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Domande e risposte su: Emorroidi

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sono stato operato di emorroide con intervento laser. L'ano non e più delle dinensioni normali ma è talmente stretto che non vi entra nemmeno il dito piccolo. Ho problemi di andare al bagno in quanto non passa niente e per defecare devo fare sempre dei clisteri. Per favore si può riportare l'ano alle dinensioni normali? La prego mi faccia sapere sono disperato.

Caro Signore,

la stenosi anale è una delle complicanze dell’emorroidectomia soprattutto quando si asporta troppo tessuto nel canale anale o per una tecnica errata. La stenosi anale cicatriziale, se non è molto serrata, potrebbe risolversi con delle graduali dilatazioni anali eseguite con tecniche e strumenti appropriati altrimenti si ricorre ad un intervento chirurgico di plastica anale che prevede l’ampliamento del canale anale. Queste scelte terapeutiche possono essere valutate dopo una accurata visita proctologica che oltre a valutare il grado della stenosi, sveli l’elasticità dei tessuti e la compromissione degli sfinteri anali.

 

salve, vorrei chiederle, essendomi operata 2 sett.fa di emorroidi adesso ho una marisca d fuori molto dolorosa, cosa posso fare?è NORMALE?

Cara Signora Sara

Potrebbe essere un edema post operatorio del margine anale, ma quale tecnica chirurgica è stata utilizzata per la cura della patologia emorroidaria? Riguardo la terapia mi dispiace non poterla aiutare in quanto non è, a mio parere, etico prescrivere terapie per via virtuale e su pazienti virtuali e, soprattutto, senza avere alcuna notizia clinica diretta della persona sofferente. Le consiglio di rivolgersi al chirurgo curante per una corretta diagnosi e terapia.

Gent.mo Dott. Nicastro, dopo rettoscopia mi è stato diagnosticato un prolasso emorroidario di 3° grado. La proctologa che ha eseguito la rettoscopia ha definito il mio caso "border line", non ancora a suo avviso necessario intervento chirurgico (ha consigliato la legatura) e mi ha indicato una terapia con asacol 500 mg supposte. Dopo la prima supposta messa al mattino, la sera, al momento di evacuare ho avuto un episodio di sanguinamento abbastanza consistente. Ritiene che l'Asacol possa essere causa (ho letto tra gli effetti indesiderati casi di diarrea emorragica). Nel frattempo sto prendendo Emortrofine. Nel ringraziarla, porgo cordiali saluti

Caro Signor Andrea,

la mesalazina può avere gli effetti collaterali come quelli che lei descrive. Non sono frequenti ma nemmeno rari. Mi permetto solo di dare un ulteriore suggerimento: se la sua patologia è inquadrata correttamente tra un secondo e terzo grado valuti, naturalmente insieme al proctologo di fiducia, la possibilità della dearterializzazione, a mio parere più efficace della semplice legatura elastica. Comunque in questo momento, prima di effettuare ogni trattamento sulle emorroidi, dovrebbe essere valutata la condizione della mucosa rettale.

Buongiorno Dr.Nicastro, sono Miriam di Modena di 52 anni, soffo da 25 anni di emorroidi e di una ragade ora cicatrizzata. Il problema che è rimasto sono invece le emorroidi con diagnosi di :Emorridi moderatamente congeste e prolassate. Io prendo costantemente flavonoidi e pomate ma la situazione periodicamnete si aggrava con forte dolore (no sanguinamento) Mi è stato proposto un intervento di riposizionamento del solo prolasso, non mi hanno detto se con metodo Longo ( di cui non sarei d'accordo). Le chiedo dunque se esiste una proctopessi sia con metodo Longo sia con altro metodo. Grazie

Cara Signora Miriam,

esistono varie tecniche di proctopessi. Quando si parla di semplice proctopessi il sospetto è che si tratti della cosiddetta tecnica di Longo. Infatti le altre tecniche, moderne, prevedono anche la dearterializzazione dei plessi emorroidali che può essere eseguita con l’ausilio del doppler (THD, HAL Doppler) o meno. Nel suo caso credo che la dearterializzazione con proctopessi, confermata la diagnosi di patologia emorroidale di II grado con prolasso, sia la tecnica di scelta. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per una adeguata scelta terapeutica.

