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Domande e risposte su: Emorroidi

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Gentile dottore,Mi sono operato 2 giorni fa: fistulectomia + emorroidectomia. A parte il dolore la cosa che mi preoccupa di più e' il sanguinamento , copioso sopratutto dopo le 2 defecazioni che ho fatto oggi (anche se morbide). Lei dice che è normale o devo preoccuparmi per il sangue che sto lasciando? La tazza diventa rossa. Grazie in anticipo. Paolo

Caro Signor Paolo,

non credo che i sanguinamenti così copiosi siano normali per un decorso post-operatorio di asportazione delle emorroidi. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Gent.mo dottore, cercherò in breve di descrivere la mia situazione. Ho 45 anni e circa 20 anni fa ho subito un intervento classico di asportazione di una fistola e di una emorroide esterna trombizzata. Ricordo che il chirurgo a suo tempo mi disse che avevo anche delle emorroidi interne e che non potette intervenire radicalmente per probabili problemi di infezioni. Le emmorroidi sono ricomparse, e durante la defecazione peraltro normale uscivano fuori e poi dopo dovevo manualmente provvedere a farle rientare. Mi sono sottoposto ad un intervento di dearterializzazione 4 anni fa ma nulla da fare, dopo un anno dall'intervento ho nuovamente avuto emorroidi trombizzate e di corsa al pronto soccorso. Due anni fa ho fatto la Longo, ho avuto problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare. Circa due settimane fa però mi è venuta una piccola emorroide e sono andato in visita dal chirurgo che mi ha operato il quale mi ha detto che a volte può succedere ma nulla di allarmante e mi ha dato una cura. Le dico invece che non mi sento per nulla bene, che ho spesso bruciori e che vivo un disagio perenne (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Sono sconfortato e confuso, chiedo il suo autorevole parere. Grazie

Caro Signore.

la sua storia clinica è abbastanza complicata perché si possa dare un giudizio sereno. L’intervento eseguito 20 anni fa ha risolto un problema non facile e concordo con il chirurgo che non è consigliabile un intervento sulle emorroidi in caso di fistola per problemi di infezioni, che possono complicare il decorso post-operatorio.  A mio parere andava ben valutato il fallimento della dearterializzazione in quanto, se la tecnica è eseguita correttamente, la probabilità di una ripresa di malattia è veramente scarsa. Ma la patologia emorroidaria ha una causa che se non è rimossa è causa di ripresa di malattia. Mi sembra di capire che la sua defecazione è descritta come normale, ma sono proprio i disturbi della defecazione che spesso portano alla patologia emorroidaria e lei questi disturbi continua a lamentarli (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Inoltre sia la dearterializzazione che la cosiddetta tecnica di Longo non asportano le emorroidi e anzi quest’ultima spesso è gravata da complicanze come lei descrive (problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare). Il mio consiglio è di valutare correttamente se esistono problemi legati appunto alla defecazione intesa anche come transito intestinale, inoltre sarebbe opportuno avere un quadro reale della condizione dei plessi emorroidali e valutare gli esiti cicatriziali dei pregressi interventi subiti mediante una accurata visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia Digitale. Solo dopo aver fatto una diagnosi precisa è possibile stabilire un corretto percorso di terapia.

sono stato operato da una settimana chirurgicamente di emorroidi interne ed esterne, ho dolori quando vado in bagno per almenno 1/2 ora e sanguinamenti,i dolori della giornata li sopporto a fatica , quale crema o altro posso mettere per guarire le ferite prima possibile poiche' debbo andare all'estero al caldo per lavoro e cosa debbo portare come cura.Grazie infinite

Il dolore dopo l’emorroidectomia può essere controllato (come indicano i maggiori studi) con degli antidolorifici-antinfiammatori. Il dolore e le perdite ematiche speso sono dovuti alla tecnica utilizzata e all’entità dell’intervento. Dopo l’intervento sarebbe opportuno non applicare alcuna crema sulle ferite in quanto queste devono guarire spontaneamente e nel tempo dovuto e in alcuni casi è proprio l’applicazione delle creme ad impedire una corretta cicatrizzazione.

Buongiorno dottore ! Espongo il mio problema: dalla colonscopia risulta un emorroidi di 2 grado che prolassano con l'evacuazione delle feci e che rientrano spontaneamente. Oltre ad avere un fastidio non indifferente mi succede spesso di sanguinare non poco quando vado in bagno. Premetto che sono celiaco ed intollerante al lattosio. ...mi può suggerire quale rimedio occorre per risolvere la mia provlematica? Mi affido slla sua esperienza professionale .

