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Domande e Risposte: Cisti e fistole sacrococcige

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Gentile dottor Nicastro, la ringrazio per le precedenti consulenze.Se era possibile volevo da lei un ultima consulenza sulla mia cisti pilonidale, dato che a settembre andrò in ospedale per effettuare l'intervento, dato che ad oggi ho già effettuato gli esami per il day hospital. Se possibile e se non le creo disturbo vorrei chiarire 2 miei dubbi sull'intervento,nell'ultima mail lei mi disse che andando al mare e entrando in acqua salata non succedeva nulla, l'importante è tenere la zona pulita e non al caldo. Vorrei dei chiarimenti:La mia ciste oggi non la sento nemmeno più al tatto, dato che vengo dal primo episodio di infiammazione, ove l'ecografia rivelò una ciste di 1,5cm ora è possibile che la ciste si sia rimpicciolita? la mia paura è che da qui a settembre l'infezione possa camminare senza nemmeno io accorgemi e quindi invadere più tessuto, quindi verso l'interno, può capitare questa cosa senza che la cisti sia infetta? anche percè l'ho curata con semplici antiinfiammatori e senza antibiotici, ho notato anche un piccolo buchino nero nel solco intergluteo.Poi un'altra cosa, Se la mia ciste adesso è piccola il tessuto da asportare sarà poco giusto? quindi se non la sento al tatto mi asporteranno poco tessuto ed avrò un taglio di almeno 1cm fatto a losanga? quindi secondo lei adotteranno la tecnica chiusa? anche perchè il chirurgo ha parlato di 2 punti quando la ciste era di 1,5cm.a dimenticavo la mia ciste è uscita nel solco intergluteo verso la natica destra, il punto dove opereranno sarà quello? quindi non al centro del solco giusto? Di solito l'operazione è dolorosa? Dura molto tempo?Grazie anticipatamente.

Caro Gianluca,
capisco i suoi dubbi e paure ma sarebbe più giusto fare queste domande al chirurgo che la sottoporrà all’intervento. L’esperienza personale di ognuno di noi giustifica questo mia risposta; non ho mai operato una fistola sacrococcigea mettendo poi solo due punti di sutura o facendo un tagli di 2 cm. La patologia deve essere eradicata con una quantità di tessuto circostante sufficientemente sano per evitare le recidive.
Cari saluti

Buongiorno Dott. Nicastro, ho 19 anni e sono alla terza recidiva di ciste pilonidale. Sono stata operata il 1 settembre del 2006 con la tecnica a cielo aperto, a fine gennaio 2007 mi si è riaperta la ferita, analogamente alla prima volta mi sono sottoposta a circa due mesi di medicazioni, dopo di che verso fine giugno ho avuto una ulteriore riapertura; 15 giorni fa sono stata sottoposta ad un intervento di revisione che ha rivelato (con il liquido di contrasto) altre due fistole in formazione che mi sono state asportate ed ora ho ricominciato da capo. Nessuno dei chirurghi che mi ha seguita mi ha assicurato una definitiva risoluzione, nessuno mi sa dare dei tempi: Le chiedo, se a suo parere, tutto questo può essere causato da un intervento mal eseguito già la prima volta o se è un caso che si può presentare e se esiste qualche cura o tecnica particolare per risolverlo.Nel ringraziarla anticipatamente, La saluto cordialmente. Maddalena

Cara Sig.ra Maddalena,
intanto le chiedo scusa per la tardiva risposta legata ad alcuni problemi tecnici del web. Purtroppo le recidive della fistola sacrococcigea o cisti pilonidale sono frequenti e sono legate principalmente ad una tecnica chirurgica inadeguata oltre che ad una non corretta gestione della regione cutanea operata. Come saprà la cisti o sinus pilonidale ha diverse origini ma quella più accreditata è l’origine congenita. L’intervento per la cisti fistolizzata o ascessaualizzata consiste nell’asportazione di tutto il tessuto comprendente il sinus fino alla fascia dell’osso sacro e del coccige. Una volta asportato il tessuto il chirurgo può decidere di chiudere con i punti la ferita o lasciarla aperta. Preferisco sempre chiudere la ferita per garantire una guarigione rapida. La sola incisione della fistola o dell’ascesso non garantisce, a mio parere la guarigione, esponendo i pazienti a lunghe e dolorose medicazioni, all’esposizione della recidiva in quanto non vi è la garanzia che il rtessuto malato sia stato asportato completamente. Inoltre la presenza della infezione favorisce l’insorgenza di altri tramiti fistolosi. La definitiva risoluzione può essere un intervento chirurgico adeguato, con uno studio pre-operatorio dei tramiti fistolosi e con la colorazione intraoperatoria della zona da asportare. Cari Saluti

