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Domande e risposte su: Emorroidi

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Salve professore, mio marito è affetto da emorroidi sanguinanti. siccome è un cardiopatico e asume terapeia specifica e cardioaspirina vorrei sapere quale tipo di operazione può affrontare e se deve sospendere la cardioaspirina Cordiali saluti

Cara Signora,

la tecnica chirurgica da attuare per curare suo marito dipende dal grado di emorroidi di cui è sofferente. Esistono diverse terapie chirurgiche, anche non invasive, ma la loro attuazione è basata su una corretta diagnosi e possono essere indicate ad esempio nella patologia emorroidale di II e III grado non complicata, mentre a mio parere nella patologia di IV grado l’unico intervento proponibile è l’emorroidectomia, cioè l’asportazione del plesso emorroidale ammalato. La cardiopatia di suo marito non limita le indicazioni all’intervento e magari dovrà essere valutata dall’anestesista, mentre è prudente e indicato sospendere la cardioaspirina almeno 5 giorni prima dall’operazione e riprenderla il giorno successivo.

Mio padre è stato ricoverato con l'emoglobina a 5 e 7..... Per un emorragia emmoroidiale che aveva sempre nascosto.... Ora le stanno facendo le sacche di sangue già 4... Secondo lei può guarire....con questa cura o avrà sempre emoraggia.....il sangue cheperde è si colore rosso vivo...per favore farmi sapere...grazie in anticipo!!!

Cara Signora Mariella,

le trasfusioni sono necessarie per curare la grave anemia di cui è affetto suo padre ma non cura la patologia emorroidale. Credo che superato questo periodo critico suo padre dovrà subire un intervento chirurgico per  la cura definitiva della patologia emorroidale in modo da evitare altre gravi emorragie e altri episodi di anemia.

Egregio Dottore, sono stato operato di emorroidi di IV^grado con tecnina M.M. in data 13 maggio u.s.Da allora continuo ad avvertire dolore alla parte interna dell'ano.Inoltre ho notato la presenza di alcune"marische" che spesso creano fastidio.L'evacuazione quotidiana non è unica ma avviene in due o tre volte. Il giorno 6 luglio ed oggi 14 agosto dopo aver evacuato regolarmente la prima volta, a seguito di nuovo stimolo ho visto che nel water erano presenti delle tracce ematiche, forse perchè ho sforzato? Ma allora esistono ancora problemi come li avevo prima dell'intervento? Ho fatto anche una cura con supposte proctoreparyl e psillogel bustine ultimata proprio ieri. Grazie per quanto potrà dirmi.

Caro Signor Italo,

dopo un intervento di emorroidectomia possono presentarsi diversi problemi legati alla cicatrizzazione delle ferite, alla presenza o meno di edema e infiammazione della zona operata, alla permanenza delle marische. Queste evenienze solitamente regrediscono al massimo in 60 giorni dopo l’intervento e se persistono è necessario stabilire se altre cause possono essere le cause di sintomi quali dolore, perdite di sangue, evacuazione frammentata. Per tale motivo è utile eseguire una anorettoscopia o meglio una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Mi è stato diagnosticato un prolasso del retto ho 42 e fino ad ora la diagnosi era stata confusa per emorroidi.Ora mi è stato proposto un intervento di asportazione del tessuto senza sutura ma con guarigione di seconda intenzione quindi senza punti dicendomi che sarà un intervento per cui doloroso e che la ferita guarirà in circa 20/25 gg....chiedevo se non ci sono altre metodiche magari meno dolorose e più veloci nella guarigione.grazie e cordiali saluti

