Menu

Domande e risposte su: Emorroidi

Clicca qui per informazioni utili su questa patologia

Cerca tra le FAQ

Usa il form qui sotto per cercare una FAQ

in

Visualizzazione 81 - 100 di 26012345678910

Egregio Professore, la mia diagnosi è: emorroidi di 2° grado con ragade: Fatta cura con Levorag 2 scatole. Permane bruciore. Sono indecisa se effettuare la sclerosante , la legatura o il laser, sembrano tutte tecniche valide, ma ognuna presenta i suoi rischi. Grazie per la risposta.

Cara Signora,

ma lei sta curando la ragade con il farmaco prescritto e non le emorroidi. Mi sembra superfluo sottolineare che le tecniche che lei descrive sono indicate par la cura delle emorroidi e che la loro attuazione, nel suo caso, non porterebbero alla soluzione del suo problema, a parte la loro reale indicazione ed efficacia. Una visita coloproctologica completata con la videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile al fine di una corretta diagnosi e per un adeguato percorso terapeutico.

Salve Dott. Nicastro, a breve subirò l'operazione THD ed ho delle emorroidi di III grado con prolasso mucoso. Dopo quanto tempo dall'intervento posso avere rapporti anali con il mio ragazzo? Ho letto che deve passare un bel pò di tempo, ho 23 anni, questo non potrebbe diminuire i tempi di guarigione?

Spero che le abbiano spiegato che l’intervento di THD non asporta le emorroidi e che, se persistono le cause che hanno condotto alla patologia emorroidale, questa può ripresentarsi a medio-lungo termine. Per tale motivo bisogna evitare i traumi ripetuti quali ad esempio la stipsi, ma anche i rapporti sessuali. Quest’ultimi, se ben lubrificati, potrebbero essere ripresi dopo almeno 6 mesi dall’intervento, a consolidamento delle cicatrici interne, anche se, a mio parere, rappresentano un fattore di rischio di recidiva attuando la metodica che le è stata proposta.

Salve, ho avuto 3 anni fa l'ultimo dei 2 interventi per emorroidi, da specificare che sono omosessuale, e dopo il secondo intervento mi trovo con un ano molto stretto e non più elastico per come lo era prima, e sono 3 anni che non ho rapporti anali, al di la del fatto che i miei rapporti sentimentali ne hanno pesantemente risentito, tante e vero che sono andati in fumo, anche per questo motivo, adesso vorrei saper come potrei avere una soluzione per far si che almeno mi ritorni una certa elasticità. Se bisogna rifare un altra operazione.

Egregio Signore,

è probabile che le cicatrici residue agli interventi subiti abbiamo provocato una stenosi dell’ano. E’ possibile che la soluzione di questa stenosi sia possibile con l’attuazione di dilatazioni graduali oppure sia necessario un intervento chirurgico di plastica anale. La scelta del tipo di terapia dipende dal grado della stenosi che potrà essere valuatato con una visita colonproctologica completa.

buongiorno, sono stato operato tre volte di emorroidi, ultima nel marzo 2016, subito dopo l'operazione quando vado al bagno per quasi 10 ore ho perdite di liquido bianco alternate a mucosa tipo feci, sono costretto ad andare in bagno ogni tre quattro giorni con l'aiuto del clistere (1500) ml di acqua tiepida, cosi da poter rimanere a casa in attesa che l'ano si chiuda.... il chirurgo mi ha consigliato una manometria anale x vedere il tono muscolare, lei che ne pensa, ho 57 anni, e vorrei risolvere il problema per me causato dall'ultima operazione mi può gentilmente dare un suo parere. La ringrazio molto e le porgo i più cordiali Saliti.

Egregio Signore,

certamente tre interventi per risolvere la patologia emorroidale mi sembrano eccessivi e se anche la causa dei suoi sintomi attuali possano essere determinati  dall’ultimo intervento, non bisogna dimenticare che bel altrui due interventi sono stati eseguiti. A mio parere oltre la manometria dovrebbe sottoporsi a ecografia endoanale con sonda rotante a 360°. Mi perdoni comunque la domanda: ma quali tecniche sono state attuate per la cura della sua patologia emorroidale?

Ho subito un intervento per emorroidi e prolasso rettale col metodo thd a maggio 2016. Tutto è andato bene, solo che ad oggi mi è rimasta ancora aperta una ferita all'imbocco dell'ano, che spesso sanguina anche abbondantemente alla defecazione e mi da dolore. Come posso risolvere il problema?

