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Domande e Risposte: Stipsi

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Buongiorno Dottore, le scrivo per sottoporle un problema che ha mio figlio di quasi 8 anni. All'età di 2 anni ca. è stato operato per una fistola perianale. L'operazione ha avuto successo e da allora gli diamo, prima ogni sera e con il passare del tempo una ogni 2 sere, una bustina di Paxabel 4g. Ha sempre sofferto di stipsi, periodicamente e pur stando attenti all'alimentazione (frutta, verdura, no bevande gassose etc) continua ad avere problemi nella defecazione. Spesso sporca gli slip ma poi non defeca. Inoltre crediamo vi sia anche un aspetto psicologico per cui lui spesso non ci prova nemmeno perchè sa già che gli fa male. A volte quando è in bagno per lo sforzo nella spinta (e per il dolore) piange e trema e soltanto con una supposta poi riesce a defecare. Non abbiamo notato nè sangue nè altre tracce di sostanze. Secondo lei cosa potrebbe essere? Vale la pena di fargli fare un controllo sapendo che ne sarebbe terrorizzato vista anche l'esperienza della piccola operazione di 6 anni fà? La ringrazio anticipatamente per una sua cortese risposta.

Caro Signor Guido,
la stipsi in età pediatrica riconosce molteplici cause. A parte l’alimentazione sono spesso problematiche emotivo-psicologiche che alterano la qualità della defecazione nei bambini. Nel caso di suo figlio certamente l’intervento subito non riveste un ruolo positivo nella vita del bambino ma, a mio parere, potrebbe non rappresentare la causa principale del suo vissuto psicologico. Credo sia opportuno un percorso terapeutico che vede impegnati più specialisti per poter risolvere la patologia di suo figlio.

gentile la ringrazio della sua attenzione ma se la mia stipsi e dovuta da 1 rallento del transito intestinale perche il mio intestino e piu lungo e non ce niente da fare neanche l'alimentazione che tipo di intervento chirurgico sarebbe meglio per me?io sarei pronta anche a questo perche non ne posso davvero piu la ringrazio buona giornata

Cara Signora Federica,
la stipsi da rallentato transito deve essere ben inquadrata e riconosce varie cause e non solo il colon più lungo del normale. Proprio su questa definizione si basa anche la diagnosi di stipsi (vera/falsa). Se mi permette una autopromozione le consiglio di leggere Il Dono Negato nella speranza di poter trovare le risposte ai suoi quesiti e forse comprendere cosa si intende per stitichezza.
Cari saluti

Buongiorno, ho 38 anni e da qualche anno soffro di un rettocele di 5cm (l'ultima defecografia e' del 2002) con invaginazione associato a colon irritabile. Da qualche mese a questa parte però sento spesso dei gran dolori adentro l'ano dopo la defecazione, soprattutto quando questa e' stata dolorosa e con notevole difficolta'. Spesso ho feci nastriformi. Il medico mi ha cosigliato di sottopormi ad un intervento per eliminare il rettocele, ma sono molto preoccupata e mi chiedo se non si trartti di qualcos'altro e non di un solo rettocele. Ci sono altri sinntomi cge possono aiutarmi a capire ? e l'intervento e' davvero l'unica soluzione? Grazie

Cara Singora Tiziana,
sarebbe opportuna una valutazione colonproctologica estesa al pavimento pelvico per poter stabilire la reale entità della sua patologia. Questo perchè la sua stipsi è sicuramente la causa della sua sofferenza e la sua risoluzione potrebbe anche non essere chirurgica. Infatti una riabilitazione del pavimento pelvico potrebbe essere una ulteriore via da percorrere per risolvere tutti i suoi disturbi. Facendomi una autopromozone (se lei me lo permette) le cosniglio la lettura de Il Dono Negato, forse potrebbe trovarne utili suggerimenti e chiarimenti.
Cari salti

salve dottore, ho 19 anni e soffro di stipsi cronica ostinata da circa 2 anni a seguito di una dieta regolare con cui ho pero 28 chili. Faccio una piccolissima pallina una volta al mese, sto malissimo mi sento un tappo..ho fatto vari accertamenti colonscopia, defecografia...la diagnosi è intussuscezione retto-rettale media intro-anale marcato prolasso mucoso e perineo discendente. Alcuni specialisti che ho consultato mi hanno consigliato l'intervento star del prof longo per rimuovere l'ostruzione meccanica,il prolasso e l'intussuscezione. Vorrei avere delle maggiori informazioni da lei,che cosa ne pensa, se questo intervento puo essere risolutivo, quali sono i rischi e cosi via. grazie davvero. cordiali saluti

