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Domande e Risposte: Fistole anali

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Gentilissimo Dott. Nicastro,Questo è l'esito RMN:L'esame è stato eseguito in valutazione della regione pelvica sede di noti pregressi interventi riparativi di fistulectomia peri anale e per valutazione del transito intestinale previa opacizzazione negativa con mezzo di contrasto del lume e prima e dopo somministrazione di mezzo di contrasto positivo per via endovenosa. RM ADDOME INFERIORE SENZA E CON CONTRASTO L'esame documenta la presenza di un persistente millimetrico tramite fistoloso transfinterico retroanale disposto lungo la linea mediana a ore 6 associato alla presenza di una millimetica raccolta retroanale estesa in senso cranio-caudale per circa 1.5 cm ma di spessore millimetrico che si continua a sua volta in una raccolta fluida presacrale reattiva riconoscibile fino all'altezza di S3. Buona la distensibilità della parete posteriore del retto che raggiunge gli spazio presacrali posteriori. Non si apprezzano significative alterazione di segnale di significato reattivo degli sfinteri interno ed esterno che sono da considerare nei limiti per spessore e profili. Va viceversa segnalata un'alterazione di segnale del passaggio sacrococcigeo di un'edema trabecolare di significato esteitico reattivo dell'osso. Non si apprezzano altre raccolte saccate peri anali o pararettali. Normale rappresentazione delle strutture perineali pararettali anteriori. Utero di dimensioni ai limiti inferiore della norma antiversoflesso esente da lesioni di parete.Non espansi ovaro-annessiali. RM ADDOME SUPERIORE SENZA E CON CONTRASTO L'esame documenta un'alterazione di spessore, segnale e captazione del contrasto paramagnetico dell'ultima ansa ileale in estensione prossimo distale per oltre 9 cm da riferire a flogosi florida di parete da probabile localizzazione di malattia infiammaoria intestinale. Non si apprezzano retrodilatazioni del piccolo intestino a monte nè si rilevano raccolte fluide e saccate periviscerali o alterazioni di segnale del tessuto lasso adiposo contiguo all'ansa. Non versamento liquido libero peritoneale.Non altre localizzazioni di malattia infiammatoria di parete ai restnati livelli considerati del piccolo e del grosso intestino. Per quanto valutabile ad un esame non dedicato è da considerare nei limiti sul piano morfovolumetrico e di segnale il fegato (microformazione benigna iperintensa sugli echi lunghi) (cisti?) (angioma?) in S7. Non dilatazione delle vie biliari intra ed extraepatiche. Non lesioni a carico della milza, del pancreas, dei surreni e dei reni. Non espansi retroperitoneali ai diversi livelli considerati. Oggi ho parlato col gastroenterologo, il quale mi ha detto che cercherà di curarmi farmacologicamente con questo riscontro: ANAMNESI Paziente affetta da malattia di cronh ileale con fistola perianale drenaa due volte chirurgicamene. Ultimo drenaggio di ascesso perirettale e posizionamento di elastico transfinterico. Decorso regolare. Caduta spontanea dell'elastico transfinterico dopo circa un mese. Alvo regolare. Riferisce proctalgia post.defecatoria che richiede assunzione di FANS. Eseguita RMN addome che evidenza ancora piccolo tramite fistoloso e raccolta fluidaretroanale che si estende fino al sacro. Riferisce perdita di pus dal tramite fistoloso dopo la defecazione e concomitante dolore al gluteo sinistro. CONCLUSIONE Si ritiene indicata terapia con ciproxin 500 mg 1 cp due volte al di' per 15 gg. Si ritiene indicata terapia con farmaco biologico alla risoluzione del quadro ascessuale eventualmente ottenibile con minimo drenaggio chirurgico. Si ritiene inoltre indicata esecuzione di : Emocromo, VES,pcr, sideremia, ferritina, reazione di mantoux, rx torace su due proiezioni. Da rivedere tra 3 settimane in ambulatorio. Vorrei sapere cosa ne pensa.Le sono grata per il suo interessamento.