Cara Signora,

quello che descrive non è usuale dopo un intervento di emorroidopessi doppler guidata. Questa tecnica non prevede alcun taglio ma solo delle suture interne al retto per diminuire il flusso arterioso ai plessi emorroidali e riposizionare il prolasso mucoso all’interno dell’ampolla rettale. Le consiglio una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale per una corretta definizione diagnostica e un adeguato iter terapeutico.

Ho avuto un prolasso emorroidale con forti dolori e sanguinamento. Mi hanno consigliato una cura massiccia con supposte di topster e crema antrolin,adesso a distanza di 4gg. sembra che stia rientrando; il problema la mattina quando vado in bagno dato che faccio fatica a defecare. Devo continuare con la cura e per quanto tempo?

Caro Signore,

mi perdoni la mia indiscrezione e pur non essendo mia abitudine criticare consigli e prescrizioni di altri medici, la terapia prescritta, a mio parere e nella mia esperienza, non è idonea alla cura della patologia emorroidale. Per questo motivo non saprei cosa rispondere riguardo i tempi e le modalità di proseguimento della terapia.

Gent.mo Dr Nicastro ho gentilmente bisogno dei suoi preziosi consigli. Ho 50 anni , colon irritabile ed emorroidi 2/3 grado spesso congeste che vengono sclerosate dal mio colonproctologo di fiducia da circa 20 anni . Spesso anche ragadi . Circa una ventina di giorni fa ho avvertito peso e ingombro anale e tenesmo , con fastidio anche al sacro. Dopo accurata visita mi ritrovo con questo verdetto "prolasso acuto mucoemorroidario dopo defecazione con feci poltacee in terapia antibiotica prolungata. Attualmente bel distacco di mucosa a ferro di cavallo specie anteriormente. Sclerosi doppia con olio fenoloso. Terapia : Syolox 150 1 cp di' x 10 giorni - Daflon 1+1 cp di' per 15 giorni - Movicol bustine solo se le feci si induriscono . Controllo tra 2/3 settimane" . Dopo la sclerosi la sera stessa il peso era passato , ma il giorno successivo dopo la defecazione era tornato come prima. Contattato via sms mi e' stato riferito di avere pazienza che si deve ritirare in modo che dopo si possa fare la legatura. Mi ha anche detto che ci sarebbero voluti 7/10 giorni e che nel caso di prendere Pelvilen forte ma non lo ritenevo necessario al momento. Io alterno giorni discreti a giorni piu' difficili. Ricontattato mi ha detto di usare proctofoam hc 2 volte al di per 1 settimana e poi di sapergli dire. Ho fotografato il prolasso sia prima che dopo le cure e a oggi (" giorno di proctofoam) mi sembra che le dimensioni siano uguali alla partenza. Ricontattato mi ha detto che non puo' intervenire in questo momento in quanto vedrei le pene dell'inferno e che anche un eventuale intervento con me sarebbe rischioso vista che la mia mucosa e intestino sono molto fragili. A meta' settimana prossima finiro' con il Proctofoam...e se non dovesse cambiare niente? Cosa devo fare? L'intervento non lo vorrei fare e lui non lo ritiene molto possibile nelle mie condizioni. Sono spaventato (ipocondriaco al massimo e in cura anche per aritmie cardiache). Attendo un suo cordiale suggerimento. Grazie di cuore . (nb il prolasso esce solo alla defecazione e non ho mai visto sangue)

Caro Signore,

la sua storia clinica meriterebbe alcune considerazioni. A mio parere, la scleroterapia è indicata nella patologia emorroidale di basso grado sintomatica, con lo scopo di ridurre grado e sintomi. La sua attuazione è limitata e se la patologia ha un andamento evolutivo, verso gradi più elevati, lo specialista deve attuare altre tecniche per la cura definitiva della patologia. Interpretando quanto lei descrive, attualmente lei soffre per un attacco emorroidale acuto e quindi la terapia, in questo caso, è essenzialmente medica. Risolta la fase acuta lo specialista dovrà scegliere il percorso terapeutico migliore per la cura definitiva della sua patologia. Una visita colonproctologica completata con la videoproctoscopia digitale è consigliata per una corretta diagnosi e un adeguata terapia.

