Menu

Domande e Risposte: Rettocele

Clicca qui per informazioni utili su questa patologia

Cerca tra le FAQ

Usa il form qui sotto per cercare una FAQ

in

Displaying 61 - 80 of 115123456

ho rettocele e proctite con grandi dolori !!! cortisone inutile pentacol supposte non capisco se mi servono come togliere questo dolore invalidante? grazie ANNA 339 6927322

Cara Signora Anna,

solitamente il dolore legato al rettocele è una sensazione di peso (dolore gravativo) localizzato all’ano o al perineo. Il dolore urente, tipo bruciore, interno potrebbe essere dovuto alla proctite o ad altre patologie del canale anorettale. Una corretta terapia di queste ultime prevede l’individuazione esatta della causa del dolore. Se la causa è la proctite la somministrazione di clismi a base di cortisone e mesalazina solitamente è efficace. Nel suo caso leggo che queste terapie sono state inefficaci e quindi potrebbe essere utile una nuova valutazione clinica tramite una accurata visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale.

Dopo intervento starr sono passati 2anni non è che abbia risolto. Sono stata operata prolasso rettocele ancora ho continue contrazioni e molto aria sembrano contrazioni da parto se è molto gentile da rispondermi grazie

Cara Signora Luisa,

credo che questi sintomi non siano proprio legati alla presenza di un prolasso del retto con rettocele e spero che questi non siano stati i motivi che hanno portato all’intervento di STARR.  Le cosniglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per comprendere la causa dei suoi sintomi e impostare un adeguato percorso di terapia.

Gent.mo Dr Nicastro, La ringrazio molto per la Sua risposta. Purtroppo qua le liste di attesa sono lunghissime, anche 6 mesi, per questo non ha effettuato subito l'esame. Comunque mio padre mercoledì si è sottoposto alla colonscopia ), senza sedazione, non ha sentito quasi nulla, il medico è stato molto delicato e mi ha fatto assistere all'esame. Per quanto riguarda l'esito, si è riscontrata una moderata diverticolosi e un polipo nel trasverso di 4 mm, che non ha specificato di che tipo fosse, ma io credo sia sessile, perchè era tondeggiante, adeso alla parete (tipo una lenticchia, un bottone rilevato), del colore della mucosa, non ulcerato. Il medico ci ha proposto se volevamo asportarlo con pinze che contemporaneamente bruciano, così gli chiesi che rischi comportava toglierlo e non toglierlo e mi rispose che nell'asportarlo il rischio era, seppur molto basso, di perforazione o emorragia, mentre nel non asportarlo quello di trasformarsi in tumore fra 30 anni. Così abbiamo deciso di rimandare la polipectomia. Anche perchè vorrei informarmi bene sulle tecniche di asportazione. Infatti leggevo che per i polipi piccoli adesi alla parete i rischi di emorragia e perforazione sono più alti, soprattutto usando la tecnica "che brucia". Leggevo che in genere si asportano con una pinza da biopsia, ma non so se fosse la tecnica che voleva usare il medico. Poi ho letto che ci sono altre tecniche, come iniettare nella sottomucosa soluzione salina o adrenalina per separare il polipo dalla parete e diminuire i rischi. Ora però sono molto preoccupata di non averlo tolto, è possibile che sia maligno? Avrei da porgli anche due domande: 1) quali tecniche consiglierebbe per asportarlo? 2) il sangue occulto, a questo punto, potrebbe essere dato da quel polipo o dalla diverticolosi? Mi scuso per essermi dilungata, ma non volevo trascurare particolari che potrebbero essere importanti. In attesa di un Suo gentile riscontro, colgo l'occasione per porgerle i miei più cordiali saluti

Cara Signora,

solitamente i polipi sessili di picolissime dimensioni sono asportati durante l’esame endoscopico con la pinza da biopsia. Il medico poteva procedere in questo atto semplice ma non comprendo i motivi per cui non è stato fatto, anche solo ai fini diagnostici. La presenza di sangue occulto potrebbe essere dovuto sia ai diverticoli che al polipo ma anche d altre patologie, non ultime quelle dello stomaco e per questo è consigliabile anche una gastroscopia.