Cara Signora,

il prolasso mucoso del retto frequentemente complica la patologia emorroidale di grado elevato ed è possibile nel suo caso parlare di prolasso mucoemorroidale il cui trattamento è una emorroidectomia con contestuale prolassectomia con tecnica aperta. Il decorso post operatorio può essere doloroso ma, a mio parere, se l’intervento è eseguito rispettando le strutture anatomiche il dolore potrebbe non presentarsi e comunque dominato con l’assunzione dei normali antidolorifici. La tecnica aperta prevede la guarigione delle ferite in 25/40 giorni ma se è garantita una evacuazione di feci morbide non si hanno particolari sintomi. È possibile anche valutare, in base alla gravità del prolasso, un intervento di proctopessi e cioè di sospensione e riposizionare ti del prolasso all’interno dell’ampolla rettale e contestuale dearterializzazione dei plessi emorroidali per la correzione della patologia emorroidale. Tale valutazione è comunque legata ad una corretta diagnosi possibile con una accurata visita proctologica e una videoproctoscopia digitale.

Mi sono operato a maggio di emorroidi thd presso l'Ospedale Gemelli di Roma. A distanza dal periodo di operazione sento esternamente le emorroidi..e continuo ad avere molto gas...a volte incontrollabile. A volte la sensazione è che l'operazione non è andata a buon fine. Cosa mi può consigliare dottore? La ringrazio molto..

Caro Signor Sergio,

come le sarà stato certamente spiegato prima dell’intervento la dearterializzazione con THD non asporta le emorroidi ma cura l’iperafflusso di sangue che porta alla loro dilatazione e prolasso. In caso di prolasso delle emorroidi fuori dal canale anale è possibile eseguire una proctopessi, ovvero il riposizionamento, mediante sutura con punti, della parte in eccesso di mucosa all’interno del retto. Credo che questa sia stata la tecnica eseguita dal chirurgo ed è possibile che quelle che lei descrive come emorroidi in realtà possano essere delle marische. Riguardo l’eccessiva produzione di gas e la perdita involontaria di questo, sarebbe opportuno valutarne attentamente la causa. Le consiglio una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagosi e un adeguato percorso di terapia.

Gent.mo Professore, soffro di emorroidi interne di III grado che prolasso dopo la defecazione. Da luglio si è aggiunta una ragade anale ed ho deciso di operarmi. Il proctologo mi consiglia il metodo Longo. È corretto in questi casi? Mediamente quali possono essere i tempi di recupero e quanto il dolore? Rischi alti di recidiva? Consigli alternativi? La ringrazio davvero molto se vorrà rispondermi. Cordialmente

Caro Signor Paolo,

a mio personale parere il metodo Longo non cura la patologia emorroidale ed è gravato da complicazioni anche gravi, che non ne giustificano l’applicazione. Inoltre una delle complicazioni più frequenti relative al metodo è proprio la ragade anale. Nel suo caso se la diagnosi di patologia emorroidale di III grado è corretta potrebbe giovarsi della derterializzazione doppler guidata con proctopessi e contestuale fissurectoma (asportazione della ragade anale).

Buongiorno, ho letto della tecnica di endosclerosi per la cura delle emorroidi. Vorrei conoscete la sua opinione a riguardo. Grazie mille

Cara Signora Nicoletta,

la scleroterapia della malattia emorroidale è una tecnica datata. Oggi sono migliorati i farmaci e le strumentazioni, ma non il fine della cura. La scleroterapia, a mio parere, può trovare indicazioni solo nelle emorroidi di I e in alcuni casi di II grado sintomatiche (perdite ematiche frequenti, ecc.), al fallimento della terapia farmacologica. In questi casi è comunque il chirurgo colonproctologo a dover scegliere quale è la migliore cura per il paziente, valutando tutte le caratteristiche cliniche della persona sofferente.