Salve dottore, ho 47 anni. operato nel 2009 per emorroidi di 3/4°grado con trombizzazioni e sanguinamenti continui con metodo longo, con complicazioni importanti nei successive 15gg (4gg dopo rientrato in sala operatoria per forte perdita di sangue dovuta a dei punti saltati, con post operatorio dolorosissimo per almeno due settimane). Dal 2011 ho ricominciato con sanguinamenti e dolori importanti che si sono presentati con regolarità 3/4 volte all'anno e curati ogni volta con fleboral 300 con il quale riuscivo a guarire nell'arco di due settimane. Ora sono però 8 mesi che dopo un violento sanguinamento non riesco più a venirne fuori. Sette mesi fa mi è stata riscontrata una recidiva emorroidaria di 3° grado associata ad ipertono sfinterico e ad una ragade posteriore che ora che so di averla credo sia stata negli ultimi anni la causa dei miei periodi difficili. Con tale diagnosi mi e stato detto di trattare le emorroidi con metodo thd ma non prima di aver curato completamente la ragade, altrimenti l'intervento anche se poco invasive mi avrebbe portato ad un post operatorio assai doloroso. Prima di risolvere la ragade con sfinterotomia (sconsigliata per possibili future controindicazioni ma comunque possibile come ultima spiaggia) mi è stato detto di prendere e l'ho fatto per quasi tre mesi, levorag e fleben 1000 con qualche risultato ma con ricaduta finale che mi ha riportato come in origine. Poi altri Quattro mesi di dilatatori sempre accompagnati dal fleben 1000, ma ancora niente di buono salvo verificare anche in fase di defecazione che il mio tono muscolare è arrivato ad essere più rilassato. Così sino a ieri quando ho fatto un'altra visita da un altro chirurgo proctologo che mi ha facilmente detto che il mio problema è che la veccha longo non mi aveva ripulito fino in fondo e che per risolvere tutti i miei problemi attuali dovrò fare una nuova longo fatta come si deve, così liberando per bane il canale avra pace anche la mia ragade. Sono preoccupato e deluso da due valutazioni di due chirurghi, così diverse tra loro, oltre a non resistere più da dolori e complicazioni di tutti I generi. Lei cosa mi consiglia di fare Grazie di cuore in anticipo

Caro Signore,

innanzitutto evitare un ulteriore intervento con la tecnica di Longo (errare è umano, perseverare diabolico). A parte le battute fatte anche per sdrammatizzare, il mio consiglio è di curare la Ragade anale con la fissurectomia (valutando bene e correttamente la necessità della Sfinterotomia), contemporaneamente somministrare una terapia farmacologica adeguata per la patologia emorroidale mai curata (visto che per definizione, mia, la tecnica di Longo non cura le emorroidi). Una visita colonproctologica completata con la Videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi è un adeguato percorso di terapia.

Nel 2006 vengo sottoposto ad una prima emorroidectomia con tecnica Milligan Morgan a causa delle presenza di emorroidi di terzo grado prolassate. Il 28 aprile 2017 mi sottopongo ad un nuovo intervento di emorroidectomia con tecnica Longo:emorroidi di iv grado con prolasso del retto Premetto che mi era stato prospettato un decorso in assenza di dolore e al contrario ho sofferto molto più di quanto non avessi patito nel precedente intervento di 10 anni prima. Dopo circa tre settimane compare un gavocciolo residuo x il quale si decide un nuovo re intervento con tecnica Milligan Morgan Nel frattempo, quindi a partire dalla meta di maggio comincio ad avvertire dolori all’ ano, mentre e dopo la defecazione, che divengono sempre più intensi . Li definirei dolori urenti e costrittivi (come se un piccolo pezzetto di vetro attraversasse la parte posteriore dell'ano) ed interessano in particolare il canale anale posteriormente, verso il coccige oltre ad arrivare in alcuni momenti ad interessare la parte dei glutei a ridosso dell’ano da entrambi i lati. Tali dolori hanno una breve durata, da secondi a pochi minuti dopo di che regrediscono una volta terminata l,evacuazione. In assenza di evacuazione invece avverto un dolore a livello dell’ano a ridosso del coccige. Il chirurgo che mi ha rioperato il 14-06-2017 ha controllato che ci potessero essere ragadi che non erano invece presenti. Hanno richiesto una biopsia del gavocciolo asportato e sono in attesa di riscontro. Il post operatorio è decisamente meno doloroso del precedente ma permane la sintomatologia di cui sopra in fase di evacuazione e tra un’evacuazione e l’altra che nulla c’entra con l ‘emorroide operata. Pongo quindi due quesiti: 1 mia nonna è deceduta x via di un carcinoma del retto quindi ho un problema di familiarità. Il materiale inviato a biopsia e proveniente dal gavocciolo residuato è utile solo per diagnosticare un eventuale cancro al retto o è utilizzabile x eventuali neoplasie all’ano? 2 quali sono gli accertamenti che posso fare immediatamente stante l impossibilità di sottopormi ad ispezione anale x via del recentissimo reintervento? Grazie

