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Domande e risposte su: Emorroidi

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Sono affetto da diverticolosi massiva del sigma e delcolon discendente. Sono affetto inoltre da molti anni da emorroidi interne che fuoriescono durante la defecazione ma che faccio rientrare lubrificando con pomate ed effettuando pressione verso l'alto.Da diverso tempo ormai mi rimane un forte dolore urente nella regione anale e nella prima parte del retto ( posso dire un paio di cm verso l'interno). Spesso mi accade di assistere alla fine dell'evacuazione al gemizio di sangue che si arresta quando faccio rientrare le emorroidi al di sopra dello sfintere anale . Intanto Le chiedo se in attesa di eventuale intervento ci sia un rimedio serio per evitare il sanguinamento. Ho notato che Lei è forse contrario al metodo Longo, perchè? E comunque ,considerato il mio quadro clinico, sarebbe efficace l'intervento in parola? Grazie per i suggerimenti che vorrà darmi e mi scuso per la lunghezza del quesito.

Caro Signor Massimo,
non sono contraio a priori al metodo cosiddetto di Longo sono contrario alla sua applicazione su tutti i pazienti e su tutti i tipi di patologia emorroidaria. Ho visto troppi danni causati da questo intervento che mi fanno ben pensare prima di doverlo proporre su un mio paziente. Di sicuro non lo proporrei nel suo caso con uno stato di patologia emorroidaria compreso tra il 2° ed il 3° (per quello che descrive). Forse sarebbe più ragionata una dearterializzazione sotto guida doppler ma prima di dare una giusta indicazione sarebbe necessario stabilire la vera gravità della patologia. Non si fidi delle pubblicità non esiste nessun intervento miracoloso e soprattutto nessun farmaco che guarisca completamente dalle emorroidi.
Cari Saluti

Buongiorno professore, Vorrei porle una domanda : ho letto che la legatura elastica è una tecnica per il trattamento della patologia emorroidaria sostanzialmente indolore e conservativa ma quali sono le controindicazioni più importanti nell'utilizzo della stessa tecnica e quali le problematiche che potrebbe determinare in seguito?In attesa di una sua risposta la ringrazio e la saluto cordialmente.

Caro Sig Marco,
la legatura elastica è indicata nella patologia emorroidaria di 1° e 2° grado sintomatica. Se la legatura è condotta all’origine del plesso emorroidario è indolore, a volte si ha una sensazione di pesantezza retto-anale dovuta all’edema ed alla necrosi del peduncolo. A necrosi completata il nodulo si stacca e può verificarsi una live perdita di sangue. Solitamente si praticano più di una legatura in più sedute. Le controindicazioni sono quelle generali: difetti di coagulazione, emorroidi di 3° e 4° grado ecc.. Se persistono le cause che hanno condotto alla patologia emorroidaria dopo un periodo variabile di tempo si ha la ricomparsa della patologia emorroidaria. Oggi si preferisce alla legatura elastica la dearterializzazione del plesso emorroidario sotto guida doppler, tecnica ambulatoriale, non dolorosa e che nel tempo garantisce una migliore risoluzione della patologia. Le indicazioni e le controindicazioni sono identiche a quelle della legatura elastica. Cari saluti

ho avuto una piccola trombosi emorroidaria (circa 1,5 cm).il medico mi ha prescritto daflon, impacchi di acqua calda e proctosoll pomata. Il tutto è molto migliorato perché non ho dolore o fastidi ma sento che ancora è rimasta una piccola pallina che spesso rientra. Sarebbe prezioso un suo parere:si potrebbe riassorbire sola? quanto tempo passa?ha qualche consiglio da darmi? la causa può essere stato il fatto che mi sono depilata nella zona intorno all'ano? non soffro di emorroidi e non mi era mai successo prima. grazie in anticipo e complimenti per il suo lavoro

Cara Sig.ra Adriana,
non credo che la depilazione possa causare una trombosi emorroidaria, anche se i traumi diretti sono citati come predisponenti. La trombosi esterna non deve essere considerata, come unico episodio, malattia emorroidaria. Occasionali trombosi delle vene cutanee perianali possono causare sofferenza momentanea ma tendono a regredire spontaneamente anche se lentamente. Continui la terapia consigliata dal suo medico. Unico cambiamento sulla pomata, potrebbe sostituirla con un prodotto naturale. Resto a sua disposizione
Cari saluti

Egregio dott. Nicastro, ho letto le sue risposte sul web e mi sembra una persona seria, anche perchè non è favorevole al metodo Longo che ho subito due anni fa. Beh, le mie emorroidi sono tornate tali e quali, dolorose non sanguinanti, pulite, ma assolutamente proibitivo per me durante il picco camminare. Cosa fare? Qual è il posto più vicina a Firenze dove Lei visita?