Gentile Dottor Nicastro. Sono una ragazza di 19 anni e ho avuto le emorroidi per la prima volta a soli nove anni, il medico aveva detto che la malattia é stata trasmessa genericamente, poichè mia madre quando era incinta di me a venti anni ha avuto questa malattia, lei si è operata nel 2005. Preciso che nonostante io abbia avuto una dieta sempre corretta, molto ricca di acqua, frutta e verdura, ho problemi di stitichezza cronica da bambina, nel corso degli anni ho preso vari lassativi, ma non sono stati utili. In questi dieci anni il problema della stitichezza è rimasto, alla fine di ogni defecazione provavo molto dolore (anche in assenza di sangue). I sanguinamenti per le emorroidi si sono presentati molte volte, perció il medico mi ha prescritto Proctosoll e Triade compresse. Io sono vegetariana da quattro anni (per motivi etici), ho eliminato tutti i cibi che nel mio caso causano emorroidi (caffè, cacao, formaggi, susine, panna), perció consumo verdure e frutta in abbondanza. Ma nonostante ció soffro ancora di stitichezza. Da un mese circa il sanguinamento per emorroidi si sta presentando più frequestemente, ogni tre giorni riscontro sangue rosso e molto dolore, con difficoltà a sedermi. Io sto come sempre usando la pomata Proctosoll, ma non sto riuscendo a scoprire la vera causa di questo sanguinamento eccessivo, a ogni defecazione. Inoltre percepisco la comparsa di "cuscinetti" al tatto e la massa carnosa (sempre presente) che si gonfia notevolmente, con conseguente dolore. Temo che le emorroidi che ho sempre avuto stiano peggiorando, causando sanguinamenti frequentissimi. Lei mi potrebbe consigliare qualche medicinale che riesca a fermare i sanguinamenti e l'eccessivo dolore?

Cara Fria,

le emorroidi riconoscono una predisposizione familiare che non può considerarsi genetica, inoltre il riferimento a sua madre che ha sofferto di emorroidi non è significativo in quanto il parto è una delle cause della patologia in moltissime donne. A mio parere, nel suo caso, la causa della patologia è  riconosciuta nella stipsi e il primo passo da fare nella cura della sua patologia è proprio la cura della stitichezza. A quanto scrive la patologia di cui soffre non è mai stata valutata da uno specialista e quindi è difficile valutare se una terapia medica possa essere efficace o meno. Infatti la terapia medica trova indicazione nella patologia emorroidale di I e II grado mentre nei gradi più gravi (III e IV) i farmaci hanno una efficacia solo sui sintomi e non sulla patologia. Il dolore alla defecazione può anche far sospettare la presenza di una ragade anale, patologia dolorosa e causa anche di perdite ematiche. Il mio consiglio è di consultare uno specialista colonproctologo al fine di comprendere la causa della stipsi e, mediante una videoproctoscopia digitale, stabilire il grado della patologia emorroidale e l’eventuale presenza di altre patologie anali. Questo primo passo permette una corretta valutazione diagnostica e un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno, ho 59 anni. Il giorno 5 novembre 2014 sono stata sottoposta ad intervento chirurgico per emorroidi di III grado. Prima dall'intervento il chirurgo mi ha informata che avrebbero deciso il metodo al momento dell'intervento. L'anestesia è stata parziale con puntura lombare che mi ha causato problemi per cui sono svenuta. Terminato l'intervento il chirurgo mi ha informata che mi sono state tagliate parte delle emorroidi con una "macchinetta" e parte sono state portate "su"(sulla lettera di dimissione viene scritto: intervento chirurgico di "emorroidopessi sec. Longo"). Chiedo se il decorso è normale ma soprattutto se riuscirò a rifare la vita di prima essendo una persona molte attiva che pratica footing e ballo. Sono molto preoccupata. Oggi è il 20 novembre e non ho nessuna autonomia di vita normale. Il problema maggiore è che non riesco a stare in piedi più di qualche minuto, poi devo sedermi o sdraiarmi. Sento pesantezza e dolore alle natiche. Un po' di bruciore e dolore all'ano. Non riesco ad allontanarmi dal wc per gli improvvisi spasmi. Il primo controllo avvenuto dopo 6 gg dall'intervento il medico mi ha detto che era presto e mi ha dato un nuovo appuntamento dopo un mese. Dottore mi dica se la mia vita tornerà ad essere quella di prima dell'intervento o se posso fare qualcosa per stare meglio. La ringrazio per una risposta che oso chiedere urgente e la saluto cordialmente.