Cara Signora Eva,
i dimagrimenti importanti nelle giovani donne possono portare ad un indebolimento del pavimento pelvico che si manifesta con le alterazioni che le hanno riscontrate. E’ mio parere in questi casi non eseguire nessun intervento (tanto meno la starr) mentre una buona riabilitazione dei muscoli del pavimento pelvico portano alla risoluzione della stipsi e dei sintomi correlati. Facendomi una autopromozione le consiglio la lettura de Il Dono Negato, forse potrà trovarvi utili suggerimenti a proposito.
Cari saluti

egregio dott.Nicastro sono una 44enne molto sfotunata poiché il 10 gennaio di quest'anno sono stata operata di urgenza per perforazione colica con periviscerite e peritonite diffusa , dop aver fatto 20 giorni di ospedale a digiuno con quantità industriali di antibiotico per fermare una perforazione già avvenuta il 15 dicembre!Di nuovo il forte dolore addominale ed il ricovero con intervento immediato. La grande fortuna é che non mi hanno messo il famoso sacchetto ma hanno solo resettato il tratto infiammato di sigma intestinale poiché la situazione una volta aperto era più positiva di quello che sembrava dalla tac; ora a due mesi dall'intervento sono diventata stitica ho lo stimolo continuo ad evacuare ma alterno giorni in cui vado solo una volta altre in cui vado anche 6, 7 volte : le feci sono a palline singole o attaccate e qualche volta vedo delle striature di muco arancione o rosso sopra .Ho continuo dolore ed indolenzimento al sedere Sono stata al controllo chirurgico mi hanno fatto l'esplorazione rettale ma dicono che è tutto a posto ! Premetto che sono stata molto tempo immobile pe il dolore insopportabile cosi adesso ho anche una ipotonia muscolare che sto cercando di risolvere con la piscina. Tutto questo rientra ancora nel post intervento e per quanto?La mia qualità di vita quando rientrerà nella normalità??? Mi sta venendo la depressione post intervento!!!! Certa di una sua risposta

Cara Signora Maria Rita,
il recupero funzionale del colon dopo un intervento di resezione per perforazione, con resezione intestinale in molte persone avviene lentamente. Un buon adattamento avviene almeno dopo tre mesi dall’intevento e gradualmente (6 mesi circa) le funzioni intestinali si stabilizzano. L’intervento
subito le ha si risparmiato fortunatamente la stomia ma non ha potuto preservarla alle modificazioni che comporta. Deve avere ancora un pò di pazienza, recuperare la forma fisica, una buona alimentazione, bere tanta acqua e solo se persistono questi sintomi il consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica per poter stabilire un adeguato percorso diagnostico e terapeutico.
Cari saluti

Mi chiamo caterina le scrivo dalla provincia di Palermo, le espongo il mio problema:ho un prolasso multiplo acuto rettale,un rettocele di circa 4,5cm sono affetta da sindrome da defecazione ostruita e da colon irritabile.Mi consigli cosa posso fare sono un pò spaentata e confusa. Grazie.

Cara Signora Caterina,
la diagnosi posta è alquanto suggestiva (prolasso multiplo acuto) mentre le altre possono essere usuali. Un controllo proctologico corretto potrebbe essere utile per poter definire un iter di terapia consono alle patologie che la fanno soffrire. Percorso che non sempre è chirurgico e che potrebbe portare ad una adeguata qualità di vita.
Cari saluti

