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Domande e Risposte: Rettocolite ulcerosa e Morbo di Chron

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Gentile dottore, sono un ragazzo di 23 anni, ho subito un intervento di rimozione totale del colon con successiva ileostomia che ho portato per 5 anni. Dopo sono stato ricanalizzato ma a distanza di 4 anni ho ancora scariche frequenti (circa 10 al giorno, specialmente dopo i pasti. La mia terapia attuale è pentasa 500mg per 3 volte al giorno. Le chiedo se ritiene che è possibile ridurre le scariche.

Caro Signor Francesco,

è possibile diminuire le scariche, ma prima è necessario comprendere il perché dopo tanti anni continuano con tanta frequenza. Le cause potrebbero essere tante e diverse: problemi della pouch, infiammazioni, ma le più frequenti sono alimentari.

 

HO 76 ANNI E DA QUALCHE SETTIMANA HO NOTATO PICCOLE TRACCE DI SANGUE CON MUCO NELLE FECI.IL MEDICO MI HA PRESCRITTI ASACOL CLISMI 2 VOLTE AL GIORNO PER 5 GIORNI. TUTTO CONTINUA E IL MEDICO MI HA PRESCRITTO ALTRI 7 GIORNI DI ASACOL.DOPO QUANTO SI POSSONO VEDERE I RISULTATI?devo preoccuparmi?

Le perdite di muco e sangue possono dipendere da diverse patologie. La somministrazione di asacol (mesalazina) è utile nelle infiammazioni (proctite), ma bisogna prima di tutto accertare la diagnosi. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Gentile dottore volevo illustrarle la mia situazione. Mi hanno diagnosticato 3 anni fa un morbo di Crohn nell'ultima ansa del tenue con ispessimento della parete intestinale.Ho iniziato una cura con ASACOL ed ENTOCIR per diversi mesi.Poi a causa della mia superficialita' ho abbandonato le cure e le ho riprese successivamente a causa di una subocclusione. Quello che le chiedo e' se una malattia di crohn che interessa per anni esclusivamente il tenue (valvola ileo cecale) puo' improvvisamente espandersi in una parte distante del colon? Le recidive avvengono solo dopo un intervento chirurgico? La ringrazio in anticipo per la sua disponibilita'.

Caro Signor Roberto,

la Malattia di Crohn è una infiammazione cronica che può colpire tutto l’apparato digerente, dalla bocca al retto. la sua caratteristica è che può colpire diversi distretti in maniera segmentaria, cioè essere presente nell’ileo terminale e anche in un tratto di colon più distale. E’ essenziale che la persona colpita da questa patologia non abbandoni mai le cure e i controlli prescritti dai medici e il trattamento chirurgico è indicato solo in caso di complicazioni legati alla patologia (fistole, stenosi ecc.).

MIA FIGLIA AFFETTA DI MORBO DI CHRON IN CURA CON HUMIRA E METHOTREXATE DA, CIRCA DUE ANNI STANOTTE HA AVUTO UN FORTE DOLORE ALLO STOMACO IL DOTTORE CHE LA SEGUE CI HA CONSIGLIATO DI FARE UNA TORADOL, LEGGENDO NOTO CHE QUESTO FARMACO DARA' DEI PROBLEMI. MI PUO' CHIARIRE UN PO LE IDEE? QUANDO HA AVUTO IL DOLORE HA ANCHE AVUTO DEVERSE EVACUAZIONI LE PRIME CON PERDITA DI SANGUE. SONO MOLTO PREOCCUPATA MI PUO' DARE QUALCHE CHIARIMENTO.

Cara Signora,

la mia risposta giunge tardiva per problemi legati al server che non mi ha inoltrato la sua email nei tempi dovuti. Le cause del dolore gastrico di sua figlia possono essere diverse, non ultime una sindrome influenzale, una gastrite o anche una acuzie della sua patologia. Spero che tutto si sia risolto per il meglio e resto a sua disposizione.