Cara Signora Martina,

quello che lei racconta è una storia ripetuta, anche su questo sito, da molte persone che hanno subito questo tipo di intervento. Avrà modo di leggere anche la mia opinione su questa tecnica e non ritengo opportuno ripeterla. Purtroppo quello che sta vivendo è il decorso post-operatorio dell’emorroidopessi sec. Longo, i cui esiti dovranno essere valutati almeno dopo un mese dall’intervento. Consulti anche il suo medico di famiglia che potrà consigliare una terapia andidolorifica che l’aiuterà almeno a non soffrire in questo periodo. Superato il mese, presumendo che la cicatrice interna al retto si sia consolidata, è possibile fare una valutazione clinica anche mediante un esame endoscopico e instaurare un adeguato percorso di terapia.

Buongiorno dottore La mia è una piccola Odissea: operata di emorroidi di 4 grado con metodo Longo da specialista in clinica privata a Torino il 15 luglio 2014. Dolori insopportabili per 4 settimane, preso morfina e Toradol a iosa. Costretta a letto per i dolori fino al 30 di agosto. Sanguinamento mai cessato ancora ad oggi, 25 febbraio 2015. A ogni controllo mi veniva detto che dovevo aver pazienza e che non si spiegava neppure il chirurgo per quale motivo le ferite interne non rimarginassero eppure io non ho problemi di coagulazione nè di cicatrizzazione(confermato da esami del sangue). Mi ha dato tutti gli antibiotici che ci si può immaginare distruggendo l'equilibrio della mia flora intestinale ma non riuscendo mai a venire a capo di queste ferite. Non sono ragadi per sua stessa diagnosi non é presente iper tono anale. Alla fine al 20 di ottobre si è deciso e ha cauterizzato le ferite con elettro bisturi , migliorata un po' finalmente la sintomatologia dolorosa non il sanguinamento,ma ho potuto smettere di prendere antidolorifici. A novembre sono rimasta incinta. Capisco che la cosa può complicare il quadro. Comunque a oggi sono convinta che i continui sanguinamento e dolori (che perdurano qualche ora) dopo la defecazione non possono che essere dovuti a emorroidi interne. Non credo alla favola della ferita che non si chiude perché guarda caso non c'è sanguinamento se non vado in bagno. Quindi adesso che intervento mi posso aspettare? Un'altra Longo non credo, una dearterizzazione mi sembra una bella tecnica ma è risolutiva? Spererei tanto di non dover ricominciare il calvario dall'inizio...

Cara Signora,

purtroppo, come più volte ho affermato e scritto, il cosiddetto intervento di Longo non cura la patologia emorroidale e i pazienti, in un lasso di tempo più o meno lungo, se non hanno altre complicazioni, anche gravi, presentano gli stessi sintomi. Nel suo caso con la gravidanza in atto, non è possibile effettuare alcuna manovra invasiva, se i sintomi sono lievi e non pregiudicano la sua salute. Solo dopo il parto e alla fine del puerperio le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi è un adeguato percorso di terapia. Da escludere un secondo intervento di Longo perché sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Buonasera Dottore, le scrivo per un parere su quanto mi sta succedendo in questi giorni. Soffro di emorroidi da quasi un anno, con sanguinamenti ma senza dolore. Ho effettuato a fine gennaio una visita da un chirurgo che mi ha diagnostico emorroidi di secondo e terzo grado e ha deciso sul momento di procedere alla legatura (nonostante avessi specificato che avrei dovuto guidare da solo per due ore). Il secondo giorno ho trovato i due anellini della legatura e ho iniziato a sentire un dolore intenso, tanto da continuare per giorni a prendere antidolorifici quasi inefficaci. Il dottore mi ha consigliato una crema al cortisone e dopo una settimana mi ha rivisto ma non ha potuto fare nulla visto il forte dolore che ancora provavo, ha solo diagnosticato una forte infiammazione dicendo i di continuare con flebinec, movicol e cortinest plus crema. Dopo qualche giorno di miglioramento il sanguinamento è ricomparso molto più copioso di prima, di colore rosso scuro misto a muco, anche in assenza di feci che sono morbide. Ho sempre inoltre la sensazione di non essermi completamente liberato e vado in bagno anche 5/6 volte al giorno sempre con sanguinamento. Le specifico che ho 44 anni e faccio un lavoro di tipo sedentario. È normale dopo la legatura un andamento del genere o dei approfondire con altri esami? La ringrazio per l'attenzione e attendo una sua risposta .