Cara Signora Alessandra,
non sono favorevole al metodo Longo non per “ideologia” quanto per l’osservazione di quanto accade ai pazienti che subiscono questo tipo di intervento. Nel suo caso una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile al fine di definire l’esatta gravità della patologia e quindi stabilire un adeguato percorso di terapia. Mi spiace non poterle dare conforto sulla possibilità di visitarla a Firenze, rimanendo Roma la sede principale dove svolgo la mia attività professionale. Cari saluti

Caro dottore la consulto per il seguente motivo: soffro di emorroidi . Sinora è stata una situazione abbastanza gestibile . Ho avuto fastidi 2 - 4 volte l'anno per pochi giorni ,del tipo dolore interno all' ano e prurito.Rimediavo con farmaci di automedicazione ( ANUSOL ecc..) Qualche anno fa feci una visita specialistica nella quale mi fu detto che avevo una " predisposizione " e che forse prima o poi avrei dovuto intervenire chirurgicamente. Il problema è che in questi ultimi 2-3 mesi ho avuto episodi più frequenti e dolorosi , fino al punto di sentire fastidio anche per sedermi .In più quello che mi fa più pensare è che contestualmente ho un fastidio-dolore alla zona dei genitali , dal pereineo fino alla base del pene escusi i testicoli .La sensazione è che mi dolga (se si esercita una piccola pressione ) il muscolo che comprende il pene e prosegue fino al perineo . Vorrei sapere da Lei se tutto ciò è riconducibile alle emorroidi e come intervenire . La ringrazio anticipatamente per la cortesia.

Egregio Signore, la patologia emorroidaria è abbastanza complessa nella sua semplicità. L’indicazione al tratamento chirurgico dipende dal grado della patologia e dai sintomi. Nel suo caso l’irradiazione dolorosa al perineo anteriore potrebbe essere una condizione differente ma associata alla patologia emorroidaria. Tenga presente che la muscolatura del perineo anteriore e posteriore sono intimamente connesse per inserzioni, vascolarizzazione ed innervazione. Nel suo caso una attenta visita proctologica con contestuale Videoproctoscopia Digitale può essere l’inizio di un iter diagnostico appunto semplice, che potrebbe prevedere l’esecuzione di una manoimetria anale, ma che porterebbe ad una corretta diagnosi sul grado, sulla gravità e sulla patologia associata alla sua malattia emorroidaria. Cari saluti ed Auguri.

Buonasera , le scrivo in merito alla metodica HAL Doppler , precidandole che dalle Visite che ho effettuato (anche Anoscopia) le mie emorroidi interne risultano essere tra un 2 e 3 grado.A tal riguardo le preciso che di norma ho fastidi del tipo legg.sanguinamento e dolore di media/bassa intensità circa 3 volte all’anno di norma in prossimità dei cambi stagionali.L’unica cura che eseguo oltre alla dieta..classica sono le bustine di Venosmine per 5 o 6 giorni.Sarei interessato ad avere un suo autorevole parere ovviamente comprendo perfettamente è necessaria almeno una visita preventiva.Ecco anche a tal riguardo gradirei info.

Caro Sig. C,
la metodica HAL Doppler per la cura delle emorroidi può essere effettuata in caso la malattia sia di 1°- 2° grado e consiste nella legatura (tramite un punto di sutura) della arteria che fornisce la vascolarizzazione alla vena emorroidaria. La metodica e di facile esecuzione e la cura viene fatta in DH. Bisogna comunque precisare che non vengono asportate le emorroidi e che tale metodica tende a ridurre il grado della patologia ed i sintomi ad essa correlata. Per tale motivo in caso persistono le cause dell’insorgenza della patologia emorroidaria questa, in un tempo variabile, si ripresenta. Al fine di valutare meglio il grado della patologia è importante eseguire la visita proctologica durante la quale il proctologo eseguirà una Videoproctoscopia Digitale, quest’ultima metodica diagnostica modernissima, che permette l’esatta valutazione della patologia. Spero di aver risposto alle sue domande rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Cari saluti