Buongiorno Signor Stefano,

la sua storia potrebbe essere simile a quella di tante altre persone che subiscono un intervento per emorroidi con la tecnica di Longo. Sono infatti molte che lamentano dolore post operatorio e la recidiva immediata o a medio termine. Il dolore che lei lamente è presumibilmente riferibile ad una ragade anale (frequente dopo l’intervento di Longo) o ad una non perfetta cicatrizzazione della ferita dopo l’asportazione del gavocciolo recidivo. Riguardo la richiesta dell’esame istologico (credo che sia già arrivata la risposta) sul gavocciolo asportato potrebbe avere un significato di prudenza, anche perché il sospetto solitamente il chirurgo lo dovrebbe avere prima e non dopo un intervento. Se persiste la sintomatologia il mio consiglio è di sottoporsi ad una attenta valutazione colonproctologica completata con la Videoproctoscopia Digitale, esame che permette una adeguata diagnosi e quindi la possibilità di un percorso terapeutico adeguato.

Buongiorno sono stata operata di emorroidi e una ragade ,con metodo Milligan Morgan ma purtroppo questo post operatorio mi sta sembrano davvero difficile. Premetto che dovevo fare solo la ragade e solo in sala operatoria ho detto al chirurgo che mi aveva visitato che avevo anche le emorroidi così lui ne ha asportata una anche se erano 2 a fuoriuscire ogni volta che andavo in bagno..ma riuscivo a farle rientrare con una pomata.Vengo al mio problema dopo 20 di sofferenza tra emorroidi e ragade finalmente decido di operarmi e anche in modo molto veloce il 26 ottobre faccio la preospedalizzazione e il 2 novembre vengo operata,da quel momento finiti l'effetto dell'anestesia ho iniziato ad avere dolori pazzeschi e hanno provato a farli passare con tutto in ospedale rimango li la notte e esco il giorno successivo.A casa dopo vari prodotti per evacuare riesco andare ad andare in bagno con sofferenza pazzesca dolori e sangue....in tutto ciò mi fuoriesce subito l'altra emorroide che era rimasta e da 10 giorni sento come una palla dietro, sto prendendo il triade h che ormai prendo da una vita ma non ho visto grandi risultati anche perché mi è accaduta un'altra cosa da circa 5 giorni e cioè appena mi entra qualcosa nello stomaco sento dei rumori pazzeschi inizia il mal di pancia, aria e il senso di evacuare .....ma escono solo piccoli pezzetti di feci morbide e quindi sto in continuazione in bagno e a lavarmi continuazione. Adesso vi chiedo è normale tutto ciò come post operatorio??è normale che fuoriesce l'emorroide rimasta non rientra e non posso ovviamente neanche toccarla???premetto che ho un'ernia iatale ma non ho mai fatto una colonscopia pensa che questi problemi siano dovuti ad altro?vi ringrazio anticipatamente e spero risolvere anticipo più presto una vita normale visto che da 10 giorni sto a letto! !

Buongiorno Signora,

quello che descrive non è un decorso “normale” dopo un intervento per emorroidi e ragade anale. Una prima considerazione è che non è usuale che il chirurgo che si appresta a eseguire un intervento per una patologia venga avvertito dalla persona sofferente che ha una seconda patologia, ovvero la diagnosi corretta doveva essere fatta prima dell’intervento in modo da programmare un iter terapeutico adeguato. Avendo difficoltà ad evacuare, la patologia emorroidale residua può subire un aggravamento, legato anche al trauma operatorio, ma dovrebbe regredire con il passare del tempo. Probabilmente i disturbi che avverte a livello addominale possono essere legate alla terapia farmacologica che sta seguendo. Vista la sua sofferenza le consiglio di ricontattare il chirurgo che ha eseguito l’intervento che potrà darle utili consigli e attenuare il suo stato di sofferenza.