Salve Dott. Nicastro, vivo in Asia ( Hong Kong) da molto tempo ed e' qui che a mio marito ( di 52 anni), 20 anni fa, e' stata diagnosticata la 'proctocolite ulcerativa'.Ha iniziato la terapia consigliata in questi casi e ripetuto la colonoscopia ogni 4 anni. Nell'ultimo esame istologico di uno dei tessuti prelevati ( agosto 2013) e' stata riscontrata una 'lieve displasia focale ghiandolare'. Il dottore ha richiesto di ripetere la colonoscopia dopo un anno, ma dato che mio marito ha avuto recentemente una riacutizzazione dell'infiammazione, si sta preoccupando e vorrebbe ripeterla prima,non appena l'infiammazione si stabilizza.Parrebbe che, sia qui a Hong Kong che a Singapore ( e pure negli USA), anche nei casi di lieve displasia venga comunque presa in considerazione la proctocolectomia restaurativa (con sacca ileale), a causa della natura poco 'chiara', non ben localizzabile e poco 'promettente' dal punto di vista della guarigione,tipica delle displasie. Non essendo questa una operazione da poco, destinata a variare molto la qualita' della vita di una persona, sarei curiosa di sapere se anche in Italia si segue questo iter o se si tende, invece, ad avere un approccio piu' conservativo e quindi piuttosto a sottoporsi a ripetuti controlli, evitando l'intervento chirurgico o limitandolo a casi accertati di seria displasia.La ringrazio moltissimo per un suo cortese riscontro.Cordiali saluti.Paola Caronni

Cara Signora Paola,

quando in una biopsia random, per il controllo di una RCU, si presenta una displasia questa condizione pone in allarme il chirurgo perché questa condizione mette in evidenza una evoluzione peggiorativa della malattia infiammatoria. La displasia può evolvere verso la neoplasia, come può succedere nella RCU. Non importa il grado di displasia, quello che l’istologo ha messo in evidenza è solo su un frammento di mucosa e nessuno può escludere che in punto diverso del colon la displasia non sia grave o severa o, sperando di no, non sia evoluta verso la neoplasia. Naturalmente a questo punto è necessario ripetere la colonscopia a breve ed eseguire biopsie multiple per una ulteriore verifica istologica.

Salve dottore, avrei solo una domanda da farle.Mi piacerebbe sapere se è possibile in un futuro riuscire a eliminare completamente le medicine...le medicine che io prendo sono mesavancol 3 al giorno, qualche giorno fa prima della visita prendevo la mesalazina 4 al giorno....la ringrazio in anticipo per le sue attenzioni

Caro Signor Manuel,

presumo che la patologia trattata con questi farmaci sia una RCU che, per definizione, è una patologia cronica e per tale motivo necessita di terapie costanti e per lunghi periodi di tempo. La terapia può essere variata a seconda il grado di infiammazione, ma non del tutto abbandonata se persiste la patologia.

Egr.Dott. Nicastro chiedo con la presente se la Retto-colite ulcerosa ad interessamento distale (proctite ulcerosa) in fase cronica attività può provocare sempre "scariche di diarree"? Allo scrivente non accade che vi siano scariche di diarrea ma solamente si verificano "feci con sangue vivo" Questo può essere dovuto alla presenza di emorroidi interne?. In attesa di una sua risposta La saluto cordialmente.

Caro Signor Raffaele,

la rettocolite ulcerosa può dare diarrea soprattutto nella fase acuta. La diarrea non è sempre presente, soprattutto nella fase di quiescenza. La localizzazione al retto distale può non dare diarrea e uno dei sintomi dominanti sono le perdite di sangue durante l’evacuazione. Nel suo caso se lei soffre di emorroidi le perdite ematiche potrebbero essere dovute anche alla presenza di tale paologia ma credo sia opportuno accertarsi che invece non siano dovute ad una riacutizzazione della proctite ulcerativa. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno professore, soffro di diarrea da 6 mesi, ho fatto la colonscopia e la diagnosi e': Mucosa cecale ulcerata sede di infiltrato flogistico cronico ed acuto della lamina propria. Mi hanno detto che non e' nulla e che non c'è una causa specifica e che devo solo aver pazienza che la situazione si sistema da sola. Io sono invece un po' preoccupata perché continuo ad andare al bagno due volte al giorno e non riesco a capire se devo fare una dieta specifica o posso mangiare normalmente. A volte mi gonfio per un nonnulla ed espello molta aria . Può dirmi cosa ne pensa di tutto questo? Grazie.