Buonasera, ho trovato il suo sito cercando informazioni su internet sulla rieducazione alla defecazione. Le spiego il problema. Mia mamma ha sempre avuto difficoltà ad andare in bagno, nel senso che ha lo stimolo per defecare ma quando poi si siede sul wc, pur continuando ad avere lo stimolo, non riesce a defecare. Ora questo problema è stato notevolmente accentuato dal fatto che, a seguito di un tumore alle ovaie di natura maligna, le metastasi si sono estese al peritoneo, obbligandola ad un nuovo ciclo di chemioterapia. Purtro, la chemio terapia rende di per se stitico chi non lo è; nel caso di mia mamma, poi, gli oncologi continuano a ripetere di fare di tutto per andare regolarmente di corpo. E nonostante l'assunzione di lassativi, prima naturale e poi chimici, e l'uso di perette, il problema sussiste lo stesso, con aumento dei dolori di pancia senza però ottenere risultati soddisfacenti. Potrebbe aiutarci? Grazie Maura

Cara Signora Maura,
la rieducazione funzionale del pavimento pelvico in caso di stitichezza espulsiva è una particolare tecnica efficace in oltre il 90% dei casi trattati. Purtroppo nel caso di sua madre non è possibile darle indicazione in quanto la patologia di base è quella che deve curare. In caso di difficoltà ad espellere le feci più che i purganti i pazienti dovrebbero aiutarsi con dei clismi (vanno bene quelli già pronti in farmacia). Solo alla risoluzione della patologia tumorale o alla sua stabilizzazione si potrà valutare se sua madre potrà beneficiare della riabilitazione.
Cari saluti

Ho 39 anni ed ho sempre sofferto di stipsi,premetto che sono sempre stata attenta all'alimentazione, mangio frutta e verdura a volontà e faccio molto sport ma solamente con tisane lassative riesco ad ottenere dei risultati, negli utimi tempi le cose sono peggiorate ho spesso coliche fortissime e devo andare in bagno in più riprese aiutandomi con clismi e massaggi al basso ventre per sentire stimolo e riuscire ad evacuare in modo abbastanza soddisfacente, le poche volte che mi sento veramente svuotata mi sento benissimo e mi sembra di essere un'altra persona. avevo già fatto tutti gli accertamenti del caso sei anni fa, quando dalla defecografia e dalla manometria trovarono un rettocele di I grado con intussuscezione a fine fase evaquativa oltre a riduzione della compliance rettale.sono tornata adesso a fare manometria e ed ecografia transanale ed è venuto fuori la pesenza di un abbondante prolasso mucoso anteriore. la colonscopia è perfetta ma io sto sempre peggio ed adesso devo aspettare altri esami ( nuova defecografia, tempi di transito colici e breath test) prima di decidere come intervenire. Non ho assolutamente problemi a dover ricorrere ad un' operazione purchè questa risolva il mio problema, volevo sapere quale strada mi consiglia di intraprendere per trovare una soluzione ottimale perchè purtroppo la maggior parte dei medici trascura questo genere di problema ma garantisco che ai miei livelli condiziona la vita e la serenità. Grazie.

Cara Signora,
per questo ho scritto un libro sull’argomento, proprio per dare delle adeguate informazioni alle persone, per denunciare le attivi abitudini e il pressapochismo dei medici. Ma anche per mettere in guardia le persone che spesso cadono nella “trappola” chirurgica molto di moda negli utlimi anni. Legga Il Dono Negato e forse capirà perchè molti di questi esami che le hanno consigliato siano inutili al fine di capire il suo problema e forse le permetterà di confrontarsi con più serenità non solo con la sua quotidianetà ma anche con il medico che ha di fronte.
Cari saluti

Salve dottore! Ho 28 anni e avrei bisogno del parere di un esperto riguardo alcuni problemi che sto riscontrando da qualche tempo. Io ho quasi sempre sofferto di stipsi e feci particolarmente dure, circa sei anni fa a seguito di uno sforzo eccessivo e a un paio di casi di feci particolarmente consistenti ho notato un bel po' di sangue rosso vivo nella carta igienica. Da allora i sanguinamenti riscontrati sono stati sopratutto causati da abrasione tranne alcuni casi analoghi al primo di sei anni fa. Una settimana fa è ricapitato di aver sforzato in maniera eccessiva e da quel giorno sto notando sangue dopo la defecazione anche se in maniera via via minore e con lievi tracce di mucosa. Le feci non presentano tracce visibili di sangue. Non ho mai notato sanguinamenti dopo casi di diarrea. Per concludere, preciso che in questo periodo capita di avere lievi bruciori all'ano poco dopo la defecazione, da un po' non faccio la stessa attività fisica di un tempo e rimango molto seduto, che vado di corpo "regolarmente" ogni 2 giorni e questo a volte è causa di gonfiori o pesantezze al secondo giorno. Non ho mai avuto diminuzioni eccessive di peso ma anzi ho messo su quasi 7 chili che ora sto cercando di smaltire e non pare ci sia anemia. La ringrazio dell'attenzione. Gentili saluti.