Caro Dottore al 2/12/2013 ho subito un intervento di MUCOPROLASSECTOMIA SEC. LONGO ma ahime' qualcosa è andato storto perchè al 16/1/2014 sono ritornato di nuovo in sala operatoria perchè sempre dolorante perdite di sangue, pus,muco, ecc... . Ma non finisce quì il 28/04/2014 di nuovo sottoposto ad intervento per REVISIONE IN ESITI DI MUCOPROLASSECTOMIA SEC. LONGO (maledetto) con diagnosi di GRANULOMA. Descrivo l'intervento: ESPLORAZIONE DIGITALE IN ANESTESIA. si apprezza sub stenosi dell'anastomosi del precedente intervento che è facilmente valicata da un dito e leggermente stenotica con due. Si eseguono due incisioni di scarico a ore 12 e a ore 6 risolvendo in modo completo la stenosi. Si asportano alcune clips metalliche e si coagulano granulomi sulla rima. Spongostan. In pratica in cinque mesi ho subito ben tre interventi per complicazioni post-operatorie che secondo il mio Proctologo ci può stare, rientro nella media del 4/5 %. In precedenza Le avevo descritto i miei primi interventi e mi aveva risposto che, purtroppo, il metodo Longo riporta spesso in sala operatoria.Così è stato per me. Ma perchè succede tutto ciò? Il metodo non funziona? Ho letto di tanti casi come il mio allora mi chiedo " Ma perchè continuare con LONGO se vengono fuori tutte ste problematiche " Sono veramente sconcertato che nel 2014 un intervento alle emorroidi possa rovinare una persona, si perchè io mi ritengo rovinato, mi hanno tolto 5 mesi di vita. Penso pure che hanno sbagliato qualcosa perchè ogni settimana vado al controllo, telefona quando vuoi, chiamami sul cellulare non ti preoccupare per noi sei un sorvegliato speciale e continuerai a venire ai controlli finchè non sarai del tutto guarito.A me sta cosa mi da ..... da pensare. Dottore mi dica sarà la volta buona? Guarirò? Finirà questo calvario? Mi creda sono tanto stanco,dolorante e stufo. Grazie per la cortese sopportazione.

Caro Signor Antonio,

la sua denuncia è giusta e adeguata. Il mio giudizio sulla mucoprolassectomia con suturatrice meccanica è ben noto e non voglio ripetermi. Qualcuno potrà dire che la sua vicenda è dovuta alla inesperienza o alla poca pratica del medico con la metodica, altri potranno affermare che le complicanze sono rare (4-5 % per me è una percentuale alta in relazione alla patologia da trattare), altri ancora potranno affermare altre ragioni. A mio parere invece bisogna prendere coscienza che questa tecnica non cura le emorroidi ed è gravata da molte complicanze, mai descritte con altre tecniche, che non ne giustifica l’indicazione. Inoltre queste complicanze pregiudicano la qualità di vita delle persone, spesso giovani, ed io spero tanto che il suo calvario possa finire e presto. Glielo auguro di cuore!