Cara Signora Tiziana,

non credo che una infiammazione, anche se aspecifica, del colon possa risolversi da sola. Sarebbe opportuno iniziare una adeguata terapia medica farmacologica e dietetica al fine di frenare l’infiammazione e portare alla attenuazione o alla risoluzione dei sintomi che la stanno facendo soffrire. Le consiglio una visita colonproctologica per una attenta valutazione della sua condizione clinica e per un adeguato percorso di terapia.

Sono affetta da morbo di crohn. Recentemente mi è stato diagnosticato un GRANULOMA nello sfintere anale. Il chirurgo ha affermato che controindicato asportarlo chirurgicamente perchè si formerebbero dei granulomi nuovi. Secondo lei qual è la cura più appropriata visto che mi provoca, oltre a stenosi, un gran dolore quotidiano? Grazie e distinti saluti

Cara Signora Alba,

innanzitutto bisognerebbe valutare se il granuloma è espressione della Malattia di Crohn a livello anale. Questa prima valutazione potrebbe essere fatta eseguendo una biopsia. Questa ipotesi potrebbe anche essere confermata dalla sua storia clinica (eventuali altri interventi proctologici e motivo della loro esecuzione). Se il granuloma è di origine infiammatoiria (M.di Crohn), il chirurgo che ha consultato ha posto un giusto dubbio e quindi si potrebbe cercare di curare la lesione con una terapia medica appropriata. Se il granuloma non dipende dalla Malattia di Crohn, vista la sintomatologia, potrebbe essere valutata una risoluzione chirurgica della lesione.

 

Salve sono ormai quasi 4 mesi che soffro di alcuni sintomi vado in bagno in media 3/4 volte con feci molli e in alcuni casi presenza di muchi ed ho spesso una sensazione di dover defecare durante l'arco della giornata. ho gia fatto diverse visite specialistiche con numerose analisi. Riporto qui sotto tutti i risultati in ordine di data: Mi reco il ospedale a meta aprile per via di una discreta quantita di sangue dal retto dopo forti scariche di diarrea. esco con un referto di crisi emorragica. Premetto che e stato l'unico episodio, non ho avuto altri episodi di perdita di sangue nelle feci. Successivamente agli inizio di maggio inizio con alcune analisi: ves,prc,emocromo,got,gpt,Qpe,esame del sangue occulto (3 campioni) tutto negativo. -------------------- -Colonscopia inizio di giugno riporto qui il referto: In corrispondenza del retto distale presenza di alcune aree iperemiche erosive che si estendono in tutto il terzo distale del retto: biopsia. L’esplorazione viene condotta fino al cieco ed in tutti i tratti del colon non si riscontrano ne lesioni ulcerative ne produttive da segnalare una modica riduzione dell’altezza delle pliche interaustrali con pattern vascolare sottomucoso irregolare. Passando con l’endoscopio attraverso la valvola ileo-cecale viene esplorato anche l’ultimo tratto di ileo con aspetto macroscopico della mucosa e dei villi regolari:biopsia CONCLUSIONI:NOTE DI PROCTITE EROSIVA VEROSIMILMENTE ASPECIFICA SI CONSIGLIANO ULTERIORI ESAMI BATTERIOLOGICI -------------- ulteriori analisi dopo colonscopia (inizi di giugno) ANTI ENTAMOEBA HISTOLYTICA (negativo) Parassitologico: negativo Esame cultura feci: negativo CALPROCTEINA F.:(Negativa) : <15 mcg/g Valori di riferimento <15 15-60 >60 -------------- riporto qui i risultati dell'istologico: 1:retto 2:colon 3:ileo descrizione macroscopica: 1 due frammenti 2 alcuni frammenti 3 tre frammenti   diagnosi cito-istologica: 1 lembi di mucosa del grosso intestino sede di edema, congestione di un modesto infiltrato infiammatorio cronico della lamina propria che talora si dispone a formare follicoli linfatici. Da segnalare la presenza di un ascesso criptico e di una lieve atrofia ghiandolare non associata a deplezione mucinica. 2 lembi di mucosa del grosso intestino sede di edema e di un modesto infiltrato infiammatorio cronico linfocitario e follicolo-iperplastico della lamina propria senza caratteri di specificità. 3 lembi di mucosa ileale con normale disegno dei villi ed un follicolo linfatico iperplastico nella lamina propria. conclusione:reperto microscopico di proctite cronica indeterminata. utile follow-up ricontrollo endoscopico fra 4 mesi. ------------- ulteriori analisi (inizio luglio) -tifo, Paratifo, melitensis (negativo)  -sangue occulto 6 campioni (negativo) -ecografia del fegato (negativo) eco delle ANSE INTESTINALI( ha riscontrato solo una ridotta attivita peristaltica. -celiachia (negativo) -intolleranze alimentari (intollerante al lievito, latte, benzoati) ------------- RETTOSCOPIA effettuata a fine luglio per controllo. (fine luglio) Esito della rettoscopia: Esame condotto fino al trasversale distale. Calibro regolare. Non lesioni di rilievo. Esito della Bio in retto: Minuti frammenti di mucosa colica in parte disepitelizzata con segni di edema e lieve flogosi aspecifica ASSUMEVO 2 COMPRESSE LA MATTINA E DUE LA SERA DI PENTACOL 800 E UNA SUPPOSTA PENTACOL 500 LA SERA. LA SITUAZIONE SEMBRA MIGLIORATA MA COMUNQUE HO ALTI E BASSI E VADO COMUNQUE IN BAGNO IN MEDIA 2/3 VOLTE AL GIORNO CON FECI SPESSO MOLLI Successivamente mi sono accorto che le compresse di pentacol quando andavo in bagno erano presenti per intere nelle feci , parlando con con il mio gastroenterologo si e provato a cambiare con asacol ma senza risultato e alla fine, sostituito con Salazopyrin mattina pomeriggio e sera. A Meta ottobre ho fatto un'altra visita da un'altro specialista il quale e convinto che si tratti di un problema funzionale e non organico. Terapia con normix 7 giorni A seguire fermenti lattini e una crema rettale per le emorroidi. Al momento ho sempre alti e bassi con feci alterne molli e quasi dure con presenza di muco a volte anche di una certa quantita' Cosa ne pensa ? GRAZIE ATTENDO  UNA SUA GENTILE RISPOSTA.