Caro Signor Stefano,
la stipsi riconosce diverse cause che andrebbero ben individuate per poter definire un adeguato percorso di terapia. Sicuramente la stipsi espone le persone alle patologie anali, diverse e varie, dalle emorroidi alla ragade anale con la presenza o meno di sangue. I due eventi sono inoltre direttamente correlati e alcuni pazienti hanno stipsi perchè affetti da patologie anali. Una visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire la diagnosi e permettere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, le scrivo per un consiglio in merito ai punti della starr e all'eventualità di toglierli. So benissimo che lei sconsiglia a tutti questo intervento per risolvere l'ostruita defecazione e il rettocele e fa benissimo, purtroppo io sono stata operata (2006) prima di leggere i suoi consigli (e il suo libro che ho molto apprezzato)e sono ormai due anni di inferno. E' vero, ho ripreso ad andare in bagno normalmente e il mio colon irritabile è migliorato, tuttavia soffro di terribili bruciori e dolori pelvici e vaginali che si localizzano nella zona tra ano e vagina (in corrispondenza della forchetta) e si estendono all'inguine,al retto, al pube e alle vene delle gambe. Sono due anni che vago dal ginecologo, che ha diagnosticato anche un varicocele pelvico bilaterale e una ectasia di tutte le vene vaginali a cui attribuisce i dolori, al colonproctologo che invece pensa ai punti metallici della starr ma esita a toglierli. C'è poi chi ha ipotizzato che un punto della starrabbia agganciato un vaso e abbia determinato i problemi vascolari e chi ritiene che io abbia un punto metallico a forma di uncino prospiciente in vagina proprio nel punto dolente. Ho fatto la defecografia per vedere se c'era qualche altro prolasso e tutto è a posto eccetto um piccolo rettocele digitiforme residuo o neoformato, non evidenziable defecograficamente ma dalla visita. I dolori aumentano con il ciclo mestruale e a volte mi impediscono di stare in piedi e di caminare, passano solo se sto a lungo straiata, insomma durante la notte. Non so più cosa fare anche perché qui nella provincia di Bari ,e direi in tutta la Puglia, credo di aver consultato tutti gli specialisti possibili. Esistono degli esami per vedere chiaramente dove sono le graffette e se schiacciano dei vasi sanguigni, esiste un esame obiettivo per vedere se è vero che ho questo punto metallico in vagina? Ora mi stanno curando con il vessel compresse per il varicocele e il pentacol gel per i bruciori rettali. Per favore potrebbe darmi qualche consiglio? Amcora grazie e a presto