Egregio dott. Nicastro, da quasi 20 anni "soffro" di emorroidi. In realtà, erano sempre bastati un paio di giorni di Daflon per mandarle via mesi e mesi. Quest'anno, per la prima volta, in due mesi me le sono viste arrivare due volte, la seconda in maggio. Per la prima volta sono scoppiate, e per 7 giorni ho avuto una piccola ulcera che liberava piccole quantità di sangue. L'ho richiusa con una crema al colostro. Qui a Parma sono stata classificata al terzo stadio, con tanto di prolasso, e mi si è parlato di Longo. Io questo prolasso non sapevo nemmeno di averlo... Io la Longo non la faccio e fine. Ci sono troppe incognite sul dopo intervento e la sento troppo come roba da macelleria. Ho lo sfintere poco elastico e con manovre di evacuazione c'è caso che per due o tre mattine mi trovi sporco sulla biancheria. Che fine farei con la continenza? Vorrei poter agire unicamente sulle emorroidi, ma leggo che il laser lo fanno fino al secondo stadio... quindi per me si va al bisturi in teoria. Ma per la miseria... io con lo specchietto ho guardato. A parte una minuscola marisca, è tutto in ordine adesso. Non c'è carne protrusa. E' un orifizio chiuso ed in ordine. Il prolasso lo conosco sulla carta e come sentore rettale molto lontano a cui non faccio neanche caso. Leggo quello che passano gli altri quando queste cose si manifestano per davvero e da simili sofferenze quotidiane sono ancora lontana. Ho solo la fobia di vedermi tornare la bollicina a sinistra a momenti, con due volte che già mi è venuta a breve distanza. Non è proprio possibile, a suo avviso, pensare ad un laser e lasciar perdere questo prolasso? Anche al "terzo stadio" come sono? Cordialità.

Cara Signora Federica,

probabilmente la diagnosi di prolasso è stata fatta proprio per giustificare un intervento come quello di Longo. Non è comunque questa la sede per discutere questi atteggiamenti. Se la diagnosi di patologia emorroidale di III grado, con associato o meno un prolasso mucoso del retto, potrebbe essere indicata una dearterializzazione doppler guidata (thd, Hal doppler), con associata o meno una proctopessi senza asportare alcun tessuto, in tutta sicurezza sulla integrità degli sfinteri. Discutibile, a mio parere, l’uso del laser che non è un fascio di luce miracolosa, ma che in chirurgia sostituisce quello che è il bisturi tradizionale.

Gentile dottor Nicastro, la mia domanda è questa: sono stato operato di emorroidi,metodo Longo, una settimana fa, e fino ad oggi non sono ancora andato in bagno nonostante l'uso moderato di due tipi di lassativi. Anche aria non ne faccio e anzi quella poca che sento muoversi e come fosse rinchiusa nel retto provocandomi dolore.Ho fatto la prima visita di controllo dopo 5 giorni e il chirurgo esclude qualsiasi tipo di tappo e l'operazione è andata a buon fine.La ringrazio Dottore anticipatamente per il tempo che vorra dedicare alla risposta. Cordiali saluti Roberto

Caro Signor Roberto,

sono convinto che l’intervento è andato a buon fine anche se questo dovrebbe contemplare anche una ripresa della normale evacuazione. Probabilmente lo stato infiammatorio della cicatrice interna al retto, frequente dopo l’intervento di Longo, o anche un probabile restringimento dell’ampolla possono essere la causa dei suoi sintomi. Aumenti il consumo di fibre e acqua con l’alimentazione e se persistono i sintomi consulti nuovamente il chirurgo per comprenderne le cause.

 

salve, a gennaio del 2014 mi sono sottoposto ad un intervento di emorroidi e ragadi con il metodo thd però, da circa 15 giorni, ho ripreso a sanguinare copiosamente durante e dopo la defecazione con presenza di grumi e muco. faccio una terapia di TRANEX ma non ci sono cambiamenti che posso fare?

Caro Signor Antonio,

la dearterializzazione dei plessi emorroidali (THD) cura efficacemente la patologia emorroidaria e i suoi sintomi. Anche se in alcuni casi è possibile osservare la ricomparsa di alcuni sintomi, come le perdite ematiche, questo non significa che la cura sia stata inefficace ma probabilmente sono altre le cause del sintomo quale una infiammazione del retto o, nel suo caso, la persistenza della ragade anale. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Sono affetto di emorroidi di IV e V grado, vorrei sapere con quale metodo è opportuno intervenire Grazie.