Caro Signor Valentino,

dalla accurata lettera inviata posso dedurre che lei sia affetto da una proctite, che anche se aspecifica (non riconducibile ad un quadro patologico di RCU o M. di Crohn), a mio parere deve comunque essere considerata una patologia cronica. Le flogosi aspecifiche del retto (proctiti), spesso sono la conseguenza di un disturbo funzionale del colon definito Sindrome del Colon Irritabile, causa di molti sintomi tra cui le frequenti evacuazioni, emissioni di feci molli e non formate, meteorismo. Nel suo caso oltre a porre attenzione alla cura della proctite, patoogia che andrebbe monitorizzata con controlli cadenzati mediante rettoscopia o meglio la videoproctoscopia digitale, sarebbe necessario un percorso terapeutico utile al controllo del colon irritabile, percorso che dovrebbe prevedere una adeguata alimentazione e la somministrazione di alcuni fitoterapici o anche farmaci che, a medio lungo terine, portano al controllo dei sintomi.

Gentile dottore,sono una ragazza di 25anni.da circa 4 5 mesi soffro di fortissimi e quotidiani dolori addominali con meteorismo e alvo regolare..(nonostante vari medicinali e dieta ho benefici)ho fatto vari esami tra cui ecografia addominale ed esame parassitologico entrambi negativi. L unico valore alterato è la calprotectina a 230 (<50negativo). Vorrei sapere se un eventuale intolleranza(non ho fatto ancora gli esami) può determinare l aumento di questo valore? Inoltre puo trattarsi di semplice colon irritabile senza ne diarrea ne stipsi.