Gentile Dottore, la disturbo per avere chiarimenti in merito ad un intervento. Il mio compagno alla fine di marzo si è sottoposto ad un intervento di ciste pilonidale terminato con 15 punti esterni e altrettanti interni. Dopo circa un mese e mezzo la ferita si è aperta in basso, vicino l'ano e, dietro consiglio di un infermiera, abbiamo iniziato delle medicazioni ogni 3 giorni con garza e acqua ossigenata. Pensa che vada bene aspettare che il tutto si risolva così ? L'acqua ossigenata è il liquido adatto ? Cosa mi consiglia di fare ?La ringrazio tanto per l'attenzione prestata. Saluti

Cara Sig.ra Michela,
l’apertura dopo un mese dall’intervento della ferita chirurgica impone una valutazione specialistica in quanto potrebbe anche trattarsi di una recidiva della malattia. Comunque le medicazioni attuate sembrano idonee. Potrebbero essere rinforzate con l’utilizzo di altri materiali (aquacell AG garze) che oltre ad un potere antibatterico hanno un effetto cicatrizzante. Resto a sua disposizione per ulteriore chiarimenti
Auguri

Gent.mo Dott. Nicastro, approfitto della sua disponibilità per chiederle una consulenza. Mia figlia di 14 anni, ha una cisti sacrococcigea da alcuni anni. Non si è mai infettata e non le dà granchè fastidio (per ora!). Il chirurgo di Reggio Calabria da cui è stata visitata un anno e mezzo fa, non ha ritenuto l'intervento necessario immediatamente, sebbene io abbia insistito. Adesso però noto che si è notevolmente ingrandita. La domanda che vorrei sottoporle è la seguente: esistono altri tipi di intervento oltre quelli da lei descritti per il problema in questione? In particolare avevo sentito parlare della tecnica laser che avrebbe il pregio di evitare il rischio di recidive e le dolorose medicazioni che necessariamente l'intervento comporta. La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi e le porgo cordiali saluti.

Cara Sig.ra Marina,
l’intervento si rende necessario proprio per la natura stessa della patologia. L’intervento può essere condotto con varie tecniche e mezzi e la recidiva è solo legata all’esperienza del chirurgo ed alla gravità della fistola. Più passa il tempo e più si ha la possibilità di altre ramificazioni della patologia. La tecnica che io eseguo è quella con la sutura diretta della ferita che permette di evitare noiose, lunghe e dolorose medicazioni dopo l’intervento. L’adeguato riposo dopo l’intervento permette una rapida cicatrizzazione e quindi un rapido recupero. Cari saluti

Dottore Buonasera, sono il papà di una ragazza di 16 anni. che tre anni fa ha subito un'intervento in anestesia locale, per l'asportazione di una cisti sacro-coccigea radicale, lasciando la ferita aperta, con medicazioni giornaliere per ben 5 mesi fino alla chiusura totale. A distanza di tre anni si è riformata. Il chirurgo che ha eseguito l'intervento, dopo averla visitata riferiva di intervenire di nuovo per rimuoverla sempre con lo stesso metodo precedente, con la probabilità di raschiare l'osso. Le chiedo un suo parere. Un padre preoccupato grazie di cuore.

Caro Sig. Pino,
è veramente inutile far soffrire una giovane con interventi antiquati e, come ha visto, non risolutivi. Il chirurgo “deve” operare sua figlia risolvendo la patologia (asportazione del sinus o ciste pilonidale, a volte posta in contiguità del coccige) definitivamente e senza indugi. Io ho sempre eseguito gli interventi con la tecnica chiusa (sutura diretta della ferita a fine intervento) che permette una guarigione in 10-12 giorni ed è questo che posso consigliare ad un padre preoccupato.
Auguri