Cara Sig.ra Carmela,
il suo gastroenterologo ha trovato la via idonea. Le cure per il Crohn ormai si sono molto evolute con quadri di remissione della malattia. Riguardo la fistola è possibile l’atteggiamento conservativo con terapia antibiotica e valutare con controlli ravvicinati l’evolversi della patologia. Cari Saluti e resto a sua disposizione

Egr.Dott.Nicastro, La contatto in merito all'intervento che dovrò subire tra una settimana per una fistola perianale. Le premetto che soffro da molti anni di attacchi di panico e l'idea di essere sottoposto ad anestesia totale mi genera molta ansia. Sono fra l'altro preoccupato per la possibilità di danneggiare l'apparato sfinterico. Le domande che Le rivolgo in merito sono le seguenti:Quali sono le conseguenze se decidessi di non operarmi? Le faccio questa domanda, perchè la fistola in questione non mi hai mai dato alcun fastidio, eccetto qualche rara goccia di sangue. Nella casistica degli interventi la percentuale di complicazioni è alta? (es. danni all'apparato sfinterico, incontinenza, ecc.). La ringrazio anticipatamente e Le porgo cordiali saluti.

Caro Signor Dino,
l’intervento può essere eseguito anche in anestesia periferica se questo la può tranquillizzare. Se l’intervento è eseguito “lege artis”, le possibilità di recidive, seppur alta nelle casistiche, è bassa e questo dipende dall’esperienza del chirurgo. Da questo dipende anche l’insorgenza delle eventuali complicanze e della lesione degli sfinteri, che in mano esperte sono praticamente nulle. Se nella malaugurata sorte decidesse di non operarsi le conseguenze della fistola perianale sono diverse non in ultimo ramificazioni complesse, ascessualizzazioni, e danni anche agli sfinteri. Non le consiglio vivamente di rischiare alcune di queste evoluzioni. Auguri e cari saluti.

Egregio Dott. Nicastro, sono affetta da fistola rettovaginale a ferro di cavallo anteriore lunga cm 16 con calibro di 3,8 mm + fistola anale associata (fistolografia).Ho eseguito RMN e ecotransanale con sonda rotante a conferma di quanto sopra. Il mio calvario inizia 7 mesi fa con il 1° intervento per drenaggio di un ascesso in sede perianale dx con posizionamento di duplice elastico lungo i tramiti fistolosi.Due mesi dopo mi sottopongo ad una fistulectomia con ancora i drenaggi in loco. Premetto che ho eseguito delle biopsie del colon che hanno escluso la presenza di M.C.I . In questi mesi il pus ha continuato ad uscire dai drenaggi e sto vivendo male perchè la vita per me non è più come prima. Oggi a tre mesi di distanza dal 2 intervento mi sottopongo al 3° con inserimento di un plug in sottomucosa porcina (surgisis) che sembra avere potere di risanare il tessuto malato, con punti di parziale chiusura degli orifizi esterni.Questa cosa mi è stata proposta come innovativa e inoltre se andava bene mi risolveva difinitivamente il problema. Purtroppo dopo 3 giorni dall'intervento la sottomucosa se ne scivola fuori col risultato che dovrò rimettere i drenaggi e sottopormi alla chirurgia per via perineale, tecnica adottata dal chirurgo che mi segue. Mi risulta che questo tipo di intervento è abbastanza pesante con esito di ferita aperta per sempre. Le chiedo Dottore e spero mi risponda perchè sono disperata, la sua opinione su come procedere e se ci sono altri metodi meno invasivi per curare definitivamente questa difficile patologia. La ringrazio molto e la saluto.