Caro Signore,

la patologia emorroidaria di secondo grado sintomatica che l’affligge potrebbe essere trattata con un trattamento conservativo medico o chirurgico. Visti i sintomi accusati potrebbe essere utile un trattamento mediante dearterializzazione emorroidaria con una eventuale proctopessi (se esiste prolasso mucoso). Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato inquadramento terapeutico.

Sono una pediatra.Nel mese di Maggio 2012 sono stata operata di prolasso mucoemorroidario di 3 grado col metodo THD. A distanza di un anno presento ancora una sintomatologia caratterizzata da bruciore,calore,tensione dolenzia a volte senso di peso a livello anale, perineale,vulvare.Pratico terapia da circa un anno periodicamente con Asacol supposte a di alterni e da 15 giorni Neuraben 1cox2 con scarso beneficio.Un collega mi consigliava al bisogno Luan per via rettale.Sono in terapia da due mesi con colpotrofine per via vaginale due volte la settimana per distofia vulvovaginale.Sono molto scoraggiata per questo mio problema. Ringrazio per la risposta.Distinti saluti.

Cara Dottoressa, probabilmente i suoi sintomi possono derivare da una diversa patologia e comunque  andrebbe ben valutata la condizione del canale anorettale mediante una videoproctoscopia digitale. Quello che descrive, soprattutto il dolore gravativo perineale, potrebbe essere correlato ad una disfunzione del pavimento pelvico e non derivare dall’intervento subito. Consulti il proctologo di fiducia per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Gentile dottore,sono stata operata con un metodo simile al thd con DearteriZazione,in seguito a problemi di stomaco causati da antidolorifici mi e fuoriuscita una palla molto dolorosa, vorrei capire come faccio a farla sgonfiare, andrà via? Mi hanno detto di fare punture di voltaren..attendo risposta grazie di cuore.

Cara Signora,

se ha una tumefazione (palla) sull’ano, probabilmente si tratta di una emorroide. La terapia con il voltaren può avere effetto sui sintomi dolorosi ma non sulla patoogia emorroidale che andrebbe trattata diversamente. consulti il suo curante per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buongiorno dottore,il 6 Novembre sono stato operato : fistulectomia (rimozione chirurgica della fistola che era superficiale) + emorroidectomia (Milligan Morgan - tecnica aperta - 3 ferite senza punti). Totale quindi 4 ferite aperte sul mio ano. Durante i primi 10 giorni il sanguinamento era abbastanza importante , solo durante la defecazione, a livello di goccioloni sulla tazza. Dopo dieci giorni per fortuna il sanguinamento (ed il fastidio) è andato migliorando ed attualmente trovo meno sangue, praticamente solo sulla carta igienica. La mia domanda è questa: quanto durerà questo sanguinamento? E' normale? Sono passati 35 giorni e speravo fosse terminato invece praticamente negli ultimi 20 giorni è rimasto costante, non tanto come i primi giorni e comunque solo durante la defecazione, ma costante.Ha dei consigli? Le feci sono morbide (anche se abbastanza grandi di dimensioni per via delle fibre che assumo) e cerco di andare al bagno una volta al giorno non di più. Non sfrego mai nulla contro le ferite per pulirmi (tipo carta igienica) ma faccio sempre una doccetta (punto la doccia sulla zona e la pulisco delicatamente applicando ANONET con il dito molto piano). Questo una volta al giorno o comunque dopo la defecazione. E' solo questione di tempo e basta avere pazienza o servono degli aiuti a livello di medicine?Inoltre sono tornato a lavoro in quanto non faccio un lavoro fisico, spero questo non pregiudichi la guarigione.Grazie in anticipo e scusi se mi sono prolungato con le informazioni, Paolo.

Caro Signor Paolo,

probabilmente è la ferita della fistola che ritarda a cicatrizzare e comunque piccole perdite ematiche, da non perfetta cicatrizzazione possono verificarsi entro i primi 60 giorni dopo un intervento di Milligan Morgan. Se non sussitono altri sintomi non credo che debba prendere altre precauzioni oltre a quelle, idonee, che sta seguendo.

 

egregio dottore, mi sono operata diciassette anni fa di emorroidi, ora ho 57 anni , metodo milligan morgan, sono rimasta traumatizzata per il dolore, già all'epoca ho riscontrato un restringimento, poi ho una pelle molto sensibile che con molta facilità si ferisce, il problema è peggiorato notevolmente ho perso l'elasticità, prendo psillio tutti i giorni, e una adeguata alimentazione, vorrei sapere se posso provare con delle tecniche che mi aiutino a superare il problema, perché non vorrei affrontare l'operazione.

Cara Signora,

il restringimento significa stenosi, complicanza possibile dopo un intervento di emorroidectomia, dovuto alla eccessiva asportazione di tessuto. Spero che lei abbia già fatto delle visite di controllo dopo l’intervento e che abbia già fatto delle terapie è che non siano passati 17 anni senza aver preso dovuti accorgimenti per evitare la stenosi e curare eventuali difficoltà ad evacuare.  Le consiglio una visita colonproctologica di controllo completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.