Cara Signora Marilù,
la mia contrarietà all’intervento di STARR non è folosofica ma è basata sull’osservazione dei pazienti che la subiscono e che hanno sofferenze simili alle sue e che patiscono una vita quotidiana di sofferenza e sono costrette a girovagare per ambulatori medici senza avere una risposta. Per poterle dare un suggerimento adeguato dovrei almeno prendere in visione la defecografia (che avrà anche messo in evidenza la presenza e la disposizione dei punti metallici). Ma anche il solo esame vaginale dovrebbe mettere in evidenza la presenza di una clips in vagina. Anche se la tecnica è da me messa in discussione, non credo all’eventualità delle problematiche vascolari da essa indotta. Il dolore pelvico cronico (frequente) potrebbe essere causatao dall’intervento ma potrebbe essere messo in realzione anche alla patologia del pavimento pelvico pre-esistente e che l’intervento non ha mai curato. Una visita specialistica colonproctologica estesa anche alle problematiche pelvi-perineali potrebbe essere di aiuto per poter proseguire un percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile dottor Nicastro, la ringrazio moltissimo della sua immediata risposta che mi conforta un po’. Vorrei tanto venire a Roma da lei tuttavia le mie condizioni di saute peggiorano di giorno in giorno e i dolori sono a volte talmente forti da costringermi a casa ogni pomeriggio. Ho letto con attenzione il suo libro che ho molto apprezzato innanzitutto per l’umanità e la disponibilità, in secondo luogo per gli utili consigli scientifici resi accessibili a tutti da un linguaggio semplice e chiaro e infine per l’approccio olistico che lei attua nei confronti di chi ha queste patologie. In lei ho ritrovato gli stessi buoni consigli sulla dieta e sul comportamento che mi ha dato il bravo gastroenterologo che mi segue qui in Puglia. Voglio complimentarmi con lei: ho veramente molto apprezzato quanto ha scritto anche se, lo confesso, la lettura della prima parte del libro e delle sofferenze patite da altre donne anche più giovani di me (io ho 39 anni e i problemi sono iniziati a 27 anni) mi ha fatto stare veramente male perché mi ha fatto rivivere la mia solitaria disperazione quotidiana di quasi dieci anni di ostruita defecazione con rettocele. Spero comunque che col tempo questa lettura si riveli per me catartica: lei ha verbalizzato quello che noi povere donne umiliate da questa malattia ci vergogniamo di dire anche alle persone più care, quello che io ho dovuto rivelare ai medici con tanto dolore e imbarazzo. La ringrazio per questo e le chiedo ancora aiuto. Per favore ascolti la mia storia e mi dia un consiglio: la cosa strana che è accaduta a me è che psicologicamente stavo meglio prima dell’intervento quando non sapevo cosa avessi (in quello stato ho completato un dottorato di ricerca, mi sono sposata, ho fatto una figlia, ho affrontato diversi concorsi nella scuola, ho iniziato a lavorare anche brillantemente)e mi aiutavo tutti i giorni, come potevo.
Poi l’intervento definito miracoloso che mi ha riempita di false speranze. Poi lo sconforto, la paura, il pianto, il terrore e il disinteresse di chi mi aveva operato. Sin dall’inizio dopo
l’intervento ho avuto difficoltà a aprie l’ano (anismo?) che ho risolto con una specie di riabilitazione fatta in casa con i consigli di una fisioterpista e di uno psicologo, risolta questa difficoltà imane oggi quella del piccolo rettocele che a volte (ma stranamente non sempre) mi impedisce di svuotarmi del tutto. Io adotto una strategia per aiutarmi e cioè mi metto seduta sul vater abbasso la pancia sulle cosce e alzo i piedi in punta in modo da modificare
l’angolo ano-rettale e così è molto più facile. Purtroppo però questo a volte non mi aiuta soprattutto se sono molto nervosa, se ho fretta o se le feci non sono molto abbondanti, allora di rado faccio ricorso a dei clisteri con acuqua tiepida. Però così il retto mi fa male. Il mio
TERRORE é questo: ho tanta paura che il rettocle col tempo si ingrandisca e che magari con uno sforzo eccessivo la mucosa si dilati ancora di più. Esistono degli esercizi che lei può indicarmi per facilitare la defecazione con il rettocele, per rinforzare la parete tra retto e vagina che poi è quella che mi fa sempre male? Quante probailità ci sono nel mio caso che il rettocele si riformi determinando i problemi di espulsione che avevo prima? Per favore mi
dia qualche consiglio, la ringrazio per la sua attenzione e spero che la valanga di mie richieste non le impedisca di rispondermi. Ah dimenticavo,….. il titolo: bellissimo! io quel “dono” l’ho negato sin da piccola all’infelicità di mia madre che, suo malgrado, ci ha dato quello che aveva e che poteva: tanto dolore! Ma, a volte, “da un fatto brutto nasce un fiore” e da me è nata mia figlia! Grazie