Cara Signora Francesca,
purtroppo gli interventi di fistola perianale sono gravati da una relativa incidenza di recidiva. Lei mi descrive di una fistola rettovaginale a ferro di cavallo, cosa inusuale poichè sono le fistole posteriori ad avere questa conformazione. Sono molti i dubbi che ho in merito a quanto mi descrive, non ultimo il motivo del primo intervento (era gia esistente la fistola rettovaginale?). Il surgisis è sicuramente unmetodo innovativo e la sua applicazione riesce a risolvere situazioni anche complesse per questo mi trovo in pieno accordo con il suo utilizzo nelle fistole perianali, ma a quanto ho capito dalla sua descrizione lei non è stata mai operata per fistola rettovaginale ma solo per quella perianale. Darle ungiudizio in merito è difficile in quanto sono molti i lati non chiari della sua storia clinica. Il trattamento di una fistola rettovaginale è sicuramente un intervento chirurgico che segue la via perineale (accesso doppio ano-vaginale) ma non vedo perchè la ferita dovrebbe rimanere aperta, solitamente rimossi i tramiti fistolosi si esegue la sutura diretta della ferita chirurgica. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Auguri
La ringrazio Dottore per avermi risposto, sperando di essere più chiara le descrivo l’esito in sintesi dell’ecografia effettuata prima di tutti gli interventi : ampia raccolta ascessuale con caratteristiche ecografiche di cronicizzazione che si estende dalla fossa ischio anale dx lungo lo spazio sovraelevatore dx e nello spazio perirettale anteriore con un ferro di cavallo attraverso il setto retto vaginale. Conclusioni: raccolta ascessuale cronicizzata perirettale a ferro di cavallo anteriore. Il primo intervento descrive : drenaggio di ampia cavità asessuale interessante la fossa ischio rettale del ferro di cavallo anteriore (nel contesto del setto retto-vaginale) e della fistola anale associata con il posizionamento di duplice elastico lungo i tramiti fistolosi. Le chiedo cosa significa accesso doppio ano_vaginale ? Quali sono le conseguenze negative per retto e vagina legate alla chirurgia perineale? Per quanto riguarda la ferita aperta, il chirurgo mi ha detto che rimane tale per la particolarità del perineo , e non mi ha parlato di sutura della ferita. Può essere che viene lasciata aperta per una sorta di drenaggio? Ancora grazie e saluti cordiali
Adesso il quadro è più chiaro. La fistola non ha un orificio in vagina ma si espande sul piano anteriore del perineo, dietro alla vagina. In questi casi l’intervento deve essere eseguito per via perineale ed il chirurgo credo che voglia lasciare aperta una parte di ferita per garantirsi un drenaggio. La guarigione sarà lenta ma risolutiva. Se si ottiene una buona cicatrizzazione non vi sarà nessuna conseguenza.
Auguri

Gentile Dottore, le scrivo questo messaggio in quanto mi servirebbe un suo parere. Più particolarmente, sono stato operato una settimana fà di fistulectomia con la seguente diagnosi: doppia fistola extrasfinterica, in trattamento di day hospital. Il giorno dopo l'intervento, togliendo i tamponi applicatimi nella sala operatoria, ho avuto un'emorragia che ha costretto il chirurgo che mi ha operato a suturare parte della ferita con 3 punti emostatici. Il decorso post operatorio è abbastanza tranquillo, poco doloroso ma molto fastidioso. Ora volevo chiederle, ai fini del trattamento della ferita, la quale ha comunque una certa profondità ed è aperta, mi hanno consigliato di lavarla con acqua tiepida ed applicarci una pomata IRUXOL, nonchè di tenerla ovviamente coperta con una garzina. Le volevo chiedere, anzitutto se ritiene corretto questo trattamento, se è necessario disinfettare comunque e sempre la ferita con betadine, se il disinfettare la ferita con betadine può ritardarne la cicatrizzazione, e quali dovrebbero essere mediamente i tempi di cicatrizzazione e di crescita della pelle. Dimenticavo di dirle che quando cambio la garzina, noto che è sempre imbrattata da un liquido giallastro, penso sia siero, misto a sangue chiaro. Resto in attesa di un suo parere e la ringrazio anticipatamente.