Gentile dott. Nicastro desidero chiederLe un consiglio. Ho 52 anni, ho avuto due parti ed ho ancora un ciclo mestruale regolare. Da circa 5 anni faccio regolare attività fisica iniziata gradualmente con ginnastica aerobica all'aperto e corsetta lenta (7 min./7,30 min. al km.) e aumentata nel tempo con estensione allo yoga, alla frequentazione di una palestra e al nuoto. Circa un anno e mezzo fa mi sono resa conto di avere un problema di cedimento del pavimento pelvico reso evidente da piccole perdite di urina sotto sforzo (ad es. nella corsa o starnutendo) e urgenza minzionale. La valutazione della mia situazione fatta da una specialista in riabilitazione del pavimento pelvico riscontrava un colpocele anteriore di 2°, ipermobilità uretrale, colpocele posteriore di 2° e a livello anale rettocele di 2°. Mi sono stati insegnati gli esercizi di rinforzo del pavimento pelvico e della parte anale e a distanza di circa 8 mesi dedicati con grande impegno a questo problema posso dire di avere risolto l'incontinenza urinaria e l'urgenza minzionale che mi rendeva difficile programmare anche una semplice gita giornaliera. Cerco di tenere il mio intestino molto regolare altrimenti ho un senso di peso nella parte posteriore della vagina. Mi era stato proposto, per rinforzare la parete prolassata fra il retto e la vagina, di fare delle iniezioni di acido jaluronico ed in merito desideravo avere la sua opinione. Ho capito che tutto ciò che mi provoca una pressione intraddominale non va bene e la corsa purtroppo ha queste caratteristiche ed anche esercizi in palestra come gli addominali o il sollevanento di pesi. Un fisioterapista a cui mi sono rivolta per questo problema mi sta aiutando a rinforzare la muscolatura addominale ed abbiamo iniziato con esercizi di rinforzo del trasverso dell'addome che effettuo unitamente alla contrazione del perineo. Credo di aver capito che dovrei imparare a mettere in moto questo meccanismo "difensivo" quando mi sottopongo ad uno sforzo che potrebbe ulteriormente danneggiare la precaria situazione del mio pavimento pelvico. Come diceva la mia specialista sono "borderline" e un po' mi spaventa l'avvicinarsi della menopausa e un ulteriore eventuale cedimento della muscolatura. Cosa mi consiglia? Ho scoperto tardi la ginnastica e me ne sono innamorata. Ho sospeso la corsa che era l'attività piò impattante per il mio pavimento pelvico. Credo che indietro non si possa tornare, dovro' tamponare questa situazione con innumerevoli ore dedicate alla ginnastica pelvica ed addominale come faccio ora o le iniezioni di acido jaluronico potrebbero miracolosamente risolvere i miei prolassi. Mi piacerebbe tanto tornare a correre.... crede che sarà possibile? Sarei molto felice di avere un suo consiglio. La saluto e la ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherà con un suo prezioso consiglio.

Cara Signora Graziella,

mi perdoni ma non ho alcuna esperienza sull’utilizzo dell’acido jaluronico nelle disfunzioni del pavimento pelvico, anzi credo che sia la prima volta che mi capiti una prescrizione del genere in tanti anni di professione. Io credo che nella sua situazione una adeguata riabilitazione del pavimento pelvico comprendente, oltre alla ginnastica, l’elettrostimolazione e il biofeedback possa risolvere molti dei suoi sintomi e, personalizzando i protocolli di trattamento, permettere anche la ripresa dell’attività sportiva.

Il 24/02/2004 sono stato operato di tumore al colon da Voi e dal dottor Marco Angelini.Mi è rimasta una incontinenza fecale non sempre presente. Possono i diverticoli ostruire la defecazione?Saluti,Pasquale Seccafico

Caro Signor Seccafico,

sono passati ormai tantissimi anni e non ricordo nei particolari la sua storia clinica. Passati dieci anni può stare relativamente tranquillo riguardo la malattia tumorale. Riguardo la malattia diverticolare questa può complicare la salute e dare dei disturbi della defecazione (stipsi, diarrea ecc). Sarebbe opportuno anche valutare l’incontinenza fecale che, risolvendo eventuali problemi di stipsi legati alla malattia diverticolare, potrebbe poi manifestarsi con più frequenza. Resto a sua disposizione.

mi è stato diagnosticato un prolasso vaginale anteriore e posteriore, cistocele-rettocele e consigliato l'intervento. Che tecniche innovative ci sono? e dove trovo un centro eccellenza a Cagliari e dintorni? La ringrazio infinitamente

Cara Signora Maria Pia,

esistono diverse tecniche chirurgiche per la correzione dei prolassi degli organi pelvici. Le ultime sono laparoscopiche, mininvasive e con una ripresa rapida delle normali attività. Naturalmente la decisione sulla tecnica da attuare è sempre presa dal chirurgo in base alla sua esperienza clinica. Purtroppo non conosco la realtà sanitaria della sua città e non posso esserle di aiuto.