Caro Signore,

pla levatura elastica può essere indicata nella patologia e,orroidariamorroidaria di grado lieve sintomatica. Nel suo caso la precoce perdita degli elastici ha inficiato il risultato che si vuole ottenere con questa procedura ovvero la necrosi dei peduncoli venosi trattati, processo che si verifica dopo qualche giorno dall’intervento. Presumo che lei non abbia risolto la sua patologia emorroidale e per comprendere meglio lo stato attuale di malattia le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale, al fine di una corretta diagnosie e per un adeguato percorso di terapia.

Buonasera,sono stata operata il 2 febbraio con tecnica MM. Subito dopo l intervento mi sono comparsi 2 edemi che il mio dottore riteneva si assorbissero entro max 2 settimane.Inserisco pomata interna tutti i giorni,ma non cambia nulla.Si gonfiano quando vado di corpo,si sgonfiano un po in serata ma son sempre li.Scompariranno mai?

Cara Signora Sonia,

se le tumefazioni sono determinate dall’ edema delle ferite, gradualmente dovrebbero regredire. Nella emorroidectomia è frequente osservare l’edema dei margini cutanei delle ferite che con una buona igiene locale, l’uso di antinfiammatori ed evacuazioni regolari e morbide si riduce entro i  primi 15 giorni dopo l’intervento. Se questo non avviene è necessario rivalutare la situazione clinica e stabilire un adeguato percorso di terapia.

buona sera dottore,mia moglie ha effettuato una operazione tradizionale per un prolasso emorroidario, con l eliminazione di tre emorroidi. Dopo una corretta guarigione puo avere rapporti anali? O si puo rimanifestare lo stesso problema? Se non e consiglibile come puo fare per non rinunciare del tutto ad avere rapporti? In attesa di una sua risposta, la ringrazzio anticipatamente per il suo consiglio.

Caro Signore,

in teoria se l’intervento non ha dato complicazioni ed è avvenuta una cicatrizzazione adeguata, a mio parere, dopo sei mesi dall’intervento si possono avere rapporti sessuali per via anale con una unica raccomandazione: utilizzare una buona lubruificazione per evitare traumi.

Buonasera, sono stata operata nel 2010 alle emorroidi, nella cartella riportano Dearterializzazione Emorrodaria (THD) piu' Mucopessia c/o Ospedale A.Gemelli doveva essere un day hospital.Facendo presente che sono allergica al nichel, mi hanno spostato al Columbus per 3gg. Dopo intervento sono stata molto male (ci puo' stare). Tornata in ufficio,mentre lavoravo ho avvertito un fastidio non so spiegare bene,a casa ho visto una specie di grande palloncino un edema. Mi hanno detto che non ero la prima e l'ultima a dover fare un'altro piccolo interventino. Ho sentito altri pareri confermandomi altro intervento senza spiegare che tipo d'intervento.Ma non ho avuto piu' coraggio di tornare in camera operatoria. L'edema se cosi' e' si e' riassorbito c'e solo la pelle. Dicembre 2014 sono stata visitata al Vannini.Visita di 5 minuti senza grandi spiegazioni dopo circa 1 ora di attesa, soltanto che l'operazione fatta non era servita a niente. Scrive la richiesta senza parlare,RX defecografia dinamica in paziente con prolasso retto-anale e retto rettale, rettocele credo anteriore, prolasso muco emorrodario di IV grado, piu' impegnativa per colonscopia.Uscita da li sconcertata pensando basta non faccio piu' nulla!!!! Il 30 marzo 2015 ho trovato all'Ospedale S. Andrea la defecografia. La dott.ssa che ha eseguito i RX mi ha confermato un'importante rettocele con invaginazione chiedendogli spiegazioni visto che avevo capito che non era andato bene. A breve il risultato su dischetto o cartaceo. In questo periodo difficolta' di andare in bagno piu' due e tre episodi di Fecaloma. Fecaloma puo' dipendere da un intervento andato male? Grazie mille e mi scuso per essermi dilungata.Sono avvilita e spaventata.