Buongiorno, a mia figlia di 15 anni, dopo due mesi di spurghi intermittenti di sangue, pus, siero senza dolore, hanno diagnosticato una fistola sacrococcigea con due orifizi con una caudale di maggiori dimensioni che specillati hanno evidenziato un tragitto fistoloso di circa 4,5 cm e sono stati rimossi ciuffetti di peli. Il proctologo che visitato con specillazione ha proposto un'operazione on tecnica aperta non prima dei 18 anni, salvo peggioramenti, perchè negli adolescenti soggetti a squilibri ormonali la cicatrizzazione è difficile. Mi ha detto che lui opera sempre con tecnica aperta causa altissima percentuale di recidive con tecnica chiusa qualsiasi essa sia. Un altro proctologo che ha visitato la ragazza solo guardandola ha affermato decisamente che va operata subito con tecnica chiusa pena il peggiorare della situazione. Inoltre noi abitiamo in una piccola isola e sia queste visite sia il decorso post operatorio ci richiederebbe un trasferimento vicino all'opedale prescelto con problemi pratici e psicologici per la ragazza (scuola, amici ecc.). Inoltre il primo proctologo mi ha detto che le medicazioni dopo le primissime volte posso farle a casa e questo non mi convince. Le chiedo, non esistono statistiche attendibili sulla riuscita dei vari metodi? Non esiste un metodo meno invasivo per un problema che per un adolescente con già altri problemi può diventare una tortura infinita? La società di proctologia non ha delle linee guida o devo scegliere affidandomi al caso e alla fortuna? Grazie per l'attenzione preferirei una risposta privata.

Cara Sig.ra Roberta,
di solito anche le casistiche possono mentire e quindi preferisco risponderle per esperienza diretta. Da sempre eseguo la tecnica chiusa per risolvere i problemi di fistola sacrococcigea. Non ricordo esattamente il numero degli interenti eseguiti, posso solo dirle che il numero delle complicanze (suppurazione della ferita, lacerazione dei punti, ritardo di cicatrizzazione) non raggiungono il numero delle dita di una mano, mentre ho avuto solo 1 solo caso di recidiva, ma questa è stata una mia colpa, infatti in questo caso non sono stato scrupoloso a ricercare un secondo sinus ( in questo caso presente), fidandomi del fatto che statisticamente questo sia veramente raro. Questo è quanto posso dirle e sono in pieno accordo con il secondo proctologo, la ragazza deve essere operata prima possibile (non con urgenza ma ben programmando tutti gli impegni di studio e familiari), con la tecnica chiusa (che in mani esperte è “sicura”, per una rapida guarigione e per non incorrere in ulteriori complicanze. Per ulteriore tranquillità, non penso che sua figlia, come tutte le figlie di questo mondo, possano avere tali stravolgimenti ormonali da non far cicatrizzare la ferita, questo secondo scienza, conoscenze e coscienza. Auguri

mio marito è stato operato più volte alla fistola sacro coccigea ma purtroppo capita spesso che la fistola si infiamma diventa rossa e sopratutto fuoriesce pus. che si puo fare ?????????? grazie valentina

Cara Sig.ra Valentina,
le recidive di fitola scrocoggigea non sonorare e sono legate principalmente al fatto che non viene asportata l’origine della flogosi, il sinus pilonidale. La permanenza di arrossamento e pus sta a significare proprio questo, la persistenza della malattia. Suo marito dovrebbe eseguire una visita colonproctologica in modo da valutare modalità e tempi di intervento. Cari saluti

Egregio Dottore, mi è stata trovata una piccola cisti sacro coccigea e me ne sono accorto perchè perdevo del sangue poi è scomparso. La cisti non mi da nessun problema ne male e il mio medico di famiglia mi ha detto che la devo togliere, solamente che ho paura dell'intervento. vorrei sapere come viene fatto e se in anestesia locale e quanto può durare? grazie mille Aspetto una sua risposta

Caro Signor Luca,
la cisti sacro coccigea è una patologia chirurgica e la sua risoluzione prevede un intervento di sportazione, necesario perchè le complicazioni legate alla presenza della cisti sono veramente invalidanti. Nella mia esperienza asporto totalmente il tesssuto e chiudo la ferita chirurgica immediatamente con punti di sutura, La durata dell’intervento dipende dall’entità della lesione ma comunque non supera i 45 minuti tenendo presente che la fase di ricostruzione è quella più lunga.
Cari saluti

Buon giorno,le scrivo dalla Sardegna,mia nipote è stata operata di sinus due anni fà,ad agosto gli si è ripresentato,è stata operata ai primi di ottobre,adesso presenta un sinus piccolo sempre nella stessa zona del sacro tra le natiche,vicino all'altro.Secondo lei è normale?

