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Domande e Risposte: Stipsi

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ho 83 anni quaranta anni fa sono stato operato di emorroidi e dieci anni fa, dopo la prostatoctomia radicale, mi è stata impiantata la proact per risolvere in parte l'incontinenza. Da qualche anno soffro di una stipsi enorme, mi si consiglia di fare la starr, ma con quali rischi?

Caro Signore,

per cuarare la stipsi, nella grande maggioranza dei casi, non bisogna ricorrere ad alcun intervento chirurgico, tanto meno alla STARR. Le consiglio di consultare uno specialista colonprctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Egregio dott. NICASTRO .. Sono una donna di 52 anni ...Dieci anni fa mi fu asportato l utero x problema di fibroma e dopo 5 anni dall intervento cominciai ad avere fastidi al retto mi fu praticata una rettoscopia + visita rettale ma entrambi con esito negativo e dopo tante terapie tra cui clisteri e supposte riuscii a stare bn con il topster supposte e asacol supposte .Adesso dopo 5 anni mi e scomparso questo fastidio rettale ho fatto di nuovo visita rettale e rettoscopia . dalla rettoscopia mi hanno diagnosticato piccole emorroidi ma insignificante poi ho eeguito una defecografia e da questo esame e stato diagnosticato il mio problema . la diagnosi e questa...ESAME ESEGIUTO PREVIA CONTEMPORANEA OPACIZZAZIONE DELLE ANSE DIGIUNO-ILEALI DELLA VAGINA E DELL AMPOLLA RETTALE.BUONA LA DISTENSIBILITA'DELL AMPOLLA RETTALE.ASSENZA DI PERDITA INVOLONTARIA DI CONTRASTO NEL PASSAGGIO DAL CLINO ALL ORTOSTATISMO.BUONA LA FUNZIONALITA' DELLA FIONDA PUBO-RETTALE NELLA FASE DI CONTRAZIONE ,INCOMPLETO IL RILASCIAMENTO IN PONZAMENTO.SPINTA EVACUATIVA PARZIALMENTE EFFICACE CON VUOTAMENTO RAPIDO MA INCOMPLETO E FRAMMENTARIO PER INCOSTANTE RILASCIAMENTO DELLA FIONDA PUBO-RETTALE CUI CONCOMITA PICCOLO RETTOCELE POSTERIORE.PROGRESSIVA INTERPOSIZIONE DI ANSE ILEALI NELLO SPAZIO RETTO-VESCICALE CON PROGRESSIONE FINO ALLA VOLTA VAGINALE.ORIZZONTALIZZAZIONE DELL ASSE VAGINALE.CADUTA DEL PIANO PERIANALE.La prego cortesemente se e possibile di potermi aiutare e darmi un consiglio su cio' ke posso fare x allieviare questo fastidio . in attesa di una vostra risposta La ringrazio di cuore e vi porgo distinti saluti

Cara Signora,

i disturbi da lei accusati, potrebbero dipendere dalle alterazioni messe in evidenza dalla defeco grafia e principalmente dalla discesa del pavimento pelvico. A mio parere questi sintomi possono essere curati con una adeguato riabilitazione del pavimento pelvico mediante elettrostimolazione e biofeedback.

gentile dottore ho 75 anni da circa un anno soffro di stitichezza le feci sono molto dure non riesco evacuare le sopporto per 6 7 giorni faccio un clistere ma l'acqua e rispinta dal tappo delle feci e dopo tanta fatica finalmente ci riesco penso che e' anche dovuto perche' bevo poca acqua sono preoccupato vorrei un consiglio tante scuse e tanti ringraziamenti e buona serata mario