Cara Angela,

i valori alterati della calprotectina sono predittivi per una patologia infiammatoria del colon. Le consiglio una visita colonproctologica compoletata con la videoproctoscopia digitale al fine di una esatta valutazione diagnostica e se necessario il medico potrebbe precrivere una colonscopia con mapping bioptico del colon per svelare l’eventuale patologia infiammatoria e quindi prescrivere una adeguata terapia

buon giorno dott nicastro. mi e stata diagnosticata la retto colite ulcerosa , vado in bagno con scariche anche 10 volte al giorno , continuando cosi potra subentrare anche incontinenza fecale .prendo 4 copresse asalex 800 al giorno ,la sera un clisma con asacol. diventare incontinente fecale rientra nella mia malattia grazie per la risposta.

Caro SignorBonomo,

la rettocolite ulcerosa non espone all’incontinenza fecale, tranne nei casi in cui questa infiammazione non coinvolga gravemente il retto diminuendone la sua capacità di serbatorio. Inoltre anche le continue scariche diarroiche, se ripetute e a breve distanza, potrebbero in alcuni casi provocare perdite involontarie di feci, ma in questo caso la terapia medica, controllando la patologia infiammatoria, riduce le scariche di diarrea e quindi il pericolo di incontinenza.

Egr.Dr. Affetto da retto colite dal 95, 2 anni fa ho subito asportazione colon e, a febbraio c.a. mi è stato asportato il retto e mi è stata confezionata la pouch ileo-anale e sono in attesa della ricanalizzazione. L'intestino non si è ancora regolarizzato e dal sacchetto le feci risultano variamente liquide, ma quello che più mi preoccupa è il fatto che da 2 mesi perdo una quantità di acqua anche dall'ano giorno e notte tanto che sono costretto ad assumere liquidi anche via flebo. Sono molto preoccupato e nessuno mi sa dire cosa fare. Grazie

Caro Signor Marco,

la perdita di liquidi dall’ano è dovuta alla presenza della pouch ileo-anale. L’ileo utilizzato per la confezione della pouch comunque secerne liquidi. Purtroppo fin quando non avviene la ricanalizzazione dovrà assumere molti liquidi e sottoporsi a fleboclisi. Le perdite potranno persistere anche dopo la ricanalizzazione, con scariche diarroiche frequenti e irritanti. Dopo qualche mese è possibile una rifduzione di tali fenomeni.

Gentilissimo dottore Nel 2012 dopo un mese di diarrea sanguinolenta mi è stata prescritta dal mio pro teologo una colonscopia dove veniva diagnosticata una colite ulcerosa terapia ansa il 800 6 compresse al dì e clipper Da allora non ho più avuto scariche ansi di solito vado in bagno ogni 2gg! Mi chiedo ho sempre la colite ulcerosa? O è stato solo un caso? Grazie

Cara Signora,

la Rettoclite Ulcerosa è una patologia infiammatoria cronica e purtroppo prevede cure di lunga durata. In alcuni casi la malattia può regredire ma questa conferma potrà essere data solo con la ripetizione della colonscopia completata con le biopsie. Inoltre è possibile eseguire il dosaggio della Calprotectina fecale, utile non solo per verificare lo stato della infiammazione ma anche per modulare la terapia farmacologica.

Gentile dott, ho 25 anni e da ormai 2 soffro di perdite anali di sangue e muco. Le colonoscopie effettuate hanno dato come esito: proctite aspecifica. Nei periodi di acutizzazione (perdita di sangue consistente, dolori di pancia, perdite anali) utilizzo asacol 500 che risolve subito il problema, che però si ripresenta a distanza di tempo. Cosa devo fare? Utilizzare asacol in eterno ogni volta che si presenta il problema o esiste una cura? Le analisi per i valori della calprotectina son stati sempre molto elevati.

Cara Ilaria,

la proctite è considerata una patologia cronica la cui cura, a mio parere, deve essere costante e prolungata. Inoltre sarebbe necessario una costante e cadenzata valutazione dell’attività dell’infiammazione mediante la videoproctoscopia digitale. La sola assenza di sintomi (perdite di sangue e di muco) non significa che la patologia è guarita e questo è dimostrato dalla positività degli indici infiammatori (calprotectina). Nella mia esperienza una cura prolungata basata su una adeguata alimentazione, la somministrazione di mesalaziona e/o cortisone locale, porta al controllo della patologia fino alla totale risoluzione.

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