Salve dottore, volevo info su legatura emorroidale con elastico. Due giorni fa, ho effettuato la legatura per un emorroide di 1 grado, per altro senza sentire alcun dolore. Cercando varie info su internet, ho sentito che praticamente la pratica indolore dovrebbe protrarsi, invece a due giorni dalla legatura, sento prurito nell'ano, e una continua sensazione di evacuare anche se non ho lo stimolo. Questa sensazione è leggermente dolorosa, e per questo motivo mi è stato somministrata una bustina di Alven per due volte al giorno. Ho paura di andare in bagno e sentire dolore, è normale tutto questo? Grazie e scusi il disturbo

Caro Sig. Fabrizio,
in teroria la legatura elastica delle emorroidi non è una pratica dolorosa. In alcuni casi, quando la legatura è effettuata troppo vicino alla linea pettinata dell’ano si possono verificare episodi di dolore e bruciore. I suoi sintomi potrebbero anche derivare da un edema della parte sottoposta a legatura e dovrebbero regredire quando si completa la necrosi del gavocciolo emorroidario legato. Comunque queste sono supposizioni che andrebbero verificate con un controllo clinico. Mi scuso per la tardiva risposta legata a problemi tecnici sperando che quando legge la mia risposta i suoi sintomi sono del tutto regrediti. Se lo ritiene necessario potrà contattarmi anche
direttamente oppure darmi informazioni tramite e.mail.

Egregio Dottore, volevo avere alcuni chiarimenti in merito ad un problema che continua a persistere a seguito di un intervento di prolasso anale e ragade (diagnosi: prolasso emorroidario; tipo di intervento: proctopessi con Stapler n. 33) effettuato in unica soluzione nel settembre del 2005. A seguito dell'intervento, manifestavo bruciore e grande fastidio: a febbraio 2006 la diagnosi è stata: presenza di granulomi da corpo estraneo (agraphes) dal canale anale in pz.; sottoposto ad un secondo intervento per rimozione di agraphes e D.T.C. di alcuni granulomi. Il bruciore continuava a persistere e in aprile 2006 ho effettuato una RSScopia; qui riferico il referto: esame limitato al sigma medio per feci formate. La mucosa appare edematosa senza peraltro evidenti erosioni o ulcere. A livello sovranfiterale parete posteriore presenza di ulcera con agraphe metallica al centro e tessuto pseudopolipoide di granulazione E' passato più di un anno, visite e consulti non sono bastati a risolvere questo fastidio; assumo FLAGYL 250 mg compresse 3 volte al giorno e applico con la regolarità di 2 volte al dì ANTROLIN pomata. Il Dott. M. Urologo presso l'ospedale di C., a seguito di una visita effettuata il mese scorso, ha riscontrato presenza di adenoma centrale di modesta entità; ecostruttura interna lievemente disomogenea. Può esprimere un giudizio al mio caso? Questo disturbo alla prostata può essere causato dal problema anale? La ringrazio per l'attenzione prestatami

Egregio Sig. Decio,
sono purtroppo frequenti le complicanze legate alla proctopessi con suturatrice meccanica. La complicanza da lei subita è anch’essa frequente, infatti granulomi e proctite ulcerativa sono lesioni riscontabili in molti pazienti sottoposti a tale intervento (nell’ultimo mese ho operato quattro pazienti nella sua medesima situazione). Quello che non è chiaro nella sua richiesta è se hanno mai fatto un esame istologico sulle lesioni asportate e se hanno eseguito biopsie (soprattutto sull’ulcera) durante la sigmoidoscopia e se l’agraphe è stata rimossa. Inoltre non si fa cenno all’eventuale stato del canale anale. Riguardo il problema prostatico l’intervento non ha potuto causare un adenoma, invece molte delle patologie anali hanno come sintomi collaterali disturbi prostatici infiammatori (prostatiti). Il mio consiglio è di valutare correttamente la situazione anatomico ano-rettale con una videoproctoscopia e fare una giusta diagnosi della patologia anale che l’affligge, perchè una patologia persiste altrimenti perchè userebbe antrlin da più di anno?