Egr. Dottore, sono una donna di 53 anni, mi pongo alla sua attenzione per problemi di prolassi vari che mi affliggono da anni.Nel 1991 ho partorito in modo precipitoso e dopo 5 giorni si è presentato un rettocele, cistocele e prolasso dell'utero, ho tirato avanti 17 anni e nel 2008 sono stata operata di isterectomia (conservando le ovaie), sono stata benissimo 3 mesi poi si è ripresentata in vagina una protuberanza diagnosticata come rettocele e cistocele recidivo, ho tirato avanti 5 anni e poi sono stata operata a nov. 2013 con applicazione di reti per riformare il pavimento pelvico e sorreggere la vescica, sono stata benino 2 mesi poi di nuovo recidive e oggi mi trovo di nuovo con un ingombro vaginale e prolasso del retto.Nel referto della visita di controllo è riportato: "Fondo vaginale ben sospeso-Parete vag. ant. soffice trofia-Colpocele di II/III recidivo senza aumento del DIV e DAV-Associata defecazione ostruita. Per quanto concerne la defecazione ostruita faccio presente che è occasionale, inoltre un eco ha evidenziato una cisti acquosa nell'ovaio di sn di circa 2 cm, ma di questa hanno detto che posso stare tranquilla. Il medico che mi ha operata mi ha riproposto di fare un altro intervento per aggiungere una protesi biologica nella parete vaginale che confina con il retto e fare contemporaneamente, o in un secondo tempo, intervento sul prolasso rettale tagliando un pezzetto d'intestino. Dopo tutti questi interventi con recidive non so più cosa fare e a chi affidarmi, sono molto giù. La ringrazio se vorrà dedicarmi un pò del suo prezioso tempo per darmi una speranza di vita migliore. Grazie

Cara Signora,

è naturale che la proposta di un ulteriore intervento porti a disorientamento e sconforto. Una mia riflessione sulla sua lettera è che probabilmente di fronte alle tante recidive e sintomi, andrebbero prese in considerazione le condizioni del suo pavimento pelvico, struttura neuromuscolare, che oltre a far funzionare gli organi pelvici, li mantengono nella loro sede. In molti casi, riconosciuto il deficit funzionale e strutturale del pavimento pelvico, è possibile attuare una terapia riabilitativa allo scopo di rinforzare questa struttura, prevenire altri prolassi e, in caso di necessità, favorire il successo di interventi chirurgici di ricostruzione e di riposizionamento degli organi pelvici.

Buongiorno Professore vorrei chiederele se e' possibile ritornare normale :mi spiego nel 2003 fui operato di apendicectomia a cielo aperto dopo l'intervento i dolori non regredivano ma aumentavano ,e dopo qualche anno ho incominciato ad diventare stitico,con problemi di sub occlusione fino al cedimento rettale , avendo trascurato i dolori che che la causa erano le aderenze formatesi dopo l'intervento che una volta induritesi(cicatrizzate)anno incominciato ad avere un aspetto rilevante al mio intestino ,mi sono rilovoto al st Mark di londra dove fui sottoposto a colonoscopia in anestesia con legature al prolasso,e poi dimesso dichiarando che se volevo benefici dovevo decidermi ad un intervento staar per intuscessione rettale che mi provoca il prolasso alla mucosa ..tutto questo nel 2010,tutt'oggi continuo ad avere questo problema ma ,un po la mia dieta ricca di frutta e verdure un po mi sono abituato ad adare di corpo con assistenza manuale contnuo a vivere cosi' chiaramente la durata ad evaquare e lunga e ho bisogno sempre di clisteri di acqua calda per pulirmi i residui fecali.....ma comunque sto' notando una riduzione di evaquazione dell quantitativo fecale che credo ,penso presumo che sia peggiorato...e non migliorato .....cosa si puo' fare per guarire definitivamente ,oltretutto se non mi trovo a casa non potrei andare di corpo....in attesa ringrazio.

Caro Signor Costa,

la stipsi riconosce diverse cause e solo l’esatto inquadramento diagnostico permette una adeguata terapia.