Caro Signor Mario,

la stipsi riconosce diverse cause prima di tutto quelle alimentari e il consumo di poca acqua è una delle cause maggiori. Comunque alla sua età è opportuno comprendere se non esistono altre patologie del colon che provocano la stipsi. Inizi a bere almeno due litri di acqua durante i pasti e assuma più fibre vegetali cotte ma nel frattempo consulti un colonproctologo per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Gentile dottore, dal 99 ho il chron . Per anni non mi ha dato tanto fastidio, se non diarrea, poi nel 2007 ho avuto varie problematiche sistemiche : Dolori articolari, tromboflebiti, infine ascesso anale , recidivante e fistulectomia. Porto ancora setone. In questi giorni ho fastidio a defecare. Ho spinto e spinto e mi si è formato rettocele. Sento con un dito la parete posteriore del retto che protrude nell'ano andando ad ostruire il canale. Se spingo le feci fanno una palla dentro le pelvi. Posso fare della ginnastica specifica? Avendo il Crhon e dunque essendo esposta , se tolgo il setone, a recidive di fistola, come posso provare ad affrontare la cosa? Anche feci liquide in questo momento non escono se non mi aiuto manualmente. Grazie infinite per l'attenzione. Mi aiuti. Giulia

Cara Signora Giulia,

la malattia di Crohn è una patologia cronica dell’apparato digerente che prevede continue terapie farmacologiche. La patologia può colpire diversi tratti dell’apparato digerente e spesso è complicata dalla formazione di fistole e altre complicanze come lei descrive nella sua lettera. Gli ultimi avvenimenti della sua storia clinica meritano una attenta valutazione specialistica in quanto, a mio parere, bisogna prendere in considerazione un adeguato trattamento della malattia di Crohn, comprendere la sua evoluzione e solo dopo si possono decidere adeguate terapie per la risoluzione o attenuazione dei sintomi.

Buongiorno dottore sono una ragazza  di 29 anni sono stata operata di colectomia totale x megadolicocolon atonico...fatto ileo retto anastomosi destra (di sigma mi ha lasciato più o meno 5 cm) dopo tre mesi sono stata rincanalizzata ma purtroppo mi venne un occlusione e x una briglia tolta quella andavo in bagno 4 volte al giorno...dopo tre settimana ho incominciato ad accusare fastidio sul lato sinistro gonfiore e molta aria e le scariche diminuivanno sempre più lo dissi al mio chirurgo e decise di farmi una laparotomia esplorativa disse che ero piena di aderenze...stavo più male di prima...dopo decose di operarmi di prolasso ccon tecnica Delorme in quanto x andare in bagno mi dovevo sempre aiutare col dito....non mi fece fare nessun esame...i dolori continuavano allora decisi io di fare clisma opaco dove descrive inginocchiamento retto sigma con inizio di enterocele di fatti mi si gonfia continuamente sul lato sinistro e mi si accumulano le feci e faccio troppa fatica ad andare inn bagno e a mangiare...sto' molto male...dottore cosa si puo' fare secondo lei... grazie di cuore in anticipo

Cara Signora Melania,

nella sua lettera vi sono molti punti poco chiari per poter darle una risposta adeguata. Lei parla di colectomia totale (asportazione totale del colon) ma poi afferma che il sigma è stato in parte conservato (?), di ileorettoanastomosi (forse voleva dire ileostomia?), di intervento secondo Delorme per un presunto prolasso del retto ecc. I miei punti di domanda sono necessari non tanto per un giudizio sull’operato del chirurgo ma per comprendere la sua storia clinica. Sarebbe necessario esaminare la sua documentazione clinica, compresi gli esami eseguiti prima e dopo gli interventi, esaminare le sue cortelle cliniche e non in ultimo, ma prioritaria, è una visita accurata per comprendere quali sono i suoi sintomi iniziali e attuali e orientarsi verso una corretta diagnosi per un adeguato percorso di terapia

buingiorno,ho 55 anni e soffro di stipsi come tante donne,ma ultimamente per defecare,sono costretta a lunghi lavaggi con acqua calda per stimolarmi,ma spesso munita di guanto,costretta a rimuovere con dito le feci troppo dure,con tanto disagio ed orrore,ma unico modo per liberarmi,cio' che mi preme sapere,e' se la pratica puo'nel tempo danneggiarmi provocando irritazione,creda ho provoto di tutto,ma il problema persiste e oggi ho defecato con diarrea e sangue rosso vivo.da settimane sto assumendo integratori per drenare e perdere peso,questi possono causare gonfiore,mal di pancia?