La ringrazio per la tempestiva risposta Volevo informarLa circa gli ultimi accadimenti sul mio caso. Nell’ultima settimana si è manifestata un’eruzione perianale a livello esterno. Rispondo alla sua domanda se ho effettuato un esame istologico: no nessuno me lo ha mai consigliato, ne ho mai eseguito biopsie. Inoltre ho subito un primo intervento a febbraio dello scorso anno per la rimozione di agraphes, ma evidentemente non riuscito poichè la agraphe o le agraphes sono ancora presenti; solo i primi mesi dopo l’intervento mi sembrava di stare meglio, ma appena è arrivato l’autunno il problema è risorto. Proprio l’altro giorno il Dott. N. mi ha effettuato una videoproctoscopia; qui recito il referto: “Abbondanti feci in ampolla rettale. Mucosa sostanzialmente normale con evidente irregolarità pseudopolipoide a livello del retto sovrasfinteriale, con agraphe metallica. Dermatite della regione perianale” Ho smesso nel frattempo di applicare ANTROLIN e assumere FLAGYL non per consiglio dei medici, ma perchè ho iniziato ad avere problemi di stomaco, e perchè penso che l’eruzione perianale sia dovuta a un uso eccessivo di espedienti per alleviare il dolore. L’unica cosa di cui faccio uso al momento è DORA-DOL, una iniezione alla sera per calmare il dolore che è estenuante e profondo: un minimo per alleviare per pochi istanti questo bruciore che spesso è causa anche di
sensi di vomito. Mi creda Dottore, non ho più la forza di andare avanti Cosa ne pensa? Della rimozione dell’agraphe nessuno ne parla: a questo punto penso che non sia la fonte del mio problema Spero possa aiutarmi anche solo leggendo tra le poche righe, a trovare una risposta al mio caso e se Lei lo riterrà opportuno ai fini della risoluzione definitiva, sarei disposto ad affrontare un viaggio per venirLa a trovare… ma non ha idea di quanto mi costi questo sacrificio
in questo momento! La ringrazio ancora per l’attenzione Cordialità

Caro Sig. Decio,
lei non ha eseguito una videoproctoscopia (dalla sua descrizione) ma una normale rettoscopia che non ha dato evidenze relative allo stato del canale anale. Mi scuso si insisto ma credo che nel suo caso è necessario una attenta valutazione. Anche la presenza della eruzione cutanea e della dermatite sono sintomi correlati che andrebbero valutati.

Gentile dottore, soffro emorroidi ho 36 anni il gasrtoenterologo mi ha diagnosticacato tra II e III grado non congeste, inoltre ha individuato individuato una ragade che sto curando con antrolin le chiedo mi dovrei operare in vista di una futura gravidanza? grazie

Cara Sig.ra Paola,
prima di ogni cosa bisogna stabilire perchè ha una ragade e le emorroidi. Se alla base delle patologie vi è una stipsi bisogno correggerla. Se la ragade è cronica potrebbe essere indicato l’intervento chirurgico. Nelle emorroidi di II grado si può prescrivere una terapia medica, nelle emorroidi di III grado l’indicazione è prevalentemente chirurgica ed in base alle caratteristiche cliniche, scegliere il migliore tattamento. Se lei è affetta da emorroidi di III grado, quindi prolassate al di fuori del canale anale una gravidanza potrebbe causarle un peggioramento e renderle sintomatiche (dolore e sanguinamento) ed è giusto valutare la risoluzione della patologia. Il cosniglio è fare una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale ed in base ai risultati programmare una adeguata terapia che contempli anche il trattamento della ragade anale.

buongiorno, ho 38 anni, da qualche anno soffro di emorroidi, ho fatto varie visite e i dottori a cui mi sono rivolta mi hanno dato consigli sull'alimentazione e su farmaci ad uso locale, nel 2001 ho fatto una colonscopia (per altri motivi) che hanno confermato la diagnosi di emorroidi di II livello. qualche mese fa ho deciso di risolvere il problema con un'eventuale intervento chirurgico. ho fatto una visita fuori regione e una presso l'ospedale della mia città (potenza) e la diagnosi è stata diversa: 2 polipi a livello del retto, nella parte "bassa". mi è stao consigliato di asportarli, anche per la storia familiare che non depone bene. lei cosa mi consiglia? che tecniche esistono per questo tipo di problema? in attesa di una sua risposta. Cordiali slaluti