Avendo subito un intervento di THD e Pessia della mucosa (emorroidi IV grado e prolasso parziale) dopo 8 gg dall'intervento continuo a sanguinare durante la defecazione, è normale? Dopo quanti giorni è previsto il recupero dopo un simile intervento?

Cara Signora,

dopo l’intervento di dearterializzazione e pessia della mucosa piccole perdite ematiche sono possibili nell’immediato post operatorio, che si riducono gradualmente fino a scomparire dopo pochi giorni. Il recupero è rapido e in pochi giorni la persona operata può riprendere le normali attività quotidiane, raccomandando solo di non eseguire eccessivi sforzi fisici e mantenendo una defecazione più regolare e morbida possibile. Se le perdite di sangue sono abbondanti e continue è opportuno consultare il chirurgo per le cure adeguate.

Salve Dottore. Ho sempre sofferto di emorroidi. Le crisi erano comunque gestibili con terapia farmacologica e topica. Un anno fa ho avuto una trombo flebite anale. Consultato uno specialista di conoscenza di mio marito , un proctologo, mi veniva diagnosticato un prolasso del retto e consigliato un intervento risolutivo. E passato un anno da quella visita e io l intervento non l'ho effettuato ma , pochi giorni fa, all improvviso ho avuto un altra crisi emorroidaria che, di notte, mi ha costretto a precipitarmi al pronto soccorso , dove un medico di ha effettuato un manovra di reinserimento in sede delle emorroidi. Il dolore acuto e' svanito anche se permane una piccolissima emorroide molto fastidiosa. Al momento non seguo nessuna terapia se non di carattere topico , con pomate, e lassativi per ammorbidire le feci.Son ritornata dallo stesso specialista, molto disponibile, e la soluzione chirurgica mi si è di nuovo prospettata come l'unica alternativa possibile. Il metodo usato da codesto specialista e il metodo di Longo. Da stamane scorro le pagine web alla ricerca di notizie più dettagliate sul metodo e sono terrorizzata...Credo di aver capito che Lei non e un sostenitore di tale metodologia. Quindi vengo alla domanda . Quali altri metodi la scienza oggi mette a disposizione per interventi risolutivi di emorroidi? E Lei quali di questi ritiene piu efficace? Grazie mille.

Cara Signora Gianna,

a mio parere la cosiddetta tecnica di Longo non è certamente un intervento risolutivo ed è gravato da complicanze tali e gravi che non ne giustificano l’applicazione per la cura delle emorroidi. A parte questa preliminare considerazione, esitono diverse tecniche che possono curare le emorroidi ma queste possono essere utilizzate una volta fatta una corretta diagnosi della patologia, soprattutto in relazione al grado. Nella mia esperienza, l’intervento che garantisce il miglior risultato è l’emorroidectomia che, se condotta lege artis, non prevede dolore post-operatorio, è radicale, ha una bassa incidenza di complicazioni. A suo sfavore depongono tempi più lunghi di ripresa per le normali attività quotidiane rispetto ad esempio ad una nuova scelta terapeutica, quale la dearterializzazione dei plessi emorroidali, con o meno associata proctopessi. Questa tecnica ormai è abbastanza consolidata, tanto che in alcuni centri come quello che io dirigo, si riesce a condurla anche senza l’ausilio de doppler.  Questa comunque non può esere considerata una tecnica definitiva o radicale in quanto i plessi emorroidali non sono asportati e quindi se non sono rimosse, nel postoperatorio, le cause che hanno condotto alla patologia emorroidale, questa nel tempo potrebbe riaffacciarsi, anche se con un minor grado di gravità. L’assenza del dolore postoperatorio, la scarsa presenza di complicanze e la rapida rispresa delle normali attività quotidiane ne fanno la tecnica di prima scelta, a mio parere, nella cura delle emorroidi di seondo e terzo grado.

salve dott.Nicastro volevo porle gentilmente una domanda..sono una 60enne con un prolasso rettale interno con rettocele voluminoso,volevo chiederle se la tecnica thd va bene peril mio problema visto la tanta confusione che mettono gli altri professionisti..la ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta..

Cara Signora Elena,

la dearterializzazione emorroidale doppler guidata (THD) non è una tecnica indicata per la cura del rettocele ma della patologia emoroidale associata o meno a prolasso del retto. Spero di essere stato esaustivo.

