sette mesi fa premetto che avevo un prolasso dell'utero di 3 grado ho cominciato a fare feci dure e scure tipo fecalomi e forti dolori e bruciori in vagina ho fatto la colonscopia che non ha rilevato niente se non piccole emorroidi il mio ginecologo mi ha detto che era tutto dovuto al prolasso dell'utero quindi mi ha operato in laparoscopia mi ha fatto una isterctomia totale in colpospessi e da qui sono iniziati tutti i miei problemi mi sono ritrovata un rettocele che da decografia e' risultato di 2 e 3 grado con moderato prolasso della mucosa rettale vado d'ntestino 2 o 3 volte al giorno quasi sempre la mattina feci normali ma se non svuoto il rettocele digitando dentro la vagina anche 4 o5 volte al giorno e la sera con un piccolo cristere questo mi provoca bruciore e infezione provocandomi dolori bruciori e anche febbricola la mia situazione e' diventata invalidante e mi e' presa anche un po' di depressione sono stata dallo psichiatra che mi ha prescritto degli antidepressivi che pero' non vorrei prendere tutto questo da sette mesi a questa parte sono stata operata il 5 luglio 2016 sono stata anche ricoverata all'ospedale nuovo di prato qui mi hanno fatto una tac e risulta si riconosce un'attrazione verso il basso del pavimento vesacicale che sembra assecondare in parallelo a rettocele presenza di nucleoli aerei in cavita' vaginale. volevo anche dirle che tutte le mattine mi sveglio verso le sei perche' sento in vagina come un fuoco che mi passa al momento in cui mi libero delle feci.ho girato ginecologi proctologi ma non mi sanno dare una soluzione penso di dovermi rioperare ma ho tanta paura di ricadere nelle mani sbagliate per favore mi aiuti a trovare una soluzione al mio problema ho visto dalle recensioni che lei e' molto disponibile e sensibile al dolore delle persone la ringrazio in anticipo e attendo una sua risposta . unja ginecologa mi ha proposto il metodo longo che io non vorrei fare mi puo'aiutare a trovere una dottore bravo al quale rivolgermi nella zona firenze ospedale careggi. la ingrazio e la saluto.

Cara Signora,

purtroppo non posso consigliarle un nome specifico, a Firenze operano tanti bravi medici a cui potrà rivolgersi. la sua situazione è abbastanza complessa ma comune e a mio parere una buona riabilitazione del pavimento pelvico, eseguita secondo protocolli precisi e da personale qualificato, potrà attenuare se non risolvere i suoi sintomi. Resto a sua disposizione.

Buongiorno Dottor Nicastro ho 29 anni volevo avere un suo parere, io nel 2011 sono stata operata al rettocele con la Starr adesso mi è ritornato il rettocele e faccio fatica ad andare di corpo, a volte non riesco a svuotarmi e quando mi svuoto ci metto delle ore e a volte mi vengono le coliche. La mia gastroenterologa mi ha detto che non posso più operarmi al rettocele poiché si accorcerebbe l'intestino ancor di più. Soffro di colite e duodenite erosiva e ho l'ernia jatale e ho molte intolleranze alimentari, cosa mi consiglia di fare?? Rimango in attesa di una sua risposta ringrazio anticipatamente

Cara Signora,

le sue condizioni attuali non sono diverse da quelle di tantissime persone che sono state sottoposte ad intervento di STARR. Quello che mi colpisce nella sua storia che lei è stata operata all’età di 24 anni. Non le nascondo che leggere lettere come la sua mi lascia basito, senza parole e anche arrabbiato. Credo che alla sua età potevano essere prese in considerazioni altre soluzioni terapeutiche, credo che per la sua età dovevano ben spiegarle quali potevano essere le conseguenze (a volte anche gravi, descritte nella letteratura scientifica) in modo che lei potesse scegliere tranquillamente se sottoporsi a questo intervento o meno, credo che a quella età non doveva essere eseguito alcun intervento. Innanzitutto bisognerebbe curare il suo colon irritabile e trovare la causa dell’insorgenza del rettocele con una attenta valutazione del pavimento pelvico, comprendere come l’intervento di STARR abbia modificato l’ampolla rettale e quantificarne gli esiti. Le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di una corretta diagnosi e per un adeguato percorso di terapia.