Caro Sig. Francesco,
le sue domande sono lecite ma le chiedo scusa se non posso risponderle con una adeguatezza necessaria alla pertinenza del caso. In medicina ormai molte cose sono possibili ma per le diagnosi e le previsioni di una guarigione è ancora necessario che il medico visiti il paziente. Ritornando alle sue domande posso risponderle solo che le ferite chirurgiche vanno sempre trattate con delicatezza e bisogna disinfettarle correttamente. Il consiglio è di usare acqua ossigenata o anche betadine. Anche se la zona della ferita non si presta ad una accurata igiene, bisogna comunque rimuovere correttamente eventuali residui e tenere coperta la ferita con garze sterili.
Auguri

Buongiorno, desidero gentilmente chiederle un parere riguardo il mio problema: cinque anni fa, a seguito di un ascesso perianale, sono stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale di Trieste. Ho subito un primo intervento chirurgico in anestesia generale della durata di un'ora circa con drenaggio dell'ascesso. Dopo tre gironi di degenza, a seguito del decorso, il chirurgo del reparto che mi aveva in cura, riteneva opportuno eseguire un'ulterirore intervento, in quanto non soddisfatto dell'esito del primo. Quindi un'altra ora di sala operatoria e inevitabile anestesia generale! Dopo i canonici quindici giorni di degenza sono stato dimesso con l’obbligo della medicazione giornaliera negli ambulatori dell'ospedale stesso. Sembrava che le cose andassero per il verso giusto, ma non fu mai così: dopo un anno la ferita non si chiuse del tutto, lasciando un piccolissimo foro dal quale alle volte avevo delle "perdite" sia ematiche che purulente. Ambulatoriamente sono stato rivisto da un'altro chirurgo che con uno specillo ha provocato un sanguinamento con la precisa convinzione che sia la terapia giusta. poco dopo il problema si è ripresentato. Tengo a precisarle che il mio tenore di vita è nella normalità con un'alimentazione variata e senza abusi di nessun genere. Nel frattempo ho anche smesso di fumare senza patire per nulla della decisione presa! Ancora oggi comunque, alle volte il fenomeno si ripresenta, con grave imbarazzo del sottoscritto, con maggiore incidenza nella stagione calda. Per me andare in bicicletta è un tormento, come, dopo una giornata lavorativa intensa, alla sera, sento come un peso nella parte, che non mi concede nessun rilassamento nè quando mi siedo, nè tanto meno se mi distendo. Scusi della prolissità ma sono anni di fastidi continui, ai quali mi sono quasi rassegnato. La prego gentilmente di darmi una sua stimata opinione sul problema visto che a cinquant'anni non credo che la cosa sia irrisolvibile. grazie molte per la cortese attenzione. Distinti saluti.

Caro Sig. Livio,
chiedo scusa per la tardiva risposta ma trovandomi all’estero solo ora ho avuto modo di leggere la sua richiesta. Innanzitutto penso che il suo problema principale sia la comparsa di una fistola perianale conseguenza diretta dell’ascesso. Infatti nella maggior parte dei casi anche se l’intervento dell’ascesso e’ stato correttamente eseguito (nel suo caso due volte con medicazioni successive), la conseguenza dell’infezione e’ la comparsa della fistola perianale. Il mio consiglio e’ di eseguire una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale e una eventuale ecografia anale per rilevare l’esatto decorso della fistola. Dopo questo fondamentale passo decidere di eseguire un ulteriore intervento (purtroppo) per la risoluzione della patologia.
Cari saluti

gentile dottore sono molto preoccupata, il mio ragazzo è da diversi giorni a letto per via di un'ascesso perianale, in ospedale gli hanno detto che devono intervenire per eseguire un taglietto per fare uscire credo il pus in day hospital. Ma al momento non è eseguibile per via della parte infiammata e rossa che deve essere curata. cure effettuate ma che non gli lasciano comunque alcun risultato evidente, visto che ancora muore dal dolore e gli viene prurito. cosa ci consiglia. Spero in una pronta risposta nell'occasione i miei più sentiti ringraziamenti.