Cara Signora Patrizia,

queste continue manipolazioni sicuramente danneggiano ano e retto e questo è confermato dai sintomi riferiti. Spesso durante le diete dimagranti insorge la stipsi, per l’uso di sostanze che rallentano il transito intestinale, per una ridotta quantità di cibo, per un eccesso consumo di fibre, per un ridotto apporto idrico soprattutto durante i pasti. Nel suo caso è necessario comunque prendere in considerazioni altre cause della stipsi (come in tutte le donne che soffrono di questo sintomo), prima di tutto una eventuale disfunzione del pavimento pelvico. Per questo le consiglio una visita colonproctologica orientata anche sulla valutazione della funzionalità del pavimento pelvico, completata con una anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale.

buongiorno, ho 57 anni, il 1 ottobre 2013 sono stata operata a vicenza con diagnosi ODS, prolasso del retto, rettocele anteriore. dimessa il 3 ottobre con decorso post operatorio regolare tranne la comparsa di ematoma perirettale della rima di sutura stabile e asintomatica. i sintomi che mi hanno portata all'intervento: da circa due anni, periodi di stipsi cronica , alternati a periodi di diarrea durante i quali avvertivo tenesmo, Senso di peso all'ano, aria in pancia, sintomi che provo e provavo solo nei giorni in cui vado in bagno, mentre quando sono stitica nn provo alcun sintomo e sto benissimo. nessuno dei medici che ho consultato prima dell'intervento, specialisti inclusi, ha mai preso in considerazione di curarmi per qualsiasi forma di colite. ora, dopo nove mesi dall'intervento, sto molto peggio di prima. vado in bagno anche sei/sette volte al giorno, mi e' stata diagnostica la sindrome dell'intestino irritabile con gastrite non definita e diarrea cronica secondaria a overgrowth batterico e ipersecrezione ghiandolare su base irritativa, l'anoscopia mostra mucosa pallida facilmente friabile e sanguinante al canale anale. suggerita dietGent. Prof. Le chiedo a per colon irritable provato dapprima con questram, costella microflorana e lansox, ma purtroppo il questram mi provocava una stitichezza ingestibile. allora abbiamo abbandonato questa cura e abbiamo provato con rifacol 200, sei al giorno per sette giorni. io sto sempre peggio e non ho più una vita sociale. provo un po' di sollievo prendendo tachidol, ma senza e' un inferno. ho vagato per più di uno specialista a Vicenza senza alcun risultato e francamente incomincio a pensare di essere stata rovinata. gent. Prof. Le chiedo se non sia possibile che il mio malessere sia dovuto a qualche forma di infezione dell'intestino dovuta magari a dei batteri che non si trovano? Preciso che a dicembre ho fatto degli esami delle feci che riporto: coprocoltura negativa, esame parassitologico protozoi ed elminti negato, antigeni helicobacter negativo, sangue occulto negativo , intolleranza al glutine negativo, immunità' umorale 178 (70-400) , Preciso inoltre che nel 2010 ho avuto una leishmaniosi cutanea. la ringrazio e la saluto daniela

Cara Signora Daniela,

la sua storia clinica non è rara o mai ascoltata da un colonproctologo e purtroppo sono molte le persone che hanno subito un intervento per una sindrome da ostruita defecazione (spesso diagnosi di “comodo” per giustificare un tipo di intervento), che non hanno risolto il loro problema di salute e anzi hanno visto peggiorare la loro qualità di vita. nel suo caso la prima cosa da verificare è se persistono complicazioni legate all’intervento subito e valutare quale percorso di terapia sia efficace per il controllo della sindrome del colon irritabile. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Gentile dottore, da circa venti giorni accuso dei disturbi legati alla stipsi. I sintomi sono: evacuazione più o meno ogni tre giorni con sensazione di non completo svuotamento; feci di colore scuro con presenza di muco; piccoli dolori addominali; sensazione di nodo alla gola; un po' di spossatezza. Faccio presente che bevo molta acqua, faccio regolare attività fisica, mangio verdure cotte e crude, sono intollerante al lattosio per cui la mia alimentazione e' particolarmente curata, soffro di colon irritabile per cui evito di mangiare legumi, alcuni tipi di verdure ed altri alimenti. La ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signor Remo,