Salve , mi chiamo Camilla e ho eseguito una defecofrafia poco tempo fa ,che non riesco a interepretare . In fase espulsiva : descensus del pavimento pelvico di grado 2 . Precocemente si forma rettocele anteriore di 1 grado. Prolasso mucoso interno. Non segni di intussuscezione retto anale ne di enterocele . Anteriormente lieve cistocele (1 cm) e lieve prolasso uterino (1 cm) Riposo: la giunzione retto anale non si colloca ad altezza fisiologica rispetto alla linea Pubo coccigea ( 2,2 cm al di sotto di essa ) e l'angolo retto anale posteriore misura 122 gradi . In fase di ponzamento : perdite di gel dall'ampolla rettale . Aspetto notizie , la ringrazio

Cara Signora,

quello che lei ha scritto in riferimento alla defecografia  descrive una condizione di perineo discendente con  rettocele, cistocele e incontinenza fecale. In sostanza esiste un deficit funzionale della muscolatura del pavimento pelvico che risulta debole e abbassata rispetto ad un piano ideale. Tutti questi termini hanno una valenza diversa a seconda dell’età della persona, dei sintomi accusati, della storia clinica (fisiologica e patologica).

Buonasera Dottore, sono una ragazza di 27 anni.Da sempre soffro di stipsi e a volte di emorroidi.Ho fatto una visita proctologica qualche mese fa dove mi sono state riscontrate emorroidi di 3 grado congeste ed erose e prolasso mucoso.Mi è stata consigliata l'operazione di Longo. Ho chiesto un altro parere proprio al dott.Longo che con la visita mi ha diagnosticato un prolasso rettale interno e un voluminoso rettocele, di cui nessuno ,né il precedente proctologo né la mia ginecologa,mi avevano mai parlato.Premetto che a volte ho difficoltà evacuatoria tanto da dover schiacciare il perineo per scaricarmi bene, comunque non ho mai fatto uso di lassativi e clisteri. Non ho mai avuto gravidanze ,è possibile che questi prolassi siano stati causati dalla stipsi e da spinte esagerate ?perché il dottore mi ha detto che alla mia età non è normale avere questi problemi ,senza aver mai avuto gravidanze.devo fare la defecografia per valutare l'effettiva grandezza di questi prolassi e poi decidere cosa fare,anche se mi ha già fatto intendere che possono essere corretti solo chirurgicamente e mi ha consigliato l'operazione prima di una gravidanza perché potrei avere problemi. LEI cosa ne pensa?qual'e'la causa di questi prolassi?mi consiglia l'intervento ?se non mi opero cosa rischierei in gravidanza?Saluti

Cara Signora,

il rettocele può essere causato da diverse condizioni, così come il prolasso e le emorroidi. Spesso è la stipsi a determinare queste alterazioni retto-anali. Come avrà ben letto nelle mie considerazioni ed in quelle di tante persone, l’intervento spesso non cura e spesso è gravato da molte complicazioni (anche gravi). Una visita colonproctologica, estesa al pavimento pelvico,  completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per un adeguato percorso di terapia.

Buonasera Dottore, vorrei porle una domanda rapida prima di prenotare una visita con lei. Volevo sapere se una volta diagnosticato un prolasso esterno emorroidale e un prolasso interno della mucosa, sia possibile, dopo le adeguate cure (chirurgica o non me lo saprà dire lei) continuare a praticare il sesso anale passivo. La ringrazio in anticipo per la risposta.

Buongiorno Signor Rovere,

se è indicato un intervento chirurgico il sesso anale è possibile a consolidamento delle ferite chirurgiche. Per prassi si preferisce non traumatizzare il canale ano-rettale nei primo tre mesi post-operatori, ma questo periodo può variare a seconda dell’entità del prolasso da operare.

Buonasera dottore,sono una donna di 40 anni madre di 2 gemelli ottenuti dopo 6 fecondazione,vorrei chiederle se ci può essere correlazione tra rettocele di 2' grado con defecazione ostruita E bruciore vaginale più o meno intenso.Tamponi vaginale negativi.Da ormai 2 anni combatto con questa situazione debilante.Fatto esami pavimento pelvico ok,vulvoscopia ok,defecografia (non risultò da operare subito)....mi può consigliare qualcosa? grazie

Buongiorno Signora,

mi perdoni per la tardiva risposta. Certamente che ci può essere relazione tra rettocele e sintomi vaginali e questa condizione non può essere rilevata da esami strumentali ma solo da una attenta valutazione clinica funzionale del pavimento pelvico (con valutazione anche del Nervo Pudendo). I primi sintomi di una disfunzione del pavimento pelvico possono essere diversi e coinvolgere o la defecazione o il coito o la minzione.

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