Cara Signora Marilù,
sarei ben felice di aiutarla direttamente ma comprendo che la distanza è troppa e che è molto difficile poter affrontare un sacrificio che la porterebbe lontano dalla famiglia e da sua figlia per un lungo periodo di tempo. Comunque non tutto è difficile e anticipando i ringraziamneti per le parole avute riguardo Il Dono Negato cercgerò di trovare alcune piccole alternative. La prima è quella che potrebbe eseguire gli esercizi descritti nel libro, quotidianamente per circa 10 minuti. Questa piccola accortezza potrebbe rinforzare il suo pavimento pelvico e facilitare la defecazione. Se poi riesce a venire a Roma per una sola giornata potremmo provare a decidere se lei è in grado si eseguire una elettrostimolazione con degli apparecchietti domiciliari che si trovano in commercio. La sua venuta a Roma è insdispensabile per almeno spiegare come eseguire la tecnica. Anche se non è il massimo comunque è un aiuto. Poi si avvalga dei suggerimenti generali quali bere tanta acqua, consumare fibre per cercare di mantenere le feci morbide. Resto a sua disposizione
Cari saluti

egregio dottor Nicastro, ringraziandola anticipatamente, Le porgo questo mio problema: ho 46 anni e una settimana fa ho avuto una colica addominale che mi ha portato per i dolori avuti, ad andare in pronto soccorso; mi è stata fatta una flebo con buscopan e plasil e rimandato a casa. Sono passati 8 giorni e non sono ancora riuscito ad andare in bagno a defecare, nonostante abbia fatto dei clisteri di glicerina.Premetto che sto mangiando molto poco e saltuariamente. E' normale? Distnti saluti

Caro Signor Sergio,
non direi che è normale. Innanzituttobisognerebbe stabilire la causa della sua colica. Anche se è vero che la somministrazione di antispastici (buscopan e simili) può provocare un rallentato transito con conseguente stipsi 8 giorni sono un periodo lungo di mancanta defecazione. Il mio cosniglio è di sottoporsi a visita specialistica per popter definire una diagnosi e intraprendere una adeguata terapia.
cari saluti

Egregio Dott. ho un problema da circa un paio di mesi. durante i rapporti sessuali avverto un forte dolore al basso ventre, e al fianco sinistro, sempre in basso. ho fatto ecografie esterne e transvaginali, tamponi vaginali e il risultato è negativo. insomma dal quel punto di vista starei bene. invece... attraverso lunghi periodi (a volte settimane intere) senza riuscire a defecare normalmente, e quando finalmente riesco ad avvertire lo stimolo per iniziare le "spinte", avverto bruciore all'ano. che cos'è? il colon irritabile? esistono terapie valide? grazie mille

Cara Signora Adriana,
i sintomi descritti devono essere differenziati tra quelli colici e quelli relativi al pavimento pelvico. La stipsi, probabilmente legata al colon irritabile, può aver influenzato la normale staticità del pavimento pelvico da cui possono derivare i dolori durante i rapporti sessuali. Una visita specialistica potrebbe dirimere i dubbi e considerare un percorso di terapia adeguato.
Cari saluti

Mia figlia di 11 anni in cura psicologica per personalità ON/OFF soffre da anni di stitichezza (una vecchia diagnosi la descriveva come sofferente di encopresi). Mia figlia, oltre che stitica, si oppone all'evacuazione per paura. Le dimensioni delle feci sono o caprine o enormi... a seconda di cosa riusciamo a farle mangiare. Stiamo attenti alla dieta anche se purtroppo lei non collabora. Mi sono giunte informazioni rispetto anche ad una possibile malformazione dell'ultimo tratto intestinale che potrebbe dare disturbi di stitichezza... Per cortesia gentile Professore, potrebbe illuminarmi? Eventualmente a quali esami, poco invasivi, sottoporre la mia paurosa fanciulla? Infinite grazie mammma Miriam