Caro Signor Rocco,

mi perdoni ma le emorroidi di V grado non sono mai state descritte nella pratica proctologica. Se lei è affetto da emorroidi di IV grado complicate, a mio parere, l’unico trattamento possibile è l’emorroidectomia.

Buongiorno pongo il mio problema, sono stato operato di emorroidi circa tre anni fa con la tecnica Longo, dopo l'intervento appena trascorsi tre giorni sono stato rioperato di nuovo per la formazione di trombi e mi è stata eseguita la tecnica milligan morgan, inoltre il percorso post operatorio è stato doloroso e traumatico. Sono stato sottoposto a una serie di dilatazioni anali che sono andate avanti per circa un anno, dopodiché sono di nuovo stato sottoposto ad intervento per una fistola anale e incisione dell'ano che non permetteva una adeguata elasticità dell'ano stesso. In conclusione dopo una serie di visite continue medicazioni si è arrivati alla fine, però io ho sempre l'ano infiammato e ultimamente mi succede che dopo che ho dei rapporti sessuali mi si infiamma tutto l'interno e devo subito andare in bagno ad evacuare, volevo chiedere questa situazione è da preoccuparmi o può essere solo un caso infiammatorio.

Caro Signor Vincenzo,

purtroppo il doppio intervento in breve tempo non ha giovato ad un decorso postoperatorio normale e naturale così come avviene quando una persona è operata per emorroidi con tecniche adeguate e specialistiche. La tecnica di Longo non cura le emorroidi, tanto è vero che solo dopo tre giorni lei ha subito un nuovo intervento, probabilmente poi causa della stenosi anale e poi di conseguenza di tutte le altre complicazioni che si sono succedute nel tempo. Nel suo caso, dopo tre anni di continue cure e interventi, probabilmente il suo ano avrà delle alterazioni cicatriziali e funzionali che andrebbero ben valutate con una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale che potrà mettere in evidenza ogni alterazione e patologia e aiuterà lo specialista ad orientarsi verso un corretto percorso di terapia.

Sono stata operata il 6 Maggio di Prolassectomia muco emorroidario con ligasure. Ricostruzione del canale anale.La mia domanda è questa: dopo un mese dalla zona anale non avverto forti dolori e il sangue non esce più, il mio problema è che non vado più spontaneamente in bagno, pur avendo motificato l'alimentazione, ricca di liquidi e fibre.Solo i clisteri mi aiutano e sono preoccupata.Lo specialista che mi ha operato riferisce tutto a posto e mi da solo lassativi. Quando finirà non vorrei che ci sia un altro problema. Grazie

Cara Signora Bruna,

qualunque tecnica è applicata per la cura della patologia emorroidale, con presenza o meno di prolasso, a mio parere non dovrebbe provocare eccessivo dolore dopo l’intervento. A parte questa considerazione non mi è chiaro il motivo della necessità della ricostruzione del canale anale. Probabilmente l’intervento ha potuto alterare la sensibilità dell’ano o    portare ad una stenosi anale, condizioni che giustificherebbero i sintomi da lei lamentati. Una attenta valutazione proctologica della nuova condizione anatomica della regione anale, potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

sono stata operata il 23 giugno scorso di emorroidectomia sistema Milligan Morgan. a distanza di tre giorni sto malissimo per due tre punte emorroidarie infiammatissime a causa evacuazioni frequenti anche se molto morbide. ad ogni evacuazione mi lavo con acqua e amuchina e sapone bianco da panni, poi applico la pomata proctolyn. non sono mai stata ferma a letto dopo la dimissione (dopo 16 ore dall'intervento). Vorrei il suo aiuto per sapere cosa fare per far rientrare le emorroidi che ora sono infiammatissime e mentre le sto scrivendo ( sono le 4,52) mi stanno provocando anche problemi allo stomaco. sono coperta da tachipirina 1000 per 3 volte al giorno con aggiunta di toradol in fiale. dopo la seconda iniezione (distanziata di 24 ore dalla prima) non ne vorrei prendere più perchè ho avvertito forte mal di stomaco (ho una ernia jatale). la prego di darmi indicazioni su come far rientrare le emorroidi e su che dieta alimentare adottare dato che ora sto mengiando solo passati di verdura, frutta , insalate, frollini di crusca con una tazza di latte, e olio di vaselina con semi di lino inclusi.