Cara Signora,
purtroppo l’iter dell’ascesso è quello consigliato dai medici che hanno visitato il suo ragazzo. Per far diminuire il dolore è necessario incidere la cute sopra l’ascesso e fare uscire il pus dalla cavità che si è formata. Febbre e dolore spariranno immediatamente e seguirà un periodo di medicazioni per cercare di guarire completamente la parte. In alcuni pazienti consiglio, nelle fasi iniziali, una terapia con antibiotici, che non è sempre efficace ed in alcuni casi potrebbe essere utile eseguire degli impacchi caldi per favorire la maturazione dell’ascesso. Questo metodo a volte favorisce anche l’apertura spontanea della pelle sopra l’ascesso e la fuoriuscita spontanea del pus, ma è sempre meglio far controllare il tutto poi dallo specialista.
Cari saluti

da 2 gg ho 1 ciste perianale il chirurgo mi ha detto che prima d’ intervenire devo aspettare che maturi,ma io ho paura del dolore visto che di cisti ne ho avute tante; sacrococigea, scrotale, ascellari, inguinali, e via dicendo. Sono stato tranquillo per un po di anni e ora ricominciano a farsi sentire,ho molta paura del dolore.e possibile che queste cisti mio escano quando si prendono degli antibiotici?visto che ho preso l'antibiotico il mese scorso per febbre? Era qualche anno che non lo prendevo,e ho notato (anche negli anni indietro)che se prendo l'antibiotico mi escono le cisti, e possibile l'abbinamento? distinti saluti da un uomo molto preoccupato.

Caro Sig. Renzo,
in alcuni individui l’uso prolungato di antibiotici può provocare una diminuzione delle difese immunitarie e causare delle infezioni. Per questo è sempre consigliabile somministrare insieme all’antibiotico delle vitamine o ancora meglio dei fermenti lattici probiotici che hanno lo scopo di aumentare le difese immunitarie. Una cisti perianale, se infetta dovrebbe essere trattata in quanto la localizzazione particolare può esporre il paziente all’insorgenza di un ascesso. Questa evenienza comunque non sempre si verifica, ma nel suo caso darle un giudizio più sereno è difficile in quanto, anche se i sintomi sono chiari, il medico deve sempre visitare e confermare una diagnosi.
Cari saluti

mio figlio 10 anni ha un ascesso sul lato dx vicino all ano che sta generando dolore e febbre . Ora siamo sotto Antibiotico AUGMENTIN e faremo esami alle feci e ecografia addome. Stiamo appliacndo argilla sull'ascesso .Lei cosa consiglia ? Grazie

Caro Sig. Vasco,
se il bambino ha un ascesso perianale la terapia antibiotica che state seguendo è opportuna ma spesso non basta. E’ necessario farlo visitare da uno specialista per decidere se è meglio incidere l’ascesso per risolvere il dolore e la febbre. Gli esami delle feci e l’ecografia addominale sono esami che non possono mettere in rilievo lo stato della malattia. E’ possibile che l’ascesso si rompa spontaneamente ma comunque è indispensabile farlo seguire da uno specialista.
Auguri

Buonasera dottore volevo porle il mio problema, mesi fa mi e stato riscontrata una fistola retto vaginale, perché ogni volta che andavo al bagno a defecare dopo avevo queste perdite di liquido fecale dalla vagina, premetto che prima di questo sono stata sottoposta a due interventi uno di marsupializzazione della ghiandola del bartolino l'altro asportazione della ghiandola. questo disturbo e scaturito dopo il primo intervento. Poi mi sono sottoposta a una visita proctologica e mi e stat diagnosticata una fistola retto vaginale, mi hanno operata ma purtroppo ci e stata subito la recidiva. allora il medico mi aveva parlato di un intervento che consisteva nello spostare l'uscita delle feci, anche se non me lo consigliava visto la mia eta( 30 Anni. La mia domanda e questa ci sono altri tipi di interventi per questa fistola e in cosa consisterebbe questo intervento di spostamento delle feci. Attendo una sua risposta grazie per l'attenzione

Cara Sig.ra Falco,
l’intervento propostogli è una derivazione intestinale con la costruzione di una colostomia, ovvero l’abboccamento del colon sulla parete addominale e conseguentemente le feci uscirebbero da questa nuova apertura protetta da un sacchetto di raccolta. Ovviamente, per mia esperienza, questa è l’ultima ratio in caso di fistola rettovaginale. Prima di decidere un reintervento è necessario sottoporsi ad una accurata visita proctologica ed eventualmente ad una ecografia transanale per poter definire il tramite fistoloso. Credo che per la sua giovane età sarebbe meglio attuare una terpia chirurgica quanto meno ipegnativa per la paziente, ma alquanto accurata per il chirurgo.
Cari saluti