Cara Mamma Miriam,
purtroppo nei diturbi psichiatrici la stipsi si presenta come sintomo che in qualche modo rende ancor più difficoltoso il cammino di una persona verso una vita regolare. Non esistoo esami poco invasivi quando si parla di colon, retto e ano. Comunque unamanometria ano-rettale potrebbe essere l’esame di base per poter definire il sospetto di una “aganglia” dell’ultimo tratto del retto. Con la delicatezza oportuna sua figlia potrebbe giovarsi di questo preliminare esame e solo dopo decidere se è necessario un ulteriore approfondimento diagnostico.
Cari saluti

salve sono la mamma di una bimba di quasi 6anni affetta sin da piccola da stipsi a volte con sanguinamento.Da circa 7 mesi intorno all'ano e' comparsa un'escrescenza che credevo un emoroide oltretutto sotto sforzo si notano numerose venuzze.Sotto consiglio della pediatra porto mia figlia da un chirurgo pediatrico al san camillo ma non mi ha dato molte spiegazioni tranne che i bambini non possono avere emoroidi e che quella di mia figlia era tessuto che fuoriusciva per una grande ragade interna.Dopo avermi etto che mia figlia era comunque predestinata a convivere con questi problemi mi consiglia alimentazione sana e crema luan perche' adetta sua non si puo' fare di piu'.Tengo a sottolineare che mio marito soffre di emoroidi ed io invece sono perennemente stitica;oltretutto mia madre e' morta un anno fa' di tumore al colon in un mese dalla sua identificazione ed all'ifo mi hanno tanto spaventato sulla familiarita' di questa malattia senza poi dirmi a chi rivolgermi (visto che il loro centro per i parenti non funziona piu').Mi puo' dare un suo parere e/o consiglio? la ringrazio in anticipo

Cara Signora Monica,
innanzitutto lei e i famiiari diretti di sua madfe dovrebbero sottoporsi ad una colonscopia. Per quanto riguarda invece sua figlia concordo con il chirurgo con il fatto che nei bimbi con stipsi è frequente la comparsa della ragade anale e l’escrescenza che lei osserva sull’ano non è altro che la sua manifestazione esterna. Rara è la patologia emorroidale in età pediatrica così come rarissima è quella tumorale del retto. Invece, se la diagnosi di ragade è esatta, non sono in pieno accordo con la terapia prescritta. La stipsi può essere curata anche senza la somministrazione di purganti o stgimolanti e anche la ragade può essere curata senza ricorrere a interventi mentre il luan non trova indicazione se non solo nell’alleviare il dolore.
Cari saluti

Gent. mo dr Nicastro, ho 56 anni, da circa 10 anni soffro di "sindrome da defecazione ostruita", problema che via via, col passare degli anni, è diventato sempre più importante, al punto che ora non riesco più a liberarmi senza il continuo uso di una gran quantità di supposte, clisteri, lassativi, ecc. La mia dieta è sempre stata corretta, comprendendo gran quantità di frutta e verdura, liquidi in abbondanza ecc. Al problema della defecazione ostruita si aggiungono il cedimento del pavimento pelvico con prolasso dell'utero e cistocele di secondo grado e una infiammazione emorroidaria messa a dura prova dalle continue ed estenuanti manovre per ottenere la liberazione dell'intestino. Nel giugno scorso sono stata sottoposta a defecografia il cui referto cita testualnmente: "A riposo, giunzione ano-rettale bassoposta a circa 6 centimetri dalla linea ischio-coccigea con discreto rettocele anteriore e sepimentazione dorsale del retto. Durante contrazione, fionda pubo-rettale e poco profonda; durante ponzamento, netto incremento del rettocele anteriore e giunzione ano-rettale a 6,5 centimetri dalla linea ischio-coccigea. La fase espulsiva è caratterizzata da nettissimo abbassamento del pavimento pelvico, formazione di ampio rettocele anteriore, reiterati tentativi espulsivi con invaginazione ano-rettale subostruente progressiva, segmento invaginato che impegna il canale anale parallelamente a formazione di piccolo prolasso transcanalicolare diretto. La vescica si vuota contestualmente, si osserva inoltre enterocele piuttosto profondo. Al termine della fase espulsiva residua circa un terzo del m.d.c. baritato introdotto nel retto con persistente rettocele anteriore di dimensioni medio-piccole." Gli altri esami (colonscopia, manometria ano-rettale, ed ecografia endo-anale) repertano condizione di completa normalità. Mi stato consigliato un intervento chirurgico combinato per via laparoscopica (per rimuovere l'enterocele) e trans-anale (anopessi con stapler per eliminare il rettocele e l'invaginazione ano-rettale). So he Lei non vede con favore l'intervento di prolassectomia con stapler, e io pure vorrei evitare di sottopormi ad un simile trattamento, ma esistono alternative? Nel mio caso una rieducazione funzionale del piano perineale porterebbe a dei risultati tangibili e duraturi nel tempo? la mia situazione ano-rettale non è già troppo compromessa (rettocele, invaginazione, prolasso ...) per poterla risolvere con una semplice rieducazione? e dovendo ricorrere necessariamente all'intervento, esiste una procedura migliore rispetto alla prolassectomia con stapler? l'intervento in laparascopia dovrebbe includere anche il pavimento pelvico in modo da sostenere gli organi prolassati ed evitare future problematiche? Le sono profondamente grata er l'attenzione che vorrà dedicarmi, soprattutto se mi aiuterà ad vitare il rischio di peggiorare una situazione già pesante se l'intervento dovesse essere inopportuno. cordialmente