la stipsi riconosce diverse cause tra cui anche la sindrome del colon irritabile. Questo disturbo funzionale del colon può provocare sia una accelerazione del transito intestinale ma anche un considerevole rallentamento, dovuto alla spasticità delle pareti del colon, soprattutto del colon sinistro. Questi spasmi sono la causa anche del dolore addominale. Nonostante le attenzioni che lei pone alla alimentazione, si potrebbe ipotizzare nel suo caso un trattamento più specifico per la sindrome del colon irritabile. Le consiglio una visita colonproctologica che potrebbe essere utile nella discriminazione diagnostica e per un adeguato percorso di terapia.

Buonasera Dottore, le vorrei porre alcune domande. Soffro da sempre si può dire di stitichezza cronica (cioè se non assumo qualcosa non riesco per nessuna ragione ad andare in bagno). Quando ero piccolo, anche fino ai 17-18 anni, tutto sommato ero stitico però comunque riuscivo ad andare in bagno una volta ogni 2/3 giorni, poi da quando ho avuto un serio problema di salute che mi ha portato ad assumere farmaci non sono più riuscito ad andare in maniera spontanea. Il problema l'ho avuto a 20 anni, adesso ne ho 28; da allora ho fatto radiografie, esami gastroentereologici, una colonscopia ma per fortuna sembra sia tutto ok. Assumo un farmaco antiepilettico che di sicuro non mi aiuta, però non posso farne a meno. Sono andato avanti con lassativi, magnesia, tisane e poi finalmente ho scoperto come rimedio le prugne secche!E' un'ottimo rimedio, solo che per andare ne devo mangiare una quindicina..Volevo sapere se mangiarne costantemente così tante potrebbero causare disturbi con il passare del tempo..Fanno male?anche perchè riescono a farmi evacuare, però mi provocano anche molta flatulenza..diarrea..a volte anche dolore al fianco destro...ci sarebbero altri rimedi?Non so una dieta specifica..in attesa di riscontro le porgo; Distinti saluti

Caro Signor Vito,

la stipsi può essere determinate da molte cause, anche dall’assunzione di farmaci. Le cure sono diverse a seconda della causa scatenante. Naturalmente la dieta e l’assunzione di acqua durante i passi sono i primi passi da percorrere in tutti i casi. L’uso e l’abuso di prugne o di altre fibre può determinare a lungo andare una patologia funzionale del colon quale il colon irritabile (come è possibile presumere anche nel suo caso dai sintomi riferiti). Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica per meglio comprendere la causa della stipsi e stabilire un adeguato percorso di terapia.

soffro di stipsi da alcuni anni,ho 55 anni,e con la menopausa(da 13 anni),e' peggiorata.Sento il bisogno di evacuare,ma non riesco se non con alcune tecniche,come,lavaggi con acqua calda,manipolazioni con dito,per espellere,con molta vergogna e fastidio,ma e' l'unico modo per defecare,pur non sentendomi mai completamente svuotata.Eppure mangio molte fibre,alimenti integrali,frutta e verdura,e bevo almeno 2LT di acqua,ogni giorno,non faccio sport al momento,ma movimento e cammino molto,cosa posso fare per tornare alla normalita'?