Gentile Dott.Nicastro,il 10 dicembre 2013 sono stata operata di prolasso rettale, emorroidi di 3°grado e asportazione di marische con il metodo Longo. A distanza di un mese soffro di dolori lancinanti all'evacuazione che continuano per ore. Il chirurgo al controllo ha detto che va tutto bene, probabilmente c'è un granuloma. POSSIBILE CHE NON CI SIA NULLA PER ALLEVIARE IL DOLORE? MI HA DETTO DI PAZIENTARE MA NON NE POSSO PIU'. GRAZIE PER UNA SUA RISPOSTA

Cara Signora,

la sua storia non è differente da quella di tante altre persone che hanno subito questo tipo di intervento. Il dolore può essere controllato con la somministrazione di antidolorifici, ma è necessario comprenderne la causa e rimuoverla. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

Buona sera Dottore, da tempo soffro di emorroidi con sintomi normalmente solo fastidiosi, dolore e rigonfiamenti, ma per la seconda volta c'e sanguinamento durante la defecazione. La prima volta ho assunto per alcuni giorni il daflon e crema Preparazione H. La cosa e' migliorata in un paio di giorni. Ora la cosa si ripropone, fastidio e sanguinamenti..... Ho ricominciato con daflon e crema. Sono due giorni ma non vedo molti miglioramenti. Appena cammino un po' torna il fastidio. Cosa mi consiglia di fare? la ringrazio per la risposta.

Caro Signore,

dalle sue parole si può dedurre che la patologia emorroidale di cui soffre è di terzo grado con sintomi tipici: dolore, tumefazioni anali e perdite ematiche. Bisogna tener presente che ogni crisi acuta della malattia può determinare un avanzamento del grado di gravità delle emorroidi, con conseguente resistenza alle cure farmacologiche. Voglio ricordare che nei gradi più avanzati della patologia la terapia medica è poco efficace se non sul controllo dei sintomi. Nel suo caso, anche se la terapia che sta assumendo è idonea, non può sperare che i soli due giorni possa rilevare sostanziali miglioramenti e che deve continuare l’assunzione dei farmaci, a dosi idonee, per almeno venti giorni. Spero che la terapia sia stata prescritta da un medico, a seguito di una visita con la conferma diagnostica della patologia emorroidale e non sia una terapia fai da te. Le consiglio comunque una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi della patologia e una adeguata terapia.

Gentile Dott. buonasera.Ho 38 anni e un mese e 7giorni fa ho subito un intervento di dearterizzazione emorroidaria (THD), per la presenza di emorroidi di terzo grado e gavocciolo. Volevo sapere dopo quanto tempo dalla dearterizzazione le emorroidi interne si sgonfiano. Attualmente , infatti, dopo aver evacuato ho spesso lievi bruciori e sensazione di peso, come ci fosse ancora qualcosa di infiammato all'interno. Devo specificare che soffro di sindrome da colon irritabile, quindi le evacuazioni giornaliere sono come minimo tre.Oltre alla patologia emorroidaria, prima dell'intervento presentavo anche il problema del soiling che adesso mi sembra risolto anche se alcuni giorni fa, siccome dopo ogni pasto mi gonfio molto e soffro di meteorismo, pensavo di emettere solo dell'aria ma è uscito anche muco biancastro e un piccolo quantitativo di feci: il fatto mi preoccupa, non è che l'intervento non sia riuscito alla perfezione? Anche alla prima evacuazione al mattino mi esce prima solo del muco e poi le feci, il muco esce anche senza lo stimolo a defecare ma sempre spingendo: può dipendere da qualcosa di sbagliato nella mia alimentazione? La ringrazio anticipatamente per la risposta

Caro Signore,

non credo che i suoi sintomi siano legati ad una complicazione legata all’intervento subito. Probabilmente è l’acuirsi dei sintomi del colon irritabile, con associate le frequenti evacuazioni, hanno portato ad una infiammazione nell’ultima parte del retto (proctite), con eccessiva secrezione di muco e gli altri sintomi associati. Una visita colonoproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale o altro esame endoscopico di base tradizionale (anorettoscopia), potrebbe essere utile per una corretta definizione diagnostica e per una adeguata terapia.

 

Caro dottore circa due mesi fa sono stato operato di emorroidi di 3 grado con metodo Ferguson e ragade con sfinterotomia posteriore! Adesso il mio ano e un po' più stretto e subito fuori questo vi sono dei piccoli rigonfiamenti e ho modeste perdite di un liquido che mi danno un po' di prurito! Da cosa può dipendere ? La ringrazio per la risposta.

Caro Signore,

il restringimento dell’ano, stenosi, potrebbe dipendere dalla cicatrizzazione dell’intervento subito. La tecnica di Ferguson prevede la sutura diretta delle ferite anali e questo può esporre, più delle altre tecniche, alla stenosi. Andrebbero valutati anche i rigonfiamenti che descrive e comprenderne la natura (emorroidi, prolasso mucoso) vista anche la secrezione di liquido che lei descrive. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.

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