Cara Signora Paola,
per quanto compromessa la sua situazione non è diversa da quella di molte altre pazienti che hanno trovato beneficio con la riabilitazione del pavimento pelvico. La riabilitazione va considerata solo per la risoluzione dei sintomi e non per la ricostituzione anatomica, cioè il suo rettocele non avrà modo di darle fastidio ma resterà tale e quale. Ma per decidere una riabilitazione è necessario valutare i cosiddetti fattori predittivi e cioè tutte quelle variabili che indicano o meno l’attuazione della riabilitazione con successo.
cari saluti

salve dottore.. sono una ragazza di 24 anni.ho iniziato 4 anni fa ad avere disturbi di stitichezza..dopo aver girato molto e aver fatto tutti gli accertamenti sono stata per 2 volte nelle strutture pubbliche e mi è stato detto di avere un prolasso ma essendo giovane nn era il caso di essere operata perche avrei potuto avere una serie di problemi tra qui l incontinenza..mi sono state date molte cure anche per mesi senza nessun risultato..nn mi sono arresa perche i dolori all addome cominciavano mese dopo mese ad essere sempre piu forti! cercando su internet sono andata da altro medico è mi è stata diagnosticata la sindrome da ostruita defecazione da invaginazione rettale e rettocele..so che devo fare un intervento ma il tutto mi costerebbe molti soldi che purtroppo nn ho..la mia domanda è questa, volevo gentilmente chiederle se sapeva consigliarmi un bravo chirurgo che opera in strutture pubbliche...nn posso credere che solo per i privati devo essere operata mentre gli altri mi continuano a dire che sono troppo giovane...mi aiuti perche nn so piu come fare con affetto

Cara SignoraViviana,
anche io devo consigliarle di non sottoporsi ad alcun intervento soprattutto quello che immagino le hanno proposto con la diagnosi che le hanno fatto. L’ostruita defecazione è la “moda” del momento e il tutto per giustificare un intervento chirurgico costosissimo per il paziente e per lo stato, remunerativo per il chirurgo e per la casa produttrice di una determinata “macchinetta”. Oltretutto nella mia attività professionale sono molti i pazienti che subiscono complicazioni con questo tipo di intervento. Il mio consiglio non è relativo alla sua giovane età ma al tipo di dignosi e lei può risolvere la sua stipsi con metodi diversi tra cui la riabilitazione del pavimento pelvico. resto a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento
cari saluti

Le scrivo in riferimento ad una patologia di sindrome da defecazione ostruita della quale soffre mia moglie da alcuni anni. dopo aver frequentato tanti studi medici mia moglie ha perso la fiducia e pertanto non è più disposta a sntire chicchessia. io mi permetto di chiedere, se Le è possibile, se è praticabile un intervento seguendo il cd metodo LONGO. Le sarei infinatamente grato se mi desse anche qualche indicazione in merito a qualche proctologo che eserciti la sua attività in Sardegna

Caro Signor Salvatore,
io non consiglio l’intervento di Longo nemmeno al mio peggior nemico, figuriamoci alle pazienti. La sfiducia di sua moglie può essere giustificata ma, permettendomi un tantino di pubblicità, regali a sua moglio il mio libro Il Dono Negato, forse la sua lettura potrebbe far capire a sua moglie l’origine della sua stitichezza e come è possibile curarla. Cari saluti

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