Cara Signora Carla,

solitamente l’intervento di THD non è doloroso e comunque non può essere la causa degli episodi di formazione di fecaloma dopo 5 anni. E’ probabile che la tecnica non sia stata efficace nella cura della patologia emorroidale e che abbia dato delle complicazioni quali edema e trombosi. Il suo rettocele probabilmente è dovuto ad una disfunzione del pavimento pelvico, causa della stipsi espulsiva e quindi della formazione dei fecalomi e non credo che sia necessario un ritorno in sala operatoria per risolvere la sua stitichezza.

Egr. Dottore, sono cardiopatico ischemico con stent coronarico da 4 anni. Purtroppo dovrei operarmi di emorroidi di 3° grado con prolasso associato ad ogni defecazione. Quale può essere il metodo più adatto a me, tanto più che il mio cardiologo raccomanda finché è possibile di non sospendere la cardioaspirina?

Caro Signor Paolo, mi perdono la tardiva risposta. La chirurgia delle emorroidi prevede diverse tecniche, alcune obsolete, a mio parere, come l’intervento cosiddetto secondo Longo ovvero con suturatrice meccanica. Nella patologia di III grado è possibile attuare una dearterializzazione con una proctopessi contestuale al fine di correggere il prolasso. L’alternativa è l’emorroidectomia, tecnica che se ben condotta non prevede dolore post operatorio ed è considerata radicale,  ovvero co na bassissima percentuale di recidiva.Comunque la tecnica da utilizzare è sempre scelta dal chirurgo che deve effettuare l’intervento e che deve valutare bene la condizione clinica della persona sofferente. Nel suo caso, qualunque sia la scelta dell’intervento, è possibile interrompere l’assunzione della cardioaspirina almeno 5 giorni prima dell’intervento e sostituirla con la somministrazione della fraxiparina fino a qualche giorno dopo l’intervento per poi passare alla somministrazione orale dell’aspirina.Le consiglio una visita colonprocotlogica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Salve dottore, sono disperata.Tre mesi e mezzo fa sono stata operata di emorroidi di quarto grado e prolasso, sembrava tutto ok,ma non sto ancora bene.Ho un bruciore enorme,sono tre mesi che prendo antidolorifici senza risultati. La scorsa settimana mi hanno fatto la rettoscopia e la risonanza pelvica che è risultata negativa.Il dottore che mi ha operato pensa che l 'intervento possa aver causato una forte colite che mi ha scatenato questa forte infiammazione. Il problema è che nessuna cura mi fa effetto.Ho messo supposte,microclismi,pomate,nessun miglioramento. Ho provato anche Tachidol ma niente, sono distrutta,mi brucia tantissimo,in piedi,seduta e coricata,non so più cosa fare.mi aiuti,grazie

Cara Signora,

le tecniche chirurgiche per curare la patologia emorroidaria con associato il prolasso mucoso sono diverse. Alcune valide altre fantasiose e obsolete. Altre ancora, molto di moda, oltre a non curare la malattia sono gravate da una alta incidenza di complicazioni, anche gravi, che non ne giustificano la loro applicazione. Nel suo caso, per poter comprendere meglio la causa della sua sofferenza, sarebbe utile comprendere la tecnica che il chirurgo ha attuato per curare la sua patologia e, in base alla evidenza clinica, poter comprendere quali cure attuare.

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