Buongiorno, ringraziandoLa per questa opportunità, Le vorrei sottoporre un quesito. Ho 50 anni e ho subito l'intervento di Starr 2 anni fa, per prolasso rettale, rettocele e correlata sindrome dolorosa emorroidale, con un discreto risultato positivo e senza COMPLICAZIONI. Non ricordo di essere stata informata sull'utilizzo di graphes metalliche, e a distanza di un anno, in seguito ad indagine radiologica dell'anca, ho preso visione della loro presenza. Mi chiedo se la permanenza delle graphes o l'intervento stesso possano essere causa di irritazione della mucosa colonrettale al punto di poter provocare l'insorgenza di polipi e/o forme tumorali? Sarebbe meglio asportarle o l'incidenza di un'eventuale emorraggia ne sconsiglia l'asportazione? Vi è una casistica utile in merito?

Cara Signora,

in moltissimi casi osserviamo la permanenza delle agraphes metalliche sulla mucosa rettale con la formazione di granulomi da corpo estraneo (questi rappresentano una complicazione) o la presenza di una infiammazione cronica (Proctite). Queste evenienze andrebbero ben evidenziate con un esame endoscopico quale la rettoscopia o meglio la videoproctoscopia digitale. Ogni stimolo cronico sulla mucosa rettale rappresenta un motivo di allarme clinico in quanto potrebbe portare ad una trasformazione delle cellule in senso neoplastico. Per questo si preferisce affrontare subito le adeguate terapie, valutando correttamente i rischi ad esse correlate.

Mia moglie dovrà sottoporsi ad un intervento per prolasso rettale con il metodo STAR.Vorrei sapere se questo intervento con il tempo può provocare delle aderenze.Ringrazio in anticipo per la risposta.

Caro Signore,

la mia opinione sul metodo STARR è ben nota e la potrà leggere sul mio sito. Il metodo è gravato da gravi complicanze che a mio parere non ne giustificano l’utilizzo. Inoltre non cura la patologia e spesso la diagnosi di prolasso del retto è una diagnosi di comodo per giustificare l’attuazione di tale intervento.

Buonasera dottore , ho effettuato circa 3 mesi fa una defecografia e mi è stato diagnosticato rettocele 4 cm e intussuscezione rettale , il medico specialista mi ha consigliato di effettuare un intervento chirurgico ma non mi garantisce la riuscita al 100 % cosa posso fare ? devo farmi operare oppure ci sono altre alternative c'è da dire che ho utilizzato molti lassativi ma la situazione non migliora attendo una vostra risposta grazie

Cara Signora Francesca,

mi perdoni se rispondo alla sua domanda con altre domande: ma per quale motivo ha eseguito una defecografia? quali sono i suoi sintomi? La diagnosi effettuata con l’esame spesso è fromulata per giustificare un intervento chirurgico come la STARR che a mio parere non cura lo stato di sofferenza della paziente. Il rettocele è una condizione molto comune nelle donne e causa stipsi e dolore pelvico cronico con associati anche altri sintomi. Questa condizione può essere curata anche con una rieducazuione funzionale del pavimento pelvico in quanto è il deficit funzionale di questo apparato neuromuscolare a determinare il rettocele e i sintomi correlati.

Buongiorno dottore, mi è stato diagnosticato un prolasso mucoso circonferenziale di secondo grado, è un rettocele. Il dottore mi ha consigliato un ciclo di rieducazione del pavimento pelvico con elettro stimolazione Ma purtroppo questo tipo di ginnastica non ha dato i risultati sperati e quindi il medico mi ha proposto l intervento. Io sinceramente sono molto perplessa su un eventuale intervento perché su internet si leggono molte opinioni discordanti sui vari metodi usati, soprattutto sul metodo starr. Lei che tipo di intervento mi consiglia?