Cara Signora Mara,

negli ultimi anni l’intervento di emorroidectomia non è più doloroso come lei lo descrive e, nelle peggiori delle ipotesi, la regolare assunzione di un antiinfiammatorio/antidolorifico porta ad un buon controllo del sintomo. Nel suo caso credo che ci sia qualche problema sulle ferite chirurgiche. Lei descrive la presenza di emorroidi e cerca di farle rientrare, ma queste probabilmente non sono altro che le ferite chirurgiche infiammate e con edema e non rientreranno mai perché esterne. Inoltre le sue manovre e tentativi non fanno altro che peggiorare la situazione e questo spiega anche il perdurare del dolore. credo che lei debba cambiare anche il modo di condurre l’igiene locale e sostituire almeno il sapone da biancheria con un opportuno detergente anale (Fisian, Anonet, ecc.).

Buongiorno dottore, ho 41 anni (1.75 cm per 75 di peso )e soffro di emorroidi sanguinanti soprattutto quando defeco (le mie feci sono malfatte -tipo diarrea, comunque non solide, alle volte anche più volte al giorno dipende dal mangiare) soffro di colon irritabile e tempo addietro mi sono sottoposto ad una visita chirurgica e mi è stato riscontrato un sospetto polipo sentinella (le analisi del sangue andavano bene). Il chirurgo mi demandò con urgenza per una colonscopia dove non è risultato niente, poichè il sospetto polipo sentinella all'epoca piccolissimo era vicino all'ano e non dentro (quindi non è stato visto pur essendoci). Ad oggi sono passati diversi mesi e quel sospetto polipo sentinella è cresciuto che pende sempre attaccato all'ano e si vede anche allo specchio guardando la parte. Continuo quando vado in bagno con le solite feci malfatte morbide come diarrea a defecare sangue tanto da spossarmi e trovare alle volte difficoltà a fermarne la fuoriuscita sia nel lavare la parte che nell'asciugarla. Io abito a Pesaro cosa devo fare come devo comportarmi e da chi devo andare per competenza e professionalità ospedaliera di riferimento? P.S. sono andato anche da un gastroenterologo il quale mi dato un dieta molto ferrea a cui dovevo attenermi, ma che non mi sono attenuto poichè molto restrittiva ed un farmaco per le emorroidi da prendere a San Marino non in commercio in italia che non ho preso. In attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente.

Caro Signore,

il polipo sentinella solitamente non ha una natura tumorale ma infiammatoria o cicatriziale, conseguente alla malattia emorroidale di cui soffre. Nel suo caso la prima indicazione terapeutica dovrebbe essere rivolta al controllo del colon irritabile, in modo  da modificare la defecazione e la consistenza delle feci. Inoltre dovrebbe essere ben valutata la malattia emorroidale definendone il grado e anche se esistessero altre patologie anali e rettali mediante un esame endoscopico di base quale la videoproctoscopia digitale. Consulti un proctologo di fiducia per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Salve ho 34 anni da ormai 5 anni soffro d emoroidi ho fatto varie cure ma nessuna è servita soffro anche di stitichezza quindi quando mi escono non riesco nemmeno a stare in piedi tanto sono grosse e fanno male vorrei farle operare ma mi hanno detto ciò ritornano un consiglio

Cara Signora Agnese,

se l’intervento chirurgico ha una esatta indicazione ed è ben condotto, la patologia emorroidale è curata definitivamente. Nel suo caso invece dovrebbe trovare una adeguata terapia alla stitichezza che, persistendo dopo l’intervento, potrebbe portare ad altre patologie e sintomi.