Salve volevo disturbarla...con il suo permesso...a riguardo di una fistola perianale...dopo un ascesso di pus sempre perianale (premettendo ke mi sono operato a fine luglio) a distanza di pochissimo mi sono rioperato di fistola perianale (circa 15 gg fa) ora il mio problema e semplice: - apparte capire la funzionalità dell'intervento fatto cn 2 fili ke escono entramb: uno dal tunnel della fistola e uno dall'ano...ora il dottore ad ogni medicazione (fin ora una solo mercoledì scorso) tira codesti fili causandomi, se ho ben capito un taglio muscolare all'interno dell'ano, volevo sapere cortesemnte la funzionalità di questi fili e sopratutto cm sono messi perchè ancora non ho capito : - e normale ke e da mercoledì ke ho un fortissimo dolore alla parte intrna dell'ano? è normla ke arrivo a prendere fino a 3 o 4 antidolorifici al giorno (cn precisione prima la nimesulide ed ora la co-effergan) ed ho sempre forte dolore? no dormo da piu notti dal forte dolore - tutte le medicazioni ad ogni tiraggio del filo saranno sempre cosi dolorose e sempre cosi lungo il dolore anche a distanza di circa 5 gg? - perke non mi viene lo stimolo di andare in bagno (non parlo di urinare) da mercoledì? cioè dal giorno della prima medicazione? x non parlare ke mi fa male anke la testa ecc ecc e quando urino mi sento un po strano ma questo non so spiegarglielo come spero di essermi ben esposto e di no naver dimenticato alcun quesito.... cordiali saluti da Luca da Catania 21 enne (grazie in anticipo se risponderà)

Caro Signor Luca,
purtroppo la tecnica del setone per la cura delle fistole perianali ha tutte queste conseguenze che lei ha descritto. La messa in trazione del filo serve a sezionare gradualmente la parte muscolare facendola lentamente cricatrizzare con l’intento di non creare lesioni agli sfinteri anali. Deve essere solo paziente e chiedere maggiori delucidazioni al chirurgo che lo sta curando.
Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro, volevo porle una domanda riguardo la fistola perianale. Si tratta di una patologia la cui unica risoluzione è di natura chirurgica? E per la diagnosi di fistola perianale è sufficiente la semplice visita proctologica con esplorazione rettale ed anoscopia? Oppure è necessario ricorrere ad esami più approfonditi come l'ecografia endoanale? Grazie mille

Caro Signor Marco,
la cura della fistola perianale è di stretta pertinenza chirurgica. La visita proctologica, con videoproctoscopia digitale e specillazione possono dare utili indicazioni rigardo il tipo di fistola. Se sussistono dubbi sulla sua estensione è utile una ecografia endoanale al fine di derimere la complessita del tramite fistoloso.
Cari saluti

Egregio dottore. le scrivo per un Suo parere in ordine ad un intervento a cui sono stata sottoposta circa una settimana fa. Ho 34 annni, mi è stata diagnosticata una fistola anale intersfinterica.Il chirurgo che mi ha operato ha eseguito la fistulotomia con messa a piatto della fistola, fotocoagulazione delle emorroidi di secondo grado (che non sapevo di avere), e sfinterotomia di necessità (così scrive nella lettera di dimissione, essendo io portatrice di una ragade anale cronica molto vicina alla fistola). Mi domando: è usuale accorpare tutti e tre questi interventi in uno solo? Nel futuro potrei avere problemi di incontinenza (tre anni fa ho avuto una gravidanza? Ora, dopo l'intervento sto decisamente meglio, provo un lieve bruciore dopo la defecazione,ma temo che in futuro potrebbero insorgere altri problemi. La ringrazio per la risposta. Cordialità