Cara Signora Cristina,

la riabilitazione del pavimento pelvico è una metodica molto specialistica e la sua efficacia dipende dai protocolli adottati e dalla modalità di esecuzione. Nella mia pratica clinica il 98% delle pazienti con rettocele e prolasso mucoso risolvono i sintomi come la stipsi espulsiva e il dolore cronico, oltre a quelli associati come la perdita involontaria di gocce di urina e i disturbi sessuali. La mia opinione sulla STARR è ben conosciuta e la tecnica chirurgica da attuare dipende dallo stato clinbico della persona sofferente.

buongiorno sono 20 anni e più che ho una bollicina all'ano e' una emorroide da qualche anno non mi da fastidio ma e' li non si sgonfia sembra prolassata ......da chi mi dovrei rivolgere per fare vedere e se c'e' un rimedio per farla sgonfiare escludendo l'intervento chirurgico la ringrazio

Caro Signor Gianfranco, mi perdoni la tardiva risposta. Per il suo problema di salute le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di una adeguata diagnosi e una corretta terapia.

dr Nicastro sono stato da lei visitato il 15 ottobre 2009 per ragade anale e ipertono sfinterale ho eseguito da lei l'esame di videoproctoscopia digitale diagnosi:emorroidi di 2 grado ragade anale cronica. tutto questo anche dopo intervento di escissione della ragade del 2006 senza nessun miglioramento lei dopo avermi detto che un secondo intervento poteva non essere risolutivo mi ha prescritto pentacol 800 due compresse al giorno per due mesi, enterolactis plus che ogni tanto faccio ancora oggi plantalax bustine che non ho mai smesso una ore 10,00 pulizia con sapone anonet e dieta da lei prescitta, il miglioramemto anche se non la guarigione completa dopo la sua cura c'e stato ma da circa un mese e tornato tutto come prima dottore nel frattempo è sorta qualche terapia migliore? sia medica che chirurgica? mi aiuti senza farmi tornare a roma se possibile non so dove sbatterla questa mia testa dopo aver defecato anche normale una o due volte al giorno i dolori sono insopportabili e indescrivibili la zona anale sembra gonfia e paralizzata e arcidolorante.Ricordo la sua professionalita e gentilezza nel rapportarsi e nel visitarmi la ringrazio e la saluto con cordialità se può mi risponda presto. Tini Claudio di Perugia.

Caro Signor Tini, mi perdoni la tardiva risposta ma sono in ferie e in questo momento non posso consultare la sua acartella in mio possesso e soprattutot gli esami che ho eseguito. Mi ricontatti telefonicamente dopo il 7 di settembre. Sicuramente qualche novità c’è e intanto le consiglio per il dolore anale di usare Anonet ActiRag tre volte al giorno.

BUON POMERIGGIO.SONO STATO OPERATO IL GIORNO 04/09/2015 DI PROLASSO MUCO-EMORROIDARIO CON LA METODICA DI LONGO(P.P.H.)LA MATTINA QUANDO VADO AL BAGNO HO PROBLEMI NEL DEFECARE NEL SENSO CHE DEVO SFORZARMI UN PO' E NON RIESCO A SVUOTARE L'INTESTINO IN UNA SOLA VOLTA,MA BENSI' IN DUE.DURANTE LA GIORNATA INOLTRE MI VENGONO GLI STIMOLI PER DEFECARE VADO AL BAGNO MA IN REALTA'NON EMETTO NULLA.GENTILMENTE LE CHIEDO SE QUESTI SINTOMI SONO LEGATI ALL'INTERVENTO E SE COL TEMPO ANDRANNO VIA.FACCIO PRESENTE CHE SOFFRO DI COLITE.INOLTRE VORREI SAPERE SE LE AGRAPHES DANNO QUALCHE PROBLEMA, E IN QUANTO TEMPO VENGONO ESPULSE CON LE FECI.RINGRAZIANDOLA IN ANTICIPO PER LE RISPOSTE CHE MI DARA'.LA SALUTO CORDIALMENTE

Caro Signor Aldo,

i problemi che lei mette in evidenza sono quelli lamentati da molte persone sottoposte ad intervento di PPH e posssono essere dovuti alla modificazione della normale struttura dell’ampolla rettale, che subisce un restringimento. I fautori della tecnica affermano che questi disturbi si attenuano nel tempo e che i punti metallici sono espulsi in breve tempo. In realtà nella pratica clinica assistiamo, in molti pazienti, alla cronicizzazione dei sintomi, alla ricomparsa della patologia emorroidaria e alla persistenza dei punti metallici sulla mucosa rettale che, spesso, portano alla formazione di granulomi da corpo estraneo. Comunque è prudente attendere almeno due mesi dall’intervento per una valutazione definitiva atraverso una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, al fine di valutare eventuali complicanze e stabilire un corretto percorso di terapia.

Displaying 61 - 80 of 115123456

Poni una Domanda

Usa il form qui sotto per porre una domanda


Il tuo nome


Il tuo cognome


Il tuo numero telefonico

Fill in your email address