salve dott attilio nicastro spero sia lei ho le emorroidi le vorrei togliere nel miglior modo possibile e indolore un consiglio grazie

Cara Signora Laura,

esistono varie tecniche terapeutiche per curare la malattia emorroidaria. L’indicazione all’intervento  è legata al grado della patologia emorroidale e alla presenza di sintomi che spesso pregiudicano una buona qualità di vita. Per la patologia emorroidale di grado lieve (I-II), ma sintomatica, possono essere attuate tecniche mininvasive (legatura elastica, HELP, scleroterapia). La patologia di grado III può essere trattata con l’emorroidectomia o con la deraterializzazione (THD, HAL Doppler). La patologia di IV grado, a mio parere trova una unica indicazione, l’emorroidectomia. Fatta questa premessa la risposta alla sua domanda prevede di conoscere l’esatto grado della sua patologia emorroidale, tenendo in considerazione che, come le tecniche mininvasive, anche l’emorroidectomia, se ben condotta, non prevede dolore post operatorio. Le consiglio una visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Il giorno 28 luglio mi sono sottoposta ad un intervento chirurgico secondo il metodo Millin Morgan, adesso sono a casa e ho constatato che ho delle protuberanze simili ad emorroidi più grandi di prima, ho evacuato leggermene, volevo sapere se è normale avere ancora fuori dei rigonfiamenti cosi grossi. Quale crema devo usare visto che c'è sanguinamento, il dottore ha detto proctosedyl, non potete consigliarmi qualcosa per rendere le feci morbide, che alimentazione seguire. Grazie per la vostra attenzione

Cara Signora Franca,

in alcuni casi, dopo un intervento chirurgico per la cura delle emorroidi come quello di Milligan Morgan, le ferite chirurgiche subiscono una infiammazione con edema, formando dei “rigonfiamenti” sul margine anale. È logico che il paziente pensi subito ad un fallimento dell’intervento e che si tratti di emorroidi, ma (tranne che veramente l’intervento sia stato inadeguato) non lo sono. Inoltre essendo queste ferite non suturate, tendono a sanguinare per i primi giorni dopo l’intervento. Perdite ematiche non importanti, fastidiose, che si verificano dopo la defecazione, mentre durante il giorno si hanno delle perdite sierose. Rientra in un normale decorso post-operatorio della cosiddetta Milligan Morgan. Queste cose credo che sono state già spiegate, dal chirurgo che ha eseguito l’intervento, al momento della dimissione, così credo come le sia sta consigliata una terapia medica comprendente degli emollienti fecali (come quelli a base di psyllium o altro), come eseguire l’igiene intima con appropriati prodotti e come evitare di mettere creme e pomate sulla regione operata in quanto non favorirebbero la cicatrizzazione.

Buongiorno mi scuso vivamente per disturbo ma ho un dilemma che mi assilla. .Ho fatto la visita presso due dott.proctologici di cui la diagnosi di ambedue due e stata: prolasso mucoemorroido di III con marische marginali..piccolo polipo fibroso del margine.Il primo dott.mi disse che mi asportava anche le marische è il dolore sarebbe stato benissimo sopportabile..il secondo mi ha dato dalle pazza in quanto è dolorosissima l'asportazione marische. .non capisco più nulla ..non so come comportarmi..vorrei gentilmente un suo sincero parere..Distinti saluti

Cara Signora Alessandra,

l’asportazione delle marische solitamente non è un problema e sono asportate contestualmente durante un intervento di emorroidectomia. Il dolore non è dovuto alla escissione di queste lesioni cutanee ma ad altre cause. Il problema è la corretta indicazione alla loro asportazione durante altri tipi di intervento (definiti non invasivi). Comunque ogni chirurgo ha la sua esperienza e la sua coscienza per indicare quale sia la migliore terapia per la persona che ha in cura.

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