Stim. dottore, l'intervento Milligan-Morgan è notoriamente temuto per il post operatorio sintomatico, tant'è che ha molti detrattori anche fra i chirurghi. Tuttavia diversi proctologi sostengono che se esso è adottato con "tecnica corretta" ha una sintomatologia bassa. In sintesi cosa significa "tecnica corretta"? Grazie per la cortese disponibilità.

Buongiorno,

Con il termine di tecnica corretta si intende eseguire “legge artis”un intervento chirurgico. Spiegarlo per email è difficile, dovremo impiegare molto tempo, tipo 6 anni di corso ordinario universitario, 5 di specializzazione e 31 di pratica clinica. Mi perdoni l’ironia ma la sua domanda è alquanto “bizzarra”.

Buonasera dottore, venerdì farò l'intervento per le emorroidi trombizzate e inoltre oggi sono stata a visita e il dottore mi ha detto che dovrà darmi anche qualche punto esterno a causa di un edema che dovrà tagliare! Cosa mi dice al riguardo? Non c'è nessun altro modo per poter togliere questo edema prima dell'intervento per evitare questa ferita esterna? Mi provocherà molto dolore questo? Dopo quanto la ripresa?

Buongiorno Signora,

a mio parere sia la trombosi emorroidale  che l’edema dovrebbero essere curati con una adeguata terapia medica locale e per via orale. Inoltre quando c’è una trombosi che provoca sintomi importanti, questa può essere trattata direttamente in ambulatorio senza ricorrere alla sala operatoria. Mettere dei punti sull’ano può provocare dolore dopo l’intervento. Probabilmente quello che lei descrive non è quello che ha proposto il chirurgo, c’è stato una incomprensione, un malinteso poiché questo tipo di intervento, sempre secondo un mio personale parere, non ha alcun razionale terapeutico.

Salve, volevo sottoporre il mio problema. Sono quattro mesi che soffro di emorroidi esterne sono tutte intorno all’ano. Premesso sono uno sportivo vado molto in bici non sono assolutamente stitico, seguo una dieta adeguata bevo pochi caffè zero alcolici. Sono andato da un Proctologo è mi ha riscontrato questa patologia delle emorroidi esterne non sanguinanti non esageratamente grosse ma alquanto dolorose. Al mattino non ho nessun fastidio ma quando arriva a sera non riesco a stare seduto. In medico mi ha effettuato una scleroterapia, non le dico il dolore post cura. Dopo cinque settimane di sofferenza non ho trovato nessun miglioramento, sono alquanto disperato ho dovuto rinunciare alla attività sportiva, secondo lei potrò migliorare un po’, ho devo continuare a soffrire!!

Buongiorno Signor Sergio,

se il prolasso emorroidale raggiunge l’orifizio anale, il grado delle sue emorroidi è probabilmente superiore al II. In questo caso, a mio parere, eseguire una scleroterapia è un puro esercizio tecnico e non terapeutico ed è forse il motivo della sua sofferenza, mentre il non miglioramento è insito nella indicazione alla tecnica. Per poter rispondere alla sua domanda sarebbe opportuno avere un quadro corretto della patologia e solo con una esatta diagnosi è possibile stabilire un percorso di terapia adeguato.

Gentile dott Nicastro sono una signora di42 ann ed il mese di Aprile sono stata operata di emorroidi di 4 grado con tecnica milligan-morgan .Da allora a parte i dolori lancinanti ho avuto seri problemi per defecare a tal punto da aiutarmi con le mani. Ho fatto sotto consiglio diel proctologo la defecografia con esito prolasso mucoso ,ampio rettocele anteriore e perineo discendente.mi hanno consigliatoun secondo intervento con metodo longo ma sinceramente ho molti dubbi nn vorrei peggiorare la mia situazione.purtoppo io insegno fitness e tutta questa situazione per me è molto invalidante ho provato diete per mantenere feci più morbide ,ho usato bustine e sciroppi di vario genere ma il momento defecatorio è diventato un parto.Attento un suo consiglio prezioso per me.Buon lavoro