Cara Sgnora Mara,
non è inusuale eseguire una bonifica di più patologie in un unico intervento. Il chirurgo avrà sicuramente valutato attentamente questa eventualità e già prima dell’intervento avà ricevuto il suo consenso. Nella sua descrizione (fistulotomia, fotocoagulazione di emoroidi di 2° grado, sfinterotomia) mancano delle precisazioni: la fistola era una complicanza di una ragade? La
sfionterotomia è stata fatta sullo sfintere interno (come nel trattamento della ragade anale)? Le emorroidi di 2° grado erano delle emorroidi sentinella (come succede nella ragade anale)? Se tutte questi punti di domanda trovano conferma possiamo affermare che lei è stata sottoposta a un
corretto intervento chirurgico per ragade anale fistolizzata, senza farse prendere dal panico per i termini medici usati. Al fine di dirimere i suoi dubbi sulla continenza è possibile tra qualche tempo sottoporsi ad una manometria ano-rettale per valutare la funzionalità sfinterica che sarà perfetta.
Cari saluti

Gentile dottore, mi hanno diagnosticato una fistola perianale,volevo sapere se poteva avere un nesso con un nodulo endometriosico retto vaginale posto adiacente alla fistola. In caso affermativo, se mi eliminano la fistola, la stessa si puo' riformare se non viene tolto il nodulo? Grazie

Cara Singora Nicolina,
se l’ecografia mette in relazione la partenza della fistola perianale dal nodulo endometrisico il trattamento deve prevedere l’asportazione in unico blocco di ambredue le lesioni.
Cari saluti

Caro Dott.Nicastro, ringrazio della celere risposta e ne approfitto della sua gentilezza per farle leggere l'esito della RNM-addome inferiore che ho ritirato oggi. Esito: Attuale indagine conferma la presenza di piccola alterazione nodulare a livello della parete anteriore del canale anale, in corrispondenza del setto retto vaginale, con le lesioni minimamente ridotte rispetto presente controllo, con dimensioni pressoche' sovrapponibili rispetto al precedente controllo ( mm.7 ), con segnale iperintenso nelle sequenze T2 pesante e lievemente iperintenso nelle sequenze T1 pesante, con iperintensita' mantenuta nelle sequenze eseguite con tecnica di soppressione del segnale del tessuto adiposo. Dopo somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto paramagnetico l'alterazione presenta sfumato enhancement. Rilievi descritti sono compatibili con la presenza di nodulo endometriosico residuo o recidivo a livello del setto retto vaginale. In adiacenza ad esso subito causalmente specie sul versante di sinistra si riconosce disomogeneita' del segnale della patere del retto con raccolta circa 1cm in adiacenza, che si continua con immagine tubulare diretta verso il basso e leggermente verso l'avanti, sino a raggiungere la superficie cutanea della regione perianale sul versante di sinistra, in prossimita'del vestibolo vaginale. Questa alterazione risulta ben evidente nelle sequenze T2 pesante con tecnica di soppressione del segnale del tessuto adiposo e presenta enhancement dopo somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto peramagnetico, risultando pertanto compatibile con il sospetto clinico di tramite fistoloso in attivita'. Il chirurgo che mi ha in cura, oggi stesso mi riferisce che non ha intenzione di asportare il nodulo endometriosico ma solo la fistola. Il mio dubbio che non asportando lo stesso nodulo, la fistola si riformi successivamente. Inoltre, visto che il nodulo durante un intervento nel Maggio 2007 in laparoscopia non mi e' stato asportato in quanto in una posizione scomoda e delicata, com'e'possibile asportare solo la fistola visto che e' adiacente al nodulo? Cosa ne pensa del tutto? Resta della sua opinione di asportare ambedue le lesioni? Grazie saluti

Cara Signora,
la RMN non precisa la partenza della fistola ma solo la sua “adiacenza”. Si potrebbe supporre la partenza dal nodulo endometriosico ma solo una ecografia transanale e transvaginale potrebbe dirimere i dubbi e quindi portare ad una decisione chirurgica che deve essere di asportazione totale delle lesioni se è confermata l’ipotesi che è dal nodulo che parte la fistola.
Cari saluti