Cara Signora Marinella,
non è normale. Forse una ecografia potrà mettere in evidenza la presenza del sinus che dovrà essere asportato in toto per poter raggiungere la guarigione.
Cari saluti

gentile dottor nicastro ,a mio figlio di 23 anni il medico di base dopo averlo visitato a seguito di forti dolori nella zona del coccige con piccolo rigonfiamento ( a parere nostro da inesperti si sarebbe trattato di un brufolo) gli ha diagnosicato una cisti pilonidale,ha presctirro augmentin, una pomata locale e il successivo intervento chirurgico. Parlando con un mio cugino medico mi ha detto di fare drenare questa cisti andando subito al pronto soccorso e programmare l'intervento con un chirurgo. Volevo da lei un parere sia per il drenaggio al pronto soccorso ma anche se poteva indirizzarci da un bravo chirurgo a milano dove mio figlio si trova attualmente per motivi di studio. Mi hanno parlato del San Raffaele, lei cosa ci consiglia? La ringrazio anticipatamente.

Cara Signora Maria Teresa,
la decisione di eseguire un preliminare drenaggio o meno dovrebbe essere presa dal chirurgo che avrà l’opportunità divisitare suo figlio. Se le dimensioni dell’infezione sono “di un brufolo” credo sia opprtuno procedere all’intervento risolutivo senza
drenaggio. Riguardo la richiesta di consigliare un chirurgo, mi permetta signore di non farmi assumere questa responsabilità, che sarebbe anche contraria all’etica professionale indicare un chirurgo piuttosto che un altro. La scelta del chirurgo è del tutto personale e solitamente già al primo impatto il paziente capisce se può averne fiducia o meno.
Cari saluti

gentissimo dottore,mi chiamo marco, sono un ragazzo di 29 anni e mi hanno diagnosticato una cisti pilonidale fistolizzata.volevo sapere secondo lei il da farsi e quale sia la tecnica migliore da richiedere per una certa e riuscita operazione. la ringazio distinti saluti. tarani marco

Caro Singor Marco,
senza dubbio la fistola sacrococcigea conseguenza di una cisti pilonidale è una patologia di stretto interesse chirurgico e la sua risoluzione prevede un intervento chirurgico di completa asportazione della lesione. La tecnica che utilizzo nella totalità dei casi è quella chiusa che prevede la chiusura diretta della ferita chirurgica e non prevede medicazioni dopo l’intervento se non la semplice asportazione dei punti.
Cari saluti

salve ho quasi trentadue anni. Nel 99 mi hanno portato d'urgenza al pronto soccorso per la fistola perché era andata in putrefazione. Comunque per un paio di anni tutto a posto; poi il dolore si e' ripresentato ogni anno. Il mio medico mi fa fare la cura antibiotica. La mia domanda e' questa mi possono rioperare? il dolore mi riviene ogni estate mi hanno detto che in estate non lo possono fare l'operazione cosa dovrei fare in questo caso?

Caro Signore,

ma dove è localizzata la fistola? Il primo intervento è consistito, probabilmente, nel drenaggio di un ascesso in modo da rimuovere il pus ed evitare altre complicazioni. Quello che non è ben chiaro è il perché ha come sintomo il dolore e dove questo è localizzato e se è stato visitato dal suo medico e quale è stata la diagnosi tale da giustificare la somministrazione di antibiotici. Una considerazione a parte merita il fatto che in estate non può essere operato, mi è molto difficile capirne il motivo.

Salve dottore , sono un ragazzo di 24 anni volevo chiederle una cosa 6 anni fa ho subito un'intervento per una fistola sacro coccigea tutto perfettamente riuscito. Da un po' di tempo circa 5 mesi ho avuto un po' di arrossamento e dolore che a volte passa. Sono andato dal dottore e mi ha detto che sicuramente è rispuntata ma io non ho intenzione di levarla perché mi fa male poche volte e non ho ne perdite ne buchi ma solo arrossamento della cicatrice. Vorrei sapere cosa succede se non la tolgo può provocare danni all'interno al lungo andare? Grazie di tutto

La presenza di un semplice arrossamento o meglio infiammazione della ferita non significa che si sia riformata la fistola. Potrebbe essere solo una infiammazione della ferita dovuta a sfregamenti o ad altre cause. Prima di prendere in considerazione  un nuovo intervento sarebbe utile eseguire una ecografia della zona sacocroccigea per comprendere se effettivamente esiste una fistola o altra patologia. Fatta la diagnosi è possibile stabilire una corretta terapia.