Cara Signora,

non credo che quanto rilevato dalla defecografia sia una condizione insorta dopo l’intervento. A parte il prolasso mucoso che il chirurgo dovrebbe aver constatato durante l’intervento e che quindi poteva correggere, il rettocele e la sindrome del perineo discendente sono condizioni che prevedono uno stato di sofferenza cronica del pavimento pelvico che ne determinano uno stato funzionale alterato.  Ma la diagnosi di rettocele e di perineo discendente è facile ed è possibile con una normale visita proctologica che sicuramente avrà eseguito per la patologia emorroidaria che per essere stata di IV grado poteva far ipotizzare uno stato di sofferenza di lunga data. queste considerazioni sono necessarie perché l’esito della defecografia potrebbe essere smentito dall’esame obiettivo locale e che i suoi sintomi potrebbero essere conseguenti proprio all’intervento per la malattia emorroidaria che ha portato ad una alterazione del canale anale (stenosi o substenosi) con difficoltà alla espulsione delle feci. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia che potrebbe prevedere una riabilitazione del pavimento pelvico anziché un intervento come quello a lei proposto e di cui penso ne potrà leggere effetti e risultati nelle testimonianze delle persone pubblicate nelle pagine del mio sito.

Buonasera dottore, sono un uomo di 42 anni e due anni fa sono stato operato alle emorroidi di terzo grado con metodo longo.Dalle visite di controllo mi è stato detto che l'operazione è perfettamemte riuscita però non ho trovato giovamento ovvero, il prolasso non si è mai riassorbito e spesso mi si infiamma gonfiandosi, ho dei sanguinamenti periodicamente e di conseguenza anche dolore.Vorrei avere un suo parere tenendo conto che soffro di colon irritabile e spesso mi capita di avere dei periodi di diarrea che sicuramente non mi aiuta con le emorroidi .Grazie buonasera.

Caro Signore,

un intervento può considerarsi riuscito quando migliora la qualità e la quantità di vita della persona sofferente. Ma la sua storia non è diversa a quella di tante persone che hanno subito lo steso intervento che , a mio personale parere, non cura la patologia emorroidaria e che è gravato da complicazioni che non ne giustificano l’attuazione. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un corretto percorso di terapia che non trascuri la cura del colon irritabile.

Buongiorno, avrei una domanda da porle. Ho fatto da circa un mese e mezzo un intervento di thd per emorroidi di II grado sanguinanti, ma tuttora l'intervento sembra sia stato vano, poichè soffro degli stessi sintomi, nonchè è uscito un gavocciolo esterno all'inizio trombizzato, in seguito alla rottura di un punto, dopo circa 21 giorni. Tale punto protrudeva dall'orifizio anale e il chirurgo l'ha poi tagliato verso il bordo dell'orifizio, mentre è uscita anche una rete intrecciata di fili in corrispondenza di tale giorno, dopo essere andato in bagno. Visto che il gavocciolo è comparso in corrispondenza di tali eventi e intorno al 21 giorno, vorrei sapere se è stato causato dalla rottura del punto che quindi ne ha reso vano l'intervento. Tra l'altro prima dell'intervento non avevo alcun gavocciolo completamente all'esterno dell'orifizio, non può essere magari che sia peggiorato o che sia un circolo collaterale creatosi?Eventualmente il chirurgo vorrebbe aspettare fino a tre mesi per poi effettuare una scleroterapia su quel vaso, poichè sfregando durante l'evacuazione è causa di striature ematiche. Non si potrebbe effettuare invece la scleroterapia selettiva di cui sento ben parlare? Grazie per le delucidazioni.

Caro Signore,

quello che descrive non è un regolare decorso post-operatorio dopo dearterializzazione doppler guidata dei plessi emorroidali. Probabilmente si può ipotizzare una difficoltà durante l’intervento nella sutura delle arterie e nell’eventuale correzione di un prolasso mucoso. Questo potrebbe spiegare la precoce perdita della sutura e la trombosi di un peduncolo. In caso residui una patologia emorroidale possono essere impiegate altre tecniche, come la scleroterapia, ma a mio giudizio, bisogna attendere almeno tre mesi dall’intervento principale e poi valutare una terapia più definitiva come una ripetizione della dearterializzazione. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per un corretto percorso di terapia.

Visualizzazione 81 - 100 di 26012345678910

Poni una Domanda

Usa il form qui sotto per porre una domanda


Il tuo nome


Il tuo cognome


Il tuo numero telefonico

Fill in your email address