Cara Signora Antonella,
non si deve meravigliare della diversità della diagnosi in quanto mi pare di capire che sono stati diagnosticati dei polipi del retto e questi posssono essere concomitanti alla patologia emorroidaria. Asportare i polipi del retto basso non è un grande problema di tecnica quanto di stabilire dimesioni e sede di impianto. Per tale motivo non posso darle un sincero consiglio per la scarsità delle notizie ricevute. Un giudizio più corretto è possibile dopo averla visitata e sottoposta ad una videoproctoscopia digitale. Ricambio i cordiali saluti

Egregio Dottore sono un uomo di 48 anni e sono stato operato il 27.01.07 dal Professor T. a B. con la tecnica in oggetto : riduzione del prolasso, riposizionamento delle emorroidi nella sede originaria e legatura arteriosa. Ha distanza di quasi 2 mesi continuano a persistere alcuni fastidi ed occasionalmente anche del sanguinamento. Secondo il Professore che mi ha operato (visita del 7.03.07) il tutto è dovuto ad un non completo risarcimento delle ferite e che, sempre a suo dire, tutto procede secondo il normale decorso post-operatorio. Io invece non sono molto certo di quanto mi ha detto anche perchè prima dell'intervento mi aveva parlato di un'operazione banale che non avrebbe prodotto soluzione di continuità con le normali attività della mia vita lavorativa ed extra. La cosa invece si è rilevata assolutamente non vera avendo avuto non pochi disturbi e conseguenti disagi. In sintesi non mi fido più e sono anche abbastanza preoccupato. E' vero che il fastidio si acuisce molto dopo uno sforzo (attività fisica, palestra ecc...) ma vorrei avere un suo parere se questo può essere ritenuto normale. In attesa di un suo graditissimo riscontro la ringrazio e la saluto cordialmente

Egregio Sig. Orazio,
mi perdoni la franchezza, ma la descrizione dell’intervento non descrive niente. In termini specialistici potrei dire che è una tecnica “mista” tra la tecnica di Longo e la dearterializzazione. La prima prevede l’uso della suturatrice meccanica la seconda del doppler. Quale mezzi ha usato il Prof.? Presumo che la patologia di base fosse la malattia emorroidaria, ma di quale grado? se è stato sottposto alla tecnica di Longo lei non ha risolto il problema emorroidario (per definizione non asporta le emorroidi), la dearterializzazione ha una qualche efficacia nella patologia emorroidaria di II e III grado. Come vede non posso che rispondere con alcune domande ai suoi quesiti. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica con videoproctoscopia digitale in modo da “fotografare” il suo suo stato patologico e su quella base trovare una adeguata impostazione terapeutica.

Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla

Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate

Spett. Dott.Nicastro Sono uno studente di quasi 30 anni. Circa dieci giorni fa il mio medico di base mi ha diagnosticato una trombosi emorroidale e, come cura, mi ha prescritto Proctosedil,crema rettale 2 volte al dì e Asacol 500 in supposte 1 la sera..Sembrava che la cura stesse migliorando la situazione, finchè 3 giorni fa ho avuto un peggioramento. Il fastidio è diventato dolore e l'emorroide è diventata dura e non più retraibile manualmente.Sono tornato dal medico e mi ha allora prescritto Luan pomata 4 volte al dì e Arvenum compresse 3 volte al dì e mi ha detto di continuare la cura di Asacol. Oltretutto mi ha consigliato di stare a riposo e di fare degli impacchi con acqua tiepida e sale. Queste cure mi aiuteranno a stare meglio? E se anche questa cura dovesse fallire lei cosa mi consiglierebbe per una più rapida guarigione? in attesa di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti F.

Caro Sig. Francesco,
le cure prescritte per la trombosi emorroidaria e alquanto corretta. Bisogna stabilire se la trombosi coinvolge una vena esterna o coinvolge i peduncoli principali. Le pomate che applica agiscono sul sintomo e non sulla patologia, inoltre dovrebbe correggere eventuali disturbi della defecazione e rendere più morbide le feci. Le consiglio l’uso di Proctovasa crema (le prime applicazioni posssono dare bruciore), di lavarsi con SapigenK o similari, di assumere 2 cps di arvenum 3 volte al giornno per almeno 7 giorni e poi continuare con 3 cps al giorno per altri 10 giorni. Se la trombosi non tende a regredire è utile un controllo specialistico. Resto a sua disposizione

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