Sono una ragazza di 17 anni, ho avuto un ascesso al coccige con dolori fortissimi:non potevo neanche camminare; sotto alla parte infiammata ed arrossata,nella piega centrale del sedere, ho un forellino dal quale però non è mai uscito nulla. Dopo sei giorni di recefin il dolore è molto diminuito quasi scomparso, però non mi è mai fuoriuscito niente. Adesso che la situazione è migliorata, però senza la fuoriuscita di nulla, devo temere che mi ricapiti a breve o può capitare anche che si sfiammi senza la fuoriuscita di pus? Mi scusi il disturbo, sono molto in ansia e non so come comportarmi in quanto volevo anche partire per le vacanze. La ringrazio in anticipo della disponibilità!

La prima fase dell’infezione prevede quella della infiammazione e questa non porta alla formazione di pus. La terapia antibiotica previene la progressione dell’infezione evitando la formazione del pus. Questo spiega il suo miglioramento e la graduale regressione del dolore e della infiammazione. La presenza della cisti può sempre portare ad una nuova infiammazione o infezione che potrà essere curata sempre con gli antibiotici ma le consiglio di consultare un chirurgo colonproctologo per una terapia chirirurgica definitiva della patologia.

Salve Dottore sono Salvatore sono stato operato ben 4 volte di fistola nei primi 3 interventi la ferita è stata sempre chiusa con dei punti di sutura solo che dopo 2 settimane per asportare i punti mi si è riaperta la ferita ora sono stato operato un'altra volta ma la ferita non è stata chiusa con dei punti ma lasciata aperta con le garze la mia domanda è quanto tempo ci vorrà per chiudersi la ferita?

Caro Salvatore,

i tempi di cicatrizzazione sono del tutto individuali e dipendono anche dalla estensione della ferita, dal tipo di medicazioni e  se non si presentano complicazioni. Una completa cicatrizzazione può avvenire tra i 30 e 90 giorni  e questa non può essere considerata una prognosi ma solo una previsione statistica. Maggiori informazioni può darle il medico o l’infermiere che pratica le medicazioni  seguendo l’andamento della ferita.

Gentile Dottore,mi sono accorta proprio ieri sera che mio figlio di 14 anni ha con grande probabilità una fistola sacrococcigea. Nell'incavo alto fra i due glutei, ha una piccola zona tonda di circa 5mm bianco-grigiastra con un forellino al centro, e mi sembra di aver visto un ulteriore forellino in zona vicina e arrossata.Gli ho applicato un po' di Gentalyn-Beta e gli ho fatto indossare slip comodi.Mi chiedo adesso se le macchie che negli ultimi giorni ho trovato sul lenzuolo, non possano essere collegate ad un ascesso che si è aperto spontaneamente. Visto l'età dello sviluppo, confesso che pensavo a tutt'altra origine.Non ho potuto provare a strizzare uno dei due forellini,la parte era dolente.Stasera ho già fissato un appuntamento con il medico curante che è nuovo, siamo appena passati dal pediatra al medico di base dei "grandi".Noi abitiamo a Firenze. Che Lei sappia, esistono centri specializzati a Firenze così come ne esistono a Roma?Confesso che, in prospettiva di un eventuale intervento chirurgico che pare essere l'unica soluzione, mi preoccupa la percentuale delle recidive; il fatto che la fase post-operatoria sia dolorosa; i numerosi giorni di assenza da scuola; la sospensione dell'attività sportiva (pratica il rugby, sport di notevole "contatto"); i tempi di attesa per l'eventuale operazione.La pregherei di darmi qualche rassicurazione in merito, così che a mia volta possa rassicurare il ragazzo. Stasera l'ho criticato duramente - in sostanza ho "smattato" - perché quando si lava, non controlla se si è sciacquato in modo adeguato (i peli abbondanti proprio in quella zona trattengono la schiuma del sapone); è fissato con i boxer elasticizzati (la cui cucitura a costolina struscia proprio in quel punto); a rugby - gioco forza - si riempie di terra dalla testa ai piedi; sta tre ore sotto la doccia, ma si lava per bene e poi si asciuga anche nelle pieghe?Perdoni lo sfogo, La ringrazio fin d'ora e aspetto una Sua parola.

Cara Signora Antonella,

la prima cosa da accertare e se si tratta di sinus fistolizzato e ascessualizzato. Questa diagnosi dovrà essere confermata dal medico che visiterà suo figlio. Se l’infezioone non è grave, come mi sembra di capire dalla sua lettera, si può attendere per l’intervento quando gli impegni di suo figlio lo permetteranno. il consiglio è di mantenere pulita la zona ed evitare eccessivi traumi. Riguardo l’intervento questo può essere eseguito in un reparto dio chirurgia generale e/o proctologica e credo che a Firenze ne esistono molti.

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