Cara Signora Patrizia,

le cause della stipsi sono diverse, prima di tutto alimentari. Da quanto lei descrive è probabile che la sua stipsi possa dipendere da una disfunzione del pavimento pelvico, che altera le dinamiche della defecazione. Proprio per questo sospetto le consiglio di consultare uno specialista colonproctologo che si occupi anche di disfunzioni del pavimento pelvico, per una corretta diagnosi e per stabilire un corretto percorso di terapia, che potrebbe prevedere la riabilitazione della muscolatura pelviperineale .

Buongiorno dottore se puo'darmi un consiglio saro'breve 2anni fa sono stata operata con metodo longo prolasso rettocele prolasso emorroidiale ma ancora adesso non mi spiego come mai dopo evacuato ho peso dolore piccole contrazioni e tanta aria attualmente sto prendendo fermenti lattici reutarin e integratori koliner ma questo peso l ho sempre e molto fastidioso il medico che mi ha operata dice che si formano feci secche e'da premettere mangio verdure frutta bevo molto lui continua a dire che per lui io qualcosa di sbagliato faccio nell'alimentazione le posso assicurare che non e'cosi'le porgo i miei saluti sperando di una risposta da parte sua arrivederci

Cara Signora Luisa,

presumo che l’intervento subito sia stato proposto per correggere una alterazione anatomica (prolasso mucoemorroidale e rettocele) spesso causa di stipsi espulsiva. Questo sintomo nella maggior parte dei casi è causato da una alterazione della muscolatura del pavimento pelvico, conosciuta come perineo discendente, che si manifesta a sua volta con la presenza di prolasso e rettocele. A mio parere, la sola correzione del rettocele e del prolasso non modifica la funzionalità del pavimento pelvico e questo spiega la persistenza del dolore gravativo e della stipsi. Naturalmente questa può essere dovuta anche ad altre cause, non ultime quelle legate ad una diminuita motilità intestinale che si manifesta con la formazione di feci piccole e dure. Una delle cause principali di alterata motilità intestinale è la sindrome del colon irritabile che è accompagnata a gonfiore addominale, meteorismo e altri sintomi. Nel suo caso, tutte queste variabili andrebbero prese in considerazione e ben valutate e fatta una corretta diagnosi stabilire un corretto percorso di terapia.

Egregio dottore io sono un ragazzo di 39 anni e due anni fa sono stato operato per un prolasso con la tecnica longo,che mi ha fatto venire una stenosi anale dolorosissima,ho provato di tutto dilatazioni e ho fatto altri 7 interventi purtroppo senza riuscita perche'tutte le volte rimuovono il cercine ma ritorna sempre,non so' piu' cosa fare sono disperato non ho piu' una vita.praticamente sento che mi tira tutto all'interno ed e' sempre infiammato.Grazie in anticipo per la sua risposta.

Caro Signor Mirko,

spesso il termine prolasso è impropriamente adottato per indicare una patologia emorroidale di grado elevato che si accompagna ad un prolasso della mucosa del retto e non di tutto il retto. La tecnica di Longo non è indicata nella cura del prolasso totale del retto e quindi presumo che la sua patologia di base fosse un prolasso mucoemorroidale.  Sono molti i chirurghi che per la cura del prolasso mucoemorroidale utilizzano la tecnica di Longo e sono molte le persone che subiscono complicazioni la cui correzione prevede ripetuti interventi, come quelli da lei descritti. A mio parere la tecnica di Longo non cura la patologia emorroidale ed è gravata da complicanze tali che non ne giustificano l’attuazione ma nel suo caso la stenosi anale presume che l’intervento sia stato eseguito ad un livello troppo basso rispetto a quello descritto nella tecnica. Probabilmente anche il termine di stenosi anale è utilizzato per definire una stenosi del retto basso. Nella mia pratica ho eseguito diversi interventi per stenosi del retto, conseguente alla tecnica di Longo, la cui risoluzione non è stata così difficoltosa come quella che lei descrive e possibilmente si è trattato di una combinazione fortunata per i miei pazienti o forse la stenosi non era così severa e importante come nel suo caso. Le consiglio una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale (se possibile eseguirla) per una attenta valutazione della condizione del canale anorettale e per un possibile corretto percorso di terapia che possa alleviare le sue sofferenze.