Gentile dottore, avrei da sottoporre alla sua vasta competenza un importante quesito. Sono un malato RCU di 52 anni che ha subito l'intervento di proctocolectomia nel '96 a 40 anni con conseguente ileo-"j"pouch-ano-anastomosi. Ho portato il sacchetto per tre mesi dopo l'operazione e poi sono stato ricanalizzato. Due anni dopo l'intervento mi è comparsa una fistola perianale che allora fu diagnosticata come nodulo cicatriziale infatti non mi ha mai dato fastidio, mi procurava lieve prurito occasionalmente. Nell'estate del 2005 invece in conseguenza ad un ascesso doloroso sempre in zona perianale mi è comparsa una seconda fistola. Molto fastidiosa con saltuario gonfiore, purulenta, sanguinosa e puzzolente. Nel 2006 sempre nella stagione calda, altro ascesso e altra fistola. E fanno 3. Fastidiosa e dolorosa come la precedente sempre con perdite saltuarie di pus e sangue. Sapendo che la RCU di regola non crea processi fistolosi, riporto a garanzia la diagnosi del laboratorio di anatomia istologica del reperto macroscopico e microscopico del pezzo operatorio che da per certo: Rettocolite ulcerosa, in fase di attività, nel retto-sigma, con presenza di numerose ulcerazioni della mucosa,con aspetti rigenerativi pseudopolipoidi, e con aree di periviscerite acuta. Non evidenza di displasia. Mucosa intestinale indenne. Ricordo che al momento dell'operazione chirurgica mi fu raschiato il moncone del retto per rimuovermi la mucosa sana che sicuramente si sarebbe malata nello staccato post operatorio. Come esami postumi ho fatto una fistologradia perianale e una RM pelvi senza e con MDC. Con un ano in queste condizioni cosa posso fare? Posso subire un intervento chirurgico per eliminarle? E se si presentassero nuove fistole? Ci sono alternative? Un grazie infinito Daniel.

Caro Signor Daniel,
i suoi dubbi e le sue domande sono più che normali. Posso solo dire che l’origine degli
ascessi e fistole perianali solitamente è una infezione/infiammazione interna al canale anore-rettale. Nella sua storia clinica sarebbe opportuno andare ad indagare sull’origine di queste fistole che potrebbero dipendere anche dalla RCU (anche se è una ipotesi rara) ma anche dalla presenza della anastomosi pouch-rettoanale. Sicuramente il suo chirrugo potrebbe darle maggiori delucidazioni e consigliarle approfondimenti diagnostici e terapeutici opportuni.
Cari saluti

il mio problema e lungo da spiegare 4 anni fa andai dal chirurgo per un brufolo vicino la vagina mi operarono dicendo che era una fistola perianale,poi sono andata in bagno i punti non hanno mantenuto e quindi quando andavo in bagno le feci mi uscivano anche dalla ferita sono stata zaffata per mesi ma questo tramite non si e mai chiuso. successivamente ho avuto avuto altri interventi abbiamo provato con divaricatori per non far passare le feci dal tramite ma non c'è stato niente da fare,anche il laccio non ha funzionato abbiamo usato anche un tipo di collante e neanche questo a mantenuto,sono ora stomizzata da 5mesi ho ricevuto anche un altro intervento di fistolectomia piu un lifting e a quanto sembra neanche adesso questo tramite fistoloso si vuole chiudere.ho fatto una coloscopia e non ho il morbo di crohn. gentilissimo dottore secondo lei che possibilita ho di guarire?

Cara Signora Daniela,
mi perdoni per la tardiva risposta ma anche noi medici ogni tanto necessitiamo di un pò di distacco dalle attività quotidiane e personalmente le feste natalizie rappresentano un periodo da dedicare alla mia famiglia. Capisco anche la sua ansia e premura nel voler risolvere il problema ma mi è difficle di riposondere alla sua richiesta sulla possibilità di guarigione in quanto non ho a disposizione le adeguate informazioni cliniche. Certamente se il chirurgo ha deciso di fare una stomia per facilitare la chiusura della fistola avrà avuto le sue buone ragioni ma anche le successive recidive che lei racconta dovrebbero essere, a mio parere, meglio valutate. Anche se si esclude il M. di Crohn questa non è la sola causa di recidiva o di formazioni di fistole perianali. Un approfondimento diagnostico sul tipo di fistole si rende necessario e solo dopo è possibile stabilire i tempi e le modalità di guarigione.
cari saluti

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