Buongiorno dottore, Ho un grande bisogno di aiuto. Mia madre che ha 66 anni è malata di Alzheimer e sofre di stipsi. Purtroppo negli ultimi tempi credo non sia neanche piu consapevole Di come si fa per defecare. Ancora va in bagno quando ha lo stimolo ma avendo le feci dure non riesce a farlo e non spinge. Ho provato di tutto un po. Sciroppo, tisane, prugne, movicol, 12 erbe e per Ultimo ogni 10 giorni circa le devo fare il clistere. Purtroppo in questi giorni neanche quello ha fatto effetto. Non so più cosa fare. Mi può dare qualche consiglio per facilitarle L'evacuazione? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

Cara Signora Cristina,

purtroppo le persone affette da patologie neurologiche gravi accusano anche una alterazione delle evacuazioni potendo manifestare stipsi e incontinenza. Probabilmente la stipsi dipende anche dai farmaci somministrati e, anche se molto difficile, questi pazienti possono trovare sollievo solo con l’uso di stimolanti (lassativi e purghe), cosa che leggo lei ha già somministrato a sua madre.  Oltre a curare l’alimentazione favorendo l’assunzione di frutta e verdura, le consiglio di far bere a sua madre più acqua durante i pasti allo scopo di favorire ulteriormente la formazione di feci morbide. Se anche questo accorgimento non dovesse funzionare credo che l’unico provvedimento da prendere sia il wash-out ovvero l’utilizzo cadenzato dei clisteri evacuativi.

Buon giorno dottore ,ho 52 anni 11 anni fa sono stata operata di emorroidi,premetto che sono stitica o usato sempre lassativi ,nel 2010 sono stata operata per rettocele avevo prolasso anale,ma non ho risolto la mia stitichezza ,bevo molto e mangio tanta verdura ,ogni mattina devo usare la supposta di glicerina per svuotarmi ,non sento lo stimolo,cosa posso fare ,mi puo dare qualche consiglio? Cordiali saluti

Cara Signora Angela,

la stipsi può essere causata da diverse patologie e, a sua volta, provocare altre patologie. Nel suo caso, posso interpretare, è stata la causa della patologia emorroidale e probabilmente del rettocele. Gli sforzi alla defecazione, soprattutto nelle donne, provoca nel tempo una disfunzione dell’apparato neuromuscolare del pavimento pelvico, spesso un deficit funzionale e rilasciamento, causa della persistenza della stipsi stessa. Una attenta valutazione di questa condizione permette una adeguata impostazione terapeutica. Infatti in caso si diagnosticasse una sindrome del perineo discendente, è possibile attuare una terapia di riabilitazione, con lo scopo di rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico e permettere una normale dinamica della evacuazione e solo se persistono altri sintomi, valutare la correzione chirurgica del rettocele. Nella diagnosi  della stipsi andrebbero prese in considerazioni anche eventuali cause relative al colon. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, potrebbe essere utile per definire la condizione anatomica del retto, dell’ano e del pavimento pelvico e prevedere un adeguato percorso di terapia.

Spett dott. Sona stata operata 5 mesi fà di rettopessi ventrale con protesi laparoscopica. Purtroppo, da allora ho problemi defecatori: non ho stimolo, stipsi che combatto con purghe. Vi è qualcosa per risolvere questo tristissimo problema?

Cara Signora,

sarebbe opportuno comprendere la causa della sua stipsi o meglio se questa è solo funzionale o una conseguenza dell’intervento subito. Credo che dopo la rettopessi sia stata sottoposta a controlli, anche del transito colico, necessari per comprendere lo stato anatomico attuale. In molte persone il prolasso del retto sia associa ad un deficit del pavimento pelvico e questo potrebbe spiegare l’assenza dello stimolo e la difficoltà alla defecazione. Stabilita la causa della sua stipsi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.

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